Categoria: News

In questa categoria si trovano articoli che parlano di comunicazione, condivisione, social media, social network. Insomma, tutto ciò che riguarda il web 2.0 e di come si sta evolvendo

  • Ecco SIGEF 2014, il forum internazionale dedicato alla Social Innovation

    Ecco SIGEF 2014, il forum internazionale dedicato alla Social Innovation

    Dal 22 al 24 Ottobre, a Ginevra, si terrà SIGEF 2014, la prima edizione del forum internazionale dedicato alla Social Innovation e all’Etica Globale, organizzato da Horyou. Sono attese, da tutto il mondo, fondazioni, associazioni e tutti gli imprenditori sociali che vogliano presentare progetti innovativi, dove anche la Rete e i Social Media hanno un ruolo rilevante. Si possono presentare i progetti entro il 10 Ottobre

    SIGEF-2014

    E’ ormai sui blocchi di partenza SIGEF 2014, il primo forum internazionale dedicato alla Social Innovation e all’Etica Globale. Il forum è organizzato da Horyou, il primo social network, nato nel 2012 che, sin dal suo lancio online a fine 2013, si prefissa come obiettivo quello di mettere in relazione organizzazioni e utenti impegnati nel sociale allo scopo di creare e diffondere progetti che possano trovare l’interesse di tutti. Quando lo scoprimmo, l’idea ci piacque molto, proprio perchè era uno di quegli esempi di social network che andavano nella direzione di mettere in relazioni le persone su interessi specifici. Horyou nel frattempo è cresciuto e oggi organizza questo importante forum internazionale che si terrà a Ginevra, presso il  dal 22 al 24 Ottobre.

    SIGEF 2014 vuole quindi proporsi come momento di confronto e di condivisone di idee, ma soprattutto di progetti che possano portare innovazione ed essere efficaci a livello locale, nazionale o anche internazionale. Il termine per presentare i progetti è per il 10 di Ottobre, quindi se siete una fondazione, un’associazione o semplicemente volete presentare la vostra idea, non dovete fare altro che andare sul sito sigef2014.com. I progetti selezionati per partecipare al Forum, saranno annunciati sempre sullo stesso sito. Due i premi che saranno consegnati ai progetti più innovativi:

    • il Prix du Public sarà scelto dai partecipanti ed il pubblico del SIGEF 2014. Il progetto selezionato riceverà 8.000 CHF (circa 6.600 euro);
    • il Coup d’Coeur sarà scelto dagli organizzatori del SIGEF 2014. Il progetto selezionato riceverà 2.500 CHF (circa 2.070 euro).

    E poi potrete partecipare al forum in maniera totalmente gratuita, come gratuita è anche la partecipazione di chiunque voglia assistere all’evento. Come ci conferma Yonathan Parienti, CEO di Horyou:

    [dropcap]C[/dropcap]on questo evento vogliamo riconoscere gli sforzi e la creatività degli innovatori sociali e la loro capacità a portare avanti idee, visioni ed azioni concrete. Siamo convinti che queste iniziative saranno assolutamente positive per i cittadini e e per le società. Il SIGEF 2014 é aperto e gratuito per tutti coloro che vogliono partecipare. Accogliamo calorosamente organizazzioni (ONG, Fondazioni ed Associazioni), studenti, scienziati, imprese socialmente responsabili e il grande pubblico, tutti per interagire insieme.”

    logo-SIGEF-2014

    Sul sito trovate il programma e la lista degli speaker (ancora in via di definizione) che si alterneranno nelle giornate del Forum. Ma vogliamo segnalarvi alcune personalità importanti come Richard Stallman, fondatore della Free Software Foundation, colui che per primo ha parlato di software libero;  Reza Deghati, fotografo e giornalista, fondatore dell’ ONG Aina; Gaby Castellanos, CEO di Socialphilia ed esperta di Social Media; Kate Ahern, direttrice dell’Innovazione Sociale per la Case Foundation; Mishal Hamed Kanoo, Vice-Presidente del Kanoo Group; Ray Lema, musicista, compositore e fondatore dell’Università delle Musiche Africane (l’Université des Musiques Africaines). E tanti altri si aggiungeranno nei prossimi giorni.

    InTime è felice di prendere parte a questo importante evento come media partner e quindi vi racconteremo tutte le novità fino all’inizio del Forum, e poi da Ginevra vi racconteremo i progetti e vi faremo conoscere i protagonisti qui sul nostro blog. Vi invitiamo a questo punto a continuare  a seguirci e a seguire #SIGEF2014 per interagire.

     

     

  • Stato di Internet secondo trimestre 2014, in Italia timidi segnali di crescita

    Stato di Internet secondo trimestre 2014, in Italia timidi segnali di crescita

    italia-banda-larga

    Akamai rende noto il nuovo rapporto sullo Stato di Internet nel secondo trimestre del 2014. E per quanto riguarda l’Italia, si intravedono piccoli segnali. Per quanto riguarda l’adozione della banda larga, si registra un aumentato del 28% su base annua, stabilizzandosi al 65%. La velocità di connessione registrata è di 5,8 Mbps, in crescita dell’11% rispetto al trimestre precedente

    Nuovo rapporto di Akamai sullo Stato di Internet nel secondo trimestre del 2014 che, sulla base dei dati raccolti dalla Akamai Intelligent Platform, offre un’analisi approfondita di dati quali velocità di connessione, adozione della banda larga nelle reti fisse e mobili, attacchi informatici, esaurimento degli indirizzi IPv4 e adozione degli IPv6, adozione del 4G e traffico sulle principali property web e attraverso i maggiori fornitori di servizi Internet. Ebbene, iniziamo con l’evidenziare alcuni punti a carattere generale, per poi passare a vedere nel dettaglio i dati che riguardano più da vicino il nostro paese. Nel secondo trimestre di quest’anno, la velocità di connessione a livello globale supera la soglia dei 4 Mbps, e in Romania, Danimarca, Svezia, Svizzera, Paesi Bassi l’adozione della banda larga supera il 90%. In Europa si registra un calo degli attacchi DDos e si registra una diminuzione del 15%  livello globale. E per quanto riguarda le reti 4K (le reti Ultra HD), Svizzera, Paesi Bassi e Svezia sono primi in Europa con oltre il 25% di connessioni a oltre 15 Mbps.

    Fatta questa introduzione generale, adesso vediamo meglio i dati del rapporto con un focus particolare sul nostro paese, che è quello che ci interessa maggiormente.

    Velocità di Connessione e Banda Larga

    La velocità media di connessione globale è cresciuta del 21% rispetto al primo trimestre, superando per la prima volta la soglia dei 4 Mbps e assestandosi su 4,6 Mbps. E la Svizzera continua ad essere al primo posto della graduatoria europea con una velocità media di connessione di 14,9 Mbps. Una crescita sensibile rispetto al trimestre precedente è stata osservata in tutti i Paesi europei, dal +7,4% della Francia al +27% della Romania. Notevole anche l’incremento anno su anno, con crescite variabili dal 22% di Italia e Austria al 58% dell’Irlanda. Anche il picco di velocità media ha subito una sensibile crescita rispetto al primo trimestre in tutti i Paesi. Al primo posto compare la Romania con una velocità media di connessione superiore a 60 Mbps, seguita da Paesi Bassi, Svizzera e Belgio con velocità superiori a 50 Mbps.

    In Italia, la velocità media di connessione registrata nel secondo trimestre 2014 è di 5,8 Mbps, in aumento dell’11% rispetto al trimestre precedente (Q1 2014) e del 22% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (Q2 2013). Il picco di velocità media di connessione raggiunto in Italia è pari a 26,4 Mbps, in aumento del 15% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (Q2 2013) e un aumento del 23% rispetto al trimestre precedente (Q1 2014). Nonostante questi aumenti, l’Italia è però l’unico Paese tra quelli europei a registrare picchi di velocità media di connessione sotto i 30Mbps.

    italia-velocità-connessione

    Per quanto riguarda il tasso di adozione della high broadband (<10 Mbps), si nota una forte crescita raggiungendo il 23% grazie all’incremento del 12% durante il secondo trimestre. Tra i Paesi europei, Svizzera, Paesi Bassi e Romania hanno mostrato crescite superiori al 50% e, con l’unica eccezione dell’Italia, tutti i Paesi hanno evidenziato crescite superiori al 10%. Variazioni positive trimestre su trimestre nell’adozione della high broadband sono state osservate in tutti i Paesi oggetti dello studio. Il tasso di crescita più alto è stato osservato in Portogallo (+92%), il più basso in Finlandia (+5%).

    Quindi, l’Italia insieme a Turchia, Emirati Arabi Uniti e Sud Africa, rimane tra gli unici Paesi EMEA a non registrare tassi di adozione dell’high broadband al di sopra del 10%. Nel trimestre in esame, l’adozione di high broadband in Italia registra però una crescita del 52% rispetto al trimestre precedente (Q1 2014) e una crescita del 102% rispetto allo stesso periodo del 2013. A oggi il 6,6% degli italiani utilizza connessioni al di sopra dei 10 Mbps.

    Per ciò che riguarda il tasso di adozione della banda larga (>4 Mbps), si nota una crescita del 5,6% rispetto al trimestre precedente, raggiungendo il 59%. Romania, Danimarca e Paesi Bassi hanno raggiunto la Svizzera nel ristretto numero di Paesi con un tasso di adozione superiore al 90%.

    In Italia, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (Q2 2013) l’adozione della banda larga è aumentata del 28%, stabilizzandosi al 65%. E, rispetto al trimestre precedente, si registra un incremento dell’11%.

     italia-banda-larga-2014

    Adozione 4K

    Nel secondo trimestre, la maggior parte dei Paesi europei aveva più del 10% delle connessioni ad Akamai a velocità pari o superiori a 15 Mbps, percentuale che sale al 25% per i primi tre Paesi: Svizzera, Paesi Bassi e Svezia. Il primo posto spetta alla Svizzera con il 33% delle connessioni già pronte per il 4K., Portogallo e Romania hanno visto la percentuale raddoppiare rispetto al trimestre precedente mentre l’incremento più basso si è avuto in Finlandia (14%).

    Seppur al 41esimo posto a livello mondiale, con solo il 2,5% delle connessioni a superare i 15 Mbps, l’Italia registra un aumento di oltre il 100% (+106%) rispetto allo stesso periodo del 2013 (Q2) e un +54% rispetto al primo trimestre di quest’anno.

    Attacchi Informatici e DDos

    Nel trimestre in esame (Q2 2014), Akamai ha identificato 161 Paesi origine degli attacchi, 33 meno che nel primo trimestre. La Cina ha mantenuto la sua posizione di principale fonte di minaccia al mondo (43% degli attacchi). Al secondo posto l’Indocina, con un numero di attacchi doppio rispetto al primo trimestre (15%). Al terzo posto gli Stati Uniti col 13% in leggera crescita rispetto al 11% del trimestre precedente.

    L’Italia è responsabile dello 0.1% degli attacchi generati.

    Per quanto riguarda gli attacchi DDos (Distributed Denial of Service), a livello globale il numero di attacchi risulta diminuito del 15% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. In Europa la diminuzione è stata del 14% rispetto al trimestre precedente, passando da 57 a 49 attacchi. Per la prima volta da quando Akamai ha iniziato a monitorare questo tipo di attacchi, il numero di client che ha subito attacchi successive è diminuito dal 26% al 18%. Solo due client sono stati colpiti da attacchi DDoS più di cinque volte. Uno solo è stato attaccato sette volte, contro i 17 attacchi del trimestre precedente.

    Europa rimane leader nell’adozione di Ipv6

    Per quel che riguarda gli indirizzi Ipv4, L’Italia permane in nona posizione nella top ten globale, nonostante una diminuzione del 3,8% rispetto al trimestre precedente (Q1 2014) e una diminuzione del 4,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (Q2 2013) assestandosi a poco più di 19 milioni di indirizzi connessi.

    Per quanto riguarda l’adozione di IPv6, il maggior numero di richieste continua a provenire da provider fissi e mobili, capitanati da Verizon Wireless col 50% delle richieste ad Akamai su IPv6. Per altri quattro operatori (Telenet, Brutele, Kabel Deutschland e XS4 ALL) oltre un terzo delle richieste ha avuto luogo su IPv6. I Paesi europei continuano a guidare la classifica mondiale dell’adozione di indirizzi IPv6, occupando sette delle prime dieci posizioni. I volumi di traffico IPv6 sono più che raddoppiati rispetto al trimestre precedente in Repubblica Ceca e sono cresciuti di oltre un terzo in Belgio. In Romania e Germania, invece, i livelli di adozione sono diminuiti rispetto al primo trimestre, con un calo del 25% in Germania. Ciò è però dovuto a un forte aumento delle richieste Ipv4 che si traduce in un calo del traffico IPv6 in termini percentuali.

    Connettività Mobile

    Nel secondo trimestre 2014, sono 56 i Paesi considerati all’interno della sezione connettività mobile, che comprende l’utilizzo di Internet da smartphone, tablet, computer e altri dispositivi che si connettono a Internet tramite operatori di telefonia mobile. A partire dal rapporto relativo al trimestre precedente, la connettività mobile è stata aggregata a livello Paese, anziché a livello provider.

    Nel trimestre in esame, in Italia la velocità media di connessione mobile si attesta sui 4,7 Mbps con picchi medi di 35,7Mbps.

    In Corea del Sud, che continua a mantenere la prima posizione, la velocità media di connessione mobile è cresciuta leggermente da 14,7 a 15,2 Mbps. Per contro il valore più basso spetta al Vietnam, con 0,9 Mbps. La velocità media di picco nei Paesi considerati varia tra i 108 Mbps dell’Australia ai 5,7 del Vietnam. In Europa è la Slovacchia il Paese con la velocità media di connessione più elevata, con 8,0 Mbps.

  • The lnnovation Week in live streaming da Roma

    The lnnovation Week in live streaming da Roma

    Inizia oggi The Innovation Week e siamo in grado di trasmettere in live streaming da Roma la giornata di oggi e quella di domani. La prossima diretta sarà poi con l’inizio della Maker Faire Rome, l’appuntamento europeo di tutti gli artigiani digitali, il secondo al mondo dopo quello Usa. Da seguire su Twitter con #MFR14

    Robot, droni, stampanti 3D, bitcoin, guru e startupper. Dal 27 settembre al 5 ottobre, Roma diventa capitale dell’innovazione. In scena al Parco della Musica il futuro possibile con i protagonisti della rivoluzione digitale. Una settimana intera dedicata all’innovazione che partirà il 27 settembre con The lnnovation Week per culminare dal 3 al 5 ottobre nella seconda edizione della Maker Faire Rome, la più grande fiera europea dedicata agli inventori, creativi e artigiani digitali. Più di 70 mila metri quadrati di esposizione, 600 invenzioni da tutto il mondo, oltre 100 speaker, 74 talk, 42 workshop da 33 nazioni e un’area Kids di 2000 mq con 120 workshop didattici, show scientifici, tour esperienziali e tantissimi laboratori e attività interattive.

    L’innovazione che nasce dalla voglia di sperimentare e di condividere sarà anche in diretta web lunedì 29 e martedì 30 settembre, giovedì 2 e venerdì 3 ottobre su Makerfairerome.eu, sui grandi network editoriali e su decine di media digitali, blog, web tv e community online. #MFR14 l’hashtag per interagire. E noi siamo davvero felici di poter trasmetter i due eventi anche qui sul nostro blog.

    Primo appuntamento in diretta lunedì 29 settembre è stato quello di stamane,dalle 9.30 alle 13, e dalle 17.30 alle 19 con il Personal Democracy Forum, conferenza organizzata ogni anno a New York da Personal Democracy Media per esplorare l’impatto della tecnologia sulla politica e la società. Per la prima volta in Italia, il Personal Democracy Forum indagherà sulla “società dei dati”. Tra gli speaker: Luciano Floridi (Università di Oxford, tra i membri del Google Advisory Council per il diritto all’oblio), Tom Steinberg (fondatore di MySociety, che ha rivoluzionato il civic tech), MEP Marietje Schaake (European Parliament, europarlamentare impegnata per i diritti digitali), Dmytro Gnap (coordinatore di Yanukovych Leaks, che ha fatto luce sulla corruzione in Ucraina), Julia Keseru (Sunlight Foundation, la principale fondazione americana a occuparsi di trasparenza), Samuel Lee (World Bank), Ernesto Belisario (Osservatorio Italiano sull’Open Government), Marko Rakar (fondatore di Windmill, “rivoluzionario della trasparenza” in Croazia). L’elenco completo è disponibile a questo link.

    The lnnovation Week

    Secondo appuntamento, domani, martedì 30 settembre dalle 9.30 alle 19 con l’Open Hardware Summit 2014, organizzato dall’Open Source Hardware Association e incentrato sul movimento e l’economia Open Source Hardware. Il Summit si terrà per la prima volta in cinque anni fuori dagli Stati Uniti e porterà in Italia speaker come: Adrian Bowyer (il papà di RepRap, la più famosa famiglia di stampanti 3d open source), Tomas Diez (Direttore del Fab Lab Barcelona), Yasmin Elayat (GOOD fellow), Becky Stern (Direttore della parte Wearable Electronics, di Adafruit Industries), Eric Pan (Fondatore di Seeed Studio, e uno dei 30 under 30 per Forbes Cina), David Lang (fondatore di OpenROV, e autore di From Zero to Maker) e Gawin Dapper (CTO, Phonebloks, il progetto che sta cercando di rivoluzionare l’elettronica di consumo in chiave sostenibile). L’elenco completo è disponibile a questo link.

    Giovedì 2 ottobre dalle ore 9 alle 17.30 spazio ai maker con la Opening Conference della Maker Faire Rome “Let’s Make! (A Better World)”. Condurrà Riccardo Luna, Digital Champion del governo italiano. Tra gli speaker di fama internazionale, oltre a Massimo Banzi, co-fondatore del progetto Arduino, e Dale Dougherty, guru e fondatore del movimento dei maker: lo scrittore e attivista Cory Doctorow, l’astronauta Samantha Cristoforetti che pochi giorni dopo partirà per una lunga missione spaziale portando con sé molti strumenti da maker, l’economista Mariana Mazzucato, che spiegherà perché anche questa “rivoluzione senza permesso” ha bisogno di uno Stato innovatore, Glenn Green, il chirurgo toracico che ha impiantato una trachea stampata in 3D ad un paziente di sole sei settimane di vita, e l’artista cyborg Neil Harbisson. A questo link l’elenco completo dei relatori.

    In una settimana che metterà in scena l’innovazione che sta costruendo il futuro, un ruolo centrale lo avranno i giovani. Venerdì 3 ottobre, in diretta web dalle 11.30 alle 12.30 con “20 under 20” tutti, sul palco e in platea, saranno rigorosamente under 20. Durante l’appuntamento, realizzato in collaborazione con l’Ambasciata degli Stati Uniti in Italia, alcuni fra i più brillanti adolescenti di cinque continenti racconteranno ai loro coetanei in che modo stanno cambiando il mondo con una app o una invenzione. Sul palco: Joey Hudy, il ragazzo che ha mostrato a Barack Obama il suo “cannone spara marshmallow” e che ora, a nemmeno 18 anni, sviluppa invenzioni per il colosso della tecnologia Intel. Il quindicenne di Boston Nathan Han, che ha vinto il premio ISEF promosso da Intel grazie al suo software di apprendimento automatico per studiare le mutazioni del gene BRCA1 legato al tumore al seno: il tasso di precisione del suo strumento va oltre l’80%. E ancora dalla Germania, Lennart Kleinwort che a 15 anni ha realizzato un’app per dispositivi mobile che semplifica le operazioni di disegno a mano e traduce in equazioni il rendering del disegno per una eventuale e più facile successiva rielaborazione. Da Singapore Shannon Xinjing Lee, che a 17 anni ha inventato la batteria del futuro a partire da una melanzana carbonizzata, più efficiente ed ecosostenibile di quelle attualmente in commercio. Dall’Italia Giuseppe Dall’Agnese, che si è distinto con un progetto sul funzionamento della chinasi p38, sviluppato al quinto anno del Liceo Scientifico Biologico “Elisabetta Vendramini” di Pordenone, vincendo l’Exceptional Science Award dell’American Physiological Society. Il suo studio potrebbe aiutare a capire come regolare l’attivazione di questo particolare enzima e permettere così la messa a punto di nuove e più efficaci terapie per gravi malattie come il rabdomiosarcoma e la distrofia muscolare.

  • Enjore, quando i tornei diventano social

    Enjore, quando i tornei diventano social

    enjore

    Enjore è la piattaforma che permette di gestire e vivere competizioni di ogni tipo, in un modo nuovo e semplice. Nata nel 2012 da un’idea di Nicola Taranto, in poco tempo la piattaforma si diffonde in tutto il mondo. E quest’estate la Rugby League Commonwealth Championship decide di usarla per la gestione del campionato, un evento che ha attirato migliaia di visitatori da tutto il mondo

    Enjore è una piattaforma che permette di gestire e vivere competizioni attraverso un sistema organizzativo estremamente semplice. La potenzialità della piattaforma è legata alle possibilità di condividere informazioni e contenuti multimediali, all’interno della propria community. Si tratta quindi di un vero social network che, grazie alle sue caratteristiche, da modo a organizzatori, giocatori e tifosi, di vivere on-line le loro passioni. Su Enjore è possibile organizzare qualsiasi tipo di torneo: da quello sportivo, come tornei di calcio, pallavolo, pallacanestro, pallamano, pallanuoto, rugby, tennis, hockey, tennis tavolo, baseball e football americano; a quelli legati al mondo dei videogame, specie di FIFA e PES, registrando un forte interesse da parte degli utenti. Ma si possono organizzare anche tornei di calciobalilla e di subbuteo.

    Grande successo in pochi mesi

    Enjore nasce da un’idea di Nicola Taranto, oggi founder e CEO della startup, nel settembre del 2012, quando dopo aver realizzato un sito per la gestione di un torneo di calcio del proprio paese, si accorge che il suo stesso sito veniva già molto consultato da tanti giovani che commentavano anche le singole prestazioni dei giocatori. Da lì scattò la scintilla che convinse Nicola a realizzare una piattaforma che permettesse agli appassionati di vivere le competizioni, quindi un vero social network che desse l’opportunità di reperire facilmente le informazioni relative ai tornei di proprio interesse, di commentarne i risultati, di votare le squadre o le prestazioni dei giocatori, condividere foto e video. Tutto questo è Enjore che ha come obiettivo quello di trasmettere, anche sul web, l’entusiasmo e il divertimento che ruotano intorno ai tornei sportivi, di videogame e o altre competizioni in genere.

    enjore-team

    In breve tempo la startup creata da Nicola Taranto fa passi da gigante. E un primo seed da 150 mila euro, ottenuto nel marzo del 2013, permette di accrescere il team attorno all’idea e di migliorare sempre più la piattaforma che mese dopo mese registra numeri crescenti. Ad oggi, i tornei organizzati attraverso Enjore sono triplicati rispetto all’anno precedente, coinvolgendo più di mezzo milione di utenti. Un elemento che indica quanto la piattaforma si stia diffondendo, riuscendo ad agganciare il forte interesse degli organizzatori nell’adottarla come strumento per gestire e organizzare tornei nel proprio paese di riferimento.

    Enjore oggi si pone come leader in Italia e in forte ascesa in altri paesi

    Gli utenti registrati sono oltre 33 mila, con oltre 120 mila visitatori unici al mese. Questi numeri evidenziano la forte crescita del sito, tanto che comincia ad essere conosciuto in tutto il mondo, in particolare negli Stati Uniti, in America Latina e in Europa in generale. Forte crescita anche in Bulgaria, dove multinazionali come Hewlett Packard, Unicredit, Carlsberg, Adecco hanno usato la piattaforma Enjore per organizzare i propri tornei aziendali e interaziendali.

    L’ascesa di Enjore e la qualità del servizio offerto vengono confermate nell’estate 2014, quando anche la Rugby League Commonwealth Championship decide di avvalersi ufficialmente della piattaforma per la gestione del campionato, un evento importante al quale hanno preso parte le nazionali di Inghilterra, Australia, Canada, Jamaica, Galles, Scozia, Papua Nuova Guinea e Sud Africa, con migliaia di visitatori da tutto il mondo.

    Enjore è anche disponibile per iOS e, da pochi giorni, anche per Android. Il team sta lavorando per permettere la totale gestione dei tornei in mobilità.

  • Brands & Social Media, analisi del settore GDO in Italia [Infografica]

    Brands & Social Media, analisi del settore GDO in Italia [Infografica]

    Brands-Social-Media-GDO

    Ed eccoci con un nuovo report della seconda edizione di “Osservatorio Brands e Social Media”, realizzato da Digital PR e OssCom – Centro di ricerca sui media e la comunicazione dell’Università Cattolica. Questa volta l’analisi è sul settore GDO in Italia, settore poco social ma attento al Mobile, in cui spiccano brand come Carrefour e Lidl

    Nuovo rapporto dell’Osservatorio Brands s Social Media, progetto realizzato da Digital PR e OssCom, Centro di ricerca sui media e la comunicazione dell’Università Cattolica. Quello che vi presentiamo oggi, il sesto della seconda edizione del progetto, è sull’analisi del settore della Grande Distribuzione Organizzata (GDO) in Italia. Un settore importante per la nostra economia, ma che dall’analisi risulta poco attento ai social media, mentre mostra più attenzione verso il Mobile. L’analisi ha preso in considerazione venti brand del settore, verificando quale sia il loro rapporto e il loro modo di usare i Social Media.

    Ebbene, leader della classifica complessiva è Carrefour, brand GDO francese, che totalizza 55,2 punti, mentre in seconda posizione troviamo Lidl, brand tedesco fondato nel 1930 dalla famiglia Schwarz, che totalizza 43,1 punti. In terza posizione troviamo il primo brand italiano, si tratta di Coop che totalizza 38,7 punti. Come potete notare guardando la classifica (la trovate nell’infografica in basso), dopo Iper, quarto brand in classifica con 32,7 punti, si nota una lunga lista di brand che non supera i 30 punti, segno che la gran parte delle aziende del settore non ha ancora approntato un uso continuo e armonizzato dei Social Media, a differenza dei brand citati prima come Carrefour, Lidl e Coop.

    La piattaforma utilizzata maggiornemte, come giù visto in altri report dello stesso studio, è ovviamente Facebook, mentre sia Twitter che YouTube non sono ancora utilizzati al meglio dai brand analizzati per entrare in contatto e comunicare con i propri clienti di riferimento. Da notare, invece, una diffusa tendenza a utilizzare le applicazioni per smartphone e tablet, offrendo servizi di geolocalizzazione e informazione sui punti vendita, ma anche cataloghi di prodotto, nella maggior parte dei casi in forma di volantini digitali, e funzioni di lista della spesa virtuale o di consultazione dei dati della propria carta fedeltà.

    Carrefour

    Carrefour è alla guida di questa classifica grazie a un presidio intensivo di tutte e tre le piattaforme su cui è presente il brand, e cioè Facebook, Twitter e YouTube, sfruttando anche quegli eventi, come i “Mondiali di Calcio”, in grado di coinvolgere un ampio pubblico per proporre offerte speciali e contenuti ad hoc. Se guardiamo all’interazione, i profili registrano un numero molto elevato di commenti, condivisioni e like. Lo stesso si può dire di Twitter, che registra un numero di retweet mediamente molto elevato rispetto agli altri brand, mentre YouTube viene presidiato in modo costante, aggiornando frequentemente i video. Carrefour sembra quindi in grado di sfruttare i social media senza relegarne nessuno allo status di vetrina, anche in assenza di un adattamento forte dei contenuti alle specificità di ogni piattaforma.

    Lidl

    Seconda in classifica Lidl, che eccelle nel presidiare Facebook grazie a un’interazione molto elevata sia in termini di like che di commenti. Mentre YouTube appare come un archivio di contenuti ancora da sfruttare appieno, il presidio intensivo del più diffuso Facebook e le elevatissime performance ottenute sono in grado di far emergere il brand come una delle community di utenti più attive: si assiste infatti sia a una risposta frequente degli utenti alle domande e agli stimoli anche ludici del brand, sia a un’intensa relazione tra gli utenti stessi.

    E sempre per quanto riguarda Facebook, SocialBakers a febbraio di quest’anno ha rivelato che proprio Lidl è il brand più forte in Europa, nel settore retail, con oltre 10 milioni di fan, superando anche Carrefour. Lidl è forte anche in termini di interazioni con gli utenti e anche in termini di customer care

    Coop

    Primo tra i marchi nazionali e terzo nella classifica generale, Coop è una delle poche grandi realtà di questo campione che dimostra di avere una comunicazione strutturata. Il brand pubblica post a cadenza quasi quotidiana e interviene frequentemente nelle conversazioni. I contenuti vertono meno sulla promozione di prodotto e più sulla tematizzazione della comunicazione: dalle iniziative ecologiche e sociali alla celebrazione di eventi nazionali. Va sottolienato anche un uso peculiare di Twitter, che, nel periodo di analisi, vede il brand più come osservatore e amplificatore dei contenuti proposti dagli utenti. Oltre che per la coerenza complessiva della comunicazione, Coop eccelle sulla piattaforma video di YouTube attraverso contenuti ad hoc, come le video pillole e il coinvolgimento degli utenti intervistati per la campagna promozionale in corso.

    Rispetto a tutti i settori analizzati fino a oggi, la GDO si presenta peculiare per due ordini di motivi: da una parte per l’uso di un numero molto ridotto di piattaforme, ascrivibile alla necessità di raggiungere un target nazionale o locale ampio e generalista di consumatori, dall’altra per un utilizzo spiccato del mobile che consente ai marchi di rimanere sempre connessi con gli utenti-consumatori – ci spiega Piermarco Aroldi, direttore di OssCom -. La diversità delle performance ottenute tuttavia, non si spiega soltanto con la diversità dei mercati di riferimento, ad esempio nei casi di catene più legate alla dimensione locale, ma anche con la capacità di adattare la propria comunicazione alle forme e logiche di queste piattaforme”.

    Quello della GDO – dichiara Nicolò Michetti – è un settore che mostra ampi margini di crescita e sviluppo nella comunicazione con i social media. Le opportunità di connessione offerte sono molteplici, e alcuni brand si dimostrano particolarmente attivi e capaci di sfruttarle; restano tuttavia molti marchi, come Esselunga, Famila, A&O, PAM e Sisa, solo per citarne alcuni, che potrebbero presidiare in modo efficace queste piattaforme, attuando strategie che siano in grado di coinvolgere gli utenti per formare comunità di consumatori che si scambiano informazioni e consigli sui prodotti e sulle offerte all’interno degli spazi della marca.”

    La ricerca, che si propone di analizzare la comunicazione sui social media di alcuni dei più rilevanti brand nazionali e internazionali presenti sul mercato italiano, si avvale di una metodologia in grado di cogliere con precisione uno scenario comunicativo dinamico e sempre in evoluzione grazie a più di 60 diversi indicatori relativi alle variabili di esposizione, di coerenza e di interazione con il pubblico. Per questo report il campione dei brand della GDO più rilevanti sul mercato italiano è stato definito a partire dai fatturati dei maggiori gruppi, selezionando all’interno dei principali gruppi quei marchi con almeno un profilo ufficiale sui social media. La rilevazione dei dati è relativa al mese di maggio 2014 e sono stati analizzati i profili rivolti al mercato italiano.

    Allora, che ne pensate di questi dati? C’è qualche brand che vi ha sorpreso di più e qualche brand meno? Raccontateci cosa ne pensate tra i commenti.

    Brands Social-Media---GDO---Infografica

  • Google ci ricorda che è Autunno, con un doodle

    Google ci ricorda che è Autunno, con un doodle

    google-doodle-autunno

    E alla fine è arrivato l’Autunno e ce lo ricorda anche Google con un doodle. Alle 2:29 di oggi nell’emisfero boreale, inizia il giorno dell’equinozio d’Autunno, 23 settembre, e terminerà il 21 dicembre

    Ed è arrivato anche l’Autunno. Dopo un estate che per lunghi periodi sembrava, in verità, proprio novembre inoltrato, ecco che da oggi inizia davvero la stagione. E ce lo ricorda anche Google con un doodle animano, visibile , oltre che in Italia, anche negli Usa e in Canada (fra qualche ora), in gran parte dell’Europa, in Giappone e in Corea del Sud.

    Da sempre sappiamo che il 21 di Settembre arriva l’Autunno, ma quest’anno la stagione arriva oggi, 23 Settembre. Infatti, alle 2:29 di questa mattina, nell’emisfero boreale, è iniziato il giorno dell’Equinozio d’Autunno. Il primo effetto che si noterà è che le ore di luce si ridurranno, oltre che una progressiva riduzione delle temperature. E questo punto è tutto da verificare.

    E sono tanti i riferimenti, nella storia della letteratura, italiana e internazionale, a questa stagione e vogliamo riproporne qualcuno:

    Come d’autunno si levan le foglie | l’una appresso dell’altra, fin che ‘l ramo | vede alla terra tutte le sue spoglie, | similmente il mal seme d’Adamo | gittansi di quel lito ad una ad una, | per cenni come augel per suo richiamo” – Inferno (Dante Alighieri)

    Se io preferisco tanto l’autunno alla primavera, è perché in autunno si guarda il cielo — in primavera la terra.” – (Søren Kierkegaard)

    Si sta come | d’autunno | sugli alberi | le foglie” – Soldati (Giuseppe Ungaretti)

    I lunghi singhiozzi dei violini d’autunno feriscono il mio cuore d’un monotono languore.” – (Paul Verlaine)

    Come un sentiero d’autunno: appena è tutto spazzato, si copre nuovamente di foglie secche.” –  (Franz Kafka)

    D’autunno l’infermità si addensa, come le nuvole in cielo, e molti mali che l’estate aveva assopito si risvegliano.” –  (Theodore Francis Powys)

     

  • Mobile, l’accesso al Web è cresciuto del 67% a livello globale

    Mobile, l’accesso al Web è cresciuto del 67% a livello globale

    mobile-web-use

    Secondo un ultimo rapporto di StatCounter Global Stats, l’accesso a Internet da Mobile, a livello globale, è cresciuto nell’ultimo anno del 67%. In Italia, secondo questi dati, la crescita è del 118%! E ci sono paesi, come India o Sud Africa, dove l’accesso da Mobile supera quello da Desktop

    L’utilizzo dei dispositivi mobili è in continua ascesa un po’ ovunque e il nostro paese da questo punto di vista non è da meno. E’ un tema che seguiamo spesso qui sul nostro blog e oggi vogliamo ritornarci perchè StatCounter Global Stats ha rilasciato nei giorni scorsi un nuovo e interessante rapporto che dimostra come davvero l’utilizzo del Mobile cresce sempre di più. Negli ultimi 12 mesi, precisamente da Agosto 2013 ad Agosto 2014, l’accesso a internet da dispositivi mobili è cresciuto, a livello globale, del 67%. Un numero comunque impressionante. Ed è ancora più interessante vedere l’evoluzione nei singoli paesi. E’ vero che l’accesso da desktop rimane ancora quello preponderante, al 64%, l’accesso da Mobile passa in un anno da 17,1% a 28,5%.

    accesso internet mobile globale

    Ma il dato davvero rilevante è che ci sono paesi dove il sorpasso del Mobile sul Desktop è già avvenuto. E lo vedete bene in questa grafica realizzata sempre da StatCounter.

    world-map-platform

    In paesi come il Sud Africa, l’India o l’Indonesia, l’accesso al web si opera più da Mobile che da Desktop. Una tendenza questa destinata a crescere e sicuramente, da qui a qualche anno, le aziende dovranno essere in grano, per davvero , di farsi trovare pronte per cogliere al meglio le opportunità che si presenteranno. Ed una evoluzione che sta avvenendo in tempi veloci, se pensiamo che solo fino a tre anni fa l’accesso dal desktop era quello principale.

    Diamo un’occhiata anche ad altri paesi per vedere come evolve l’accesso da Mobile.

    accesso internet mobile italia

    In Italia, ad esempio, l’accesso a Internet da Mobile passa dal 10,15%, ad Agosto 2013, al 22,2%, ad Agosto 2014. Di conseguenza la crescita è del 118%, una delle percentuali più alte riscontrate a livello globale. E notate che a Maggio di questo anno la percentuale era addirittura del 33%, con una diminuzione corrispondente dell’accesso via desktop che toccava il suo punto minimo, 59%. Da Maggio ad Agosto, si registra però una ripresa da desktop, con un corrispondente calo dell’accesso al Web da Mobile. Vedremo se nei prossimi mesi quale direzione prenderà il fenomeno.

    Negli Usa l’accesso da Mobile cresce in un anno del 73%, arrivando al 24,4%, mentre in Uk la crescita è del 69%, arrivando ad essere del 23,2%.

    L’accesso a internet via smartphone cresce più di quello effettuato via tablet, dovuta al fatto che ormai il mercato è invaso da smartphone con schermi più grandi. E da questo punto di vista sarà anche interessante vedere l’evoluzione con l’ingresso sul mercato dell’iPhone 6 Plus.

    I dati di StatCounter si basano su tre milioni di siti monitorati e su 15 miliardi di pagine visitate al mese.

  • Referendum in Scozia, ecco come sono andate le conversazioni su Twitter

    Referendum in Scozia, ecco come sono andate le conversazioni su Twitter

    scozia-referendum-twitter

    Il 18 Settembre comunque in Scozia sarà ricordata come una data storica. Il referendum ha visto prevalere i NO, 55%, alla separazione dal Regno Unito, contro i SI, 45%. E vediamo come sono andate, a livello globale, le conversazioni su Twitter. Il picco, al momento del risultato ufficiale, è stato di 5.212 tweet al minuto (TPM)

    La Scozia ha deciso di restare unita al Regni Unito, questo il risultato del referendum che comunque passerà alla storia del paese. Gli scozzesi che si sono espressi per il NO sono stati il 55%, mentre quelli per il SI sono stati il 45%. Un risultato che per molto versi è arrivato a sorpresa, vista la massiccia campagna fatta da Alex Salmond, leader indipendentista scozzese, e anche per via dei tanti sondaggi che davano in vantaggio il fronte del SI, anche se di misura. E oggi vogliamo dare un’occhiata, grazie ai dati che Twitter ci mette a disposizione, a come sono andate le conversazioni a livello globale sulla piattaforma a 140 caratteri.

    Sin dall’apertura delle votazioni, avvenuta giovedì alle 08.00 (ora italiana), fino alle 08.00 di ieri mattina (ora italiana), gli utenti Twitter hanno condiviso 2.603.497 Tweet, nell’ambito di una campagna che ha catturato l’attenzione del mondo intero. Quando il risultato è stato finalmente confermato, gli utenti hanno continuato a twittare sia per festeggiare che per mostrare la loro delusione, fino a generare un picco di
    5.212 tweet al minuto (TPM). E’ il picco più alto dall’inizio dell’intera campagna, che ha battuto quelli registrati durante i dibattiti del 5 agosto (2.019 TPM) e del 25 agosto (2.213 TPM).

    Twitter Reverb ha realizzato un’infografica attraverso la quale è possibile scoprire come siano aumentate le menzioni del ‘No’ subito dopo l’annuncio del risultato.

    Non appena confermata la notizia, i leader politici di entrambi gli schieramenti hanno usato Twitter per comunicare con i loro follower in Scozia e non solo. Allo stesso modo, altre voci celebri hanno voluto condividere il loro pensiero in 140 caratteri, a questo link potete visualizzare la timeline del dopo risultato.

    Con un affluenza dell’84,6% e oltre 3 milioni di voti, questo referendum è stato sicuramente molto sentito. Sia la campagna per il ‘Sì’ che quella per il ‘No’ si sono giocate su Twitter, così come le iniziative neutrali, un esempio è stato quello dello Scottish Youth Parliament, #YourVoteMatters. Anche in questa occasione Twitter si conferma dunque come piattaforma di dibattito globale in cui politici e cittadini si incontrano per discutere e trattare questioni di politica, senza alcun tipo di barriera. Di seguito alcuni dati e statistiche, aggiornati al 19 settembre 2014 alle 00:27 ora italiana, che mostrano come il dibattito #IndyRef si sia sviluppato su Twitter. A partire dal primo dibattito televisivo sull’#IndyRef del 5 agosto, sono stati condivisi più di 7 milioni di Tweet sul referendum con i sostenitori di entrambe le posizioni che hanno utilizzato Twitter per far sentire la loro voce. Dal 5 agosto sono stati 1,55 milioni i Tweet che hanno menzionato hashtag relativi al ‘Sì’, rispetto ai 500.000 collegati al ‘No’. Una differenza di oltre un milione di Tweet fra le due posizioni.

    Questi gli hashtag più usati:

    1. #IndyRef: 3,75 milioni
    2. #VoteYes: 1,1 milioni
    3. #Scotland: 439.000
    4. #ScotDecides: 272.000
    5. #BetterTogether: 224.000

    A questo link potete visualizzare una mappa interattiva legata all’hashtag #IndyRef. E sempre da Twitter Reverb, ecco un’altra infografica mostra l’andamento delle conversazioni sull’#IndyRef per tutta la giornata del voto, durante la quale le persone si sono riversate
    su Twitter per condividere il proprio punto di vista e discutere della propria decisione.

    scozia-#Indyref

    E vediamo adesso i tweet più condivisi della giornata. Ed è quello di @Andy_Murray, che ha voluto condividere la propria posizione con i suoi 2,7 milioni di follower. Il Tweet ha ottenuto oltre 19 mila Retweet e oltre 14 mila preferiti:

    Il referendum è stato anche l’occasione in cui, per la prima volta nella storia, nel Regno Unito anche i minori di 18 anni hanno potuto esprimere il proprio voto su un’importante questione nazionale. Lo Scottish Youth Parliament ha utilizzato Twitter per promuovere l’attività di voto nella fascia di età 16-24 con l’hashtag dell’iniziativa #YourVoteMatters, che è stato nei trending topics durante tutta la giornata di voto.

    E questo era tutto quello che Twitter ha raccolto attorno a questo importante evento.

    E voi che ne pensate? Avete seguito su Twitter l’evento?

    (cover image via Fotolia)
  • Come cambierà Twitter? Ecco qualche consiglio

    Come cambierà Twitter? Ecco qualche consiglio

    Conversazione a due oggi, insieme a Salvatore Russo, @WMSaver, proviamo a vedere come Twitter potrebbe migliorare ancora, aggiungendo alcune funzionalità, adesso necessarie. Rinfrescando anche alcune funzioni poco usate e poco conosciute

    E’ davvero un piacere oggi avere ospite qui Salvatore Russo, che tutti voi già conoscete, esperto di Web e Social Media Marketing e da poco lo trovate in libreria con il suo masterpiece “Scopri Google Plus e conquista il Web” (edito da Dario Flaccovio Editore, con la copertina rossa, e quale se no?). Insieme a Salvatore da alcuni giorni ragionavamo su come Twitter potesse migliorare alcune funzionalità, specie nel momento in cui accelera su azioni tese a monetizzare, una novità assoluta. E quello che segue è un post a 4 mani con 2 Russo. Un caso a dir poco eccezionale.

    twitter consigli

    [divider]

    salvatore-russo

    Salvatore Russo

    Mi occupo di Marketing, Consulenza Aziendale e Formazione dal 1998. Ho partecipato alla progettazione, sviluppo e gestione di importanti portali e piattaforme di e-commerce italiani. Dal 2011 mi occupo della direzione marketing di 6sicuro di cui sono anche l’ideatore del blog, coordinatore generale e il principale punto di riferimento dell’intera squadra di blogger e giornalisti.

    Google+, Facebook, Twitter e LinkedIn

    [divider]

    Da alcuni mesi, Twitter ha un po’ rivoluzionato la propria piattaforma cercando di migliorare il suo livello di coinvolgimento e, soprattutto, il tempo di utilizzo da parte degli utenti. Per questo motivo ha introdotto delle novità per rendere la piattaforma più adatta ad un coinvolgimento maggiore, basti pensare al redesign del layout dei profili.

    Ma Twitter, di recente e su forte richiesta degli investitori, ha cominciato a mettere in atto delle azioni rivolte a monetizzare, e vediamo quali.

    Twitter Analitycs

    È disponibile a tutti gli account una dashboard con cui è possibile verificare quanto siano apprezzati i propri tweet! Ad esempio è possibile fare clic su uno qualsiasi dei tuoi tweet per visualizzarne le statistiche generali in tempo reale (retweet, follows, grattini, click su hashtag e click su link), così come tracciare la vostra attività nel corso dell’ultimo mese. Questi sono utilissimi per coccolare il tuo ego, ma ancora di più per giustificare e misurare gli investimenti pubblicitari eseguiti su Twitter.

    ADS Twitter

    E’ ora possibile anche in Italia (Dopo Stati Uniti, Canada, Regno Unito e Irlanda) creare campagne Advertising. Sono sostanzialmente di tre tipi: sponsorizzazione di un tweet, aumentare i follower ed incentivare il download di un app. Fighissimo. Ti consiglio di leggere gli ottimi post di Leonardo Bellini e Giuliano Ambrosio che ti spiegano come creare la tua prima campagna Twitter.

    Timeline

    Twitter è come una doccia. Entri, ti fai una lavata di informazioni, esci e sei fresco come una rosa. Un sistema fluido di dati con una vita brevissima, pochi secondi . Problema: se aumentano gli inserzionisti questi vorranno avere maggior visibilità e semmai qualche sistema di targetizzazione. Come facciamo?
    Mr. Anthony Noto, CFO di Twitter, ci sta pensando, come tutto il suo team. Rumors vorrebbero che nel prossimo futuro la Timeline storica, basata sulla cronologia dei tweet, sia stravolta da logiche ben diverse, alla Facebook per intenderci. Una Timeline in cui i tweet vengono filtrati e mostrati agli utenti secondo un algoritmo votato al #TiFaccioVedereQuelloCheCredoTiPossaInteressareDiPiùMaSoprattuttoGeneriPiùFatturatoInAdv.

    Molti vedono in questa soluzione il MALE ASSOLUTO, la fine di Twitter, in quanto sarebbe snaturato e reso così simile a Facebook da domandarsi perché continuare ad utilizzarlo. Un’osservazione lecita. Una piattaforma ha senso di esistere se ha una peculiarità che lo rende unico, altrimenti risulta solo una perdita di tempo.

    twitter-consigli

    Sii Propositivo

    Invece di star vicino alle transenne del cantiere a giudicare i lavori, sii propositivo e suggerisci possibili soluzioni alternative allo stravolgimento della timeline.  L’introduzione di semplici features  potrebbero avere un impatto efficace, migliorare l’utilizzo della piattaforma e andare quindi nella direzione di un maggiore coinvolgimento degli utenti. Ecco alcune ideuzze che mi sono venute in mente:

    Eliminare il bottone “Preferiti”

    Oramai è chiaro, tutti lo usano come “mi piace” e non produce nessun dato utile per Twitter. Va detto che Twitter sta sperimentando la visualizzazione anche dei preferiti sulla timeline, come già succede con RT, ma questo non avrebbe un impatto significativo.

    Creazione di nuove funzioni:

    1. Bottone “Mi piace”
      con cui appagare la voglia irrefrenabile di grattini digitali.
      Un “mi piace” è chic e non impegna, a differenza di un ReTweet.
    2. Bottone “Salva”
      prende il posto di “preferiti” e serve appunto per salvare quel specifico Tweet. Utile sia per l’utente che per Twitter, infatti in questo modo potrebbe sapere esattamente cosa interessa e fornire questa informazione ai vari brand.
      Scenario: Salvi un tweet sulle mozzarelle di bufala, quando lo riapri trovi la pubblicità di un caseificio.
    3. Condividi conversazione
      quante volte hai visto screenshot di conversazioni avvenute su Twitter postate su Facebook? Farlo ora è un po’ macchinoso e potrebbe essere un ostacolo per chi non è pratico di queste cose. Un bel tasto risolverebbe il problema. Basta Screenshot sgranati, tagliati male e perdite di tempo, un click e tutto viene postato meravigliosamente.
      Se una conversazione ricondivisa dovesse ricevere diverse visite, potrebbe attivarsi dell’adv.
    4. Modifica
      Un tasto per modificare un tweet, che bello! Ne gioverebbe la comunicazione,  l’efficienza e diminuirebbero gli #EpicFail che piacciono tanto ai saccenti, saputi e saputelli. Semmai a tempo, non puoi modificare il tweet dopo 15 minuti.

    E sempre nell’ottica di migliorare l’utilizzo della piattaforma, val la pena ricordare alcune features poco conosciute dagli utenti, ma che aiutano molto.

    • Custom Timeline
      Tramite Tweetdeck è possibile realizzare una propria Timeline personalizzata contenente solo i tweet che volete visualizzare. Un passaggio ulteriore rispetto a quello che permette la creazione e l’ottimizzazione delle liste.
    • Ti de-followo, perché ti amo troppO
      Capita a tutti di non voler più seguire qualcuno, ma come si fa? Questa operazione viene tracciata tramite diversi tool e l’utente de-followato potrebbe, forse, accorgersene e rimanerci, sicuramente, male! Allora, da qualche mese, Twitter ha inserito il tasto “Mute” (lo trovi nelle impostazione del tuo account) che ti permette di “silenziare” l’utente del quale non vuoi leggere più niente, ma senza fargli sapere che non lo seguite più. Nella versione italiana trovate, la non certamente elegante, “Togli voce a @taldeitali”.
    • Eppur si Retwitta
      Se sei un utente che twitta poco, ma retwitta molto, devi sapere che questo può risultare fastidioso ai tuoi teneri follower. Questi potrebbero brutalmente de-followarti, semmai in modo silente come visto nel punto precedente. A questo punto meglio utilizzare la funzione “Disabilita i Retweet”, con cui appunto si possono silenziare i tuoi continui Retweet dei vostri followers! Datti delle regole, 3 retweet al giorno, se ne vuoi fare di più, devi scrivere qualcosa di tuo! Non vale citare aforismi oppure trenini tipo “Buongiorno Twitterini”, “Buon Pranzo Passerotti” e “Buona notte batuffoli twittosi”. NO!

    Bene, adesso non ci resta che chiedervi cosa ne pensate e se volete suggerire qualche altra funzionalità che in due non siamo riusciti ad aggiungere in più.

    [cover image: @WMSaver]
    (image via Fotolia)
  • Breve analisi dell’impatto sul web di #unLavoroperJacopo

    Breve analisi dell’impatto sul web di #unLavoroperJacopo

    #UnLavoroperJacopo

    Proviamo a vedere oggi, a distanza di poco più di un mese, quale sia stato l’impatto sul Web, e sui Social Media in particolare, di una particolare iniziativa nata con questo hashtag #unLavoroperJacopo. Molti ne hanno scritto, e parlato, ma vediamo insieme qualche numero per avere un’idea più chiara

    Di #unLavoroperJacopo si è parlato molto in questi ultimi giorni e ancora oggi se ne continua, giustamente, a parlare. Per chi si fosse perso qualche passaggio, Jacopo Paoletti trovatosi ad un tratto senza lavoro, ed in un particolare momento della sua vita, decide di giocarsi la carta sul web, a suo modo. Jacopo Paoletti è uno di quelle persone che ha lavorato sul web e conosce bene alcuni meccanismi e a quel punto decide di provare a cercare un lavoro in maniera diversa, assolutamente nuova per quel che riguarda il nostro paese. Quindi, oltre a mandare i suoi CV per via tradizionale, si inventa #unLavoroperJacopo e il giorno 10 agosto scrive un post sul suo profilo Facebook chiedendo a tutti i suoi contatti di dargli una mano a far girare il suo appello:

    E sempre nello stesso giorno, replica il suo appello anche via Twitter:

    Come vedete, i due post hanno ottenuto molta condivisione, tanti amici di Jacopo e non hanno voluto anche con un semplice RT fare qualcosa. Di recente ne ha scritto anche La Stampa.

    Risultato è che fino ad oggi Jacopo non abbia ancora ricevuto un lavoro, anche se, come lui stesso conferma, qualcosa si è mosso ma niente ancora di concreto.

    Ebbene, come spesso ci è capitato, di recente lo abbiamo fatto anche con il caso #UnaMacchinaperRudy (che poi ha ricevuto davvero in questi giorni), quello che vogliamo fare oggi è vedere, con l'aiuto di qualche numero, vedere quale sia stato l'impatto di questa iniziativa sul Web e sui Social Media in particolare. E lo facciamo senza voler dare alcun giudizio in merito, ma solo un quadro oggettivo di una iniziativa che è nata, appunto, sul Web. Fatto questo, si possono trarre le conseguenze più opportune o, se preferite, quelle che ritenete voi quelle più adeguate. Va però ribadito che questa è la prima volta che una iniziativa del genere ottiene un risalto di questo tipo nel nostro paese.

    Ma adesso vediamoli questi numeri.

    Prima di tutto occorre fare una doverosa premessa, l'analisi è stata effettuata con un tool molto completo, solo che, come noterete, i dati relativi a Facebook sono molto scarsi e questo non dipende dalla piattaforma utilizzata, quanto dal fatto che Facebook utilizza una codificazione strana. Di conseguenza, non è mai scontato che i risultati vengano fuori e a questo va aggiunto anche il fatto che molti contenuti postati possano avere una visibilità ristretta. E poi, basta solo vedere le interazioni che ha generato il post di Jacopo per comprendere quale sia stato l'effetto dell'iniziativa anche su quel social network.

    #UnLavoroperJacopo-timelapse-graph

    Per questa analisi abbiamo utilizzato il prezioso Talwalker e anche Topsy, i quali nei contenuti quantitativi arrivano alle medesime conclusioni. #unLavoroperJacopo, secondo Talkwalker, realizza questi 909 contenuti sul Web, così suddivisi: 97,7% su Twitter, 1,4% su Blog, 0,7% sono le notizie, 0,2% su Facebook. Si comprende bene come forse lo stesso hashtag abbia aiutato più la condivisione su Twitter e meno su Facebook, infatti su quest'ultima piattaforma i contenuti sono stati minimi.

    #unlavoroperjacopo contenuti

    Dal punto di vista dell'impatto che questi contenuti hanno avuto sul Web e sui Social Media, Talwalker rileva un coinvolgimento di 1.100 utenti ma un potenziale di raggiungimento (il reach) molto alto, parliamo infatti di 53,7 milioni di utenti. Questo ultimo dato non va però considerato come definitivo, ma resta il fatto che i contenuti realizzati da #unLavoroperJacopo hanno raggiunto un numero considerevole di persone.

    Un reach molto alto lo abbiamo notato anche per quanto riguarda #UnaMacchinaperRudy, ma in quel caso le dinamiche erano diverse e i risultati vennero realizzati in meno di una settimana.

    Da evidenziale che su Twitter, il canale che ha supportato meglio l'iniziativa, il coinvolgimento su 888 tweets è di 220; il reach è invece di 3,2 milioni di utenti.

    Per #unLavoroperJacopo registriamo un sentiment negativo, come potete vedere dallo screenshot ripreso da Talkwalker:

    #unlavoroperjacopo sentiment

    E ora passiamo a conoscere gli influencers, gli influenzatori, ossia utenti, siti e blog che hanno supportato l'iniziativa. Questa la griglia generale, dei primi dieci risultati, relazionata per Reach (individuato nel tag "ricezione") ottenuto. Il quotidiano La Stampa riesce a dare una spinta notevole:

    #unlavoroperjacopo #influencers totali

    Questa invece la griglia degli influencers su Twitter, sempre i primi 10:

    #unlavoroperjacopo influencers twitter

    E questa la griglia dei Blog più influenti per #unLavoroperJacopo:

    #unlavoroperjacopo influencers blog

    Da un punto di vista demografico, oltre a segnalare che i contenuti sono per la totalità in lingua italiana e provenienti dall'Italia, possiamo anche notare che coloro che hanno supportato l'iniziativa sono 38,1% Donne e per il 61,9% Uomini.

    #unlavoroperjacopo genere

    Ecco questa la nostra breve analisi su #unLavoroperJacopo. Siamo certi che questi dati subiranno delle variazioni, ma volevamo dare un quadro più chiaro dopo circa 30 giorni. A Jacopo auguriamo davvero presto di ricevere una proposta adeguata alle sue qualità e speriamo davvero che questa sua iniziativa, lodevole, gli possa tornare utile.

    Ma adesso ci piacerebbe davvero, anche di fronte a questi numeri, sapere la vostra opinione. Che ne pensate di #unLavoroperJacopo?

Contatti