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  • Il doodle di Google per la Giornata Internazionale della Donna 2024

    Il doodle di Google per la Giornata Internazionale della Donna 2024

    Giornata Internazionale della Donna. Il doodle di Google come occasione per ricordare donne straordinarie. Le cui storie ispirano ancora oggi.

    La Giornata Internazionale della Donna è l’occasione per riflettere su come sta evolvendo la nostra società. E quindi dal punto di vista della parità di genere.

    Non è una festa e non serve fare gli auguri. Serve piuttosto riflettere su come migliorare questo mondo. Iniziando dai grandi esempi che arrivano da grandi donne che, per perseguire le proprie ambizioni; per realizzare i propri sogni; per realizzarsi nella società in ogni ambito hanno dovuto lottare affrontando mille difficoltà.

    Questo è il senso di questa giornata e il doodle di Google ce lo ricorda.

    Il doodle, opera della disegnatrice e illustratrice Sophie Diao, vede questa signora anziana che racconta le gesta di grandi donne ai suoi nipoti.

    La saggezza che viene raccontata e tramandata per raccontare i progressi fatti nel corso degli anni. Ogni singolo pezzo della trapunta rappresenta un settore in cui le donne si sono affermate.

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    Ecco 24 donne da ricordare in questa giornata

    Ed ecco alcune delle donne che in questi anni hanno saputo superare mille difficoltà. Riuscendo nei loro scopi, diventando esempi da seguire per tante altre donne. E non solo.

    Frida Kahlo: artista messicana. Diventata celebre per le sue opere che riflettono il suo rapporto con il proprio corpo martoriato e il folclore messicano.

    Malala Yousafzai: attivista pakistana per l’istruzione femminile, ottenne il Premio Nobel per la Pace nel 2014.

    Katherine Johnson: matematica afroamericana, contribuì al programma spaziale americano. Il suo lavoro risultò di fondamentale importanza per le missioni Apollo. Il suo personaggio è stato raccontato anche nel film “Il diritto di contare”.

    Rita Levi-Montalcini: neurologa, fu Premio Nobel per la Medicina 1986 per la scoperta del fattore di crescita nervoso.

    Grazia Deledda: scrittrice, fu prima donna italiana a ricevere il Premio Nobel per la Letteratura, nel 1926.

    Tra le donne da ricordare anche la “mamma del computer”

    Ada Byron Lovelace: la prima donna che elaborò il primo algoritmo della storia per essere elaborato da una macchina. In altre parole, stiamo parlando della mamma del computer.

    Simone de Beauvoir: filosofa e scrittrice francese. Pioniera del femminismo, nota per la sua opera “Il secondo sesso” e il suo attivismo per i diritti delle donne.

    Margherita Hack: astrofisica e divulgatrice scientifica. Famosa in tutto il mondo, ha lavorato con gruppi di ricerca della NASA e dell’ESA, notevole per le sue posizioni su temi cruciali per l’umanità.

    Marie Curie: fisica e chimica polacca, naturalizzata francese, fu Premio Nobel per la Fisica (1903) e per la Chimica (1911).

    Rosalind Franklin: chimica e cristallografa britannica, nota per il suo ruolo nello studio della struttura del DNA.

    Amelia Earhart: aviatrice americana, famosa per essere stata la prima donna a volare da sola attraverso l’Atlantico.

    Hedy Lamarr e la scoperta del wi-fi

    Hedy Lamarr: attrice e inventrice austriaca-americana, contribuì allo sviluppo di una tecnologia precursore del Wi-Fi.

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    Susan B. Anthony: attivista americana per i diritti delle donne e figura chiave nel movimento per il suffragio femminile.

    Greta Thunberg: attivista svedese per la tutela dell’ambiente, ispiratrice del movimento Fridays for Future.

    Anna Magnani: considerata tra le maggiori interpreti femminili nella storia del cinema, è stata la prima attrice, non di lingua inglese, a vincere un Oscar per la miglior attrice protagonista con “La rosa tatuata” nel 1956.

    Nilde Iotti: politica italiana, fu la prima donna a ricoprire la carica di presidente della Camera dei Deputati, ricoprendo il ruolo per tre legislature, con un mandato record.

    Maria Montessori e il suo metodo

    Maria Montessori: educatrice, pedagogista, filosofa, medico, neuropsichiatra infantile e scienziata, ha sviluppato un metodo educativo ancora oggi utilizzato in tutto il mondo. Fu tra le prime donne a laurearsi in medicina in Italia.

    Artemisia Gentileschi: pittrice, nota per essere stata una delle prime pittrici italiane a raggiungere una fama pari ai colleghi maschi dell’epoca.

    Rosa Parks: attivista americana, figura-simbolo del movimento per i diritti civili, celebre per aver rifiutato nel 1955 di cedere il posto su un autobus a un bianco.

    Tina Anselmi: politica italiana, si distinse come partigiana durante la Resistenza e divenne il primo ministro donna d’Italia nel 1976, assumendo il ruolo di ministro del lavoro e della previdenza sociale.

    Matilde Serao: giornalista e scrittrice, fondò e diresse il quotidiano “Il Corriere di Roma” e poi “Il Mattino” di Napoli, diventando una delle prime donne a dirigere un giornale.

    Lina Wertmüller: regista cinematografica, la prima donna a ricevere una candidatura agli Oscar come Miglior Regia per il film “Pasqualino Settebellezze” nel 1977.

    Sibilla Aleramo: scrittrice e giornalista, nota per il suo romanzo autobiografico “Una Donna”, che narra la sua rinascita dopo aver lasciato un marito violento.

    Tina Modotti: fotografa di fama internazionale, si dedicò anche all’attivismo politico, diventando un simbolo di resistenza e libertà artistica.

    Semplici storie di donne straordinarie

    Le storie di queste donne straordinarie non sono semplici narrazioni del passato. Rappresentano testimonianze potenti che continuano a risuonare nella nostra società.

    Ogni passo verso la parità di genere che compiamo oggi è costruito sulle fondamenta create da queste pioniere.

    Ricordando i loro trionfi, riconosciamo anche le sfide che persistono ancora oggi e rafforziamo il nostro impegno a costruire un mondo dove l’uguaglianza di genere non sia solo un obiettivo, ma una realtà vissuta.

    Le loro storie non sono solo una parte della nostra storia, ma sono i capitoli fondamentali del libro che continuiamo a scrivere ogni giorno verso un futuro più giusto.

     

  • Il doodle di Google oggi è per Giacomo Leopardi

    Il doodle di Google oggi è per Giacomo Leopardi

    Google dedica il doodle a Giacomo Leopardi in occasione, oggi 29 giugno 2023, dei 225 anni dalla nascita.

    Oggi, 20 giugno 2023, Google celebra con un doodle speciale il 225° compleanno di uno dei più illustri poeti, filosofi e studiosi italiani: Giacomo Leopardi.

    Nato, appunto il 29 giugno, nel 1798 nella città di Recanati, Leopardi è universalmente riconosciuto come una delle voci più influenti del Romanticismo e una delle figure di spicco della letteratura mondiale. E il doodle di oggi lo dimostra, per quello che vale. Il doodle è visibile in Italia, ovviamente, in Brasile, in Islanda, in Irlanda e in Bulgaria.

    Leopardi, fin dalla giovane età, si dedicò con passione allo studio, innamorandosi in particolare dei libri della biblioteca paterna. Durante questo periodo, il piccolo Giacomo sviluppò una notevole competenza in latino, greco antico ed ebraico, gettando le basi per diventare un rinomato filologo. La sua profonda conoscenza delle lingue antiche lo portò a tradurre vari classici latini e greci.

    Fu influenzato dalle idee dell’Illuminismo, un movimento filosofico che promuoveva la ragione e la logica sopra le superstizioni. Questo fervore intellettuale lo spinse a diventare uno dei pensatori più radicali del suo tempo. A soli 14 anni, scrisse “Pompeo in Egitto“, un manifesto critico verso una delle figure più potenti di Roma.

    Nei successivi anni, Leopardi scrisse una serie di opere filologiche, così come poesie memorabili come “L’appressamento della morte“, “Inno a Nettuno” e “Le rimembranze“. Passò la maggior parte della sua carriera creando poesia lirica, tra cui i celebri “Canti” e il “Canzoniere“.

    doodle google 2023 giacomo leopardi franzrusso.it

    Attraverso la sua scrittura, Leopardi esplorò temi come il patriottismo, l’amore non corrisposto e profonde riflessioni sull’esistenza umana, anticipando le tematiche dell’Esistenzialismo.

    Una delle sue ultime opere letterarie, le “Operette morali“, è una raccolta di saggi filosofici brillanti e ironici, che dimostrano il suo acuto senso critico e la sua affascinante visione del mondo.

    Ed ecco, qualcuna è già stata citata, alcune delle opere più conosciute e celebri di Giacomo Leopardi:

    Tra le sue opere più conosciute e celebrate, vi sono:

    I Canti: raccolta di poesie, che comprende alcune delle più famose opere di Leopardi, che è stata pubblicata in diverse edizioni tra il 1824 e il 1835. Tra le poesie più conosciute e apprezzate di questa raccolta vi sono “L’infinito“, “A Silvia“, “La quiete dopo la tempesta“, “Il sabato del villaggio“, e “Canto notturno di un pastore errante dell’Asia“;

    Operette morali: opera in prosa, pubblicata per la prima volta nel 1827, che consiste in una serie di dialoghi e racconti filosofici. Tra i pezzi più celebri di questa raccolta vi sono “Dialogo della Natura e di un Islandese“, “Dialogo di Plotino e di Porfirio“, e “Storia del genere umano“;

    Zibaldone: diario di appunti e riflessioni filosofiche, scritto tra il 1817 e il 1832, considerato uno dei capolavori di Leopardi. Venne scoperto e pubblicato solo nel 1898 (Leopardi morì a Napoli il 14 giugno del 1837);

    Pensieri: opera in prosa in cui Leopardi riflette sul significato della vita e sulla condizione umana. Quest’opera presenta molti dei temi ricorrenti negli scritti di Leopardi, come l’infelicità umana e l’illusione del progresso.

    Oggi, nel 225° anniversario della sua nascita, ricordiamo Giacomo Leopardi non solo come un grande della letteratura italiana, ma come un pensatore rivoluzionario il cui lavoro continua a risuonare nel tempo. La sua profonda introspezione sulla condizione umana, le sue riflessioni sulla vita e l’amore, e il suo talento straordinario come poeta rendono le sue opere rilevanti e potenti anche oggi.

    Buon 225° compleanno, Giacomo Leopardi.

  • Il doodle di Google oggi è dedicato a Giorgio Gaber

    Il doodle di Google oggi è dedicato a Giorgio Gaber

    Il doodle di Google che vediamo oggi è dedicato al grande Giorgio Gaber, artista unico che seppe mettere assieme la musica e il teatro.

    Non è la prima volta che Google dedica un doodle ad un personaggio italiano, l’ultimo in ordine di tempo è stato quello dedicato ad Eugenio Montale. Ma è forse uno dei pochi dedicato ad un personaggio ancora molto attuale. Oggi infatti il doodle è dedicato a Giorgio Gaber, cantautore, attore, cabarettista, musicista, regista. Insomma, un artista nel senso più pieno del termine. Uno di quelli che ci manca tanto.

    Il doodle rappresenta la copertina di un 45 giri che prende il posto delle due “o” di Google, con il microfono al posto della “l”.

    Giorgio Gaber nasce il 25 gennaio del 1939

    Giorgio Gaberščik, meglio conosciuto appunto come Giorgio Gaber, nasceva il 25 gennaio del 1939, 83 anni fa. Essendo nato in una famiglia di musicisti, da subito dimostro grande talento per la musica e solo dopo imparò a cantare. C’è un momento che però caratterizzò la sua infanzia. Gaber si ammalò per due volte di poliomielite e la prima volta questa gli provocò, all’età di circa 9 anni, una lieve paralisi alla mano sinistra. Ma questo non impedì al giovane Gaber di imparare a suonare la chitarra, strumento che lo accompagnò lungo tutta la sua carriera. Infatti, molti anni dopo ebbe a dire che “tutta la mia carriera nasce da questa malattia“.

    Il doodle di google è per giorgio gaber

    Gaber comincia a muoversi nella musica prendendo parte a diversi gruppi musicali e nel 1956 entra a far parte dei Rock Boys, il gruppo (all’epoca si chiamava “complesso”) di Adriano Celentano che vedeva anche un altro grande come Enzo Jannacci al piano.

    In seguito nasce il sodalizio artistico con Luigi Tenco, con il quale fonda il gruppo Rocky Mountains Old Times Stompers, con Jannacci sempre al piano.

    Gaber e il primo rock in italiano

    Ma Gaber incontra il vero successo quando inizia la sua carriera da solista. Ne 1958 incide “Ciao ti dirò“, che passò alla storia per essere uno dei primi brani rock in lingua italiana.

    I successi di Gaber sono tantissimi lungo la sua carriera, come “La ballata dei cerutti“, “Come è bella la Città“.

    Ma Gaber è ricordato oggi per aver messo insieme una modalità artistica che pochi sono riusciti a compiere. La sua grande capacità era quella di mettere insieme il suo talento musicale e il suo grande talento di attore e narratore. Ne viene fuori un insieme di arti fuse all’interno dei suoi spettacoli che non erano dei concerti, ma erano proprio delle opere.

    Monologhi che si fondevano nelle canzoni, rendendo tutto un filone unico.

    Gaber e la sua unicità

    Questa sua unicità si vedrà anche nella sua produzione musicale che con gli anni diventa sempre più vicina alla realtà del paese.

    Canzoni come “Io non mi sento italiano” o “Destra – Sinistra“, “Quando sarò capace di amare“, ne sono la dimostrazione.

    Curiosità, oggi Giorgio Gaber vanta su Spotify oltre 140 mila ascolti mensili, forse non tantissimi, ma “Io non mi sento italiano” vanta 5,3 milioni di stream e “Destra – Sinistra” con 2,16 milioni di stream.

    Giorgio Gaber muore il 1° gennaio del 2003 all’età di 64 anni.

  • Google celebra Eugenio Montale con il doodle

    Google celebra Eugenio Montale con il doodle

    Il doodle che vediamo oggi sulla home italiana di Google è dedicato al grande poeta Eugenio Montale in occasione dei 125 anni dalla sua nascita, premio Nobel per la Letteratura nel 1975.

    Dopo il doodle dedicato a Manzoni, a Pirandello, a Grazia Deledda, Google torna a celebrare un grande della letteratura italiana come Eugenio Montale che oggi, 12 ottobre, avrebbe compiuto 125 anni.

    Eugenio Montale è considerato uno dei grandi poeti della letteratura mondiale, premio Nobel per la Letteratura nel 1975, e mai come in questo momento storico che stiamo vivendo torna ad essere attuale.

    Il doodle che vediamo sulla home del motore di ricerca, visibile solo in Italia, realizzato dall’illustratore aostano Andrea Serio, ritrae il poeta mentre scrive e sullo sfondo la sua Liguria, in particolare le “Cinque Terre” e “Monterosso“, luoghi d’infanzia del poeta, nato a Genova il 12 ottobre del 1896.

    Google doodle Eugenio Montale franzrusso.it

    Conosciuto come il poeta del “mal di vivere“, Montale si avvicina alla poesia da autodidatta, pur non trascurando la sua passione per la musica, studiò da baritono anche se non si esibì mai in pubblico.

    La sua chiave poetica era quella di raccontare l’uomo nel momento in cui sembrava aver smarrito i suoi punti di riferimento, andando nella direzione, in un momento successivo verso una vena poetica più concreta e meno astratta con immagini più chiare.

    La sua prima raccolta di poesie, Ossi di Seppia (1925), si presentava come un insieme di momenti che avevano come scopo quello di superare l’ansia di un paese che viveva una unga fase post-bellica. L’opera rimarrà una pietra miliare della poesia di Montale, molto apprezzata dalla critica del tempo e riconosciuta a livello mondiale.

    Altre opere da ricordare di Montale sono “Le occasioni” (1939), “La bufera e altro” (956).

    Eugenio Montale fu anche traduttore di opere come “La battaglia” (1940) di John Steinbeck, “T. S. Eliot tradotto da Montale” (958), “Montale traduce Shakespeare: Amleto” (1971).

    Come dicevamo all’inizio, nel 1975 a Eugenio Montale venne conferito il Premio Nobel per la Letteratura, con questa motivazione: “per la sua poetica distinta che, con grande sensibilità artistica, ha interpretato i valori umani sotto il simbolo di una visione della vita priva di illusioni“.

    Montale morì a Milano il 12 settembre del 1981.

  • Il doodle di Google oggi è dedicato a Christopher Reeve

    Il doodle di Google oggi è dedicato a Christopher Reeve

    Il doodle di oggi è dedicato a Christopher Reeve, l’attore che interpretò uno dei Superman più iconici della storia del cinema. Oggi avrebbe compiuto 69 anni.

    Il doodle di oggi è dedicato ad un vero supereroe, lo è stato sulle scene interpretando uno dei Superman più iconici della storia del cinema e lo è stato anche dopo il grave incidente che gli provocò una paralisi. Stiamo parlando di Christopher Reeve che oggi avrebbe compiuto 69 anni.

    Il doodle, visibile sulla home di Google negli Usa, Canada, in quasi tutta l’Europa (tranne, ad esempio, Spagna e Portogallo), in Tailandia, in Sud Africa, in Perù, Cile e Argentina, in Nuova Zelanda e Australia, raffigura l’ultimo Christopher Reeve, sullo sfondo la sua New York e questa “G” che emana una scia che termina sulla “e”, quasi a voler simboleggiare un passaggio si Superman.

    doodle Google Christopher Reeve franzrusso.it

    Christopher Reeve nacque oggi, 25 settembre, del 1952 a New York. Nel 1976 fece il suo debutto sulle scene di Broadway recitando in “A Matter of Gravity“, commedia che vedeva come protagonista Katharine Hepburn. Due anni dopo, nel 1978, fece un provino per interpretare “Superman, l’uomo d’acciaio” e ottenne la parte superando la concorrenza di ben 200 attori aspiranti per lo stesso ruolo.

    Il ruolo di Superman in ben 4 film rappresentò per Christopher Reeve il momento più alto della sua carriera, quello che lo rese celebre in tuto il mondo. Agli occhi tutti lui raffigurava per davvero il supereroe che tutti amavano e questo segnò la sua carriera di attore. Ovviamente nella sua carriera interpretò altri personaggi e recitò in altri film diretti da registi del calibrò di James Ivory (I bostoniani, 1984), Sidney Lumet (Trappola mortale, 1982), John Carpenter (Villaggio dei dannati, 1995).

    Nel 1995 durante una gara a cavallo rimase gravemente ferito in un incidente che gli provocò lo spostamento di due vertebre cervicali, con lesione del midollo spinale. Reeve riportò una paralisi permanente dal collo in giù (pentaplegia), perdendo l’uso degli arti e anche la capacità di respirare autonomamente.

    Dopo l’incidente Reeve apparve ancora sulla scena, sulla sua sedia a rotelle, nel film La finestra sul cortile (1998), un remake di uno dei più celebri film di Alfred Hitchcock.

    Da quel momento Christopher Reeve dedicò la sua vita ai diritti delle persone con disabilità, portando attenzione sui diritti e maggiore consapevolezza. A questo scopo, insieme alla moglie Dana Morosini, diede vita alla Christopher Reeve Paralysis Foundation sostenendo economicamente centinaia di progetti migliorare direttamente la qualità della vita delle persone con disabilità. Reeve si spese molto anche sul campo della ricerca sulle cellule staminali per approfondire la conoscenza delle lesioni del midollo spinale.

    Christopher Reeve morì d’infarto il 10 ottobre 2004, a soli 52 anni.

  • Il doodle di Google è per Christine de Pizan, prima scrittrice della storia

    Il doodle di Google è per Christine de Pizan, prima scrittrice della storia

    Il doodle che vediamo oggi sulla home di Google, online in Italia, Grecia e Ucraina, è dedicato ai 657 anni dalla nascita di Christine de Pizan, la prima scrittrice professionista della storia.

    Il doodle che vediamo oggi sulla home di Google, online in Italia, Grecia e Ucraina, è dedicato ai 657 anni dalla nascita di Christine de Pizan, la prima donna scrittrice della storia. Vero nome era Cristina da Pizzano e nacque a Venezia nel 1364, il padre era originario di Pizzano, oggi frazione di Monterenzio, un borgo non lontano da Bologna. Presto diventa “de Pisan” per poi diventare, una volta stabilitasi in Francia, “de Pizan”.

    Il padre era un astrologo, figura molto considerata in quei tempi, al punto da essere invitato a recarsi presso la sua corte dal Re di Francia, Carlo V.

    Christine de Pizan è riconosciuta in Europa e nel mondo come la prima scrittrice di professione, la prima donna che per davvero riuscì a vivere di scrittura. La de Pizan è stata anche la prima storica laica, quattro secoli prima di Madame de Staël.

    Fu proprio la vita di corte che fini per appassionare Christine de Pizan ai libri e alle biblioteche e fu anche all’educazione letteraria impartita dal padre che ben presto la vide cimentarsi subito con la scrittura, componendo poesie e ballate.

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    Importante inquadrare il ruolo della donna in quei tempi che aveva difficile acceso alla conoscenza, allo studio, alla cultura. La madre di Christine era contraria al fatto che sua figlia intraprendesse una professione come quella, fino ad allora inaccessibile per le donne.

    Ecco, inquadrato il contesto dell’epoca, si comprende meglio in grande impegno di Christine de Pizan ad emanciparsi. Grande impatto, in questo senso, ebbe la morte del marito e ben presto si trovò a 25 anni, con tre figlie, e senza più la protezione del sovrano Carlo V a dover “diventare uomo“, una metafora da lei usata per intendere la scelta di diventare più autonoma e responsabile, una condizione all’epoca , siamo nel Medioevo, accessibile solo agli uomini.

    Ed è in quel momento che compie il passo fondamentale per diventare scrittrice. Diventa editrice e imprenditrice, dà lavoro a copiste e miniaturiste, continuando a fare la copista anche lei. Parallelamente comincia a scrivere biografie e libri di storia.

    Ma visto il tempo in cui esisteva una forte misoginia anche nel linguaggio e nei testi, Christine de Pizan comincia a scrivere della condizione delle donne e così, nel 1405, scrisse “La città delle Dame“, un libro in cui l’autrice scriveva della capacità delle donne di essere leader, scriveva della saggezza di regine, artiste. Si tratta di un libro che contrappose il valore delle donne, con esempi mirabili, alla misoginia del tempo, qualcosa di straordinario per la sua portata.

    Sono certa che quest’opera farà chiacchierare a lungo i maldicenti“, così disse una volta Christine de Pizan.

    Il libro ebbe poi un seguito, “Il Tesoro della Città delle Dame” che ci concentrava sull’istruzione delle donne, unico modo, considerato da Christine de Pizan, per le donne di accedere alla piena inclusione sulla scena culturale del tempo.

    Varrebbe la pena di rileggere questi testi, scoprendo come, per certi versi, risultino ancora, purtroppo, attuali.

    Christine de Pizan nel 1418, all’età di 53 anni, si ritirò nel Monastero di Poissy. Dopo undici anni di silenzio, scrisse il suo ultimo lavoro sulla sua contemporanea Giovanna d’Arco del 1429. Non si conosce con precisione la data della sua morte, ma è molto probabile che sia avvenuta nel 1430.

  • Il doodle di Google dedicato a Margherita Hack

    Il doodle di Google dedicato a Margherita Hack

    Google celebra la grande astrofisica italiana Margherita Hack con un doodle, in occasione dei suoi 99 anni, oggi 12 giugno 2021.

    Google celebra la grande astrofisica italiana Margherita Hack con un doodle, in occasione dei suoi 99 anni, oggi 12 giugno 2021. Non capita spesso che il colosso di Mountain View celebri personaggi italiani, ma è significativo come gli ultimi tre doodle siano stati dedicati a tre donne, a Laura Bassi, a Artemisia Gentileschi e, appunto, a Margherita Hack. Tre donne straordinarie.

    Il doodle vede l’astrofisica toscana intenta ad osservare gli astri, con la prima “O” a forma di asteroide. Si tratta dell’”Asteroide 8558 Hack“, scoperto nel 1995 e dedicato alla Hack.

    Margherita Hack nacque a Firenze, il 12 giugno del 1922, si laureò in fisica nel 1945 con una votazione di 101/110, con una tesi di astrofisica sulle Cefeidi (in particolare sulla cefeide FF Aquilae), realizzata sempre a Firenze presso l’osservatorio di Arcetri.

    doodle Google margherita hack franzrusso.it

    Nel 1964, la Hack si trasferì a Trieste, dove passò alla storia per essere stata la prima donna italiana a ottenere una cattedra presso l’università della città e per essere stata la prima direttrice dell’Osservatorio Astronomico di Trieste. Per oltre 20 anni ha trasformato l’Osservatorio Astronomico di Trieste da istituzione poco conosciuta ad un luogo scientifico conosciuto in tutto il mondo

    La sua passione per la scoperta, per la divulgazione scientifica e tutti i suoi progressi hanno permesso alla Hack di ottenere diversi riconoscimenti dalla comunità astronomica internazionale, che l’ha portata a diventare membro prestigioso della NASA e dell’Agenzia Spaziale Europea, entrambe sedi dei più importanti osservatori scientifici del mondo.

    Acclamata per la sua capacità di spiegare concetti scientifici complessi al grande pubblico, la Hack ha pubblicato decine di articoli accademici, diversi libri di astronomia e ha fondato due riviste astronomiche. Ha ricevuto tantissimi riconoscimenti, come dicevamo, in particolare l’asteroide 8558 Hack, che orbita tra Marte e Giove, nominato in suo onore nel 1995.

    Al compimento dei 90 anni, il governo italiano conferì alla Hack il suo più alto riconoscimento: il titolo di Dama di Gran Croce.

    Margherita Hack ha saputo ispirare diverse generazioni e il suo esempio è ancora vivo.

  • Il doodle di Google oggi è dedicato a Akira Ifukube

    Il doodle di Google oggi è dedicato a Akira Ifukube

    Il doodle che vediamo oggi su Google è dedicato ai 107 anni dalla nascita del compositore giapponese Akira Ifukube, autore delle musiche della saga di “Godzilla”.

    Il doodle che vediamo oggi su Google è dedicato ai 107 anni dalla nascita del compositore giapponese Akira Ifukube. Forse il suo nome non vi dirà molto, ma Iukube ha legato la sua carriera alla saga “Godzilla“, la serie di film, iniziata nel 1954, dedicata al mostro kaijū. Forse non molti sanno che il famoso ruggito del mostro era una sua creazione, ottenuto dallo sfregamento di un guanto in pelle ricoperto di resina lungo le corde allentate di un contrabbasso.

    Akira Ifukube nacque il 31 maggio del 1914 a Kushiro, Hokkaido, Giappone, da un’illustre stirpe che risale al VII secolo. Sin da subito si appassionò alla musica europea, perseguendo da subito il suo scopo di unire quello stile con la sua musica molto radicata alle tradizioni giapponesi. La folgorazione avvenne ascoltando il brano orchestrale del compositore russo Stravinsky del 1913 “La Sagra della Primavera“, quando aveva 14 anni.

    doodle Google Akira Ifukube franzrusso.it

    Nel 1935 ottenne un primo riconoscimento grazie alla sua prima composizione per orchestra, Rapsodia in Giappone, vincendo il primo premio in un concorso internazionale per giovani compositori organizzato da Alexander Tcherepnin. Tre anni dopo, nel 1938, una sua suite per pianoforte ottenne una menzione d’onore al Festival di Venezia.

    Nel 1947, pubblicò la prima delle sue oltre 250 colonne sonore che produsse nel corso del successivo mezzo secolo. Ma, come già ricordato, l’apice della sua carriera cinematografica arrivò nel 1954 quando scrisse la colonna sonora di “Godzilla“.

    Akira Ifukube, morto l’8 febbraio del 2006, è stato onorato dal governo giapponese con l’Ordine della Cultura. In seguito, gli è stata attribuita l’onorificenza dell’Ordine del Sacro Tesoro.

  • Il doodle di Google dedicato alla fisica Laura Bassi

    Il doodle di Google dedicato alla fisica Laura Bassi

    Il doodle che vediamo oggi su Google è dedicato a Laura Bassi, fisica e accademica bolognese, che il 17 aprile del 1732 ottenne, una delle prime donne in Europa, il dottorato di ricerca.

    A proposito di grandi donne che hanno fatto grande il nostro paese, oggi Google omaggia una delle prime scienziate italiane, tra le prime in Europa ad ottenere un dottorato di ricerca. Stiamo parlando di Laura Bassi, fisica e accademica bolognese che in questo giorno, 17 aprile, del 1732, a soli vent’anni, la Bassi difese con successo 49 tesi per diventare una delle prime donne in Europa a ricevere, in età moderna, un titolo dottorale.

    Laura Bassi nasce a Bologna il 29 ottobre del 1711 e venne avviata subito agli studi scientifici, vista la sua grande propensione per queste materie.

    google doodle laura bassi

    Il momento che ha cambiato la sua vita è stato proprio quello di trovarsi di fronte, in quel famoso 17 aprile, una delle prime donne, ad affrontare una commissione tutta al maschile, e riuscire ad ottenere un risultato straordinario per quel tempo. Ma, proprio perché a quei tempi la disparità di genere a livello accademico era molto marcata, la sua carriera accademica venne molto limitata.

    Grazie alla sua caparbietà, riuscì a diffondere in tutto il paese la fisica newtoniana, materia a cui lei dedicò tutta la sua carriera accademica.

    Laura Bassi dedicò tutta la sua vita affinché la parità di genere fosse raggiunta all’interno di un settore prettamente maschile. E nel 1776, dopo anni di battaglie e di lotte, riuscì ad ottenere la cattedra di professore di fisica sperimentale nell’Istituto delle Scienze, finalmente senza alcuna limitazione dovuta al sesso. Era la prima donna in Europa ad ottenere una cattedra di quel livello.

    Laura Bassi oggi rappresenta un modello da seguire, a cui ispirarsi, in un momento in cui il tema della parità di genere è ancora molto attuale.

    Bellissima la dedica di Google che rende visibile il doodle, oltre che nel nostro paese, anche negli Usa, Perù, Cile, Argentina, Trinidad e Tobago, Islanda, Bulgaria, Ucraina, Israele, Sud Africa, Australia, Nuova Zelanda.

  • Il doodle di Google è per i 100 anni di Astor Piazzolla

    Il doodle di Google è per i 100 anni di Astor Piazzolla

    Il doodle che oggi ci propone Google è per celebrare i 100 anni di Astor Piazzolla, colui che ha dato vita al Nuevo Tango.

    Il doodle che oggi ci propone Google è per celebrare i 100 anni di uno dei musicisti più famosi e iconici al mondo. Stiamo parlando di Astor Piazzolla, colui che ha “rivisitato” il Tango, una danza che oggi è ormai vera attrazione culturale in Argentina, luogo dove è nato, tra la fine dell’800 e gli inizi del ‘900.

    A realizzare l’iconico doodle è il disegnatore José Saccone, argentino anche lui, che ha messo al centro della sua opera l’artista argentino e il bandonéon, la fisarmonica inventata dal musicista tedesco Heinrich Band, che tra i tangueros prende il nome di fuelle. Ed è proprio grazie a questo strumento che Astor Piazzolla ha dato vita ad una versione ibrida del Tango argentino, definito Nuevo Tango.

    doodle google astor piazzolla franzrusso.it

    Astor Piazzolla, conosciuto anche come El Gato, nasce l’11 marzo del 1921 a Mar del Plata, da genitori di origine italiana, papà pugliese e mamma toscana. Si trasferì a New York con la famiglia, visse negli Usa fino all’età di 16 anni, quando cominciò a dedicarsi allo studio della musica, alla musica classica in particolare. Studiò anche in Europa, a Parigi arrivò, grazie ad una borsa di studio, a fare apprendistato con compositrice francese Nadia Boulanger.

    Ritornato in patria, cominciò a lavorare su questo nuovo stile, “Nuevo Tango”. La differenza con il Tango tradizionale stava nel fatto che Piazzolla inseriva all’interno di questo stile anche elementi jazz e anche strumenti come l’organo Hammond, il flauto, la marimba, il basso elettrico, la batteria, le percussioni, la chitarra elettrica.

    Con questo organico, integrato dalla sezione d’archi, nel maggio 1974, ralizzò a Milano l’album Libertango, uno dei suoi dischi più noti. L’orchestra, formata da musicisti italiani, comprendeva due tra i più apprezzati esecutori del periodo, che l’avrebbero in seguito accompagnato in altre significative avventure musicali: Pino Presti al basso elettrico e Tullio De Piscopo alla batteria.

    Astor Piazzolla fu un musicista molto prolifico, si stima infatti che abbia scritto circa 3.000 brani e ne abbia registrati circa 500.

    Morì a Buenos Aires nel 1992 e oggi l’aeroporto di Mar del Plata, sua città natale, porta il suo nome.

    In onore del suo centesimo compleanno, la Fondazione Astor Piazzolla ha recentemente annunciato il concorso Piazzolla Music per solisti ed ensemble.