Dal 4 al 6 Febbraio a Milano, presso la Nuova Accademia di Belle Arti, si terrà la prima edizione italiana del WIF Webdesign International Festival. Un vero e proprio evento da non perdere!
WIF – Webdesgin International Festival 2010
Il festival prevede un contest di 24 ore su 24, quindi no stop, dal quale verrano fuori le due squadre vincitrici che parteciperanno alle finali internazionali del 3-4-5 giugno prossimi a Limoges, in Francia. Nel frattempo tutta la cornice verrà resa ancora più interessante da una serie di convegni, workshop e conferenze sui temi dell’esperienza e dell’innovazione digitale, del design e delle nuove tecnologie dedicati ad aziende ed imprenditori, alle istituzioni, a professionsti ITC, marketing, commerciale, a studenti ed appassionati. Ricordiamo che questo è il primo Digital User Experience Festival italiano. Un evento nell’evento che si propone di avvicinare il mondo degli esperti e dei professionisti dell’esperienza digitale al grande pubblico. Una bella sfida. (altro…)
Anche Google si pone forse uno dei problemi più spinosi che al momento investe il web, che è quello della Privacy. E dal suo blog ufficiale definisce i principi fondamentali. Vediamo quali sono.
Google e la Privacy
Google, anche per onorare l’International Data Privacy Day di oggi, ha pubblicato una serie di principi fondamentali per la gestire la privacy sul suo blog ufficiale. Vista così non sembrerebbe niente di eccezzionale , ma il fatto stesso che la grande G definisca una serie di regole allora tutto acquista più importanza e valore. Inoltre c’è la possibilità di approfondire l’argomento secondo quanto Google stabilisce direttamente qui. (altro…)
Quello a cui stiamo assistendo in questi giorni sembra richiamare alla memoria il periodo gelido della Guerra Fredda. Il terreno dello scontro oggi è il Web, da una parte censurato e dall’altra sancito come diritto fondamentale. Come finirà?
Dal momento in cui Google ha deciso di contrastare e di non sottostare più alla politica censoria e restrittiva praticata dalle autorità cinesi sul web, e direi anche che ha fatto bene, si è scatenato un inevitabile scontro a livello internazionale, coinvolgendo i massimi livelli governativi, cinesi da una parte e americani dall’altra. Uno scontro in vero stile “guerra fredda”, combattuto su un terreno nuovo, il web, che rischia di far saltare equilibri finora costruiti con minuzia e pazienza. Proprio con la Cina Obama all’inizio del suo mandato presidenziale si era ripromesso di costruire nuovi rapporti. Ebbene a distanza di un anno tutto questo è già messo a dura prova. (altro…)
Negli ultimi mesi twitter sta crescendo sempre di più e in maniera costante. Soprattutto a livello internazionale ottenendo successo anche in paesi come il Brasile. E in Italia?
Da un recente studio a cura di Sysomos, azienda che studia e analizza i social media, su twitter è risultato che negli ultimi mesi il sito creato da Biz Stone e soci è cresciuto molt a livello internazionale, cioè oltre agli Usa che fino a giugno costituivano il 60% dei frequentatori. Lo studio realizzato da Sysomos infatti si divide in due parti. Nella prima infatti si analizzava il fenomeno e si scopriva che fosse circoscritto per lo più nei paesi di lingua anglosassone, dove gli Usa, appunto insieme a Canada e Inghilterra erano i paesi con più followers. La seconda parte dello studio è stata invece realizata tra metà ottobre e metà dicembre osservandolo in termini di ubicazione ubicazione (paese / città) e osservando l’attività complessiva (la frequenza con cui le persone tweettano). (altro…)
Il 2010 inizia con un aumento della consapevolezza culturale dell’informazione: ogni singola decisione viene presa senza intermediari e nasce il bisogno di un punto di aggregazione per gli operatori del web marketing.
Web Marketing
In questo contesto entra in gioco Web Marketing University (http://www.webmarketinguniversity.net), un nuovo portale in grado di offrire agli utenti una vasta scelta di servizi e prodotti legati all’universo del web marketing.
Il suo ideratore, Alessandro Sportelli, è anche il fondatore del forum italiano Web Marketing Forum (http://www.webmarketingforum.it), il miglior concentrato di conoscenze, competenze e professionalità dedicate agli addetti ai lavori.
Secondo Jaron Lanier, colui che ha coniato il termine realtà virtuale, il web 2.0 è ormai sul punto di scoppiare, essendo ormai piatto e ridotto quasi ad una poltiglia di informazioni. Mi chiedo, perchè?
Jaron Lanier
Jaron Lanier, da molti considerato un guru del web e dei new media, colui che ha inventato la frase “realtà virtuale“, famosa firma di Wired, il Wall Street Journal lo definisce “online pioneer”, ha da poco pubblicato un nuovo libro “You Are Not A Gadget” nel quale lamenta il fatto che ad oggi il web 2.0 non è altro che “un coro di voci appiattite su su stesse”, un “collettivismo”, come lo definisce, che non produce altro che la sensazione di partecipare a dei contenuti vuoti. Il fatto che tutti possano contribuire secondo Lanier non è da considerarsi un arricchimento. Al contrario. Sostiene che:
Quando si da modo a tutti di collaborare su tutto, si genera un sordo, risultato medio in tutte le cose. Non si ottiene l’innovazione. Se si vuole stimolare la creatività e l’eccellenza, è necessario introdurre alcuni paletti.
E pensare che il web 2.0 si muove su principi quali la condivisione e la collaborazione. Ora, è chiaro che nel caso in cui ci si apre a spazi sempre più estesi prima o poi bisogna porsi il problema di creare un limite, ma credo che questo, trattandosi poi della rete, sia un concetto già assodato. Pensare che quanto creato e realizzato fino ad ora, anche in termini di diffusione dei concetti che stanno alla base di internet e del web 2.0, non sia altro che un collettivismo senza senso, mi sembra veramente riduttivo.
Se è vero, come è vero, che la rete è libera, bisogna prendere coscienza del fatto che all’interno di esse si puà trovare tutto. Ma veramente tutto. E non c’è da scandalizzarsi. E questo non significa che non si possa fare “cultura web 2.0” solo perchè in giro vi sono “blog anonimi che con inutili commenti e scherzi frivoli” hanno appiattito i contenuti del web. Mi sembra un giudizio che non tiene conto di quanto sia vasta e varia la rete. Forse in tutto questo Lanier vuole intendere che tutto quello che gira sul web è appannaggio di un soggeto unico che decide un pò le sorti di tutto il web. E questo si che è un argomento interessante da trattare.
«Ai tempi della rivoluzione internet io e i miei collaboratori venivamo sempre irrisi, perché prevedevamo che il web avrebbe potuto dare libera espressione a milioni di individui. Macché, ci dicevano, alla gente piace guardare la tv, non stare davanti a un computer. Quando la rivoluzione c’è stata, però, la creatività è stata uccisa, e il web ha perso la dignità intellettuale. Se volete sapere qualcosa la chiedete a Google, che vi manda a Wikipedia, punto e basta. Altrimenti la gente finisce nella bolla dei siti arrabbiati, degli ultras, dove ascolta solo chi rafforza le sue idee».
Il problema è quindi come poter far prevalere la qualità e la veridicità dei contenuti senza che questi ossano essere inquinati da teppisti internauti. Pensare oggi che l’internauta sia molto più evoluto di ieri è un dato di fatto. E’ vero che esiste gente che guarda al web con una certa diffidenza e superficialità, ma ne esiste un’altra, ed è la maggioranza, che in questi anni è cresciuta, è maturata, è riuscita a costruirsi una coscienza capace di distinguere da ciò che va bene sul web e ciò che non lo è. E’ capace già da sè di fare una riflessione simile. E la fa tutti i giorni andando a scegliersi, da google, da wikipedia, dai social network, dai blog, ciò che vuole sapere, ciò che vuole leggere, ciò di cui ha bisogno per informarsi. Non credo al declino della rete. Credo il contrario. e credo anche che l’opinione di un pioniere com Larnier faccia solo bene, per quanto essa possa essere criticabile. Perchè da questa si può misurare il livello di maturità che ha raggiunto la rete. Lasciarsi sopraffare da opinioni di questo livello testimonierebbe, al contrario, una evidente fragilità, dando ragione a questa corrente di pensiero.
Il popolare social network ormai sta battendo tutti i record. Da un recente studio facebook risulta essere il più letto per numero di pagine in assoluto e la notte scorsa ha vinto per la terza volta i “Crunchies” come miglior prodotto per il 2009.
Facebook batte tutti!
Facebook ormai sta diventando un fenomeno inarrestabile sotto ogni punto di vista. Dopo aver raggiunto e superato i 300 milioni di iscritti nel mondo, non vi è giorno che non si registri qualche altro nuovo risultato ottenuto dal sito azzurro di Mark Zuckerberg. Infatti da uno studio condotto da una società svedese che ha preso in esame, tra gli altri, facebook, twitter, linkedin, hi5, last.fm, friendster, myspace, digg, stumbleupon, xanga, delicious, tanto per citarne alcuni, risulta che facebook è il più letto con 260 miliardi di pagine viste ogni mese; 8,6 miliardi al giorno; 6 milioni ogni minuto. (altro…)
Ne avete abbastanza della vostra vita sui social network? Siete stufi dei vostri amici virtuali che vi tempestano con inviti a messaggi da voi non graditi? Per mettere fine a tutto questo ci pensa «The Web 2.0 Suicide Machine», ovvero come cancellarsi dai social network. Facebook non ci sta.
In sostanza «The Web 2.0 Suicide Machine», sul sito suicidemachine.org, permette a chiunque si sia stufato della propria vita creata sul we 2.0, attraverso la registrazione su facebook, twitter, linkedin o myspace, di cancellarsi definitivamente, o meglio ancora per usare il termine sutao porprio dal sito, di “suicidarsi” dalla vita targata web 2.0.
La necessità di avere un sito web è sicuramente quella di avere più visibilità, quindi essere facilmente o quasi riconoscibili. Allora ha senso spendere un sacco di soldi quando poi il sito è invisibile?
Questo è ormai un problema che chiunque deve affrontare se vuole, e secondo me deve, dotarsi di un sito web per poter meglio rendere visibile la propria attività e anche la propria immagine. In un altro post ho trattato del perchè avere un sito web è necessario, e di come la rilevanza di contenuti ben strutturati di per sè è già un bel passo verso la visibilità ambita. Ma guardando bene la situazione attuale, oltre che essere inficiata da una scarsa fiducia (ancora!) verso il web e in particolar modo verso il web 2.0, ci si accorge facilmente che siti che sono stati messi su con un notevole esborso economico, sono quasi invisibili.L’investimento in questo senso si rivela inutile e anche dannoso perchè dietro un bel sito in html o in flash non è stato previsto un minimo di strutturazione dei contenuti per far scattare la molla della visibilità. Allora vedi che molti siti stanno sul web “parcheggiati” sensa che nessuno sappia della loro esistenza. (altro…)
Come succede ormai da un pò di tempo Google ha preso a ricordare avvenimenti o a celebrare personaggi che si sono distinti nel proprio settore, personalizzando il logo con un’immagine che riporti all’evento della giornata.
E così succede oggi, anniversario della nascita di Isaac Newton, che Google gli dedica un logo animato. Rifacendosi all’episodio che portò Newton alla definizione della gravità, sul logo Google compare un ramo con delle mele dal quale ne cade una, a sottolineare proprio la “forza gravitazionale”. Infatti (altro…)
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