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  • Il doodle di Google è per l’inventore della mascherina chirurgica N95

    Il doodle di Google è per l’inventore della mascherina chirurgica N95

    Il doodle che vediamo oggi è quanto mai vicino a quello che stiamo vivendo. Infatti, è dedicato a Wu Lien-teh, il medico malese di origini cinesi che inventò la mascherina chirurgica N95.

    Il doodle che vediamo oggi è uno di quelli che, per ironia della storia, sono significativi per quello che stiamo vivendo ormai da più di un anno a questa parte. Infatti, il doodle celebra i 142 anni dalla nascita di Wu Lien-teh, il medico che fu l’inventore della protezione chirurgica per il viso, quella che oggi conosciamo come mascherina chirurgica N95. Da quello che si legge, in realtà Wu Lien-teh non fu l’inventore della mascherina per uso medico in generale, ma progettò e realizzò la mascherina facciale in cotone idrofilo.

    Nato il 10 marzo del 1879 a Penang, in Malesia, da una famiglia di origini cinesi, è stato il primo studente di origini cinesi a laurearsi in Medicina a Cambridge. Verso la fine del 1910, il governo cinese gli diede l’incarico di investigare sull’epidemia che aveva colpito la Cina nord occidentale, in Manciuria, presto identificata come peste pneumonica che si diffondeva velocemente attraverso la trasmissione respiratoria.

    google doodle wu lien teh mascherina chirurgica n95

    A quel punto, per contrastare la malattia, il dottor Wu Lien-teh progettò e produsse una speciale maschera chirurgica con cotone e garza, aggiungendo diversi strati di tessuto per filtrare le inalazioni. Da quel momento, consigliò a tutti di indossarla, stabilendo zone di quarantena e consigliando la costruzione di nuove ospedali, invitando a ridurre al minimo gli spostamenti. Quella strategia portò alla fine dell’epidemia nell’aprile del 1911, appena quattro mesi dopo la sua nomina da parte del governo cinese.

    Nel 1915, Wu Lien-teh fondò la” Chinese Medical Association”, la più grande e antica organizzazione medica non governativa in Cina. E, nel 1935, fu il primo malese, di origine cinese, ad essere nominato per il premio Nobel, in fisiologia o medicina per il suo lavoro di controllo della peste pneumonica.

    Possiamo certamente dire che il dottor Wu Lien-teh, grazie alla sua storia e alla sua intuizione, è una di quelle figure storiche che ricorderemo sempre.

  • Il doodle di Google per la Festa della Donna 2021, omaggio alle pioniere della storia

    Il doodle di Google per la Festa della Donna 2021, omaggio alle pioniere della storia

    Il doodle di Google per la Giornata Internazionale della Donna è un omaggio a tutte le Donne che nella storia sono state pioniere ed un esempio per tutti.

    Non poteva mancare il doodle di Google per la Festa della Donna 2021, uno dei più belli degli ultimi anni, realizzato dalla doodler Helene Leroux, già autrice del bellissimo doodle in onore di Artemisia Gentileschi.

    Si tratta di un doodle che vuole celebrare tutte le “prime volte” delle Donne, un video doodle che riprende i momenti in cui nella storia di ricordano donne pioniere in diversi ambiti. Un omaggio alle tante donne che sono state da esempio per tante altre, definite (S)heroes.

    google doodle festa donna 2021

    Sono ritratte e celebrate le donne che per la prima volta hanno avuto il diritto di voto, in Italia il suffragio femminile fu introdotto con la legge Bonomi nel 1945, le donne che hanno eccelso nel mondo accademico, nello sport, nell’imprenditoria, nella politica.

    Sono tutte donne che con i loro esempio hanno gettato le basi per aprire le porte davvero a tutte e per infrangere tanti “soffitti di vetro”.

    La Giornata Internazionale della Donna

    La Giornata Internazionale della Donna (comunemente definita Festa della Donna) ricorre l’8 marzo di ogni anno per ricordare sia le conquiste sociali, politiche ed economiche delle donne, sia le discriminazioni e le violenze cui esse sono ancora fatte oggetto in molte parti del mondo.

    Questa celebrazione si è tenuta per la prima volta negli Stati Uniti nel 1909, in alcuni paesi europei nel 1911, come Austria, Danimarca, Germania e Svizzera, e in Italia nel 1922. Le Nazioni Unite hanno iniziato ufficialmente sostenere e sponsorizzare l’evento dal 1975, anno in cui è stato designato come Anno internazionale della donna.

  • Il doodle per la grande congiunzione tra Saturno e Giove

    Il doodle per la grande congiunzione tra Saturno e Giove

    Il 21 dicembre 2020 è il giorno del solstizio d’inverno che segna l’inizio della stagione più fredda. Ma verrà ricordato per un evento che non accade da 800 anni: la grande congiunzione tra Saturno e Giove. E a questo evento Google dedica un doodle animato.

    Ricorderemo il 21 dicembre, giorno che segna l’inizio dell’inverno (dalle ore 11), la stagione più fredda dell’anno. Si tratta del giorno in cui vivremo la notte più lunga, quindi del mattino più breve. Ma questa giornata la ricorderemo per un altro grande evento, storico, visto che non avviene da 800 anni. E parliamo della grande congiunzione tra Saturno e Giove. Proprio a questo evento Google dedica un doodle animato che vediamo oggi in tutto il mondo in due versione. nell’emisfero nord lo vediamo innevato e si vede anche nell’emisfero sud, dove da oggi, invece, inizia l’estate con il solstizio d’estate.

    google doodle grande congiunzione inverno

    L’evento astronomico che si verificherà oggi, dalle 17.30 alle 18.30 il clou del fenomeno, è davvero un evento straordinario perchè i due più grandi pianeti della nostra galassia, Saturno e Giove appunto, si uniscono quasi a sembrare un grande unico pianeta, oppure una grande stella. Infatti, come suggeriva Giovanni Keplero, grande astronomo contemporaneo di Galileo, potrebbe essere stata proprio la grande congiunzione tra questi due pianeti a guidare i Re Magi verso Gesù bambino, appena nato.

    In effetti quella che si vedrà oggi nel cielo è una grande stella (fu Giotto a creare l’immaginario della “cometa”), sarà la più luminosa dopo la luna, e la si vedrà verso sud-ovest da dopo il tramonto sopra l’orizzonte, ripetiamo, per la durata di circa un’ora. Un appuntamento quindi da non perdere, visibile ad occhio nudo, ma sarebbe meglio approfittare di un telescopio.

    Per essere precisi, Saturno e Giove si avvicinano ogni 20 anni, ma la grande congiunzione come quella odierna è tale per cui l’avvicinamento farà sembrare i due pianeti come un copro unico, dalla Terra ovviamente.

  • Il doodle di oggi è per i 100 anni di Gianni Rodari

    Il doodle di oggi è per i 100 anni di Gianni Rodari

    Il doodle che vediamo oggi sulla home di Google è dedicato ai 100 anni dalla nascita di Gianni Rodari, celebre e indimenticato autore di libri per bambini.

    Oggi 23 ottobre 2020 Gianni Rodari avrebbe compiuto 100 anni e Google ha avuto omaggiare il celebre ed indimenticato autore di libri per l’infanzia, conosciuto in tutto il mondo, con un doodle. Un omaggio che celebra la grandezza di questo autore, e giornalista, ancora oggi sempre molto letto. Il doodle raffigura l’autore e un libro con una cipolla, chiaro riferimento a “Le avventure di cipollino“, romanzo scritto nel 1951. Il doodle è visibile in Italia, in Russia, in Ucraina, in Lituania, in Bulgaria e in Grecia. Peccato che non sia visibile in America, che lo ha accolto solo di recente con grande elogio sul New York Times, e in Europa in particolare.

    Gianni Francesco Rodari, come dicevamo, nacque ad Omegna il 23 ottobre del 1920, è stato un è stato uno scrittore, pedagogista, giornalista, poeta e partigiano italiano. Da tutti conosciuto come il più importante scrittore per l’infanzia. Come ricorda anche Google, Gianni Rodari è stato l’unico scrittore italiano ad aver vinto il prestigioso Premio Hans Christian Andersen nel 1970. Fu uno fra i maggiori interpreti del tema “fantastico” nonché, grazie alla Grammatica della fantasia del 1973, sua opera principale, uno fra i principali teorici dell’arte di inventare storie. E di storie ne ha davvero scritte tante.

    google doodle 100 anni gianni rodari franzrusso.it

    Rodari è stato anche un giornalista, ha lavorato per Paese Sera dove, con lo pseudonimo “Benelux” teneva una sua rubrica che ottenne un gran seguito.

    Ma sentire il nome di Gianni Rodari rimanda subito al suo mondo di racconti, di favole che ha caratterizzato l’infanzia di molti italiani. Ed ancora oggi Rodari è molto letto, in Italia e non solo.

    Tra le sue opere principali ricordiamo Filastrocche in cielo e in terra, Il libro degli errori, Favole al telefono, Il gioco dei quattro cantoni, C’era due volte il barone Lamberto.

    gianni rodari
    Gianni Rodari in una scuola

    Gianni Rodari suonava il violino, avrebbe voluto fare il burattinaio, aveva una passione per i treni (Il trenino Freccia Azzurra), amava i gatti ma soprattutto, amava raccontare storie, perché diceva: “La fiaba è il luogo di tutte le ipotesi: essa ci può dare delle chiavi per entrare nella realtà per strade nuove, può aiutare il bambino a conoscere il mondo“.

    Se ne andò forse troppo presto, all’età di 59 anni nel 1980, dopo 4 giorni dal ricovero per una operazione alla gamba.

  • Il doodle di Google è un omaggio ad Artemisia Gentileschi

    Il doodle di Google è un omaggio ad Artemisia Gentileschi

    Il doodle che vediamo oggi sulla home di Google, in occasione dei 427 anni dalla nascita, è un vero omaggio ad Artemisia Gentileschi, la “pittora”, e alle sue opere.

    Chissà quante volte vi siete fatti questa domanda, “ma esistono nella storia dell’arte donne che hanno avuto successo nella pittura?“.

    Sì esistono, solo che essendo la pittura un mondo tipicamente maschile, le prime artiste dell’epoca barocca sono state riscoperte solo molto tempo dopo.

    E tra queste, una delle prime artiste italiane di successo, conosciuta in tutto il mondo, vi è Artemisia Gentileschi, pittrice romana di cui oggi Google ricorda con un doodle i 427 anni dalla nascita.

    Come sempre abbiamo scritto qui sul nostro blog, lo scopo dei doodle, che ormai ci piace raccontarvi da un po’ di anni, è quello di ricordare dei personaggi, o anche eventi, storici che hanno segnato la storia.

    E, proprio perché non vi è una logica precisa con cui questi vengono selezionati (perché celebrare i 427 anni dalla nascita e non i 450, cifra più tonda?), spesso li rende ancora più memorabili, specialmente quando si tratta di personaggi che, per quanto fatto e rappresentato, meriterebbero di più dalla storia.

    artemisia gentileschi doodle-google pittora franzrusso 2020

    Ecco perché il doodle dedicato ad Artemisia Gentileschi, disegnato da Helene Leroux, oggi acquista un significato ancora maggiore.

    Non vogliamo qui fare la storia di questo personaggio straordinario, un vero talento dell’arte, su questo potete trovare articoli più esaustivi e precisi.

    Quello che vogliamo fare però è celebrare Artemisia, la sua arte e ricordare che questa pittrice è riuscita ad imporsi in un settore che allora era solo maschile, dove la presenza femminile era molto scarsa e, anche poco considerata.

    artemisia gentileschi doodle-google

    Artemisia Gentileschi era figlia d’arte, nacque l’8 luglio del 1593 a Roma, suo padre era il pittore toscano Orazio Gentileschi che poi si trasferì nella capitale. Per lei fu naturale avvicinarsi all’attività del padre, la sua bottega era il luogo ideale dove coltivare il suo talento sotto la guida del padre.

    Fu la prima donna ad essere ammessa all’Accademia di Disegno di Firenze, prima donna della storia.

    Artemisia Gentileschi autoritratto come martire
    Artemisia Gentileschi, autoritratto come martire
    artemisia gentileschi autoritratto
    Artemisia Gentileschi, autoritratto

    Ma all’età di 18 anni, nel 1611, Artemisia venne stuprata da quello che doveva essere il suo mentore, una persona di fiducia scelta proprio dal padre, Agostino Tassi. Un tragico evento che influì sulla vita e sull’arte della pittrice. Artemisia avvisò subito il padre di quanto accaduto, ma il violentatore avanzò la proposta di sposarla, il cosiddetto “matrimonio riparatore” che allora veniva considerato.

    Si arrivò comunque ad un processo perché poi Artemisia scoprì che Tassi era già sposato e il padre lo denunciò. Fu un processo però che alla fine, nonostante la condanna dello stupratore (che non scontò mai del tutto), segnò una macchia sulla carriera romana della Gentileschi. In molti non le credevano, anzi spuntarono molti sonetti che la dileggiavano.

    Fu questo episodio, secondo molti critici, a tenere nascosto il talento e le opera dell’artista per molti anni.

    Nonostante i suoi dipinti, primo tra tutti “Susanna e i Vecchioni” (1610), di Artemisia si sentì parlare pochissimo, la “pittora”, come veniva chiamata, sembrava condannata all’oblìo, almeno fino al 1916, quando venne citata dallo storico dell’arte Roberto Longi in un articolo “Gentileschi padre e figlia“. Da quel momento il talento di Artemisia venne rivelato al mondo, mostrando come lei fu una delle prima grandi pittrici della storia.

    A fine giugno ha riaperto, uno dei primi a farlo, il National Gallery di Londra, uno dei musei più importanti al mondo, includendo all’interno della restaurata “Room 32” anche un altro autoritratto di Artemisia, “Artemisia Gentileschi nel ruolo di Santa Caterina d’Alessandria” (1615-1617).

  • Omaggio a Ignaz Semmelweis, il medico che insegnò a lavarsi le mani

    Omaggio a Ignaz Semmelweis, il medico che insegnò a lavarsi le mani

    Il doodle di Google di oggi 20 marzo 2020 è dedicato al medico Ignaz Semmelweis, il primo a scoprire i benefici dal lavarsi le mani. Un doodle che segue la raccomandazione dell’OMS di lavarsi la mani come prima forma di difesa da Coronavirus.

    Il doodle di Google che vediamo oggi online è molto attuale, è infatti dedicato al medico ungherese Ignaz Semmelweis, il medico che per primo scoprì i benefici dal lavarsi le mani. Detto così potrebbe sembrare strano, ma visto il contesto che stiamo vivendo di questi tempi il tema è molto attuale. In questi giorni Google è stata molto criticata per non aver mostrato la solita sensibilità attraverso i doodle. E invece questo di oggi è molto attuale e segue le raccomandazioni dell’OMS, l’Organizzazione Mondiale della Sanità che indica il lavarsi le mani come la prima forma di difesa da Coronavirus.

    google doodle lavarsi mani Ignaz Semmelweis

    Prima di passare a conoscere meglio il doodle e lo stesso Semmelweis, è utile sottolineare come questo doodle sia uno di quelli reso pubblico davvero in tutto il mondo, come mai era successo prima. E poi, è uno dei rari di casi di omaggio ad un personaggio non legato alla data di nascita.

    Forse non tutti lo conoscevano già, ma il primo medico della storia a scoprire i benefici dal lavarsi le mani è stato Ignaz Semmelweis, medico ungherese che nel 1847 scoprì che, nelle cliniche ostetriche, l’alta incidenza di febbre puerperale (uccideva fino anche al 40% delle donne che partorivano in ospedale) poteva essere drasticamente ridotta mediante la disinfezione delle mani. La sua scoperta derivò da un periodo di analisi e osservazioni durato un anno su 4 mila puerpere, in quell’anno ne morirono 459. La regola era semplice, tutti coloro che entravano nel Padiglione I, dove operava Semmelweis, sarebbero stati obbligati a lavarsi le mani con una soluzione di cloruro di calce (ipoclorito di calcio).

    Nel 1847, dopo l’adozione del lavaggio delle mani con cloruro di calce, su 3.490 pazienti ne morirono 176 (pari al 5%) e l’anno successivo la percentuale si attesterà intorno all’1%. L’intuizione del medico fu quella di limitare le autopsie sulle puerpere decedute, il contagio avveniva spesso dai corpi verso i medici che praticavano l’esame autoptico.

    Ma, nonostante questa ricerca che era semplice e straordinaria al tempo stesso, Ignaz Semmelweis venne screditato dalla stessa comunità medico scientifica, venne anche licenziato per aver adottato misure nell’Ospedale senza autorizzazioni. Tutto questo ebbe delle gravi ricadute sul medico e addirittura venne rinchiuso in manicomio nel 1861. Viene ricordato come uno dei più gravi pregiudizi nei confronti di un medico.

    Il riconoscimento della sua intuizione e della validità medico scientifica avvenne postumo. A sostegno della sua tesi si schierarono nel 1879 Louis Pasteur e nel 1883 Joseph Lister che dimostrarono  benefici del semplice gesto di lavarsi le mani.

    E mai come oggi quel semplice gesto va ricordato sempre e con forza: lavarsi le mani è la prima forma di difesa da Coronavirus, non dimentichiamolo.

    google doodle lavarsi le mani

  • Il doodle di Google è per il poeta cileno Vicente Huidobro

    Il doodle di Google è per il poeta cileno Vicente Huidobro

    Il doodle di Google oggi è dedicato ai 127 anni dalla nascita di Vicente Huidobro, poeta cileno, innovatore e creatore del “Creacionismo”.

    Il doodle che vediamo oggi sulla home di Google è dedicato ai 127 anni dalla nascita di Vicente Huidobro, nacque proprio il 10 gennaio del 1893 a Santiago del Cile. Il doodle è opera della doodler cilena Luisa Rivera, che oggi vive e lavora a Londra, la quale dice di aver trovato ispirazione per la sua creazione nelle diverse immagini che compaiono all’interno della produzione poetica di Huidobro e, in particolar modo, l’ispirazione principale l’ha trovata in questa celebre frase del poeta cileno: “Che il verso sia come una chiave che apre mille porte“, “Que el verso sea como una llave, Que abra mil puertas” (Arte poetica, da El espejo de Agua, 1916).

    google doodle vicente huidobro

     

    Vicente Huidobro, nome esteso Vicente García-Huidobro Fernández, è cosiderato ad oggi uno dei quattro grandi poeti cileni, insieme a Pablo Neruda, Pablo de Rokha e Gabriela Mistral. Il suo nome è più conosciuto per il fatto di essere stato il fondatore del fenomeno letterario il “Creaciosnismo”, movimento d’avanguardia del primo terzo del secolo XX. La sua manifestazione più importante si produsse nella poesia lirica e si basa sull’idea di una poesia come una cosa veramente nuova, creata dall’autore per il gusto di sè stessa, non per lodare un’altra cosa, o per piacere al lettore, e nemmeno per essere compreso dal suo stesso autore (fonte: wikipedia). Un fenomeno che fa di Vicente Huidobro un poeta innovatore.

    Vicente Huidobro
    Vicente Huidobro

    Infatti, in un’altra frase celebre del poeta, che suona un po’ come il manifesto del Creacionismo, Huidobro fa esplicito riferimento all’innovazione, come creazione del nuovo, dal quale prende vita qualcosa di originale, mettendo da parte il vecchio. Da questo punto di vista, Vicente Huidobro è un poeta del futuro, un grande innovatore:

    Lasciamo il vecchio una volta per tutte… In letteratura, mi piace tutto ciò che è innovazione. Tutto ciò che è originale. (Pasando y Pasando: crónicas y Comentarios, 1914)

  • Il doodle di Google è per i 200 anni del Museo del Prado

    Il doodle di Google è per i 200 anni del Museo del Prado

    Il Museo del Prado compie oggi 200 anni e Google gli dedica un doodle.

    Il doodle di oggi celebra il 200° anniversario del Museo del Prado di Madrid, una delle pinacoteche più importanti del mondo.

    Inaugurato in questo giorno nel 1819, il museo ospita migliaia di dipinti spagnoli dal XII secolo al XX secolo, tra cui capolavori di El Greco, Francisco Goya, Diego Velázquez, ma anche opere di Raffaello, Andrea Mantegna, Hieronymus Bosch.

    Google doodle 200 anni museo del Prado

    Progettato nel 1785 dall’architetto Juan de Villanueva, l’edificio fu riconvertito dal re Ferdinando VII e dalla regina Maria Isabel de Braganza da centro di scienze naturali a galleria pubblica nel 1819. Originariamente chiamato il Museo Reale, fu in seguito chiamato Museo Nacional del Prado. Con una collezione di oltre 5.000 pezzi, il museo ha proseguito negli anni un progetto di espansione che ha aumentato l’accesso del pubblico e ridotto l’affollamento nell’edificio principale. Il vicino chiostro di Jerónimos fu restaurato e incorporato per creare il Museo del Prado Campus, permettendo al museo di mostrare i capolavori di una nuova era. La mostra del Bicentenario, “Un luogo della memoria“, rende omaggio alla storia del museo attraverso alcuni dei suoi periodi più bui e offre uno sguardo su come il museo si è trasformato, diventando uno dei più importanti musei del mondo.

    Il museo, in occasione dei suoi 200 anni, guarda al futuro con maggiore convinzione, abbracciando la diversità come valore per gli anni a venire. Durante tutto l’anno il museo ha esposto artisti provenienti dall’America Latina come Matrimonios de Martín de Loyola con Beatriz Ñusta y de Juan de Borja con Lorenza Ñusta de Loyola, straordinario esempio di pittura viceregale, proveniente dal Museo Pedro de Osma di Lima, in Perù, e donne in Una storia di due donne pittrici: Sofonisba Anguissola e Lavinia Fontana e Dodici fotografi.

    In genere, qualsiasi visitatore riesce a vedere la maggior parte del museo anche in un paio d’ore, ma è molto facile perdere la cognizione del tempo cercando di rivivere le scene di “Il giardino delle delizie terrene” di Hieronymus Bosch.

    Il giardino delle delizie terrene
    Il giardino delle delizie terrene

    E allora, buon compleanno Museo del Prado!

  • Il doodle di Google è per i 94 anni del re del blues B.B. King

    Il doodle di Google è per i 94 anni del re del blues B.B. King

    Oggi il re del blues, il mitico B.B. King, avrebbe compiuto 94 anni e Google ha voluto dedicargli un doodle animato che ripercorre la sua vita, fatta di fatica e di grandi successi. Sempre in compagnia della sua “Lucille”.

    Celebrare i grandi personaggi della storia è un po’ il senso dei doodl di Google e oggi quello animato che vediamo sulla home è dedicato ad un personaggio davvero speciale, mitico. Si tratta del doodle dedicato a B.B. King, re indiscusso del blues, che oggi, 16 settembre, avrebbe compiuto 94 anni. E’ un doodle animato, un video della durata di poco più di due minuti, che ripercorre la vita del mito, fatta di grande fatica e, poi, di grandi successi, sempre con la fianco la sua “Lucille“.

    Riley B. King, questo il suo  verso nome prima di essere conosciuto a livello globale come B.B. King, nacque a Itta Bena, Mississipi, il 16 settembre del 1925 in un famiglia di contadini, lavoratori nei campi di cotone, e ben presto si appassionò alla musica. Migliorata la sua tecnica, cominciò a lavorare in una radio della zona, WDIA, facendo ascoltare la sua musica e facendo conoscere a tutti il suo talento. Alla radio inizialmente si faceva chiamare “The Pepticon Boy“, poi cambiò in “The Blues Boy from Beale Street” (il ragazzo del blues di Beale Street) o più semplicemente “The Beale Street Blues Boy“. Il nome fu poi abbreviato a Blues Boy e, infine, a B.B King, quello che poi lo accompagnerà lungo tutta la sua carriera.

    b.b. king google doodle 94 anni

    Da quel momento comincia la sua vita per le strade, come amava ripetere sempre, quelle strade fatte di lunghe notti e di infiniti concerti. Cominciò a sfornare successi come “You Know I Love You“, “Woke Up This Morning“, “Please Love Me“, “When My Heart Beats Like a Hammer“, “Whole Lotta’ Love“, “You Upset Me Baby“. Per poi arrivare nel 1969 con “The Thrill Is Gone” di Roy Hawkins, un successo planetario (che sentite nel doodle).

    Nella sua lunga carriera, B.B. King ha vinto ben 15 Grammy Award e dal 1951 al 1985 è apparso sulle classifiche R&B di Billboard ben 74 volte.

    b.b. king google doodle 94 anni

    Dicevamo prima che non si separava mai dalla sua “Lucille”, la sua  Gibson ES-335. Ma forse pochi sanno il perchè di quel nome, legato ad un fatto realmente accaduto. Era il 1949, B.B. King stava tenendo un concerto in Arkansas quando due, tra il pubblico, cominciano a litigare. La lite presto sfociò in una bella zuffa e i due fecero cadere il barile che conteneva il kerosene infuocato, procurando un incendio e quindi tutto il locale venne fatto evacuare. Il giorno dopo, B.B. King venne a sapere che i due avevano litigato per una donna e il suo nome era “Lucille”. Da quel momento la sua chitarra prese il nome di quella donna che aveva “acceso” la sua carriera.

    B.B. King è stato un grande artista capace di influenzare, a sua volta, tantissimi artisti. Il primo tra questi, restando nel blues, è stato certamente Eric Clapton, David Glimour, ma anche gli U2 che nel 1987 lo avevano voluto accanto per l’incisione della loro “When love comes to town”. Ed è lunghissima la lista di artisti che hanno suonato con lui, tra questi anche Pavarotti, Zucchero, Edoardo Bennato.

    B.B. King ha sempre suonato, teneva una media di 300 spettacoli l’anno, quasi uno ogni sera, ogni giorno. Fu un grande musicista che non dimenticava mai le sue origini. Una volta disse, in una intervista, disse che se non avesse fatto il musicista, sarebbe rimasto a coltivare i campi di cotone, “perché è lì che sono diventato adulto”.

    Ma c’è poi una frase che c piace sempre ricordare di lui, ed è questa:

    La cosa bella delle nuove cose che si imparano è che nessuno può portartele via”.

    B.B. King muore a Las Vegas il 14 maggio del 2015.

  • Il doodle di Google ricorda lo sbarco sulla Luna di 50 anni fa

    Il doodle di Google ricorda lo sbarco sulla Luna di 50 anni fa

    Il doodle di Google che vediamo oggi, 19 luglio 2019, ricorda il momento storico dello sbarco sulla Luna avvenuto il 20 luglio del 1969, quello che tecnicamente si chiama allunaggio. Il doodle è un video e la voce narrante è di Michael Collins, il terzo astronauta della missione Apollo 11, il pilota del modulo di comando.

    Prima che finisca questo decennio, (il nostro obiettivo è) di far atterrare un uomo sulla Luna e farlo tornare sano e salvo sulla Terra“. Era il 1961 quando John F. Kennedy pronunciò queste parole che passarono alla storia di fronte al Congresso americano, pochi anni dopo quell’obiettivo, quel suo desiderio, si avverò. Siamo in piena Guerra Fredda e la conquista della Luna si inseriva in quella eterna sfida tra i due blocchi: Usa da una parte e URSS dall’altra.

    Era il 20 luglio del 1969 quando Neil Armstrong, il primo di due dei tre astronauti della missione Apollo 11, mise piede sulla Luna, mai un essere umano era arrivato a compiere un azione del genere. Il secondo fu Buzz Aldrin, mentre Michael Collins rimase nell’orbita lunare, lui era il pilota del modulo comando, quello che poi portò tutti di nuovo sulla Terra.

    google doodle allunaggio luna 50

    Ed è proprio la voce di Collins quella che si sente nel video doodle che Google ha realizzato per ricordare questo momento storico dello sbarco sulla Luna. Il video ripercorre tutte le tappe principali dal momento del decollo, avvenuto il 16 luglio del 1969 Kennedy Space Center in Florida, attraverso il razzo Saturn V che inviò la navicella nello spazio.

    armstrong sulla luna luna 50

    Il momento in cui Neil Armstrong pose il primo piede di un essere umano sulla Luna venne seguito in tv da circa 600 milioni di persone in tutto il mondo, in Italia tutto il paese seguì l’interminabile maratona di 28 ore con Tito Stagno, fu lui a dare l’annuncio per primo, e Andrea Barbato.

    Questo è un piccolo passo per [un] uomo, un gigantesco balzo per l’umanità“. Fu questa la celebre frase pronunciata da Armstrong mentre poggia il suo piede sul suolo lunare. E dopo una “passeggiata” di circa 22 ore, Armstrong e Aldrin deposero una targa in acciaio inossidabile su cui c’era scritto: “Qui, uomini dal pianeta Terra posero piede sulla Luna per la prima volta, luglio 1969 d.C. Siamo venuti in pace, a nome di tutta l’umanità“. E di seguito la firma dei tre astronauti insieme a quella dell’allora presidente degli Stati Uniti, Richard Nixon.