Autore: Franz Russo

  • Ecco Buzzoole per le Aziende, la piattaforma per il Digital PR

    Ecco Buzzoole per le Aziende, la piattaforma per il Digital PR

    Buzzoole annuncia in questi giorni una novità orientata al business. Infatti da poco la startup che ha creato la piattaforma per individuare gli influencer online, lancia una nuova piattaforma questa volta per i brand: “Buzzoole per le Aziende”.

    Buzzoole è la prima piattaforma italiana per l’influence engine optimization (IEO), uno strumento che nel corso di questi ultimi due anni è cresciuto tantissimo. Qualche mese fa Buzzoole ha rappresentato l’Italia all’Intel Global Challenge 2014 a Berkeley in California, dopo aver vinto l’edizione europea.

    Ma oggi torniamo a parlarvi di Buzzoole in occasione del lancio della nuova piattaforma “Buzzoole per le Aziende“, Buzzoole for Brands di cui in alto, in copertina al post, potete vedere una video presentazione. Con Buzzoole per Aziende è possibile creare una campagna di Digital PR in pochi, semplici step. La piattaforma self-service SaaS vi guiderà ad ogni passo nel processo di creazione della campagna e avere la possibilità di risparmiare fino al 70% rispetto a una campagna di Digital PR tradizionale.

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    Come funziona Buzzoole per le Aziende?

    Una volta effettuata la registrazione, la piattaforma permetterà al brand di settare il budget, di scegliere il tipo di influencer (se blogger e/o social media addicted) e specificare quali canali su cui pianificare tutta la campagna. Quello che viene richiesto è di completare i dati scrivendo un breve brief e aggiungendo le parole chiave che la descrivono al meglio.

    Una delle cose più importanti è che tramite brands.buzzoole.com si potrà in anticipo la performance prevista per la campagna. Buzzoole selezionerà poi gli influencers più adatti a promuovere il brand sui loro blog e sui loro canali social.

    Uno strumento quindi utile per le aziende che vogliono ottenere visibilità, sapendo di poter contare su uno strumento di qualità e spendendo anche meno.

    Buzzoole è la startup lanciata dal venture incubator 56CUBE che fa parte dell’incubatore certificato milanese Digital Magics.

  • Twitter, ecco le migliori campagne a Dicembre 2014 – Infografica

    Ecco l’ultima indagine del 2014 relativa alle migliori campagne su Twitter nel mese di dicembre a cura dell’Osservatorio Top Social Campaigns di Blogmeter. Hashtag del mese è stato #OgniGiorno di Telethon Italia, seguito dalla campagna #VediamoPositivo di Generali Italia e da #ProgrammixNatale, l’iniziativa di @SkyOnline.

    L’Osservatorio Top Social Campaigns di Blogmeter pubblica l’ultima indagine del 2014 relativa alle migliori campagne su Twitter nel mese di dicembre. Un mese caratterizzato dalla solidarietà. E infatti in prima posizione troviamo con oltre 17.400 tweet pubblicati da 6.600 autori unici che hanno generato un potenziale di 35,2 milioni di unique impressions, la campagna #OgniGiorno di Telethon Italia. La tradizionale maratona televisiva, giunta quest’anno alla 25° edizione, andata in onda tra l’8 e il 14 dicembre, ha dato vita alla campagna su Twitter che ha fatto parte di una più ampia campagna di raccolta fondi, promossa durante la maratona tv e riproposta ovviamente sui social media. Gli italiani hanno apprezzato e hanno partecipato con entusiasmo, sia offline, donando oltre 31 milioni di euro da destinare alla ricerca, sia online, portando la campagna #OgniGiorno in cima alla classifica di dicembre.

    Elemento di successo della campagna è stata di certo l’elevata esposizione mediatica e anche il sostegno alla causa corrisposto da numerosi volti noti della musica, dello spettacolo e delle istituzioni. Il picco massimo su Twitter infatti è stato raggiunto venerdì 12 dicembre, giorno in cui è andata in onda in prima serata “Io Esisto” che ha generato oltre 4 mila tweet. Buona anche attività svolta dal profilo ufficiale @TelethonItalia che si è rivelato essere il terzo autore più attivo di tutto il mese, con circa 1.800 tweet pubblicati. L’account è stato anche il profilo più retwittato in assoluto, con oltre 5.800 retweet e quello più citato in assoluto, con 12.600 mentions, a sottolineare la consapevolezza degli utenti della paternità della campagna.

    Un punto fondamentale da sottolineare questo, perché capita alle volte che i brand lancino hashtag (#) su Twitter con la speranza che le conversazioni si alimentino da sole, cosa ovviamente sbagliata da pensare. Invece la partecipazione diretta del brand e degli eventuali sostenitori ufficiali permette di aumentare notevolmente le possibilità di riuscita della campagna stessa. E il pubblico apprezza. La campagna ha accumulato un valore economico, rilevato dalla ricerca, ossia quanto il soggetto promotore avrebbe dovuto investire per realizzare una campagna dal medesimo impatto, in termini di visibilità e di interazioni-engagement, di 35 mila euro.

    Al secondo troviamo #VediamoPositivo la campagna di Generali Italia che invitava gli italiani a rivolgere lo sguardo alle bellezze del Paese. Sono stati oltre 4.700 autori unici, generando in un giorno un picco di 1.400 messaggi, mentre la campagna ne ha totalizzati un totale di 11.900. Il valore economico della campagna è stato di 14 mila euro.

    Al terzo #ProgrammixNatale di @SkyOnline, campagna per promuovere l’applicazione Sky Online Magic App, portata avanti con un tocco di ironia dall’account ufficiale che, in base ai programmi dichiarati dagli utenti, suggeriva loro film o serie. Valore economico 7 mila euro. In quarta posizione troviamo #UnLibroèUnLibro (seconda nel mese di novembre 2014), la campagna promossa dall’Associazione Editori Italiani che ha raggiunto l’obiettivo. Infatti dal 1 gennaio l’Iva sugli e-book è al 4% come quella dei libri cartacei. Valore economico della campagna 4 mila euro.

    In quinta posizione troviamo le partite giocate e commentate con l’hashtag #TIMStadium, iniziativa di TIM_Official per promuovere il campionato di calcio di Serie A, che anche questo mese ha ottenuto un buon risultato anche grazie alla commentatissima partita #MilanNapoli del 14 dicembre. Tweet totali 4.600, con 2.400 autori unici e un valore economico di 27 mila euro, il secondo valore più alto di questa classifica.

    In classifica anche #ImpresaStraordinaria, con testimonial Samantha Cristoforetti, che fa registrare il tweet più condiviso del mese, quello di Mika che annuncia l’uscita del suo nuovo singolo i cui diritti andranno all’UNICEF.

    Tra gli autori più retwittati del mese segnaliamo @lddio con 1.400 RT per #VediamoPositivo, #PortoConMe e #TimStadium.

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  • Vine festeggia il secondo anniversario con #VineYear2

    Vine festeggia il secondo anniversario con #VineYear2

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    Sono tanti gli utenti che ogni giorno utilizzano Vine, l’applicazione di video loop di proprietà di Twitter che consente di creare video della durata di pochi secondi. E in occasione del secondo anniversario invita gli utenti a creare la propria lista di video loop condividendola con #VineYear2.

    Era il mese di giugno del 2012 quando Dom Hofmann, Rus Yusupov e Colin Kroll diedero vita a Vine. A distanza di pochi mesi, nell’ottobre dello stesso anno, Twitter decide di acquisire Vine e di sbarcare con i video. L’app consente di creare dei video loop della durata di pochi secondi, quindi utile per raccogliere momenti veloci da condividere con i propri contatti. Da quel momento Vine ha conosciuto un notevole successo, anche se poco nel nostro paese. Ed è di due anni fa la notizia che gli utenti che usano l’app sono a livello globale 40 milioni. Da allora non ci sono stati più aggiornamenti in questo senso, anche se è facile pensare che oggi siano molti di più.

    Inizialmente lanciata solo per la versione iOS, nel giugno del 2013 viene rilasciata anche la versione per Android. A novembre dello stesso anno venne poi rilasciata la versione per Windows Phone.

    E il prossimo 24 gennaio Vine compie due anni e intanto raccoglie i momenti migliori che potete vedere su questo link.

    Oltre a quelli creati e a quelli condivisi, ad oggi i video loop visualizzati sono più di 347.186.768.222, cioè quelli totalizzati da quando è stato introdotto il Loop Counter.

    Ma Vine vuole celebrare la fine di questo secondo anno insieme ai suoi utenti e ricreare una lista dei loro Vine preferiti, realtivi allo scorso anno, utilizzando l’hashtag #VineYear2. Per questo motivo, a partire dal 24 gennaio, data del compleanno di Vine, per una settimana verranno condivisi i post contrassegnati da #VineYear2.

    Ma voi usate questa video app? Siete tra quelli che condividono brevi video? Raccontateci la vostra esperienza tra i commenti.

  • Twitter, While You Were Away disponibile per iOS

    Twitter, While You Were Away disponibile per iOS

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    A distanza di qualche settimana dal suo rilascio non ufficiale, Twitter rende disponibile da oggi “While You Were Away” per gli utenti iOS. La versione per Android e per web sarà poi rilasciata nei prossimi giorni. In Italia potrebbe diventare “Mentre Non C’eri”.

    Come sicuramente ricorderete, ne avevamo parlato qualche settimana fa (Twitter, ecco la nuova funzione While You Were Away – Mentre Eri Via), all’inizio dell’anno, quando si seppe che Twitter aveva cominciato a rilasciare la nuova funzionalità ad un numero ristretto di utenti. Ebbene, da oggi “While You Were Away” è disponibile per tutti gli utenti iOS, mentre per la versione per Android e Web bisognerà attendere ancora qualche giorno. L’annuncio è stato dato in via ufficiale dal blog di Twitter con un post a frima di Paul Rosania (@ptr), Product Manager.

    While You Were Away in sostanza è una funzione che è una sorta di riassunto dei top tweets degli account che segui, i quali ci sono sfuggiti mentre non eravamo connessi con l’app. Una volta che accediamo all’app ecco che, in home, in alto ci appare una voce “While You Were Away” con i tweet più interessanti che ci siamo persi. La nuova funzione si attiva quanto si ritorna sull’app, quindi se siamo molto presenti su Twitter questa la si noterà meno.

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    E’ chiaro, e lo ricordavamo proprio nel post di qualche settimana fa, che questa è una di quelle operazioni da inserire nella strategia di Twitter per migliorare il livello di coinvolgimento degli utenti sulla piattaforma, verso anello debole. E comunque, come tutte le novità del resto, questa nuova funzione ha già diviso gli utenti tra chi pensano che sia un modo in effetti per recuperare un po’ di tweet persi mentre “si era via”, e tra coloro che pensano che questa funzione rompe il flusso di tweets che scorrono sulla nostra timeline, costringendoti a vedere tweet che forse non risulteranno poi così interessanti.

    Ma “While You Were Away” fa anche discutere per il fatto che somiglia alle “Notizie principali” di Facebook, ossia quei post che hanno ottenuto un alto livello di interazione e che magari ci siamo persi. E si torna quindi a parlare di “facebookizzazione” di Twitter. Un fenomeno che si lega proprio al problema principale che Twitter ha, quello del coinvolgimento degli utenti che, come ci ha ricordato la recente ricerca di Pew Research, in un anno è calata del 10%. Mentre su Facebook è in crescita, nonostante il numero degli utenti non cresca più in maniera notevole (Facebook sempre più coinvolgente, Twitter sempre meno).

    Vedremo se e come “While You Where Away” sarà utile per il coinvolgimento, in attesa di vederla anche su Android e sulla versione web della piattaforma. Intanto nella versione italiana diventerà “Mentre Non C’eri”, anche se era meglio “Mentre Eri Via” no?

    Ma voi utenti iOS la state visualizzando? E come la trovate? Fateci sapere tra i commenti.

  • Facebook comincia a bloccare le bufale dal News Feed

    Facebook comincia a bloccare le bufale dal News Feed

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    Facebook dichiara guerra alle bufale, cioè a tutte quelle notizie palesemente false che si vedono sul News Feed. Dopo aver ricevuto segnalazioni da parte degli utenti, Facebook comincerà a rendere meno visibili tutti quei post falsi e invita gli utenti a segnalarli con “It’s a false news story”.

    Facebook continua nella sua campagna di ottimizzazione del News Feed per fare in modo che gli utenti possano sempre visualizzare notizie che davvero interessano. E oggi tocca alle “bufale“, ossia a tutte quelle notizie palesemente false che si vedono scorrere ogni giorno. Di esempi ce ne sono davvero tanti come “Onda gigante ingoia intere città” tutto condito da un’immagine modificata a dovere; o ancora notizie che raccontano di Ufo praticamente dappertutto; o ancora di notizie che promettono cose assolutamente inesistenti. Questo un piccolo sunto di notizie false che sicuramente vi sarà capitato di vedere almeno una volta sul vostro News Feed.

    E da oggi Facebook dice basta a tutte queste notizie. In un post che porta la firma di Erich Owens, Software Engineer, e di Udi Weinsberg, Research Scientist, Facebook spiega quali saranno le conseguenze di questa decisione, invitando gli utenti a segnalare tali notizie. Ovviamente Facebook con questa azione ha dato seguito alle tante proteste che arrivano ogni giorno da parte degli utenti che si vedono inondare il proprio News Feed di notizie assolutamente false.

    L’aggiornamento del News Feed, non attivo per quel che si sa nella versione italiana del social network, comporterà una diminuzione della visibilità di tutti quei post segnalati dagli utenti e automaticamente appone una segnalazione in modo tale da avvisare gli utenti del fatto che quella notizia è stata segnala come “hoax“, bufala. Gli utenti, da quello che si evince dai test effettuati da Facebook, spesso condividono queste notizie e poi le cancellano quando si sono resi conto di essere stati ingannati.

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    Come fare per segnalarle? Facebook ha aggiunto la possibilità per gli utenti di segnalare le notizie false nel modo con il quale si segnala di solito lo spam. Come vedete dallo screenshot in alto vedete che in fondo è stata inserita una nuova voce: “It’s a false news story“.

    L’aggiornamento farà quindi in modo che sulla base della segnalazioni ricevute, la notizia falsa riceverà sempre meno visibilità e quindi gli utenti progressivamente vedranno il proprio News Feed ripulito da tutte le bufale. Da questo aggiornamento restano fuori tutte quelle notizie che arrivano da siti satirici, nel post di Facebook si fa riferimento al sito satirico The Onion, ma in Italia possiamo fare riferimento a Lercio, sito che fa della satira il suo punto di forza, dando vita a notizie inesistenti create solo per fare satira. Tutti questi siti potranno continuare la propria attività senza essere penalizzati.

    Allora, tutti coloro che pensavano di poter pubblicare qualsiasi cosa, bufale comprese, da oggi sappiano che non sarà più possibile. E se lo scopo era solo quello di avere visibilità, questo verrà sempre meno. Sarà comunque interessante verificare come gli utenti parteciperanno nelle segnalazioni.

    E dunque, che ne pensate? Anche voi sentite il fenomeno delle bufale così pesante? Raccontateci la vostra esperienza.

     

  • Goleador League, ecco la nuova app per iOS e Android

    Goleador League, ecco la nuova app per iOS e Android

    Goleador, le mitiche caramelle gommose, tornano con una nuova app: Goleador League. L’applicazione contiene un trading card game che promette divertimento.

    Vi ricordate le Goleador, le caramelle gommose lanciate alla fine degli anni ’80? Ebbene, non che siano sparite dal mercato, anzi, ma oggi tornano con una grande novità. Infatti, la doppia caramella gommosa che è diventata un mito arriva oggi con un trading card game che promette ore di divertimento, unita alla ricerca delle “figurine” rare come si faceva da bambini. Questi sono gli ingredienti di Goleador League, la nuova App di Goleador disponibile su AppStore e Google Play.

    Il funzionamento dell’app è semplice ed immediato: una volta scaricata, si riceve subito un primo pack di “figurine” virtuali, con le quali si può subito schierare la propria formazione e iniziare a giocare contro la cpu o contro gli amici.

    Goleador

    Ma questo è soltanto l’inizio: i personaggi delle figurine sono più di 120, e per potenziare il tuo team e collezionarli tutti basta scrivere il codice che trovi all’interno delle lastrine Goleador, in tal modo riceverai dei personaggi bonus.

    L’App però non stimola soltanto il collezionismo, ma sul modello dei giochi di carte tanto di moda tra i ragazzini, per formare un team veramente invincibile si dovranno trovare le card più rare e potenti, solo così si potrà scalare le vette della Goleador League. Ma come negli anni 70 si cercava disperatamente la figurina di Pizzaballa, mitico portiere di riserva introvabile per tutti i “cacciatori” di figurine Panini, trovare la card del Goleador non sarà per nulla un impresa facile.

    Se volete anche voi divertirvi con Goleadord League non vi resta che andare su Google Play o su AppStore e scaricare l’app per il vostro dispositivo. Da quel momento il divertimento è assicurato.


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  • Ecco Edicola Italiana, il chiosco digitale

    Ecco Edicola Italiana, il chiosco digitale

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    E’ attiva da oggi Edicola Italiana, la nuova piattaforma attraverso la quale leggere e comprare scegliendo tra 60 titoli a disposizione tra giornali e periodici. La piattaforma è utilizzabile da pc e anche da smartphone e tablet

    Di Edicola Italiana vi avevamo parlato proprio in occasione dell’accordo che ha dato poi vita a tutto il progetto. Infatti è attiva da oggi Edicola Italiana, la piattaforma per comprare, leggere e abbonarsi a quotidiani e magazine su Tablet, PC e smartphone. L’iniziativa vede collaborare i più importanti editori, riuniti nel Consorzio Edicola Italiana, e la startup innovativa Premium Store. Su edicolaitaliana.it sono in vendita oltre 60 fra quotidiani (nazionali e locali) e periodici in versione digitale, compresi Corriere della Sera, La Repubblica, Il Sole 24 Ore, La Gazzetta dello Sport, La Stampa, Il Messaggero, Il Gazzettino, Il Mattino, Tv Sorrisi e Canzoni, Il Venerdì di Repubblica, Io Donna, D La Repubblica delle Donne, Oggi, Chi, Cucina Moderna, Sport Week, CasaFacile, Donna Moderna, Panorama, Grazia, How To Spend It, IL, solo per citarne alcuni.

    Edicola Italiana  offre anche un motore di ricerca dal quale è possibile cercare negli archivi della carta stampata italiana più autorevole e diffusa con una sola password: basterà aver inserito una volta i propri dati al primo accesso per sperimentare un nuovo modo di leggere, che rende fruibili i contenuti di più testate senza doversi collegare ai singoli siti. Dopo la registrazione, non sarà più necessario inserire i propri dati a ogni acquisto, ma verrà richiesto solo l’inserimento della password. Il metodo di acquisto online integra il sistema Gestpay del Gruppo Banca Sella, che segue i massimi standard di sicurezza definiti dai circuiti internazionali. A breve si potrà accedere alle app delle singole testate con le stesse credenziali edicolaitaliana.it.

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    Altra caratteristica interessante di Edicola Italiana è la ricerca in modalità full text di una o più parole chiave: gli utenti possono cercare un argomento o un nome per trovare le parole corrispondenti in tutti gli articoli dei quotidiani e dei magazine presenti nel chiosco digitale.

    Grazie all’account multiprofilo di Edicola Italiana si possono creare sottoprofili personalizzabili, in modo da gestire e consultare singolarmente e contemporaneamente i prodotti scelti dai diversi componenti della famiglia ed essere sempre aggiornati sulle nuove uscite dei quotidiani e delle riviste preferiti. È possibile acquistare anche gli arretrati.

    E su Edicola Italiana è possibile anche la prova per 7 giorni, grazie alla quale gli utenti possono sfogliare online la copia digitale del proprio quotidiano gratuitamente per una settimana e decidere allo scadere della promozione se continuare con l’abbonamento. In promozione per i primi mesi di attività e per la prima volta in Italia, all’interno del catalogo di edicolaitaliana.it, è possibile acquistare e leggere sul proprio computer, smartphone e Tablet tutti i mensili a soli 9,99 € al mese, e tutti i settimanali + i mensili a soli 14,99 € al mese, sottoscrivendo gli abbonamenti ALL YOU CAN READ.

    Edicola Italiana nasce per volontà del Consorzio Edicola Italiana, costituito da Caltagirone Editore, Gruppo 24 ORE, Gruppo Editoriale L’Espresso, La Stampa – ITEDI, Gruppo Mondadori e RCS MediaGroup e rappresenta un significativo passo avanti nella direzione dell’innovazione tecnologica per la fruizione dell’informazione. Per lo sviluppo e la gestione commerciale di EDICOLA ITALIANA, il Consorzio ha scelto in esclusiva la startup innovativa Premium Store, controllata dall’incubatore Digital Magics (che nel maggio scorso ha finanziato l’iniziativa con 1 milione di Euro) e da importanti imprenditori e investitori italiani

  • La Tecnologia ha cambiato le nostre vite. Ma la privacy?

    La Tecnologia ha cambiato le nostre vite. Ma la privacy?

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    E’ indubbio che la tecnologia e i nuovi mezzi di comunicazione digitale hanno cambiato e migliorato la nostra vita, specie nei paesi sviluppati. E a questo risultato arriva anche il sondaggio di Microsoft, “Views from Around the Globe: 2nd Annual Poll on How Personal Technology Is Changing Our Lives”. Ma la privacy resta comunque un problema.

    La tecnologia e i nuovi mezzi di comunicazione hanno cambiato le nostre vite in meglio e questo è un dato ormai sotto gli occhi di tutti. Ma come sempre (o quasi) accade di fronte a innovazioni così importanti c’è sempre un prezzo da pagare, un qualcosa da dare indietro in un certo senso. E in questo caso parliamo di privacy. Ma, nonostante tutto, è fatto salvo, e lo deve essere sempre, il principio per cui un utente ha la possibilità di “far conoscere si sè solo ciò che vuole davvero far sapere” e non tutto, la Privacy resta comunque un aspetto che preoccupa e non poco gli utenti di tutto il mondo. Gli utenti, noi tutti, dobbiamo assumere maggiore consapevolezza riguardo alla privacy. Ma il problema esiste nel momento in cui si vuole fruire di quei servizi nati e sviluppatisi grazie alla tecnologia.

    Questa premessa era doverosa perchè lo studio che vogliamo presentarvi oggi tratta anche di questo. E quindi vedremo se e come la Privacy viene vissuta come un problema da risolvere. Lo studio è stato realizzato da Microsoft e si intitola “Views from Around the Globe: 2nd Annual Poll on How Personal Technology Is Changing Our Lives“, una ricerca effettuata in 12 paesi (Brasile, Cina, Francia, Germania, India, Indonesia, Giappone, Russia, Sud Africa, Corea del Sud, Turchia e Stati Uniti) presentata a Davos dove da domani, fino al 24 gennaio, si terrà World Economic Forum. Gli utenti intervistati sono 12 mila e tutti utenti internet (intervistati tra il 17 dicembre 2014 e il 1° gennaio 2015). Il sondaggio non è stato effettuato in Italia, ma risulta comunque di estremo interesse.

    La tecnologia per la maggioranza degli utenti intervistati sta rendendo il mondo un posto migliore dove vivere, migliorando notevolmente condizioni e situazioni con cui ci misuriamo tutti i giorni come il lavoro, come fare la spesa e anche come comunicare, aspetto assolutamente rilevante. Ma dalla ricerca emergono delle differenze dal punto di vista dell’atteggiamento tra gli utenti dei paesi sviluppati e gli utenti delle economie emergenti (come si definiscono ora i paesi che prima si definivano in via di sviluppo). In pratica, mentre gli utenti dei paesi delle economie emergenti vivono le novità elogiandone i vantaggi che queste comportano, come l’impatto sociale, l’impatto sull’economia e delle opportunità che nascono da questa, gli utenti dei paesi sviluppati, quindi dove la tecnologia è molto più presente, esprimono invece delle preoccupazioni, specie in fatto di Privacy.

    Tecnologia privacy

    Intanto c’è da evidenziare che:

    – in tutti e 12 paesi gli utenti pensano che la tecnologia ha un impatto positivo nella ricerca di prodotti più accessibili e nella possibilità di poter avviare nuovi business. Inoltre sostengono che benefici si vedono nel maggior utilizzo dei social media e nell’innovazione delle imprese;

    – la maggioranza degli utenti ritiene che le “tecnologie personali” hanno incrementato la loro produttività;

    – rispetto alla scorsa edizione dello studio, molto utenti affermano che la tecnologia ha avuto effetti positivi nei trasporti e anche nell’alfabetizzazione; mentre sono meno gli utenti che dicono che le tecnologie hanno avuto un effetto positivo sui legami sociali, sulle libertà personali e sulla politica, in termini di espressione;

    – la preoccupazione per la Privacy ha avuto un balzo significativo. Infatti in 11 paesi su 12 gli utenti hanno affermato che l’effetto della tecnologia sulla privacy è stato negativo. La maggioranza degli utenti sostiene che i livelli di protezione per gli utenti stessi sono insufficienti. Solo in India e in Indonesia gli utenti hanno la consapevolezza delle informazioni raccolte.

    Come abbiamo detto prima, dalla ricerca emergono delle differenza tra paesi sviluppati ed economie emergenti. Infatti il 60% degli utenti dei paesi economie emergenti pensano che le nuove tecnologie hanno avuto un impatto positivo nei loro legami sociali; nei paesi sviluppati la percentuale si ferma al 36%. Il 59% degli utenti dei paesi delle economie emergenti pensa che i servizi di sharing economy, come Uber e Airbnb sono migliori dei servizi tradizionali. Nei paesi sviluppati solo il 33% degli utenti la pensa in questo modo. Il 59% degli utenti dichiara che grazie alla tecnologia hanno interesse a lavorare nel settore delle scienze, delle tecnologie, dell’ingegneria e della matematica. Questa percentuale sale all’85% invece tra gli utenti dei paesi sviluppati. In particolare, il 77% delle donne dei paesi delle economie emergenti dichiara di sentirsi incoraggiate a lavorare proprio in quei settori (in inglese, STEM); tra le donne dei paesi sviluppati questa percentuale scende al 46%.

    Ma anche voi siete del parere che la tecnologia ha cambiato il nostro modo di vivere e le nostre società? E siete anche voi preoccupati per ciò che riguarda la privacy?

  • #GasparriFuoriDaTwitter, la protesta corre su Twitter

    #GasparriFuoriDaTwitter, la protesta corre su Twitter

    Il senatore Maurizio Gasparri, non nuovo a questo genere di gaffe, ha di nuovo scatenato un mare di proteste su Twitter. In un tweet sulle due ragazze salvate in Siria, Greta Ramelli e Vanessa Marzullo, ha riportato una notizia falsa senza neanche verificarne la veridicità. L’hashtag #GasparriFuoriDaTwitter ha generato finora 17.400 conversazioni

    Il senatore Maurizio Gasparri, vice presidente del Senato della Repubblica, torna a far parlare di se su Twitter, infatti non è nuovo a generare polemiche (ricorderete la polemica recente con Fedez). Il senatore non utilizza lo strumento per conversare e confrontarsi con il pubblico e i suoi elettori, no, lo usa, nella maggior parte dei casi, per generare polemiche. E stavolta è andato ben oltre la polemica. Il un tweet sulle due ragazze appena salvate da una lunga prigionia in Siria, Greta Ramelli e Vanessa Marzullo, Gasparri riporta quanto segue:

    Notizia quella riportata dal senatore assolutamente infondata ed è lo stesso Gasparri poi ad affermarlo, intervistato da La Repubblica quando afferma:

    È una notizia che ho trovato su un sito (Piovegovernoladro). Mi sono limitato a chiedere se fosse vera.”

    Ora, se avesse provato davvero a chiedere avrebbe dovuto scrivere ben altro tweet, invece di scrivere e riportare una notizia senza che lui stesso avesse provato a verificare se fosse vera. Per far comprendere meglio la questione allo stesso Gasparri, il buon Alessandro Gilioli ci prova con questo post “Gasparri va a trans? E poi fa il moralista!”. E per meglio comprendere da dove sia spuntata la notizia, è bene leggere anche questo articolo. Il perchè Gasparri abbia scritto una falsità resta un mistero, certo è che è ben nota la sua posizione circa la liberazione delle due ragazze in relazione ad un ipotetico riscatto pagato ai loro sequestratori, si parla di 12 milioni di dollari (e non di euro), anche se anche in relazione a questa notizia non ci sono conferme, ma solo smentite.

    Ovviamente su Twitter si scatena la bagarre e in poco tempo nasce un hashtag #GasparriFuoriDaTwitter che in poche ore balza in primo tra i trending topic, superando anche gli hashtag delle partite di calcio. Allora ci siamo incuriositi e abbiamo provato a tracciarlo, incuriositi anche dal tweet di Stefano Epifani:

    E allora ecco i dati su #GasparriFuoriDaTwitter. Da specificare che ne sono nati altri sullo stesso tono, nelle stesse ore, ma questo è quello che ha raccolto più conversazioni, analizzati con Talkwalker, strumento che usiamo di solito per questo tipo di analisi.

    L’hashtag, sviluppatosi già nella notte di sabato 17 gennaio, ha finora generato 17.400 conversazioni (un numero che aumenterà sicuramente), di cui il 99,4% su Twitter (99,9% provenienti dall’Italia). Il picco lo si è avuto alle 14 di domenica 18 con 1.208 tweet.

    #gasparrifuoridatwitter tweet

    La reach totale, quindi la somma di tutte quelle registrate fino a questo momento, è di 318,7 milioni.

    #gasparrifuoridatwitter reach

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    #UPDATE 1 – 19/01/2015

    Le conversazioni, come previsto, sono aumentate nel corse delle ore, arrivando ad essere ora 18.500 (i tweet sono 18.400).

    #gasparrifuoridatwitter tweet 19012015

    Il picco delle conversazioni lo si è avuto ieri, domenica 18 gennaio, alle 23 con 1.353 conversazioni.

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    I tweet dunque sono stai tanti e diamo quindi un’occhiata agli utenti che sono stati in grado di essere più coinvolgenti:

    #gasparrifuoridatwitter influencer twitter

    Questo è il sentiment, come vedete, la somma tra neutro è negativo è ampiamente la maggioranza:

    #gasparrifuoridatwitter sentiment

    E ora vediamo quelli che sono stati i tweet più condivisi dagli utenti:

    https://twitter.com/ArsenaleKappa/status/556798396141686784

    https://twitter.com/FranAltomare/status/556737395769753601

    Ecco, questo il nostro piccolo resoconto su una vicenda che farà ancora discutere. Allora, cosa ne pensate? Raccontatecelo tra i commenti.

     

     

  • Le app di messaggistica sono più coinvolgenti dei social network

    Le app di messaggistica sono più coinvolgenti dei social network

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    Un recente studio condotto da Frank N. Magid Associates per conto di Kik Interactive, azienda canadese proprietaria dell’app Kik, ha rivelato che per i giovani americani le app di messaggistica istantanea sono più coinvolgenti dei social network. I giovani trascorrono più tempo su Kik, Snapchat, e Facebook Messenger che su Facebook, Instagram e Twitter.

    Proprio qualche giorno fa riportavamo i dati di una interessante ricerca di Pew Research che rilevava come, negli Usa, Facebook fosse più coinvolgente, nonostante abbia quasi raggiunto la saturazione della sua base utenti, di altri social network come Twitter, ad esempio. La stessa ricerca metteva in evidenza come Facebook abbia perso appeal tra i giovani, mentre invece sono le categorie più mature che lo apprezzano sempre di più. Bene, fatta questa premessa, doverosa, oggi vogliamo presentarvi i dati di un’altra ricerca, condotta sempre negli Usa, condotta da Frank N. Magid Associates (ricorderete quando lo scorso anno abbiamo riportato l’interessante ricerca che ci rivelava quale fosse il profilo degli utenti Twitter) per conto di Kik Interactive, l’azienda canadese che è proprietaria dell’app Kik, app molto diffusa e usata negli Usa, appunto.

    La ricerca, condotta su un campione di 1.000 utenti americani di età compresa tra i 14 e i 25 anni, volendo sintetizzare, dimostra quanto detto prima, ossia che i giovani frequentano sempre meno social network come Facebook, e che in effetti questi giovani sono più coinvolti dalle applicazioni di messaggistica istantanea. Si conferma quindi l’ascesa di questo tipo di applicazioni, sempre più engaging, e viene fuori anche che gli utenti cominciano ad interagire con le marche anche attraverso queste applicazioni.

    indagine-messaggistica-istantanea

    Mediamente la ricerca rileva che il tempo trascorso usando queste applicazioni è di mezz’ora. Come vedete dal grafico in altro Kik risulta essere la più coinvolgente con 35 minuti di media di utilizzo, per sessione; dietro troviamo Facebook Messenger con 27 minuti di media e poi Snapchat con 21 minuti. Come potete vedere, sempre ne grafico, di fianco, ci sono i dati relativi invece ai social network con Facebook che mediamente per 37 minuti, Instagram 27 minuti (come Facebook Messenger) e poi Twitter con 25 minuti. Dati, dunque, che ci confermano il calo di appeal di Facebook tra i più giovani.

    La ricerca rileva anche che Kik risulta essere più coinvolgente nelle fasce di età tra i 14 e i 20 anni, mentre Facebook risulta un po’ più engaging nella fascia di età 21-25 anni.

    La popolarità di Facebook è dunque in calo tra i giovani tra i 14 e i 17 anni. E gli utenti spiegano che il perchè negli ultimi 12 mesi lo hanno usato sempre di meno:

    • il 76% “perchè è diventato per me sempre meno importante”;
    • il 65% “mi sono stancato di usarlo”;
    • il 47% “i miei amici lo usano sempre meno“.

    Da questa ricerca potrebbe venir fuori un suggerimento per i brand e cioè che se vogliono entrare in contatto con un pubblico più giovane, quindi più vicino a quello che fanno e a quello a cui mirano, allora è il caso di cominciare ad usare anche queste applicazioni.

    A questo proposito è interessante notare che il:

    • 90% degli utenti intervistati ha dichiarato di aver interagito con un brand sui social media o su un’app di messaggistica;
    • le tre principali attività tra utenti e brand sono “following/liking un brand” (60%), “guardare un video del brand” (56%), “leggere un post del brand” (56%);
    • il 19% degli utenti ha chattato direttamente con un brand e da questo punto di vista Kik è risultata più coinvolgente (26%) di Snapchat (21%);

    Gli utenti più ricettivi sono quelli di età compresa tra i 21-25 anni ritenendo le app come fonte importante per tenersi aggiornati sui brand (57%) e anche per poter interagire direttamente col brand piuttosto che limitarsi ad un semplice follo o like (45%).

    Allora, che ne pensate di questa ricerca e di questi dati?