Autore: Franz Russo

  • Ecco Intertwine, il social network della creatività condivisa

    Ecco Intertwine, il social network della creatività condivisa

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    Intertwine è una startup che propone un progetto innovativo nel campo dell’editing multimediale e collaborativo. In pratica, obiettivo è mettere insieme le caratteristiche classiche dei libri, della comunicazione digitale e dei social network. La startup è sostenuta da Digital Magics e da 56Cube con un finanziamento di 110 mila euro

    A proposito di cultura digitale, di comunicazione digitale e di social network, ecc che oggi vi presentiamo Interwine, nuovo progetto che mira a diventare il primo social network per la creatività condivisa. Intertwine è una piattaforma web che permette agli utenti di creare, condividere e pubblicare opere editoriali multimediali collaborative. Il progetto è sostenuto da 56CUBE, venture incubator di startup innovative digitali nel Sud Italia, e da Digital Magics, incubatore certificato quotato sul mercato AIM Italia di Borsa Italiana (simbolo DM), con un investimento di  110.000 euro e con il supporto per servizi che coprono diverse aree: dalla finanza allo sviluppo tecnologico, dall’evoluzione strategica al marketing, dall’amministrazione alla logistica.

    L’obiettivo della startup innovativa è quello di realizzare un nuovo prodotto di intrattenimento, che unisca le caratteristiche classiche dei libri e la comunicazione digitale e dei social network. Da pochi giorni è online la versione beta di www.intertwine.it: sono stati implementati tutti i meccanismi social (commenti, notifiche, “like”, condivisione interna alla piattaforma e condivisione sui social network), tool per la scrittura come note e l’anteprima dell’opera multimediale.

    Come funziona Intertwine

    L’idea di Intertwine si basa su due figure: il plotter che crea il plot, l’intreccio dell’opera, e lo mette a disposizione della community per continuare il progetto; e il bricker, la community che crea e condivide brick (testi, audio, video, immagini), cioè i vari pezzi che servono per continuare a costruire l’opera ideata dal plotter. Una volta terminato il processo di creazione dei brick, il plotter sceglierà i più validi e creerà un intertbook, un’opera multimediale. Gli intertbook saranno distribuiti in digital delivering, generando revenue per il plotter, per ogni bricker che ha partecipato al progetto e per la piattaforma.

    Abbiamo appena lanciato la versione beta della nostra piattaforma, che già permette agli utenti di poter proporre le proprie idee o svilupparne altre contribuendo con contenuti multimediali di ogni tipo, e nei prossimi mesi saremo online con il sito in inglese” – dichiara Gianluca Manca, Fondatore e CEO di Intertwine – “L’investimento e il supporto degli incubatori 56CUBE e Digital Magics saranno in grado di accelerare la crescita della startup e il nostro processo produttivo per presentarci al mercato il prima possibile e al meglio”.

    Quando abbiamo conosciuto Gianluca Manca, Salvatore Imparato, Gennaro Mangani e Stefano Imparato, il team di Intertwine, quello che ci ha colpito maggiormente – oltre al progetto innovativo – è stata la delusione che avevano negli occhi, ma soprattutto la determinazione che solo chi crede fermamente in qualcosa ha” – ha dichiarato Gennaro Tesone, CEO di 56CUBE e Partner di Digital Magics – “Questi giovani ragazzi credono in un’idea che si sta già trasformando in un ideale: portare la cultura e la creatività all’interno del mondo social, sfruttandone le sue potenzialità. Sono riusciti a convincerci e adesso crediamo fortemente in questa startup, co-fondata con 56CUBE, più di loro. Intertwine è la dimostrazione che è possibile anche in Italia creare un business digitale diffondendo il seme della cultura: una doppia occasione di successo per il nostro incubatore e per la società”.

    Nel 2012 Intertwine ha vinto la prima edizione di Vulcanicamente, startup competition organizzata dal Comune di Napoli. E’ stata poi selezionata da Wind Business Factor 2013 per il programma di supporto e training. Sempre nel 2013 Intertwine ha partecipato anche a importanti concorsi italiani e internazionali, passando tutte le selezioni e arrivando alle finali di Mind the Bridge Accelerator, Web Summit a Dublino e Startupbootcamp Pitch Day Barcelona (dicembre 2013).

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  • Natale 2013, gli italiani spendono meno e riciclano di più

    Natale 2013, gli italiani spendono meno e riciclano di più

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    Il Natale 2013 si avvicina e con esso si avvicina anche il tempo dei regali. Dalla ricerca che Groupon ha condotto in Italia, Francia, Spagna, Inghilterra, Germania, Olanda e Polonia, viene fuori che gli italiani più degli altri spenderanno di meno (29 euro in media per regalo) e ricicleranno i regali. Il 55% acquista i regali online

    Ormai il Natale 2013 sta arrivando e quindi è tempo di pensare ai regali. La situazione che stiamo vivendo ormai da un po’ di tempo a questa parte, si farà certo sentire anche quest’anno e la cronaca di questi giorni ce ne dà la conferma. Ma un’ulteriore conferma arriva anche dall’esito di una ricerca che Groupon ha condotto internamente in sette paesi europei, Italia, Francia, Spagna, Inghilterra, Germania, Olanda e Polonia, per cercare di capire effettivamente quanto si spenderà per i regali. Per quanto riguarda l’Italia, gli intervistati sono stati 2076 persone, 54% donne, per il 30% comprese nella fascia d’età 35-44 anni.

    Ebbene, a fronte di quanto detto all’inizio, il 42% degli intervistati dichiara infatti di dover ridurre il budget destinato alle feste. E il primato negativo è per l’Italia, in quanto i colleghi europei ridurranno le loro spese natalizie con percentuali molto inferiori: del 28% in Spagna, mentre solo il 10% dei tedeschi dichiara una riduzione dei consumi per le prossime feste. Per noi italiani poi rispettare il budget già ridotto risulta davvero uno stress, infatti per il 57% degli intervistati questo è un chiodo fisso.

    Ma quanto spenderanno gli italiani per questo Natale 2013?

    Presto detto. Gli intervistati hanno dichiarato che spenderanno circa 260 euro a testa (in linea con gli altri paesi europei eccetto per gli Inglesi che spenderanno circa 506 euro a testa ) per acquistare in media 9 regali alla famiglia. 29 euro è quindi il prezzo medio del singolo regalo in Italia, in Inghilterra la spesa sale a 39 euro, in Germania a 36.

    E rispetto a tutti gli altri intervistati europei, gli italiani sono quelli che più di tutti pensano di riciclare i regali ricevuti in dono nel Natale scorso e sembra che sia ben accetto, tra l’altro. Infatti il 53% degli intervistati dichiara di aver riutilizzato in passato qualche dono fatto da altri. Comunque sia, gli italiani non rinunceranno a fare i regali. Infatti, il 72% degli italiani dichiara infatti che non rinuncerebbe mai ai regali per la famiglia e il 41% al classico cenone delle feste. I tagli riguarderanno invece le vacanze e i regali a colleghi e amici. E se per caso gli italiani avessero a disposizione un extra rispetto al budget previsto per i regali, il 66% degli intervistati lo userebbe per acquistare qualcosa di utile per la famiglia e un buon 20% donerebbe questi soldi in beneficenza.

    Ma dove si acquistano i regali? Il negozio fisico resta il luogo per eccellenza per scegliere ed acquistare i regali, infatti il 69% delle persone sceglie il punto vendita, mentre il 55% fa shopping online utilizzando il pc, il tablet o il proprio smartphone.

    E voi avete già pensato ai regali? Anche voi avete ridotto il vostro budget?

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  • Su LINE da oggi disponibili i primi stickers italiani di Mauro Gatti

    Su LINE da oggi disponibili i primi stickers italiani di Mauro Gatti

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    Arrivano gli sticker italiani di LINE, sempre più irriverenti. A vederli, erano gli sticker che mancavano nel panorama delle emoticon. I nuovi sticker, disegnati dall’illustratore Mauro Gatti, parlano ai giovani utilizzando il loro linguaggio, iconico e pungente

    LINE, l’applicazione leader al mondo per chiamate e messaggistica gratuite, ha lanciato oggi il set di sticker “BFFL – Best Friends For Life”, realizzati dal designer italiano Mauro Gatti.

    LINE ha realizzato il nuovo set di sticker basandosi sui suggerimenti dei giovani italiani che sono stati coinvolti in un divertente sondaggio da La Pina di radio Deejay, che proprio su Line ha recentemente lanciato il suo Account Ufficiale. Dai suggerimenti dei fan de La Pina e dalla creatività di Mauro Gatti sono nati i primi sticker di LINE 100% made in Italy.

    Gli emoticon che mancavano, dunque, sono ora una realtà sotto forma di sticker: avete mai chiesto scusa con un’emoticon? E comunicato un secco “No!”? E avete mai pensato a quanta differenza ci sia tra mandare a quel paese qualcuno e comunicarglielo in maniera divertente con uno sticker? Questi sono solo alcuni dei nuovi sticker di LINE, che parlano il linguaggio dei giovani in maniera nuova e “irriverente”.

    Il successo di LINE, che proprio qualche giorno fa ha raggiunto e superato la soglia dei 300 milioni di utenti a livello globale, si deve anche al suo modo di essere vicino alle esigenze dei propri utenti, offrendo uno strumento completo e immediato, che sia vicino al modo di comunicare di coloro che lo usano.

    Per parlare il linguaggio dei giovani bisogna innanzitutto saperli ascoltare”, ha dichiarato Federica Calcaterra, Marketing Manager di LINE Italia e leader del progetto. “Con gli sticker disegnati da Mauro abbiamo voluto osare e mostrare il lato irriverente di LINE per avvicinarci ancora di più al pubblico italiano. Mauro Gatti è il primo dei tre designer italiani coinvolti in questa iniziativa”.

    Potete scaricare gratuitamente gli sticker di Mauro Gatti su Line andando su Più -> Sticker Negozio -> Gratis.

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    Mauro Gatti è direttore creativo di giorno per la sua agenzia Mutado e illustratore al calar della notte. Il suo lavoro è ricco di humour ed il suo stile semplice ed iconico si ispira all’illustrazione degli anni 60 e 70. E’ sempre in compagnia del suo inseparabile bullmastiff Cyrus ed il suo motto è “Un sorriso è il mezzo più economico per essere felici”.

     

    Allora, li avete già scaricati? Che ne pensate?

     

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  • Occhio ai Conti, il nuovo concorso da UniCredit

    Occhio ai Conti, il nuovo concorso da UniCredit

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    Parlare di conti in questo periodo non è affatto facile e ogni giorno le famiglie italiane cercano di districarsi al meglio con il loro budget familiare. Come ben sappiamo, la buona gestione di quest’ultimo si rivela sempre fondamentale. UniCredit ha ideato, a questo scopo, un nuovo concorso, “Occhio ai Conti”, con l’intento di mettere alla prova gli utenti web

    “Occhio ai Conti“, non ci poteva essere nome più azzeccato per un concorso di Unicredit per mettersi alla prova nella gestione del budget familiare. Il concorso prevede un gioco che si focalizza sulle tendenze al risparmio degli internauti. Le prove dal carattere ludico e nello stesso tempo educativo, si suddividono in “opportunità” e “imprevisti” e mettono alla prova le capacità dei partecipanti nella gestione delle finanze.

    Punteggi più alti consentono ai partecipanti di aumentare la probabilità di rientrare tra i primi 100 concorrenti in classifica per ogni obiettivo e partecipare all’estrazione finale del premio dedicato. I punti si potranno guadagnare non solo rispondendo correttamente alle domande, ma anche con attività social, invitando amici via email e facebook.

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     Il gioco resterà online fino al prossimo 16 dicembre, quindi c’è ancora tempo per metterti alla prova.

    Vediamo allora quali sono i premi:

    I premi sono 10, suddivisi in diverse categorie, più un premio disponibile solo per i clienti UniCredit:

    PREMIO SEMPRE AL PASSO CON I TEMPI
    Nr. 2 Samsung Smart Tv Led 32”

    PREMIO LA CASA DEI TUOI SOGNI
    Nr. 2 Carte Regalo IKEA, del valore di Euro 500,00 cad.

    PREMIO VITA SOSTENIBILE
    Nr. 2 Biciclette Pieghevoli TILT 7 Torino

    PREMIO BENESSERE A 360 GRADI
    Nr. 2 Cofanetti Boscolo Gift Body and Soul del valore di Euro 499,00 cad.

    PREMIO SI VIAGGIARE
    Nr. 2 Go Card Alpitour, del valore di Euro 500,00 cad.

    SUPER PREMIO per i soli Aderenti al Servizio:
    Nr. 1 Smartphone Samsung Galaxy S4 GT-I9505.

    Bene, allora provateci anche voi a giocare e a vincere uno di questi premi seguendo questo link.

    Il concorso segue il lancio del nuovo servizio gratuito Bilancio Familiare, una funzionalità della banca via internet che consente una gestione ancora più accurata delle finanze, del budget e del rendiconto familiare. Inoltre, UniCredit sta coinvolgendo gli utenti in rete con LA FAMIGLIA CONTI e BILLY THE BUDGET, la prima sit-com online dedicata a un servizio bancario. L’iniziativa vede un percorso completo di storytelling video in una mini-serie in 10 puntate in onda sul web e attività di digital engagement sui social media. La serie, scritta e ideata da Independent Ideas e prodotta da Zodiak Active, stravolge i tempi e i canonici formati pubblicitari, punta sull’intrattenimento oltre che sull’informazione e racconta il lato umano non solo dei potenziali clienti ma addirittura del software. Gli episodi saranno probabilmente trasmessi con diversi formati anche in TV su canali a forte affinità con il target dei 25-45enni, come SkyTg24 e Rai 5. Saranno inoltre proposti sulla piattaforma video del Gruppo Class: da Class TV (canale 27 del digitale terrestre) ai circuiti video della metropolitana e degli aeroporti.


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  • Jobyourlife stringe un accordo anche con Greenpeace

    Jobyourlife stringe un accordo anche con Greenpeace

    jobyourlife

    Jobyourlife, la startup di recruiting online nata nel 2012 e incubata in Polihub, ha stretto in questi giorni un accordo con l’organizzazione non governativa Greenpeace, di sicuro tra i più grandi movimenti ambientalisti a livello mondiale. Obbiettivo dell’accordo è la ricerca di dialogatori nell’ambito del programma Dialogo Diretto, con un focus sulle città di Milano, Torino, Roma e Napoli

    Jobyourlife conquista l’interesse di Greenpeace, l’organizzazione non governativa riconosciuta come uno tra i più grandi movimenti ambientalisti a livello mondiale.

    Greenpeace si è dimostrata entusiasta soprattutto per il nostro sistema di recruiting online basato sulla geolocalizzazione dei curriculum – spiega Andrea De Spirt, CEO e founder di Jobyourlife, startup con sede a Milano e a Cagliari – Essendo un’organizzazione con uffici situati in ogni parte del mondo (dall’Italia al Giappone, dagli Stati Uniti all’Australia) e avendo una forte presenza territoriale anche in Italia, la questione delle distanze e della necessità di ricercare profili professionali in una precisa area geografica diventa un elemento fondamentale. “

    Jobyourlife, infatti, si presenta agli occhi delle aziende con un punto di forza: la geolocalizzazione dei profili professionali, unita a un algoritmo che permette di effettuare ricerche sempre più precise e dettagliate. Per realtà aziendali che operano su tutto il territorio, in diverse città, l’unione di questi due aspetti è essenziale, per riuscire a trovare il candidato ideale per una posizione specifica, in un luogo ben definito. Quindi grazie a Jobyourlife, non sono più le persone a dovere “inseguire” il lavoro, cercando tra le classiche pagine di offerte che compaiono online, ma sono le aziende a raggiungere direttamente i candidati, tramite annunci geo-mirati allineati al profilo, prendendo in considreazione appunto il luogo dove l’utente desidera lavorare.

    Dunque, dopo McDonald’s, Coin, Willis, Zara, Accenture e altre grandi aziende di livello nazionale e internazionale, anche Greenpeace sceglie di stringere accordi con Jobyourlife, per utilizzare da subito la piattaforma di recruiting, al momento attiva sul territorio italiano, ma con l’obiettivo concreto di espandersi all’estero nei prossimi mesi.

    Entrare in contatto con questa realtà internazionale – continua Andrea De Spirt – e capire che la nostra piattaforma può essere davvero utile per il loro sistema di recruiting rappresenta un segnale molto positivo e ci spinge a lavorare sempre di più per migliorare Jobyourlife in tutti i suoi aspetti, avvicinandoci alle esigenze delle aziende che si rivolgono a noi giornalmente e, soprattutto, agli utenti che continuano a iscriversi e a darci fiducia, consapevoli dei vantaggi che siamo in grado di offrire a ognuno di loro. Da un lato, infatti, gli iscritti alla piattaforma continuano ad aumentare e tocchiamo cifre di 600-700 persone registrate ogni giorno, dall’altro le aziende che hanno scelto di collaborare con noi ricercano profili attraverso Jobyourlife, mandando annunci mirati e geolocalizzati ai profili selezionati e questo rappresenta un punto di forza che viene sempre di più compreso e apprezzato.”

    Greenpeace, infatti, per quanto riguarda l’Italia, in aggiunta alle posizioni lavorative che possono venire aperte periodicamente, è costantemente, e durante tutto il periodo dell’anno, alla ricerca di dialogatori nell’ambito del programma Dialogo Diretto, con un focus sulle città di Milano, Torino, Roma e Napoli.

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  • Videology in partnership con AddThis per ottimizzare la piattaforma

    Videology in partnership con AddThis per ottimizzare la piattaforma

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    Videology, piattaforma di video advertising leader sul mercato rivolta a editori, agenzie e advertiser, ha siglato una partnership con AddThis che le permetterà di risolvere il problema della disponibilità globale dei dati. Ora può contare sulla capacità esclusiva di creare profili in mercati dove mancano dati tradizionali

    Videology, piattaforma di video advertising leader sul mercato rivolta a editori, agenzie e advertiser, ha siglato una partnership con AddThis che le consentirà di individuare pubblici specifici, persino in mercati dove i dati convenzionali sono scarsi o non disponibili.

    L’accordo offre a Videology la possibilità di creare profili basati sugli interessi degli utenti e sulle relative demografiche dedotte.  I tool di AddThis vengono utilizzati su oltre 14 milioni di siti di tutto il mondo, generando un notevole volume di dati comportamentali che forniscono a editori e pubblicitari preziose informazioni  sui clienti e consentono alle piattaforme di advertising di operare sulla base di questi segmenti.

    Informazioni proprietarie, unite ai dati di AddThis, offrono a Videology la capacità esclusiva di creare per i pubblicitari segmentazioni di consumatori sia di gruppi target standard che di audience specifiche, e di agire e perfezionarsi poi sulla base di questa segmentazione. Inoltre, Videology ha la capacità di fornire questo livello granulare di targhetizzazione in ogni mercato grazie ai dati comportamentali di AddThis che includono vista, ricerca, URL e metadati dedotti basati su oltre 100 miliardi di pagine caricate al mese.

    I dati sono attualmente disponibili in USA, Canada, Francia, Italia, Spagna e Paesi Bassi, e saranno presto introdotti in Russia, Australia, Sud Est Asiatico, America Latina e Regno Unito. Seguiranno altri mercati, man mano che la presenza globale di Videology continua a espandersi.

    In molti paesi non esistono fornitori  consolidati di dati e la ricerca di quelli necessari per abilitare una targhetizzazione precisa non è del tutto impossibile. Questo accordo ci permette di creare all’istante segmenti e categorie in tutto il mondo”,  dichiara Catherine Hallam, Director, Product, Data Strategy & Analytics di Videology. “Di conseguenza, stiamo contribuendo a risolvere un problema storico del programmatic buying, aiutando i marketer di tutto il mondo a prendere decisioni più ponderate”.

    I dati di AddThis riflettono gli interessi degli utenti web di tutto il mondo”, afferma Mike McGowan, Senior Vice President of Business Development and General Counsel di AddThis. “La nostra partnership con Videology è un grande esempio del valore aggiunto che si crea quando i dati di AddThis si integrano con le piattorme di adversting leader di oggi”.

    Videology ha già cominciato a utilizzare le informazioni per creare segmenti ad hoc per campagne e anche per identificare i potenziali consumatori in mercati divisi per specifici prodotti, come potrebbero essere una nuova TV o un’auto.  In USA e Canada, per esempio, l’estesa tassonomia standard di AddThis è completamente integrata nel Videology Campaign EngineSM, consentendo agli utenti della piattaforma di pianificare ed eseguire campagne basandosi sulle audience di AddThis, come per esempio i segmenti di Small Business, Auto e Gaming.

    In Spagna, come ulteriore esempio, Videology ha usato questi  dati per creare segmenti di audience più ampi quali per esempio beni di lusso maschili e femminili, e profili femminili suddivisi per età e istruzione. Uno strumento prezioso, in un mercato dove il reperimento di dati sufficienti ad ottimizzare le opportunità di video targhetizzato può rappresentare una problematica.

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  • Il doodle di Google si illumina con la luce di Gae Aulenti

    Il doodle di Google si illumina con la luce di Gae Aulenti

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    Bellissimo e al tempo stesso semplice il doodle che oggi troviamo sulla homepage di Google, dedicato alla grande Gae Aulenti per gli 86 anni dalla nascita. La lampada, una delle sue creazioni, la “Pipistrello”, simboleggia anche la luce che Gae Aulenti, designer e architetto di fama internazionale, ha sempre utilizzato nelle sue creazioni

    Era da un po’ di tempo che Google non dedicava più un doodle al nostro paese e se non ricordiamo male, l’ultima volta avvenne per il doodle dedicato a Luigi Pirandello. Ma restiamo al doodle di oggi sulla homepage del più grande motore di ricerca che rende omaggio ad una grande designer italiana, Gae Aulenti, in occasione degli 86 anni dalla nascita. Il doodle riprende una delle creazione della Aulenti, la lampada da tavolo “Pipistrello”, ideata nel 1965 per lo showroom Olivetti, tra l’altro ancora in produzione.

    Gae Aulenti, scomparsa a Novembre del 2012, ha sempre orientato la sua attività di architetto e di designer alla ricerca storico-culturale di recupero dei valori architettonici del passato, opponendosi al filone che faceva riferimento al razionalismo. La luce ha sempre avuto un ruolo principale in tutte le sue opere e creazioni, a volte la usava per esaltarle mentre a volte la usava per ripararle. Era quindi rivoluzionaria.

    La sua vocazione internazionale si manifesta sin da subito, sin dalle prime opere realizzate e questo sarà un aspetto che caratterizzerà la sua vita professionale. Il viaggio era per lei importante per “sentire” il luoghi viverli.

    Gae-Aulenti

    E sono davvero tante le sue opere, come  la realizzazione a Parigi del Museé d’Orsay (1980-86) e del nuovo allestimento del Musée National d’Art Moderne al Centre Pompidou (1982-85), ha curato la ristrutturazione di Palazzo Grassi a Venezia (1985-86) e in seguito l’allestimento in questa sede di numerose mostre temporanee, da “Futurismo & Futurismi” (1986) a “Da Puvis de Chavannes a Matisse e Picasso. Verso l’Arte Moderna” (2002). E ancora, il nuovo accesso alla stazione S.Maria Novella a Firenze (1990); Palazzo Italia all’EXPO ‘92 di Siviglia; la nuova Galleria per Esposizioni Temporanee alla Triennale di Milano (1994); l’esposizione “The Italian Metamorphosis 1943-1968” al Guggenheim Museum di New York (1994); la ristrutturazione del Palazzo del Governo della Repubblica di San Marino (1991-1996); “Spazio Oberdan” a Milano, nuova sede della Fondazione Cineteca Italiana (1999); la ristrutturazione delle ex-Scuderie Papali presso il Quirinale a Roma, nuova sede per esposizioni temporanee inaugurata con la mostra “I Cento Capolavori dell’Ermitage. Impressionisti e Avanguardie” (1999); la riqualificazione di piazzale Cadorna a Milano (2000); l’esposizione “1951-2001 Made in Italy? Memoria” alla Triennale di Milano (2001); le stazioni “Museo” e “Dante” della Metropolitana e il ridisegno delle piazze Cavour e Dante a Napoli (1999-2002). E ancora, il nuovo “Asian Art Museum” di San Francisco (incarico su concorso internazionale vinto nel 1996 in associazione con la joint venture HOK/LDA/RWA di San Francisco) è stato aperto al pubblico nel Marzo 2003; il “Museo Nazionale d’Arte Catalana” a Barcellona, completato nel Dicembre 2004 con l’inaugurazione della parte dedicata all’arte del XX secolo. Nel 2005 poi sono state inaugurate: la sede dell’Istituto Italiano di Cultura a Tokio; il Palavela di Torino, sede delle gare di pattinaggio artistico e short-track per i Giochi Olimpici Invernali 2006; Piazza San Giovanni a Gubbio. Poi nel2009 lo Showroom Swank, Pechino e la Biblioteca Comunale di Paderno Dugnano.

    Insomma una lista infinita di opere, in Italia e nel mondo, che hanno reso Gae Aulenti il titolo di “signora dell’Architettura“.

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  • MAXXIinWeb, “Il Bello nel Design” con Gaetano Pesce [Live Streaming]

    MAXXIinWeb, “Il Bello nel Design” con Gaetano Pesce [Live Streaming]

    MAXXIinWeb, progetto ideato da Telecom Italia e MAXXI – Museo delle Arti del XXI Secolo, nato nel 2011 con l’obiettivo di promuovere la cultura digitale in rete, propone dalle h. 19 il terzo incontro del ciclo che avrà come tema “Il Bello nel Design” con lo scultore e designer Gaetano Pesce. Potrete seguire l’evento in live streaming anche qui sul nostro blog

    MAXXIinWeb è un progetto nato due anni fa da un’idea di Telecom Italia e MAXXI – Museo delle Arti del XXI Secolo con l’obiettivo di promuovere la cultura digitale in rete. Un modo per avvicinare tante persone alla conoscenza delle espressioni artistiche contemporanee, sfruttando le potenzialità che oggi offrono le nuove tecnologie.

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    L’edizione 2013 si presenta con 5 incontri, tutte da seguire il live streaming qui sul nostro blog e cogliamo l’occasione per ringraziare Telecom Italia per questa nuova opportunità che ci offre, che avranno come tema: “Il Bello”. Quello che trasmetteremo stasera avrà come argomento “Il Bello nel Design” e a parlarne sarà lo scultore e designer Gaetano Pesce.

    Gaetano-PesceGaetano Pesce è scultore, architetto e designer di fama internazionale. I suoi lavori, in ambito architettonico, di pianificazione urbana, design d’interni, si distinguono per l’uso illimitato del colore e l’utilizzo di materiali rivoluzionari, sviluppati grazie alle nuove tecnologie. La costante ricerca e la fiducia riposta nei materiali hanno portato a innovazioni continue nel linguaggio, nei risultati formali e nei modi di produrre. E’ il caso di Up #5, La Mamma, della serie Up (1969), il primo prodotto di design industriale portatore di un messaggio politico, una denuncia sullo status della donna nel mondo.

     Tra le mostre più celebri, Italy: The New Domestic Landscape al MoMa (1972), Le futur est peut-être passé (1975) al Museo delle Arti Decorative di Parigi, Gaetano Pesce: le temps des questions al Centre Pompidou di Parigi (1996) e Gaetano Pesce: il rumore del tempo alla Triennale di Milano (2005).

    Le sue opere fanno parte delle collezioni di numerosi musei del mondo come il  MoMa, il Metropolitan Museum di New York, il Victoria and Albert Museum di Londra, il Centre Pompidou di Parigi, il Vitra Design Museum e ilMontreal Museum of Fine Art.Tra gli altri riconoscimenti, Pesce è stato insignito del prestigioso “Chrysler Award for Innovation and Design” nel 1993, l’ “Architektur & Wohnen Designer of the Year” nel 2006 e il “Lawrence J. Israel Prize”, conferito dal Fashion Institute of Technology di New York, nel 2009.

    L’artista verrà introdotto da Margherita Guccione – Direttore MAXXI Architettura – e intervistato dalla curatrice Domitilla Dardi.

    Vi invitiamo allora a non perdere questa nuova e speciale diretta dalle ore 19 e vi invitiamo anche ad intervenire nel dibattito con domande all’artista, usando l’hashtag #MAXXInWeb, e a condividere spunti e riflessioni con tutti gli altri appassionati connessi in Rete. Le discussioni sui canali social network sono inoltre moderate dai curatori del Museo MAXXI per rispondere in maniera esaustiva a tutte le curiosità e sollecitazioni provenienti proprio dalla Rete.

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  • Apple guarda ai Social Media e acquista Topsy

    Apple guarda ai Social Media e acquista Topsy

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    Apple ha acquistato Topsy, azienda di social media monitoring, per una cifra che si aggira attorno ai 200 milioni di dollari, rivelando a questo punto di guardare ai Social Media. La notizia ha colto di sorpresa tanti e tutti ora a chiedersi quale sarà lo scopo di questa acquisizione

    La notizia dell’acquisizione di Topsy da parte del colosso Apple è stata diffusa dal Wall Street Journal, sempre molto attento ai temi che ruotano attorno al business e mondo tech, e ripresa da tutti gli interessati, accolta con molta sorpresa. E la sorpresa sta nel fatto che come noto Apple non ha una chiara strategia improntata sui social media, non s i muove, per fare un esempio più chiaro, alla Google. Si rammenti il tentativo fatto da Cupertino con Ping, una rete di condivisione di musica che avrebbe dovuto funzionare in maniera integrata con iTunes, ma così non avvenne e venne poi chiuso. Fino ad ora l’unico “contatto” con i social media è stato quello di rendere più semplice la condivisione su questi canali dai propri dispositivi.

    Come noto, Topsy ha come focus quello di analizzare le conversazioni su Twitter, servizio molto utile e usato da molti addetti ai lavori per monitorare conversazioni che ruotano a eventi in particolare oppure al lancio di servizi e prodotti da parte di aziende che usano Twitter per questi scopi. Di recente ha reso possibile la ricerca dei tweets nel tempo a partire dal 2006 in avanti, una feature molto apprezzata questa.

    E quindi nel tentativo di scoprire a cosa mai potrebbe essere utile Topsy per Apple, possiamo effettivamente accettare come tali le ipotesi che fanno gli analisti ed esperti del settore, quindi un tentativo questo di usare uno strumento che possa davvero permettere di entrare in contatto con gli utenti che utilizzano prodotti Apple e quindi dalle loro conversazioni riuscire a carpire i suggerimenti per poi tradurli in miglioramenti sui prodotti stessi, o anche per usarla più o meno con lo stesso obiettivo per migliorare iTunes Radio, vista la forte concorrenza che ha negli Usa con Pandora.

    Ricordiamo che Topsy nasce nel 2007, fondata dall’ingegnere Vipul Ved Prakash e dalla sua fondazione Topsy ha raccolto più di 32 milioni dollari da investitori tra cui BlueRun Ventures, Founders Fund Management LLC e Ignition Partners.

    Insomma, oltre 200 milioni di dollari di investimento solo per questo? Possiamo pensare che Apple stia preparando qualcos’altro? Voi che ne pensate? Raccontateci le vostre idee e opinioni tra i commenti.

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  • Solo poco più della metà delle PMI usa il Web per il proprio business

    Solo poco più della metà delle PMI usa il Web per il proprio business

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    Da un’indagine condotta da Doxa per Groupon viene fuori che solo il 56% delle PMI italiane, nei settori travel, ristorazione e beauty/wellness, usa gli strumenti di web marketing per accrescere il proprio business. E sono poi il 63% di esse che hanno un sito web. Insomma i limiti nelle piccole aziende italiane sono ancora lontani dall’essere superati

    Nel leggere ed esaminare questa interessante ricerca che Doxa ha condotto per Groupon Italia troviamo conferma di quei risultati a cui era giunta un’altra interessante indagine, quella relativa alla SocialMediAbility delle aziende italiane nel 2013. Quest’ultima indagine evidenziava la crescita a rilento dell’uso dei social media nelle aziende italiane e come proprio nelle piccole aziende questa crescita fosse ancora più lenta.

    E quindi, come dicevamo prima, si confermano questi dati con questa nuova ricerca, condotta nel mese di settembre 2013, che ha coinvolto 900 PMI italiane appartenenti ai settori della Ristorazione, Travel e Beauty/Wellness, con l’obiettivo di individuare l’attuale impatto di Internet sulle strategie di marketing usate per promuovere la propria attività commerciale. Il campione analizzato era formato per il 50% da aziende italiane che hanno utilizzato Groupon almeno una volta negli ultimi 12 mesi (PMI Partner di Groupon), e dal restante 50% di PMI italiane che non hanno mai collaborato con Groupon (PMI). Tra i punti interessanti che la ricerca evidenzia, segnaliamo che:

    • sono solo il 63% le PMI che hanno un sito web (89% Travel, 58% Ristorazione, 41% Beauty), contro il 100% delle PMI Partner di Groupon che ha un sito web;
    • ben il 55% delle PMI ha un giudizio negativo dei digital tool, ritenendoli non importanti per il proprio business. A differenza del 92% delle PMI Partner di Groupon che hanno un giudizio positivo;
    • l’85% delle PMI crede che il vantaggio degli strumenti online sia solo una questione di immagine. Per le PMI Partner di Groupon è invece una questione di business (89%: gli strumenti online permettono di ottenere nuovi clienti; l’83%: accrescono la brand awareness; il 76% permettono di offrire nuovi prodotti e servizi; 73% permettono di diventare più competitivi sul mercato).

    Le PMI che hanno usato almeno una volta il Web sono soltanto il 56% e utilizzano soprattutto Facebook (47%). Il 18% utilizza invece solo pubblicità tradizionale (per lo più volantini); il 44% utilizza invece un mix di online e offline e il 26% non pianifica affatto (1 azienda su 4 non adotta nessun tipo di strategia pubblicitaria). La totalità delle PMI Partner di Groupon invece, utilizza strumenti di marketing online, con un 70% che usa anche mezzi tradizionali offline, sviluppando quindi una comunicazione integrata a 360°.

    Insomma, come dicevamo prima, i limiti delle PMI permangono, sebbene l’88% conosca le attività di promozione digitale. Resta e si evidenzia bene quella sorta di chiusura mentale che impedisce di accedere a forme nuove di marketing che alle aziende appartenenti a quello che in inglese si chiama “small business” potrebbe solo fare bene. E rimangono quelle barriere che denotano mancanza di informazione e scarsa conoscenza degli strumenti digital, per cui: il 98% delle PMI preferisce avere un rapporto personale con la clientela; il 75% crede che non sia importante per il proprio business, 48% ritiene invece che aiuti solo le grandi aziende.

    E’ dunque fondamentale che le PMI, specie quelle dei settori esaminati da questa ricerca, cerchino quanto prima di avvicinarsi al web in ottica di crescita per agganciare nuove forme di sviluppo, tenuto conto che oggi, ad esempio, sono 14 milioni gli italiani che acquistano online. Insomma, il rischio forte è che quello che è il motore dell’economia italiana perdi ancora occasioni per crescere. Perchè come ben sappiamo, la crescita passa attraverso l’Innovazione e la tecnologia.

    In basso trovate l’infografica che riassume i dati della ricerca.

    E voi che ne pensate? Avete qualche opinione da aggiungere su questo tema? Scriveteci tra i commenti.

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