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Il doodle di Google è per le favole di Charles Perrault
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Il doodle di Google è per le favole di Charles Perrault

Francesco Russo

Consulente web e social media, content manager e blogger. Nel 2008 apro questo blog per osservare come la comunicazione stia cambiando con i social media

Il doodle che vediamo oggi su Google è dedicato ai 388 anni dalla nascita di Charles Perrault, scrittore francese, passato alla storia per aver scritto celebri fiabe come “Cappuccetto Rosso”, “Barbablù”, “La bella addormentata”, “Pollicino”, “Cenerentola” e “Il gatto con gli stivali”.

Il doodle che vediamo oggi sulla home di Google si ispira al fantastico mondo delle favole e, come già successo in altre occasioni, non singolo ma sono diversi doodle a rotazione, ce ne sono infatti tre. E le favole a cui si è ispirata la doodler di oggi, Sophie Diao, sono quelle di Charles Perrault e proprio oggi, 12 gennaio, si ricordano i 338 anni dalla nascita dello scrittore francese. I doodle sono quelli per “Cenerentola“, “La Bella Addormentata” e “Il gatto con gli stivali“.

Charles Perrault era uno scrittore vissuto all’epoca di Luigi XIV, il “Re Sole“, di famiglia alto borghese e studiò nelle migliori scuole di Parigi diventando poi avvocato. Ma scrisse le celebri favole solo dopo molti anni. Infatti i “Racconti e storie del passato con una morale” (1697) che avevano come sottotitolo “I racconti di mamma l’oca” Perrault li scrive quando aveva 55 anni. Il suo intento era quello di raccogliere i racconti popolari e farli diventare favole raccontate con un linguaggio più colto, per farli apprezzare anche a corte, e vi aggiunge la morale. Perrault da quel momento comincia a scrivere storie divertenti ma che allo stesso tempo fossero capaci di istruire il lettore.

charles perrault doodle google

Cenerentola“, una delle favole più celebri, si ispira alla versione napoletana di Giambattista Basile, “La gatta Cenerentola”, rendendola molto più buona rispetto a quella raccontata dallo scrittore napoletano. L’elemento che rende le favole di Perrault un successo nella Francia dell’epoca sono proprio le “morali” che lui inseriva nei suoi racconti. Più che morali sarebbe meglio parlare di raccomandazioni, nel senso che, come scriveva lo stesso Perrault, “È senza dubbio di grande utilità avere spirito, coraggio, nobiltà, buon senso, e altri talenti che sono dono del cielo. Ma tutte queste belle cose per la vostra carriera nella vita resteranno inutili se non ci saranno, a farle valere, padrini e madrine“. Era questa la realtà di quei tempi.

Le favole di Perrault sono ancora oggi molto lette e molto diffuse e alcune di esse sono poi diventate ancora più popolari dopo essere diventate dei film realizzati da Walt Disney. Tra le favole ci sono quelle che tutti noi abbiamo conosciuto da bambini e sono: Pollicino, La Bella Addormentata, Il gatto con gli stivali, Barlablù, Cappuccetto Rosso.

E dopo la sua morte,  avvenuta nel 1703 a Parigi, vennero pubblicate altre tre storie: Griselda, I desideri ridicoli/inutili e Pelle d’asino. Nel 1875, molti dei racconti di Charles Perrault vennero tradotti dal francese all’italiano ad opera di Carlo Collodi (l’autore di Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino) e pubblicati nella raccolta “I racconti delle fate“.

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