Categoria: News

In questa categoria si trovano articoli che parlano di comunicazione, condivisione, social media, social network. Insomma, tutto ciò che riguarda il web 2.0 e di come si sta evolvendo

  • Facebook lancia Say Thanks, un tool per dire grazie a qualcuno

    Facebook lancia Say Thanks, un tool per dire grazie a qualcuno

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    Facebook ha annunciato un nuovo tool, si chiama Say Thanks e serve a creare video personalizzabili con cui dire grazie ai vostri amici. Basterà andare su facebook.com/thanks, scegliere l’amico e personalizzare il vostro video. Il tool punta sul video, il futuro del content marketing, mirando ad elevare l’engagement degli utenti

    Nell’intento di rendere la piattaforma sempre più coinvolgente, Facebook rilascia una nuova feature questa volta orientata ai video. Si chiama Say Thanks e permetterà agli utenti di realizzare video personalizzabili, utilizzando dei temi prestabiliti e usando vostre foto e immagini. E poi i video potranno essere condivisi sulla vostra timeline e con quella dei vostri amici.

    Per realizzare i video basta andare su questo link, facebook.com/thanks, selezionare l’amico a cui volete dire grazie, scegliere tema (al momento ce ne sono solo due: “Amici di vecchia data” e “Amici”) e immagini che volete utilizzare e poi, dopo aver visualizzato l’anteprima del vostro video, potete condividerlo sulla bacheca del vostro amico, inserendo un messaggio personalizzato. Noterete che di default troverete #grazie.

    Il lancio di questa nuova funzionalità arriva a due settimane dal Thanksgiving Day, il Giorno del Ringraziamento, festività diffusa negli Usa e in Canada che si celebra il quarto giovedì di Novembre. Da Facebook fanno sapere che il tool non c’entra nulla con la festività imminente, ma negli Usa in queste ore su molti siti si fa notare molto la similitudine. Infatti il tool è disponibile da oggi al livello globale in inglese, francese, tedesco, indonesiano, italiano, portoghese, spagnolo e turco.

    Say Thanks ricorda molto “Year in Review” il video generato in automatico a fine anno che passa in rassegna i momenti salienti degli utenti trascorsi su Facebook. Questo invece sembra sia un tool non temporaneo e ha certamente lo scopo di invogliare gli utenti a creare contenuti. E anche la scelta del video non è affatto casuale. Il Video è il futuro del Content Marketing e, come ha sottolineato una ricerca di Cisco, i contenuti video saranno il 69% dell’intero traffico web. Insomma, contenuti video e alto livello di engagement e il gioco è fatto.

    E voi che ne pensate?

     

     

  • Philae sbarca sulla cometa 67P, la missione Rosetta su Twitter

    Philae sbarca sulla cometa 67P, la missione Rosetta su Twitter

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    Per la prima volta nella storia una missione spaziale riesce ad approdare su una cometa. Alle ore 17:04 il lander della missione Esa, Rosetta, ha toccato il suolo della Cometa 67p dopo un’operazione di #CometLanding durata 7 ore. E su Twitter il racconto dell’evento è stato in tempo reale attraverso @ESA_Rosetta, account ufficiale della missione, e @Philae2014, account ufficiale del lander

    Dopo aver accompagnato per mesi la cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko in orbita solare, alle ore 17:04 la missione spaziale Rosetta è riuscita nella missione di far atterrare il lander Philae sulla superficie del corpo celeste. E come spesso accade, anche evento straordinario è accaduto e sta ancora accadendo su Twitter. Lo sbarco, infatti, è stato raccontato in tempo reale attraverso un live-tweeting dagli account Twitter @ESA_Rosetta, account ufficiale della missione, e @Philae2014, account ufficiale del lander, che hanno interagito fra di loro dialogando in diretta durante la manovra di atterraggio. Una missione complessa e storica, controllata dal Centro Europeo per le Operazioni Spaziali @Esa (@Esa_Italia nella versione italiana).

    Ecco un esempio di interazione tra i due account:

    Questa foto che vedete nel tweet in basso è la prima cartolina che il lander invia dalla cometa:

    L’annuncio del lander anche in italiano:

    Gli utenti da tutto il mondo stanno seguendo e commentando questo emozionante evento attraverso gli hashtag ufficiali:

    #CometLanding
    #Rosetta
    #67p

    Di seguito alcuni momenti salienti di questo evento raccontato segnalandovi alcuni momenti tra i più condivisi su Twitter:

    – il momento della separazione del lander

    – il momento che segna le operazioni di discesa sulla Cometa:

    – questa è l’immagine del lander nello spazio:

    Questa è l’intera lista degli account ufficiali coinvolti nella missione Rosetta.

    Questo è il tweet con il messaggio video del Capitano Kirk di Star Trek, William Shatner, che fa gli auguri alla missione Rosetta.

    In questi mesi abbiamo imparato a conoscere astronauti che hanno fatto grande uso di Twitter nelle loro missioni, l’italiano Luca Parmitano ci ha regalato immagini mozza fiato, così come gli altri astronauti. Ecco allora una lista di account di astronauti ESA:

    • ESA @esa – 237k followers
    • @astro_andre – 342k followers
    • @Astro_Alex – 190k followers
    • @astro_luca – 136k followers
    • @AstroSamantha – 76k followers
    • @astro_timpeake – 33k followers
    • @Astro_Andreas – 16k followers
    • @Thom_astro – 16k followers

    E questa è una lista di account, tra i più seguiti, di astronauti NASA:

    • @MarsCuriosity – 1,71 mln followers
    • @AsteroidWatch – 1,23 mln followers
    • @NASAJPL – 675k followers
    • @CassiniSaturn – 443k followers
    • @MarsRovers – 263k followers
    • @NASAVoyager – 133k followers
    • @NASA_Orion – 103k followers
    • @NASA_Hubble – 73k followers
    • @NASA_MMS – 5k followers

    Il New York Times ha pubblicato una galleria di immagini di Rosetta imperdibili, facendo anche una comparazione delle dimensioni della cometa con la superficie di Manhattan a New York:

    NYT_comet_manhattan_comparison Rosetta

    The Guardian ha dato invece una copertura dell’evento live che trovate qui.

    Quello che è accaduto oggi ha il sapore di storico e di straordinario allo stesso tempo. Oltre al grande valore scientifico della missione, quello che colpisce è come il web e le nuove tecnologie sono riuscite ad irrompere anche in un evento come questo. Non è fuori luogo paragonare questo evento allo sbarco sulla Luna del 1969, sono infatti due eventi unici nella storia. E mentre allora gli italiani restavano incollati alle tv (per chi l’aveva in casa) a sentire l’annuncio di Tito Stagno, oggi questo racconto avviene sul web e su Twitter in particolare. Anche questo è un segno dei nostri tempi.

  • Amazon, 10 mila pick up point presso gli uffici postali

    Amazon, 10 mila pick up point presso gli uffici postali

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    Amazon annuncia oggi che i clienti potranno ora scegliere se ricevere i prodotti acquistati a casa propria oppure se servirsi dei 10 mila pick up point presso gli uffici postali. Direttamente dal sito si potrà scegliere l’ufficio postale più vicino e anche l’orario più comodo

    Una decina di giorni fa avevamo parlato del tema “E-commerce e consegna” con una piccola panoramica sull’Italia e sull’estero, riguardo ad un tema in realtà poco approfondito. E la notizia di oggi sicuramente allarga lo scenario italiano visto che Amazon annuncia che i clienti potranno scegliere se ricevere i prodotti acquistati a casa propria oppure se servirsi dei 10 mila pick up points che saranno avviati presso gli uffici postali. La scelta potrà essere fatta direttamente dal sito selezionando l’ufficio postale più vicino e anche l’orario, senza costi aggiuntivi.

    Una volta fatta la scelta del pick up point più vicino, un addetto sarà sempre disponibile al momento della consegna degli ordini fatti su Amazon.it; i clienti potranno pianificare il momento migliore in cui ritirare il proprio ordine nel periodo di tempo disponibile, anche durante il weekend. Gli orari di apertura sono segnalati su Amazon.it in modo chiaro accanto al nome dell’ufficio postale.

    amazon-pick-up-point-cartina

    Al momento dell’acquisto, il sistema mostrerà gli orari di apertura e la posizione di ogni Pick-up Point e i clienti di Amazon.it potranno selezionare l’ufficio postale dove desiderano ricevere il proprio ordine. Se un prodotto risulta troppo voluminoso per poter esser consegnato presso un Pick-up Point, sulla pagina di Amazon.it apparirà la richiesta di scegliere un indirizzo di consegna alternativo. I clienti potranno ritirare i propri prodotti nel Pick-up Point mostrando la carta d’identità oppure potranno autorizzare una terza persona al ritiro. Amazon informerà il cliente non appena il prodotto sarà consegnato nel Pick-up Point selezionato. Se il prodotto non dovesse essere ritirato entro i primi quattro giorni, una seconda e-mail ricorderà al cliente di effettuare il ritiro appena possibile. Dopo altri tre giorni, il prodotto sarà reso ad Amazon e il cliente riceverà automaticamente il rimborso.

    Il servizio Pick-up Point è disponibile per la modalità di consegna 3-5 giorni; è gratuito per i clienti Prime ed è incluso nel costo della modalità di consegna standard (2,80€) per tutti gli altri clienti non abbonati al servizio Prime.

    Un’indagine dello scorso anno della Copenaghen Economics rilevava che i pick up point erano l’alternativa alla consegna a casa (home delivery), seguiti poi dai lockers che stanno cominciando a diffondersi anche nel nostro paese. Mentre in gran parte d’Europa la consegna a casa è il metodo preferito, in Scandinavia invece sono proprio i pick up point ad essere più usati come metodo di consegna.

  • Facebook Messenger raggiunge i 500 milioni di utenti

    Facebook Messenger raggiunge i 500 milioni di utenti

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    Facebook ufficializza che Messenger, lanciato nel 2011, ha raggiunto i 500 milioni di utenti che lo usano ogni mese. Nel mese di aprile contava 200 milioni mentre ha più che raddoppiato i suoi utenti, nonostante dall’estate scorsa sia obbligatorio scaricare l’app per poterla utilizzare

    Giovedì scorso Mark Zuckerberg, fondatore e CEO di Facebook, in occasione del primo Q&A, “Q&A with Mark”, rispondendo alle tante domande che gli utenti gli hanno rivolto, ha spiegato anche perchè Messenger è diventato obbligatorio dalla scorsa estate. Semplicemente “per consentire agli utenti una migliore esperienza. Ogni giorno gli utenti inviano più di 10 miliardi di messaggi, quindi Facebook ha pensato bene che di fronte a questo dato bisognasse dare uno strumento dedicato”. Ecco in virtù di queste parole i dati da poco diffusi sugli utenti che utilizzano Messenger ogni mese danno ragione al ragionamento di Zuckerberg. Infatti i dati dicono che sono 500 milioni che lo usano ogni mese. I dati sono stati diffusi direttamente da Facebook in un post.

    Quindi se la decisione, della scorsa estate, di renderlo come una “app stand-alone“, quindi non più inglobata nell’applicazione mobile del social network ma considerata come app indipendente, aveva fatto tanto clamore, nei fatti i numeri dicono il contrario. Infatti solo ad aprile Messenger contava 200 milioni di utenti, mentre nel giro di pochi mesi riesce addirittura a raddoppiare il numero degli utenti. E stiamo parlando ancora di numeri “piccoli” se paragonati agli utenti complessivi di Facebook che sono 1,35 miliardi. Ma è chiaro che i margini di crescita ci sono e sono evidenti e gli utenti, per quanto si vedano “costretti”, usano comunque Messenger per inviare e ricevere messaggi con i propri amici.

    Un dato dunque che vede Facebook, in senso generale, vincitore. Il “rivale” in casa, WhatsApp, conta ormai 600 milioni di utenti e se Messenger continua con questo ritmo di crescita rischia anche di superarlo. Anche se va specificato che in questo WhatsApp non vede alcun ritorno, vivendo bene di vita propria. E’ chiaro, anche alla luce di questi numeri, che Facebook continuerà ad investire in questa ottica introducendo nuove funzionalità, come quella di inviare pagamenti proprio attraverso Messenger. Perchè come dice Peter Martinazzi, Director of Product Management, nel post che ufficializza il dato, Messenger “è una pietra miliare”. E’ un prodotto di quella strategia, tutta orientata sul Mobile, che Zuckerberg mise in atto nel 2012 e che ha portato ad allargare Facebook acquisendo, come ben sapete, anche Instagram.

    Insomma, quella “costrizione” di cui tanto si è parlato non trova risconto nei numeri, anzi si trasforma in un dato in forte crescita per Messenger.

    E voi che ne pensate? State usando anche voi Facebook Messenger?

  • E Firefox compie 10 anni e lancia il tasto Dimentica

    E Firefox compie 10 anni e lancia il tasto Dimentica

    Dieci anni fa Mozilla lanciò Firefox rivoluzionando il settore dei web browser fino ad allora monopolizzato da Internet Explorer. Per la prima volta gli utenti della rete avevano a disposizione la possibilità di scegliere. Per l’occasione, oggi, Mozilla rilascia nuove funzionalità come il tasto “Dimentica” che permette la cancellazione dei dati in periodo di tempo che sceglie l’utente

    Sono passati 10 anni da quando Firefoz, il web browser lanciato da Mozilla, rivoluzionò il settore fino ad allora monopolizzato da Internet Explorer di Microsoft. Ma quello che fece Mozilla con tutti i suoi volontari si adoperò per creare un’alternativa indipendente e, ripeto, rivoluzionaria in quel momento.
    Oggi ancora centinaia di milioni di persone si fidano di Firefox perché comprendono che Mozilla è differente, e che Firefox, come browser indipendente, permette di mettere al primo posto gli utenti. Anche se c’è da dire che l’arrivo di Google Chrome ha un po’ sparigliato il settore finendo poi per superare lo stesso Firefox. Ma Mozilla non ha mai smesso di innovare e di rendere Firefox un browser sempre interessante.

    E infatti, in occasione del decimo anniversario del browser, Mozilla annuncia una release speciale di Firefox con nuove funzionalità che permettono agli utenti di avere il pieno controllo, e sono:

    – DuckDuckGo è aggiunto alla lista dei motori di ricerca disponibili in Firefox per Windows, Mac, Linux e Android. DuckDuck GO offre risultati di ricerca senza tracciare in alcun modo l’utente

    Duck-Duck-Go firefox

    – Il tasto “Dimentica” aggiunto in Firefox offre una modalità immediata per dire a Firefox di cancellare alcune delle attività recenti. Invece di porre una serie di domande tecniche, la nuova funzione di Firefox chiede: “quanto tempo vuoi dimenticare?”. Il mese scorso Harris Poll ha condotto una ricerca globale commissionata da Mozilla, da cui è emerso che il 74% dei 7 mila adulti intervistati credono che le internet company sappiano troppo sugli utenti, mentre il 54% ha ammesso di aver fatto online qualcosa ‘da dimenticare’. Ecco soeigato meglio il perchè di questa nuova funzionalità.

    tasto-Dimentica-firefox

    – Privacy tour: Ad ogni aggiornamento di Firefox,  un nuovo tutorial mostrerà alcune delle opzioni messe a disposizione da Firefox per tutelare la privacy, incluso il tasto Dimentica e il motore di ricerca DuckDuckGo. Su Android inoltre, il nuovo Privacy Coach offrirà informazioni sulle impostazioni e i componenti aggiuntivi per il controllo del browser mobile

    – Tiles (attualmente non disponibile in italiano): Come parte degli sforzi di Mozilla di costruire una rete di contenuti pubblicitari raccomandabili e sviluppati nel rispetto dell’utente, sono stati aggiunti a Firefox dei Tiles di Default. Ulteriori informazioni sono disponibili cliccando qui.

    Portando avanti la tradizione di fornire i migliori strumenti e tecnologie per gli sviluppatori, Mozilla Firefox ha rilasciato Firefox Developer Edition. Questa edizione speciale è personalizzata per gli sviluppatori Web e dispone di un flusso di lavoro mobile-first che consente di eseguire il debug dell’intero Web.

    Le novità di oggi riguardano anche Firefox OS: Mozilla ha annunciato che l’ultima developer preview 2.0 di Firefox OS è ora disponibile per il reference phone Flame.

    Mozilla oggi annuncia anche il lancio del Progetto Polaris, un’iniziativa che mira ad accelerare la privacy degli utenti online. Partner di Mozilla nel lancio del progetto sono il Center for Democracy and Technology (CDT) e il Tor Project, entrambi no profit, che offriranno supporto e consigli sul e aiuteranno Mozilla ad allinearsi con gli obiettivi di privacy. Ulteriori dettagli sul progetto Polaris sono disponibili qui.

  • Il panorama Video in Italia: in crescita nei prossimi tre anni

    Il panorama Video in Italia: in crescita nei prossimi tre anni

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    Una ricerca di Forrester Consulting, per conto di Videology, svela come i consumatori adotteranno nuove modalità di reperimento di contenuti video. L’indagine ha coinvolto media company, agenzie e advertiser rivelando una crescita sempre più rapida del video advertising

    Videology, una delle piattaforme di video advertising leader di mercato, ha diffuso i dati di una ricerca commissionata a Forrester Consulting sull’andamento del video in Italia nei prossimi tre anni. L’indagine ha coinvolto media company, agenzie e advertiser e nonostante le risposte abbiano evidenziato alcune aree di divergenza, le visioni di queste tre principali categorie di attori dell’ecosistema video sono risultate molto simili, preparando così il campo per una crescita e adozione più rapide del video advertising. Tutti concordano, infatti, nel ritenere che i consumatori italiani abbracceranno nuove modalità di reperimento di contenuti video nel prossimo triennio.

    L’uniformità di vedute si evidenzia nel fatto che nei prossimi tre anni aumenterà lo streaming dei programmi tv dai siti web delle varie reti televisive (73% advertiser, 79% agenzie e 66% media company), così come i servizi di streaming online on demand stile Netflix  (71% advertiser, 66% agenzie e 66% media company). La crescita della fruizione di video on demand via satellite o cavo non sembra invece convincere particolarmente media company (57%) e agenzie (60%), con le prime che sono ancora meno ottimiste (46%)  quando si parla di programmazione professionale online originale. Da notare come il 64% degli intervistati ritenga che la visione televisiva in diretta potrebbe rimanere invariata o addirittura diminuire.

    Per quanto riguarda i device maggiormente utilizzati per la fruizione dei video nel triennio a venire, i dati della ricerca evidenziano una maggiore diffusione delle Smart TV (90% advertiser, 70% media company e 69% agenzie) e dei tablet (92% advertiser, 64% media company e 87% agenzie). In terza posizione gli smartphone. Da notare come il 54% degli intervistati è convinto però che la fruizione dei contenuti video aumenterà su un dispositivo al momento non ancora identificabile.

    I prossimi tre anni, secondo gli intervistati, saranno caratterizzati dalla capacità del “second screen” di incrementare le possibilità di interagire con contenuti ulteriori relativi alla programmazione TV (la pensa così 82% advertiser, 70% agenzie e 70% media company) e ai contenuti degli advertiser (73% marketer, 78% agenzie e 70% media company). Oltre il 70% ritiene che il “second screen” offrirà nuove opportunità di engagement pubblicitario.

    Per ciò riguarda i possibili cambiamenti nel settore alla luce delle nuove abitudini dei consumatori nel prossimo triennio, tutti sono concordi nel ritenere che la tecnologia sarà un elemento differenziatore chiave (media company 76%, agenzie 75% e advertiser 74%) e che ci sarà una convergenza tra pianificazione TV e video online (advertiser 71%, media company 70%, agenzie 69%). Oltre la metà degli intervistati è fermamente convinta che ci saranno cambiamenti nel settore.

    In definitiva, la ricerca evidenzia tra gli intervistati un ottimismo generale sul futuro del video. L’ecosistema italiano è convinto che per sfruttare tutte le opportunità future sarà necessario essere in grado di operare sia a livello tradizionale che programmatico, con la flessibilità che sarà la parola d’ordine per il successo futuro della adv technology.

    La ricerca in Infografica

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  • Il doodle oggi è per i 25 anni dalla caduta del Muro di Berlino

    Il doodle oggi è per i 25 anni dalla caduta del Muro di Berlino

    Sono passati 25 anni dalla quella giornata, 9 Novembre 1989, che vide dopo 28 anni l’abbattimento del Muro di Berlino. Oggi anche Google vuole celebrare questa data con un doodle in video che raccoglie frammenti di quella notte e i vari pezzi del muro visibili in giro per il mondo

    Il 9 Novembre 1989 è una data fondamentale per la Germania di oggi che da quel giorno rinasce unita. Nella notte di quel 9 Novembre il Muro di Berlino venne “abbattuto” in seguito all’annuncio dato dalla Germania Est che le visite vero Berlino e la Germania Ovest erano permesse. Da quel momento tutti cercarono di superarlo e cominciò l’opera di abbattimento. Il Muro di Berlino cadeva dopo 28 anni, fu eretto nel 1961 proprio per impedire la libera circolazione. Il Muro ha rappresentato la “cortina di ferro”, il confine che segnava la zona ad influenza occidentale da quella sovietica negli anni della Guerra Fredda. Ma il Muro rappresenta anche il dolore e la sofferenza di migliaia di persone divise nella loro stessa terra e ha rappresentato anche, per certi versi, una linea di confine in tutto il mondo, dividendo i popoli per ideologia che trovavano in quella linea di separazione fisica il motivo di scontro.

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    E oggi non poteva mancare l’omaggio da parte di Google con un doodle video questa volta che rappresenta frammenti di quella notte concessi dal German Federal Archives (Bundesarchiv). In collaborazione con veed.me sono state posizionate 17 troupes video in tutto il mondo per raccogliere filmati. La musica originale porta la firma di Nils Frahm, musicista tedesco che con questa sua opera ha voluto esprimere cosa ha provato in quella notte:

    Avevo 7 anni quando migliaia di auto dalla Germania Est firma arrivarono nella mia città, Amburgo, e riempivano l’aria con uno strano odore di fumo blu. Ho visto estraneiabbracciare estranei, le lacrime nei loro occhi, la loro voce stanca di cantare. Ero troppo giovane per capire, ma ho sentito che la vita era diversa ora e che diverso era meglio. Ora è nostro dovere raccontare questa storia a tutti coloro che non hanno potuto esserci, che non sono stati in grado divedere la scintilla della rivoluzione pacifica e, soprattutto, a chi non ricordo come ci si sente quando la propria esistenza è messa in carcere dentro un muro di cemento. E ‘tempo di celebrare 25 anni di unità.”

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    Parole che descrivono come un bambino vedeva quegli anni e che ha avuto poi la possibilità di crescere in un paese unito. La vita che iniziava da quel momento era “diversa” e diversa sarebbe stata una vita migliore, infatti.

    Il video, come noterete, mostra varie città nel mondo dove è visibile un pezzo di quel muro. Sono almeno 25 i pezzi del Muro al momento esistenti, ne esiste uno anche in Città del Vaticano.

    In questi giorni sono stati installati ottomila palloncini lungo 15 km che tracciano il Muro di Berlino. Sono stai accesi venerdì dal sindaco Klaus Wowereit e hanno dato ufficialmente il via alle celebrazioni per i 25 anni dalla caduta. Al Checkpoint Charlie, invecchiato ma in jeans, è arrivato anche ‘Gorby’.

    Muro-di-Berlino-palloncini

    Un ricordo doveroso oggi per l’Europa che da quel giorno davvero visse unita e in pace.

    Ci piacerebbe anche conoscere i vostri ricordi di quella notte e i vostri pensieri. Se vi va li leggeremo con piacere tra i commenti.

  • Facebook, più controllo del News Feed e facilità di unfollow

    Facebook, più controllo del News Feed e facilità di unfollow

    Facebook ha annunciato, attraverso il Product Manager Greg Marra, nuove funzionalità che daranno un maggiore controllo all’utente del News Feed e anche la possibilità di decidere di non seguire più qualche contatto in maniera più rapida. Due novità che mirano a rendere Facebook più funzionale per gli utenti

    A poche ore dal primo Q&A di Mark Zuckerberg, la sessione di domande e risposte aperta a tutta la community di Facebook, ecco arrivare l’annuncio di due nuove funzionalità che mettono in condizione l’utente di poter gestire e ottimizzare al meglio il proprio News Feed. A conferma, come ha detto il fondatore del più grande social network del web (1,35 miliardi di utenti al 30 settembre 2014), che la piattaforma tende a valorizzare i contenuti che condividono gli utenti.

    Le novità sono state annunciate in un post da Greg Marra, Product Manager, che vedete nel video in alto spiegare quali sono le funzionalità che sono attive già da oggi. Il consiglio è quello dunque di aggiornare l’app sul vostro dispositivo iOS o Android.

    Queste nuove funzionalità vanno dunque nella direzione di ottimizzare ed eliminare tutte quelle notizie che sono in evidente sovraccarico, frutto, guarda caso, di tutti quei suggerimenti di Facebook che abbiamo collezionato negli anni. Alla fine viene dato agli utenti uno strumento per eliminare quello che già ci veniva consigliato. Comunque, meglio così.

    facebook-news-feed

    Da oggi sarà quindi possibile ottimizzare il proprio News Feed accedendo dal vostro menù Impostazioni=> Gestisci la sezione Notizie. Da qui potrete gestire i vostri account decidendo di non seguirli più, che non significa eliminarli dai vostri contatti, ma semplicemente non vedere più nel vostro News Feed i contenuti che condividono. E’ molto simile alla funzionalità di Twitter che vedete dal menù Impostazioni dall’account che vin interessa, cliccando poi “Togli voce a @…”. In questo modo Facebook rende l’utente più capace di ottimizzare i contenuti che vuole visualizzare sul proprio News Feed. Se qualche vostro contatto posta contenuti che vi danno fastidio e non li ritenete interessanti, ecco che in questo modo l’ottimizzazione del nostro feed è più semplice.news feed controls

    Da oggi si può intervenire direttamente sulle storie che i vostri contatti condividono. Dal vostro News Feed cliccate la freccetta in alto al destra del box della storia condivisa dal vostro contatto e intervenire direttamente, avendo la possibilità anche da questo menù di accedere a quello di cui parlavamo prima e decidere quindi di non seguire più l’utente.

    Dalle Impostazioni del News Feed vedrete quindi un elenco di utenti, di pagine e di gruppi che avete seguito di più rispetto alla settimana precedente. Da qui potete gestire meglio il tutto.

    Le nuove modalità nelle Impostazioni sono già disponibili su desktop e su mobile, mentre le nuove opzioni attraverso le quali rilasciare il proprio feedback sono già attive su desktop e presto lo saranno anche su mobile.

    Allora dateci i vostri feedback e diteci cosa ne pensate!

  • Quando la Competizione genera Innovazione

    Quando la Competizione genera Innovazione

    competizione-innovazione

    La Competizione genera Innovazione? Una riflessione che riguarda tutti gli ambiti in cui ci troviamo a lavorare. E’ Innovazione quando questa genera valore, quando stimola a condividere i risultati. E’ Innovazione quando ci spinge a superare i nostri limiti

    Anche se sono per lo più conosciuta come una persona estroversa, il mio vero carattere è molto solitario.
    Non sto dicendo che fingo, anzi. Eppure è nel silenzio di casa mia, dei miei pensieri, dei miei racconti che do il meglio di me.

    Ho sempre avuto, diciamocelo, un rapporto pessimo con la competizione in sé.

    Con la tensione delle gare, per esempio. Da piccina ero talmente brava a nuotare che sono entrata in agonistica a 8 anni e mi hanno dato la cuffia rossa. La portavano solo i migliori, come me, ma io non riuscivo a metterla. Ho vinto poche gare – considerando che ne facevo una ogni domenica – e dopo le poche gare che vincevo sono sempre fuggita via. La medaglia me l’hanno data dopo.

    Perché vincevo a stento? Perché non ho mai vissuto bene, dentro di me, la competizione.
    Torniamo a questa parola, tanto complessa e importante.
    Anziché essere una opportunità per essere più soddisfatta, quindi più felice, era per me fonte di ansia e di aspettative troppo alte. Aspettative che di certo mi ero posta io, da sola, ben prima della gara.

    Sono cresciuta, per fortuna, e di traguardi ne ho vinti tanti e con grande gioia.
    Mi è rimasto, però, qualcosa dentro: per lavorare al meglio, per dare il meglio di me, ho bisogno di non avere tensioni esterne. Aspettative, mie o altrui, ansie di prestazione.
    Non sono i tempi ristretti o la difficoltà del compito da eseguire a spaventarmi: è che ho bisogno di una concentrazione interiore che la competizione in se stessa distrugge.

    Penso alla maggior parte delle persone che sono esattamente l’opposto di me.
    La tensione della prova, l’atmosfera stessa della gara, la competizione del “ti faccio vedere cosa sono capace di fare”, costituiscono la molla vincente, quella scossa a fare di più e meglio – e a vincere – che, invece, a me tarpa le ali.

    Ottimo. Nessuno di noi è uguale e, in fin dei conti, l’importante è lavorare bene, portando a casa risultati buoni se non eccellenti. Ognuno a modo suo.

    L’altro giorno in un film ho sentito un personaggio dire: “La competizione genera innovazione”.
    Ci ho pensato a lungo.
    Cambio discorso? No.
    Se nella storia non ci fossero state le sfide, le battaglie, le gare e se nel lavoro non ci fosse la corsa al più bravo, il rischio oggi sarebbe altissimo.
    L’umanità ha un brutto difetto: tende a sedersi sugli allori.

    Se dopo aver portato a casa un risultato eccellente il tuo collega ne tira fuori uno ancora migliore del tuo questo è un danno per te? O è un bene per la Società? (Azienda, Impresa, Mercato, etc).

    Possiamo parlare di innovazione grazie alla sfida che ogni essere umano ha accolto, gareggiando con altri o rimanendo a lavorare da solo.

    Il mondo gira grazie alla competizione, perché c’è stato insegnato che possiamo e dobbiamo essere i migliori.
    La tecnologia si rinnova così, la qualità della nostra vita migliora e l’innovazione trova piccole (purtroppo ancora piccole) stradine in cui imbucarsi e saltare fuori.

    Fuori di sé gareggiando, copiando perfino, spesso ponendo più attenzione ai competitor che ai propri clienti, ma comunque vada vincendo. O puntando a farlo.
    Dentro di sé, quando la competizione estranea, pura e dura, danneggia solo la concentrazione, vince la creatività, il pensiero del singolo.

    Nel mio lavoro concentrato, solitario e silenzioso – Social Network a parte, ovviamente, dove chiacchiero moltissimo – do il massimo di me.
    Questo non è l’obiettivo di tutti? Cercare di garantire il massimo per la Società, l’Azienda, il Mercato, etc. per arrivare a pensare di poterci innovare.

    Troviamo ciascuno di noi il modo migliore per farlo.
    Scrivi poesie? Fallo al massimo.
    Sei Amministratore Delegato di una multinazionale? Rispetta tutti i compiti, delega, metti in fila le priorità, fai vincere la tua squadra.
    Sei un Social Media Manager?
    Se hai bisogno di sentire la sfida esterna e provare la tensione della gara (magari un concorso), buttati nella mischia portando con te il tuo valore. E’ quello – il tuo valore – che ti farà vincere la competizione e portare innovazione.
    Se, invece, hai bisogno di silenzio, prendi carta e matita, disegna: la tua innovazione partirà da lì, da delle freccette in uno scarabocchio.
    Ed è l’innovazione più bella che c’è, perché ha il tuo valore e perché  la competizione – stavolta – è con te stesso.

     

  • Le Organizzazioni Non-Profit sui Social Media, ecco le più influenti [Infografica]

    Le Organizzazioni Non-Profit sui Social Media, ecco le più influenti [Infografica]

    organizzazioni non-profit

    Interessante indagine quella che vi proponiamo oggi ad opera di Blogmeter che ci mostra come usano i Social Media le Organizzazioni Non-Profit e quali sono le più influenti. Si distinguono Legambiente, ENPA, Greenpeace ed Emergency e i temi più discussi sono l’emergenza a Gaza, l’allarme Ebola, l’orsa Daniza e le energie rinnovabili

    Di Organizzazioni Non-Profit e social media ce ne siamo occupati proprio tre anni fa, grazie allo studio Non Profit Report 2011, l’indagine realizzata da ContactLab in collaborazione con VITA Consulting. E allora sottolineavamo come il rapporto tra le associazione del Terzo Settore e i Social Media fosse ancora tutto da costruire. Ebbene, a distanza di tempo torniamo a parlarne grazie all’interessante indagine di Blogmeter che ci illustra come in effetti questo rapporto è via via diventato più robusto. E grazie a questa indagine sviluppata tra il 1° Giugno e il 19 Ottobre 2014 vediamo come si è sviluppato il passaparola sul web e sui social media, ossia Facebook, Twitter, Blog, News, Forum, Yahoo Answers relativo alle principali 40 organizzazioni non profit italiane, confrontando le performance di queste sui profili ufficiali di Facebook e Twitter.

    Quindi, Legambiente, con oltre 88mila messaggi, è la regina del passaparola online: discussa prevalentemente per via delle sue numerose attività, tra cui la contestazione, portata avanti insieme a WWF e Greenpeace, del decreto sblocca-Italia, accusato di aprire i nostri mari alle trivellazioni indiscriminate delle compagnie petrolifere. Anche Croce Rossa e Caritas sono state molto discusse in merito alla loro attività di sostegno ai migranti giunti sul territorio italiano nell’ambito del programma Mare Nostrum o in merito al conflitto in Ucraina (CRI). Tra i temi più discussi spicca anche l’emergenza a Gaza, dove sono morti 121 bambini in seguito a bombardamenti israeliani: diverse associazioni presenti sul territorio, tra cui Unicef, Medici Senza Frontiere, Save the Children, hanno mobilitato l’opinione pubblica con i loro appelli per la fine dei bombardamenti e con gli aggiornamenti dal campo. Da segnalare anche l’allarme Ebola in Africa occidentale, fronte su cui si sono attivate sia Medici Senza Frontiere, sia Emergency e le violenze perpetrate in Iraq dall’ISIS.

    Su Facebook

    Facebook è il social network dove si discute di più di temi legati alle Organizzazioni Non-Profit, con gli utenti che commentano prevalentemente i post pubblicati dalle pagine ufficiali delle associazioni. Tre su quattro sono donne e prediligono contenuti di stampo animalista. Su Facebook il leader è ENPA che riesce ad ottenere il miglior rapporto tra community coinvolta e interazioni ricevute, mentre il post che registra il maggior numero di interazioni, oltre 82mila tra like, condivisioni, commenti, è quello della LAV relativo all’orsa Daniza, catturata dopo avere attaccato un cercatore di funghi che si era trovato nelle vicinanze dei suoi piccoli e in seguito uccisa.

    A conferma della presa dei post relativi agli animali vi è il fatto che tra le pagine più coinvolgenti in assoluto ci siano quelle della Lega Nazionale per la Difesa del Cane, quella dell’ENPA e quella del WWF. La pagina con con più fan è invece quella di Emergency, seguita da Medici Senza Frontiere e Greenpeace.

    Su Twitter

    Anche Twitter è molto utilizzato dalle Organizzazioni Non-Profit e si nota in questo caso, a differenza di quanto invece notato su Facebook, una prevalenza di utenti di genere maschile che parteipano alle conversazioni. I temi più discussi sono anche qui legati a #Gaza e #Ebola, ma gli utenti sono molto attivi a condividere le campagne promosse dalle associazioni, come ad esempio #NonFossilizziamoci, promossa da Greenpeace, che vanta il profilo leader per coinvolgimento totale, in favore delle energie rinnovabili, #StopEbola, di Medici Senza Frontiere, #INdifesa, promossa da Terre des Hommes in difesa, appunto, dei diritti delle donne e delle bambine o #IoStoConDaniza della LAV. Tra i profili con le migliori performance spiccano anche Emergency, che ha festeggiato il suo ventennale (per l'occasione trasmettemmo anche noi in diretta il grande concerto in diretta dal Forum di Assago), e Unicef, molto attivo con la campagna #VacciniamoliTutti.

    Comunicazione positiva e Immagini elementi di successo delle campagne

    Sia su Facebook che su Twitter il successo di una campagna è spesso determinato dall’inserimento di immagini dedicate e dalla scelta accurata di testimonial apprezzati e attivi in prima persona. E’ questo il caso della #IceBucketChallenge che ha totalizzato 58 mila tweet postati da oltre 71 mila autori unici, raggiungendo un bacino potenziale di 95 milioni di utenti, anche grazie alla partecipazione di diverse celebrities (da Andrea Agnelli, a Antonio Conte, fino al premier Matteo Renzi). Tra gli altri elementi da considerare per una buona comunicazione sui social, Luca Visone, di Medici Senza Frontiere, ha evidenziato l’importanza di una comunicazione in positivo, che sottolinei i risultati raggiunti e l’impegno degli operatori dell’associazione, coinvolti in prima persona anche nelle attività di comunicazione, per annullare davvero le distanze tra utenti e persone in prima linea.

    Paolo Ferrara, di Terre des Hommes, ha ricordato che anche le piccole-medie associazioni possono ottenere ottime performance puntando sulle proprie storie e su quelle delle persone coinvolte attraverso una comunicazione aperta, trasparente e soprattutto sinergica con le altre attività svolte al proprio interno.

    Dall’indagine emerge anche che gli utenti sono particolarmente esigenti nei confronti dell’operato delle associazioni. Apprezzano molto quando queste condividono i risultati raggiunti, come ad esempio, l’arresto di un pedofilo grazie ad un avatar in 3D creato da Terre des Hommes o la guarigione di pazienti affetti da Ebola grazie ai Medici Senza Frontiere. Non lasciano però correre se fanno qualcosa ritenuto non coerente con la loro mission o, a maggior ragione, con l’etica o le leggi vigenti.

    Ecco questo il resoconto dell'indagine che si può trovare nella sua forma completa a questo link. E voi che ne pensate? Come giudicate voi il modo di comunicare e la presenza delle Organizzazioni Non-Profit sui Social Media?

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