Autore: Franz Russo

  • Economia della Condivisione in Rete, se ne parla stasera a Penelope con #VitaInCo

    Economia della Condivisione in Rete, se ne parla stasera a Penelope con #VitaInCo

    Nuovo appuntamento settimanale con Penelope Live, alle ore 22 su Rai.Tv, e poi da domani fino a venerdì, sempre alle 22, con Penelope Storie. Argomento è come si condivide in Rete, ossia quali sono i modelli di “share economy” attraverso i quali si crea e si condivide valore per gli altri. Ospiti di stasera saranno Loretta Napoleoni, giornalista economica, e Frieda Brioschi, presidente Wikimedia Italia. Maker della puntata Anna Fiscale

    Con il Web 2.0 la parola Condivisione ha acquisito sempre più valore. Infatti, è uno dei principali pilastri su cui si basa il concetto stesso di Web 2.0, la condivisione è quindi momento di arricchimento e di conoscenza, momento di confronto e di scoperta. E anche di opportunità. E, proprio grazie a questo nuovo modo di interagire, nascono dei modelli per cui si può condividere conoscenza, competenza e anche tempo per gli altri. Si parla appunto di “Share Economy“, Economia della Condivisione, e stasera se ne parlerà a Penelope, il nuovo programma di Giampaolo Colletti in onda con Penelope Live il lunedì alle 22 in live streaming su Rai.tv e con Penelope Storie, dal martedì al venerdì sempre alle 22 e sempre in live streaming su Rai.tv.

    Economia-della-Condivisione

    Stasera si cercherà di raccontare quelle esperienze di vita in condivisione, grazie alla rete proprio alla rete: dal co-housing al couchsurfing, passando per car e bike sharing e ancora per cene e viaggi condivisi. L’Italia scopre sempre più la “share economy”. Aumentano, ad esempio, le banche del tempo e i social network della solidarietà sul modello americano di HandsOnNetwork, presente in 12 Paesi e che in vent’ anni ha fornito oltre 25 milioni di ore messe a disposizione degli altri.

    Ospiti della puntata di stasera Loretta Napoleoni e Frieda Brioschi. Maker della puntata Anna Fiscale (Progetto Quid). Tutta la puntata verrà commentata sulla social tv dai migliori blogger e influencer della rete.

    Allora non vi resta che unirvi a noi per seguire la puntata e commentare con l’hashtag #VitaInCo.

  • In forte calo la Politica sui Social Media e Beppe Grillo perde fan

    In forte calo la Politica sui Social Media e Beppe Grillo perde fan

    Dopo essere stata molto attiva specie sui Social Media durante l’ultimo periodo elettorale, ora la Politica fa registrare un vistoso calo nelle interazioni su Facebook e Twitter. E’ quanto emerge da un’interessante ricerca di Blogmeter che rileva anche il pesante calo nel numero di fans sulla fanpage di Beppe Grillo e del MoVimento 5 Stelle

    E’ proprio il caso di dire che la Politica, nonostante tutto, non ha ancora ben compreso il valore di una presenza attiva sul Web e sui Social Media e questa ricerca di Blogmeter ne è la conferma. Quella era stata definita, anche da noi, come la prima vera campagna elettorale “social” della storia italiana, che faceva presagire un inversione di tendenza nei rapporti politica-web-social media, in effetti era pura e sola campagna elettorale. Terminata quella, la Politica è tornata a fare la solita politica. I dati che stiamo per vedere insieme sono anche sorprendenti, ma fino ad un certo punto. Sorprende il dato relativo a Beppe Grillo e al MoVimento 5 Stelle perchè sul Web si basa la nascita di questo movimento che ora riflette l’onda negativa tra i suoi simpatizzanti in relazione ad alcune scelte non proprio condivise. Sorprende anche Matteo Renzi, altro politico che ha sempre ritenuto il Web e i Social Media come strumenti importanti per fare politica. Evidentemente ha mancato di aggiungere “durante e solo la campagna elettorale”.

    La Ricerca di Blogmeter

    Nel periodo che va dall’insediamento del governo Letta ad oggi, i social network registrano un rilevante calo dell’interesse degli utenti verso i temi politici. Pagano pegno tutte le formazioni politiche, ma Grillo e il Movimento 5 Stelle scontano più di altri questo vento di disillusione, probabilmente a causa del alto livello di aspettative pre-elezioni. A livello generale va sottolineato che le discussioni in rete e le attività di engagement (la partecipazione che si esprime anche attraverso like, condivisioni, retweet) arretrano di un rilevante 40%.

    In particolare nel periodo che va dal 1° maggio al 17 giugno si nota su Twitter una flessione delle menzioni di partiti e leader rispetto al corrispondente periodo precedente: Scelta civica perde l’83%, il Partito democratico il 60%, Grillo e il Movimento Cinquestelle il 48%, il Popolo della libertà il 31%, Renzi il 44%.

    politica calo social media

    Sul fronte Facebook emerge un fenomeno inusuale: una serie di persone hanno deciso addirittura di disiscriversi dalle pagine di Grillo e del M5S. La prima perde ben 6013 fan (in media 135 fan al giorno), la seconda 2394.

    In generale l’engagement complessivo (ossia la somma di like, commenti, condivisioni, post spontanei in bacheca) scende per tutti, ad eccezione della Lega: Monti cala addirittura del 93% (anche perché non scrive più un post da marzo), il Popolo della libertà del 70%, Silvio Berlusconi del 56%, il Partito Democratico del 54%, Renzi del 57%,  Grillo del 32% e il Movimento Cinquestelle del 28%.

    Si tratta in parte di cali fisiologici dopo la scorpacciata delle politiche – spiega Vincenzo Cosenza, social media strategist di Blogmeter – ma i dati segnalano anche un certo disinteresse e un’incapacità dei partiti di coinvolgere con contenuti originali e temi forti i propri sostenitori nelle fasi post elettorali”

    Ovviamente siamo d’accordo con l’opinione di Vincenzo Cosenza. E voi che ne pensate?

  • Social Tv, dopo i talent si torna a seguire la politica

    Social Tv, dopo i talent si torna a seguire la politica

    Dopo aver visto il predominio dei talent show, come Amici e The Voice, in questo finale di stagione, per quanto riguarda la social tv, ritorna nuovamente l’interesse per le trasmissioni di politica. E quindi, grazie ai dati Audisocial Tv®, l’osservatorio permanente di Reputation Manager, nella settimana 14-20 giugno Ballarò è il più seguito su Facebook e Otto e Mezzo su Twitter

    Terminati tutti i talent show della stagione che hanno davvero dominato, prima con X-Factor, poi con Amici e The Voice, i programmi di politica tornano ad essere più seguiti per quanto riguarda la social tv.

    Sono “Ballarò” (Rai3), che vince su Facebook, e “Otto e Mezzo” (La7), che domina la classifica Twitter, i programmi più social di questa settimana. Questo secondo quanto rilevato da Audisocial Tv®, l’osservatorio permanente di Reputation Manager che misura le performance dei programmi televisivi sul web.

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    Su Twitter anche questa settimana “Otto e Mezzo” (La7), si aggiudica il primo posto con il 26,3% dei tweet totali sui programmi monitorati, e “Piazza Pulita” (La7) con il 18,7% dei tweet che gli valgono la seconda posizione. Al terzo posto “Ballarò” (Rai 3) con il 13,7% dei tweet totali e al quarto “In Onda” (La7) con il 7,7% dei tweet totali. Seguono “Agorà” (Rai3) con il 7,3% e “L’Ultima Parola” (Rai 2) con il 6,7%.

    Su Facebook, “Ballarò” (Rai3) è al primo posto nella classifica Active Fan con 1.083 fan attivi che hanno prodotto 1.954 post e commenti sulla fan page ufficiale del programma. Al secondo posto troviamo “Amici di Maria De Filippi” (Canale 5) con 688 fan attivi e 787 post e commenti, seguito al terzo posto da “Servizio Pubblico” (La7) con 650 fan attivi e 811 post e commenti dei fan. Al quarto posto “Piazza Pulita” (La7) con 647 fan attivi e 1.369 post e commenti e al quinto “Agorà ” (Rai3) con 359 fan attivi e 918 commenti.

    Social Tv - AudiSocialTv-Facebook-Interaction-14-20giu-2013-Reputation-Manager

    Nella classifica Reaction, che misura il livello di reattività dei fan ai post pubblicati sulla fan page, “Amici di Maria De Filippi” (Canale 5) torna a dominare con 27.730 like. Al seguire “Servizio Pubblico” (La7) che è al secondo posto con 6.356 like. In terza posizione “Ballarò” (Rai 3) con 5.126 like che precede “Piazza Pulita” (La7) al quarto posto con 2.953 like e “I Menù di Benedetta” (La7) con 1.797 like al quinto.

    Nella classifica Action, calcolata sul numero di post pubblicati dagli amministratori delle pagine, “Agorà” (Rai3) questa settimana è il programma più attivo con 67 post della redazione, seguito da “Ballarò” (Rai 3) al secondo posto con 44 post, “Piazza Pulita” (La7) al terzo con 40 post. Al quarto “Servizio Pubblico” (La7) con 36 post, davanti a ”I Menù di Benedetta” (La7) con 36 post.

  • Pane, Web e Salame: Come Internet mi ha salvato la Vita

    Pane, Web e Salame: Come Internet mi ha salvato la Vita

    Torna “Pane, Web e Salame: Come Internet ha cambiato la mia Vita”, la bella manifestazione creata per condividere e ascoltare le storie delle persone che sono riuscite grazie alla Rete. Un momento quindi per conoscere Internet non solo attraverso i Social Media, ma anche grazie alle persone. L’evento si terrà il prossimo 26 Giugno a Brescia, presso il Castello Malvezzi. Tanti gli ospiti come Riccardo Luna, Ubi De Feo, Giulio Vita, Matteo Mendiola, Tiziano Bonini e Matteo Caccia

    Mercoledì 26 Giugno vi consigliamo di non mancare alla quarta edizione di “Pane, Web e Salame: Come Internet ha cambiato la mia Vita“, #PWES4, la manifestazione che si tiene a Brescia presso il Catello Malvezzi, dalle ore 9 fino alle 17,30. Un’occasione per entrare in contatto con tutte quelle persone a cui Internet ha davvero cambiato la vita. Un momento attraverso il quale conoscere e vivere le esperienze non solo grazie ai Social Media, ma soprattutto attraverso le persone. Saranno 10 gli ospiti che racconteranno le loro storie.  Casi nazionali e internazionali di professionisti della comunicazione, creativi e liberi professionisti che hanno ottenuto un risultato positivo grazie alla Rete, che possono raccontare “Come Internet mi ha salvato la vita.

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    Fra i nomi di punta della giornata Riccardo Luna, che sarà presente per raccontare il nuovo libro e progetto #CambiamoTutto con l’obiettivo di raccogliere le storie di italiani, innovatori spesso ignoti alle cronache ma in grado di creare una vera rivoluzione, anche e soprattutto grazie alla Rete.

    Direttamente da Amsterdam Ubi De Feo, Creative Technologist che ha portato in Olanda Hello Savants, un collettivo di creativi italiani leader nel design, produzione e tecnologia, impegnato personalmente nel’insegnamento di Arduino a ragazzi e creativi con progetti come “From 0 to C”. Grazie a Ubi De Feo inizieremo percorso con una persona che ha la testa nel mondo e che racconterà come Internet gli ha salvato la vita.

    Come si organizza un festival internazionale di cinema in un paese piccolo come Amantea? Grazie a Internet! Lo racconterà Giulio Vita per La Guarimba Film Festival: la prima edizione del festival del cinema di Amantea che sta raccogliendo più di 200 cortometraggi da tutto il mondo, per portare “il cinema alla gente e la gente al cinema”. I social media portati direttamente alle persone anche con il caso de Il Milanese Imbruttito nota pagina Facebook che è stata in grado di movimentare online e offline migliaia di persone, con l’opportunità di conoscere i founder Marco De Crescenzio e Tommaso Pozza.

    Con Matteo Mendiola di Volta Footwear l’occasione di ascoltare la storia di come un brand giovane e italiano di calzature sia conosciuto in tutto il mondo. Stefano Zanoni e Fabrizio Piccolini heads of creative digital dept. di Arnold Worldwide Milano presenteranno il progetto L’italiano #ballamale ideato per il video omonimo di Fabri Fibra feat. Crookers: un tormentone lanciato nel 2012 per attivare i fan del rapper italiano in una campagna low budget di fundraising online.

    Dall’advertising allo storytelling con Tiziano Bonini e Matteo Caccia per il progetto RadioFactory, progetto di comunicazione online creato da un team di professionisti con una solida esperienza nel campo radiofonico, dove il racconto e l’innovazione scorrono in parallelo.

    Internet come possibilità di sviluppo professionale, per cercare nuove opportunità, andare all’estero, iniziare dei progetti in Italia di stampo internazionale. Abbiamo deciso di raccontare come alcuni bresciani abbiano “la testa in Italia e i piedi nel mondo” partendo con Davide Dattoli: digital strategist, co-founder di Talent Garden, ha creato il suo primo sito web a 13 anni e creato una social media agency a 20. Con la collaborazione del gruppo bresciano WebDeBs i contributi video e le storie di tre professionisti che si sono trasferiti all’estero per nuove opportunità. Luca Orio, web developer e visual designer che nel 2012 lascia il lavoro in un grande studio di comunicazione italiano e si trasferisce negli States per proseguire la carriera di musicista in qualità di batterista del gruppo Upon This DawningCristiano Rastelli, front end engineer che ha deciso di mettersi in gioco e rivoluzionare la sua carriera: in un due settimane trova lavoro a Londra in una start-up tecnologica internazionale. Alessandro Cinelli, senior web developer in un web system integrator a livello nazionale decide di mettersi alla prova alla fine del 2012 e accetta una proposta di lavoro a Kuala Lumpur in Malesia.

    Pane, Web e Salame 4 sarà all’insegna della condivisione di una visione concreta della rete, di chi ha chiare le basi delle relazioni fra le persone che interagiscono grazie a Internet e di come sia possibile sviluppare progetti di livello internazionale con creatività, consapevolezza e valore del tutto italiani. La conferenza è gratuita.

    Pane, Web e Salame nasce da un’idea di Fabrizio Martire, Alessandro Mininno e Davide Dattoli con l’organizzazione di Gummy Industries e Talent Garden.

    Qui il programma completo della giornata.

    Sarà possibile seguire l’evento in streaming sui siti di Tiscali, Leonardo.it, Giornale di Brescia e Corriere Innovazione.

    Pane, Web e Salame è possibile grazie al supporto di Ubi Banco di Brescia, Castello Malvezzi, Xenesys, Banca di Vallecamonica, Opera Pia dei Bresciani, con il patrocinio della Provincia di Brescia e grazie alla collaborazione di Tucano, Forst, Casa Comerci, direte, Ingrosso Carta GS, Esmach, 87 Magenta, Programmatica e alle community e media partner Girl Geek Life, Ninja Academy, Corriere Innovazione, Marketing Arena, Giornale di Brescia, Leonardo.it, Tiscali, Webdebs, Grusp, WhyMCA e Indigeni Digitali.

  • Instagram sfida Vine sui video, ecco le differenze

    Instagram sfida Vine sui video, ecco le differenze

    Come avevamo preannunciato qualche giorno fa cogliendo l’anticipazione di TechCrunch, alla fine Instagram lancia davvero la sfida a Vine estendendo ai suoi ormai 130 milioni di utenti di poter inserire video di 15 secondi sulla piattaforma. Un passaggio ormai nell’aria, ma quali sono le differenze tra i due strumenti?

    Qualche giorno fa, esattamente tre giorni prima della conferenza stampa di dieri di Facebook, avevamo colto, quasi in tempo reale, l’anticipazione lanciata da TechCrunch, parlando di Effetto Vine, che prevedeva che quello che stava bollendo in pentola altro non era che la sfida di Instagram a Vine sui video. Un passaggio che certamente i più esperti avevano previsto e sapevano che sarebbe avvenuto. La sorpresa forse sta nei tempi, ricordiamo che Vine è stato lanciato a gennaio di quest’anno per iPhone e da qualche settimana reso disponibile anche su Android. Ma sappiamo anche che i tempi ormai sono veloci, i ritmi sempre più serrati e la concorrenza si fa sempre più spietata. Ed ecco che nella strategia di Facebook di voler acquisire una fetta sempre più crescente sul Mobile, si inserisce la sfida a Twitter, quindi a Vine, fino a ieri l’unico modo possibile di condividere video, delle dimensioni di un tweet.

    Altra motivazione, come avevamo ricordato sempre nell’anticipazione di quello che sarebbe stato poi presentato ieri, è che per stessa ammissione di Zuckerberg, in occasione della presentazione dei dati finanziari del Q1 2013, ci sarebbero molti investitori interessati a fare advertising su Instagram. Sappiamo bene che ancora non è possibile, ma la sfida a Vine si inserisce anche in questo contesto. Dunque, che sia possibile tra non molto fare pubblicità anche su Instagram proprio attraverso i video? Vedremo.

    Certo l’evento di ieri era molto atteso, soprattutto per le anticipazioni, meglio le soffiate che ci sono state attorno a questo evento che era stato targato come segreto, ma alla fine ieri tutti sapevano di cosa si sarebbe parlato. Anche questa è la forza del web e dei social media.

    Ma dicevamo in apertura, quali sono alla fine, le differenze tra i due strumenti, quindi tra la possibilità di aggiungere video su Instagram e le funzionalità di Vine. Jordan Crook su TechCrunch fa un bel post proprio su questo, che vi invitiamo a leggere, e la scheda in basso è abbastanza riassuntiva delle differenze.

    instagram-vs-vine

    Intanto c’è da dire che i video su Instagram possono avere una durata massima di 15 secondi, contro i 6 su Vine. Una differenza non da poco per quelli che ormai sono 130 milioni di utenti della piattaforma di condivisione di immagini più usata. Essendo Instagram una piattaforma che fa del suo punto di forza sui filtri, bè questi non potevano certo mancare anche per i video. Sono ben 13 i filtri già disponibili, altro punto a favore contro Vine.

    Nella fase di caricamento di un video, Vine però è più veloce. I video su Vine vanno in loop, mente su Instagram è possibile visualizzarli una sola volta prima di avviarlo di nuovo. Insomma da una parte e dall’altro ci sono dei pro e dei contro. Fino ad ora Vine è riuscito ad agire in maniera assoluta ma facendosi apprezzare bene da chi lo ha utilizzato e forse, nonostante Instagram, continuerà a farlo.

    Instagram si muove in direzione diversa, è un prodotto ormai di massa e lo sarà sempre di più. E in base a questo sembrerebbe sovrastare la presenza di Vine. Almeno stando così le cose. Il tempo, e sarà brevissimo ne siamo certi, ci dirà quale delle due piattaforme riuscirà a conquistare di più.

    E voi che ne pensate? Lascerete Vine per Instagram? Quali sono le vostre impressioni?

  • Il doodle di Google è per il primo giorno d’Estate

    Il doodle di Google è per il primo giorno d’Estate

    Oggi 21 Giugno 2013, Solstizio d’Estate, Google dedica un doodle davvero simpatico a questa giornata e alla bella stagione che inizia. Sulla  homepage troviamo un disegno animato di Christoph Niemann che raffigura una famiglia tra le onde del mare. Lo stesso disegnatore ha realizzato il doodle per l’Australia e la Nuova Zelanda dove oggi inizia l’Inverno

    L’ultima volta che Google aveva dedicato un doodle al Solstizio d’Estate era stato due anni fa e in quel caso il disegno era opera di Takashi Murakami che ritraeva appunto il Sole nel punto più alto, momento in cui raggiunge la sua massima inclinazione. Per quest’anno invece Google si affida a Christoph Niemann che realizza un doodle animato che rappresenta una famiglia tra le onde del mare. Eh si, l’Estate è dunque arrivata per davvero.

    google doodle primo giorno estate

    Lo stesso autore firma anche il doodle che in queste ore è online nei paesi nell’emisfero australe, quindi paesi dell’Oceania, del Sud America e dell’Africa Meridionale dove oggi inizia l’inverno. Anche in questo caso il doodle è animato, solo che rappresenta due mani che fanno a maglia un bel quanto di lana colorato che raffigura la scritta “Google”.

    google doodle inverno 2013

    Oggi il sole quindi viene a trovarsi nel punto più alto, quello che, appunto in gergo astronomico, si dice il valore massimo di inclinazione e prende il nome di solstizio boreale. Il Solstizio d’Estate, che cade il 21 giugno di ogni anno, si verifica, dunque,quando l’inclinazione assiale della Terra è più inclinato verso il sole, creando il giorno più lungo nell’emisfero settentrionale.

    Conosciuto anche come mezza estate, il Solstizio ha da sempre esercitato un forte significato spirituale per molti, basti citare il cerchio di pietre di Stonehenge, uno dei luoghi simbolo per la celebrazione di questa giornata.

    Christoph Niemann è un disegnatore e grafico tedesco, ma che ha vissuto tanti anni a New York. Tra le sue collaborazioni ci sono appunto il New Yorker, Atlantic Monthly, The New York Times Magazine e American Illustration.

  • Ristoranti 2.0, con restOpolis fidelizzi il tuo pubblico su Facebook

    Ristoranti 2.0, con restOpolis fidelizzi il tuo pubblico su Facebook

    Anche nel mondo della ristorazione cresce l’uso di Facebook a supporto delle attività di marketing e di relazione con clienti e potenziali clienti. restOpolis mette a disposizione un nuovo strumento per rendere ancora più social l’attività promozionale dei ristoranti su Facebook

    Come ormai abbiamo imparato bene, Facebook anche in Italia conta più di 23 milioni di iscritti. E di fronte a questi numeri, è indubbio che Facebook venga sempre più considerato come uno dei principali strumenti a supporto di attività di Web marketing e CRM a cui anche il mondo della ristorazione può ricorrere per comunicare, promuoversi e fidelizzare i clienti, raggiungendo anche quelli potenziali.

    Per soddisfare questa nuova esigenza, restOpolis, il servizio per la prenotazione online di ristoranti totalmente gratuito per gli utenti, ha sviluppato un nuovo strumento per i ristoranti che vogliono sfruttare le opportunità offerte da attività di web e mobile marketing per aumentare la base di potenziali clienti. Si tratta della nuova applicazione per Facebook sviluppata ad hoc per ogni ristorante affiliato a restOpolis, che permetterà di arricchire la pagina Facebook del ristorante con un servizio social dedicato ai propri Fan.

    Il tab “PRENOTA ONLINE Powered by restOpolis” è disponibile su richiesta per tutti i ristoranti che vogliono offrire ai loro utenti la possibilità di prenotare un tavolo senza doversi spostare dalla pagina Facebook del ristorante che stanno visitando.

    Il tutto avviene in maniera automatica, senza necessità di aggiornamenti o manutenzione da parte del ristorante. L’utente può prenotare un tavolo in tre semplici passaggi:

    • Step 1: accedere alla pagina Facebook del ristorante
    • Step 2: cliccare sul tab “PRENOTA ONLINE Powered by restOpolis”
    • Step 3: accedere alla pagina Facebook dedicata (gestita da restOpolis) ed effettuare la prenotazione

    Per i ristoranti affiliati, questa novità rappresenta la piena integrazione con il social network più diffuso al mondo: al momento, infatti, gli utenti possono accedere ai servizi restOpolis tramite il proprio account Facebook.

    restopolis-prenotazione-facebook-bistrot

    Tra i ristoranti affiliati a restOpolis che hanno già scelto di provare questo nuovo strumento, ci sono Hostaria Borromei, Eda Milano e Il Giorno Bistrot (tutti di Milano). restOpolis sta già lavorando con altri ristoranti per integrare l’app nella loro pagina Facebook, a conferma dell’interesse da parte del mondo della ristorazione verso gli strumenti Web a supporto della propria attività.

    RestOpolis è l’innovativo servizio per la prenotazione online di ristoranti che consente, scegliendo liberamente qualsiasi giorno della settimana e anche all’ultimo minuto, di riservare il proprio tavolo.  Per chi è indeciso sul ristorante dove andare a mangiare, basta andare all’indirizzo www.restopolis.com oppure scaricare l’app per iPhone e Android (accedendo anche direttamente con il proprio account Facebook) e scegliere in base a cibo e cucina preferita, zona, fascia di prezzo e promozioni scontate.

    Maggiori informazioni sugli strumenti per la ristorazione offerti da restOpolis sono disponibili all’indirizzo: http://www.restopolis.com/premium

  • Come si parla delle Banche sui Social Media

    Come si parla delle Banche sui Social Media

    Nuovo paper della ricerca che Social Mind, progetto di DML, ha condotto su come le Banche italiane usano i Social Media. Dopo aver visto nel primo paper i canali utilizzati, in questa nuova tranche della ricerca osserviamo le Conversazioni  che riguardano gli istituti bancari esaminati sui vari canali di comunicazione digitale. E scopriamo che di banche si parla a proposito di conti correnti per lo più e che, su 1,392 conversazioni, il 24% è di carattere negativo

    Come già abbiamo visto con la pubblicazione del primo paper, Social Minds, progetto ideato da DML, nasce con lo scopo di vedere, ma soprattutto analizzare, come le aziende italiane utilizzano i Social Media. La ricerca che verrà presentata a Milano il prossimo 11 luglio, presso il Centro Congressi Palazzo Stelline, è incentrata nell’analizzare come le Banche italiane utilizzano i Social Media. La ricerca è strutturata in più fasi ed è quindi ricca di dati e spunti che ci fotografano la situazione reale di come gli istituti bancari utilizzano i nuovi canali di comunicazione digitale. Davvero una bella ricerca, approfondita ed esaustiva, che avrà poi modo di analizzare nel prossimo futuro altri settori, alla fine del quale si riuscirà ad avere un quadro completo di come le Aziende italiane usano realmente i Social Media in Italia.

    Se nel primo paper avevamo visto quali siano i canali che le Banche usano per comunicare coi propri clienti, e avevamo visto come l’utilizzo sia ancora non proprio sufficiente e che il 30% delle banche prese ad esame afferma che dal punto di vista organizzativo la gestione dei canali di comunicazione digitale sia da sviluppare oppure data in gestione a terzi. Con questo secondo paper diamo un’occhiata alle conversazioni che riguardano le Banche.

    banche-social-media-citazioni

    E quindi, nel semestre che va dal dicembre 2012 al maggio 2013, periodo durante il quale sono state prese in esame le varie conversazioni, le banche più citate,e lo vedete nel grafico, sono Unicredit (12,2%), Intesa-San Paolo (10,4%), Fineco Bank (9,7%9, ING DIRECT Italia (7,6%), IW Bank (7,5%), Webank (6,8%), Banca IFIS (5,9%) e via via tutte le altre.

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    Le Conversazioni esaminate sono state 1,392 e oltre la metà di questi, (818 conversazioni, il 59%), ha carattere neutro, mentre, e questa è una notizia non da poco, il 24% di queste, ossia 337 conversazioni, sono di carattere negativo. Il 17%, infine, e di carattere positivo.

    Ora, sappiamo bene che quando si parla di Banche, soprattutto in questo periodo, è un argomento molto difficile da affrontare, ma qui stiamo parlando di conversazioni, cioè di persone che si relazionano sulla base di esperienze dirette e che trovano sui Social Media, appunto, momento di confronto e di approfondimento. Il 24%, quindi più o meno un quarto delle conversazioni esaminate, è di segno negativo e certamente non è un bel segnale per le Banche.

    banche-social-media-citazioni-prodotti-servizi

    Guardando il dettaglio delle conversazioni, si nota, e potete constatarlo anche voi sul grafico, che riguardano, senza grandi sorprese, i prodotti, quindi si tratta di conti correnti, carte, mutui e altri.

    banche-social-media-sentiment

    Interessante e molto è l’analisi Sentiment che viene fatta delle conversazioni esaminate. In pratica, nel grafico che vedete sono rappresentate i parametri che abbiamo visto finora, quindi numero di citazioni (dimensione delle sfere) e valutazione delle conversazioni (lungo gli assi del grafico). Dal grafico di evince quindi che nessuna delle Banche esaminate, e lo abbiamo visto, vanta valutazioni molto positive. Notiamo che la grande maggioranza, indipendentemente dal numero di citazione, si concentra nella parte di centro e di destra del grafico, con eccezioni come BP Vicenza che ha un sentiment positivo, così come anche UBI. Credem è quella che più di ogni altra fa registrare un sentiment delle conversazioni con il segno negativo. Sentiment neutro Banca Etica.

    Analizzando il rapporto tra i “Fan attivi” (coloro che pubblicano post sulla pagina) e la fan base di riferimento, si evince come su alcune pagine che mostrano numerosità di Likers relativamente non elevate, come BCCforWeb e le pagine su contomax e rendimax di Banca IFIS, si abbiano invece indici di interazione con i propri fan decisamente elevate. Anche la pagina aperta da Intesa Sanpaolo dedicata al servizio clienti mostra, in base ai dati raccolti, non solo una fan base elevata, ma anche una vivace attività di pubblicazione di post da parte dei fan.

    Questo è il resoconto del secondo paper, ma ricordiamo che l’intera ricerca, composta da 6 parti (panel, sondaggio, analisi, interviste, conversazioni, analytics), sarà presentata il prossimo 11 Luglio 2013 a Milano nella Sala Leonardo presso il Centro Congressi Palazzo Stelline.

  • Feedly, 12 milioni di utenti e nuova piattaforma Cloud

    Feedly, 12 milioni di utenti e nuova piattaforma Cloud

    Mancano pochi giorni al pensionamento definitivo di Google Reader, avverrà dal prossimo 1 Luglio, e oggi Feedly annuncia una grande novità. In pratica la piattaforma si trasforma in Feedly Cloud già da oggi con più di 25 milioni di feed ogni giorno e 12 milioni di utenti, 4 dei quali dal marzo scorso, proprio quando Google annunciò la chiusura del celebre reader

    L’annuncio della chiusura di Google Reader, se vi ricordate, arrivò di sorpresa. Google la inserì in quella che definì “pulizie di primavera” (un po’ anticipate visto come sono andate le vicende climatiche), decretando la chiusura del popolare lettore di feed, forse il più popolare e usato, dal prossimo 1° Luglio, cioè fra esattamente 12 giorni. Da quel giorno, gli utenti di Google Reader si misero alla ricerca di un possibile valido sostituto. Tra quelli che avevamo consigliato “a caldo” c’era anche Feedly.

    feedly-cloud-apps

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    E oggi Feedly fa un grosso annuncio, vista anche l’imminenza del pensionamento di Google Reader, che consiste nel lancio di una nuova piattaforma, disponibile da oggi stesso, Feedly Cloud. In pratica la piattaforma si trasforma e si riorganizza in Cloud con l’intento di offrire un servizio migliore. Pensate che ogni giorno sono più di 25 milioni i feed elaborati dalla piattaforma e con la nuova piattaforma in Cloud le API sono aperte disponibili per sviluppatori di terze-parti, già oltre 200. E sempre oggi Feedly annuncia le prime 9 cloud app disponibili e sono:

    • IFTT, con la possibilità di poter collegare il proprio account Feedly ad altri 63 servizi;
    • Sprout social, piattaforma di gestione per i social media; con l’account Feedluy è possibile leggere e pubblicare direttamente dalla piattaforma;
    • NextGen Reader per Windows 8 e Windows Phone, davvero una bella app che si sispira all’interfaccia Metro. Anche in questo caso si può usare l’account Feedly per leggere i propri feed su questi dispositivi;
    • gNewsReader per BlackBerry 10 e per Symbian / MeeGo, due lettori eleganti e versatili, ottimi per usare Feedly sui dispositivi BlackBerry e Symbian;
    • Press, un bel lettore per Android e include il supporto completo non in linea;
    • gReader, un semplice, veloce ed intuitivo lettore per Android, con bellissimi temi e anche in questo caso supporto completo non in linea;
    • Newsify: un lettore per iPhone o iPad, con un layout simile ad un giornale. Supporta la lettura offline, tra cui la memorizzazione nella cache dell’immagine e permette anche l’utilizzo di più account feedly;
    • Pure News Widget, un widget reader scorrevole e fruibile per Android, con tante skins;
    • Menerè, un client desktop di Windows utile per Feedly per visualizzare tutti gli elementi, filtrarli per stato di lettura.

    Ma le novità di Feedly non si fermano a queste. Infatti oggi viene rilasciata la versione “standalone” della app, ciò significa che da oggi Feedly è disponibile per qualsiasi browser, inclusi Opera e Internet Explorer.

    Dicevamo in apertura del post che Feedly ad oggi conta ben 12 milioni di utenti, 4 dei quali acquisiti proprio con l’annuncio della chiusura di Google Reader  e non vi è dubbio che aumenteranno nelle settimane successive.

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    Allora, raccolte tutte queste informazioni, non vi resta che dire definitivamente addio a Google Reader, perchè sappiamo che tra voi ci sonno tanti, se non tutti, che lo hanno utilizzato in questi anni, e apprestarvi al definitivo passaggio.

    Ovviamente raccontateci le vostre impressioni su Feedly e sulla ormai imminente chiusura di Google Reader.

  • L’Innovazione delle aziende italiane è nel segno della Mobility

    L’Innovazione delle aziende italiane è nel segno della Mobility

    Nonostante il periodo di crisi economica in corso, le principali aziende italiane sempre di più investono e si innovano nel segno della Mobility. Le imprese che li ritengono fondamentali passano dal 37% del 2012 al 50% del 2013; diventeranno 2 su 3 nel 2014.E’ quanto emerge dalla ricerca presentata oggi dell’Osservatorio Mobile Device & Business App della School of Management del Politecnico di Milano

    Nonostante lo scenario di contrazione economica in corso, il ruolo della Mobility a supporto dei processi di Business conserva – e addirittura rafforza – la propria rilevanza nelle “agende dell’innovazione” delle principali imprese italiane: “Nel 2013 un’impresa su due del nostro campione la ritiene una priorità alta o medio alta; diventeranno due su tre nel 2014”, afferma Andrea Rangone, Responsabile Scientifico dell’Osservatorio Mobile Device & Business App.

    Il 57% delle imprese ha già introdotto New Tablet per una o più famiglie professionali e il 35% utilizza già anche Business App, cioè applicazioni sviluppate specificatamente per i device mobili (tablet e smartphone in primis): nel breve-medio termine diventeranno, rispettivamente, il 90% e il 96%. Inoltre, il 58% delle imprese che hanno già introdotto delle Mobile Business App ha adottato anche una piattaforma di Enterprise Application Store, cioè un Application Store interno, aziendale, finalizzato alla gestione delle applicazioni e dei device mobili usati dal personale”.

    Le PMI sono restie a investire nell’IT ma 1 su 3 ha adottato i New Tablet, destinandoli nel 63% dei casi di adozione alla forza vendita. La penetrazione delle Mobile Business App si ferma però al 25% delle PMI e di queste solo un 46% ha adottato un Enterprise Application Store.

    È quanto emerge dalla fotografia scattata dall’Osservatorio Mobile Device & Business App della School of Management del Politecnico di Milano. I dati della Ricerca, presentata a Milano presso il Campus Bovisa in occasione del Convegno “Mobile Enterprise: tap your Business!”, illustrano il grado di adozione nelle grandi aziende e nelle PMI del trinomio composto dai nuovi Mobile Device, le Mobile Business App e gli Enterprise Application Store.

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    Le risposte fornite da 200 capi dei sistemi informativi (Chief Information Officer o CIO) di grandi aziende sopra i 250 dipendenti mostrano come già il 57% di loro abbia introdotto New Tablet e il 62% si dichiari soddisfatto della scelta effettuata.

    Nelle grandi aziende, l’utilizzo dei New Tablet si è diffuso tra il top management: nel 2012, il 64% dei CIO li ha forniti a Executive & C-level (CCO, CEO, CFO, CSO) e un altro 12% li introdurrà nel breve periodo. Anche il Personale di Vendita in parte li sta già utilizzando (41% delle aziende, in crescita rispetto al 29% dello scorso anno) o li utilizzerà in futuro (16% a breve e 25% a medio/lungo), e la velocità di adozione per questa figura professionale risulta, negli ultimi tre anni, molto elevata.

    Le Mobile Business App più adottate in azienda vanno infatti a supportare questa categoria.

    Le App di Sales Force Automation, sviluppate (o personalizzate) ad hoc per supportare specifici processi di vendita e merchandising, sono utilizzate dal 59% delle aziende; mentre le App di Field Force Automation, sviluppate per supportare specifici processi operativi sul campo (manutenzione, trasporto, ecc.), si attestano al secondo posto con il 41% di diffusione. Le App di Personal Productivity, che permettono di visualizzare informazioni e report aziendali e produrre documenti, sono tra le App che verranno maggiormente adottate in futuro.

    I CIO sono consapevoli dell’importanza di queste soluzioni: nel medio periodo il 96% avrà introdotto Mobile Business App in azienda: il 35% lo ha già fatto, ancorché siano destinate a una “piccola” parte dei dipendenti, e il 61% conta invece di introdurle in futuro (25% a breve e 36% a medio termine).

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    Per la pubblicazione, installazione e aggiornamento delle applicazioni, il 58% delle aziende che ha già introdotto Mobile Business App ha adottato anche una piattaforma di Enterprise Application Store, che consente di controllare gli accessi, gestire il licensing e profilare gli utenti per garantire la sicurezza dei dati delle App e tutelare il rispetto delle policy aziendali.

    Anche l’attenzione verso il paradigma del «Bring Your Own Device» cresce sensibilmente in tutti gli attori coinvolti nella Ricerca: è, infatti, raddoppiato il numero di Grandi Imprese che permettono l’utilizzo di dispositivi personali per attività lavorative, passando dal 20% del 2012 al 45% del 2013, nonostante nel 63% dei casi i CIO non abbiano definito puntualmente una policy che regoli l’uso dei dispositivi personali. Approfondendo ulteriormente il tema, emerge come al momento solo il 6% dei dipendenti (esclusivamente Executive & C-Level) può scegliere e acquistare in autonomia il dispositivo mobile; un ulteriore 34% (anche un questo caso si tratta di Executive & C-Level) può scegliere il dispositivo, che verrà in seguito acquistato dall’azienda (modello «Choose Your Own Device»).

    Mobility e PMI

    Nel 2013 solo il 30% delle PMI Italiane attribuisce una priorità Alta o Medio Alta ai progetti di Mobility; nel 2014 questa percentuale aumenta solo marginalmente (37%).

    Tuttavia è elevata la diffusione di New Tablet: 1 PMI italiana su 3 ha adottato i modelli da 7” e 1 su 4 quelli con display da 9-10”. Nel 63% delle PMI che li ha introdotti, i destinatari sono il Personale di Vendita, mentre Executive e C-level non passano il 30%.

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    Il fenomeno del “Bring Your Own Device” è accolto favorevolmente dalle PMI italiane come un metodo flessibile di gestione dei device nella relazione con dipendenti e collaboratori: il 56% delle PMI italiane consente infatti ai suoi dipendenti l’utilizzo dei propri dispositivi personali e, al contrario di quanto avviene nella Grandi Imprese, in molti casi (circa il 70%) sono state introdotte policy per regolare questo fenomeno.

    Risulta, invece, limitata l’adozione di Mobile Business App: solo il 25% delle PMI italiane le ha introdotte e il 6% lo farà a breve. Rispetto alle Grandi Imprese, la percentuale di “non interesse” aumenta, arrivando al 47% delle PMI.

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    Di conseguenza anche gli Enterprise Application Store riscontrano un tasso d’adozione inferiore rispetto a quello delle Grandi Imprese: tra le PMI che hanno già introdotto Mobile Business App, il 46% (pari al 14% delle PMI italiane) ha già adottato una piattaforma per la loro gestione.

    Mobility e Start-Up

    Tuttavia c’è un altro ambito in cui delle piccole imprese stanno mostrando elevata dinamicità”, afferma Andrea Rangone, Responsabile Scientifico Osservatorio Mobile Device & Business App. “Sono le 878 startup che, a livello internazionale, operano nel Mobile e che, negli ultimi due anni, hanno ricevuto finanziamenti da investitori istituzionali; di queste, circa il 10% opera nel mercato delle soluzioni a supporto della Mobility aziendale”.

    La maggior parte delle Startup si occupa, da un lato, dello sviluppo di piattaforme di Mobile Security, App Management e Mobile Device Management (MDM), che consentono alle imprese di gestire da remoto il parco di dispositivi mobili e la sicurezza dei dati utilizzati; dall’altro sviluppa le App più apprezzate dai CIO, come quelle di Sales Force Automation e di Work Force Automation, oppure di Pesonal Productivity.

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