Categoria: News

In questa categoria si trovano articoli che parlano di comunicazione, condivisione, social media, social network. Insomma, tutto ciò che riguarda il web 2.0 e di come si sta evolvendo

  • Entrano in vigore le nuove regole su Twitter: si rischia la sospensione per Spam

    Entrano in vigore le nuove regole su Twitter: si rischia la sospensione per Spam

    Da oggi entrano in vigore le nuove regole su Twitter e quindi bisognerà prestare molta attenzione su alcuni aspetti. In particolare, bisognerà fare molta attenzione a non pubblicare più contenuti duplicati, menzioni, risposte “su un unico account” oppure creare account duplicati o molto simili. E’ forte il rischio di sospensione per Spam.

    E’ bene che tutti coloro che operano su Twitter, in particolar modo blogger, social media manager, influencer e altri si segnino la data del 23 marzo, perchè da oggi su Twitter le regole cambiano drasticamente. Come sappiamo bene, uno dei grandi vantaggi di Twitter è quello di poter veicolare i propri contenuti in momenti diversi, un modo per agganciare un pubblico sempre più esteso che possa essere interessato a ciò che condividiamo. Un lavoro che farlo manualmente è davvero faticoso. Allora, nella gran parte dei casi, di passa all’operazione di “scheduling“, quindi di programmazione della pubblicazione dei contenuti, facendoci aiutare da app che rendono il tutto molto più semplice.

    Questa è un’operazione che adottano in tanti, blogger e social media manager in primis. In alcuni casi, per rendere il messaggio più condiviso possibile, si passati ad utilizzare lo stesso contenuto, o comunque molto simile, utilizzando uno o più account. Quindi lo stesso contenuto che veniva condiviso da account diversi, in orari e giorni diversi. Utilizzando proprio le app di gestione e programmazione dei contenuti.

    twitter nuove regole account spam

    Bene, fatta questa premessa, doverosa, da oggi tutto questo su Twitter non sarà più possibile, il rischio è la sospensione dell’account per Spam. La regola adesso parla chiaro, infatti nella sezione dedicata proprio allo Spam c’è un punto molto chiaro, questo:

    Ecco alcuni fattori che prendiamo in considerazione per determinare se il comportamento attuato è considerato spam: (…)

    – pubblichi risposte, menzioni o contenuti duplicati (o molto simili) su più account o più aggiornamenti duplicati su un unico account oppure crei account duplicati o molto simili;

    Sembra molto chiaro, se prima Twitter chiudeva un occhio quando si condividevano contenuti anche duplicati sullo stesso account o da account duplicati, da oggi non sarà più possibile. Il rischio di vedersi sospeso l’account per Spam è molto alto. Tra l’altro, qualche giorno fa, il 10 marzo, Twitter ha sospeso per questo motivo decine e decine di account, anche in Italia, anche fino a 48 ore. Badate che stiamo parlando di account che non sono soliti condividere spam, tutt’altro. Il fatto era che l’algoritmo, aggiornato alle nuove regole, “leggeva” e interpretava quel modo di condividere come Spam e, quindi, procedeva alla sospensione.

    Vi è poi un altro punto critico da tenere in considerazione, questo:

    pubblichi più aggiornamenti su un argomento popolare o di tendenza con l’intenzione di sovvertire o manipolare l’argomento per dirottare il traffico o l’attenzione verso account, iniziative, prodotti o servizi non correlati;

    E non manca anche una regole più ferrea per quelli che sono soliti seguire o smettere di seguire account in maniera quasi maniacale, spesso appoggiandosi ad app di terze parti:

    hai seguito e/o smesso di seguire un gran numero di account in un breve lasso di tempo, in particolare avvalendoti di mezzi automatizzati (following o abbandono di follower aggressivo);

    E sono proprio le app di terze parti che in questi giorni stanno allertando gli utenti visto l’importante aggiornamento che da oggi entra in vigore. Parliamo di app come Crowdfire App e simili, come Hooutsuite ad esempio, TweetDeck (l’app di Twitter), ma ci sono anche app che permettono di condividere tweet programmati dal proprio blog (su WordPress) che invitano a fare attenzione, aggiornando l’app alle nuove regole di Twitter.

    Allora, ricapitolando, da oggi, in seguito alle nuove regole di Twitter, non è più consentito pubblicare contenuti identici o sostanzialmente simili su più account. Di conseguenza, tutti i tutti per la gestione dei contenuti non permettono più agli utenti di inviare lo stesso messaggio da più account Twitter.

    Il consiglio, se avete programmato dei contenuti per i prossimi giorni, è quello di cancellare tutti i contenuti identici e tutti i contenuti duplicati da condividere da più account. Fatelo per non rischiare di sospendere l’account Twitter vostro o quello dell’azienda che state seguendo.

    [divider style=”solid” top=”20″ bottom=”20″]

    [L’immagine di copertina è realizzata da @franzrusso, si prega di citare la fonte; qualora i leggimi proprietari dei loghi la reputassero inopportuna, verrà rimossa immediatamente]

  • Instagram riporta in alto sul feed gli ultimi post e presenta il tasto New Posts

    Instagram riporta in alto sul feed gli ultimi post e presenta il tasto New Posts

    Instagram introduce delle novità per rendere più interessante il feed. La prima novità, quella più interessante, è la modifica dell’algoritmo in modo da avere i post più recenti in alto sul feed. La seconda è l’introduzione del tasto “New Posts”, premendo il quale si potrà aggiornare il feed in maniera autonoma.

    Instagram introduce delle novità che dovrebbero rendere più interessante la consultazione del feed, il cui algoritmo, in relazione agli ultimi aggiornamenti, lo ha reso forse più statico e meno dinamico. Un feedback che molti utenti hanno riferito a Instagram ed ecco che qualcosa si muove per renderlo più dinamico.

    La prima novità riguarda proprio la modifica dell’algoritmo in modo tale da avere gli ultimi post in alto sul feed. Capita spesso, infatti, che sia difficile risalire, dal feed, all’ultimo post del vostro account preferito, spesso è necessario visitare proprio l’account. Con questa novità sarà molto più facile visualizzare subito l’ultimo post dell’account che seguite particolarmente, senza dover scrollare di continuo. Non si tratta di un ritorno al feed cronologico, ma è un aggiornamento che molti utenti apprezzeranno.

    instagram new posts feed

    E, sempre in materia di feed, Instagram introduce anche un’altra novità ed è quella dell’introduzione del tasto New Posts, un modo per gestire autonomamente l’aggiornamento del feed. Capita alle volte che il feed si aggiorni e l’utente venga sbalzato in alto, perdendo poi il post che stava guardando. Con questa funzionalità l’aggiornamento del feed sarà ad opera dell’utente.

    Si tratta di due novità che sono correlate fra loro. Infatti, premendo il tasto “Nuovi Post” (immaginiamo che sia questa la traduzione italiana), automaticamente visualizzeremo per primi i nuovi post degli account che seguiamo.

    Negli ultimi due anni, da quanto Instagram ha modificato l’algoritmo nel 2016 mettendo in rilevanza i contenuti più popolari, in molto si sono lamentati del fatto che il feed avesse perso un po’ di freschezza. Ecco, forse adesso un po’ di quella freschezza la si può recuperare.

  • Mark Zuckerberg presto parlerà su Cambridge Analytica e Facebook recupera a Wall Street

    Mark Zuckerberg presto parlerà su Cambridge Analytica e Facebook recupera a Wall Street

    Da giorni Mark Zuckerberg è sparito dalla circolazione, precisamente da quando è esploso il caso Cambridge Analytica. Negli ultimi giorni era nato l’hashtag #WhereIsMark su Twitter. Ma un portavoce di Menlo Park ha fatto sapere che il CEO e fondatore di Facebook parlerà nelle prossime 24 ore e il titolo FB a Wall Street inverte la rotta e comincia a guadagnare di nuovo: +3%.

    In molti si sono chiesti in questi giorni in cui è esploso il caso Cambridge Analytica che fine avesse fatto Mark Zuckerberg, CEO e fondatore di Facebook, di solito sempre molto presente sul suo social network. Un silenzio comprensibile, fino ad un certo punto. Zuckerberg ha sicuramente sentito il bisogno di avere tempo per raccogliere le idee e presentarsi al mondo per dare la sua versione, insieme ad una soluzione convincente. Ma ora sembra che Zuckerberg sia pronto per rompere il silenzio, un portavoce oggi ha riferito alla NBC che il CEO parlerà nelle prossime 24 ore. Ovviamente dovrà dare qualche spiegazione su quanto accaduto e rispondere alle tante richieste di chiarimenti che arrivano da ogni parte del mondo. In particolare, deve dare risposta al parlamento di Londra e quello europeo che lo hanno convocato per chiarimenti.

    mark zuckerberg facebook cambridge analytica

    E, come avevamo previsto, è bastato che si diffondesse la notizia che Zuckerberg parlerà presto perchè il titolo FB in borsa invertisse la rotta. Infatti, il titolo dopo due giorni in cui ha ceduto circa 50 miliardi di capitazzazione, sta guadagnando adesso il 3%.

    facebook cambridge analytica wall-street

    Il silenzio di Zuckerberg, ma anche quello di alcuni dirigenti come Sheryl Sandberg, COO di Facebook, ha sicuramente pesato ulteriormente su una situazione ormai incandescente. Su Twitter in questi ultimi giorni, negli usa, impazza l’hashtag #WhereIsMark.

    Cosa dirà Mark Zuckerberg? Certamente dovrà cercare di riportare un clima di fiducia, operazione non facile, ma non impossibile. Dovrà per forza fornire qualche spiegazione ed essere convincente. Ricordiamo che in questi giorni Alex Stamos ha annunciato che abbandonerà Facebook entro agosto, è la prima testa che cade finora. serve riportare un clima di tranquillità e annunciare qualche operazione che sia di rottura con il passato. Zuckerberg deve farlo per far calare la pressione politica sulla sua azienda e per ridare fiato al titolo in borsa.

    Ovviamente riporteremo qui ciò che Zuckerberg dirà per commentarlo insieme a voi.

  • Secondo il co-fondatore di WhatsApp è tempo di cancellare Facebook

    Secondo il co-fondatore di WhatsApp è tempo di cancellare Facebook

    Brian Acton, che ha fondato WhatsApp insieme a Jan Koum, ha scritto in un tweet: “It’s time. #deletefacebook”. Secondo Acton, in seguito allo scandalo Cambridge Analytica che ha travolto il social network più usato al mondo, è arrivato il momento di cancellare Facebook.

    Lo scandalo Cambridge Analytica non accenna a rallentare la sua intensità, anzi. Ormai da giorni Facebook è nell’occhio del ciclone, è sufficiente ricordare quanto è successo a Wall Street in questi giorni dove il titolo ha perso, in termini di valore di capitalizzazione, quasi 50 miliardi di dollari. Il caso cresce sempre di più e ora il parlamento inglese e quello europeo convocano il fondatore Mark Zuckerberg perchè chiarisca meglio la vicenda. Da queste audizioni forse dipenderà l’esito di tutta la vicenda.

    Come dicevamo, le polemiche non accennano a diminuire e a gettare benzina sul fuoco adesso arriva anche il co-fondatore di WhatsApp, Brian Acton. Ricordiamo che proprio Facebook comprò nel 2014 WhatsApp da lui e da Jan Koum per 16 miliardi di dollari. Acton oggi non fa più parte di WhatsApp, a differenza di Koum che ne è il CEO, e cura un progetto legato ad una sua fondazione. Possiede un patrimonio di 6,5 miliardi di dollari e il mese scorso ha investito 50 milioni di dollari su Signal, un’app che si presenta come alternativa a WhatsApp.

    delete facebook cancellare facebook

    Brian Acton ieri, dal suo profilo Twitter ha scritto: “It’s time. #deletefacebook“. Secondo Acton, questa vicenda sta facendo maturare i tempi per cui è il momento di cancellare Facebook.

    L’hashtag #deletefacebook ha cominciato a fare la sua comparsa nei primi giorni del caso Cambridge Analytica, diventando sempre più condiviso dal 19 marzo. Adesso il tweet di Acton è quello che ha ottenuto il livello più alto di interazioni e non vi è dubbio che verrà usato come “manifesto” legato a questa discussione.

    Acton scrivendo che è arrivato il momento di cancellare Facebook è ben consapevole che se ciò avvenisse, significherebbe anche la fine di WhatsApp, l’app che ha contribuito a far nascere. Non si capisce se si tratta di una opinione personale oppure se ritiene che sia arrivato il momento di superare il modello di social imposto da Facebook in questi anni. Al momento si possono fare solo delle ipotesi, non essendoci altre sue dichiarazioni chiarificatrici.

    Del resto, è ben nota la sua posizione a difesa della privacy che si è sempre manifestata ostacolando qualsiasi tipo di advertising su WhatsApp, all’epoca in cui operava al suo interno. Per il semplice motivo, come scrisse nel 2012 proprio sul blog di WhatsApp, “ricordate nel momento in cui prende piede la pubblicità, allora il prodotto siete voi“. Un principio che abbiamo ben compreso in questi anni, mettendo sempre in guardia gli utenti che i nostri dati sono preziosi, al punto da diventare “moneta di scambio”. Il “trucco” che abbiamo sempre consigliato era quello di far sapere agli altri solo ciò che noi vogliamo che si sappia, non tutto. Un modo per mantenere piena consapevolezza di ciò che si condivide sui social media.

    Il pensiero di Brian Acton per la verità non è solitario, da giorni negli Usa su tutti i network ci si interroga se questa vicenda, se questa crisi possa davvero portare alla distruzione di Facebook. Per non dimenticare Chamath Palihapitiya, ex digerente di Facebook che lo scorso anno affermò che Facebook ah contribuito a creare “strumenti che stanno lacerando il tessuto sociale che fa funzionare le nostre società”. Un’affermazione che fece davvero molto discutere.

    Facebook non scomparirà, almeno non con questa vicenda. E’ plausibile pensare che questa storia dovrà mettere fine ad un modello che va ripensato, che sia più rispettoso della privacy degli utenti. Questo sì.

    Ma voi che ne pensate? Pesante anche voi che sia arrivato il momento di cancellare Facebook?

  • Agcom chiede informazioni a Facebook sulla vicenda Cambridge Analytica

    Agcom chiede informazioni a Facebook sulla vicenda Cambridge Analytica

    Anche Agcom si muove per fare luce sulla vicenda Cambridge Analytica, lo scandalo dei dati che sta coinvolgendo Facebook ormai da giorni. L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha inviato a Facebook una specifica richiesta di informazioni per sapere se ci sia stato un uso di dati in occasione delle ultime elezioni politiche del 4 marzo.

    Anche Agcom si muove nella vicenda Cambridge Analytica che coinvolge Facebook ormai da giorni, con pesanti conseguenze a Wall Street. E’ notizia di oggi che il Parlamento Europeo ha inviato una convocazione al fondatore Mark Zuckerberg affinchè fornisca chiarimenti sui fatti.

    E l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni vuole fare luce sulla vicenda, a seguito dell’indagine dell’autorità indipendente britannica ICO – Information Commissioner’s Officer relativa ai rapporti tra partiti politici, “data companies” e piattaforme online per la profilazione degli utenti e la personalizzazione dei messaggi elettorali. Agcom nelle Comunicazioni che ha inviato a Facebook fa una specifica richiesta di informazioni riguardo l’impiego di “data analytics” per finalità di comunicazione politica da parte di soggetti terzi.

    facebook cambridge analytica agcom

    In particolare, riferisce Agcom, dal comunicato del 19 marzo pubblicato da Facebook, è emerso che la società mette a disposizione degli utenti applicazioni sviluppate da soggetti diversi dalla piattaforma. “Queste app permettono la raccolta di dati degli utenti tali da consentire la realizzazione di campagne mirate di comunicazione pubblicitaria a carattere politico-elettorale, in grado cioè di raggiungere audience profilate in base alle caratteristiche psico-sociali e di orientamento politico”. “Tali tecniche di profilazione degli utenti e di comunicazione elettorale “selettiva”, peraltro” – continua Agcom – “sembrerebbero essere state utilizzate nel 2012 anche su commissione di soggetti politici operanti in Italia”.

    Agcom ricorda che nell’ambito del Tavolo tecnico istituito dall’Autorità con la delibera n.423/17/CONS, è stato sviluppato un filone specifico di attività riguardante il monitoraggio sulla parità di accesso all’informazione e la comunicazione politica per le elezioni del 4 marzo (per cui l’Autorità ha adottato specifiche linee guida) e l’istituzione di gruppi di lavoro sulla tematica dell’utilizzo di dati e informazioni per finalità di comunicazione politica. Con una precedente comunicazione, sono state già richieste informazioni circa l’acquisizione di dati relativi a servizi e strumenti messi a disposizione da Facebook, sia per gli utenti sia per i soggetti politici, durante la campagna elettorale italiana per le scorse elezioni politiche 2018.

    La seconda richiesta inoltrata dall’Autorità si inserisce pertanto in continuità con le iniziative intraprese.

    Insomma, si cerca di capire se la vicenda abbia investito anche il nostro paese. A questo punto bisogna attendere la risposta di Facebook.

  • Facebook, nuovo crollo a Wall Street e il Parlamento UE convoca Mark Zuckerberg

    Facebook, nuovo crollo a Wall Street e il Parlamento UE convoca Mark Zuckerberg

    Facebook fa registrare un nuovo crollo a Wall Street anche oggi, perde adesso il 5,5%. E mentre il capo della sicurezza ha annunciato il suo addio entro agosto, il Parlamento Europeo convoca il CEO e fondatore di Facebook, Mark Zuckerberg, come annunciato dal presidente Antonio Tajani in un tweet.

    La giornata di ieri è stata nera per Facebook, che ha perso il 6,7% a Wall Street, e per quasi tutti i titoli tech che hanno chiuso in perdita, e la giornata odierna per l’azienda di Menlo Park non si annuncia tanto diversa. Il titolo FB apre a 167,47 dollari, dopo un massimo di 170, recuperando qualcosa, ha ripreso a scendere, facendo registrare adesso 163 dollari, con un calo del 5,5%. Si tratta quindi di un nuovo calo che riflette un’altra giornata difficile per Facebook iniziata con l’annuncio del prossimo addio di Alex Stamos, responsabile della sicurezza di Facebook, che abbandonerà del tutto l’azienda entro il prossimo mese di agosto, e dalla convocazione di Mark Zuckerberg da parte del Parlamento Europeo, come annunciato da un tweet del presidente Antonio Tajani.

    Un appunto per quanto riguarda gli altri titoli, buona parte fa registrare una lieve ripresa rispetto alla giornata di ieri, a parte un nuovo crollo di Twitter che perde l’8,2% (era arrivato a cedere anche 9,7%), vanificando quanto di buono aveva realizzato nelle scorse settimane. In calo ancora Snapchat che perde più del 3%.

    cambridge analytica facebook gate wall street calo

    cambridge analytica facebook gate wall street calo

    Come dicevamo all’inizio, Mark Zuckerberg è stato convocato dal Parlamento Europeo, lo riporta il tweet del presidente del parlamento, Antonio Tajani:

    https://twitter.com/EP_President/status/976119350112538629

    “Abbiamo invitato Mark Zuckerberg al Parlamento Europeo.” – scrive Tajani – “Facebook deve chiarire ai rappresentanti di 500 milioni di europei che i dati personali non vengono usati per manipolare la democrazia.”

    mark zuckerberg facebook cambridge analytica wall street

    E si muove anche il Parlamento Uk, la Commissione parlamentare britannica sulla Cultura, i Media e il Digitale ha chiesto a Mark Zuckerberg di comparire per un’audizione sullo scandalo relativo all’abuso dei dati di milioni di utenti che coinvolge Facebook e la società di consulenza politica Cambridge Analytica. Lo ha reso noto il presidente della commissione, Damian Collins, citando una sua lettera al patron del colosso Usa del web in cui si accusa il management dell’azienda di aver “ingannato” l’organismo in precedenti audizioni (fonte: Ansa).

    Insomma, accuse esanti e una situazione molto difficile per Facebook che potrebbe sbloccarsi proprio con le prossime audizioni del fondatore Zuckerberg. Le sue dichiarazioni potrebbero risollevare la situazione. Staremo a vedere.

  • Lo Shopping di Instagram da oggi è disponibile anche in Italia

    Lo Shopping di Instagram da oggi è disponibile anche in Italia

    Da oggi, insieme ad altri sette paesi, la possibilità di fare Shopping su Instagram è attiva anche in Italia. Instagram si avvia a diventare uno strumento e-commerce per le aziende che adesso possono diversificare le opportunità di vendita.

    Arriva da oggi in Italia la funzionalità che molte aziende attendevano con molto interesse, Stiamo parlando di Shopping su Instagram, da oggi disponibile anche in Italia insieme ad altri sette paesi come Australia, Brasile (il mercato numero uno per l’azienda Instagram), Canada, Francia, Germania, Spagna e Regno Unito. Quello che era partito come funzionalità sperimentale verso la fine del 2016, con gli shoppable post, oggi diventa una funzionalità strategica, anche per le aziende italiane. E’ la dimostrazione che Instagram non è più solo un’app di visual content, ma punta a diventare un’app appetibile anche per il business.

    E i numeri danno ragione ad Instagram. Secondo alcuni recenti dati di Facebook, l’80% degli utenti segue almeno un’azienda e 200 milioni di utenti visitano un profilo business almeno una volta al giorno. E’ la conferma di quello che abbiamo sempre saputo, Instagram è un luogo dove la relazione tra marca e utente avviene in maniera più coinvolgente, grazie al potere del contenuto visual, quindi immagini e video. Adesso questa relazione può addirittura trasformarsi in possibilità di acquisto.

    instagram shopping italia

    Come funziona Shopping di Instagram

    L’azienda che ha un profilo business può taggare fino a 5 prodotti consentendo alle persone di poter acquistare. Anche in questo caso si mette in pratica il principio di Facebook, l’esperienza avviene all’interno dell’app, senza abbandonarla. Infatti, anche in questo caso, l’esperienza di acquisto può realizzarsi senza abbandonare l’applicazione. Si tratta di una vera e propria vetrina di prodotti, ognuno dei quali ha visibili i tag con le informazioni dei prodotti, ad esempio nome e prezzo, cliccando sui quali si approda alle altre informazioni successive, sempre restando nell’app.

    Fino ad oggi le aziende potevano approfittare della funzionalità Shopping solo attraverso gli Usa, ma da oggi tutto cambia. Infatti, è possibile usare questa funzionalità sfruttando piattaforme di e-commerce come Shopify, che supporta la funzionalità dalla fine dello scorso anno. In questo modo, oltre mezzo milione di aziende che usano questa piattaforma, possono oggi raggiungere gli utenti di altri 8 mercati.

    Insomma, da oggi Instagram diventa un’app capace di offrire esperienza di business sempre più avanzate, agganciando il trend della vendita online via dispositivi mobili. Una recente ricerca di Facebook IQ, “Fashion Path to Purchase“, ci dice infatti che il 39% delle persone, negli ultimi 3 mesi, ha acquistato articoli di moda da smartphone o tablet. Ecco spiegato quello che sarà un nuovo successo di Instagram.

  • Giornata nera a Wall Street, in calo i titoli tech trainati dal crollo di Facebook

    Giornata nera a Wall Street, in calo i titoli tech trainati dal crollo di Facebook

    E’ una giornata nera a Wall Street per tutti i titoli tech, trainati dal calo di Facebook. Il titolo FB è in calo al momento del 7,5%, portandosi dietro Twitter (-2,3%), Alphabet (-3,65%), Apple (-1,70%), Microsoft (-2%), Amazon (-2,16%). Il caso Cambridge Analytica sta facendo sentire il suo peso anche sul mercato.

    Il Cambridge Analytica inevitabilmente sta facendo sentire i suoi effetti anche a Wall Street. Il titolo Facebook (FB) in questo momento sta perdendo il 7,5%, un calo pesante che sta finendo per portarsi dietro anche altri titoli tech. Infatti, per il settore, a Wall Street questa è una giornata nera. A far registrare perdite ci sono anche Twitter (-2,3%), Alphabet (-3,65%), Apple (-1,70%), Microsoft (-2%), Amazon (-2,16%); ma anche Snapchat (-3,6%), Netflix (-2%), Adobe (-1,9%), eBay (-1,06%), Akamai (-1,95%), Altaba (-2,23%), Salesforce (-1,5%), Alibaba (-1,4%). E l’elenco potrebbe continuare.

    La notizia del calo di Facebook ha cominciato a fare il giro del mondo quando era già a -4%, ma col passare dei minuti il titolo ha fatto registrare sempre più un calo pesante. Tutti gli indici Nasdaq e Dow Jones sono in calo.

    Da venerdì, da quando Facebook ha provveduto prima a oscurare Cambridge Analytica, l’attenzione è puntata su come Menlo Park intende spiegare il “furto” di dati di 50 milioni di americani, usati poi per spot politici mirati e per influenzare gli elettori. Da oggi le autorità Usa e quelle di Uk stanno mettendo pressione all’azienda Facebook perchè spieghi come è potuto accadere una situazione simile.

    facebook cambridge analytica wall street

    Facebook sospende Cambridge Analytica, società britannica che si occupa di analisi e big data, che avrebbe raccolto dati da 50 milioni di utenti con un sondaggio “tranello”, dati che sarebbe poi serviti per manipolare l’esito delle elezioni presidenziali vinte da Donald Trump. Ma Facebook sostiene di aver ricevuto rassicurazioni dall’azienda inglese che quei dati sarebbero stati cancellati. Ora, perchè sospendere l’azienda oggi e non nel 2015, quando l’azienda raccolse quei dati? E’ questa la domanda che al momento tutti si stanno facendo, sopratutto i parlamentari americani e inglesi, in grande pressing su Facebook.

    Un altro esempio di quanto si alta la pressione su Facebook e di come in realtà da Menlo Park facciano trasparire molto nervosismo. L’ultimo esempio lo segnala The Intercept, infatti Facebook ha cancellato la sezione dedicata alle storie politiche di successo, cioè quelle che grazie all’uso del social network sono riuscite ad emergere ed ottenere risultati elettorali. Anche in questo caso è stata data una spiegazione molto evasiva.

    Christopher Wylie facebook cambridge analytica
    Christopher Wylie

    L’attenzione di tutti i media e bloggers del settore è anche sulla figura che ha rivelato tutto il meccanismo che aveva messo in campo Cambridge Analytica, è cioè Christopher Wylie, ex dipendente dell’azienda inglese, l’uomo che materialmente ha escogitato il meccanismo, personaggio di cui si sentirà parlare ancora.

    Ma adesso l’attenzione è tutta su Facebook e su come supererà questa crisi. Le pressioni di Usa e Uk puntano ad una nuova regolamentazione, ipotesi che gli analisti finanziari vedono come un ulteriore segnale di “problemi sistemici” di Facebook.

    Staremo a vedere come Facebook supererà questa crisi, di certo non è la fine del social network, è senza dubbio un momento importante in cui valutare una nuova fase. Questo sì.

  • Le condivisioni sui Social Media sono in calo, meglio puntare sulla qualità

    Le condivisioni sui Social Media sono in calo, meglio puntare sulla qualità

    Le condivisioni sui Social Media sono in calo, è un dato inconfutabile che chiunque gestisca un sito o un blog può constatare. E anche le visualizzazioni delle pagine, come rileva nel suo “Content Trends Report 2018” Buzzsumo. La saturazione dei contenuti porta sempre più verso una riduzione dell’attenzione del pubblico, quindi verso una riduzione delle condivisioni.

    Per gli gestisce un sito di informazione o per i blogger questa notizia forse sarà già risaputa, un dato con cui, forse staranno combattendo già da qualche mese. La notizia è che le condivisioni sui social media sono in calo. Il dato emerge, in maniera chiara, dal nuovo report di Buzzsumo “Content Trends Report 2018“. E notizia nella notizia è che, per la prima volta, si nota un calo delle visualizzazioni delle pagine, dato però che riguarda solo i siti e blog che si poggiano su wordpress.com. Molti dei blogger e dei siti di informazione però poggiamo sulla versione estesa di WordPress, ma il dato, per certi versi può essere riscontrato anche in questa circostanza.

    Il dato del calo delle condivisioni Buzzsumo lo ha rilevato considerando 100 milioni di articoli pubblicati da gennaio a novembre 2017 e comparandoli con lo stesso periodo del 2015.

    Questi due grafici dimostrano in effetti il calo nelle condivisioni. La ricerca mostra come solo una piccola parte dei contenuti pubblicati riesca ad ottenere un numero di condivisioni alte.

    curva condivisioni social media buzzsumo

    Il primo grafico rappresenta la distribuzione dei contenuti sui social media.

    istogramma condivisioni social

    Invece, l’istogramma che vedete qui sopra ci mostra che solo una piccolissima parte riesce a raggiungere le 350 condivisioni, il restante 95% registra condivisioni molto basse.

    calo condivisioni buzzfeed

    Guardate, questo in alto è il calo delle condivisioni di Buzzfeed.

    Se la notizia è questa, la domanda che viene spontanea è: “perchè?”. Prima di passare ad una possibile risposta, sapete che per blogger e siti di informazione il dato relativo alle condivisioni sui social media è di grande importanza, per il fatto che costituisce il dato più visibile, quello che balza subito agli occhi del lettore realizzando una equazione che spesso, o comunque non sempre, non corrisponde a qualità. E cioè: più è condiviso, più è interessante. Non è sempre così. E su questo ci si potrebbe ragionare per mesi.

    Ma restiamo sempre sulla notizia, come sapete ormai da più di 2 anni Twitter ha eliminato il contatore delle condivisioni, cioè di quante volte il contenuto viene twittato. Il tutto per risparmiare risorse in quanto quei contatori assorbono molta energia dai server. Fu un vero panico. Successivamente fu la volta di Google+, e qui, per la verità nessuno (o quasi nessuno) se ne accorse, si proseguì come se niente fosse. All’inizio del mese di febbraio è stata la volta di LinkedIn a togliere il contatore di quante volte il contenuto venisse condiviso sulla piattaforma, lo riportava l’amico Riccardo Scandellari sulla sua pagina Facebook, complicando ancora di più le cose. Sembra che al momento come contatore ancora attivo sia rimasto quello di Facebook.

    Ora, fatta questa premessa che aiuta a comprendere il contesto (anche se può sembrare solo in parte scollegata da questa notizia), arriva il report di Buzzsumo a dirci che le condivisioni sui social media sono in calo. E la spiegazione è presto detta, e ci avvaliamo di un grande esperto come Mark Schaefer il quale sostiene che tutto questo era prevedibile, per il semplice motivo che l’aumentare dei volumi di contenuti pubblicati avrebbe avuto come conseguenza il calo d’attenzione da parte del pubblico. Questo si riversa direttamente sul conseguente calo delle condivisioni. Quello che sostiene Schaefer, e che constatiamo anche nella nostra attività qui su InTime, è che è vero che si deve essere primi a dare una notizia, ma alo stesso tempo di deve essere originali. E questo è in effetti molto difficile.

    calo condivisioni social media buzzsumo

    Qualche consiglio su come agganciare una notizia calda, con qualità

    Fateci caso, quando una notizia comincia ad essere “calda” vedete che in poco tempo comparirà, quasi come un continuo copia-incolla, più o meno ovunque. In quel momento il lettore ha già avuto la notizia, l’ha già letta. Se si dovesse tentare di riportare la notizia, perchè importante e in linea con la propria linea editoriale, allora è necessario fare uno sforzo di qualità notevole. E come? Intanto conviene lanciarsi sulla scia se si conosce bene il tema che si sta trattando, dare un’orizzonte storico ad una notizia, anche appena uscita, è sinonimo di conoscenza dell’argomento e il lettore se ne accorge. A quel punto, conviene arricchire, in maniera abbastanza veloce, tutto dando il proprio punto di vista, dare un tocco personale ad una notizia di cui tutti già parlano ma che, per la fretta, omettono alcune considerazioni importanti. Questo si traduce in un contenuto di qualità. Ma, badate bene, tutto deve essere fatto in velocità.

    Altro consiglio è quello di, data una situazione in cui tutti parlano di quella notizia, di puntare su un tema ristretto, di nicchia, alla vostra portata, a quel punto andrete a sparigliare le carte in tavola. Anche questa è una strategia difficile da mettere in pratica, ma estremamente efficace. In questa strategia vale molto puntare su community di nicchia e puntare, quindi, sui gruppi di Facebook, ad esempio.

    Di fatto, in questa difficoltà si trovano anche agenzie e marketers che troveranno grandi difficoltà a spiegare ai clienti questo calo delle condivisioni che va a confluire in un calo delle metriche generale. Il dato che emerge è che si deve andare oltre a questa visione che abbiamo avuto finora, si deve cominciare a ragionare su nuove metriche, come appunto al costruzione di una community interessata, si deve ragionare in termini di qualità e dare valore e significato alla SEO, spesso dichiarata per morta in questi ultimi anni. Qualche settimana fa riportavamo il dato che Facebook sta portando sempre meno traffico ai siti, tra l’altro dato che si lega bene alla notizia che stiamo dando adesso, notando anche che il search ha sorpassato i social in termini di traffico referral. Google ha sempre il suo valore.

    Ecco, alla luce di tutto questo, per quanto possa sembrare difficile, si deve cominciare a ragionare su elementi nuovi. Il valore di un contenuto non può essere più solo, e soltanto, misurato dalle condivisioni sui social. Ma c’è bisogno di guardare altrove. sarà un percorso non facile, certo, ma doveroso.

    Ovviamente, queste sono solo considerazioni su una notizia basate molto sull’esperienza diretta, che non hanno valore assoluto, esprimono solo un punto di vista. Per questo, se avete anche voi considerazioni da fare, esprimere pareri e condividere esperienze, questo è il luogo adatto per farlo. Potremo contribuire a sviluppare nuove idee.

    Potete scaricare il report da qui.

  • Alla Milano Digital Week arriva il Tram dell’Innovazione

    Alla Milano Digital Week arriva il Tram dell’Innovazione

    Alla Milano Digital Week arriva il Tram dell’Innovazione, un’iniziativa di Women & Technologies in collaborazione con ATM. A bordo di una “Carrelli” del 1928 protagonisti dell’innovazione e trasformazione digitale prenderanno parte al tour di 45 minuti per le vie del centro di Milano. E InTime è lieta di prendere parte a questa importante iniziativa.

    La Milano Digital Week ha aperto i battenti, nei prossimi giorni saranno ben 400 gli eventi che si snoderanno nella città avendo come comune denominatore il digitale e l’innovazione. All’interno dei tanti eventi, InTime è felice di prendere parte ad una bellissima iniziativa dell’associazione Women & Technologies, nata in collaborazione con ATM, l’agenzia dei trasporti di Milano, per parlare di social media, blockchain, cybersecurity, smart city, industry 4.0, intelligenza artificiale. Protagonisti dell’innovazione e della trasformazione digitale prenderanno parte al tour, della durata di 45 minuti, per le vie del centro di Milano all’interno di una “Carrelli” del 1928. E’ quindi un’occasione per parlare di futuro tenendo bene a mente quale è stato il nostro passato. Gli ambiti che saranno trattati riguardano:

    • Essere cittadino digitale a Milano
    • La rivoluzione digitale nel mondo del trasporto urbano
    • L’innovazione digitale nel sistema dei pagamenti e delle transazioni finanziarie
    • Sicurezza: come proteggersi nell’era del digitale

    tram digitale innovazione 2018

    Nella giornata di sabato sarò presente anche io per parlare di Social Media Intelligence insieme a Anna Beduschi, Marketing Office Italy Talkwalker che sostiene a sua volta l’iniziativa. Sarà un’occasione per comprendere al meglio come l’analisi delle conversazioni, dei dati che provengono dalle interazioni che nascono sui vari canali, possono nascere nuove iniziative di marketing.

    Per prendere parte al tour il consiglio è quello di registrarsi a questo link.

    sponsor tram digitale innovazione

    E questo è il programma completo delle due giornate in cui sarà in giro per Milano il Tram dell’Innovazione:

    Sabato 17 marzo – Trasformazione Digitale, inspired by users, driven by science

    • Ore 10.00: tour inaugurale
    • Ore 10.45: HYPE, in nuovo modo di gestire il denaro Gianluca Zetti, Banca Sella
    • Ore 11.30: Artigianato e Innovazione Digitale Arianna Fontana, presidente Confartigianato sezione Milano – Roberta Gagliardi, Responsabile Relazioni Istituzionali Area Competitività Confartigianato Imprese Lombardia- Patrizia Lia, Titolare di Lia Parrucche
    • Ore 12.15: Social Media Intelligence. Cosa guida la strategia di marketing delle aziende più innovative?
      Anna Beduschi, Marketing Office Italy, Talkwalker – Franz Russo, blogger, InTime
    • Ore 14.30: Smart City, Secure City – Giulia Rossi, Vodafone
    • Ore 15.15: La rivoluzione digitale del trasporto milanese: Mobility as a Service, Smart ticketing, App ATM Antonia Cotroneo, Specialista Applicazioni di Comunicazione e Mobilità, ATM S.p.A. – Antonio Patti, Digital Product Manager, ATM S.p.A.
    • Ore 16.00: Dall’io al noi: l’evoluzione delle community femminili nell’era della digitalizzazione. Vanessa Occhetti, Chiara Zini – Triumph
    • Ore 16.45: Digitale e chirurgia robotica. Franca Melfi, professore di chirurgia toracica dell’Università di Pisa, responsabile del Centro multidisciplinare di Chirurgia robotica mini-invasiva dell’Azienda Ospedaliero Universitaria di Pisa

    Domenica 18 marzo – Non solo tecnologie, ma persone: sempre connessi nel mondo virtuale eppur disconnessi nelle relazioni

    • Ore 10.00: Dalla Mano al Video, sviluppare il pensiero creativo e computazionale – Michele Ricci, Papà al Centro, Università degli Studi di Milano
    • Ore 10.45: La rivoluzione digitale del trasporto milanese: Mobility as a Service, Smart ticketing, App ATM
      Annalisa Nuovo, Responsabile Applicazioni di Comunicazione e Mobilità, ATM S.p.A. – Carmelo Scannella, Digital Product Manager, ATM S.p.A.
    • Ore 11.30: Artigianato e Innovazione Digitale Arianna Fontana, presidente Confartigianato sezione Milano-
      Roberta Gagliardi, Responsabile Relazioni Istituzionali Area Competitività Confartigianato Imprese Lombardia – Patrizia Lia, Titolare di Lia Parrucche
    • Ore 12.15: HYPE, in nuovo modo di gestire il denaro Gianluca Zetti, Banca Sella
    • Ore 14.30: La rivoluzione digitale del trasporto milanese: Mobility as a Service, Smart ticketing, App ATM Roberto Carreri, Responsabile Ricerca, Sviluppo e Gestione Applicazioni, ATM S.p.A. Carmelo Scannella, Digital Product Manager, ATM S.p.A.
    • Ore 15.15: Cos’è l’intelligenza artificiale e come può aiutare le persone a vivere e lavorare meglio Roberto Andreoli, Microsoft
    • Ore 16.00: Digitale e relazione: conflitti, negoziazione e intelligenza emotiva (1° parte) Rossella Cardinale Formatrice, Counselor e Consulente per progetti formativi – Mario F. Dotti, Avvocato, Mediatore e Facilitatore
    • Ore 16.45: Digitale e relazione: conflitti, negoziazione e intelligenza emotiva (2° parte) Rossella Cardinale Formatrice, Counselor e Consulente per progetti formativi – Mario F. Dotti, Avvocato, Mediatore e Facilitatore
Contatti