Categoria: News

In questa categoria si trovano articoli che parlano di comunicazione, condivisione, social media, social network. Insomma, tutto ciò che riguarda il web 2.0 e di come si sta evolvendo

  • Facebook cambia: sul News Feed le interazioni ora sono più rilevanti dei contenuti

    Facebook cambia: sul News Feed le interazioni ora sono più rilevanti dei contenuti

    A distanza di qualche giorno dalla pubblicazione del post con il proposito per il 2018 di “risolvere i problemi di Facebook”, Mark Zuckerberg in un post ha spiegato che da oggi il news feed comincerà a mettere in evidenza le notizie su parametri diversi. Da oggi le interazioni saranno più rilevanti dei contenuti.

    Sono passati solo pochi giorni da quando Mark Zuckerberg, fondatore e CEO di Facebook, in un post sulla sua piattaforma scrisse che il 2018 sarà per lui l’anno in cui risolvere i problemi che riguardano Facebook. In effetti il 2017 è stato un anno difficile per Facebook con la vicenda delle fake news, delle infiltrazioni dall’esterno, del Russia Gate. Insomma, i problemi non sono mancati davvero.

    facebook news feed interazioni contenuti

    In questa ottica si può anche spiegare il nuovo cambio di paradigma che riguarderà il news feed, ossia il cuore di Facebook. Come sappiamo, e come più volte lo stesso Zuckerberg ha ripetuto, obiettivo di Facebook è quello di connettere le persone sulla piattaforma al fine di trovare contenuti per loro rilevanti. Questo era la modalità con cui il news feed gestiva la rilevanza dei contenuti fino a ieri. Da ieri, così come spiegato dallo stesso Zuckerberg, la modalità cambia. Dalla rilevanza dei contenuti per gli utenti, si passa alla rilevanza delle interazioni. “Significative interazioni sociali”, così ha scritto Zuckerberg nel suo post.

    https://www.facebook.com/zuck/posts/10104413015393571

    Questo comporterà che i contenuti che vedremo più spesso in cime al nostro news feed saranno quelli che otterranno più commenti e più condivisioni, non basterà più quindi avere un numero elevato di like se poi non ci sono commenti a quel contenuto. E questo avrà delle ricadute, negative, anche sui contenuti editoriali e sui contenuti delle aziende. E’ forse questo un altro passo avanti verso quello di cui si parlava un paio di mesi fa a proposito di un doppio news feed? Sì, potrebbe essere, nel senso che Facebook alla fine potrebbe fare in modo che il feed “Esplora” diventi quello in cui si troveranno i contenuti delle pagine, quelle dei brand e quelli editoriali, separato da quello che riguarderà i contenuti condivisi dagli “amici”.

    In ogni caso, siamo di fronte ad uno dei cambiamenti più significativi che riguardano il news feed degli ultimi anni. Facebook comincerà quindi a rendere meno rilevanti contenuti virali ed editoriali, che di solito ottengono molti “like”, per enfatizzare di più i contenuti condivisi da persone a noi amiche, come ad esempio può essere un video di un nostro amico da New York, un tipico contenuto che mette “positività” alle persone e che realizza una notevole interazione. Vedremo quindi più aggiornamenti da parte di persone che fanno parte del nostro network.

    Facebook si pone quindi l’obiettivo di contrastare il “contenuto passivo”, quello caratterizzato da una forte valenza virale ma con scarse interazioni, ed enfatizzare il “contenuto attivo”, quello che, indipendentemente dalla sua carica virale, crea una forte interazione. Si tratta quindi di contenuti “positivi” quelli che Facebook vuole farci vedere di più.

    https://www.facebook.com/facebook/videos/10156988765141729/

    Dovremo quindi abituarci a vedere di più video e più contenuti che riguardano la vita personale.

    Ma siamo sicuri che questo possa davvero funzionare?

    Sono già stati sollevati dei dubbi riguardo a questo aspetto, soprattutto in relazione al fatto che, come già tutt’ora capita spesso, uno dei rischi è quello di enfatizzare contenuti sì personali ma che possano essere anche rivelarsi inopportuni. Provate ad immaginare, da questo ottica, quale sarà il nostro news feed da oggi al 4 marzo, quando ci saranno le elezioni politiche. Il rischio è quindi quello di mettere in evidenza anche contenuti di stampo ideologico o contenuti che non hanno ricevuto una adeguata valutazione (si, si parla ancora una volta di fake news), contenuti caratterizzati di solito da una scarsa valenza virale ma da una forte interazione. E in questi casi della positività proverbiale positività non vi è alcuna traccia.

    Insomma, ancora una volta Facebook prova a cambiare le regole cercando di “gestire” e regolare il modo in cui utilizziamo la piattaforma. Legittimo che sia così, ma il rischio è che questo vada ad uniformare una sola modalità di contenuto a scapito di contenuti editoriali e delle aziende (brand/professionisti/associazioni) che dovranno quindi confidare nella sola “promozione” dei propri contenuti.

  • I rischi di Cyber Attack tra le principali preoccupazioni del 2018 a livello globale

    I rischi di Cyber Attack tra le principali preoccupazioni del 2018 a livello globale

    Control Risks ha stilato una classifica dei principali rischi che potrebbero verificarsi nel 2018. Al secondo posto, dopo il rischio di una escalation in Corea del Nord, troviamo Cyber Attack, gli Attacchi Informatici che hanno caratterizzato buona parte del 2017.

    L’anno che è appena iniziato ci ha subito riportato ai grandi rischi informatici che corriamo. La scoperta della falla nei processori che riguarda tutti i dispositivi fissi e mobili, praticamente tutti quelli prodotti negli ultimi 20 anni, ci ha ricordato a quali rischi siamo esposti tutti. Stiamo parlando di Meltdown e Spectre. Rischi che solo un decennio fa erano molto limitati perchè limitata era la diffusione di questi dispositivi e limitato era l’uso di Internet. Ma oggi, nell’era dei social media, dell’intelligenza artificiale, dell’interne delle cose, siamo tutti costantemente connessi e, di conseguenza, aumentano in maniera esponenziale i rischi a cui siamo esposti.

    cyber attack rischi attacchi informatici 2018

    Non sorprende, quindi, che i rischi di nuovi attacchi informatici costituiscano una delle maggiori preoccupazioni dell’anno che è appena iniziato. Infatti, Control Risks, società specializzata in consulenza sui rischi, ha da poco stilato i 5 principali rischi del 2018 e al secondo posto, dopo una eventuale escalation nella vicenda della Corea del Nord, troviamo proprio i Cyber Attacks, i rischi di Attacchi Informatici.

    rischio attacchi informatici 2018

    Nel 2017 abbiamo assistito a situazioni di attacchi molto gravi come WannaCry, nel maggio del 2017, il ransomware che infettò 150 paesi del mondo, prendendo di mira aziende, istituzioni, università (in Italia venne colpita l’università Bicocca). Il mese successivo fu la volta di NotPetya, un altro ransomware, una variante di Petya che fece la sua apparizione nel 2016, che si diffuse via mail facendo leva su sistemi non aggiornati. Ma il 2018 potrebbe essere ancora l’anno in cui fenomeni come questi potrebbero verificarsi, in maniera ancora più estesa e, soprattutto, in maniera sempre più sofisticata. Il tutto, facendo leva alla scarsa propensione a tenere aggiornati i sistemi, operativi e antivirus, con cui siamo in contatto ogni giorno. E’ questo il grande rischio che si corre.

    La questione dell’aggiornamento, patch per usare il termine informatico che lo definisce, non è secondaria, anzi. Un recente rapporto di SecurityScoreCard sulle prime 500 aziende Usa ha rivelato che è proprio la fase di aggiornamento quella su cui si concentra la maggior parte delle preoccupazioni. Il caso Equifax, una delle maggiori aziende di controllo del credito dei consumatori, del settembre scorso è nato proprio da un mancato aggiornamento, in quanto l’azienda era stata precedentemente attaccata e il mancato aggiornamento dei sistemi ha reso possibile il pesante attacco che ha avuto come conseguenza quello mettere a rischio i dati personali di 145 milioni di persone, poco meno della metà dell’intera popolazione degli Stati Uniti.

    Il dato preoccupante che viene fuori dal rapporto è che il 70% di queste aziende, top 500, ha mostrato poca attenzione agli aggiornamenti programmati. E ancora, nell’arco di 5 mesi, durante il 2017, sono state riscontrate più di 100 milioni di criticità. All’interno di queste aziende, quelle farmaceutiche, quelle finanziarie e quelle di costruzione hanno dimostrato di essere le peggiori.

    Ora, di fronte a questi dati sintetici, se è vero che l’80% degli attacchi informatici è dovuto proprio ai mancati aggiornamenti, c’è quindi da preoccuparsi, e molto, su quelli che potrebbero essere i rischi e su quello che potrebbe succedere nel 2018. Ecco perchè Contro Risks considera gli Attacchi Informatici come una delle principali preoccupazioni dell’anno appena iniziato.

    Inoltre, un recente studio di Eset evidenzia che a rischio, oltre alle grandi aziende, ci siano anche le aziende della pubblica amministrazione, teorizzando che un attacco massiccio a questa tipologia di aziende, metterebbe a rischio il funzionamento delle città. Gli attacchi la funzionamento delle infrastrutture, pensiamo alla reti elettriche, idriche, ad esempio, potrebbero causare enormi danni.

  • Tribunale di Roma: multa ai genitori che non rimuovono le foto dei figli dai social media

    Tribunale di Roma: multa ai genitori che non rimuovono le foto dei figli dai social media

    E’ il Tribunale di Roma a stabilire, per la prima volta in Italia, un principio che va oltre la rimozione delle foto dei figli che i genitori pubblicano spesso sui social media. I giudici del foro romano hanno condannato una madre a rimuovere le immagini del figlio e, nel caso in cui non rispettasse tale obbligo, anche a pagare una multa di 10 mila euro.

    Pubblicare o meno le foto dei figli sui social media è un tema che riguarda quasi tutti i genitori. Spesso, nel tentativo di condividere momenti con amici e parenti lontani, ma anche per il semplice fatto di condividere dei bei momenti tanti genitori pubblicano le foto dei propri figli su Facebook, su Twitter e anche su Instagram. Il tema principale riguarda i rischi a cui verrebbero esposti i propri figli nel momento i cui si condividono immagini dei propri figli, rischi che possono essere anche molto pericolosi.

    Ma la tentazione di condividere una foto della propria figlia o del proprio figlio resta irresistibile per molti.

    genitori foto figli social media

    Nel recente passato sono state molte le sentenze di vari tribunali italiani che hanno ordinato ai tanti genitori di rimuovere le immagini dei propri figli. Ma la sentenza del Tribunale di Roma, del 23 dicembre 2017 – procedimento 39913/2015, sancisce, per la prima volta nel nostro paese, un principio che va oltre la semplice rimozione. Infatti, la sentenza dl foro romano condanna la madre di un ragazzo di 16 anni a rimuovere le foto del figlio dai vari social media e, nel caso in cui non rispettasse tale obbligo, a pagare una multa di 10 mila euro.

    Il caso riguarda un ragazzo sedicenne che più volte si era lamentato con i genitori, coinvolti in una causa di separazione, del fatto che pubblicassero foto in cui compariva lui. Il ragazzo si era lamentato de fatto che i genitori pubblicassero dettagli riguardanti la loro vicenda giudiziaria, una situazione che il ragazzo viveva con disagio al punto da chiedere al giudice di continuare a studiare all’estero per stare lontano dai propri genitori. Insomma, una situazione pesante per un ragazzo che non voleva essere al centro di questo tipo di attenzioni, anche mediatiche.

    Come detto, si tratta di un principio nuovo per il nostro paese che costituirà un precedente importante, sopratutto di fronte al numero di sentenze crescente riguardo a questo delicato argomento.

    La sentenza romana si basa certamente sul principio sancito dall’articolo 16 della Convenzione sui diritti del fanciullo, approvata a New York il 20 novembre 1989 e ratificata in Italia con la legge 176/1991:

    Art. 16
    Nessun fanciullo sarà oggetto di interferenze arbitrarie o illegali nella sua vita privata, nella sua famiglia, nel suo domicilio o nella sua corrispondenza, e neppure di affronti illegali al suo onore e alla sua reputazione. Il fanciullo ha diritto alla protezione della legge contro tali interferenze o tali affronti.

    E anche sull’articolo 96 della legge sul diritto d’autore (legge 633/1941) che recita:

    Il ritratto di una persona non può essere esposto, riprodotto o messo in commercio senza il consenso di questa, salve le disposizioni dell’articolo seguente. Dopo la morte della persona ritrattata si applicano le disposizioni del 2°, 3° e 4° comma dell’art. 93.

    Una sentenza che farà discutere, e molto, evidentemente. Ed è un bene che ciò accada, perché se da un lato ci sono dei pesanti rischi a cui si può andare incontro nel condividere sui social media immagini e foto dei propri figli (qui il video di Matteo Flora di qualche mese fa con oltre 1 milione di visualizzazioni), c’è anche da considerare la volontà dei propri figli minorenni. Il disagio vissuto da questo ragazzo, e reso più difficile dalla pubblicazione di foto in cui compariva, rende bene l’idea di quali situazioni si possono venire a creare.

    Forse sembrerà estremo, o anche fuori luogo, ma questo è un caso su cui bisogna riflettere più e più volte, e dovranno farlo soprattutto quelle persone (tante purtroppo) che parlano ancora di online e offline come se fossero due pianeti distanti anni luce. Invece no. Quello che viene pubblicato sui social media ha effetti reali, perché “reali” sono le persone che condividono.

  • Le Meraviglie del nostro paese trionfano anche sui social media

    Le Meraviglie del nostro paese trionfano anche sui social media

    La prima puntata del nuovo programma di Alberto Angela, “Meraviglie – La penisola dei tesori” ha ottenuto un grande successo anche sui Social Media. L’hashtag #Meraviglie batta anche la concorrenza di Masterchef e totalizza 40.520 contenuti condivisi.

    Non era per nulla scontato che il nuovo programma di Alberto Angela su Rai Uno, “Meraviglie – La penisola dei tesori“, potesse ottenere il successo di giovedì sera. Soprattutto sui social media, vista la gran concorrenza di Masterchef Italia, programma che sui social è molto seguito. Ma per una sera la cultura, la bellezza e i tesori della nostra Italia diventano intrattenimento e Alberto Angela diventa la guida che tutti vorrebbero avere, alla scoperta di luoghi che spesso non sono mai del tutto conosciuti a fondo.

    Con la collaborazione di Talkwalker, abbiamo voluto indagare su quale sia stato il successo del programma anche sui social media, quindi nei numeri. E subito si nota che #Meraviglie, “Meraviglie”, #AlbertoAngela, @AlbertoAngela e #RaiUno totalizzano 40.520 contenuti condivisi per lo più su Twitter (il 99,6% dei contenuti), Instagram e Facebook. L’hashtag di #MasterchefIt si ferma a 9.900 contenuti condivisi. Va aggiunto che #Meraviglie è rimasto in prima posizione per tutta la durata della trasmissione.

    meraviglie tweet totali franzrusso.it 2018

    Le impressions totali per Meraviglie sono state 76,8 milioni con un coinvolgimento netto di 65.800 utenti.

    Il pubblico in prevalenza femminile

    Tra gli utenti che hanno seguito e partecipato attivamente nel seguire il programma di Alberto Angela, va notato che le donne erano 59,2% contro il 40,8% degli uomini. Da notare la partecipazione alta della fascia di età tra i 18-24 anni (35%) e, quella più alta, tra i 25-34 anni (48,2%). Un risultato anche questo da sottolineare. I giovani hanno partecipato e seguito attivamente.

    genere meraviglie franzrusso.it 2018

    Alberto Angela ovviamente è stato molto citato, quasi osannato, per la grande qualità che è riuscito a portare sulla prima rete televisiva del servizio pubblico. Vedremo più tardi cosa hanno scritto gli utenti su Twitter.

    Questi che vedete in basso sono i temi totali condivisi durante la serata e vedete come il tema Meraviglie abbia influenzato tutto il resto delle conversazioni.

    temi generali meraviglie franzrusso.it 2018

    Gli influencer de le Meraviglie

    E ora vediamo gli utenti che si sono distinti per la loro capacità di coinvolgimento. Questo è uno dei quei casi in cui gli utenti più condivisi non sono influencer, personaggi noti o celebrità, ma sono semplici utenti che sono stati coinvolgenti esprimendo semplicemente le loro opinioni. E’ un caso, comunque, il fatto che non vi sia stato nessun personaggio noto che si sia distinto in questa occasione, cioè relativamente al programma Meraviglie, come di solito succede.

    influencers totali meraviglie franzrusso.it 2018

    Questi invece sono gli influencer relativamente al programma Meraviglie:

    influencers meraviglie franzrusso.it 2018-+

    Ora passiamo a conoscere un po’ dei contenuti trai i più condivisi della serata, partendo da Facebook:

    https://www.facebook.com/permalink.php?id=165907013448357&story_fbid=1653869004652143

    https://www.facebook.com/permalink.php?id=165907013448357&story_fbid=1653975837974793

    Alcuni contenuti anche da Instagram

    https://www.instagram.com/p/Bdij41FDIVN/

    https://www.instagram.com/p/BditdIlFl43/

    https://www.instagram.com/p/BdhtoIoHum2/?taken-by=rai1official

    Questo è il network che si è generato su Twitter con i nodi più attivi che hanno generato più interazioni:

    network meraviglie twitter franzrusso.it 2018

    E questi invece i contenuti condivisi su Twitter che caratterizzano bene come è stata vissuta la serata a 280 caratteri:

    https://twitter.com/LorenzoBises/status/949017068283756544

    https://twitter.com/danieleonori1/status/949019131453624322

    https://twitter.com/LordDracutia/status/949044431545622528

    https://twitter.com/surrealistangel/status/949020110756499457

    https://twitter.com/ClaudioPerconte/status/949021553882169344

    https://twitter.com/FRAnglophile/status/949021049097777152

    https://twitter.com/stijenax/status/949043212580204546

    https://twitter.com/ilariabc/status/949045510622666752

    https://twitter.com/Nobissad_/status/949019159211511809

    Ecco, questa era il nostro sintetico racconto che dimostra quanto la cultura possa essere motivo di intrattenimento, nel senso più alto, anche sui Social Media, coinvolgendo molto anche i più giovani, come abbiamo visto. E programmi come Meraviglie hanno centrato tutti gli ingredienti. Sarà sicuramente ricordata come una delle trasmissioni dell’anno, e siamo solo all’inizio del 2018.

  • L’addio al 2017 e il benvenuto al 2018 sui Social Media in Italia

    L’addio al 2017 e il benvenuto al 2018 sui Social Media in Italia

    I Social Media sono stati molto utilizzati in queste feste, per commentare eventi (come sempre) ma anche per salutare il 2017 e dare il benvenuto al 2018. In questa analisi vi mostriamo come gli utenti italiani hanno celebrato la vigilia e il capodanno su Twitter e sugli altri Social Media, attraverso gli hashtag che hanno caratterizzato le due giornate.

    Il periodo delle Feste è molto condiviso sui Social Media, non solo per gli auguri, ma proprio per celebrare eventi a tema, di cronaca, di sport, di spettacolo. Sono stati anche molto usati per scambiarsi gli auguri, ovviamente. Quello che vogliamo mostrarvi oggi, con questa analisi realizzata in collaborazione con Talkwalker, è come gli utenti italiani hanno salutato il 2017 e dato il benvenuto al 2018 su Twitter (molto usati in queste giornate) e sugli altri Social Media, Instagram su tutti.

    Dalla nostra analisi, abbiamo selezionato quegli hashtag organici, quelli nati spontaneamente dalle conversazioni e non legate in maniera evidente ad eventi in corso o sponsorizzati. Abbiamo quini deciso di seguire alcuni hashtag come #BuonAnno, #Buon2018, #BuonAnno2018, #31dicembre e #1gennaio. A questi abbiamo aggiunto anche un nostro piccolo contributo, nato nella mattina del 31 dicembre, su Twitter, e arrivato ad essere condiviso anche nella giornata di Capodanno. Si tratta di #2017in3parole che ha totalizzato ben 13.464 tweet.

    social media italia fine 2017 capodanno 2017

    Intanto vediamo che il totale di questi hashtag ci dà, considerando tutte le piattaforme, il totale di 137.800 contenuti condivisi, 64.700 gli autori unici, con queste ripartizioni:

    • #BuonAnno – 53.608 contenuti condivisi, 38,8%
    • #Buon2018 – 28.229 contenuti condivisi, 20,5%
    • #31dicembre – 20.742 contenuti condivisi, 15,1%
    • #2017in3parole – 13.481 contenuti condivisi, 9,8%
    • #1gennaio – 13.049 contenuti condivisi, 9,5%
    • #BuonAnno2018 – 8.695 contenuti condivisi, 6,3%

    fine 2017 capodanno 2018 social media

    Una massa di contenuti che ha totalizzato 1,6 miliardi di impression e il coinvolgimento netto di 1,6 milioni di utenti italiani.

    Questa la mappa che indica l’intensità delle condivisioni lungo lo stivale, e non solo.

    mappa social-media fine 2017 capodanno 2018 italia

    Alle conversazioni totali sui social media hanno preso parte attiva, come autori unici, 64.700 utenti, e 1,6 milioni di utenti sono stati coinvolti. Il 50,6% erano donne e il 49,4% erano uomini, una quasi parità. Da notare come, da punto di vista dell’età, il blocco di utenti più attivo avesse tra i 25-34 anni e 18-24 anni.

    genere totale fine 2017 capodanno 2018 social media

    Come detto in un tweet, gli uomini, nel descrivere il proprio 2017, erano quelli più positivi e speranzosi delle donne:

    Questi gli argomenti più condivisi, 186.600 in totale. Come vedete spiccano gli hashtag più utilizzati, ma vogliamo sottolinearvi anche le emoji più usate, ossia: la trombetta con 9.800 contenuti; la bottiglia con 7 mila contenuti e i bicchieri per il brindisi con 6.300 contenuti.

    temi totali fine 2017 capodanno 2018 social media italia

    Vediamo adesso gli influencer totali che si sono contraddistinti per la loro capacità di coinvolgimento. Notate come quelli totali provengano tutti, nei primi 10 che vi mostriamo, da Instagram, usato per il 16,6% dei casi (percentuale molto alta). Prima fra tutti Monica Bellucci.

    influencer totali fine 2017 capodanno 2018 social media italia

    Questi invece gli influencer su Twitter, il canale più usato per condividere in questa occasione con il 79,5% dei casi. E Radio 105 è primo.

    influencer totali twitter fine 2017 capodanno 2018 social media italia

    E ora vediamo una panoramica dei contenuti più condivisi. Come detto, Monica Bellucci è stata l’influncer più coinvolgente sul totale e suo è stato il contenuto più condiviso:

    https://www.instagram.com/p/BdZ13Gjj8qc/

    https://www.instagram.com/p/BdYkLDLHZny/

    Su Twitter, invece, i contenuti più condivisi sono stati questi:

    Ecco, questo era il nostro racconto su quello che è successo sui social media a cavallo tra il 2017 e il 2018. E cogliamo l’occasione per augurarvi un grande anno, per noi sarà speciale visto che InTime compie dieci anni!

  • Obama: i social media servono per unire, no all’uso irresponsabile

    Obama: i social media servono per unire, no all’uso irresponsabile

    In una intervista alla BBC, la prima dopo aver lasciato la Casa Bianca, Barack Obama fa un richiamo ad uso più responsabile dei social media, per evitare che le informazioni frastagliate e false possano rafforzare le divisioni dell’opinione pubblica. Non lo menziona mai, ma è chiaro il riferimento a Donald Trump.

    Se leggiamo bene le parole di Obama non suonano così stonate. Soprattutto perchè dette dal primo “social media president”, il primo presidente degli Stati Uniti d’America che nel 2008 seppe sfruttare al media Facebook e Twitter con una strategia che ha fatto storia. E nella campagna successiva, quella che lo portò a vincere la presidenza per il secondo mandato, implementò anche Instagram. Mai nessun presidente al mondo era riuscito a fare quanto fece Obama nel 2008.

    Ma oggi è lo stesso Obama a richiamare su un uso dei social media più responsabile e attento, da non lasciare nelle mani di chi vuole soltanto diffondere informazioni e notizie che hanno altri scopi.

    Obama social media intervista bbc
    Obama e il principe Harry – via Getty Images

    In un’intervista alla BBC, intervistato dal principe Harry per l’occasione nel programma “Today’s Program” (registrata a settembre), la prima intervista dell’ex presidente da quando ha lasciato la Casa Bianca, Obama ha voluto mettere in guardia sull’uso “irresponsabile dei social media” che non fa altro che rafforzare le convinzioni distorte degli utenti, contribuendo a dividere l’opinione pubblica, e non ad unirla. Obama nell’intervista non lo menziona mai, ma è evidente il riferimento all’attuale presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, a sua volta molto attivo su Twitter, che ha visto la sua elezione come conseguenza di un rafforzato fenomeno di fake news, notizie false. Un fenomeno, come abbiamo visto in queste ultime settimane, che rientra in quello che ormai è conosciuto come Russia Gate, dove la Russia viene vista come responsabile della diffusione di notizie false, sfruttando in particolar modo i social media, per portare all’elezione di Trump.

    Il concetto che esprime Obama è che prima vi erano i notiziari che davano più o meno un’informazione omogenea, oggi, invece, i social media vengono utilizzati per diffondere notizie diverse, frastagliate che hanno come scopo quello di confondere e dividere l’opinione pubblica. Nell’intervista Obama spiega che “uno dei pericoli di Internet è che le persone possono avere realtà completamente diverse. Essi possono essere coinvolti in informazioni che rafforzano le loro attuali distorsioni”. Obama aggiunge che la molteplicità di voci non deve contribuire a frastagliare le informazioni, non deve “balcanizzare” la società, ma invece contribuire a condurre verso un terreno comune“. Da ricordare quando fatto da Facebook in questi ultimi mesi in materia di fake news.

    Obama ha anche fatto riferimento all’importanza dei social media per rafforzare i rapporti diretti con le persone, usarli come strumenti per dare vita a incontri personali, perchè è solo in questo modo che si comprende la complessità delle persone e della società, andando ben oltre quell’essenza di semplificazione che i social media spesso emanano.

    Opinioni molto condivisibili quella di Obama, sia per quel riguarda il richiamo, rivolto soprattutto ai politici, ad un utilizzo dei social media più responsabile, sia per quel che riguarda l’uso dei social media come strumenti per amplificare le relazioni (quello che sosteniamo da sempre) al fine di portare ad un contatto diretto, il vero motivo per cui usare questi strumenti.

    E voi che ne pensate?

  • Una lista di libri di digital marketing, startup e innovazione da regalare (anche) a Natale

    Una lista di libri di digital marketing, startup e innovazione da regalare (anche) a Natale

    Manca ormai pochissimo al Natale e, da sempre, ricevere in regalo dei libri è sempre un’idea molto apprezzata. Abbiamo stilato una lista di libri che ci hanno colpito in questo anno, spaziando dal mobile marketing, al web marketing, alle startup, all’innovazione. Sono 9 (+1) libri tutti da scoprire e da leggere. Vi è poi una special mention che non poteva assolutamente mancare.

    Ormai manca poco al Natale, tempo di regali che fa  sempre piacere ricevere. E siccome manca davvero poco e i ritardatari sono tanti (come chi scrive ad esempio) oggi proviamo a darvi qualche suggerimento. No, non sono gadget particolari, stavolta abbiamo fatto un elenco di libri che più ci hanno colpito durante questo anno. Sono testi che parlano di digital marketing, di mobile, di startup, di personal branding, di innovazione e anche di come affrontare questa era digitale che ci impone ritmi sempre più veloci. Sono 9 testi (+1) a cui vale la pena dedicare del tempo per comprendere, conoscere e affrontare meglio i tempi che stiamo vivendo. E che possono rivelarsi un bel regalo da ricevere.

    libri natale 2017 franzrusso.it [divider style=”dotted” top=”10″ bottom=”10″]

    too fast to think chris lewis libri natale 2017Il primo libro che vi consigliamo è “Too Fast To Think” di Chris Lewis, il fondatore dell’agenzia di comunicazione Lewis, uscito alla fine dello scorso anno, un testo che ci pone di fronte alla necessità di trovare una dimensione nella quale riuscire a gestire i ritmi, sempre più veloci, che la società di oggi ci impone. Ci sono casi, storie ma soprattutto consigli su come affrontare il lavoro, gestire al meglio il tempo. Il testo ha acuto una ottima accoglienza negli Stati Uniti, ma il consiglio è quello di leggerlo (in inglese) per trovare ispirazioni utili per la vostra attività.

    Su Amazon: Too Fast to Think: How to Reclaim Your Creativity in a Hyper-connected Work Culture

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    sei un genio colletti libri natale 2017A proposito dei tempi che viviamo e di come l’innovazione, il digitale li stiano cambiando radicalmente, allora è il caso di leggere il libro di Giampaolo Colletti, “Sei un Genio! – La rivoluzione degli Artigeni, artigiani e lavoratori delle idee geniali“. E’ un racconto di come l’imprenditorialità di oggi sfrutti l’innovazione per fa fiorire nuove idee. Da leggere.

    Su Amazon: Sei un genio! La rivoluzione degli artigeni, artigiani e lavoratori dalle idee geniali

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    disputa felice libro bruno mastroianniAltro libro che ci sentiamo di suggerire è “La disputa felice” di Bruno Mastroianni. Un libro che abbiamo molto apprezzato (potete leggere recensione e intervista qui). No ci sono tecnicismi particolari, ma solo una buona pratica per conversare e dialogare al meglio sui social media (e non solo) e su come evitare di degenerare in un continuo litigio.

    Su Amazon: La disputa felice. Dissentire senza litigare sui social network, sui media e in pubblico

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    condivide et impera bandiera libri natale 2017Un libro a cui siamo particolarmente affezionati è quello di Rudy Bandiera “Condivide et Impera“. Un libro che, dopo le regole del Digital Carisma, racchiude tutto il pensiero di Rudy, oggi acclamato comunicatore e formatore. Un concentrato di spunti, situazioni e fonti di ispirazione che potranno guidarvi per il nuovo anno che sta per arrivare. Anche questo da avere!

    Su Amazon: Condivide et impera. Convinci con il cervello, persuadi con il cuore e influenza per come sei
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    fai di te stesso un brand scandellari libri natale 2017Altro libro a cui siamo particolarmente legati è “Fai di te stesso un Brand“, uscito nel 2014 (qui l’intervista a Riccardo Scandellari) uscito quest’anno in una nuova edizione più ricca e completamente rivista. A distanza di tre anni, questo si conferma un grande manuale su come costruire il proprio personal branding. Da avere nel 2018 sempre sotto mano!

    Su Amazon: Fai di te stesso un brand. Personal branding e reputazione online

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    people are mediaE’ uscito da poche settimane ma sta già, giustamente, catturando l’attenzione. Si tratta di “People are media – Il Business digitale nell’era dei selfie“, Aldo Agostinelli e Silvio Meazza con la prefazione di Marco Montemagno (qui la recensione). Un viaggio di consapevolezza tra social media, IoT, E-commerce, Big Data, Blockchain, tecnologie che servono per migliorarci. Da leggere!

    Su Amazon: People are media. Il business digitale nell’era dei selfie[divider style=”dotted” top=”10″ bottom=”10″]

    sindrome eustachio sideri libri natale 2017Si dice spesso che gli italiani siano un “popolo di santi, poeti e navigatori”. Ma è stato un popolo di innovatori, di grandi innovatori e spesso le loro idee e le loro invenzioni sono ignorate proprio dagli stessi italiani. Il libro di Massimo Sideri, “La sindrome di Eustachio” ci aiuta a ricordare, e a scoprire, tante storie di innovazione e innovatori italiani spesso dimenticati. In quanti sanno che gli occhiali sono un invenzione italiana? Così come il pianoforte, la carta telefonica prepagata, il microchip, il robot? Allora se volete scoprirlo questo piccolo libro vi guiderà alla scoperta.

    Su Amazon: La sindrome di Eustachio. Storia italiana delle scoperte dimenticate [divider style=”dotted” top=”10″ bottom=”10″]

    mobile marketing carriero libri natale 2017Se è vero, come è vero, che viviamo (anche) l’era del Mobile allora il libro di Cristiano Carriero “Mobile Working, lavorare ovunque in modo semplice e produttivo” è quello che serve per orientarsi al meglio. Un manuale per ottimizzare modi e tempi per lavorare da mobile, con tanti spunti e strumenti che possono esservi di aiuto. Da avere sempre nello zaino.

    Su Amazon: Mobile working. Lavorare ovunque in modo semplice e produttivo [divider style=”dotted” top=”10″ bottom=”10″]

    nuda verità web marketing gagliardini libri natale 2017Ultimo, ma non certo ultimo, è “La nuda verità sul Web Marketing“, il nuovo libro di Claudio Gagliardini che racconta, senza mezzi termini, cosa sia il web marketing di cui tutti parlano. Partendo da uno scenario digitale ormai sempre più evoluto e innovativo, questo testo diventa quindi una guida per orientarsi nel grande mondo digitale. E’ un testo che si rivolge ai tanti operatori della rete quanto alle aziende che hanno bisogno di capire e comprendere come fare marketing digitale oggi.

    Su Amazon: La nuda verità sul web marketing. Non fa miracoli, non è per tutti, ma a molti ha cambiato la vita [divider style=”dotted” top=”10″ bottom=”10″]

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    Special Mention: Veronica Gentili

    facebook marketing plan gentili libri natale 2017In realtà la nostra lista non è completa, anzi. Dei libri menzionati non si può certamente non citare anche il nuovo libro di Veronica Gentili, “Facebook Marketing Plan“, uno dei libri più venduti su Amazon, nella sua categoria. Un manuale per sfruttare al meglio Facebook per la propria strategia di marketing. Un testo da avere sulla propria scrivania nel 2018, tutti i giorni.

    Su Amazon: Facebook marketing plan [divider style=”dotted” top=”10″ bottom=”10″]

    Ecco, questa è la nostra lista dei libri che ci hanno colpito nel 2017 e che, siamo sicuri, vi accompagneranno anche nel 2018. Sono testi che spaziano dal web marketing, alle startup, all’innovazione, cioè tutto quello che cerchiamo di raccontare ogni giorno. Sono dei perfetti regali di Natale, visto che è ormai alle porte, ma vanno bene per qualsiasi altro giorno perchè utili a capire dove sta andando il mondo.

  • Twitter comincia ad applicare le regole contro contenuti di odio e abusi

    Twitter comincia ad applicare le regole contro contenuti di odio e abusi

    Annunciate il mese scorso, con tanto di spiegazione, Twitter comincia da oggi ad applicare le regole previste per contrastare contenuti di odio e abusi che spesso attanagliano la piattaforma. Verranno considerate anche le immagini che istigano alla violenza e all’odio e anche eventuali azioni che da Twitter possano avere conseguenze al di fuori della piattaforma.

    Twitter passa all’azione, era quello che avevamo chiesto il mese scorso, a proposito delle nuove regole che l’azienda di San Francisco aveva messo a punto, spiegandole, per contrastare contenuti di odio, violenza e abusi. Le regole vengono applicate da oggi e costituiscono un momento importante per Twitter, consapevole che questo è uno dei talloni d’Achille della piattaforma. Molte delle regole sono la conseguenza di quanto successo sempre il mese scorso con la sospensione dell’account, verificato di Richard Spencer, appartenente a Alt Right (estrema destra americana), che aveva scritto di voler “cacciare dagli Stati Uniti neri, ispanici, asiatici e ebrei”. Un caso che ha creato non poche polemiche portando Twitter a sospendere anche le attività per richiedere la verifica dell’account, adesso sospesa.

    twitter odio abusi

    Come dicevamo, le nuove regole entrano in vigore da subito e riguarderanno anche immagini che saranno condivise per incitare all’odio e alla violenza, anche al di fuori della piattaforma. Era quello che faceva proprio Spencer dal suo profilo, incitando all’odio usando Twitter come “megafono”. Twitter in questi casi potrà chiedere la rimozione dei singoli tweet e, successivamente, procedere alla cancellazione dell’account nel caso in cui lo stesso continuasse l’attività. Da questo, e costituisce una eccezione non da poco, saranno esclusi gli account governativi e militari. Una eccezione molto criticata negli Usa per il fatto che proprio il presidente Trump, che non ha mai fatto mistero di simpatizzare per le posizione di Alt Right, potrebbe condividere contenuti incitanti all’odio senza subire alcuna limitazione.

    https://twitter.com/TwitterSafety/status/931552531167166469

    Nel mirino di Twitter rientrano anche gli account che minacciano altri attraverso le informazioni del proprio profilo, incluso nome utente (ossia l’handle, @), il nome (detto anche “display name”) o la propria bio. Se le informazioni sul profilo contengono minacce violente o più insulti, epiteti razzisti o sessisti, incitazioni alla paura o umiliazioni pesanti, Twitter procederà alla sospensione in modo permanente.

    L’azienda guidata da Jack Dorsey fa sapere anche di aver iniziato a sviluppare strumenti interni per identificare gli account che violano le regole e per integrare i report degli utenti.

    Twitter oggi fa un passo avanti contro il contenuto violento e di odio che, come già ripetuto anche in questa occasione, attanaglia la piattaforma. Serviva una presa di posizione come questa con regole più chiare, da questo punto di vista. La condivisione di contenuti di odio e violenza da parte di tanti utenti è una delle tante motivazioni che hanno spinto centinaia di migliaia di utenti ad abbandonare la piattaforma o a non utilizzarla affatto. Se davvero Twitter saprà applicare queste poche e semplici regole, forse comincerà ad essere un luogo più attraente, sopratutto per tutte quelle persone che non hanno mai avuto modo, giustamente, di apprezzarla. Vedremo se davvero Twitter sarà in grado e all’altezza del proprio compito.

     

  • Gli italiani hanno fiducia nell’Innovazione, ma il 38 percento teme per il lavoro

    Gli italiani hanno fiducia nell’Innovazione, ma il 38 percento teme per il lavoro

    Come si pongono gli italiani verso l’Innovazione? La risposta a questa domanda ce la fornisce il “Rapporto 2017 Agi-Censis sulla cultura dell’Innovazione”. Gli italiani sono convinti dei benefici che l’Innovazione possa portare alla società, ma il 38% degli italiani teme per le ricadute che i forti cambiamenti possano avere sui posti di lavoro. Ma vediamo gli altri dati.

    Che rapporto hanno gli italiani con l’Innovazione? Come si pongono di fronte alle grandi innovazioni digitali che stanno cambiando anche il nostro paese, il modo di relazionarci, il modo di offrire servizi? Sono domande che spesso ci poniamo, osservando come l’Innovazione si fa spazio anche in un paese come il nostro che mostra ancora forti ritardi. Ma per avere un quadro più completo, più chiaro e, soprattutto, per avere le risposte alle nostre (e vostre) domande, oggi vi parliamo del “Rapporto 2017 Agi-Censis sulla cultura dell’Innovazione“, uno studio che ha indagato su come gli italiani vedono l’innovazione sui diversi aspetti.

    Il report verrà presentato questa mattina a partire dalle ore 11 alla Camera dei Deputati con la Presidente Laura Boldrini. Ci saranno anche il segretario generale del Censis, Giorgio De Rita e il direttore di Agi Riccardo Luna. Potrete seguire la diretta anche qui sul nostro blog.

    Dal report emerge che il 57,9% degli italiani ha una opinione positiva sull’impatto che l’Innovazione ha avuto sull’economia e sulla società italiana, mettendo, però, in evidenza anche dei problemi. Il 20,3% pensa che ci sia un sostanziale equilibrio tra i benefici apportati e i problemi generati dall’Innovazione, mentre solo il 14,2% ha una opinione estremamente positiva non rilevando alcun problema. C’è poi un 7,3% di italiani che invece vede solo problemi e nessun vantaggio. Va registrato che il 51,4% degli italiani ritiene che l’Innovazione amplifichi i divari sociali e il 47,8% che li riduca. E’ un’opinione spaccata in due con una leggera prevalenza di chi crede che li amplifichi, è un dato che spiega, in parte, come gli italiani si pongano oggi verso i temi dell’Innovazione.

    Si parla sempre più spesso del fatto che i processi innovativi, quelli di automazione, possano avere degli effetti negativi in tema occupazionale. Gli italiani, comunque una parte di essi, temono che l’automazione introdotta in vari aspetti lavorativi possano mettere a repentaglio i posti di lavoro. E’ un pensiero già emerso al recente “Internet Day” dello scorso aprile quando si rilevò che “per 4 italiani su 10 l’Automazione che la tecnologia sta portando nei processi produttivi toglierà più posti di lavoro di quanti ne creerà“.

    italiani innovazione agi cencis 2017 @franzrusso.it

    Ebbene, quasi in proporzioni analoghe questo pensiero viene rilevato anche da report odierno. Infatti, il 37,8% degli intervistati (comprendente le classi d’età dai 18 e agli 80 anni) è convinto che processi di automazione sempre più spinti e pervasivi determineranno un saldo negativo di posti di lavoro. Al contrario, il 33,5% degli intervistati ritiene che le opportunità aumenteranno in uno scenario di nuovi lavori ancora per gran parte inesplorato. Completano il quadro coloro (il 28,5% del totale) che ritengono che i posti di lavoro nel complesso non varieranno in termini numerici e che il cambiamento riguarderà semmai il tipo di lavoro. Le posizioni che sottendono le maggiori preoccupazioni sono riscontrabili, anche in questo caso, tra le famiglie di livello socio economico più basso e tra le persone che non dispongono di titoli di studio elevati.

    Se guardiamo al rapporto tra italiani e PA e di come l’innovazione abbia contribuito a migliorarlo, allora in questo caso il giudizio degli italiani è negativo. Oltre la metà degli italiani pensa che la PA  abbia dei problemi importanti nel suo funzionamento e quindi ne giudica l’operato in maniera negativa. Un ulteriore 18% ritiene che il  funzionamento sia addirittura “pessimo”. Il 24% ritiene accettabile l’operato della PA mentre si dichiara soddisfatta soltanto una quota residuale (pari al 3% del totale). Quattro gli elementi di insoddisfazione:  organizzativo, umano, politico e burocratico. Il campione si divide quasi esattamente fra questi quattro fattori tralasciando invece l’elemento della digitalizzazione dei processi. Soltanto il 3% degli intervistati ha indicato questo come fattore decisivo nel definire la propria insoddisfazione verso i servizi della PA.

    Il 59% degli italiani ritiene che  nonostante tutti i cambiamenti e le innovazioni tecnologiche in atto nella PA, la situazione sia rimasta complessivamente stabile. Chi, invece, intravede dei cambiamenti ritiene che l’esperienza generale sia addirittura peggiorata (27%). Soltanto il 14% dichiara di aver notato negli ultimi due anni un miglioramento rispetto al passato.

    In relazione a questo tema, c’è ancora un dato che va sottolineato. E cioè che soltanto il 34,2% della popolazione ha dichiarato di conoscere SPID, Sistema Pubblico di Identità Digitale, nonostante sia uno dei servizi fra i più pubblicizzati e su cui molto si sta puntando per la digitalizzazione del paese. Un dato su cui riflettere, e molto.

    Altre pillole dal report:

    • Oltre la metà degli italiani (55%) ritiene opportuno introdurre una legge per tassare i profitti generati in Italia dai più grandi del web, ma è un consenso non uniforme in tutte le fasce di età (tra i più giovani la quota è più bassa).  Il 42,1% degli italiani pensa che i robot sottraggono lavoro e non pagano le tasse e questo alla lunga finirà per impoverirci.
    • La digitalizzazione disintermedia: per oltre il 70% della popolazione la sharing economy nei sui diversi ambiti di applicazione (turismo, mobilità, housing, ecc.) è una soluzione interessante che consente di risparmiare nell’accesso ad alcuni servizi. Di fronte alla prospettiva di aderire a queste opportunità per integrare il reddito familiare o per avviare un’attività imprenditoriale, la percentuale scende rispettivamente al 55,2% e 52,5%.
    • Dall’innovazione arrivano le risposte più importanti per affrontare la sfida della sostenibilità e della progressiva decarbonizzazione. Tra le infrastrutture più gradite agli italiani ci sono i parchi fotovoltaici (82,4%) e i parchi eolici (73,3%). Tra gli impianti non graditi al primo posto le raffinerie di petrolio (77%) e al secondo le centrali elettriche a carbone (76,5%). Infine il Il 65,6% degli italiani è convinto che diventeremo tutti in qualche modo produttori di energia in uno scenario no-grid (o smart-grid), dove la produzione di elettrica – e non il solo consumo –  diventerà un fatto collettivo.
    • Le preoccupazioni per la micro-criminalità e la minaccia del terrorismo stanno spostando il pendolo tra libertà e sicurezza verso quest’ultima. Ben vengano allora per gli italiani le tecnologie digitali che garantiscono maggior controllo anche se potrebbero sottrarre qualcosa alla privacy e alla libertà di movimento. Solo il 15,4% degli italiani paventa una possibile riduzione della libertà.

    Questo è quanto riguarda ciò che pensano gli italiani in relazione all’Innovazione, sotto diversi aspetti. Sono dati, come dicevamo all’inizio, che confermano, per certi versi, il motivo per cui il nostro paese mostra ancora dei ritardi, manca una cultura all’innovazione e al digitale formata e distinguibile. Ma ci sono dei segnali positivi. Sorprende, e non poco, il dato relativo allo SPID, vuol dire che da quel punto di vista c’è davvero molto, ma molto, da fare.

    Rapporto Agi Censis Innovazione Infografica

  • Facebook presenta Snooze: si potrà silenziare amici, gruppi e pagine per 30 giorni

    Facebook presenta Snooze: si potrà silenziare amici, gruppi e pagine per 30 giorni

    Ne avevamo scritto a settembre, quando era iniziata la fase di test. Ma oggi Facebook ufficializza il rilascio di Snooze, ossia la modalità che permetterà di silenziare amici, gruppi e pagine per un periodo massimo di 30 giorni. E’ un modo alternativo a smettere di seguire qualcuno e migliorare il proprio news feed.

    Come ricorderete, ne avevamo parlato già a settembre, quando era iniziata la fase di test, notizia che era stata anticipata da TechCrunch. Ma oggi Facebook ufficializza il rilascio per tutti gli utenti di Snooze, ossia la modalità che permetterà di silenziare (o addormentare, zittire, scegliete quello che più vi piace) amici, gruppi o pagine per un periodo massimo di 30 giorni.

    facebook snooze

    Attivarlo è molto semplice. Se vi accorgete che un vostro amico sta postando molti gattini, se vi accorgete che un gruppo pubblica cose che non trovate interessanti se notate che da un pagina vengono diffusi contenuti noiosi, per evitare si smettere si seguire da oggi è possibile attivare Snooze. In alto a destra del contenuto attivate il menù a tendina (cliccando o facendo tap sui tre pallini) e troverete la voce “Snooze Mario per 30 giorni“. Molto probabilmente nella versione italiana potrebbe essere usata “Silenzia”, ma vedremo.

    https://www.facebook.com/facebook/videos/10156872367266729/

    Cosa interessante da sapere, così come accade quando smettete di seguire qualcuno, anche nel momento in cui decidete su usare Snooze per un amico, un gruppo o una pagina, questi non sapranno mai che voi li avete silenziati, Facebook non manderà loro alcuna notifica. La notifica la riceverete invece quando il periodo di “silenzio” sta per terminare.

    Snooze è quindi una modalità per mantenere “pulito” il vostro news feed, specie se vi rendete conto che ci sono alcuni amici che cominciano a condividere contenuti che vi infastidiscono. Allora questa può rivelarsi una modalità alternativa allo smettere di seguire quella persona.

    Facebook punta quindi a migliorare il news feed anche da questo punto di vista, permettendo agli utenti di scegliere in maniera più accurata i contenuti con cui interagire.

    E voi che ne pensate?

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