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  • Il doodle di Google per la Festa del Lavoro 2018

    Il doodle di Google per la Festa del Lavoro 2018

    Anche Google a suo modo celebra la Festa del Lavoro con un doodle dedicato come ormai fa da qualche anno. Un doodle che ci ricorda ricorda gli strumenti di lavoro, senza dimenticare però il grande momento di trasformazione che stiamo attraversando.

    Come di consueto, anche Google vuole celebrare la Festa del Lavoro con un doodle dedicato, visibile in gran parte dell’Europa (esclusa Uk o Finlandia, ad esempio), Messico e alcuni paesi del Sud America, in India e Taiwan. E’ un doodle che raffigura di strumenti di lavoro, a ricordarci l’importanza del lavoro oggi, soprattutto in un momento di grande trasformazione come quella che stiamo vivendo.

    La Festa del Lavoro ha origini molto lontane, la data è riferita ai gravi incidenti accaduti nei primi giorni di maggio del 1886 a Chicago e conosciuti come “rivolta di Haymarket”. Il 3 maggio i lavoratori in sciopero di Chicago si ritrovarono all’ingresso della fabbrica di macchine agricole McCormick. La polizia, chiamata a reprimere l’assembramento, sparò sui manifestanti uccidendone due e ferendone diversi altri. Da allora la data del 1° Maggio venne adottata in tutto il mondo.

    google doodle festa del lavoro 2018

    In Italia la prima Festa del Lavoro si celebrò nel 1891. La Festa fu poi soppressa durante il Fascismo e venne celebrata nuovamente nel 1945. Da ricordare la Festa del Lavoro celebrata nel 1947 a Portella della Ginestra, celebrazioni tragicamente segnate dall’attacco della mafia, guidata da Salvatore Giuliano, che sparò sui 2 mila manifestanti uccidendone 11.

    Ma il lavoro oggi è in profonda trasformazione, questo è fuor di dubbio, ma esistono ancora tanti problemi da risolvere come quello che attanaglia il lavoro giovanile. Secondo il Sole 24 ore, se nel 2007 il tasso di occupazione dei giovani tra i 15 e i 24 anni era del 24,2%, oggi è del 17,7%. Dato ancor più in caduta per la fascia 25-34 anni il cui tasso di occupazione è passato dal 70,4% al 60,8%. E ancora, se nel 2007 il tasso di occupazione femminile era del 47,1% e il tasso di attività del 51,4% oggi siamo passati rispettivamente al 49,2% e al 56%. E poi ci sono i dati OCSE, secondo i quali circa il 10% dei posti di lavoro sono ad alto rischio di automazione. Ma ancor più interessante il dato secondo cui il 34% sarebbe soggetti ad un profondo cambiamento delle mansioni, consegnandoci uno scenario di forte trasformazione che dovremo gestire e governare.

    Giusto un anno fa un’indagine Agi-Censis, “Uomini, robot e tasse: il dilemma digitale”, aveva evidenziato che per 4 italiani su 10 l’Automazione che la tecnologia sta portando nei processi produttivi toglierà più posti di lavoro di quanti ne creerà. Un dato che riflette tante problematiche, primo fra tutti il grande ritardo che il nostro paese registra in fatto di Innovazione e Digitale, lo pensava il 47% degli intervistati.

    Ci piace chiudere con una frase della grande scienziata Rita Levi Montalcini che una volta disse:

    Rifiutate di accedere a una carriera solo perché vi assicura una pensione. La migliore pensione è il possesso di un cervello in piena attività che vi permetta di continuare a pensare ‘usque ad finem’, ‘fino alla fine’.

  • Il doodle di Google è per Maya Angelou, la poetessa dei diritti civili

    Il doodle di Google è per Maya Angelou, la poetessa dei diritti civili

    Il doodle di Google oggi è dedicato alla poetessa americana Maya Angelou, considerata la più influente intellettuale afroamericana, è anche ricordata come la poetessa dei diritti civili per la sua attività nella battaglia a fianco di Martin Luther King e Malcom X. La sua storia, raccontata attraverso i suoi libri, diede voce a milioni di persone. Alla realizzazione del doodle hanno collaborato anche Alicia Keys e Oprah Winfrey.

    Nel giorno in cui si ricorda l’assassinio di Martin Luther King, avvenuto esattamente 50 anni fa, il 4 aprile del 1968, Google dedica il doodle ad un’altra grande figura afroamericana che ebbe un ruolo importante nella lotta per i diritti civili proprio al fianco del reverendo, di cui era amica, e di Malcom X. Si tratta della poetessa,scrittrice e saggista Maya Angelou che oggi avrebbe compiuto 90 anni.

    Il doodle è in realtà un video tributo sulle parole di “Still I Rise“, narrata dalla stessa Maya Angelou e da altre personalità americane come Alicia Keys, America Ferrera, Martina McBride, Guy Johnson (il figlio), Laverne Cox, Oprah Winfrey. Di recente era stata indicata come la seconda personalità afroamericana più influente dopo Barack Obama.

    google doodle maya angelou

    Maya Angelou, Marguerite Ann Johnson il suo nome completo, nacque a Saint Louis il 4 aprile del 1928. Nell’arco di mezzo secolo pubblicò un’autobiografia divisa in sette parti, tre libri di saggistica e numerose raccolte di poesia, oltre a libri per bambini, drammi teatrali, sceneggiature e programmi televisivi. Ha ricevuto decine di premi e più di trenta dottorati di ricerca honoris causa. Ragazza madre, dall’ età di 17 anni fece i lavori più disparati, dalla guidatrice di tram a San Francisco, alla cameriera, spogliarellista, ballerina, oltre alla giornalista in Egitto e l’insegnante in Ghana, nonchè l’attrice in un’opera di Gershwin.

    Nel 1969 arrivò il grande successo con “Il Canto del Silenzio“, I Know Why the Caged Bird Sings, tradotto successivamente con il titolo “Io so perché canta l’uccello in gabbia“, libro autobiografico in cui racconta anche della violenza subita da parte del compagno della madre quando aveva sette anni. In seguito l’uomo venne imprigionato e condannato,una volta uscito dal carcere fu picchiato a morte. Nel 2005 sul Guardian scrisse: “pensai di aver causato io la sua morte perché avevo fatto il suo nome alla mia famiglia. Decisi che la mia voce era così potente che poteva uccidere le persone“.

    maya angelou
    Maya Angelou

    Definita scrittrice autobiografica, Maya Angelou era anche una portessa affermata e tra le sue poesie una delle più celebri è proprio “Still I Rise”, tratta dal suo terzo libro pubblicato “And still I rise“:

    Still I Rise – Maya Angelou

    You may write me down in history
    With your bitter, twisted lies,
    You may tread me in the very dirt
    But still, like dust, I’ll rise.
    Does my sassiness upset you?
    Why are you beset with gloom?
    ‘Cause I walk like I’ve got oil wells
    Pumping in my living room.
    Just like moons and like suns,
    With the certainty of tides,
    Just like hopes springing high,
    Still I’ll rise.
    Did you want to see me broken?
    Bowed head and lowered eyes?
    Shoulders falling down like teardrops.
    Weakened by my soulful cries.
    Does my haughtiness offend you?
    Don’t you take it awful hard
    ‘Cause I laugh like I’ve got gold mines
    Diggin’ in my own back yard.
    You may shoot me with your words,
    You may cut me with your eyes,
    You may kill me with your hatefulness,
    But still, like air, I’ll rise.
    Does my sexiness upset you?
    Does it come as a surprise
    That I dance like I’ve got diamonds
    At the meeting of my thighs?
    Out of the huts of history’s shame
    I rise
    Up from a past that’s rooted in pain
    I rise
    I’m a black ocean, leaping and wide,
    Welling and swelling I bear in the tide.
    Leaving behind nights of terror and fear
    I rise
    Into a daybreak that’s wondrously clear
    I rise
    Bringing the gifts that my ancestors gave,
    I am the dream and the hope of the slave.
    I rise
    I rise
    I rise.

    Insignita nel 2011 dal primo presidente nero della storia Usa, Barack Obama, della medaglia per la Libertà, Maya Angelou venne anche chiamata nel 1993 a leggere un poema per l’inaugurazione di Bill Clinton: i versi sotto il titolo “The pulse of the Morning” vendettero più di 1 milione di copie. “L’America perde un tesoro nazionale – disse Clinton dopo la morte della poetessa (avvenuta nel 2014 n.d.r.) – ed io e Hillary un’amica. Le saro’ sempre grata per aver letto la sua poesia al mio primo giuramento e ancora di piu’ per tutti gli anni di amicizia che sono seguiti”.

    Una delle sue frasi più celebri è senz’altro questa:

    Ho imparato che la gente dimenticherà quello che hai detto, la gente dimenticherà quello che hai fatto,
    ma la gente non dimenticherà mai come li hai fatti sentire“.

  • Il doodle di Google per la Giornata Internazionale della Donna con 12 artiste

    Il doodle di Google per la Giornata Internazionale della Donna con 12 artiste

    Google non manca l’appuntamento con il doodle dedicato alla Giornata Internazionale della Donna e per l’edizione 2018 lo fa coinvolgendo 12 artiste da tutto il mondo per raccontare una storia personale. L’Italia è rappresentata da Francesca Sanna, illustratrice e autrice di libri per ragazzi, che propone “La Scatola”.

    Google è solita celebrare con un doodle la Giornata Internazionale della Donna e quest’anno ha deciso di raccontare questa particolare giornata coinvolgendo 12 artiste provenienti da tutto il mondo. Sono donne straordinarie che vivono e osservano la condizione della donna dal loro particolare punto di osservazione. I 12 racconti riflettono proprio il differente punto di vista di ciascuna.

    È un modo per prendere coscienza, sensibilizzare, raccontare la donna di oggi attraverso immagini e parole, un linguaggio universale che arriva a tutti. O quasi a tutti.

    Questo speciale doodle non è visibile in tutto il mondo, non è visibile ad esempio in Mauritania, Mauritania, Sahara Occidentale, Guinea, Liberia, Guinea-Bissau, Eritrea, Sudan, Sudan del Sud, Iran, Turkemenistan e Siria. Un vero peccato.

    google doodle giornata internazionale della donna

    Le 12 storie sono

    • La vittoria di Ntsoaki di Karabo Poppy Moletsane
    • La rinascita di mia zia di Esteli’ Meza
    • Passa il favore di Tunlaya Dunn
    • Novembre 1989 di Anna Haifisch
    • Fiducia di Philippa Rice
    • L’incredibile Aarthi di Isur
    • Sul tetto di Kaveri Gopalakrishnan
    • Minuti di Tillie Walden
    • La scatola di Francesca Sanna
    • Eta’ e fasi di Chihiro Takeuchi
    • La mia terra di Saffa Khan
    • Amore di Laerte

    Come detto in apertura, l’Italia è rappresentata da Francesca Sanna che propone la sua storia “La Scatola“. Francesca Sanna è un’illustratrice, designer, autrice di libri per ragazzi, nata in Sardegna nel 1981. Ha studiato illustrazione a Lucerna (Svizzera) e presso la School of Visual Arts di New York.

    Nel 2016 è stata premiata con la Gold Medal dalla Society of Illustrators di New York. Attualmente vive e lavora a Zurigo.

    Per guardare le storie è semplice, si tratta di un doodle interattivo quindi, una volta premuto play sull’immagine principale che trovate su google.it, non dovrete fare altro che scegliere la storia e poi scorrere con le frecce in avanti o indietro.

    Anche se ci sono solo 12 storie, Google invita altri artisti di ogni genere a proporre la propria storia, raccontando un momento o una persona che ha avuto un particolare impatto sulla propria vita come donne usando #HerStoryOurStory.

  • Il doodle di Google oggi è dedicato a Virginia Woolf

    Il doodle di Google oggi è dedicato a Virginia Woolf

    Il doodle che vediamo oggi sulla home di Google  è dedicato alla scrittrice inglese Virginia Woolf, considerata una delle principali figure che hanno caratterizzato il ventesimo secolo, in occasione dei 136 anni dalla nascita. Grande fu il suo impegno nella lotta per la parità di diritti tra i due sessi.

    In occasione dei 136 anni dalla nascita, Google dedica il doodle di oggi a Virginia Woolf, la celebre scrittrice inglese tra le più amate e apprezzate di sempre. La Woolf, senza dubbio, è stata una delle figure principali che hanno caratterizzato il ventesimo secolo. Grande fu il suo impegno nella lotta per la parità di diritti tra i due sessi.

    Adeline Virginia Woolf, questo il nome completo, nacque a Londra il 25 gennaio del 1882, ad Hyde Park, da padre riconosciuto autore e critico letterario e da madre modella per celebri pittori. Nella sua vita furono due i momenti che per provocarono anche problemi psichici in seguito. Il primo fu la tentata violenza da parte di uno dei suoi fratellastri; il secondo fu la morte della sua mamma.

    virginia woolf google doodle

    A poco più di vent’anni era già una stimata scrittrice. Nel 1912 sposò Leonard S. W., con il quale diresse una casa editrice londinese, la The Hogarth Press. La sua prima opera arrivò tre anni più tardi, nel 1915, “La Crociera“, scritto in un periodo di lunga depressione della scrittrice. Il secondo romanzo su poi “Notte e Giorno” del 1919.

    Virginia Woolf era considerata una forte innovatrice per il suo modo di scrivere, in tutte le sue opere sperimentò la tecnica del “flusso di coscienza“, ossia una tecnica narrativa che consisteva nella libera rappresentazione dei pensieri di una persona così come compaiono nella mente, prima di essere riorganizzati logicamente in frasi. Altra caratteristica della Woolf, riconosciuta più avanti era la grande liricità della sua prosa.

    Opere celebri di Virgina Woold furono “La signora Dalloway” (1925); “Gita al Faro” (1927); “Le Onde” (1931).

    Virginia woolf muore il 28 marzo del 1941 togliendosi la vita annegando nel fiume Ouse.

  • Google dedica il doodle a Sergei Eisenstein, il regista de ‘La Corazzata Potemkin’

    Google dedica il doodle a Sergei Eisenstein, il regista de ‘La Corazzata Potemkin’

    Il doodle che vediamo oggi su Google è dedicato a Sergei Eisenstein, regista russo, famoso per i suoi lavori sul montaggio, ma forse è ancora più conosciuto per essere stato il regista de “La corazzata Potëmkin”.

    Il doodle che vediamo su Google oggi è dedicato a Sergei Eisenstein, oggi avrebbe compiuto 120 anni. Il regista russo, oltre che essere stato sceneggiatore, scrittore, produttore cinematografico, è famoso per i suoi studi innovativi sul montaggio, sperimentò, infatti, nuove modalità di produzione del senso, tale pratica poteva essere utilizzata efficacemente per manipolare le emozioni e le convinzioni ideologiche degli spettatori. Nei suoi film è molto visibile la sua tecnica di montare una sequenza veloce per superare il tempo o suggerire nuovi accostamenti tematici. Quello che ha fatto Eisenstein nei suoi film è di aver arrestato le immagini in sequenza con una precisione altissima, rivoluzionaria per quei tempi.

    Sergei Eisenstein nacque a Riga (oggi capitale della Lettonia) il 22 gennaio del 1898, nel nostro paese è più celebre per essere stato il regista de “La corazzata Potëmkin” (1925) capolavoro all’avanguardia per quei tempi. Molti di voi ricorderanno la famosa scena in cui Fantozzi (Paolo Villaggio) emette un grido liberatorio con “La corazzata Potemkin è una cagata pazzesca!”. Tra l’altro lo stesso Villaggio raccontò di quante volte aveva visto il film da ragazzo: “La scena della Corazzata Potëmkin era liberatoria per gli intellettuali che la subivano da 40 anni: una vendetta. Solo chi aveva provato quelle costrizioni poteva saperlo e si sganasciava dalle risate…“, aveva spiegato qualche anno fa.

    sergei eisenstein google doodle

    Il film, della durata di circa un’ora con un montaggio di immagini molto intenso, racconta il massacro dei membri dell’equipaggio della nave da battaglia russa, ammutinatisi prima della Rivoluzione del 1905. Sergei Eisenstein ha ricostruito, in una location diversa dalla realtà, il massacro di Odessa (che nel film avviene sulla scalinata) da parte dei cosacchi dello Zar. La pellicola negli anni Settanta veniva considerata, a sinistra, prova di maturità per testare il livello di coinvolgimento ideologico dei compagni. Si tratta, infatti, di una delle più note e influenti opere della storia del cinema, e, per i suoi valori tecnici ed estetici, è generalmente ritenuto fra i migliori “film di propaganda”.

    Tante sono le citazioni del film in altrettante pellicole. Sicuramente ricorderete “Gli Intoccabili” Brian De Palma, “Partner” di Bernardo Bertolucci e in “Brazil” di Terry Gilliam. La discesa dei soldati dalla scalinata è stata ripresa anche in “Star Wars: Episodio III – La vendetta dei Sith” da George Lucas; alcune sequenze del film sono state oggetto di parodia da parte di Woody Allen in ben due film: “Amore e guerra” del 1975 e “Il dittatore dello stato libero di Bananas” del 1971. Altra versione parodistica è presente in “Una pallottola spuntata 33⅓ – L’insulto finale” di Peter Segal con Leslie Nielsen. Scala e carrozzina sono presenti anche in “Good Bye, Lenin!” di Wolfgang Becker (2003). Anche Spielberg omaggia il capolavoro in “Hook – Capitan Uncino” del 1992.

  • Il doodle di Google per il solstizio d’Inverno 2017

    Il doodle di Google per il solstizio d’Inverno 2017

    Il doodle di Google per il solstizio d’Inverno arriva puntuale anche quest’anno, preciso alle 17:28 del 21 dicembre, all’ora in cui nell’emisfero boreale ha avuto inizio la stagione più fredda dell’anno. Ovviamente, dall’altra parte del mondo, nell’emisfero australe, inizia oggi il solstizio d’estate.

    Si dice che il 21 dicembre sia il giorno in cui inizia l’inverno, la stagione più fredda dell’anno. Questo è certamente vero, ma, come sappiamo, non avviene mai nello stesso giorno o nella stessa ora. Infatti lo scorso anno era sì il 21 dicembre ma alle 10:44 del mattino; nel 2015 fu invece il 22 dicembre. Ma, come ci ricorda il doodle di Google per il solstizio d’inverno 2017, quest’anno è capitato il 21 dicembre alle 17:28. Google ha quindi messo online quello che negli anni abbiamo imparato a chiamare “instant-doodle“, un doodle celebrativo che va online nel momento in cui avviene l’evento.

    google doodle solstizio 2017

    E quindi oggi ci troviamo in Inverno, nella giornata più breve dell’anno per il fatto che, oggi alle 17:28, il Sole si è trovato direttamente sopra il Tropico del Capricorno. E’ il momento in cui il Polo Nord è il più distante possibile dal Sole, in relazione al suo asse, ecco perchè si dice che sia il giorno più breve dell’anno. Da domani, quindi, le giornate cominceranno ad allungarsi.

    Di conseguenza, dall’altra parte del mondo, nell’emisfero australe, quello a sud, oggi inizia l’estate.

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  • Arriva il doodle di Google che augura Buone Feste con i pinguini che partono per il caldo

    Arriva il doodle di Google che augura Buone Feste con i pinguini che partono per il caldo

    Con qualche giorno di anticipo rispetto al solito, arriva il doodle di Google per augurare a tutti Buone Feste. Anche quest’anno il doodle sarà ad episodi, fino al Capodanno, insieme ai simpatici pinguini che decidono di partire per un paese caldo.

    Google, con qualche giorno di anticipo rispetto al solito, anche quest’anno non vuole fa mancare il doodle che augura a tutti Buone Feste. E anche in questa occasione, come già visto in passato, il doodle si trasforma in una sorta di episodi che ci accompagneranno per tutte le feste, fino a Capodanno. A farci compagnia saranno questi simpatici pinguini, che vediamo oggi sulla home del più grande motore di ricerca sul web, alle prese per la partenza verso un paese caldo a trovare amici. I prossimi doodle-episodi ci mostreranno il viaggio verso il paese caldo dove vive l’amico tucano che si vede sul primo doodle della serie di oggi.

    google doodle buone feste 2017

    google doodle buone feste 2017

    google doodle buone feste 2017

    Come avrete certamente notato, Google da qualche anno sta lanciando un messaggio sempre più ampio, esteso davvero a tutti, interpretando ormai il Natale come festa di tutti, al di là del proprio credo religioso. Il Natale è ormai festa di tutti, globale, è un messaggio di pace che non si limita solo a riferimenti particolari. per questo on si vede un Babbo Natale o un albero di Natale.

    E’ molto probabile, poi come già accaduto, che Google possa riservare anche altre sorprese.

     

  • Il doodle di Google oggi è per Grazia Deledda, prima donna italiana a vincere il Premio Nobel

    Il doodle di Google oggi è per Grazia Deledda, prima donna italiana a vincere il Premio Nobel

    Il doodle che vediamo oggi sulla home di Google è dedicato alla indimenticabile scrittrice Grazia Deledda, la prima donna italiana a ricevere un premio Nobel, per la letteratura. L’omaggio di oggi è in occasione proprio di quella data, avvenuta il 10 dicembre del 1926.

    Il doodle che vediamo oggi sulla home di Google non è, come quasi sempre si è trattato in queste occasioni, per ricordare la nascita di un personaggio che ha segnato la storia globale o di un paese in particolare. No, questa volta Google vuole evidenziare il personaggio per il suo grande valore culturale e lanciare un messaggio preciso, in un particolare momento.

    grazia deledda premio nobel doodle google

    Google dedica il doodle oggi alla indimenticabile scrittrice Grazia Deledda (Nuoro, 28 settembre 1871 – Roma, 15 agosto 1936) per celebrare la data del 10 dicembre del 1926, quando la scrittrice sarda vince il Premio Nobel. Era la prima volta che una donna italiana vincesse un premio così ambito ed era la quarta donna a vincere nella storia del premio, iniziata nel 1901. La motivazione del premio recitava: “per la sua potenza di scrittrice, sostenuta da un alto ideale, che ritrae in forme plastiche la vita quale è nella sua appartata isola natale e che con profondità e con calore tratta problemi di generale interesse umano”.

    grazia deledda
    Grazia Deledda

    Grazia Deledda nacque nel 1871 a Nuoro, in Sardegna. La sua famiglia e il suo ambiente furono determinanti nel dare forma al suo futuro di scrittrice. Suo padre era un uomo socievole con molti amici nelle città circostanti, spesso la base di ispirazione per molti dei personaggi dei suoi romanzi. La sua Sardegna è stata spesso per Grazia Deledda fonte d’ispirazione. Il suo lavoro, che spesso toccava temi come la tentazione (Le tentazioni. Novella sarda, in “Nuova Antologia”, 1898; Milano, Cogliati, 1899) e il peccato, fu anche criticato tra i conterranei tradizionalisti ma gli ostacoli non hanno tuttavia influenzato la scrittrice. Nel 1900 si trasferisce a Roma e nella capitale fiorì la grande stagione letteraria: da Elias Portolu del 1903 a Canne al vento del 1913( da cui venne tratto il film di Mario Landi nel 1958) e La madre del 1920, dalle novelle al teatro.

    Grazia Deledda muore nel 1936 per un tumore al seno di cui soffriva da tempo e le sue spoglie sono custodite in un sarcofago di granito nero levigato nella chiesetta della Madonna della Solitudine, ai piedi del monte Ortobene di Nuoro.

  • Il doodle di Google di oggi è per i 50 anni della programmazione per bambini

    Il doodle di Google di oggi è per i 50 anni della programmazione per bambini

    Il doodle di Google è, per la prima volta, dedicato ai 50 anni della programmazione per bambini. Il linguaggio di programmazione quindi viene introdotto prima che i computer si diffondessero e il primo linguaggio si chiamava “Logo”, venne lanciato da Seymour Papert e dai ricercatori del MIT di Boston.

    Per la prima volta Google dedica un doodle all’introduzione della programmazione per i bambini, avvenuta 50 anni fa, ben prima della grande diffusione dei computer. Il doodle, realizzato in collaborazione con il team Google Blockly e i ricercatori del MIT Scratch, è interattivo e si vede questo flurry, ghiotto di carote, che richiama “Coding for Carrots”. Il tutto viene sviluppato richiamando Scratch, uno dei linguaggi di programmazione più diffusi rivolto ai bambini, con l’obiettivo di aiutare il “peloso”, attraverso 6 livelli, a prendere quante più carote possibili.

    Oggi si parla molto di introdurre il coding per i bambini, eppure questi linguaggi hanno ben 50 anni, come ci ricorda questo doodle. Nonostante sia trascorso mezzo secolo, non tutti hanno avuto la possibilità di poter apprendere questi linguaggi, oggi fondamentali. E invece, molto spesso, sono stati relegati al momento “amatoriale” e autodidatta. Eppure, negli anni ’60, Seymour Papert e i ricercatori del MIT di Boston lanciavano “Logo” uno dei primi linguaggi rivolti ai bambini.

    Speriamo che questo doodle, in occasione della settimana della Computer Science Education Week aiuti ancora di più alla diffusione di questi linguaggi per i più piccoli.

  • Edizione numero 100 per il Giro d’Italia con il doodle di Google

    Edizione numero 100 per il Giro d’Italia con il doodle di Google

    Il Giro d’Italia di Ciclismo giunge all’edizione numero 100 e anche Google vuole celebrare la seconda corsa a tappe più importante al mondo con un doodle animato. E’ una delle corse che fa parte del Grande Giro, insieme al “Tour de France” e alla “Vuelta a Espana”.

    Il Giro d’Italia arriva all’edizione numero 100 e anche Google vuole celebrare la corsa rosa con un doodle animato, visibile in gran parte d’Europa, Australia e Asia (non si capisce per non in Francia o in Spagna). Il Giro d’Italia è una delle corse a tappe più importanti al mondo, seconda solo al Tour de France, la più antica. Insieme alla corsa d’oltralpe e alla Vuelya spagnola fa parte del Grande Giro, ossia le più importanti corse a tappe europee.

    100 edizione giro italia google doodle

    #Giro100 inizia oggi in Sardegna con la prima tappa Alghero-Olbia e al via vi saranno 197 ciclisti di 22 squadre. Le tappe complessive sono 21, il Giro arriverà infatti a Milano il 28 maggio 2017 con l’ultima tappa che partirà dall’Autodromo di Monza. I chilometri che i ciclisti percorreranno sono in totale 3.615 con una media di 171,7 km per tappa.

    Il Giro d’Italia anche in questa edizione numero 100 manterrà al sua caratteristica di corsa per scalatori, sono infatti 8 le tappe previste di “montagna media” e 5 le tappe di “alta montagna”. Tra le salite più difficili ci saranno Blockhaus in Abruzzo, lo Stelvio, il Mortirolo, il Tonale, il Passo del Pordoi, Passo Gardena e Monte Grappa. Il Mortirolo in questa edizione verrà chiamato Salita Scarponi, in onore di Michele Scarponi grande ciclista scomparso di recente in un incidente durante gli allenamenti proprio in vista del Giro d’Italia.

    La prima edizione del Giro d’Italia è datata 13 maggio del 1909 e da allora sono state 99 le edizioni della corsa a tappe, tranne durante la prima e la seconda Guerra Mondiale. Tra i ciclisti che hanno vinto il maggior numero di edizioni ci sono Alfredo Binda, Fausto Coppi e Eddy Merckx con 5 edizioni per ciascuno.

    I favoriti di questa edizione numero 100 del Giro d’Italia, per riuscire a vincere il “trofeo Senza Fine”, sono Vincenzo Nibali, Nairo Quintana, Thibaut Pinot e Geraint Thomas.