Categoria: News

In questa categoria si trovano articoli che parlano di comunicazione, condivisione, social media, social network. Insomma, tutto ciò che riguarda il web 2.0 e di come si sta evolvendo

  • Sanremo 2018, il racconto della seconda serata sui Social Media

    Sanremo 2018, il racconto della seconda serata sui Social Media

    Calo fisiologico dei contenuti condivisi sui Social Media durante la seconda serata del Festival di Sanremo 2018. Il dato complessivo è di 336 mila contenuti e il picco si è avuto quando Pippo Baudo è salito sul palco dell’Ariston. In collaborazione con Talkwalker, vediamo i numeri in dettaglio, influencer e contenuti più condivisi.

    Dopo aver visto il debutto del Festival di Sanremo 2018 sui social media, continua il nostro racconto social in collaborazione con Talkwalker per riportare numeri, dati, influencer e contenuti più condivisi per ogni serata di Sanremo 2018. Come era prevedibile, la seconda serata della kermesse canora fa registrare un calo fisologico dei contenuti condivisi sui vari canali social. In totale, sono stati 336 mila i contenuti condivisi da 70.500 autori unici.

    seconda serata sanremo 2018

    Il picco della serata si è avuto alle 22:30 quando sul palco dell’Ariston è salito Pippo Baudo, il presentatore che più di ogni altro ha presentato il festival della canzone italiana.

    Dando un’occhiata agli ospiti delle serate, tra i più discussi e commentati sui social media troviamo ancora Fiorello, ma sono stati anche molto commentati Il Volo, Pippo Baudo e Sting. Tra i presentatori, resta sempre molto discusso Claudio Baglioni.

    Tra i cantanti in gara, i più discussi sono Ermal Meta e Fabrizio Moro.

    ospiti cantanti seconda serata sanremo 2018

    Questi che vediamo in basso sono i temi più discussi della seconda serata, notate come siano sempre molto presenti Ermal Meta e Fabrizio Moro, per il momenti sospesi dalla manifestazione canora. E infatti, va registrato a questo proposito l’emergere dell’hashtag #IoStoConMetaMoro che al momento capitalizza 124 mila contenuti.

    temi seconda serata sanremo 2018

    Anche nella seconda serata le donne sono più numerose degli uomini con il 58,6% contro il 41,4%. E, come visto nella prima serata, la seconda conferma una costante presenza dei millennials a seguire il festival dai social media. La reach della seconda serata è stata di 58 miliardi e il coinvolgimento netto è stato di 4,1 milioni di persone.

    demog seconda serata sanremo 2018

    E ora passiamo a vedere gli influencer della seconda serata di Sanremo 2018. In generale, come Michelle Hunziker è la più coinvolgente con il suo post su Instagram per la prima serata che supera le 209 mila condivisioni.

    influencer seconda serata sanremo 2018

    Questi invece sono gli influencer su Twitter, piattaforma che risulta molto usate con il 97% dei casi. In vetta troviamo l’account ufficiale di Sanremo 2018 seguito da @trash_italiano.

    influencer twitter seconda serata sanremo 2018

    E ora, come di consueto, diamo un’occhiata ai contenuti più condivisi della serata, iniziando proprio da Instagram:

    https://www.instagram.com/p/Be5uFC9DcaX/

    https://www.instagram.com/p/Be5ScGKgqQb/

    https://www.instagram.com/p/Be59sSXAeC1/

    Questi i contenuti più condivisi su Facebook:

    https://www.facebook.com/permalink.php?id=247658858597534&story_fbid=1906742116022525

     

    https://www.facebook.com/permalink.php?id=365441773566648&story_fbid=1446607465450068

    https://www.facebook.com/permalink.php?id=83508110062&story_fbid=10159838110520063

    E, infine, una carrellata dei tweet più condivisi:

    https://twitter.com/Ale89898989/status/961366249786679296

    Ecco, questa era il nostro resoconto della seconda serata di Sanremo 2018, intanto noi continueremo a seguirlo in collaborazione con Talkwalker.

    E voi, lo state seguendo? Che ve ne pare?

     

  • Sanremo 2018 parte bene anche sui social media: il racconto della prima serata

    Sanremo 2018 parte bene anche sui social media: il racconto della prima serata

    Sanremo 2018 è iniziato col passo giusto in tv e sui social media. In tv la prima serata fa registrare uno share del 52% con 11,6 milioni di spettatori. Sui social media i contenuti condivisi sono oltre 500 mila. I più citati della serata sono stati Baglioni, Fiorello e poi Ermal Meta e Fabrizio Moro.

    E’ iniziato il Festival di Sanremo 2018, la 68° edizione del Festival della Canzone Italiana e anche quest’anno lo seguiremo sui social media, raccontandovi come gli italiani raccontano le serate sui vari canali. Tutto questo è possibile grazie ad un grande partner come Talkwalker che, grazie alla sua piattaforma, ci permette di analizzare le serate del festival indicandovi numeri, commenti, citazioni che più caratterizzano le varie serate.

    Cominciamo allora con la prima serata che ha fatto registrare in televisione un risultato migliore dello scorso anno con uno share del 52% e 11,6 milioni di spettatori. Sui social media nella prima serata sono stati condivisi oltre 500 mila contenuti, un po’ di meno rispetto alla prima serata dello scorso anno, ma comunque un dato rilevante.

    tot sanremo 2018 prima serata

    Il picco si è avuto tra le 22:15 e le 22:30, con 40.500 mention, quando sul palco dell’Ariston si sono esibiti Ermal Meta e Fabrizio Moro, possibili vincitori.

    Nella prima serata mattatore anche sui social media è stato Fiorello che raccoglie il 75% delle conversazioni tra gli ospiti della serata. Mentre Baglioni raccoglie il 60% delle conversazioni per quanto riguarda i presentatori.

    presentatori sanremo 2018 twitter prima serata

    Ermal Meta e Fabrizio Moro sono stati i più citati comunque durante la prima serata, molto citato, e festeggiato, il maestro Beppe Vessicchio che ha fatto il suo ritorno all’Ariston.

    Con quasi 2 miliardi di impressions, la prima serata del Festival di Sanremo 2018 fa registrare ben 6,5 milioni di di persone attivamente coinvolte, un dato questo molto interessante. E, guardando i dati relativi al pubblico che ha seguito la serata sui social media, le donne sono sempre più numerose degli uomini: 56,6% contro il 43,4%. Anche se lo scorso anno le donne erano presenti al 63,7%. Da notare l’età degli utenti che hanno raccontato la prima serata sui social media. La fascia più presente è stata quella 25-34 anni, seguita dalla fascia 18-24 anni. Più indietro gli utenti della fascia 35-44 anni. Diciamo che il pubblico social di Sanremo 2018 è decisamente millennials.

    demog sanremo 2018 twitter prima serata

    Questa è la mappa delle attività social durante la prima serata, si nota che la partecipazione sui cari canali si è sviluppata lungo tutto lo stivale da nord a sud.

    mappa sanremo 2018 prima serata

    E ora guardiamo i dati relativi agli influencer della prima serata, gli utenti che sono stati più coinvolgenti. Nella classifica totale, si nota la performance dei The Jackal dalla loro pagina Facebook, con un coinvolgimento netto di oltre 400 mila utenti.

    influencer sanremo 2018 prima serata

    Per quanto riguarda gli influencer su Twitter, che è il canale più usato per il 97%, l’utente più coinvolgente è @trash_italiano che si conferma molto attivo anche per questa edizione. A seguire l’account ufficiale del Festival e @Ri_ghetto.

    influencer sanremo 2018 twitter prima serata

    E ora diamo un’occhiata ai contenuti più condivisi della serata. Quello più condiviso in assoluto è di Michelle Hunziker, con oltre 220 mila condivisioni.

    https://www.instagram.com/p/Be3hIe0j1i5/

    https://www.instagram.com/p/Be3zyCWBYFt/

    Questo il contenuto più condiviso su Facebook, quello dei The Jackal

    https://www.facebook.com/permalink.php?id=83508110062&story_fbid=10159834227615063

    E questi i contenuti più condivisi su Twitter:

    https://twitter.com/prontoacorrere_/status/960983953397207040

    https://twitter.com/CaraCori/status/960989869291003904

    Ecco, questo un po’ il nostro racconto della prima serata del Festival di Sanremo 2018, e ringraziamo ancora Talkwalker nostro partner per questo racconto che seguirà anche per le prossime serate. Quindi continuate a seguirci.

     

  • Il 40% degli adolescenti italiani ritiene che il Web sia un luogo pericoloso

    Il 40% degli adolescenti italiani ritiene che il Web sia un luogo pericoloso

    In occasione della Safer Internet Day 2018, la giornata per una rete più sicura, una ricerca di “SOS Il TELEFONO AZZURRO” e Doxa Kids rileva che il 40% degli adolescenti ritenga il Web un luogo pericoloso, quasi il 40% di essi dichiara di aver paura del cyberbullismo. Inoltre, il 26% tra i rischi di internet teme le fake news.

    In occasione della Safer Internet Day 2018, la giornata internazionale di sensibilizzazione per i rischi dell’internet istituita nel 2004 dall’Unione Europea, una ricerca di “SOS Il TELEFONO AZZURRO” e Doxa Kids ha rilevato quelli che sono i timori degli adolescenti italiani in relazione a Internet. I giovani italiani, quindi nativi digitali, vivono la loro esperienza con Internet in un contesto fatto da tanti rischi e minacce, non facili da riconoscere immediatamente. Cyberbullismo, pornografia e pedopornografia, adescamento, sextortion, grooming, queste sono ad oggi le situazioni di pericolo che i giovani utenti italiani vivono quotidianamente, anche sui social media.

    Questa ricerca è utile, proprio nella giornata di oggi, per comprendere come vedono, e come vivono, Internet i nostri giovani e quali le loro preoccupazioni. Va subito messo in evidenza che sei adolescenti su dieci sono stati vittime di esperienze negative durante attività di streaming live, quindi il 60%.

    I risultati della ricerca confermano il timore dei più giovani di esser vittime inconsapevoli di una pericolosa esposizione ad uno strumento utile, ma incontrollato di cui avere paura. Gaming, denaro, sessualità, ricerca di informazioni, contenuti personali, violenza e prevaricazione, contenuti lesivi/inadeguati veicolati attraverso lo streaming, il live e le stories. Internet oggi permea la vita dei giovani italiani in maniera significativa.

    Per il 40% rappresenta luogo di minaccia e quasi il 40% ha paura del cyberbullismo. Il 26% degli adolescenti tra i rischi di internet teme le fake news, soprattutto in ambito salute visto che nel 21% dei casi vengono diffuse notizie diverse e discordanti in merito allo stesso tema, oppure informazioni che poi si rivelano false o inutilmente “terrorizzanti”.  Un terzo degli adolescenti acquista giochi online e dedica al web più di due ore al giorno, tra utilizzo della rete e gaming; nella fascia 8-11 anni lo fa oltre il 20%. Inoltre i bambini sono molto impauriti dall’ipotesi di leggere frasi volgari o violente, lo è addirittura il 32%.

    Altri dati in pillole:

    • il 15% conosce almeno un coetaneo che usa app di incontri;
    • il 40% conosce almeno un coetaneo che guarda video pornografici;
    • il 59% dichiara di avere avuto esperienze spiacevoli da una diretta streaming.

    A questi dati vanno aggiunti anche i dati provenienti dalla linea di ascolto 1.96.96 guidata da Telefono Azzurro che riportano la gestione di un caso al giorno (323 casi) riconducibile a problematiche relative ad Internet. Nel 2017 gli psicologi e gli operatori dell’associazione che da trent’anni opera a tutela dei diritti di bambini e adolescenti hanno offerto sostegno su disagi legati a:

    • Cyberbullismo 33%;
    • Sexting 18%;
    • Atti autolesivi e suicidio 13%;
    • Grooming 7%;
    • Pedopornografia online 5%;
    • Informazioni su Internet 10%;
    • Dipendenza da Internet 4%.

    Sono dati che ancora una volta ci confermano quanto sia utile avviare progetti di sensibilizzazione legati ai rischi e ai pericoli della rete rivolti ai nostri giovani, oggi più che mai. Questi dati ci offrono un contesto costellato di situazioni di pericolo in cui è facile cadere se non si conoscono modalità, azioni, strumenti per evitarli. Servono progetti di educazione digitale per i nostri ragazzi a partire già dalla scuola, luogo dove spesso manca la consapevolezza e la competenza per affrontare in maniera adeguata questa problematica. E serve anche un progetto di educazione per i genitori, spesso impreparati ad affrontare situazioni di pericolo e quindi incapaci di aiutare i propri figli. E’ ora di passare dalle parole ai fatti, altrimenti questi numeri, che si sembrano già grandi, cresceranno sempre di più.

    adolescenti safer internet day 2018 infografica

  • Ecco l’Italia Digitale del 2018 con 34 milioni di utenti sui Social Media

    Ecco l’Italia Digitale del 2018 con 34 milioni di utenti sui Social Media

    Puntuale, come ogni anno, We Are Social pubblica l’interessante report di inizio anno sullo stato del Digitale a livello globale, con una bella panoramica sui singoli stati. Guardando quindi all’Italia, gli utenti online sono 43 milioni e 34 milioni sono gli utenti sui Social Media che crescono del 10% in un anno, con un tempo medio giornaliero di 1 ora e 53 minuti.

    E’ certamente uno dei report, di inizio anno, più attesi quello di We Are Social che con Global Digital 2018 ci offre uno spaccato globale dello stato del Digitale, con interessanti focus, sempre più dettagliati, per ogni singolo paese. Nel dare uno sguardo di insieme, ci concentreremo, ovviamente, sui dati che riguardano il nostro paese, come sempre molto interessanti.

    Il report, che We Are Social ha realizzato in collaborazione con GlobalWebIndex, GSMA Intelligence, Statista, Locowise, SimilarWeb, rileva che ad oggi la popolazione mondiale su Internet è di 4 miliardi (erano 3,7 miliardi lo scorso anno) con un tasso di penetrazione del 53%. Gli utenti attivi sui social media a livello globale sono 3,2 miliardi (2,8 miliardi lo scorso anno, quindi +13%) con un tasso di penetrazione del 42%. In Europa, gli utenti online sono 674 milioni con una penetrazione dell’80%, quindi media molto alta rispetto a quella globale, con una popolazione sui social media di 448 milioni di utenti, con una penetrazione del 53%, media pari a quella globale.

    social media digital 2018

    Guardando invece i dati che riguardano il nostro paese, notiamo che cresce la popolazione online, arrivando ad oggi ad essere di 43,3 milioni (erano 39,2 milioni lo scorso anno) con un tasso di penetrazione del 73% che cresce del 7% rispetto al 2016. Gli utenti che usano i social media in Italia sono 34 milioni, con un tasso di penetrazione del 57%, un dato superiore, anche se di poco, alla media globale; era del 46% lo scorso anno.

    Il tempo medio che un utente italiano spende su Internet è 6 ore e 8 minuti al giorno, dato superiore al Regno Unito (5 ore e 51 minuti) e a quello della Germania (4 ore e 52 minuti). Se cresce la penetrazione dei social media, passando dal 52% dello scorso anno al 57% del 2018, va detto che cala leggermente il tempo medio trascorso al giorno sui social media. Se lo scorso anno il tempo medio che un utente italiano trascorreva sui social media era di 2 ore al giorno, oggi il tempo si riduce a 1 ora e 53 minuti. Pensate che nel 2015 era di 2 ore e mezza al giorno.

    panorama digital social media italia 2018

    uso digital social media italia 2018

    Nuovo dato che il report offre in questa edizione 2018 è quello relativo all’ad-blocker, ossia gli utenti che utilizzano strumenti per bloccare la visione dei annunci pubblicitari durante la navigazione. In Italia la percentuale è pari al 35%, un dato che se visto nell’insieme non è altissimo, ma è comunque un dato utile da conoscere e da valutare. Negli Usa, ad esempio, si arriva al 45%, mente in Giappone di registra la percentuale più bassa con il 16%.

    Dato interessante è ancora quello che riguarda il mobile. In Italia il tasso di penetrazione del fenomeno è dell’83% con 49,2 milioni di utenti su una popolazione di quasi 60 milioni di abitanti. E se prima abbiamo visto che la popolazione italiana sui social media è di 34 milioni, quella attiva sui social media da mobile è di ben 30 milioni con un tasso di penetrazione del 51%, con una crescita del 7% in un anno pari a 2 milioni di utenti. Erano infatti 28 milioni quelli attivi da mobile lo scorso anno. Da considerare, inoltre, che la velocità di connessione da mobile (30,69 Mbps) è ormai sempre più vicina a quella da desktop (31,96 Mbps), tenendo conto anche che il 40% degli utenti accede a Internet sempre più, e solo, da mobile. Anche il traffico da mobile aumenta, +16 in un anno contro il -6% del traffico da desktop. Dai che devono indurre tutti ad una riflessione più approfondita.

    Ma entrando nel dettaglio rispetto agli utenti italiani che usano i social media, notiamo che tra le piattaforme più usate in Italia, YouTube mantiene il suo primato, passando dal 57% dello scorso anno al 62% di quest’anno; subito dopo troviamo Facebook che passa dal 55% al 60%. Il balzo in avanti lo fa WhatsApp, passando dal 48% dello scorso anno al 59% di quest’anno. A questo punto è lecito pensare che il prossimo anno possa trovarsi in seconda o prima posizione. Del resto, durante in 2017 lo abbiamo scritto più volte che WhatsApp risulta l’app più usata in termini di utenti attivi, ultima conferma l’abbiamo avuta con i dati di App Annie, confermando l’app di messaggistica istantanea come la più scaricata del 2017 sia da iOS che da Android.

    piattaforme usate social media italia 2018

    Continuando a vedere le piattaforme più usate in termini di utenti attivi, dopo WhatsApp troviamo l’altra app di messaggistica di Facebook che è Facebook Messenger che passa dal 33% al 39%. Restando sempre nella famiglia Facebook, subito dopo troviamo Instagram che passa dal 28% dello scorso anno al 33% con 16 milioni di utenti mensili, con 51% di utenti donne e 49% di utenti uomini.

    Scende Twitter che lo scorso anno era dietro Instagram, adesso dal 25% al 23%, un dato che non sorprende per la verità, nonostante l’aumento dei caratteri e una maggiore attenzione per la sicurezza. Il 2018 deve essere per Twitter l’anno della svolta, certo affermazione già fatta qui sul nostro blog, ma ormai siamo davvero al giro di boa: o si innova o si rischia di rovinare tutto.

    Fermo Google+ al 25%, dato interessante da notare è l’arretramento dell’1% rispetto allo scorso anno di LinkedIn, che pasas dal 19% al 18%, facendosi superare dal Skype che arriva al 21%. Pinterest è fermo al 15%. Arretra anche Snapchat che passa dal 10% dello scorso anno al 9% di quest’anno. Anche l’app del fantasmino giallo deve riprendere vigore, altrimenti il destino potrebbe essere già segnato. Arretra anche Tumblr, dall’11% all’8%.

    Questi i dati che ritenevamo più interessanti, anche se resta il consiglio di scaricare il report che riguarda il nostro paese da questo link.

    Allora, che ne pensate di questo scenario. Fateci sapere cosa ne pensate tra i commenti oppure sui social.

  • Instagram: in Italia solo il 5% dei contenuti è indicato come sponsorizzato con #ad

    Instagram: in Italia solo il 5% dei contenuti è indicato come sponsorizzato con #ad

    Un recente report di Klear fa il punto sullo stato dell’Influencer Marketing per il 2018, sottolineando il fatto che, più di ogni altra, Instagram è la piattaforma più utilizzata per questa attività. Il focus del report è sui contenuti sponsorizzati, raddoppiati su Instagram nel 2017. Se negli Usa la percentuale è del 49%, in Italia è solo del 5%.

    Il recente report di Klear, “The State of Influencer Marketing“, fa il punto sullo stato dell’Influencer Marketing per il 2018, evidenziando come Instagram sia ormai la piattaforma che più cresce, in termini di utilizzo, per questa attività. Ma, quello che è molto più interessante, è il focus della ricerca che evidenzia come, in relazione ad attività che coinvolgono gli influencer su Instagram, i contenuti sponsorizzati siano raddoppiati nel 2017, arrivando ad essere 1,5 milioni a livello globale, per la precisione, 1.504.383.

    Il tema dei contenuti sponsorizzati su Instagram, come su tutte le altre piattaforme social media, è un tema che ormai da qualche mese interessa anche il nostro paese, evidentemente. Ricorderete certamente l’intervento dell’Antritrust, nel luglio dello scorso anno, sottolineando il fatto che la pubblicità debba essere sempre trasparente. Questo report di Klear, una delle piattaforme di Influencer Marketing più usate, in effetti ci aiuta a capire quanti siano, in termini percentuali, nello specifico su Instagram, i contenuti indicati con #ad (o in alcuni casi anche #adv) anche nel nostro paese.

    contenuti influencer marketing-sponsorizzati #ad @franzrusso.it 2018

    In generale, il fenomeno dell’Influencer Marketing nel 2017 ha conosciuto il momento di massima diffusione, fino ad ora, con una crescita del 198%. I settori che la fanno da padrone sono ormai quello della Moda e quello del Beauty e, altro dato interessante, l’89% dei contenuti contrassegnati con #ad sono stati condivisi da donne, quindi la stragrande maggioranza. Tra i settori che più di adottano attività di Influencer Marketing ci sono poi Food, Automotive, Elettronica di consumo, Viaggi, Intrattenimento, Retail, Tech e Fitness.

    Come vedete nel grafico, il volume dei contenuti sponsorizzati ha conosciuto nel 2017 un andamento sempre costante.

    contenuti influencer marketing sponsorizzati #ad

    Elemento interessante rilevato dal report è il fenomeno dei “micro influencer”, fenomeno indicato da tanti esperti del settore come trend che caratterizzerà il 2018 da questo punto di vista. Come potete vedere, il 90% dei contenuti sponsorizzati ha ottenuto fino a mille like, il 47,5% di essi ha ottenuto tra i 10 e i 100 like. Si registra solo lo 0,5% tra i post che hanno ottenuto oltre i 100 mila like. Segno che i micro influencer sono più attenti al tema del contenuto sponsorizzato sulla piattaforma di tanti influencer che spesso vengono indicate come delle vere e proprie star.

    contenuti influencer marketing sponsorizzati #ad micro

    Il report ci offre anche qualche dettaglio demografico, utile da sapere. Ebbene, i Millennials sono quelli più attenti e postano i loro contenuti sponsorizzati contrassegnandolo con #ad; l’84% degli influencer sono donne, 16,1% sono invece gli uomini.

    contenuti influencer marketing sponsorizzati #ad millennials

    E adesso veniamo al dato più rilevante del report, ossia quello che ci indica i paesi dove è stato più usato il tag #ad per distinguere i post sponsorizzati. Non vi è molta sorpresa nello scoprire che il 49% del totale arriva dagli Usa, dove tra l’altro a settembre dello scorso anno la FTC (Federal Trade Commission) la Commissione sul Commercio, ha riunito marketer, aziende e influencer per adottare la massima trasparenza rispetto alle relazioni che intercorrono tra i vari soggetti. E i risultati si sono visti.

    Subito dopo gli Usa, troviamo il Regno Unito con il 9% dei contenuti effettivamente indicati come sponsorizzati. Ci si sarebbe atteso di meglio, per la verità, un dato che segna una distanza abissale rispetto agli Stati Uniti che dimostrano di essere più evoluti.

    contenuti influencer marketing sponsorizzati #ad italia

    Più indietro troviamo l’Italia con solo il 5% dei contenuti contrassegnati come sponsorizzati con #ad e che dovrebbe fornire un ulteriore elemento di approfondimento per il dibattito in corso. Dibattito e non polemiche.

    Con lo stesso valore dell’Italia anche la Germania; poi Canada, Australia ed Emirati Arabi con il 4%; Francia e Brasile con il 2% e, infine, la Spagna con l’1% dei contenuti sponsorizzati contrassegnati con #ad.

    Il report prosegue con un analisi dei vari settori e il consiglio è quello di scaricarlo da questo link.

  • Twitter si affida al machine learning per migliorare il taglio delle immagini

    Twitter si affida al machine learning per migliorare il taglio delle immagini

    Chissà quante volte vi sarà capitato di inserire un’immagine in un tweet e di vederla tagliata male nel contenuto. Twitter sembra aver trovato la soluzione a questo problema affidandosi al machine learning. Attraverso un sistema di reti neurali le anteprime verranno ritagliate mettendo in risalto la parte più interessante.

    Chissà quante volte vi siete trovati nella condizione di aggiungere un’immagine all’interno di un tweet, magari nelle misure proporzionate, e di vederla comunque tagliata in modo da avere un’anteprima, all’interno del tweet stesso, sballata. Una situazione in cui ci si potrebbero riconoscere in tanti, in alcuni casi anche fastidiosa. Ebbene, Twitter sembra aver trovato la soluzione a questo problema, grazie al machine learning, ossia un sistema di reti neurali che rilasceranno delle anteprime del contenuto mettendo in risalto la parte più interessate delle immagini. Quella che un utente vuole vedere, in pratica.

    Twitter annuncia questa soluzione dal suo blog ufficiale a firma di Lucas Theis e Zehan Wang, ricercatori di Twitter sul machine learning. Nel post, molto dettagliato, i due ricercatori spiegano l’utilizzo delle reti neurali che inizialmente andava bene per ritagliare al meglio i volti ritratti in un’immagina, ma il metodo non andava bene per paesaggi, oggetti e gatti.

    twitter immagini anteprime machine learning

    La soluzione a cui sono arrivati è stata possibile grazie alla “salienza”, ossia ritagliare mettendo in risalto la parte più interessante di un’immagine, con la presenza o meno di volti. Per arrivare a questo, i due ricercatori spiegano di aver utilizzato dati accademici riferiti all’oculometria (quella che in inglese di definisce “eye tracking”) per comprendere meglio le parti di un’immagine che persone tendono a vedere per prime. Questi stessi dati sono stati poi utilizzati per creare algoritmi e reti neurali in modo da prevedere ciò che le persone vogliono vedere prima in un’immagine.

     

    Per cercare di tradurre il tutto e renderlo più comprensibile, Twitter ritaglierà un maniera automatica le immagini riuscendo, grazie proprio al machine learning, quindi con una rete neurale dieci volte più veloce del progetto iniziale, a mettere in rilevanza la parte più interessante dell’immagine contenuta nel tweet.

    Questo tipo di tecnica è già attiva via desktop e sulle app iOS e Android.

  • Netflix supera i 100 miliardi di dollari di capitalizzazione e ha quasi 118 milioni di utenti

    Netflix supera i 100 miliardi di dollari di capitalizzazione e ha quasi 118 milioni di utenti

    Netflix chiude il quarto trimestre del 2017 con numeri che hanno superato le attese. Nell’ultimo trimestre dello scorso il numero degli abbonati è cresciuto di 8,3 milioni, 2 milioni dei quali sono negli Usa e 6,3 milioni a livello internazionale. I ricavi sono stati 3,3 miliardi di dollari. L’azienda, fondata e guidata da Reed Hastings, supera i 100 miliardi di valore di capitalizzazione in borsa. In totale, gli utenti ad oggi sono 117,6 milioni.

    Neflix continua a crescere, questo emerge dai dati diffusi relativi al quarto trimestre del 2017, il Q4 2017. Dati e numeri che, quindi, superano le attese degli analisti che avevano previsto numeri più bassi. Nell’ultimo trimestre dello scorso anno, Netflix realizza ricavi per 3,3 miliardi di dollari con gli utili più che raddoppiati a 185 milioni di dollari rispetto allo stesso periodo del 2016 (quando erano 67 milioni di dollari). C’è da dire che i ricavi globali risentono, ovviamente, dell’aumento dei prezzi del servizio di streaming video, infatti sono cresciuti del 35%. Si tratta del trimestre più positivo della storia di Netflix.

    A questi dati si aggiungono anche i 39 milioni di dollari di aggravio per i contenuti che Netflix non ha mandato in onda volutamente. Da quello che si sa, anche se Netflix non offre dettagli da questo punto di vista, in quella cifra c’è anche il costo di House of Cards, dopo il caso che ha travolto Kevin Spacey.

    Netflix

    I dati fiscali dl Q4 2017 fanno sì che in borsa Netflix supera il valore di capitalizzazione di 100 miliardi di dollari, le azioni ieri hanno avuto un balzo del 9% e +53% relativo a tutto il 2017.

    Ma veniamo forse al dato che più interessa ed è quello degli abbonati. Nell’ultimo trimestre del 2017 Netflix vede crescere il numero degli abbonati di 8,3 milioni. Di questi, 2 milioni sono gli abbonati degli Usa e 6,3 sono gli abbonati a livello internazionale. Gli abbonati complessivi sono quindi 117,6 milioni. In Italia, secondo gli ultimi dati che erano stati rilasciati da EY, gli abbonati sono circa 800 mila, in un settore che vede ben 19 milioni di italiani che guardano video online, soprattutto da YouTube, e 4 milioni di italiani che guardano online film e serie tv a pagamento. Tra l’altro, Netflix, come abbiamo visto di recente con i dati di App Annie, è l’app su cui gli italiani trascorrono più tempo dal proprio dispositivo mobile.

    Netflix si dice anche molto felice dei risultati ottenuti grazie anche ai contenuti, originali, che hanno permesso questi risultati. Non dimentichiamo i grandi successi ottenuti, proprio nell’ultimo trimestre del 2017 dalla seconda stagione di The Crown (in arrivo entro dicembre 2018 la terza stagione) e da Stranger Things, per non dimenticare anche Mindhunter di David Fincher. Ma il contenuto che più di ogni altro ha ottenuto il più alto successo di pubblico è stato Bright, il film con protagonista Will Smith, definito dai critici un “dud”, bidone, senza mezzi termini, ma che ha attirato ben 11 milioni di utenti americani nei primi tre giorni dalla sua uscita, avvenuta lo scorso 22 dicembre.

    Per il primo trimestre di quest’anno Netflix prevede altri 6,3 milioni di nuovi utenti.

  • Facebook aprirà 3 centri di formazione in Europa entro il 2018, uno anche in Italia

    Facebook aprirà 3 centri di formazione in Europa entro il 2018, uno anche in Italia

    Facebook ha annunciato oggi l’apertura di 3 centri di formazione in Europa entro il 2018 e uno di essi è previsto anche in Italia. Obiettivo è quello di formare 1 milione di persone, anche aziende e professionisti, entro i prossimi due anni. Gli altri due centri saranno aperti in Spagna e in Polonia.

    Facebook punta sull’Europa e lancia un progetto di formazione che prevede la creazione di 3 centri di formazione, “community skills hubs”, di cui uno è previsto anche in Italia. Gli altri due centri sorgeranno in Spagna e in Polonia. Obiettivo è quello di formare 1 milione di persone, anche aziende e professionisti, per arricchire le loro competenze digitali e per offrire strumenti di sicurezza online. I 3 centri saranno gestiti in collaborazione con le organizzazioni locali e si ispireranno al “Facebook’s Digitales Lernzentrum” di Berlin, inaugurato lo scorso anno in collaborazione con la “ReDI School of Digital Integration”.

    Nei prossimi due anni Facebook sarà partner di Freeformers per offrire formazione a 300 mila persone in tutta in Gran Bretagna, Francia, Germania, Polonia, Italia e Spagna, per 75 mila di queste la formazione sarà online mentre per i restanti si programmerà un percorso di formazione su misura per ognuno. Il programma prevede anche lo sviluppo di percorsi di formazione personale per 100 mila PMI entro il 2020 e una percorso di formazione online per altre 250 mila imprese.

    facebook centri formazione europa italia

    Facebook prevede anche percorso formativo per 15 mila donne, per incoraggiare progetti imprenditoriali, in Francia, sulla scia dei progetti analoghi avviati in Regno Unito e in Italia; il progetto si espanderà poi in Irlanda, Spagna e Svezia entro la fine di quest’anno.

    Il progetto di investimento in Europa non finisce qui. Infatti Facebook, sempre oggi, ha annunciato un piano di investimenti di 10 milioni di euro per incrementare i processi di innovazione attraverso l’Intelligenza Artificiale in Francia. Il team di ingegneri sarà raddoppiato, passando da 30 a 60.

    “Vogliamo assolutamente far sapere che stiamo investendo a livello locale, stiamo investendo in tecnologia e stiamo investendo sulle persone“, ha dichiarato Sheryl Sandberg, direttore operativo di Facebook a Bruxelles, dove oggi sono state annunciate le iniziative per l’Europa.

    Facebook fa sapere che dal 2011 ha investito 1 miliardo di dollari per sostenere per piccole e medie imprese in tutto il mondo. Con il programma “Boost your business” sono state formate centinaia di migliaia di imprese in tutto il mondo e oltre 1 milione di imprese hanno utilizzato l’hub gratuito, Blueprint. Inoltre, ad oggi, sono [highlight color=”yellow”]70 milioni le aziende che hanno una pagina Facebook[/highlight].

    Il 35% delle aziende intervistate in Francia, Germania, Italia, Polonia, Spagna e Regno Unito dichiara di aver costruito il proprio business su Facebook; il 49% dichiara di aver assunto più personale grazie alla crescita derivata dalla presenza su Facebook; il 57% dichiara di aver incrementato le vendite e il 60% dichiara di aver venduto i propri prodotti in altri paesi e città. Inoltre, il 67% delle PMI intervistate dichiara che le competenze digitale e social media sono molto importanti.

    Queste sono le iniziative che ha presentato Facebook oggi per l’Europa, un vasto e lodevole progetto che permetterà di attirare l’attenzione delle istituzioni europee, piuttosto impegnate ad indagare su violazione della privacy, sui contenuti di odio e sulle situazioni fiscali del colosso di Menlo Park.

  • WhatsApp Business è disponibile anche in Italia, per ora solo per Android

    WhatsApp Business è disponibile anche in Italia, per ora solo per Android

    Era stata annunciata a settembre dello scorso anno e ora WhatsApp Business, l’app pensata per le piccole imprese, è disponibile anche in Italia, per ora solo per Android. Il lancio avviene anche in Indonesia, Messico, Regno Unito e Stati Uniti. L’app, disponibile gratuitamente, prevede delle novità, scopriamole insieme.

    Era settembre dello scorso anno quando scrivevamo qui sul nostro blog che WhatsApp stava lavorando su un’app stand-alone pensata esclusivamente per le imprese, ossia per piccole aziende e le piccole attività. L’app è disponibile gratuitamente da oggi in Italia e in Indonesia, Messico, Regno Unito e Stati Uniti, per il momento solo per Android e si chiama WhatsApp Business. WhatsApp fa sapere che l’app, nei prossimi mesi, sarà disponibile anche per iOS e sarà lanciata anche in altri paesi.

    Già oggi esistono piccole attività, in Italia, che utilizzano WhatsApp come strumento per il customer care, viene utilizzata infatti per offrire ai propri clienti uno strumento di comunicazione diretto per informare su disponibilità di prodotti e fare assistenza. Piccoli negozi di abbigliamento, pasticcerie, officine per riparazioni auto, le tipologie di attività che possono sfruttare WhatsApp Business sono davvero infinite, tra l’altro il nostro è un paese che pullula di piccole attività e piccole imprese che oggi possono sfruttare anche l’app di messaggistica istantanea per il loro lavoro. Dall’altro lato sarà più facile per gli utenti comunicare direttamente con le aziende di interesse.

    whatsapp business italia android

    WhatsApp Business prevede poi alcune novità con strumenti molto interessanti, come:

    • Profilo dell’attività: sarà possibile permettere ai propri clienti di trovare facilmente informazioni utili quali descrizione dell’attività, indirizzo fisico, email, e sito web;
    • Strumenti di messaggistica: sarà possibile lavorare in modo più efficiente usando le risposte rapide per rispondere velocemente alle domande frequenti, i messaggi di benvenuto per presentare la propria attività ai nuovi clienti, e i messaggi d’assenza per far loro sapere quando non si è disponibili;
    • Statistiche sui messaggi: sarà possibile controllare semplici dati statistici, come il numero di messaggi letti, per individuare le strategie che funzionano meglio;
    • WhatsApp Web: si potranno inviare e ricevere messaggi usando WhatsApp Business dal tuo computer (come succede oggi per l’app utenti;
    • Tipo di account: quando le persone scrivono ad una attività, sapranno che quella è un’azienda perché l’account verrà identificato come un account business. Infatti, con il tempo, le attività per le quali è stato confermato che il numero di telefono del loro account business corrisponde effettivamente al numero dell’attività, avranno un account confermato. Un badge di verifica come succede già con le pagine su Facebook.

    Quindi da oggi le piccole aziende ed attività potranno scaricare l’app e quindi usarla esclusivamente per il loro lavoro, mentre gli utenti non avranno questa necessità, continuando ad usare l’app di WhatsApp normalmente.

    Secondo dei dati che fornisce WhatsApp, riferendosi allo studio di Morning Consult, ad oggi più dell’80% delle piccole attività, in India e Brasile, già riconosce quanto WhatsApp come strumento utile per comunicare con i propri clienti e per fare più business. Non si conosce il dato italiano, ma dovrebbe essere comunque significativo.

  • Nel 2017 sono state scaricate 175 miliardi di app, WhatsApp la più scaricata in Italia

    Nel 2017 sono state scaricate 175 miliardi di app, WhatsApp la più scaricata in Italia

    Il rapporto di App Annie sullo stato dell’app economy del 2017 ci dice che lo scorso anno sono state scaricate 175 miliardi di app, generando 86 miliardi di dollari di fatturato. L’India scalza gli Usa per numero di app scaricate ma è la Cina dove si registra il numero maggiore. In Italia, WhatsApp è l’app più scaricata, su iOS e Android, ed è l’app che registra il più alto numero di utenti attivi.

    Siamo ad inizio del nuovo anno ed è ancora tempo di tirare le somme dell’anno appena passato. Oggi tiriamo un po’ le somme su quello che è lo stato dell’app economy grazie al report di “App Annie Retrospective Report 2017″. Ci sono dati molto interessanti che ci indicano come l’Asia sia il continente che più di ogni altro sta trainando la crescita del mobile e quindi la crescita del mercato della app. Noteremo, infatti, come la Cina, l’India, l’Indonesia siano i paesi che guidano le classifiche redatte da App Annie (considerando download, tempo speso sulle app e spesa degli utenti), che tiene conto sia dei dati iOS che i dati Android. Nel report il nostro paese non viene citato nella parte corposa del report, ma esiste comunque una sezione che vedremo insieme più avanti.

    app scaricate 2017

    Intanto il dato che va subito evidenziato è che nel 2017 sono state scaricate ben 175 miliardi di app con una crescita del 60% rispetto al 2015. Da questo dato derivano gli 86 miliardi di dollari di fatturato (+105% rispetto al 2015) generati dal mercato delle app, grazie ai mercati emergenti come Cina, India, Brasile e Russia (i paesi del BRIC). Il report evidenzia anche che ogni utente, in media, abbia trascorso nel 2017 1,5 mesi (+30% rispetto al 2015) usando e consultando le app.

    175 miliardi app scaricate

    Se guardiamo ai download totali vediamo che la Cina è il paese dove in assoluto si registra il numero maggiore, facendo registrare il +125%; dietro, un po’ più staccata, troviamo l’India che fa registrate un boom del 215%, superando gli Usa che, invece, fanno registrare -5%. Secondo App Annie il boom indiano è da considerarsi in relazione all’accesso illimitato al 4G introdotto da Jio, operatore indiano.

    paesi app scaricate

    Per quanto riguarda il numero di app utilizzate, il report rileva che mediamente ogni utente ha installato sul suo smartphone 80 app, ma ne usa soltanto la metà, 40. Solo in Cina e in Giappone hanno più di 100 app installate, ma ne usano sempre solo 40.

    numero app scaricate

    Aumenta il tempo trascorso sulle app al giorno, rispetto al 2015 è cresciuto del 30% ed in media di 3 ore al giorno. La crescita è trainata da Indonesia, Messico e Brasile dove si superano le 4 ore al giorno.

    App Annie rileva poi che nel 2017 le app sono state molto più usate del mobile web, nei paesi monitorati dal report si registra un utilizzo più alto di 7 volte, arrivando ad essere, in alcuni paesi, anche più alto di 13 volte.

    Questi i dati più rilevanti del report, all’interno del quale è contenuta anche un’analisi per categorie di app. Potete scaricare il report da questo link.

    Il mercato delle app in Italia nel 2017

    Ma, come avevamo detto in apertura, all’interno di questo report è possibile anche trovare qualche dato che riguarda il nostro paese. Sono pochi dati e che confermano, per buona parte dati già conosciuti di cui abbiamo scritto anche qui sul nostro blog, ma meglio di niente.

    Senza tante sorprese, mettendo insieme i dati iOS e Android, WhatsApp si conferma l’app più scaricata in assoluto in Italia anche nel 2017, seguita da Facebook Messenger, dall’app di Facebook e da Instagram. Il blocco Facebook è quindi al comando. A seguire, troviamo le app per fare acquisti online come Amazon e Wish; poi Snapchat, Spotify, MyVodafoneIT e 119 di TIM. Tra le app di giochi più scaricati dagli italiani troviamo in prima posizione Super Mario Run, seguito da Figh List e da Clash Royale.

    WhatsApp è anche l’app leader per quanto riguarda gli utenti attivi al mese, seguita da Facebook, da Facebook Messenger e da Instagram. Si conferma il blocco Facebook anche da questo punto di vista. A seguire Amazon per gli acquisti, Shazam per scoprire le canzoni, ilMeteo per le previsioni del tempo, Spotify per ascoltare musica, TripAdvisor per le recensioni e poi, chiude questa classifica, Telegram.

    Un quadro molto chiaro, il blocco Facebook guida il mercato delle app in Italia. Ma se guardiamo il dato del tempo speso allora qualche sorpresa la troviamo. Perchè se pensiamo che sia qualche app di Facebook allora siamo fuori strada. Infatti, l’app su cui gli italiani amano trascorrere più tempo è Netflix, peccato però non avere qualche dato in più. Quindi gli italiani amano guardare da proprio smartphone i film e, soprattutto, le serie tv preferite. A seguire troviamo l’app del Corriere della Sera (tradotta con “Evening Courier”!) e poi troviamo Tinder. In quarta posizione troviamo l’app de La Repubblica, poi Badoo e Lovoo. A quanto pare gli italiani amano le dating apps.

    La classifica continua con Google Drive, Once (ancora dating app), poi Spotify e chiude Babbel.

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