Categoria: News

In questa categoria si trovano articoli che parlano di comunicazione, condivisione, social media, social network. Insomma, tutto ciò che riguarda il web 2.0 e di come si sta evolvendo

  • Ecco alcune regole per fare un buon Live Tweeting, in modo organico

    Ecco alcune regole per fare un buon Live Tweeting, in modo organico

    Fare Live Tweeting è ancora oggi un’attività utile per far conoscere e raccontare un evento, una conferenza, un brand. Ma esistono alcune semplici, e poche, regole per farlo al meglio, soprattutto per renderla un’attività efficace. Il primo obiettivo è quello di trasmettere Valore finalizzato alla Relazione, in maniera organica.

    So bene che qualcuno di voi si sta chiedendo se, leggendo il titolo, abbia ancora senso fare live tweeting oggi, con tutte le difficoltà in cui versa Twitter. La risposta è assolutamente sì! Soprattutto perché, al di là delle difficoltà in cui versa l’azienda, Twitter è e resta ancora oggi un prezioso strumento per raccontare, informare, trasmettere valore e costruire Relazioni. E quella che abbiamo definito più volte “una finestra sul mondo“. E perché considerare anche un’attività di Live Tweeting? Semplice, perché è questa la migliore attività per raccontare in tempo reale un evento, una conferenza, un brand. Non limitiamoci solo a guardare la base utenti, pensando, perché così è, più ridotta di altre piattaforme. Ma pensiamo anche che su Twitter ogni mese arrivano quasi 1 miliardo di persone perché attratte dai contenuti. Certo, poi i loggati, ossia gli utenti effettivamente registrati sono 319 milioni, ma pensiamo invece all’audience organica che possiamo raggiungere utilizzano Twitter per il racconto live.

    Ecco, oggi voglio parlare di questa particolare attività perché ormai me ne occupo da qualche anno, prima di tutto perché mi piace, così come mi piace Twitter, strumento che mi ha permesso meglio di costruire la mia identità digitale, dopo il blog. E il live tweeting è una delle attività a cui mi dedico con costanza ormai da tempo. Ebbene, sapendo che è un’attività in cui spesso ci si improvvisa, o, anche, la si affronta pensando che sia ala portata di tutti, vi dico che non è così. Fare Live Tweeting, così come per qualsiasi altra attività, non è per tutti e non tutti lo sanno fare in maniera adeguata. Serve molta capacità di sintesi, velocità nel trasmettere e veicolare concetti e pensieri in pochi caratteri, serve molta attenzione per non sbagliare, al fine di non dare l’idea che l’attività sia di scarsa qualità.

    twitter live tweeting regole

    Ma oggi ve ne voglio parlare perché l’impressione che si ha, ogni qual volta che si parla di Live Tweeting, è quella di fare una gara a chi va prima in trending topic, gli hashtag più twittati che si aggiornano sulla piattaforma. Riconosco, e lo sottolineo, che riuscire a portare il proprio argomento dia grande visibilità al proprio racconto, allo scopo di attrarre altri utenti potenzialmente interessati, ma non deve essere questo il primo obiettivo da raggiungere “ad ogni costo”. Il primo obiettivo all’interno di una strategia di comunicazione che preveda anche un’attività di live tweeting è trasmettere contenuti che diano Valore e siano in grado di costruire Relazioni. Tutto qua.

    Allora vediamo di fissare al cune semplici regole tra cosa fare e, soprattutto, cosa non fare.

    • Prima di tutto, scegliere un hashtag che sia breve e chiaro, che faccia capire subito di che cosa si vuole parlare. So che non è facile e questa è una delle prime difficoltà da superare, ma una volta trovato, questa è già un grande risultato.
    • Costruire il team che porterà avanti l’attività considerando anche il coinvolgimento di influencer, ossia quegli utenti che sono capaci e coinvolgenti in quella data materia.
    • Comunicare  e fare conoscere l’evento nei giorni precedenti, usando l’hashtag scelto. Questa attività è necessaria per attirare i vostri utenti che di solito vi seguono e per attirarne di nuovi. Promuovetelo anche su altre piattaforme.
    • Durante il live tweeting è necessario ricordarsi di fare un racconto live di quello che sta accadendo. Introdurre le proprie opinioni è utile, ma differenziatele dal racconto.
    • Fare attenzione allo spamming. Twitter, una volta notato una forma di attività irregolare da un account, è anche la velocità con cui si scrive può esserlo, può anche sospendere l’account. Quindi fate molta attenzione.
    • Inserite per ogni tweet un’immagine, questa è una regola non basilare ma sicuramente consigliata. Prima di tutto per dare ancora più capacità di coinvolgimento al vostro contenuto. Da poco le immagini non concorrono più alla composizione del tweet facendovi risparmiare caratteri. E poi perché in un’immagine potete taggare fino a 10 utenti. Badata che la scelta dei 10 utenti non deve essere fatta a caso, pena l’accusa di essere spammer, ma scegliete gli utenti che secondo voi sono potenzialmente interessati al tema e che potrebbero darvi una mano a far conoscere l’evento che state raccontando. Questa è una regola che funziona sempre. Buona norma è di solito avvisare prima quegli utenti che sapete essere interessati ma che non conoscete direttamente, perché vedersi citati in tanti tweet di seguito per alcuni non è proprio il massimo.
    • Come detto, essere in trending topic è molto utile per dare visibilità al proprio evento, ma non deve essere il primo vero obiettivo. Certo, fa piacere quando questo accade, ma se riuscite  a trasmettere valore e ad ottenere interazioni di qualità che possono dare vita a Relazioni anche senza il trending topic, sappiate che l’obiettivo è stato raggiunto.
    • Dovete sapere che esiste un numero per entrare in trending topic, deve quindi verificarsi una massa di contenuto costante e continuativa su quell’hashtag per poi entrare in trending topic. Il difficile poi è entrare nei primi 10 se avete poco tempo a disposizione.
    • Sappiate che per alcuni andare in trending topic è quasi come una gara di 100 metri, vince chi arriva prima, chi è quindi più veloce. Ma vince chi è più veloce a trasmettere valore e a costruire relazioni. Se l’obiettivo, come spesso accade purtroppo, è quello di andare in trending topic usando tool impostati su quell’hashtag in modo tale che tre/quattro utenti facciano in automatico retweet a tutti coloro che twittano in quel momento, nel medesimo secondo (senza per altro essere presenti all’evento), ecco che state vincendo col doping. State quindi invalidando la vostra gara, solo per ottenere una visibilità effimera che no vi porterà la benché minima interazione o relazione. Caso concreto: mi è capitato di recente i osservare alcuni hashtag legati a degli eventi e twittare in alcuni casi, in pochi secondi i miei contenuti erano retwittati sempre dai medesimi utenti, tutti rigorosamente “non presenti” all’evento. Notavo che lo stesso accadeva anche con tutti gli tweet. Quei tre o quattro utenti usavano un tool che faceva RTs automatici su quell’hashtag al fine di figurare come tra gli utenti più attivi (vale anche il retweet) e per fare andare l’hashtag primo in trending topic. Non mi pare ci sia nulla di organico, ma solo un automatismo che non porta valore.
    • E quindi, ricordare che tutta l’attività deve essere monitorata e analizzata con dei tool specifici che vi permettono di estrarre tutti i risultati in modo tale da verificare se avete ottenuto i risultati sperati. Questa è un’attività che non deve assolutamente mancare.

    Mi rendo conto che mi sono dilungato molto e che ci sia bisogno di ritornare sul tema, magari specificando meglio tutte le fasi. Qui ho voluto solo fissare alcune regole di base per lasciare arrivare il messaggio che il live tweeting deve essere fatto da persone che hanno determinate caratteristiche e deve essere fatto, soprattutto, in maniera organica.

    E voi che ne pensate?

  • Spotify, adesso gli utenti abbonati sono 50 milioni a livello globale

    Spotify, adesso gli utenti abbonati sono 50 milioni a livello globale

    Spotify raggiunge un nuovo importante traguardo, dopo quello di settembre dello scorso anno quando annunciò i 40 milioni di utenti abbonati. E oggi la società fondata da Daniel Ek fa sapere, attraverso un tweet dall’account ufficiale, di aver raggiunto il traguardo dei 50 milioni di utenti paganti. Una crescita del 25% in sei mesi.

    Spotify, la startup che offre il servizio di musica in streaming on demand, ha raggiunto un nuovo importante traguardo. Dopo quello di settembre scorso, quando raggiunse i 40 milioni di utenti abbonati, la società fondata da Daniel Ek, con un tweet dall’account ufficiale, fa sapere di aver raggiunto i 50 milioni di utenti abbonati. Questo significa che la base utenti è cresciuta del 25% negli ultimi sei mesi, vale a dire 600 mila nuovi utenti che ogni mese hanno sottoscritto un abbonamento sulla piattaforma di musica in streaming.

    spotify 50 milioni utenti paganti globali

    Di questo passo, con un ritmo di crescita così costante, Spotify potrebbe dare luogo ad una quotazione a Wall Street, uun’idea che la società accarezza ormai da due anni, come avevamo infatti prospettato in questo articolo. Non è certo, ma potrebbe essere.

    E Spotify, con questi ritmi, si impone sempre di più come piattaforma leader sul mercato. Infatto se si guarda ai competitor diretti, notiamo che Apple Music è “fermo” a 20 milioni di utenti abbonati, erano 11 milioni a febbraio del 2016.

    Nei giorni scorsi Spotify ha iniziato a testare su un piccolo numero di utenti un nuovo servizio, chiamato Spotify Hi-Fi, che offre musica con una qualità audio superiore a un prezzo di 5-10 dollari al mese in aggiunta all’abbonamento mensile da 10 dollari. Un servizio che va a contrastare Tidal, il servizio di musica in streaming di Jay Z che fa della qualità audio elevata il suo punto di forza. E oggi Tidal ha poco più di 1 milione di abbonati.

    E pensare che nel 2011 Spotify poteva contare 2 milioni circa di abbonati, che arrivarono poi ad essere 5 milioni l’anno successivo, nel 2012; tra il 2014 e il 2015 Spotify cresce tra i 10 e i 20 milioni; fino ad arrivare ai numeri di oggi. Ma quanti potrebbero essere gli utenti registratti complessivi. Ecco, questo è un dato che non viene confermato da nessuna fonte, ma si sa quasi per certo che a giugno del 2016 erano 100 milioni a livello globale. Un numero che nel corso dei mesi potrebbe essere cresciuto anche ad un ritmo più elevato.

  • Snapchat a Wall Street: seguirà Facebook o sarà un nuovo caso Twitter?

    Snapchat a Wall Street: seguirà Facebook o sarà un nuovo caso Twitter?

    Snap Inc., la società che detiene la proprietà di Snapchat, ha debuttao ieri a Wall Street con un risultato, come previsto, molto positivo: +44% e valore vicino ai 30 miliardi di dollari. Ma quale sarà il suo futuro? Seguirà le orme di Facebook o sarà un nuovo caso Twitter?

    L’approdo a Wall Street di Snap Inc., la società che detiene la proprietà di Snapchat, la piattaforma social ormai famosa per la condivione di video messaggi, è stato ovviamente un successo. Era infatti prevedibile che dopo il tradizionale suono della campanella, alla presenza dei due fondatori di Snapchat, Evan Spiegel, oggi CEO, e Bobby Murphy, il titolo arrivasse a 24 dollari per azione, partendo da 17 dollari, con un guadagno del 44%, facendo così crescere il valore dell’azienda che è arrivato fino a superare i 30 miliardi di dollari per poi stabilizzarsi sui 28,4 miliardi di dollari. Un valore che risulta quindi superiore a quello che aveva determinato la IPO di 24 dollari. Un debutto col botto, così lo hanno definito molti analisti e giornalisti, anche se non così eclatante.

    snapchat borsa wall street social media

    Quando Facebook si quotò in borsa nel 2012, al primo giorno di contrattazione il titolo arrivo a 42 dollari, dai 38 fissati con la IPO, anche Twitter fece un vero debutto col botto: chiuse a 44,94 dollati (dai 27 della IPO), con una crescita del 72,84%! Anche LinkedIn fece un buon debutto con 83 dollari dalla IPO, subito raggiunse i 120 dollariper poi stabilizzari intorno a 95 dollari. Un’azione valeva oltre 195 dollari al momento dell’acquisizione da parte di Microsoft.

    Se volessimo quindi andare a vedere quale sarebbe la capitalizzazione oggi, dopo l’ingresso di Sna Inc. a Wall Street, scopriremmo che proprio l’azienda che detiene Snapchat è la seconda per valore, dietro solo a Facebook che ormai supera i 400 miliardi di valore complessivo.

    valore aziende socal media tech snapchat 2017 marzo

    Il valore di Snap è superiore ad aziende come la CBS, American Airlines, Viacom e anche di Twitter che ora ha più o meno lo stesso valore di quando approdò a Wall Street nel 2013. Un segno evidente che l’azienda non è cresciuta sotto il profilo finanziario.

    Per fare un paragone più vicino, così come abbiamo fatto prima, proprio per affinità, Facebook oggi ha un valore per azione di 136 dollari, come ricordato partiva da 38 dollari, significa che nel corso degli anni ha sperimentato nuove strategie, quella Mobile su tutte, e ha continuato ad innovare. Situazione ben diversa per Twitter che oggi ha un valore per azione di 15,79 dollari, ben al di sotto dei 27 dollari del 2013. Significa che l’azienda guidata oggi da Jack Dorsey, CEO e co-fondatore di Twitter Inc., non cresce da tutti i punti di vista. La via d’uscita, come già ricordato altre volte, sta nell’innovare il prodotto. Non significa solo scegliere se allungare o meno i 140 caratteri, significa adottare strategie in grado di far crescere l’azienda.

    snapchat primo giorno wall street

    E adesso è la volta di Snap Inc., sarà interessante vedere già oggi, dopo l’euforia di ieri, quale sarà la quotazione, pronti a gridare al tracollo nel caso in cui il titolo si mangiasse tutto quello guadagnato ieri. E’ possibile che accada, proprio per l’alta volabilità del titolo, è necessario quindi aspettare una sorta di stabilizzazione del titolo. E come può stabilizzarsi? Prima di tutto, se esiste da oggi una chiara strategia dell’azienda per far crescere bene e in maniera costante la base utenti. Gli investitori vogliono capire come da oggi Snap si appresta ad intraprendere un percorso di crescita costante. Certo, la IPO è servita soprattutto a questo, ma alla prova dei fatti sul mercato le cose cambiano velocemente. E Twitter ne è la prova.

    Se Snapchat non trova subito la sua strada, come fece Facebook a suo tempo, quando arrivò a toccare i 17 dollari per azione nel giro di pochi mesi, allora potremo dire di essere davanti ad un nuovo caso Twitter. Diversamente, se Snap Inc. riesce da subito a trovare la strada per la crescita, allora sì che potrà candidarsi a diventare il nuovo fenomeno Facebook.

    Vedremo allora quali saranno gli sviluppi immediati.

    E voi che ne pensate?

  • SEAT punta sulla connettività delle auto del futuro

    SEAT punta sulla connettività delle auto del futuro

    SEAT, in occasione del Mobile World Congress di Barcellona, ha presentato quella che sarà la sua strategia per concepire l’auto nel prossimo futuro. Il fulcro è la connettività che permette di superare problemi come il traffico delle città grazie a Dongle. Ma il futuro di SEAT è anche elettrico con la nuova eMii e il Metropolis:Lab Barcelona.

    [Barcellona] – SEAT, casa automobilistica nata a Barcellona nel 1950, coglie l’occasione del Mobile World Congress, uno dei più importanti eventi al mondo dedicato al mondo Mobile, per presentare al mondo la sua nuova strategia di concepire l’auto. E non si poteva scegliere location migliore di questa, in una città che da sempre ha nella creatività e nello spirito di innovazione la sua caratteristica principale. Una città che attrae 7,5 milioni di turisi diventando così la terza città più visitata d’Europa; la nona città al mondo per miglio reputazione; la quarta città al mondo proprio per la sua capacità creativa. E la creatività, così come l’innovazione sono valori che appartengono da sempre a SEAT, oggi parte del Gruppo Volkswagen.

    SEAT eMii Barcellona mobile world congress @franzrusso 2017

    Fulcro della nuova strategia di SEAT è la connettività che rappresenta ormai una delle grandi sfide del mondo automotive. La casa spagnola nuon vuole farsi sorprendere e per questo presenta i punti nevralgici che rappresentano il nuovo modo di concepire l’auto, più attenta al tema delle smart city, infatti l’auto ne diventa sempre più parte. Quello che propone SEAT è un vero e proprio ecosistema digitale che si basa su SEAT ID, con l’obiettivo di rendere sempre più personalizzabile l’esperienza di connettività dell’utente. Con il suo profilo digitale, l’utente attraverso il proprio smartphone può accedere e gestire una serie di servizi, come quelli per la navigazione predittiva, ossia la possibilità di evitare incolonnamenti ed eventuali incidenti. Questo è un sistema a cui SEAT sta lavorando e che porterà alla possibilità di incrociare i dati sul traffico con quelli dell’uscita delle scuole, ad esempio, facendo sì che il traffico delle città possa essere regolato meglio.

    SEAT punta alle auto di nuova generazione che sono sempre più smart e sempre più intelligenti e attenti, sempre più integrate al mondo in cui si muovono. Ma la casa di Barcellona punta a far si che questa innovazione e tecnologia possa coinvolgere anche auto non di ultima generazione e lo fa con “Dongle”, un dispositivo, che sarà disponibile nella seconda parte del 2017, il quale rende smart anche un’auto non nuovissima, per dirla in maniera sintetica. Dongle permetterà alle auto più vecchie di accedere ai servizi di connettitività come tutte le altre smart cars, e quindi avere accesso a tutta una serie di informazioni che miglioreranno ulteriormente la viabilità nelle città.

    SEAT mobile Barcellona mobile world congress @franzrusso 2017 dongle

    Altro punto importante della nuova strategia di SEAT è l’avvio delle attività del Metropolis:Lab Barcelona, operativo dal prossimo mese di aprile, un luogo che permetterà davvero la sperimentazione delle innovazioni sul campo. Questo di Barcellona è il sesto laboratorio di ricerca avanzata del gruppo Volkswagen, dopo quelli di Wolfsburg, Berlino, Monaco di Baviera e San Francisco. Il Metropolis:Lab Barcellona sorgerà nella Pier01 della Barcelona Tech City, “un luogo che ci permette di essere vicini all’ecosistema innovativo della città e ci consentirà di stringere nuovi rapporti di collaborazione e nuove alleanze”, ha detto Luca De Meo, presidente di SEAT, durante la presentazione del progetto. All’interno del laboratorio lavoreranno 23 persone tra ingegneri, sviluppatori e analisti con l’obiettivo di creare software e algoritmi legati alla mobilità e alle smart city.

    E sempre per l’occasione del Mobile World Congress, SEAT ha presentato il prototipo elettrico eMii, un’auto che permetterà alla casa di Barcellona di andare oltre la connettività delle automobili. La eMii ha un motore elettrico da 82 cavalli e una autonomia dichiarata di 170 km, con la carica della batteria complea, nell’uso reale l’autonomia dovrebbe essere di 120 km. Il concept elettrico di SEAT debutterà a Barcellona nelle prossime settimane all’interno di un progetto sperimentale di car sharing. La eMii sarà infatti l’auto che sarà messa a disposizione dei dipendenti del Metropolis:Lab Barcelona. SEAT però non esclude, dopo questa prima fase, di poter far crescere ancora di più il progetto dopo il 2018.

    Ecco, questo il futuro dell’auto secondo SEAT, un futuro che non potrà quindi fare a meno della connettività visto come strumen to per migliorare la viabilità all’interno delle città e per rendere l’esperienza dell’automobilista sempre più personalizzabile. Tutto questo senza perdere di vista io concetto di auto elettrica che SEAT vede come centrale e innovativo. Seguiremo ancora di più da vicino SEAT per vederne gli sviluppi di questa interessante strategia innovativa.

    [tutte le foto presenti nella pagina sono state scattate da @franzrusso, si prega di citare la fonte qualora vogliate condividerle]

  • Twitter contro gli abusi: ecco la funzionalità Mute e guerra agli ovetti

    Twitter contro gli abusi: ecco la funzionalità Mute e guerra agli ovetti

    Twitter continua la sua lotta contro gli abusi sulla piattaforma e, dopo quelli introdotti poche settimane fa, introduce nuovi strumenti per rendere più sicura la piattaforma. Come la funzionalità Mute che permette ora di rimuovere parole, frasi o intere conversazioni. Viene rafforzato il controllo sui contenuti che possono vedere gli utenti e la possibilità di spospendere utenti molesti in maniera automatica.

    Solo poche settimane fa Twitter annunciava nuovi strumenti contro gli abusi sulla piattaforma, che seguivano l’intento manifestato proprio da Jack Dorsey ossia quello di “un nuovo approccio” nella soluzione di un problema che da sempre attanaglia la piattaforma. Gli strumenti annunciati lo scorso 8 febbraio riguardava la possibilità di impedire ad utenti già bloccati i aprire nuovi account fake, oppure lo strumento della “ricerca sicura” per rimuovere quei tweet che contengono informazioni sensibili e anche la possibilità di cancellare risposte ai tweet paricolarmente aggressive. L’impegno di Twitter si arricchisce, da questo punto di vista, di nuovi strumenti.

    twitter abusi strumenti ovetti

    Quello che introduce oggi Twitter, annunciandoli in un post sul blog ufficiale, è la possibilità di attivare la funzionalità “Mute” con la quale è possibile rimuovere parole specifiche, nomi di account inclusi, per un tempo indeterminato o anche per un giorno, una settimana, o un mese. Altra possibilità che viene data agli utenti è quella di disattivare gli utenti con gli “ovetti”, ossia quegli account che non utilizzano una loro immagine profilo, ma usano quella di default, e quasi sempre sono proprio account fake. E si possono disattivare anche gli utenti che non hanno verificato l’indirizzo email o il numero di telefono. Una funzionalità non da poco questa, perchè di fatto impone agli utenti, e quindi a quelli che vogliono utilizzare la piattaforma per altri scopi, di verificarsi in due passaggi. Significa quindi rendere più difficoltoso, per tutti questi utenti, l’accesso alla piattaforma.

    twitter abusi notifiche

    twitter abusi mute

    Inoltre, Twitter si affida al “machine learning” per individuare in modo automatico contenuti non appropriati. Quando Twitter rileva che ci sono account che continuano a twittare verso account che non li seguono o che utilizzano la piattaforma per altri scopi che potrebbero essere configurati in abusi, a quel punto Twitter interviene sospendendo l’accesso alla piattaforma. Anche questo è un’altra azione interessante che andrà a limitare la presenza di account molesti sulla piattaforma. L’accesso dovrebbe essere sospeso per una durata di 24 ore, ma Twitter comunque non comunica il tempo di sospensione.

    Si tratta di strumenti annunciati oggi che entreranno sulla piattaforma gradualmente, a livello globale, entro poche settimane, massimo due/tre. Twitter quindi intensifica il suo impegno nel contrastare l’uso della piattaforma a scopi di abusi e mira questa volta a contrastare gli utenti che usano la piattaforma a scopi molesti. Un cambio radicale si trategia che per Twitter potrebbe significare molto, essendo questo uno dei grandi problemi che certamente hanno frenato la crescita della base utenti.

    #UPDATE

    Twitter ha cominciato a rilasciare gli strumenti descritti, come potete vedere dalle immagini qui in basso

    Staremo a vedere quali saranno le evoluzioni e gli sviluppo. E voi cosa ne pensate?

  • Facebook Reactions un anno dopo: Love è il più usato

    Facebook Reactions un anno dopo: Love è il più usato

    E’ passato un anno da quando Facebook introdusse i tasti Reactions a livello globale. E dopo dopo 12 mesi sappiamo qualche dato in più sull’utilizzo: in un anno sono stati utilizzati 300 miliardi di volte; il più utilizzato è il tasto Love con più della metà dei click totali. Il paese che li usa di più è il Messico, seguito da Usa, Grecia, Suriname e altri.

    E’ passato un anno da quando Facebook introdusse i tasti Reactions a livello globale, con l’obiettivo di andare oltre il semplice “Like” e per dare all’utente altre modalità di reazione di fronte alla natura dei contenuti che non sempre può essere commentata con un like. Allo stesso modo, i tasti Reactions hanno finito per offrire alle aziende risposte e reazioni diverse ai contenuti che vengono condivisi.

    facebook reactions @franzrusso.it-2016

    Ebbene, a distanza di 12 mesi esatti siamo in grado di sapere qualche dato in più sull’utilizzo dei tasti Reactions, ossia Like, Love, Risata, Yay (approvazione), Wow (sorpresa), Triste e Arrabbiato. Un modo per avere maggiori insights sull’uso di questi tasti che, nonostante il grande utilizzo come questi dati mostrano, non hanno trovato il favore di tutti. Il tasto più usato è Love che totalizza la Reazione più della metà dei click sulle Reazioni totali. E il giorno in cui si è registrato il maggior numero di Reazioni, compreso delle “Love” reaction, è stato il Natale 2016. Gli utenti hanno usato i tasti Reaction 300 miliardi di volte in un anno, cioè 800 milioni di volte al giorno.

    Tra i 10 paesi che li hanno usati di più al primo posto si piazza il Messico, solo un paese europeo nella top ten ed è la Grecia. Tra gli altri ci sono gli Usa, Suriname, Paraguay, Costa Rica, Cile, Brasile e Uruguay. Insomma, il Sud America apprezza molto i tasti Reactions con ben sette paesi nei primi dieci.

    I dati sono stati rilasciati da Facebook in una mail inviata a Social Pro Daily – AdWeek.

    E voi utilizzate i Reactions? Uqale taso usate di più?

  • Instagram, in arrivo i post con 10 foto o video. Ecco come crearli

    Instagram, in arrivo i post con 10 foto o video. Ecco come crearli

    La notizia era nell’aria da tempo e, infatti, Instagram ha annunciato l’arrivo della possibilità di creare post ai quali aggiungere fino a 10 contenuti. Quindi non più una sola foto o un solo video come è stato finora. Una sorta di “stories” esteso anche ai post, i quali verranno individuti sul feed da puntini blu.

    Nel turbinio di nuove funzionalità lanciate negli ultimi giorni, soprattutto per quel che riguarda le Stories, Instagram lancia la possibilità di poter creare un post al quale aggiungere fino a 10 foto o video. Una modalità che era, in realtà, molto attesa e, infatti, è arrivata a soddisfare un’esigenza che era emersa tra gli utenti. Con questa posssibilità, che sarà disponibile nel nuovo aggiornamento dell’app per iOS, la 10.9, e per Android nelle prossime settimane, gli utenti potranno raccontare una vera e propria “storia” (e torniamo sempre sullo stesso tema) superando quella che in effetti cominciava ad essere visto come un limite, ossia quello di condividere solo un’immagine quando invece quella storia o quell’evento meritava di essere raccontato con qualche contenuto in più.

    instagram 10 foto video album

    La possibilità di creare un album con fino a 10 contenuti andrà certamente a soddisfare l’esigenza di tanti degli utenti che in passatto hanno dovuto limitare ad un solo contenuto il proprio racconto. In alcuni casi, si “occupava” il feed lanciando di seguito tutti i post che si sarebbero voluti raccogliere, in effetti, in un unico luogo, rischiando invece di limitare la visbilità degli stessi, con un coinvolgimento effettivo molto scarso. Con gli album e la possibilità di aggiungere fino a 10 contenuti tutto questo viene superato e, anzi, i post con più contenuti avranno una visibilità diversa, nel senso che saranno individuabili sul feed grazie a dei puntini blu che appariranno in basso al contenuto, a destra del “like”. Significa che quel post contiene più di un contenuto e, come è facile preveder, l’utente cliccherà ben volentieri.

    Si tratta quindi di una modalità molto simile alle Stories, ormai diventato un vero e proprio tormentone negli ultimi giorni, ma che non scompare, anzi, resta sulla bacheca dell’utente. Ma come si crea un post con più contenuti?

    Ecco come creare un post su Instagram e aggiungere fino a 10 foto o video

    Il video che vedete in basso in effetti mostra bene come creare un post che possa contenete fino a 10 foto o video. la modalità di creazione è molto semplice. Una volta aggiornata l’app, è sufficiente crea un post nella stessa modalità di prima, cliccando il simbolo più, “+”, come prima.

    Ora dal rullino del vostro telefono sarà possibile scegliere fino a 10 contenuti. Una volta scelte, le foto possono essere modificate singolarmente, aggiungendo il filtro a piacere, e sarà possibile anche cambiare l’ordine delle foto che state aggiungendo, tenendo premuta l’immagine e spostarla a destra o a sinistra. La galleria che andrete a creare avrà solo il formato quadrato. Ovviamente saranno commentabili allo stesso modo.

    Allora, che ne pensate di questa nuova possibilità?

  • Lexicocalorimeter: per una informazione corretta, serve verificare le fonti

    Lexicocalorimeter: per una informazione corretta, serve verificare le fonti

    Il ritmo con cui si diffondono le notizie sul web e, soprattutto, sui social media è, come sappiamo bene, molto elevato, al punto che spesso rischiamo di condividere informazioni e notizie errate. Un piccolo esempio è quello di Lexicocalorimeter, erroneamente diffuso da alcuni media italiani come Lexicoalimenter, rendendo la notizia stessa poco affidabile.

    Il ritmo con cui si diffondono le notizie sul web e, soprattutto, sui social media è, come sappiamo bene, molto elevato, al punto che spesso rischiamo di condividere informazioni e notizie errate, solo per il fatto di non avere avuto tempo per approfondire un po’ meglio. Non parliamo in questo caso di notizie importanti o di fenomeni legati alle “bufale”, no. L’esempio che facciamo oggi è su una notizia che ieri su alcuni media italiani è stata diffusa molto, perchè legata anche al capitolo “curiosità” che arrivano dal web e dai social media. La notizia è quella che riguarda uno studio dell’Università del Vermont che ha messo a punto uno strumento per misurare “il contenuto calorico dei tweet”. E qui si evidenzia la leggerezza che è partita da Ansa e Repubblica per poi diffondersi su diversi media. Lo strumento non si chiama Lexicoalimenter come hanno riportato tutti, è sufficiente fare una veloce ricerca per rendersi conto che questo nome richiama solo pagine in italiano. In realtà lo strumento si chiama Lexicocalorimeter e c’è una bella differenza con Lexicoalimenter.

    Su Twitter poi #lexicoalimenter porta zero risultati, mentre #lexicocalorimeter offre tutta una serie di contenuti dai  quali poi approfondire meglio.

    informazione corretta fonti lexicocalorimeter

    Dicevo, era rimasto incuriosito da questa informazione che sono andato subito alla ricerca di fonti, visto che quasi mai questo tipo di notizie, riportate in italiano, le offre. E avendo quel solo quel nome, ritendolo corretto e credendo che ci fosse stato un minimo di controllo preventivo, ho continuato a cercare senza successo. Allora, ho cambiato il mio modo di cercare e mi sono concentrato sull’Università del Vermont, soprattutto dal lato “notizie” di Google, qualcosa doveva pur spuntare. E infatti, in pochi secondi sono risalito alla fonte (o comunque la notizia più citata) che riportava il nome corretto, Lexicocalorimeter. A quel punto bastava fare una ricerca col nome corretto per rendersi conto che solo in Italia avevano sbagliato il nome.

    Ecco, questa piccolissima esperienza per dire che scrivere sul web e sui social media non è come scrivere sulla carta e nemmeno deve essere un continuo copia-incolla. E’ infatti bastato che una fonte italiana sbagliasse il nome perchè tutti gli altri riportassero la notizia nel modo sbagliato, senza fare un minimo controllo, così come vi ho mostrato. Niente di fantascientifico intendiamoci. Ma solo l’intenzione di fare un lavoro che sia rispettoso della notizia in sè per informare i ltettori nella maniera corretta. So bene che spesso manca il tempo e che, ancora pià spesso, è la velocità che conta. Il difficile è fare le due cose, ossia essere veloci ma allo stesso tempo verificare bene le fonti per non cadere il errore. Perchè anche se piccoli come questo, sempre di errore parliamo.

    Comunque sia, per restare sul Lexicocalorimeter perchè credo che un po’ di curiosità vi sia arrivata, il sito è questo e lo strumento in realtà esiste da un po’ di tempo, usato per scoprire, attraverso i tweet, le abitudini alimentari degli utenti. Uno strumento per raccogliere dati per poi analizzarli. Lo studio a cui si riferisce la notizia era stato pubblicato a dicembre su PLOS One, rivista scientifica che spesso pubblica ricerche che riguarda i social media.

    In questo caso la ricerca ha prso in esame 50 milioni di tweet pubblicati tra il 2011 e il 2012 scoprendo che gli americani twittano spesso ciò che mangiano. Ovviamente vengono considerati i tweet geolocalizzati. E quindi da parole come “gelato”, “bacon”, mettendolo in relazione con “passeggiate” o “guardare la tv” il Lexicocalorimeter è capace di tirar fuori qualche elemento in più sullo stile di vita degli americani e del loro rapporto con l’alimentazione. E’ uno strumento di salute pubblica, molto utile e innovativo soprattutto. Un esempio di come i social media, grandi produttori di big data, possano essere utilizzati per scopi come questi.

    Insomma, questo è un esempio di come alle volte un po’ di attenzione in più sia utile per rendere l’informazione utile (perdonate la ripetizione) e corretta, soprattutto corretta. Perchè sbagliare anche di poco può rendere poco affidabile la notizia stessa.

    E voi che ne pensate?

  • La Mappa dei Social Network aggiornata a gennaio 2017

    La Mappa dei Social Network aggiornata a gennaio 2017

    La Mappa dei Social Network di Vincenzo Cosenza, che la redige dal 2009, in questi giorni è stata rilasciata nella nuova versione “gennaio 2017”. Facebook ormai la fa da padrone ovunque, è il social network preferito in 119 paesi su 149. La sfida si gioca tra Instagram, in crescita, e Twitter.

    Era il 2009 quando Vincenzo Cosenza cominciò a stilare, e a curare, la Mappa dei Social Network, una vera e propria mappa attraverso la quale osservare come i social network si diffondono nel mondo. Se volete, potete guardare qui quando scrivemmo della mappa la prima volta proprio nel 2009, epoca in cui c’erano piattaforme come hi5, Orkut e Facebook aveva da poco raggiunto i 250 milioni di utenti iscritti. Davvero un’epoca fa. E quindi è arrivato il momento di sapere come le piattaforme sono evolute nel tempo e come queste hanno conquistato il mondo. Una considerazione generale che si può fare subito è che nel corso degli anni si è assistito ad una progressiva scomparsa delle decine di piattaforme che popolavano il web solo 7/8 anni fa, con la conseguente crescita quasi monopolistica di Facebook. L’analisi per arrivare a realizzare la mappa viene fatta attraverso i dati di  SimilarWeb e Alexa “che danno una stima della popolarità per nazione, in assenza di dati ufficiali granulari“, dice Vincenzo Cosenza.

    mappa dei social network gennaio 2017 vicenzo cosenza

    La nuova versione aggiornata a gennaio 2017 della Mappa dei Social Network di mostra il ruolo incontrastato di Facebook, non che fosse una novità, ma fa specie vedere come la piattaforma di Mark Zuckerberg sia la più usata in 119 paesi su 149 monitorati. Un vero monopolio, verrebbe da dire. Nonostante il forzato indietreggiamento in 5 paesi, dove è stato fermato da: Odnoklassniki, piattaforma russa nata nel 2006; in 2 da Vkontakte e in altri 2 da LinkedIn. Facebook fa qualche passo indietro anche in Iran e in Indonesia, paesi dove invece crescono Instagram e LinkedIn. Dall’analisi di Vincenzo Cosenza emerge quindi che LinkedIn conquista 9 paesi mentre Instagram prevale in 7. VKontakte e Odnoklassniki, entrambi facenti parte del gruppo Mail.ru, accrescono la loro presenza, rispettivamente, in 7 e 5 territori sovietici.

    QZone, il social network creato da Tencent nel 2005, continua ad essere la piattaforma più usata in Cina.

    E Twitter? La piattaforma di Jack Dorsey continua ad avere la meglio in Giappone, ormai da qualche anno, anche se qui, sottolinea Cosenza, “c’è una presenza di network prevalentemente basati su dispositivi mobili, che sono di difficile rilevazione“. Restando ad osservare la piattaforma a 140 caratteri, quello che emerge dalla nuova versione della Mappa dei Social Network è che adesso Twitter ha come diretto competitor non più Facebook, come era stato fino a poco tempo fa, non più. Adesso il rivale numero uno si chiama Instagram che già ha superato la piattaforma di Dorsey per numero di utenti attivi al giorno, per non parlare del numero di utenti attivi al mese.

    Nelle 57 nazioni che Cosenza non è riuscito ad analizzare, Instagram è la seconda piattaforma più usata in 37 paesi, mentre Twitter è presente in 8 paesi. Il primo, in questo anno, è cresciuto fino a conquistare 600 milioni di utenti mensili, mentre il secondo è rimasto fermo a 319 milioni.

    Da segnalare l’outsider di questa nuova versione della Mappa dei Social Network che è Reddit, piattaforma lanciata nel 2005 di social news e intrattenimento, dove gli utenti registrati (chiamati “redditors”) possono pubblicare contenuti sotto forma di post testuali o di links. E’ molto forte negli Usa e a quanto pare comincia ad affermarsi in altri paesi conquistando la seconda posizione in Australia, Canada, Danimarca, Norvegia e Nuova Zelanda.

    Allora, che ne pensate?

  • Nel giorno di San Valentino Twitter lancia la emoji per #LoveHappens

    Nel giorno di San Valentino Twitter lancia la emoji per #LoveHappens

    La parola più twittata del 2016 è Love in 12 lingue diverse, con 2,5 miliardi di citazioni. E nel giorno di San Valentino, Twitter lancia una emoji speciale con #LoveHappens. Ma Twitter è anche il luogo dove Grumpy Carer cerca quello che serve per il suo figlio autistico e anche la storia di Bana al-Abed, la bambina di 7 anni che ha raccontato la tragedia di Aleppo: “Love is greater than Hate”.

    Come diciamo spesso, Twitter è una finestra sul mondo dalla quale osservare tutto ciò che accade nel mondo, e questo vale anche oggi, il giorno di San Valentino. Per l’occasione, Twitter lancia una emoji speciale che si può sbloccaare semplicemente aggiungendo #LoveHappens ai vostri tweet. Un’altra emoji speciale appare con #ValentinesDay e #valentines. E di amore su Twitter, a quanto pare, si parla ogni giorno. Dovete sapere che la parola “Love” è la più twittata del 2016 con 2,5 miliardi di citazioni, in 12 lingue diverse.

    twitter #lovehappens emoji san valentino 2017

    twitter #lovehappens emoji

    E tanti sono anche gli hashtag e le emoji che si possono scegliere per parlare d’amore su Twitter. Per questo San Valentino, Twitter ha esaminato tutti i tweet che hanno collezionato il maggior numero di “like” ❤ su Twitter, a partire dal 14 febbraio dello scorso anno. Alcuni di questi, come #Love, #LoveisLove e #loveTwitter sono anche nella classifica degli hashtag più utilizzati in Italia lo scorso anno, accanto ai più classici #Amore e #SanValentino.

    twitter hashtag top ten #lovehappens

    Queste le emoji a tema amore che hanno riscosso più successo su Twitter nel 2016:

    twitter emoji top ten #lovehappens

    Twitter è un luogo dove stringere Relazioni, dove coversare ma anche dove chiedere aiuto, come fece, a novembre dello scorso anno, il papà @GrumpyCarer che aveva bisogno di trovare una tazza @tommeetippee_UK che fosse chiusa con un coperchio per il figlio autistico. E questa è stata la risposta:

    Bana al-Abed, la bambina di sette anni  che con i suoi Tweet ha raccontato la tragedia dell’assedio di Aleppo, ha guadagnato centinaia di migliaia di seguaci su Twitter. L’account di Bana è stato creato a settembre 2016 e ha spinto tutto il mondo a Twittare il sostegno per la gente di Aleppo.

    Bana da allora è stata evacuata senza rischi e con il suo account sta ricordando a tutti che l’amore è più grande e più forte di tutto.

    Twitter è anche luogo dove ci si incontra e dove nascono delle belle storie come questa. La scorsa estate, una giovane coppia inglese è convolata a nozze dopo essersi conosciuta proprio grazie a Twitter: lei, Victoria Carlin, appassionata dei Tweet divertenti e brillanti dell’account della catena di librerie Waterstones, ha deciso di indagare chi ne fosse l’autore e, una volta scoperta l’identità di Jonathan O’Brien, ha deciso di farsi avanti portandogli la colazione in ufficio. Di queste storie ce ne sono tantissime.

    Allora, Buon San Valentino per anche su Twitter #LoveHappens.

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