Categoria: News

In questa categoria si trovano articoli che parlano di comunicazione, condivisione, social media, social network. Insomma, tutto ciò che riguarda il web 2.0 e di come si sta evolvendo

  • Ecco Nielsen Twitter TV Ratings: 2,6 milioni i tweet a Settembre

    Ecco Nielsen Twitter TV Ratings: 2,6 milioni i tweet a Settembre

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    Disponibile da oggi anche in Italia, a quasi due anni dal suo debutto negli Usa, Nielsen Twitter TV Ratings, lo strumento che misura le conversazioni su Twitter relativi alle trasmissioni tv. A Settembre i tweet complessivi sono stati 2,6 milioni da 240 mila persone. X Factor è il programma più twittato nell’ultima settimana

    Finalmente a quasi due anni dal suo debutto negli Usa, Nielsen Twitter TV Ratings lo strumento che misura le conversazioni su Twitter relativamente alle trasmissioni televisive, grazie all’accordo pluriennale tra le due società. Un argomento che ci interessa molto e chi ci segue lo sa bene. Ogni settimana cerchiamo, con l’aiuto dei dati raccolti da Blogmeter o da Reputation Manager, di raccontare com’è andata la settimana precedente dal punto di vista televisivo sui social media. Parliamo quindi di Social Tv, un fenomeno che in Italia ha conosciuto, e continua a conoscere, un grande successo e una grande partecipazione da parte degli utenti.

    Ma parliamo quindi di Second Screen e come vedete nel grafico, sono 29,1 milioni gli italiani che usano altri dispositivi mentre guardano la tv: 21,5 milioni usa lo smartphone e 4,6 milioni usa il tablet:

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    E questo invece il grafico che sintetizza le attività che si svolgono dai propri dispositivi mentre si guarda la Tv:

    attività-second-screen-italia-nielsen-twitter-tv ratings

    Sin da subito, per le sue caratteristiche, Twitter si è dimostrato lo strumento più adatto per condividere commenti, impressioni e pareri sui vari programmi televisivi. Basta ricordare il grande successo che ormai da tre edizioni ottiene X Factor, ma possiamo citare anche The Voice oppure i vari talk show, come Servizio Pubblico, Ballarò, Piazza Pulita. Uno studio di Nielsen dello scorso anno arrivò a sostenere che l’attività degli utenti su Twitter mentre guardano un programma in televisione può, ma non è sempre detto, portare anche ad un aumento dell’audience televisiva dello stesso programma. E questo in alcuni casi possiamo dire che si è verificato anche nel nostro paese.

    Ecco che l’arrivo di Nielsen Twitter TV Ratings renderà ancora più interessante seguire il fenomeno della social tv in Italia, con dati che verranno aggiornati di settimana in settimana e noi ve li mostreremo e li commenteremo.

    E in occasione del lancio in Italia del nuovo strumento vengono resi noti i primi dati. Sono 2,6 milioni i tweet sui programmi televisivi postati a settembre. Circa 240 mila persone (unique author) hanno twittato almeno una volta su quello che stavano guardando in TV: questi tweet hanno generato complessivamente oltre 128 milioni di impression (numero complessivo delle volte in cui i tweet relativi a un programma sono stati visti) e un’audience media di 225 mila persone al giorno.

    I dati quindi che verranno tenuti in considerazione, e che in parte abbiamo già imparato a conoscere, sono i tweet, i unique author e la reach, ossia impression e unique audience relativa ai tweet stessi.

    Ogni giorno centinaia di migliaia di telespettatori discutono, condividono e leggono su Twitter opinioni su quello che stanno guardando in TV” – ha dichiarato Giovanni Fantasia, Amministratore Delegato di Nielsen. “I social network e il second screen stanno cambiando l’industria televisiva. Nielsen, che ha colto fin da subito l’importanza di questo fenomeno, da oggi offre al mercato uno strumento innovativo in grado di supportare i broadcaster nel valutare il coinvolgimento dei propri telespettatori e aiutare inserzionisti e agenzie a massimizzare il ritorno dei propri investimenti in comunicazione attraverso la risonanza dei social network”.

    Ogni settimana, dunque, Nielsen elaborerà una classifica dei cinque programmi di prima e seconda serata che hanno generato l’audience più ampia su Twitter durante la settimana precedente. Sono esclusi gli eventi sportivi e le repliche. La top5 sarà pubblicata sul profilo Twitter di Nielsen Social Italy, @NielsenSocialIT.

    E, in occasione del lancio, Nielsen ha diffuso la classifica dei top10 programmi dell’ultima settimana (6 – 12 ottobre), sulla base della uniqie audience, ossia il numero di account che hanno effettivamente visto almeno un tweet relativo a un programma TV:

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    Dove si vede, come previsto, al primo posto X Factor 60 mila tweet, 13.300 unique author, 131.700 unique audience, 3.4 milioni di impressions. Al secondo posto, Che tempo che fa del 12 Ottobre, cioè la puntata dove sono stati ospiti gli U2, con 10.800 tweet e 112.400 unique audience. Terzo Pechino Express, con 58.300 tweet e 92.600 unique audience.

    Da notare che dei talk show in onda in questa stagione televisiva, non sono entrati in classifica nè Ballarò e nè il nuovo programma (gemello) di Floris su La7, Di Martedì.

  • In un sondaggio di Sermo, i medici Usa si dicono preoccupati per l’Ebola

    In un sondaggio di Sermo, i medici Usa si dicono preoccupati per l’Ebola

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    Sermo, il social network Usa dedicato ai medici, ha condotto in questi giorni un sondaggio sull’Ebola, dal quale risulta che il 75% dei medici Usa vieterebbe i viaggi dall’Africa Occidentale verso gli Stati Uniti. E c’è forte preoccupazione sul livello di preparazione del Dipartimento di Sicurezza Nazionale

    Sermo, il social network per i medici, nato nel 2006, ha condotto in questi giorni, precisamente dal 2 al 9 Ottobre, un sondaggio tra i medici americani riguardo all’Ebola, il virus che ad oggi ha fatto 9 mila vittime (secondo l’Ocse) in Africa e che ha provocato una vittima in Texas. Ed è notizia di oggi di un morto in Germania (fonte: repubblica.it), un medico sudanese che aveva contratto il virus in Liberia. Cresce quindi la preoccupazione in Europa e anche negli Usa, e attraverso questo sondaggio si comprende il livello di preoccupazione. Al sondaggio hanno risposto più di 1.300 medici iscritti al social network.

    Il 75% dei medici pensa che debbano essere vietati i viaggi dall’Africa Occidentale, zona da cui è partita l’epidemia, verso gli Stati Uniti e molti lamentano il non sufficiente livello di preparazione del sistema sanitario Usa per affrontare l’Ebola. E quello che risulta chiaro dal sondaggio  che gli stessi medici affermano di non sentirsi preparati e indicano Dallas come esempio. Inoltre chiedono al governo federale di intervenire con un cambio dei protocolli di monitoraggio che vada oltre la semplice misurazione della temperatura negli aereoporti.

    Il 91% afferma che il Dipartimento di Sicurezza Nazionale sta portando avanti i controlli in una maniera non adeguata e il 90% crede che il Dipartimento di Stato non stia condividendo in modo soddisfacente le informazioni circa la provenienza delle persone che arrivano dalle zone più colpite dall’Ebola.

    Il 56% dei medici Usa ritiene che l’esperienza di Dallas possa spronare le autorità e aumentare il livello di preparazione per meglio affrontare il virus.

    E ancora, il 33% dei medici sostiene di non aver ricevuto alcuna preparazione dagli organi preposti; il 57% non nutre molta fiducia nei Centri di prevenzione e controllo delle malattie.

    Ora, questo sondaggio ci da un po’ il quadro e il livello di preoccupazione negli Usa, rivelando una certa preoccupazione all’interno della comunità dei medici Usa e anche le lacune dei vari organi che dovrebbero affrontare questa situazione. Il fatto che la maggioranza dei medici creda che sia necessario impedire alle persone che provengono dalle zone africane più colpite dall’Ebola di entrare negli Usa, testimonia il livello di preoccupazione.

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  • Google dedica il doodle di oggi a Hannah Arendt

    Google dedica il doodle di oggi a Hannah Arendt

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    Per i 108 anni dalla nascita che si celebrano oggi, Google dedica un doodle a Hannah Arendt, filosofa e scrittrice tedesca. Amava definirsi teorica politica e le sue opere si concentrarono sul totalitarismo e sul concetto di democrazia diretta

    Quello che vediamo oggi sulla homepage di Google è dedicato ad una delle personalità più importanti del ‘900. In occasione dei 108 anni dalla nascita che si celebrano oggi, sul motore di ricerca più usato troviamo una dedica a Hannah Arendt, filosofa, scrittrice, giornalista tedesca considerata da tutti una delle più influenti pensatrici del secolo scorso. Il doodle la ritrae tra i libri evocando lo stile tipico del ‘900. Il doodle non ha una visibilità globale, è infatti visibile in alcuni paesi come Italia, Spagna, Portogallo, Germania, Islanda, Lituania, Corea del Sud, Indonesia, Brasile, Argentina, Sud Africa, Nigeria, Ghana, Kenya e Senegal. Non è visibile negli Usa dove la Arendt ha vissuto per molti anni, divenendone poi cittadina.

    La decisione di emigrare dalla Germania nel 1933, all’età di 27 anni, fu dettata proprio dalla mancanza di diritti nel suo paese in quei tempi, dalle sue origini ebraiche. Nel 1937 il regime nazista le revoca la cittadinanza tedesca e fino al 1951, anno in cui divenne cittadina americana, visse una condizione di assenza di diritti.

    Hannah Arendt viene spesso ricordata come filosofa, ma questa era una etichetta che lei stessa rifiutava in quanto sosteneva che “gli uomini e non l’Uomo vivono e abitano sulla terra”, in contrasto proprio con la filosofia che invece tende a focalizzarsi sull’Uomo singolo.

    Tra le sue opere più importanti va ricordata certamente “Vita activa. La condizione umana” del 1958 ed edito in Italia da Bompiani nel 1964, con cui esplora lo sviluppo storico dell’umanità.

    Il fatto che l’uomo sia capace d’azione significa che da lui ci si può attendere l’inatteso, che è in grado di compiere ciò che è infinitamente improbabile. E ciò è possibile solo perché ogni uomo è unico e con la nascita di ciascuno viene al mondo qualcosa di nuovo nella sua unicità.” [Hannah Arendt da “Vita Activa. La condizione umana”]

    Allo stesso modo vanno anche ricordate “La banalità del male“, un resoconto sul processo all’ufficiale nazista Adolf Eichmanne anche “Le origini del totalitarismo“, del 1951, dove trattò anche lo stalinismo, che le inimicò le sinistre occidentali. Un’opera, quest’ultima, frutto delle ricerche della Arendt sull’intreccio tra morale e politica e l’analisi del nazionalsocialismo.

  • Ecco tutti i vincitori dei TweetAwards 2014 – #TA14

    Ecco tutti i vincitori dei TweetAwards 2014 – #TA14

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    Si è tenuta a Bologna la quinta edizione dei TweetAwards 2014, #TA14, la manifestazione che premia i migliori twitteri dell’anno per categoria. Miglior twittera dell’anno è @ziacoca e miglior twittero è @Il_Brillante. Miglior VIP su Twitter è Selvaggia Lucarelli, @stanzaselvaggia. Ivan Zazzaroni è il miglior twittero per lo sport e @lorenzojova è il miglior twittero nella categoria musica

    Si è tenuta a Bologna la quinta edizione dei TweetAwards 2014, #TA14, nella splendida Piazza Maggiore che in questi giorni festeggia la Mortadella, prodotto simbolo della città. Quello che è in Italia l’unico evento dedicato al mondo Twitter non ha deluso le attese e ha ancora una volta premiato il meglio dei twitteri italiani. Tra i tanti premi assegnati, 15 per categoria, vi segnaliamo che il miglio twittero è la miglior twittera è @ziacoca e il miglior twittero è @Il_Brillante. Selvaggia Lucarelli, presente anche quest’anno, è stata premiata come miglior twittera VIP e miglior programma su Twitter è stato premiato @pechinoexpress. Ivan Zazzaroni è il miglior twittero per lo sport e Lorenzo Jovanotti, @lorenzojova, miglior twittero per la categoria musica. E non è mancato (e meno male, è il caso di dire) neanche @lddio che ha vinto nella sezione fake/parodia.

    Alla manifestazione era presenta anche Iacopo Melio, @iacopo_melio, che ha portato ai #TA14 la sua “lotta col sorriso” portata avanti con #vorreiprendereiltreno, iniziativa che vi invitiamo a sostenere ancora, semplicemente twittandola.

    Ecco allora tutti i vincitori dei #TA14:

    Miglior twittero categoria Viaggi: @turistipercaso

    Miglior twittero categoria musica: @lorenzojova

    Miglior azienda su Twitter: @Nutella_Italia

    Miglior twittero catgoria fashion: @StellaSTrala

    Miglior twittero categoria sport: @zazzaroni

    https://twitter.com/ivanzazzaroni/status/520955973666877441

    Miglior Programma Televisivo su Twitter: @pechinoexpress

    Miglior twittero categoria food: @rubio_chef

    Miglior twittero categoria informazione: @ilpost

    Miglior Account Collettivo: @diecimilame

    Miglior Fake/parodia su Twitter: @lddio

    Twittero Rivelazione 2014: @ChiNonMuore1

    Twittero più simpatico 2014: @VujaBoskov

    Miglior VIP italiano su twitter: @stanzaselvaggia

    https://twitter.com/stanzaselvaggia/status/521058605093900288

    Miglior Uomo su Twitter: @Il_Brillante

    Miglior Donna su Twitter: @ziacoca

    https://twitter.com/ziacoca/status/520966771898327040

  • FOMO, più aumenta l’uso di Internet e più cresce il fenomeno

    FOMO, più aumenta l’uso di Internet e più cresce il fenomeno

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    FOMO, Fear of Missing Out, è un fenomeno associato spesso, in questi ultimi anni, alle nuove tecnologie e indica il “timore di perdersi qualcosa”. Un recente studio, Connected World II, condotto in diversi paesi, rileva che il 64% degli utenti ammette di avvertire questa sensazione quando non è connesso a Internet

    Di FOMO ce ne siamo occupati più di due anni fa, quando la nostra Francesca Ungaro ci parlò del fenomeno (L’appartenenza al Gruppo nell’Era dei Social Media) che proprio in questi ultimi anni sta sviluppandosi sempre di più. Ed è spesso legato alla diffusione del web e delle nuove tecnologie, un assunto questo a cui è giunto anche un recente studio condotto da Tata Communications, “Connected World II“. Lo studio è stato condotto in Francia, Germania, India, Singapore, Stati Uniti e Regno Unito e vi hanno preso parte 9.400 persone che hanno risposto ai questionari. E’ una ricerca importante che vale la pena leggere in quanto offre spunti interessanti sulla conoscenza e sull’approccio emotivo alle nuove tecnologie. E leggendo la ricerca quello che risulta subito evidente è che il 64% degli utenti che hanno risposto ammette di soffrire (se così si può dire) di FOMO quando non dispone di una connessione a Internet. La paura di perdersi qualcosa sembra ormai diffondersi proprio al crescere dell’uso di Internet. E se è vero, come abbiamo visto qualche giorno fa, che i dispositivi mobili connessi sono superiori alla popolazione mondiale, allora c’è da attendersi che il fenomeno crescerà ancora.

    Della ricerca, proviamo a tirar fuori qualche dato concreto.

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    Come già detto, il 64% degli utenti ammette di soffrire di FOMO e c’è da rilevare che gli utenti asiatici sono quelli che ne soffrono di più: sono infatti l’80%. Nel dettaglio, gli utenti statunitensi il 54%, i francesi e gli inglesi 62%, i tedeschi 45% (il dato più basso rilevato), gli utenti di Singapore 78% e gli indiani 82%. Se guardiamo le fasce d’età più coinvolte da questo fenomeno vediamo che negli Usa e in Europa sono i più giovani ad esserne coinvolti, mentre nei paesi asiatici sono le fasce più mature.

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    Un terzo degli utenti Internet sostiene di non riuscire a stare più di 5 ore senza connessione, ossia il 34%. La maggior parte degli utenti riesce a resistere fino a quasi 9 ore senza Internet. Gli europei sono quelli che riescono a resistere di più arrivando a stare senza internet fino a 12 ore. Di conseguenza, più aumenta il flusso continuo di informazioni, a cui è difficile stare dietro, più aumenta questa desiderio di voler seguire tutto senza perdersi nulla. E quando la connessione manca, ecco che scatta il (o la) FOMO.

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    Guardate poi questo grafico, in alto, che ci mostra a cosa saremmo disposti a rinunciare per avere una connessione a Internet. Il 29% degli utenti internet sarebbe disposto a rinunciare all’alcohol per avere una connessione; il 25% rinuncerebbe alla televisione (il 32% dei francesi e il 43% degli indiani); il 21,7% rinuncerebbe alla cioccolata; il 18,7% rinuncerebbe allo sport e il 5% rinuncerebbe alla propria intimità pur di avere una connessione Internet.

    Quando poi è stato chiesto “come funziona Internet?”, solo la metà degli utenti ha risposto correttamente, mentre il 64% di quelli che hanno risposto in modo errato ritiene che Internet sia “infinito” e il 70% di essi ritiene che ognuno di noi possieda un po’ di Web. Va comunque detto che il 77% degli utenti totali che sostenuto che una grande caratteristica di Internet è quella di connettere le persone a livello globale ad una velocità mai conosciuta prima. E questo corrisponde al vero.

    Ecco, questo è il nostro piccolo resoconto di questa interessante ricerca. E adesso diteci voi cosa ne pensate e se davvero anche voi sentire questa sensazione di paura di perdervi qualcosa quando non siete connessi a Internet. Dai, diteci quante re riuscite a stare senza Internet?

    (cover image via Fotolia)
  • I dispositivi mobili connessi superano la popolazione mondiale

    I dispositivi mobili connessi superano la popolazione mondiale

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    Quello che era stato previsto è infatti accaduto. I dispositivi mobili connessi, ad oggi, superano la popolazione mondiale. In sostanza, i dispositivi attualmente connessi al livello globale, sono poco meno di 7,3 miliardi. Mentre la popolazione mondiale è poco meno di 7,2 miliardi di persone. Secondo Deloitte, il Mobile potrebbe essere una leva per la crescita

    Il sorpasso è quindi avvenuto. Al mondo i dispositivi mobili connessi superano la popolazione mondiale attuale. Secondo quanto “conteggiato” dal’associazione GSMA, i dispositivi mobili connessi sono ormai poco meno di 7,3 miliardi, mentre la popolazione mondiale è, ad oggi, secondo il contatore visibile sul sito del Census, poco meno di 7,2 miliardi. Quello che molti avevano previsto è in effetti avvenuto. Un traguardo importante comunque che evidenzia come la crescita dei dispositivi mobile sia un fenomeno mai visto prima. Mai, in così poco tempo, una tecnologia, come quella Mobile, aveva avuto una diffusione così veloce. E, nonostante questo risultato, non si può pensare neanche che il fenomeno sia saturo, anzi. Nel mondo occidentale, o comunque quello più sviluppato, molti posseggono più di un dispositivo mobile, mentre esiste quasi la metà della popolazione mondiale che ancora non questa possibilità. E’ quindi logico pensare che questo dato sarà ancora in crescita, forse con una velocità maggiore. Se è vero, come è vero, che ci sono paese densamente popolati, come India, Indonesia, Brasile, Messico, Russia, Cina che possono far sentire “il loro peso” da questo punto di vista.

    Il dato viene anche confermato da Spencer Trask, venture capital Usa.

    A questo va aggiunto il progetto di Facebook , in partnership con Millicom, di portare connessione mobile nei paesi emergenti. In un programma realizzato in Paraguay, all’interno di questo progetto, gli utenti accedono a Facebook dal loro dispositivo senza spese di connessione. E per molti questo è l’unico modo per accedere alla Rete. I partners del progetto sperano che questo vada avanti e che si diffonda sempre di più per poter poi offrire agli utenti i loro servizi di news, informazioni e altri, in modo gratuito.

    Secondo alcuni studi condotti da Deloitte, un aumento di 10 utenti di telefonia mobile per ogni cento persone (in un paese in via di sviluppo), potrebbe provocare una crescita del PIL pro capite dallo 0,8% al 1,2%. E secondo un altro studio Deloitte, l’accesso a Internet potrebbe consentire a 160 milioni di persone di uscire dallo stato di povertà.

    Insomma, abbiamo sempre sostenuto che le tecnologie, così come quelle mobile, di fronte anche a questi dati, possono essere importanti per la crescita di un paese. Bisogna poi riportare il tutto alla dimensione di ciascun paese perchè si possa poi investire sul Mobile e sulle nuove tecnologie per incrementare nuove soluzioni di crescita. Se guardiamo al nostro paese, dal punto di vista Mobile, abbiamo una banda larga mobile che vive una condizione migliore di quella fissa e con una disponibilità di dispositivi mobili tra le più alte in Europa. Solo che non si vuole spingere su queste leve per approfittarne e creare possibilità di crescita. Forse questi dati potrebbero essere utili.

    (cover image via Fotolia)
  • La Radio interrompe la TV per celebrare i suoi 90 anni

    La Radio interrompe la TV per celebrare i suoi 90 anni

    Radio RAI compie oggi 90 anni e sono tante le iniziative per celebrare questo importante evento. Inoltre, cosa mai vista prima, durante tutta la giornata i programmi Tv come film, telegiornali, della RAI potranno essere interrotti senza preavviso, con una voce che ricorderà gli eventi più importanti di questi 90 anni. Un caso di guerrilla marketing a tutti gli effetti, in televisione però

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    Quello che sta accadendo oggi è davvero un caso unico in Italia. Come sicuramente saprete, la Radio RAI oggi compie 90 anni, un traguardo importante che sarà celebrato in tante iniziative e in tutti i palinsesti dei tre canali della Radio pubblica. Ma quello che, forse, ancora non sapete, è che in queste ore, e per tutta la giornata, la Radio interromperà la TV, senza alcun preavviso, proprio come accade in un caso di guerrilla marketing, solo che questo è radiotelevisivo. Già da stamattina presto si sono avute le prime interruzioni, come quella che vedete in vasso, andata in onda durante il TG Buongiorno:

    E quindi, nel bel mezzo della trasmissione, di colpo, lo schermo diventa nero. Un’immagine fissa appare, e la voce della radio ci ricorda momenti importanti della nostra storia. Dalla morte di Kennedy nel 1963 quando la Rai decise di interrompere le trasmissioni in segno di lutto, al discorso alla luna dell’anno prima del Papa buono, Giovanni XXIII. Dalla strage di via D’Amelio con il Gr1 che annuncia la barbara uccisione del giudice Paolo Borsellino e dei cinque agenti della sua scorta, alla Vita Spericolata di Vasco Rossi raccontata a Radio 2 negli anni 80. A Mike Bongiorno che annuncia la vittoria di Gigliola Cinquetti al Sanremo del 1964 con Non ho l’età. Per non dimenticare tutti i momenti del grande sport come la conquista della medaglia d’oro di Pietro Mennea alle Olimpiadi di Mosca 1980.

    Ed è la prima volta da quando esiste la televisione in Italia e in Europa che la Radio per un giorno diventa protagonista parlando a tutti con le sole immagini evocate dalla sua voce. Il 6 ottobre, quindi, non è soltanto la data del compleanno della radio, ma è l’anniversario del più antico tra i mezzi di comunicazione di massa. Radio Rai da 90 anni in onda sonorizza la vita degli italiani, ed oggi per pochi secondi lo ricorderà “spegnendo” la Tv.

    90 anni fa, il 6 Ottobre 1924, iniziava la storia delle trasmissioni radio in Italia. Radio RAI vuole farci sentire (senza vedere) le emozioni forti che solo la radio può dare. Parlando alle persone, invece che con le immagini in movimento, con le voci che attraverso la radio hanno segnato il nostro ricordo, la nostra storia. Per tutta la giornata su RAI 1, RAI 2 e RAI 3 le interruzioni si susseguiranno, per emozionare le persone. E, ovviamente, l’operazione sarà amplificata sui Social Media, perché la Radio è ancora giovane e ha tantissime cose da dire.

    L’hashtag che si sta usando per oggi è #radioemozioni.

    La Rai si prepara a celebrare il Novantesimo compleanno della Radio, che il 6 ottobre 1924 iniziò a trasmettere da Palazzo Corrodi, a Roma, prima sede della Uri – Unione Radiofonica Italiana. Una targa commemorativa sarà scoperta sulla facciata di Palazzo Corrodi lunedì 6 ottobre 2014 alle ore 13 (via Maria Cristina, 5), alla presenza di Nicola Sinisi, Direttore RadioRai, e di Giovanna Marinelli, Assessore alla Cultura, Creatività e Promozione Artistica di Roma Capitale. Una semplice cerimonia per ricordare la scintilla iniziale della lunga storia della comunicazione di massa in Italia, proseguita attraverso l’evoluzione delle tecnologie e dei consumi fino al cuore dell’epoca digitale.

    E, come dicevamo prima, tutti i canali della Radio Radio1, Radio2 e Radio3, saranno impegnati in questa celebrazione:

    Radio1: speciale Radio1 lunedì 6 ottobre con Arbore, Fiorello, Fo e Zavoli. Eccezionali audio storici: la radio del terremoto, il black out, un fuori onda di Giovanni XXIII. Dalle 10.40 alle 12.00.

    Radio2 festeggia i novant’anni della Radio con ‘La Radio fa 90!’, uno speciale Caterpillar in diretta dal Piccolo Teatro Grassi di Milano, dalle 18.00 alle 19.30.

    Radio3 dedica alla Radio una festa, dal vivo e con il pubblico, condotta da Marino Sinibaldi nella storica Sala A di via Asiago a Roma, edificio che fu la prima casa della radio italiana diretta dalla Sala A di via Asiago, 10 ore 19.30 – 21.15.

    Questo è il video dell’interruzione durante il telegiornale delle 12 su Rai News:

    A questo link potrete vedere tutte le “interruzioni” della Radio in TV che si succederanno durante tutta la giornata.

  • Il doodle di Google è per Thor Heyerdahl e la sua Kon-tiki

    Il doodle di Google è per Thor Heyerdahl e la sua Kon-tiki

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    Il doodle animato che vediamo oggi sulla homepage di Google è dedicato all’antropologo ed esploratore norvegese Thor Heyerdahl che oggi avrebbe compiuto 100 anni. Scomparso nel 2012, Heyerdahl con la sua Kon-tiki, zattera da lui rrealizzata nel 1947 compì la traversata dal Sud America alla Polinesia

    Il doodle che vediamo oggi sulla homepage di Google è per Thor Heyerdahl, antropologo ed esploratore norvegese che oggi avrebbe compiuto 100 anni. Heyerdahl è passato alla storia anche per la sua attività di archeologo e per la sua Kon-tiki, zattera con cui compì la traversata dal Sud Amriva alla Polinesia nel 1947. Il doodle rappresenta perfettamente il mondo di Thor Heyerdahl. E’ visibile in gran parte d’Europa, in Nord Africa, in India, in Indonesia. Non è visibile negli Usa e anche in Francia e in Germania.

    Thor Heyerdahl nacque a Larvik il 6 Ottobre del 1914 e morì a Colla Micheri, nel comune di Andora, in Liguria, nel 2002. I suoi studi da antropologo lo portarono nel 1937 nelle Isole Marchesi, Polinesia, dove ascoltò per la prima volta le storie della leggendaria Kon-tiki. E qui incontra un altro norvegese, Henry Lie, residente a Fatu Hiva da trent’anni, che gli mostra delle statue di pietra simile ad altre trovate in Colombia. Nacque da qui l’idea della traversata per dimostrare la colonizzazione della Polinesia da parte delle popolazioni Inca, teoria che comunque non ha trovato mai altri riscontri oggettivi. E infatti, nel 1947, con la Kon-Tiki, che significa “Il Figlio del Sole”, un’imbarcazione di legno di balsa di ispirazione incaica, salpa da Callao trasportato dalla Corrente di Humboldt. Il 30 luglio l’equipaggio avvista l’isola di Puka Puka, nell’arcipelago delle Tuamotu e dopo un’altra settimana, 101 giorni di viaggio e 4 300 miglia nautiche, riuscirà ad approdare sull’atollo di Raroia (fonte: Wikipedia).

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    Da questa esperienza ne nacquero un libro, “Kon-tiki” (1950), tradotto in oltre 70 lingue, e un documentario che vinse un Oscar nel 1951. Ottenne anche una nomination nel 1972 per il documentario “Ra”.

    Thor Heyerdahl giunse in Italia, in Liguria, alla ricerca di un luogo salubre per una convalescenza, alla fine degli anni ’50 e vi rimase fino alla fine dei suoi giorni.

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  • Il Fashion Blogger più influente in Italia è un uomo [Infografica]

    Il Fashion Blogger più influente in Italia è un uomo [Infografica]

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    Forse il dato risulterà sorprendente a molti, ma dalla ricerca condotta da Blogmeter sui 40 fashion blogger italiani più seguiti sui social media, emerge la figura di Mariano di Vaio, leader assoluto su Facebook e il più coinvolgente su Twitter. Chiara Ferragni è la fashion blogger con il maggior numero di followers

    Quando si parla di Fashion Blogger, spesso si pensa a blogger appassionate di Moda e di stile. Ma la ricerca di Blogmeter che vi proponiamo ci permette di avere un quadro più completo su questa categoria, in Italia, scoprendo quindi chi sono e come usano i Social Media nella loro attività di blogging. Dalla ricerca, realizzata tra il 1° Luglio e il 14 Settembre 2014, emerge che questi personaggi sono presenti in maniera capillare su tutti i social network più usati come Facebook, Twitter, Instagram, Google+, YouTube e Pinterest. Tendenzialmente i fashion blogger puntano sui contenuti fotografici, mentre per quanto riguarda le strategie prediligono il mix di contenuti fashion e vita quotidiana. E, sebbene la loro presenza sia molto diffusa, in realtà aggiornano più frequentemente Facebook, Instagram e Twitter postando con regolarità contenuti nuovi e originali. Di conseguenza, utilizzano meno YouTube anche per la difficoltà, reale, di montare video interessanti, mentre Google+ e Pinterest risultano per lo più canali di ri-pubblicazione di contenuti già apparsi altrove.

    La ricerca ci svela anche il fashion blogger più influente che non è, come era facile pensare, una donna.

    Il fashion blogger più influente è Mariano Di Vaio, che si conferma leader assoluto su Facebook. Di Vaio, primo sia per engagement che per numero di fan, acquisisce in due mesi e mezzo ben 500.000 fan grazie a post esclusivamente fotografici riguardanti per lo più i suoi viaggi e gli impegni lavorativi in giro per il mondo (ad es. Formentera, New York, Hong Kong).

    Da segnalare, Martina Corradetti (The Fashion Coffee) che coinvolge il suo seguito attraverso frequenti sondaggi su differenti opzioni di outfit e Veronica Ferraro (The Fashion Fruit) che pubblica frequentemente immagini delle sue colazioni e merende con le amiche. La fashion blogger più famosa, Chiara Ferragni, usa invece Facebook come un canale secondario, infatti la sua pagina contiene soprattutto foto importate dal profilo Instagram. In generale su Facebook, oltre alle immagini legate alle sfilate e alle collaborazioni con i brand, piacciono molto i sondaggi del tipo “cosa mi metto?” di The Fashion Coffee e le foto legate alla vita quotidiana di The Fashion Fruit. Su Twitter, invece, Chiara Ferragni è nettamente la blogger più seguita con più di 200.000 followers. La maggior parte dei suoi tweet contiene link al blog o a foto su Instagram o alcuni dei suoi hashtag di riferimento come #theblondesaladneverstops.

    Ma il blogger più coinvolgente, anche su Twitter, resta Mariano Di Vaio, le cui foto che lo ritraggono in vacanza o in costume da bagno sono tra i contenuti più apprezzati in assoluto. In generale, tra gli hashtag più usati dai blogger, emergono quelli legati alle vacanze, ma anche alla Settimana della Moda di New York e all’IceBucket Challenge cui hanno partecipato sia la Ferragni che Di Vaio. Tra le collaborazioni segnalate spiccano #ProjectRunway della Ferragni e #BuonaseraBellezza della Corradetti, mentre l’hashtag brand più utilizzato è #CaiaJewels, realizzato sempre dalla Ferragni, che ha disegnato per loro una collezione.

    In basso l’infografica riassuntiva della ricerca.

    Allora, sorpresi da questi dati? Raccontateci cosa ne pensate.

    fashion-blogger-infografica

  • Al via Maker Faire Rome 2014 con la Opening Conference [Live Streaming]

    Al via Maker Faire Rome 2014 con la Opening Conference [Live Streaming]

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    E’ il giorno della Opening Conference della Maker Faire Rome 2014 che trasmettiamo in live streaming qui sul nostro blog. “Let’s Make! (A Better World)” è il titolo della giornata che sarà condotta da Riccardo Luna, Digital Champion del governo italiano. Tra gli speaker di fama internazionale Massimo Banzi, co-fondatore del progetto Arduino, e Dale Dougherty, guru e fondatore del movimento dei maker

    Prima giornata di diretta live dalla Maker Faire Rome 2014 che oggi si apre con la Opening Conference. Trasmetteremo tutta la giornata a partire dalle ore 9 e fino alle ore 17.30. “Let’s Make! (A Better World)” è il titolo della giornata che sarà condotta Riccardo Luna, Digital Champion del governo italiano. Tra gli speaker di fama internazionale, oltre a Massimo Banzi, co-fondatore del progetto Arduino, e Dale Dougherty, guru e fondatore del movimento dei maker: lo scrittore e attivista Cory Doctorow, l’astronauta Samantha Cristoforetti che pochi giorni dopo partirà per una lunga missione spaziale portando con sé molti strumenti da maker, l’economista Mariana Mazzucato, che spiegherà perché anche questa “rivoluzione senza permesso” ha bisogno di uno Stato innovatore, Glenn Green, il chirurgo toracico che ha impiantato una trachea stampata in 3D ad un paziente di sole sei settimane di vita, e l’artista cyborg Neil Harbisson. A questo link l’elenco completo dei relatori.

    Questo il programma completo della giornata:

    PROGRAMMA DELLA GIORNATA

    Sessione mattutina (9:00 – 12:00)

    Stefano Venditti – Presidente di Asset Camera
    Kathleen Doherty – Deputy Chief of Mission, US Embassy

    Keynote speech
    Samantha Cristoforetti
    Cory Doctorow

    Anjan Contractor
    Lynette Kucsma
    Vaiva Kalnikaite

    Ellen Jorgensen
    Austin Erle
    Michael Mc Alpine
    Glenn Green

    Oriana Persico e Salvatore Iaconesi
    Aysegul Ildeniz –  Intel
    Gaspare Rumeo
    Massimo Banzi
    Jacopo Loredan (Premio Focus)
    Mario Vigenitni

    Sessione pomeridiana (14:00 – 17:00)

    Teamdare performance

    Keynote speech
    Dale Dougherty
    Mariana Mazzucato

    Eric Pan
    John Dimatos
    Roberto Cingolani
    Stefan Elfwing
    Ivan Owen

    Isaac Brown
    Arturo Vittori
    Niyondiko Gérard & Dembélé Moctar
    Matteo Ferroni
    Lauren Anne Kroo

    Neil Harbisson
    Abbey Liebman
    Francesca Rosella & Ryan Genz
    Pranish Kumar

    Teamdare performance

    Domani, nuovo appuntamento dalla Maker Faire Rome 2014 e vi invitiamo a seguirla insieme a noi. E non dimenticate l’hashtag #MFR14!

     

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