Categoria: News

In questa categoria si trovano articoli che parlano di comunicazione, condivisione, social media, social network. Insomma, tutto ciò che riguarda il web 2.0 e di come si sta evolvendo

  • WhatsApp, i messaggi inviati per errore adesso si possono cancellare entro un’ora

    WhatsApp, i messaggi inviati per errore adesso si possono cancellare entro un’ora

    Nel mese di ottobre dello scorso anno WhatsApp aveva rilasciato la possibilità di cancellare i messaggi inviati per errore entro sette minuti dall’invio. A distanza di mesi però l’azienda ci ripensa e decide di estendere il tempo fino ad 1 ora dall’invio.

    Lo scorso mese di ottobre WhatsApp aveva introdotto la possibilità di poter cancellare i messaggi inviati ad un utente per errore (per altro, situazione molto comune) in un lasso di tempo però ridotto, infatti il tempo a disposizione era di 7 minuti dall’invio del messaggio. Trascorsi quei minuti il messaggio non sarebbe stato più cancellabile. A distanza di mesi l’azienda, oggi di proprietà di Facebook, ci ripensa e decide di aumentare i minuti a disposizione.

    Il tempo che adesso gli utenti hanno per cancellare messaggi inviati per errore, da “Elimina messaggi per tutti“, arriva fino a 68 minuti e 16 secondi, quindi 1 ora, 8 minuti e 16 secondi. Ad accorgersi di questa novità è stato il sito WABetaInfo, notandolo su una versione beta dell’app per iPhone.

    whatsapp 1 ora elimina messaggi franzrusso.it 2018

    Così come non era chiaro il tempo di 7 minuti, adesso non è chiaro il tempo concesso dei 68 minuti, poteva essere anche di 60 minuti. I più attenti notano che il totale adesso è di 4.096 secondi, ossia 2 alla dodicesima.

    Si tratta comunque di un tempo più che sufficiente per cancellare un messaggio o, addirittura, intere conversazioni dalla chat con un amico o un’amica. Un tempo che diventa utile anche per il fatto che, a differenza dei suoi competitor, WhatsApp non permette la creazione di conversazioni segrete dove condividere messaggi che non possono essere memorizzati nè sul dispositivo del mittente, è su quello del destinatario. Infatti, questo elemento che altri hanno diventa ancora più evidente se pensiamo che se l’utente volesse cancellare il messaggio entro l’ora di tempo a disposizione, l’utente che a suo volta aveva ricevuto per sbaglio il messaggio si vedrà comparire la dicitura “Questo messaggio è stato eliminato”, lasciando il dubbio di cosa contenesse quel messaggio. Non è escluso che possano nascere poi delle incomprensioni e degli equivoci.

  • Gli italiani sono soliti guardare film e serie di Netflix dalla Tv

    Gli italiani sono soliti guardare film e serie di Netflix dalla Tv

    Netflix rende possibile la visione di film, show, serie tv praticamente da qualsiasi dispositivo, fisso o mobile. Ma, nonostante questo, gli italiani preferiscono guardarli per la maggior parte dalla propria Tv: il 54% dei contenuti, in ore, viene fruito dalla Tv. A livello globale, dopo sei mesi di abbonamento, i contenuto vengono visualizzati per il 70% dalla Tv.

    Se vi ricordate ad inizio di quest’anno, a proposito delle app più scaricate dagli italiani nel 2017, avevamo rilevato, dai dati App Annie, che l’app su cui gli italiani amano scorrere più tempo era Netflix. E in parte questo è vero, anzi, proprio Netflix ci offre la possibilità di conoscere qualche dato in più anche sul nostro paese. I dati sono stati diffusi dall’azienda di Reed Hastings durante un incontro con la stampa a Los Gatos, California, dove ha sede il colosso del video streaming. E i dati diffusi sono molto interessanti.

    Netflix ha quindi ridato nuova vita alla Tv, come mezzo. Se fino a qualche anno fa si scriveva che il mezzo televisivo sarebbe stato destinato alla pensione, ecco che invece nell’era della fruizione dei contenuti personalizzati, nel senso che ognuno è libero di costruirsi il proprio palinsesto, la Tv sta vivendo una nuova era.

    netflix su tv

    I dati diffusi da Netflix ci dicono che gli utenti abbonati, alla fine, preferiscono fruire dei contenuti proprio dalla Tv. Il dato vale anche per gli utenti italiani: il 54% dei contenuti, espressi in termini di ore, viene fruito dalla Tv. E’ questo è un dato molto interessante. Se diamo un’occhiata agli atri dispositivi gli italiani guardano contenuti Netflix per il 23% sul computer e il 13% sullo smartphone, mentre solo il 10% dal tablet.

    netflix contenuti italia

    Guardando ai dati relativi alla registrazione, gli italiani si registrano per il 36% da pc, il dispositivo forse più comodo per fare un’operazione come questa, per il 34% dal proprio smartphone, per il 22% dalla Tv e per l’8% dal tablet. Quindi ci si registra da pc, ma poi si preferisce sfruttare l’abbonamento Netflix per la maggior parte dalla Tv.

    Sono dati che spiegano anche il recente accordo tra Sky e Netflix, che permetterà agli utenti della piattaforma Sky di poter accedere a tutti i contenuti di Netflix.

    In occasione dell’incontro di Los Gatos, Netflix ha diffuso anche i dati relativi ai flussi, ossia il percorso che gli utenti compiono durante l’abbonamento, da quale dispositivo accedono fino a quale dispositivo utilizzano per la fruizione dei contenuti. Ebbene, a livello globale, tenendo conto un periodo di abbonamento di 6 mesi, il 70% delle ore di programmazione erogate in streaming arriva sul display del televisore, il 15% sul computer, il 10% sullo smartphone e il 5% sul tablet. Il pc è il mezzo più gettonato per abbonarsi con il 40%, seguito da smartphone  30%, tv 25% e tablet 5%. Sono dati simili a quelli italiani dunque.

    netflix contenuti flussi dispositivi

    Insomma, non importa il tipo di abbonamento perchè poi film, serie tv, spettacoli preferiamo guardarli sulla Tv. E voi, che dispositivo usate per vedere i contenuti di Netflix? Raccontateci la vostra esperienza.

  • Getting to Equal: i fattori che migliorano le condizioni di lavoro delle Donne

    Getting to Equal: i fattori che migliorano le condizioni di lavoro delle Donne

    Accenture, in occasione della Giornata Internazionale della Donna, ha reso pubblica una ricerca globale, Getting to Equal, individuando ciò che serve per creare una cultura del posto di lavoro in cui donne e uomini abbiano pari opportunità di avanzamento e retribuzione. La ricerca individua 40 fattori che influenzano il miglioramento della condizione di lavoro femminile, scopriamo quali sono.

    Esistono anche tanti paesi in cui le condizioni di lavoro femminile sono molto al di sotto delle condizioni di lavoro maschile. Il gender gap è uno dei tanti ritardi della nostra società e oggi, in un contesto più aperto, libero e senza confini, suona come anacronistico. Sul gender gap molte aziende stanno lavorando per recuperare, soprattutto per quanto riguarda le condizioni di lavoro delle donne.

    In occasione della Giornata Internazionale della Donna, Accenture pubblica una ricerca globale, Getting to Equal 2018, sono stati intervistati più di 22 mila tra lavoratori e manager, in Italia le interviste sono state 700 tra donne e uomini, individuando ciò che serve per creare una cultura del posto di lavoro in cui donne e uomini abbiano pari opportunità di avanzamento e retribuzione. Intanto cominciamo a citare proprio l’esempio Accenture che al suo interno ha una forza lavoro composta per il 41% da donne, l’azienda conta più di 170.000 dipendenti donne in tutto il mondo e nel 2017 le donne hanno rappresentato il 45% delle persone neo assunte, in anticipo rispetto al programma iniziale.

    Getting to Equal fattori condizioni lavoro Donne franzrusso.it 2018

    Accenture ha individuato 40 fattori che influenzano il miglioramento della condizione di lavoro femminile, evidenziando i 14 più importanti. Inoltre, è stato stimato il potenziale impatto di tali fattori sul raggiungimento delle pari opportunità (gender balance) in termini di condizioni di lavoro e di retribuzione. E quindi, se tutti i 40 fattori agissero a pieno regime si otterrebbe che:

    • Per ogni 100 manager maschi ce ne sarebbero fino a 80 di sesso femminile, ribaltando il rapporto attuale che è di 38 ogni 100.
    • Le donne avrebbero il quadruplo delle possibilità di raggiungere posizioni di senior manager e director.
    • In Italia la differenza retributiva tra uomini e donne oggi pari a $100 verso $59 scenderebbe a $100 verso $93. A livello globale, invece, da dati raccolti da agenzie statistiche nazionali e internazionali risulta che, per ogni 100 dollari guadagnati da un uomo, le donne ne guadagnano 73.

    Secondo Accenture, la sola diffusione di questi fattori in tutti gli ambienti lavorativi permetterebbe alle donne, sempre a livello globale, di guadagnare 92 dollari per ogni 100 guadagnati da un uomo. In questo modo il divario retributivo verrebbe quasi del tutto annullato.

    La ricerca rileva anche che quando la posizione delle donne migliora, migliora anche quella degli uomini:

    • Gli uomini hanno il 25% di possibilità in più di accedere a posizioni di manager o di livello superiore.
    • Gli uomini hanno l’84% delle possibilità di accedere a posizioni di senior manager/director o di livello superiore.
    • Se è vero che nelle aziende dove sono più diffusi i 40 fattori – e i 14 più importanti – ad avanzare sono sia gli uomini che le donne, le possibilità di avanzamento delle donne sono comunque più alte, e questo contribuisce a colmare il divario di genere nella carriera e nella retribuzione.

    L’azienda ha poi raccolto i 14 fattori più importanti in 3 categorie: Leadership coraggiosa, Azione inclusiva ed Empowering Environment.

    Leadership coraggiosa: in questo caso ci  vuole un gruppo dirigente diversificato che stabilisce, condivide e misura apertamente gli obiettivi della parità di genere. L’uguaglianza di genere deve essere una priorità strategica sia per il CEO che per il gruppo dirigente. Nelle organizzazioni con almeno una dirigente senior donna, il numero di donne che hanno avuto un’accelerazione della carriera è quasi triplicato rispetto alle organizzazioni nelle quali tutti i dirigenti senior sono maschi (23% e 8%, rispettivamente). Un esempio è Marriott International che quasi 20 anni fa ha lanciato la Women’s Leadership Development Initiative con l’obiettivo di costruire una linea forte di leader donne. Nel 2017, il 59% dei nuovi assunti erano donne e le donne costituivano il 55% dei manager e dei dirigenti di Marriott.

    Azione inclusiva: la capacità di introdurre politiche e pratiche family-friendly, che supportino entrambi i sessi e siano libere dai pregiudizi nell’attrarre e trattenere le persone. Bisogna creare e supportare tutta una serie di politiche, pratiche e programmi aziendali che diano a tutti la possibilità di avanzare. Un dato su cui l’Italia si dimostra più indietro rispetto alla media delle aziende globali riguarda invece l’opportunità di congedo per paternità: soltanto il 28% degli intervistati italiani (contro il 45% a livello globale) sostiene che l’azienda per cui lavorano incoraggi gli uomini a richiedere la paternity leave. Allo stesso modo, solo il 41% dichiara l’esistenza di una politica chiara e definita su queste tematiche, contro il 58% rilevato a livello globale. Alcune politiche però possono essere controproducenti, ad esempio implementare solo il congedo di maternità potrebbe costituire un freno all’avanzamento di carriera delle donne: il congedo parentale per entrambi i sessi, l’impatto negativo sull’avanzamento della carriera delle donne scompare.

    Empowering Environment: si deve costituire un ambiente in cui le persone si sentano investite di fiducia e libere di essere creative e di formarsi e lavorare in modo flessibile. Consentire ai dipendenti di essere se stessi è un segno di rispetto per le persone, che favorisce l’impegno. La ricerca di Accenture, ad esempio, ha rilevato che l’avanzamento è legato al fatto di non chiedere ai dipendenti di conformarsi a un codice estetico o di abbigliamento. Lavorare in un ambiente inclusivo è determinante per sviluppare le doti di leadership e consentire dunque alle persone di accelerare la crescita in azienda. In italia, per esempio, il 42% degli intervistati sostiene che la possibilità di esprimere serenamente la propria individualità abiliti una crescita professionale più rapida, così come la possibilità di organizzare in modo autonomo il proprio orario (39%). Solo l’11%, al contrario, riconosce al momento alle politiche di gender diversity la capacità di accedere a percorsi di crescita più veloci, un aspetto su cui dunque, secondo la nostra ricerca, le aziende italiane dovrebbero investire in termini di formazione e cultura aziendale.

    Questi, infine, sono i 40 fattori individuati dalla ricerca, per esteso:

    Leadership coraggiosa

    • La diversità è una priorità per il management*
    • Un obiettivo di diversità è condiviso all’esterno dell’organizzazione*
    • L’organizzazione dichiara chiaramente i propri obiettivi e le proprie ambizioni per l’annullamento del divario retributivo di genere*
    • I progressi nella diversità sono misurati e condivisi con i dipendenti
    • I leader sono ritenuti responsabili dei progressi nella promozione della diversità
    • Un obiettivo di diversità è condiviso all’interno dell’organizzazione
    • Il gruppo dirigente è esso stesso caratterizzato dalla diversità

    (*Driver culturali)

    Azione inclusiva

    • Sono stati fatti progressi nell’attirare, trattenere e promuovere le donne*
    • L’azienda ha un’attiva rete femminile interna* La rete femminile interna dell’azienda è aperta anche agli uomini*
    • Gli uomini vengono incoraggiati a prendere il congedo parentale*
    • I dipendenti hanno fiducia che l’organizzazione retribuisca equamente donne e uomini per lo stesso lavoro
    • Negli ultimi cinque anni la quota di donne tra i dirigenti senior è cresciuta
    • L’organizzazione è pienamente impegnata nell’assumere, promuovere e trattenere le donne
    • Sono stati fatti progressi nel promuovere la parità di genere nel gruppo dirigente senior
    • C’è una politica chiara sulla maternità
    • Le donne sono incoraggiate a prendere il congedo di maternità
    • C’è una politica chiara sulla genitorialità
    • L’organizzazione assume persone di varia provenienza sociale
    • I leader intervengono per affidare più ruoli senior alle donne

    Empowering Environment

    • Ai dipendenti non è mai stato chiesto di cambiare aspetto per conformarsi alla cultura aziendale*
    • I dipendenti hanno la libertà di essere creativi e innovativi*
    • Il lavoro virtuale/remoto è ampiamente disponibile e praticato diffusamente*
    • L’organizzazione fornisce ai suoi dipendenti la formazione necessaria per mantenere alto il loro livello di competenza*
    • Con le riunioni virtuali i dipendenti possono evitare viaggi all’estero e lunghi spostamenti*
    • Quando hanno impegni personali i dipendenti possono lavorare da casa*
    • I dipendenti non hanno timore nel segnalare all’azienda casi di discriminazione o molestie sessuali*
    • I dipendenti si sentono investiti di fiducia e di responsabilità
    • Sul posto lavoro i dipendenti hanno la libertà di essere se stessi
    • I dirigenti hanno un atteggiamento positivo verso l’errore
    • I dirigenti danno un esempio positivo di equilibrio tra lavoro e vita privata
    • Gli eventi di networking con i dirigenti aziendali si svolgono negli orari d’ufficio
    • I dipendenti possono rifiutare senza conseguenze negative la richiesta di lavorare oltre l’orario d’ufficio
    • I dipendenti possono rifiutare senza conseguenze negative la richiesta di partecipare a riunioni al mattino presto o la sera tardi
    • Non sono tollerate discriminazioni/molestie sessuali sul posto di lavoro
    • L’azienda ha fatto progressi nel ridurre la tolleranza nei confronti della discriminazione sessuale e del linguaggio sessista
    • Tempi e modi della formazione aziendale sono flessibili
    • I capoufficio rispondono favorevolmente alle richieste di flessibilità sul lavoro
    • L’organizzazione rispetta le esigenze dei dipendenti di bilanciare il lavoro con altri impegni
    • L’organizzazione ha fatto progressi nella costruzione di un ambiente di lavoro dove nessuno si senta escluso.

    Potete consultare la ricerca anche online qui: Getting to Equal 2018.

    Accenture Getting to Equal 2018 condizioni lavoro donna

     

  • Realtà Aumentata e Intelligenza Artificiale tra i trend del Social Media Marketing 2018

    Realtà Aumentata e Intelligenza Artificiale tra i trend del Social Media Marketing 2018

    Tra le tendenze che caratterizzeranno i Social Media, e quindi anche il Social Media Marketing, ci sono anche la Realtà Aumentata e l’Intelligenza Artificiale, senza dimenticare Video e contenuto effimero che attrae sempre più i brand. Lo dice una ricerca, con infografica, realizzata dall’agenzia Mo Agency.

    Quali saranno le tendenze in questo 2018 che arricchiranno i social media e quindi anche il social media marketing? Una domanda che ha senso porsi anche a marzo 2018, soprattutto alla luce di quanto avvenuto di recente. Facebook da qualche settimana ha introdotto il supporto per file 3D, attraverso applicazioni è possibile creare dei contenuti che gli utenti possono visionare in 3D o visionarli anche in Facebook Spaces in Realtà Virtuale. Si tratta di un esempio che potrebbe davvero aprire la strada ad una nuova forma di contenuti commerciali, si immagini le aziende che vorranno far visionare il realtà aumentata i propri prodotti, e ci sono già esempi in questa direzione.

    Non è un caso che la Realtà Virtuale e la Realtà Aumentata siano tra le tendenze che caratterizzeranno il 2018 dal punto di vista dei social media. Una recente ricerca dell’agenzia Mo Agency infatti individua queste due tecnologie come quelle su cui i marketers investiranno per arricchire il proprio contenuto da veicolare sui social media. Si tratta di una tendenza, quella nello specifico della Realtà Aumentata, che ha visto in Pokemon Go come il primo grande “di moda” che diventa modalità di contenuto consolidata per le aziende.

    social media realtà aumentata trends 2018 3d facebook post

    Il Video nel 2018 continuerà ad essere una forma di contenuto in grande crescita, basti pensare che il “social video advertising” è cresciuto del 130% lo scorso anno e che ormai l’86% del traffico globale è generato da contenuti video. Il Live Streaming avrà anch’esso un ruolo dominante, si prevede che al 2021 avrà un valore di mercato di 75 miliardi di dollari e che dal 2020 il traffico globale sarà costituito per l’82% dal live streaming.

    Ma quella che emergerà di più è la Realtà Aumentata che creerà nuove modalità di connessione tra utenti e brand. Abbiamo già citato in apertura Facebook con le recenti novità, ma possiamo anche aggiungere la camera del social network che ingloba contenuti in realtà aumentata. Tra l’altro, iPhone X e iPhone 8 di Apple sono già abilitati per offrire un’esperienza “aumentata”

    Non saranno da meno l’Intelligenza Artificiale e i chatbot. Pensate che ad oggi sono le chat attive su Messenger sono 12 mila al mese e che già a partire da quest’anno il 30% delle conversazioni sui social media. Nel 2017 il 38% delle organizzazioni ha fatto uso dell’Intelligenza Artificiale e ci si aspetta che questa percentuale cresca, nel 2018, fino al 62%.

    Di fianco a queste tendenze, ce ne sono altre che sono in parte una conferma già oggi come l’utilizzo da parte dei marketers di strumenti per la messaggistica istantanea, abbiamo anche visto di recente l’arrivo di WhatsApp Business per le PMI. Del resto, WhatsApp conta 1,3 miliardi di utenti, poco di più della “cugina” Messenger, l’altra piattaforma di messaggistica istantanea, che ne conta 1,2 miliardi di utenti. Senza dimenticare i 963 milioni di utenti di WeChat. Si prevede poi che il mercato delle app di messaggistica istantanea avrà, dal 2022, un valore di mercato di 8 miliardi di anno l’anno.

    E non mancherà, tra i trends 2018 per i social media, la modalità del contenuto effimero, quella modalità che permette di condividere del contenuto che ha una durata limitata di 24 ore. Parliamo quindi di Instagram Stories, al momento una delle modalità più usate con oltre 200 milioni di utenti al mese, ma anche di Facebook e Snapchat Stories. Modalità che sta di fatto coinvolgendo anche le aziende, si stima che il 50% delle aziende presenti su Instagram abbia già creato contenuti effimeri e che più di 1 milione di advertiser usa Instagran Stories per fare promozioni almeno una volta al mese.

    Insomma, questo è lo scenario che si sta sviluppano per quanto riguarda i social media e il social media marketing. Nuove tendenze che andranno ad alimentare l’evoluzione del contenuto che è sempre più visual e meno testuale. E quella parte testuale, almeno per quel che riguarda le aziende, sarà sempre più gestita attraverso l’Intelligenza Artificiale.

    E voi che ne pensate? Qualche di queste modalità state giù utilizzando all’interno della vostra organizzazione?

    social media trends 2018 infografica franzrusso.it

     

  • Il successo di #cinemavoto su Twitter, tra ironia e contenuti esilaranti

    Il successo di #cinemavoto su Twitter, tra ironia e contenuti esilaranti

    Gli ultimi giorni di campagna elettorale, con il silenzio elettorale che incombe, impongono che le conversazioni sui social media siano lontane dai tempi politici. Ma allora perchè non parlarne comunque, con ironia, ispirandosi al cinema? Ecco il successo di #cinemavoto con oltre 12 mila contenuti condivisi.

    Gli ultimi giorni di campagna elettorale sono strani sui social media, non si può parlare esplicitamente di politica perchè incombe il silenzio elettorale, bisogna quindi trovare delle modalità diverse. Twitter, tra i canali social media, è forse quello che meglio si presta a fare operazioni di questo tipo, per le sue caratteristiche di dinamicità, velocità. Allora ho pensato che un’idea potesse essere quella di ispirarsi al mondo del cinema. Lo so, non era un’idea originale, tra l’altro erano recenti anche hashtag come #cineneve e #cinerimborsi. Ed ecco che ho pensato a #cinemavoto, con l’idea di parlare del tema elettorale, delle elezioni politiche di domenica 4 marzo, ispirandosi ai film. Ne è venuta fuori, in poco tempo, una valanga di titoli esilaranti che si ispiravano ai grandi film della nostra storia e non solo. Di seguito il racconto, da dove tutto è partito, e alcuni dati che possono interessare, grazie a Talkwalker.

    Iniziamo col dire che tutto è iniziato da questo tweet, invitando gli utenti a twittare titoli di film a tema #elezioni2018. Nel giro di poco tempo l’hashtag fa la sua apparizione in 3° posizione nei trending topic italiani, diventando 1° subito dopo, restandoci per gran parte della serata.

    Come potete vedere dal grafico in basso, #cinemavoto ha totalizzato 12.200 contenuti condivisi, con un picco alle 19 del 2 marzo con 669 contenuti condivisi. L’hashtag ha continuato ad essere in prima posizione anche stamattina, scivolando poi nelle posizione dei trending, restando comunque tra i primi 40 temi più condivisi anche oggi in Italia.

    #cinemavoto tweet totali

    #cinemavoto ha totalizzato 45 milioni di impression e, dato molto più interessante, ha coinvolto 22 mila utenti che hanno interagito con i contenuti. Dato ancora più significativo tenuto conto che gli autori unici sono stati 3.300 con una media di 3,7 contenuti condivisi per ciascuno.

    Questo è il dato demografico di #cinemavoto e notiamo che il pubblico era composto per il 40,2% da donne e per il 59,8% da uomini. Dal punto di vista dell’età, si può dire che i millennials hanno partecipato di più, la fascia di età più presente è quella 25-34 anni, seguita da quella 18-24 anni.

    donne uomini età #cinemavoto

    Questa che vedete in basso è la mappa che ci mostra il livello di attività per #cinemavoto indicandoci le aree geografiche più attive. Napoli, Milano e Roma sono state molto attive.

    #cinemavoto mappa tweet

    E ora vediamo quelli che sono stati i tweet più condivisi, quelli che sono piaciuti di più agli utenti, segnalandovi, prima, che gli utenti più coinvolgenti sono stati @manginobrioches, @dippi014 e federva.

    http://twitter.com/maopasquinelli/status/969637810541035521

    http://twitter.com/libra_morena/status/969646758346227713

    http://twitter.com/lassameperdere/status/969624998842372096

    http://twitter.com/RotellaFP/status/969653188226928641

    #cinemavoto è stato anche citato su Il Secolo d’Italia e su AGI.

    Oggi si è ripetuto, in parte, il successo di #cinemavoto con #musicavoto, che ha totalizzato 2.500 tweet condivisi ed è arrivato in 2° posizione nei trending topics, partendo da questo tweet:

  • Twitter: ecco i segnalibri, per salvare i tweet, rivederli e condividerli in seguito

    Twitter: ecco i segnalibri, per salvare i tweet, rivederli e condividerli in seguito

    Twitter ha attivato oggi la funzionalità dei segnalibri, un modo semplice e veloce per per salvare i tweet per rivederli e condividerli in seguito. E’ anche un modo per interagire con il contenuto, senza cliccare il cuoricino e fare retweet. Inoltre, i contenuti salvati saranno a conoscenza solo dell’utente. La funzionalità è attiva sull’app per Android e iOS, e anche sul sito mobile di Twitter e su Twitter Lite.

    Twitter ha attivato oggi la funzionalità dei Segnalibri, una funzionalità interessante che permetterà agli utenti di salvare tweet per poi rivederli e condividerli con calma in seguito. Capita spesso, infatti, di imbattersi in tweet interessanti ma di non aver tempo per poterli consultare con calma, ecco Segnalibri di Twitter servirà proprio a questo. L’aggiornamento migliorerà anche la condivisione dei contenuti. Con la nuova icona “Condividi” su ogni tweet, si potrà aggiungere un tweet ai preferiti, condividerlo tramite Direct Message o su altre piattaforme al di fuori di Twitter in diversi modi. Raggruppando tutte le opzioni di condivisione in un unico posto, sarà ancora più semplice salvare e condividere, in modo privato o pubblico, i tweet più facilmente e in qualsiasi momento, subito o successivamente.

    twitter segnalibri

    Come salvare un tweet con i Segnalibri

    Per aggiungere un Tweet ai Segnalibri, basterà cliccare sull’icona di condivisione sotto il tweet e selezionare “Aggiungi Tweet ai Segnalibri”. Lo si ritroverà, in qualsiasi momento, selezionando “Segnalibri” dal menu dell’icona del profilo. Si potranno rimuovere i Tweet dai Segnalibri in qualsiasi momento, e solo l’utente potrà visualizzare ciò che ha salvato nei Segnalibri. Per ulteriori informazioni su come aggiungere un Segnalibro, è comunque possibile consultare il centro assistenza.

    twitter segnalibri

    I segnalibri aiuteranno gli utenti a non perdersi i tweet più interessanti. Sarà possibile salvare tweet con un video live per poterli guardare successivamente, o salvare un thread da leggere meglio in un secondo momento, o ancora salvare tweet contenenti link ad articoli interessanti per leggerli o condividerli più tardi.

    Nel lanciare la funzionalità Twitter ha twittato gli aggiornamenti in modo da poter incorporare gli input degli utenti. In questo modo si è notato che alle persone piace salvare le risposte per rispondere più tardi, così come condividere un tweet ore o giorni dopo averlo aggiunto ai Segnalibri. Si è trattato di un modo per valorizzare i feedback degli utenti che sono sempre preziosi, e così dovrebbe essere sempre. Coinvolgere la community e renderla partecipe.

    I Segnalibri sono disponibili su Twitter per iOS e Android, Twitter Lite e mobile.twitter.com.

    Funzionalità interessante e fateci sapere cosa ne pensate.

     

     

  • Facebook sfida LinkedIn, il lavoro lo si potrà cercare anche sul social network

    Facebook sfida LinkedIn, il lavoro lo si potrà cercare anche sul social network

    Facebook ha ormai deciso di sfidare LinkedIn per quanto riguarda gli annunci di lavoro. Dopo aver avviato Facebook Jobs in Usa e Canada più di un anno fa, da oggi sarà possibile inserire e consultare annunci di lavoro in altri 40 paesi, Italia compresa.

    Facebook è diventato ormai non solo un grande social network con più di 2 miliardi di utenti, ma, come abbiamo già sottolineato in altre occasioni, è diventato un moltiplicatore di esperienze, sempre con l’obiettivo di intrattenere l’utente all’interno del social network. E oggi si aggiunge un nuovo tassello che renderà Facebook un luogo sempre più completo, dove l’utente può davvero cercare tutto, anche il lavoro.

    E’ infatti di oggi la notizia che Facebook ha esteso ad altri 40 paesi il servizio Facebook Jobs, facebook.com/jobs, attivato verso la fine del 2016 solo in Usa e in Canada. E tra questi 40 paesi vi è anche l’Italia. Si tratta di una vera sfida a LinkedIn, il social business network per antonomasia, da sempre luogo dove aziende, professionisti e utenti postano e consultano annunci di lavoro.

    facebook jobs annunci lavoro-italia

    Il servizio è quindi di interesse per tutti coloro che cercano lavoro, potranno infatti consultare gli annunci dalla sezione “Esplora” alla voce “Jobs” anche dal proprio smartphone (il servizio è anche disponibile per Android e iOS). Una volta trovate l’annuncio di interesse, si potrà compilare una scheda, sempre su Facebook, per candidarsi e, successivamente, sarà possibile avere un contatto diretto con l’azienda che sta cercando, direttamente su Messenger. Le aziende vedranno le informazioni che il candidato ha indicato e tutto ciò che è reso pubblico sul proprio profilo.

    https://www.facebook.com/facebook/videos/10157147675716729/

    Le aziende possono poi creare annunci direttamente sulla pagina aziendale con tutti i dettagli e gli annunci appariranno su Jobs, sul Marketplace e anche sul news feed. Avranno anche la possibilità di intervenire sulle modalità con cui entrare in contatto con i candidati, sempre attraverso Messenger.

    https://www.facebook.com/facebook/videos/10157147673511729/

    Presto anche nel nostro paese potremo quindi consultare annunci di lavoro dalla barra laterale di Facebook oppure dall’applicazione mobile, cercando il luogo di lavoro, il tipo di contratto ecc…

    Facebook quindi decide di sfidare LinkedIn sul suo campo e su larga scala, prima o poi doveva accadere. Sarà interessante vedere come questo servizio evolverà anche nel nostro paese. Certo che il fatto che ci siano aziende e agenzie di lavoro che “indagano” anche i profili Facebook dei candidati è cosa nota. Ma ora Facebook offre un servizio completo, dando la possibilità agli utenti di trovare lavoro direttamente sulla piattaforma che usano tutti i giorni (già 1 utente su 4 negli Usa lo fa) e dando la possibilità ad aziende e agenzie di poter cercare candidati anche guardando il proprio profilo pubblico.

    E voi che ne pensate?

  • Social Media: non serve fare tanti selfie, meglio curarsi dei followers e dei like

    Social Media: non serve fare tanti selfie, meglio curarsi dei followers e dei like

    Sui social media non serve fare tanti selfie, si rischia di passare per narcisisti e poco simpatici, meglio dedicarsi ai propri followers e ai like. A rivelarlo è un recente studio della Baylor University che ha analizzato la “piacevolezza percepita”.

    Capita spesso che studi universitari analizzino come gli utenti usano i social media, stilando vari profili che si distinguono secondo diverse caratteristiche. Qualche tempo fa avevamo visto i profili su Facebook, secondo uno studio della Brigham Young University, un paio di anni fa avevamo poi visto che tipo di personalità emerge dalla nostra foto profilo. Ma oggi vogliamo parlarvi di un altro interessante studio, della Baylor University e pubblicato sulla rivista Psychology of Popular Media Culture, dal titolo Experimental Evidence of Observed Social Media Status Cues on Perceived Likability, che ci mostra un altro aspetto. E cioè come veniamo visti dai nostri “osservatori”, dai nostri follower quindi, dalle persone con cui interagiamo.

    Lo studio indaga quella che i ricercatori hanno definito “perceived likability“, in italiano sarebbe qualcosa tipo “piacevolezza percepita“, non suona infatti benissimo. Potremmo certamente intenderla come “simpatia percepita“, vale a dire che tipo di impressione facciamo alle persone che ci seguono, ma anche a quelle che ci intercettano per tanti motivi, in relazione all’attività che facciamo ogni giorno su Facebook, Twitter, Instagram, YouTube e altri canali. Lo studio, portato avanti da Steven W. Bradley e da James A. Roberts, ha analizzato 873 risposte da 72 utenti esperti nell’uso dei social media, chiedendo loro di analizzare profili, post e quindi il gradi di accettabilità dell’utente sui social media.

    social media selfie like followers

    Un elemento che evidenzia la ricerca è che la “piacevolezza percepita”, che non è altro che un mix tra socievolezza percepita, empatia, rilevanza, autenticità, differisce tra donne e uomini, ma comunque i ricercatori hanno rilevato che:

    • gli utenti che hanno un alto numero di follower e che ricevono un alto numero di like hanno, di conseguenza, un alto livello di “piacevolezza percepita”;
    • gli utenti che hanno una bella presenza fisica hanno, quindi, una alto grado di “piacevolezza percepita”;
    • gli utenti che pubblicano molto selfie, impegnati quindi a fare emergere solo la propria immagine, godono di una bassa “piacevolezza percepita”.

    Questi sono i dati che emergono in linea di massima dalla ricerca e, ancora una volta, si evidenzia, come già riscontrato da altre ricerche, che i selfie vengono percepiti dagli utenti come un continuo racconto di sè stessi, quindi molto limitato e centrato solo sulla propria persona, sul proprio aspetto. E’ una modalità che viene descritta come narcisista, per il fatto che l’utente non fa emergere altro che la propria immagine, ricevendo, da quello che hanno rilevato i ricercatori della Baylor University, poca simpatia dai propri followers.

    La ricerca rileva poi che gli uomini considerano molto l’aspetto esteriore nel considerare il livello di piacevolezza percepita, mentre le donne sono più attente ai like, al numero di followers e ai selfie.

    A conti fatti, il numero di followers e di like valgono il doppio per quanto riguarda la “simpatia percepita”, molto più dell’aspetto fisico; i selfie invece sono considerati quasi due volte meno simpatici. La ricerca evidenzia che questo vale anche quando una persona non è particolarmente attraente dal punto di vista fisico, gli utenti valutano più importante il numero dei followers e dei like perchè indicatori di altre qualità dell’utente stesso.

    Allora, che ne pensate di questi dati? Anche voi prestate più attenzione ai followers e ai like piuttosto che ai selfie quando entrato in contatto con utenti sui social media?

  • Ecco il Samsung Galaxy S9, la fotocamera è uno strumento per comunicare

    Ecco il Samsung Galaxy S9, la fotocamera è uno strumento per comunicare

    Era la vera star più attesa in vista dell’apertura al pubblico del Mobile World Congress 2018 di Barcellona e non ha deluso le attese. Il nuovo Samsung Galaxy S9 punta tutta sulla fotocamera che si ispira all’iride. Presentato anche il modello S9+. In Italia sarà disponibile dal prossimo 16 marzo. Ecco i prezzi.

    Era la vera star più attesa in vista dell’apertura al pubblico del Mobile World Congress 2018 di Barcellona, che si tiene da oggi 26 febbraio fino a giovedì 1° marzo 2018. E da vera star non ha deluso le attese. Il nuovo Samsung Galaxy S9, lo smartphone top di gamma del colosso coreano, punta tutto sulla fotocamera che addirittura si ispira all’iride. La filosofia che introduce il nuovo nato di casa Samsung è quella di intendere la fotocamera non solo come uno strumento per fare foto, ma come un vero strumento di comunicazione in un’era in cui la comunicazione viaggia per immagini. Le funzionalità che sono state introdotte in questo gioiello infatti vanno tutte in questa direzione, mettendo al centro le immagini, i video e le emoji.

    Infatti, grazie al nuovo obiettivo con doppia apertura focale, il Galaxy S9 presenta una sensibilità potente per foto perfette in ogni condizione di luce e consente di realizzare video in super slow-motion e i nuovissimi Emoji personalizzati. in pochi minuti potrete realizzare il vostro emoji con la vostra faccia.

    Samsung Galaxy S9

    Come detto, il Samsung Galaxy S9, presentato a Barcellona insieme al modello S9+, punta tutto sulla fotocamera con un sensore Super Speed Dual Pixel, da 12 megapixel, con potenza di elaborazione e memoria dedicate, in grado di combinare fino a 12 fotogrammi in un solo scatto. La caratteristica principale, inedita fino ad oggi, è l’obiettivo a doppia apertura focale (F1.5 – F2.4) che lascia passare automaticamente più luce quando l’ambiente è buio e meno luce quando è troppo luminoso, per scattare foto nitide e chiare ovunque e in qualsiasi momento. Il Galaxy S9+ ha due sensori, sempre da 12MP, ed entrambi montano una fotocamera anteriore da 8 MP.

    Per quanto riguarda i video, il Samsung Galaxy S9 presenta la funzionalità Super slow-motion, che acquisisce 960 fps (frames per second) per realizzare video unici e divertenti. Grazie al rilevamento automatico del movimento, una caratteristica intelligente che rileva i movimenti all’interno di un fotogramma e inizia a registrare automaticamente: l’utente deve solo decidere l’inquadratura. Dopo aver acquisito il video in super slow-motion, è possibile selezionare una musica di sottofondo tra 35 diverse opzioni o aggiungere un brano dalla propria playlist preferita. È anche possibile creare, modificare e condividere facilmente file GIF con un semplice tocco, scegliendo fra tre divertenti stili di loop per riprodurre l’azione nel modo desiderato.

    Samsung Galaxy S9 blue
    Samsung Galaxy S9 blue – @franzrusso 2018

    Come già visto su iPhoneX, anche con il nuovo S9 è possibile realizzare emoji personalizzate con My Emoji, grazie alle quali è possibile creare un avatar con aspetto, suoni e comportamenti del tutto simili a quelli degli utenti.

    Anche il nuovo Galaxy S9 prevede l‘assistente personale Bixby che utilizza la realtà aumentata e tecnologie di deep learning per fornire informazioni utili sull’ambiente circostante. Con il rilevamento e il riconoscimento degli oggetti in tempo reale, Bixby genera istantaneamente informazioni direttamente nella parte superiore dell’immagine che la fotocamera sta inquadrando.

    Samsung Galaxy S9 Infinity Display
    Samsung Galaxy S9 Infinity Display
    Samsung Galaxy S9 autenticazione biometrica
    Samsung Galaxy S9 autenticazione biometrica

    La linea del nuovo Galaxy S9 non è molto diversa da quella del suo predecessore S8, dal suo fratello maggiore riprende  il luminoso e brillante Infinity Display Super AMOLED, quasi privo di cornice, si fonde in modo completo con il telefono.

    Il display del Galaxy S9 è di 5,8″, mentre il Galazy S9+ è di 6,2″; la memoria è da 64 GB, espandibile fino a 400 GB. Il Galaxy S9 ha 4GB di Ram e batteria da 3.000 mAh (forse un po’ piccola per questo smartphone, è tutta da provare); il modello S9+ si presenta invece con 6 GB di Ram e batteria da 3.500 mAh.

    Galaxy S9 e S9+ saranno disponibili in Italia a partire dal 16 marzo 2018 nelle colorazioni Midnight Black, Coral Blue e nella nuova tonalità Lilac Purple al prezzo consigliato di € 899,00 e €999,00 rispettivamente. I due modelli sono prenotatili da oggi è quindi disponibili anche una settimana prima dall’uscita ufficiale. Maggiori informazioni le potete trovare a questo link.

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