Categoria: News

In questa categoria si trovano articoli che parlano di comunicazione, condivisione, social media, social network. Insomma, tutto ciò che riguarda il web 2.0 e di come si sta evolvendo

  • Apple Vision Pro disponibile negli USA dal 2 febbraio

    Apple Vision Pro disponibile negli USA dal 2 febbraio

    A pochi mesi dal suo annuncio, Apple lancia il Vision Pro in maniera ufficiale. I preordini, per ora solo negli Usa, inizieranno il 19 gennaio. Mentre la distribuzione nei negozi inizierà il 2 febbraio. Il prezzo è di 3.499 dollari.

    A pochi mesi dal lancio del modello, Apple annuncia l’avvio delle vendite del visore Vision Pro. I preordini – solo negli Usa per il momento – inizieranno il prossimo 19 gennaio e la distribuzione nei negozi inizierà ufficialmente il 2 febbraio.

    Attenzione però. Per ora le vendite sono limitate solo negli Stati Uniti e il prezzo non sarà certo a buon mercato. Infatti, il prezzo fissato per il Vision Pro è di 3.499 dollari. E, a occhio, quando sarà disponibile in Europa e in UE, potrebbe aggirarsi intorno ai 3.500 euro. Se non qualcosina di più.

    Questa del prezzo non è una notizia per gli amatori della Apple. Sapendo benissimo che la scelta dei prodotti dei di Cupertino non è data dal prezzo. Ma da molto di più.

    E il Vision Pro risponde, in maniera precisa, alle aspettative che un cliente affezionato Apple può pretendere.

    apple vision pro vendita Usa franzrusso.it

    Oltre a quello già noto, c’è da aggiungere che il visore permette la sostituzione dello schermo. Per coloro che portano solitamente gli occhiali da vista.

    Si potrà adeguare lo schermo con una lente adeguata alla propria gradazione aggiungendo lenti Zeiss per 149 dollari; 99 dollari se si scelgono lenti non gradate.

    Curiosa la scelta del periodo dell’annuncio. Infatti in questi giorni si apre il CES 2024 la più grande fiera dedicata al mondo tech del mondo. E forse la scelta è stata gestita proprio per rubare un po’ la scena.

    La filosofia della Apple

    Sul Visio Pro è stato già detto tutto, e fra poco riepilogheremo le principali caratteristiche.

    Non meraviglia che Apple abbia tirato fuori da Cupertino il suo visore quando tutti i diretti concorrenti hanno prodotto già il loro.

    Questo perché la filosofia Apple è diversa. Come l’approccio al business e all’innovazione.

    Tradizionalmente, Apple inizia i suoi progetti anni addietro e li realizza quando il prodotto “è fatto per bene”. La pazienza è alla base di tutto ed è su questo che l’azienda ha costruito tutta la sua reputazione.

    È ancora oggi un approccio valido? Evidentemente per l’azienda si e anche per i suoi clienti. Questo approccio, basato sulla pazienza e sulla ricerca di un prodotto affidabile permette alla Apple di alienarsi da tutto ciò che genera inutile rumore di fondo.

    Ecco, forse guardando questo lancio da questo punto di vista si possono comprendere molte cose.

    Ma passiamo adesso a elencare le caratteristiche del nuovo Vision Pro, ci cui al momento non si conosce una data di lancio in Europa.

    Vision Pro, caratteristiche principali

    Display: dotato di display micro OLED 4K con un totale di 23 milioni di pixel, offre un’esperienza visiva di elevata qualità.

    Controllo e navigazione: utilizza il tracciamento degli occhi e dei gesti per la navigazione e il controllo. Non sono necessari controller fisici, poiché l’interazione avviene tramite movimenti oculari, gesti delle mani e comandi vocali.

    Fotocamera e Video 3D: capace di catturare foto e video in 3D, offrendo agli utenti la possibilità di rivivere i ricordi.

    Audio e microfono: incorpora audio spaziale e sei microfoni per chiamate, videochiamate e comandi vocali, con supporto per gli AirPods per un’esperienza audio superiore.

    Optic ID: include una funzione di sicurezza chiamata Optic ID, che utilizza la scansione dell’iride per autenticazione, simile a Face ID e Touch ID.

    Sistema Operativo visionOS: funziona con il sistema operativo visionOS, progettato appositamente per il dispositivo.

    Vision Pro, il design

    Estetica: il design ricorda un paio di occhiali da sci di alta gamma, con una parte anteriore in vetro laminato e una montatura in lega di alluminio.

    Comfort: dotato di una Light Seal morbida e adattabile che si attacca magneticamente alla montatura per bloccare la luce. La struttura del casco è progettata per essere traspirante, confortevole e regolabile.

    Display Esterno EyeSight: un display esterno chiamato EyeSight mostra gli occhi dell’utente alle persone intorno, permettendo loro di capire se l’utente è in una modalità immersiva o può vedere ciò che accade intorno.

    Vision Pro, performance e batteria

    Processori: utilizza due chip Apple, il chip M2 e un nuovo chip R1, per gestire il contenuto e processare input da telecamere, sensori e microfoni.

    Batteria esterna: non ha una batteria interna a causa delle limitazioni di peso. È alimentato da un cavo intrecciato collegato a un pacco batteria esterno che offre circa due ore di autonomia o può essere collegato a un adattatore di corrente per un funzionamento continuo.

    Vision Pro, sviluppi futuri

    Nuove versioni: Apple sta già lavorando su una nuova versione dell’Apple Vision Pro che sarà più accessibile in termini di prezzo, pur mantenendo la stessa funzionalità di realtà mista AR/VR.

    Si prevede che questa versione più economica utilizzi componenti più convenienti e potrebbe essere lanciata già nel 2025. Inoltre, si parla di un modello di seconda generazione con display micro-OLED più avanzati, previsto per il 2027.

  • Padre Paolo Benanti alla guida della Commissione Algoritmi

    Padre Paolo Benanti alla guida della Commissione Algoritmi

    Padre Paolo Benanti alla guida la Commissione Algoritmi del governo italiano, nel tentativo di unire etica e tecnologia nell’IA. Confronto con commissioni simili nel mondo.

    L’intelligenza artificiale (IA) sta rivoluzionando il mondo in cui viviamo, influenzando settori che vanno dall’assistenza sanitaria alla sicurezza nazionale. Questa rapida evoluzione ha reso indispensabile la creazione di commissioni governative dedicate, incaricate di indirizzare, monitorare e regolamentare lo sviluppo e l’impiego dell’AI.

    Queste commissioni sono vitali per garantire che l’AI sia sviluppata in modo etico, sicuro e in linea con gli interessi pubblici.

    La nomina di Padre Paolo Benanti

    La recente nomina di Padre Paolo Benanti come presidente della Commissione Algoritmi del governo italiano segna un punto di svolta nella discussione generale.

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    Dopo le dimissioni di Giuliano Amato, nel giro di poche ore il governo, nella figura di Alberto Barachini, sottosegretario all’Editoria, ha proceduto alla nomina di Padre Benanti.

    Padre Benanti, presbitero francescano, teologo e consulente del Papa sui temi dell’AI e dell’etica della tecnologia, rappresenta una figura unica alla guida di una commissione governativa sull’AI.

    La sua competenza in etica e bioetica, unita alla sua posizione di professore presso la Pontificia Università Gregoriana e membro del Comitato sull’intelligenza artificiale delle Nazioni Unite, evidenzia comunque un approccio multidisciplinare al governo dell’AI​​.

    Cosa succede a livello internazionale

    A livello internazionale, la maggior parte delle commissioni sull’AI sono guidate da esperti nei campi della tecnologia, scienza, etica e politica.

    Negli Stati Uniti, per esempio, il National AI Advisory Committee (NAIAC) e il Select Committee on Artificial Intelligence guidano la strategia nazionale sull’AI. Questi comitati comprendono un ampio spettro di esperti provenienti da diversi settori, riflettendo un approccio interdisciplinare, ma non necessariamente includono figure religiose​​​​.

    I piani strategici nazionali sull’IA mostrano come diversi paesi si stanno concentrando su aspetti come la ricerca sull’IA, l’accesso ai dati, l’etica algoritmica, la governance dell’AI e l’uso dell’AI nei servizi pubblici.

    Questi piani riflettono le priorità nazionali e le strategie per lo sviluppo e l’implementazione dell’AI, ma spesso non specificano individualmente le figure di leadership o i presidenti dei comitati sull’AI.

    Attenzione ai principi sulla IA dell’OCSE

    Inoltre, molti paesi stanno implementando i Principi per un’AI affidabile dell’OCSE, adottando approcci diversi per raggiungere la crescita inclusiva, lo sviluppo sostenibile e il benessere.

    Alcuni esempi includono il Canada, la Francia, la Germania, la Turchia, il Regno Unito e gli Stati Uniti, che hanno lanciato iniziative specifiche per garantire l’etica, la trasparenza e la sicurezza nell’uso dell’AI.

    La nomina di una figura ecclesiastica come Padre Benanti potrebbe suscitare alcuni interrogativi, senza alcuna intenzione polemica. Si potrebbero sollevare domande sull’equilibrio tra visione etica e competenze tecniche nel guidare le politiche sull’AI.

    La sua esperienza in bioetica e etica delle tecnologie offre senza dubbio una prospettiva preziosa, specialmente nell’ambito dell’AI, dove questioni etiche sono sempre più al centro del dibattito.

    Rimane la questione di come questa esperienza si integri con le esigenze tecniche e politiche della governance dell’AI.

    In conclusione, la nomina di Padre Benanti è unica ed evidenzia l’importanza crescente di un approccio interdisciplinare nella governance dell’AI, che combina competenze tecniche con una forte comprensione delle implicazioni etiche e sociali.

    Questo caso può servire come un punto di riflessione per altri paesi nell’elaborare le loro strategie di governance dell’AI, sottolineando l’importanza di un equilibrio tra competenza tecnica e sensibilità etica.


    [L’immagine di Padre Benanti è stata reperita sui motori di ricerca e modificata dall’autore dell’articolo. Si prega di menzionare l’origine dell’immagine per eventuali usi. Qualora la persona raffigurata nell’immagine, o l’autore, lo riterrà necessario, l’immagine verrà rimossa immediatamente]

  • X, quella che era Twitter, vale oltre il 70% in meno

    X, quella che era Twitter, vale oltre il 70% in meno

    Il valore di X (precedentemente Twitter) cala del 71,5% in seguito all’acquisizione di Elon Musk. Lo rileva Fidelity che aveva investito 19,2 milioni di dollari nell’ottobre del 2022. Quali le conseguenze e le sfide impossibili della piattaforma di Musk.

    Comunque la si pensi, l’acquisizione di Twitter da parte di Elon Musk, nell’ottobre 2022 ha rappresentato un punto di svolta significativo nel panorama dei social media. Ognuno poi, alla luce dei fatti, può formulare la sua opinione su questa svolta.

    Musk ha comprato Twitter per 44 miliardi di dollari, in parte grazie al finanziamento fornito, tra gli altri, da Fidelity​​. L’acquisizione di Twitter da parte di Musk ha segnato l’inizio di una serie di cambiamenti radicali. Sia nella gestione che nella strategia dell’azienda, che hanno avuto un impatto considerevole sul suo valore di mercato. E sulla percezione da parte degli utenti.

    X, oggi Twitter, e il calo del valore

    A proposito del valore di Twitter, divenuta ormai X, Fidelity ha ridotto drasticamente il valore stimato delle sue partecipazioni in X, posseduta da Elon Musk. La valutazione è stata ridotta del 71,5% rispetto al valore originale delle azioni.

    X perde valore oltre 70 percento franzrusso

    In particolare, Fidelity aveva investito 19,2 milioni di dollari in X nell’ottobre 2022. Ma ha poi ridotto la valutazione del 65% nell’ottobre 2023. E ulteriormente del 71,5% nel novembre 2023​​​​.

    Questo significa che la piattaforma vale circa 12 miliardi di dollari. Valeva circa 35 miliardi di dollari nell’aprile del 2022.

    La riduzione di valore di novembre 2023 fa seguito al famoso “go fu@ç yourself” indirizzato da Musk alle aziende che avevano deciso di non investire più in pubblicità sulla piattaforma.

    Come conseguenza, questo calo si traduce in una significativa perdita di fiducia nell’investimento di Fidelity in X.

    Le grande sfide quasi impossibili di X

    Come dicevamo, la piattaforma di Musk ha subito numerosi cambiamenti nell’ultimo anno. Inclusa la nomina di Linda Yaccarino, ex dirigente di NBCU, come CEO. Con l’obiettivo di rendere l’azienda profittevole entro il 2024​​.

    Nonostante ciò, X si trova di fronte a una sfida più che ardua per riconquistare la fiducia degli inserzionisti. Grandi aziende pubblicitarie come Apple, Comcast/NBCUniversal, Disney e Warner Bros si sono ritirate dalla piattaforma a seguito di commenti controversi di Elon Musk e di un suo sostegno a una teoria cospirazionista antisemita​​.

    Musk, inoltre, ha affrontato il boicottaggio pubblicitario con commenti controversi, esprimendo la sua frustrazione e attribuendo agli inserzionisti la responsabilità del declino di X​​.

    Al momento, la strategia di X per affrontare l’impatto del boicottaggio degli inserzionisti include l’attrazione di piccole e medie imprese sulla piattaforma​​. Musk ha inoltre preso decisioni discutibili riguardo al ripristino di utenti precedentemente bannati dalla piattaforma, scatenando ulteriori discussioni e indagini sulle politiche di moderazione dei contenuti di X​​.

    La drastica riduzione della valutazione di Fidelity ha sollevato interrogativi sulla sostenibilità a lungo termine di X. Anche se va detto che forse non ha sorpreso tutti.

    La trasformazione e il futuro di X

    La trasformazione della piattaforma di Musk si inserisce in un panorama di generale cambiamento del settore. E, nelle difficoltà che incontra nel ristabilire la fiducia degli inserzionisti, possiamo dire che la proprietà non aiuta.

    Risulta essenziale un piano accurato per ristabilire la credibilità di X e riconquistare la fiducia degli inserzionisti, costruendo un solido e coinvolgente bacino di utenti e moderando efficacemente i contenuti​​​​.

    Una strategia che, anche alla luce delle ultime esternazioni di Musk sembra sempre più una chimera.

    In conclusione, la valutazione di Fidelity pone in evidenza le enormi difficoltà che X deve affrontare per dimostrare il suo impegno nel sostenere una comunità online davvero sana e sicura. Soprattutto in vista di un anno, come il 2024, che si presenta denso di insidie.

  • Se le aziende fuggono da X, allora investono su LinkedIn

    Se le aziende fuggono da X, allora investono su LinkedIn

    LinkedIn, che proprio nel 2023 ha compiuto 20 anni, registra un notevole aumento di ricavi pubblicitari, ponendosi come un punto di riferimento nel marketing digitale grazie a strategie di targeting uniche e a un ambiente più professionale e salubre. Cosa che non succede più su altre piattaforme.

    La recente svolta di Twitter/X sotto la guida di Elon Musk, caratterizzata da un modello pay-per-use e scelte discutibili, ha creato un clima di incertezza e sfiducia tra le aziende. Queste scelte e i recenti accadimenti hanno danneggiato l’immagine del social, rendendo difficile per i brand associarvi il loro nome.

    Di conseguenza, molte aziende e brand stanno cercando nuove piattaforme digitali, spostando l’attenzione verso ambienti ritenuti più salubri e affidabili per la distribuzione dei loro contenuti. E dei loro investimenti pubblicitari.

    In questo scenario, LinkedIn emerge come una piattaforma di riferimento.

    linkedin aziende pubblicità 2023 franzrusso

    LinkedIn e la crescita dell’advertising

    Secondo quanto riporta il Financial Times, la piattaforma di Microsoft ha registrato un incremento significativo nella pubblicità digitale, con i ricavi pubblicitari annui che hanno raggiunto quasi 4 miliardi di dollari nel 2023, testimoniando una crescita del 10,1% su base annua e una previsione di ulteriore aumento del 14,1% per il 2024​​.

    Sempre dalle informazioni riportate dal quotidiano finanziario, sembra proprio che sia LinkedIn a raccogliere in suo favore le conseguenze della fuga delle grandi aziende da X. Nonostante su LinkedIn quest’anno si sia registrato un aumento dei prezzi dei prodotti advertising del 30%.

    I costi, infatti, restano elevati. In media un’azienda ha afferma di preparare campagne premium di LinkedIn in cui il costo per 1.000 impressioni di un annuncio arriva fino a 300 dollari (circa 270 euro), rispetto a un rispettivo costo compreso tra 10 dollari (9 euro) e 15 dollari (13,5 euro) che si spendono su Meta.

    LinkedIn e le strategie di targeting uniche

    LinkedIn, che proprio nel 2023 ha compiuto 20 anni, vanta oltre 930 milioni di membri e 61 milioni di aziende con una pagina LinkedIn, con un engagement organico forte, dove il 40% dei visitatori interagisce con una pagina ogni settimana. Inoltre, la piattaforma ha dimostrato un’efficacia superiore nel rafforzamento del brand rispetto ad altre piattaforme top per i marchi B2B e B2C​​.

    LinkedIn 930 milioni utenti 2023 franzrusso.it

    La strategia di LinkedIn si concentra su un targeting unico, sfruttando dati relativi alla storia lavorativa e alle intenzioni delle persone. Questo approccio ha portato a un aumento significativo nell’utilizzo di LinkedIn per la distribuzione di contenuti da parte dei marketer B2B, con il 96% che lo ha utilizzato negli ultimi 12 mesi e l’80% che ha pagato per la distribuzione dei loro contenuti sulla piattaforma​​.

    LinkedIn e la sua evoluzione

    LinkedIn si va affermandosi come un attore chiave nel settore della pubblicità digitale, sfruttando un momento di crisi per altre piattaforme e offrendo un ambiente più professionale e rispettoso. Questa tendenza, che vedremo più netta nel 2024 che sta arrivando, sottolinea un importante cambiamento nel panorama dei social media, dove LinkedIn si proietta come un punto di riferimento, offrendo nuove opportunità di crescita e sviluppo in un’era di maggiore consapevolezza e responsabilità sociale.

    Del resto, come già diverse volte sottolineato anche qui sul nostro blog, gli investimenti fatti nel corso di questi ultimi anni hanno trasformato LinkedIn in una vera e propria piattaforma social media. Dopo l’acquisizione da parte di Microsoft, la piattaforma ha sviluppato altre modalità di contenuto, riuscendo ad evolversi e ad andare oltre l’etichetta di piattaforma per il business networking e per la ricerca di lavoro.

    Va detto, la spesa pubblicitaria su LinkedIn resta ancora molto bassa se paragonata a colossi come Meta o Google. Ma certamente si pone come un luogo più sicuro rispetto ad altre piattaforme.

  • Cosa succede in un minuto su Internet, nel 2023

    Cosa succede in un minuto su Internet, nel 2023

    Ecco cosa succede su Internet e sui social media nel 2023. Grazie al Data Never Sleeps scopriamo i dati condivisi su Google, Amazon, WhatsApp e altri. Il 2023 vede anche la crescita continua di TikTok.

    Specie adesso che ci si avvia verso la fine dell’anno, si entra sempre più nel mood di provare a vedere come è andato il 2023 dal punto di vista dei numeri su Internet e sui social media in generale.

    E come abbiamo imparato bene in questi anni, nell’era digitale, un minuto può sembrare un lasso di tempo insignificante. Ma su Internet, è un periodo carico di attività incessanti. E nel corso degli anni questa attività è aumentata notevolmente.

    L’edizione 2023 del rapporto “Data Never Sleeps” di Domo, giunto all’undicesima edizione, unitamente ad altre fonti, ci fornisce una visione completa su ciò che accade in questi brevi ma intensi 60 secondi, offrendoci un quadro più ampio dell’impatto e della portata di Internet e dei social media nel 2023.

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    Attività Online Ogni Minuto, nel 2023

    Ogni minuto, gli utenti di Internet e delle varie piattaforme digitali generano una quantità straordinaria di dati e interazioni. Secondo “Data Never Sleeps” di Domo:

    • su Google si effettuano 6,3 milioni di ricerche;
    • gli spettatori guardano 43 anni di contenuti in streaming;
    • su Amazon spendono complessivamente 455.000 dollari;
    • sull’app di Musk, X, vengono pubblicati 360.000 messaggi;
    • su WhatsApp vengono inviati 41,6 milioni di messaggi;
    • gli utenti di ChatGPT generano 6.944 prompt;
    • su Spotify vengono ascoltate 24.000 ore di musica;
    • vengono inviate 241 milioni di e-mail;
    • gli utenti di Instagram inviano 694.000 DM reel;
    • gli hacker lanciano 30 attacchi DDoS.

    In aggiunta a questi dati, che ci indicano la grande quantità di dati che viene esplosa in soli 60 secondi, ce ne sono altri modi davvero curiosi. Come quelli che riguardano Taylor Swift. Già eletta come Persona dell’Anno secondo la rivista Time, ogni 60 secondi una sua canzone viene ascoltata in streaming 69.400 volte.

    E ancora, ogni persona, quindi ciascuno di noi, ogni minuto produce qualcosa come 102 Mb di dati.

    Uso di Internet e Social Media nel 2023

    Al di là di questi dati impressionanti, il 2023 ha segnato alcuni trend significativi nell’uso di Internet e dei social media:

    • Popolazione e accesso a Internet: la popolazione mondiale ha raggiunto gli 8,01 miliardi all’inizio del 2023, con il 64,4% (5,16 miliardi) che utilizza Internet e quasi il 60% (4,76 miliardi) attivo sui social media.
    • Tempo Trascorso Online: si è registrato un calo del 5% nel tempo trascorso online, con una media di 6 ore e 37 minuti al giorno.
    • Shopping online: l’e-commerce ha continuato a crescere, soprattutto per generi alimentari e prodotti FMCG (beni di largo consumo).
    • Visione di streaming e Tv: più del 45% del tempo trascorso a guardare la televisione da parte degli utenti Internet in età lavorativa è dedicato allo streaming.
    • Pubblicità digitale: la spesa per la pubblicità digitale è aumentata considerevolmente, raggiungendo il 73,3% della spesa pubblicitaria totale nel 2022.
    • Social media: l’uso dei social media è aumentato, con l’utente medio che trascorre più di 2 ore e mezza al giorno su queste piattaforme.

    Le App di Social Media più utilizzate, nel 2023

    • YouTube e Facebook dominano la classifica delle app di social media più utilizzate.
    • WhatsApp è la piattaforma social preferita a livello mondiale.
    • TikTok ha registrato il più alto utilizzo medio mensile per utente nel 2023.

    Il fenomeno TikTok nel 2023

    Nel 2023, TikTok ha continuato a mostrare una crescita impressionante e una presenza dominante nel panorama dei social media.

    In questo anno, TikTok ha raggiunto 1.677 miliardi di utenti a livello globale, con 1.1 miliardi di utenti attivi mensili. Questo rappresenta un incremento significativo rispetto all’anno precedente, con oltre 150 milioni di utenti solo negli Stati Uniti. Questa crescita continua pone TikTok tra le piattaforme di social media più popolari al mondo.

    Gli utenti di TikTok trascorrono molto tempo sull’applicazione, con una media di 95 minuti al giorno. Questo equivale a circa 26 ore al mese. Dal 2019, il tempo trascorso su TikTok è aumentato notevolmente, passando da circa 1.025 minuti a 1.560 minuti al mese nel 2023. Gli utenti aprono in media l’applicazione circa 9 volte al giorno​.

    In sintesi, il 2023 ci ha mostrato un panorama digitale in rapida evoluzione, caratterizzato da un’attività frenetica su Internet ogni minuto e da cambiamenti significativi nel modo in cui interagiamo e utilizziamo le piattaforme digitali.

    Questi dati non solo evidenziano l’importanza crescente di Internet nella vita quotidiana, ma offrono anche spunti cruciali per aziende e marketer per comprendere meglio il comportamento degli utenti e adattare le loro strategie di conseguenza.

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  • Su Instagram si può impedire di espandere l’immagine profilo

    Su Instagram si può impedire di espandere l’immagine profilo

    Instagram introduce una funzione per bloccare l’ingrandimento dell’immagine profilo. Aumenta la privacy degli utenti, riducendo il rischio di comportamenti inappropriati e impersonificazione.

    Nell’era dei social media sappiamo bene tutti quanto sia rilevante il valore della privacy. Un aspetto su cui proprio Instagram ha dimostrato qualche mancanza negli ultimi anni.

    Con oltre 2 miliardi di utenti attivi, Instagram non è solo una piattaforma di condivisione. È anche un luogo dove la privacy è messa a dura prova. L’ultima novità, però, segna una piccola svolta significativa.

    Chissà quante volte vi sarete chiesti se qualcuno si sofferma a ingrandire la vostra immagine profilo. E se lo fa con insistenza. Nel momento in cui lo pensate, ecco che sale un po’ di preoccupazione. È un fatto logico.

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    Ecco, arriviamo quindi al dunque. Quello che apparentemente sembra una opzione poco interessante, invece può rivelarsi assolutamente utile. E parliamo dell’ultima opzione attivata da Instagram che consente agli utenti di impedire ai visitatori di ingrandire l’immagine del profilo. Questa funzionalità, apparentemente poco utile, riflette però una crescente consapevolezza riguardo la privacy e la sicurezza online.

    La novità inizialmente è circolata grazie ad attenti osservatori sui social media. Ma adesso è disponibile per tutti gli utenti. Per attivarla, o meno, è sufficiente andare nelle impostazioni dell’app, alla voce: Impostazione e privacy> Privacy dell’account> Consenti espansione dell’immagine profilo.

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    La novità su Instagram per la privacy

    Oltre all’aspetto pratico, questa nuova opzione introdotta da Instagram può essere vista come una misura preventiva contro quello che comunemente viene definito “creeper behavior”. Ossia comportamenti indiscreti o inappropriati. Limitare l’ingrandimento delle immagini impedisce a terzi di osservare eccessivamente da vicino i dettagli delle foto. Un aspetto che può avere implicazioni significative per la sicurezza personale.

    Inoltre, questa funzionalità può contribuire a ridurre i rischi di impersonificazione. Spesso vengono utilizzate immagini del profilo rubate per creare account falsi. Limitando la possibilità di ottenere una versione ingrandita e chiara dell’immagine, Instagram rende più difficile per questi soggetti copiare le foto in modo convincente, contribuendo così a combattere la diffusione di account fasulli.

    Cosa si intende per creeper behavior

    Il termine “creeper behavior” si riferisce a comportamenti online che sono considerati inappropriati, indiscreti o invasivi. In particolare, nel contesto dei social media, questo comportamento include azioni come osservare eccessivamente da vicino o analizzare dettagliatamente le immagini e le informazioni di altri utenti senza il loro consenso.

    Elementi che caratterizzano il creeper behavior

    Ecco alcuni aspetti chiave del “creeper behavior”:

    • Osservazione eccessiva: un aspetto del creeper behavior include l’osservazione prolungata o eccessiva delle informazioni personali o delle immagini di un utente. Questo può includere l’ingrandimento ripetuto di foto per esaminare dettagli intimi o personali.
    • Violazione della Privacy: questo comportamento viola spesso la privacy personale, poiché implica un livello di attenzione o di interesse che va oltre la normale interazione sociale. Può creare disagio e sensazione di insicurezza nella persona che si sente osservata.
    • Intenti non espliciti: spesso, il creeper behavior non è accompagnato da interazioni dirette, come messaggi o commenti, il che lo rende più subdolo e difficile da identificare o affrontare.
    • Creazione di disagio: questo tipo di comportamento può causare ansia o disagio nella vittima, soprattutto se si sente che la propria immagine o informazioni vengono esaminate con intenti inappropriati o senza il proprio consenso.
    • Anonimato: nel contesto dei social media, il creeper behavior è facilitato dall’anonimato e dalla facilità di accesso alle informazioni personali che queste piattaforme offrono. Gli utenti possono esplorare profili e foto senza necessariamente rivelare la propria identità o intenzioni.

    Con l’introduzione di questa opzione, Instagram mostra una sensibilità maggiore verso le esigenze in fatto di privacy dei suoi utenti. Questi aggiornamenti hanno come obiettivo quello dare agli utenti il controllo sul modo in cui le loro informazioni personali vengono visualizzate e condivise. In un’era digitale dove la privacy è spesso in bilico, iniziative di questo tipo sono un passo importante verso la creazione di un ambiente online più sicuro e rispettoso per tutti.

  • Charity washing e il caso Chiara Ferragni-Balocco

    Charity washing e il caso Chiara Ferragni-Balocco

    Il caso “Chiara Ferragni-Balocco” può essere indicato come un esempio di charity washing. E le sue ripercussioni nelle PR e nella gestione delle crisi, evidenziano l’importanza della Trasparenza e della Responsabilità.

    Ormai da qualche giorno nel nostro paese non si parla d’altro che del caso Chiara Ferragni-Balocco. E questo è dovuto al fatto che l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) in Italia ha inflitto una pesante multa, sia a lei che alla Balocco, per pratica commerciale scorretta. E anche perché domenica la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, si è scagliata contro la Ferragni additandola, sostanzialmente, come modello da non seguire.

    Questo caso ha dentro di sè tanti aspetti che vanno dalla comunicazione, alla gestione della reputazione, alla gestione della crisi che ne è generata. Un caso che ha mostrato come un caso come questo, di cui Selvaggia Lucarelli si era occupata già lo scorso anno, in realtà evidenzia un fenomeno che sta prendendo sempre più piede nell’era dei social media. Ed è il charity washing.

    E prima di passare a vedere meglio il caso “Chiara Ferragni-Balocco”, è opportuno soffermarsi sul sgnificato di charity washing.

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    Cosa significa “charity washing”

    Con il termine “charity washing” ci si riferisce a una pratica adottata da alcune aziende, organizzazioni o celebrità che consiste nell’utilizzare attività caritatevoli o donazioni a scopi benefici per deviare l’attenzione da pratiche eticamente discutibili o per migliorare la propria immagine pubblica, senza un effettivo impegno verso cause sociali o ambientali.

    Questo fenomeno è simile al più noto “greenwashing“, dove le aziende cercano di apparire più ecologiche di quanto non siano realmente.

    Nel contesto del charity washing, un’azienda potrebbe, ad esempio, donare una piccola parte dei propri profitti a enti benefici, promuovendo ampiamente queste azioni attraverso campagne di marketing, mentre contemporaneamente mantiene pratiche lavorative o di produzione dannose, come sfruttamento del lavoro, inquinamento o comportamenti non etici.

    O, ancora, un’azienda potrebbe far credere di effettuare una donazione attraverso operazioni di marketing mirate, mentre, al contrario, tiene per sè l’intero guadagno generato dalla operazione stessa, devolvendo solo una piccolissima parte in beneficenza.

    Questa pratica può essere considerata problematica perché può trarre in inganno i consumatori o il pubblico, facendo loro credere che l’azienda sia più impegnata socialmente o eticamente di quanto non sia in realtà. Inoltre, può anche distogliere l’attenzione da questioni importanti che richiedono un’azione più sostanziale e concreta.

    Il caso Chiara Ferragni-Balocco, primo grande caso di charity washing

    E, quindi, un caso emblematico di charity washing è quello che coinvolge Chiara Ferragni e l’azienda Balocco. Da notare che si tratta di fenomeni ancora molto esigui ma in grande crescita. Questo di Chiara Ferragni-Balocco diventa un caso, al momento unico per la sua risonanza e rischia, proprio perché primo grande caso, di essere ricordato negli anni a venire. Segno che ci vorranno azioni concrete e costanti per riuscire a riabilitare l’immagine della celebrità coinvolta e dell’azienda stessa.

    Per fare un esempio, anche se non si tratta di charity washing, in Italia come gestione della crisi di comunicazione nell’era dei social media resta ancora vivo il ricordo del caso “Patrizia Pepe”.

    Nel 2022, l’influencer Chiara Ferragni e l’azienda Balocco lanciarono una campagna per la vendita di un pandoro di Natale brandizzato. L’iniziativa suggeriva che parte del ricavato sarebbe stata donata a un ospedale pediatrico per la ricerca sul cancro, il Regina Margherita di Torino. Ma si è scoperto poi che nessun contributo diretto derivava dalle vendite​​​​.

    Il video di scuse e gli errori

    Il video di scuse pubblicato da Chiara Ferragni su Instagram – a distanza di due giorni dalla mula comminata dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) – è stato molto criticato per il suo approccio. L’aspetto trasandato e i riferimenti alla famiglia sono stati interpretati come tentativi di guadagnare empatia e legittimazione, piuttosto che come una sincera ammissione di errore​.

    Ora, questo caso delinea alcuni elementi che val la pena citare.

    1. Mancanza di trasparenza: se non viene chiaramente comunicato quanto della somma raccolta sarà effettivamente donato alla beneficenza, il pubblico può essere indotto a credere che la maggior parte o tutti i proventi vadano a sostegno della causa.
    2. Promozione personale vs supporto effettivo alla causa: se l’iniziativa viene utilizzata principalmente come strumento di marketing o per migliorare l’immagine pubblica dell’individuo, piuttosto che per fare una differenza significativa per la causa supportata, ciò può essere visto come un esempio di charity washing.
    3. Disallineamento tra dichiarazioni e azioni: se viene promessa una certa percentuale di donazione e poi non viene rispettata, ciò solleva questioni di fiducia e integrità.

    Tutti e tre questi elementi sono presenti nel caso “Chiara Ferragni-Balocco”.

    Dal punto di vista degli errori commessi in questo caso, sicuramente è mancata la Trasparenza. Un aspetto fondamentale che deve animare sempre qualsiasi tipo di comunicazione intenda portare avanti.

    Caso Chiara Ferragni-Balocco, beneficenza e guadagni

    E poi, Balocco ha effettuato un unico pagamento di 50.000 euro all’ospedale mesi prima del lancio del pandoro Ferragni, rendendo quindi le vendite del prodotto irrilevanti per ulteriori donazioni. Balocco, come noto, ha ricevuto una multa di 420.000 euro per questa pratica ingannevole.

    Chiara Ferragni e le sue società hanno ricevuto 1 milione di euro dalla Balocco per l’iniziativa di branding e le attività promozionali, senza effettuare pagamenti personali all’ospedale.

    Il video di scuse – arrivato comunque troppo tardi – contiene in realtà diversi elementi che vanno rilevati.

    Nel video Chiara Ferragni appare con un aspetto trasandato, un chiaro tentativo di suscitare empatia, in netto contrasto con la sua immagine pubblica solitamente molto più curata.

    Inizialmente, Chiara Ferragni si era limitata a protestare contro la multa, affermando che avrebbe fatto appello. La decisione di pubblicare un video di scuse dopo alcuni giorni rappresenta un cambiamento significativo nel suo approccio, suggerendo una strategia comunicativa pianificata.

    Il tono del video ha mostrato un tentativo di posizionarsi come vittima, una tattica spesso usata per ottenere simpatia e comprensione. Ma anche questo aspetto è stato molto criticato per la sua mancanza di autenticità.

    Strategia di Crisis Management

    Ora, di fronte a questo caso, che continuerà ad animare le conversazioni sui social media e che sarà citato in molte lezioni di comunicazione per i prossimi anni, possiamo provare ad indicare alcuni accorgimenti da adottare sempre in casi come questi e non solo.

    Si parla quindi di dotarsi di una strategia di comunicazione che possa affrontare eventuali momenti di crisi, quella che viene definita come PR Crisis Management.

    • Trasparenza: essere chiari su come e in che misura le iniziative benefiche sono sostenute finanziariamente.
    • Separazione tra attività commerciale e scopo benefico: distinguere nettamente le attività commerciali da quelle benefiche.
    • Verifica delle Informazioni: Assicurarsi che le informazioni promosse siano accurate e verificabili.
    • Evitare manipolazione emotiva: non usare tattiche che possano essere percepite come manipolatorie o insincere.
    • Rispetto della Privacy: essere cauti nel coinvolgere familiari, in particolare i minori, nelle comunicazioni pubbliche.
    • Coerenza dell’Immagine: mantenere un’immagine coerente che non contrasti drasticamente con la realtà.
    • Monitoraggio dei Media e dei Social Media: monitorare attentamente i media tradizionali e i social media per comprendere la percezione pubblica e rispondere in modo appropriato.
    • Responsabilità: assumersi la responsabilità delle proprie azioni – e delle proprie parole – senza scaricarle su altri.
    • Comunicazione Tempestiva: rispondere prontamente alle critiche o ai problemi, evitando ritardi.
    • Valutazione Post-Crisi: dopo la crisi, valutare l’efficacia della risposta e apportare miglioramenti al piano di crisis management.
    • Ricostruzione della Reputazione: lavorare a lungo termine per ricostruire la reputazione attraverso azioni coerenti e comunicazioni positive.

    Il caso “Chiara Ferragni-Balocco” evidenzia le sfide etiche e comunicative che le aziende, così come le celebrità e gli influencer e le figure pubbliche affrontano nell’era dei social media. È un monito per tutte le organizzazioni sulla necessità di un impegno autentico nelle iniziative di beneficenza e sulla gestione chiara e onesta delle crisi.

  • Indagine formale UE su X per disinformazione

    Indagine formale UE su X per disinformazione

    La Commissione UE indaga su X (ex Twitter) per potenziali violazioni del Digital Services Act, esaminando la diffusione di contenuti illegali e disinformazione.

    La settimana che riguarda il mondo dei social media, ancora coinvolto dall’approdo di Threads in UE, si apre proprio all’insegna dell’UE. Nello specifico, si apre all’insegna della commissione UE che apre la sua prima indagine formale sulla base del DSA – Digital Services Acts.

    E l’apertura dell’indagine formale vede coinvolta la piattaforma di Elon Musk, X (conosciuta prima come Twitter). Come scritto nel comunicato, la commissione ha avviato “procedimenti formali per valutare se X possa aver violato il Digital Services Act (DSA) in aree collegate alla gestione del rischio, moderazione dei contenuti, schemi occulti, trasparenza pubblicitaria e accesso ai dati per i ricercatori“.

    L’apertura del procedimento formale contro X

    L’apertura del procedimento formale segue l’indagine preliminare dalla quale, tra l’altro, emerge la grande preoccupazione. E cioè che X abbia contribuito alla “diffusione di contenuti illegali nel contesto degli attacchi terroristici di Hamas contro Israele”.

    indagine ue X disinformazione franzrusso.it

     

    La commissione fa sapere che esaminerà tentativi di X nel contrastare la diffusione di contenuti illegali sulla sua piattaforma. Ed esaminerà gli sforzi della stessa piattaforma atti a fermare la “manipolazione delle informazioni” tramite il suo sistema di “Note della Comunità” e altre politiche.

    Inoltre, la commissione passerà ad esaminare altre questioni che comprendono “design ingannevole” relativi ai cosiddetti “segni di spunta Blu“; la trasparenza pubblicitaria e l’accesso ai dati per i ricercatori.

    Il DSA e la posizione di X

    Il DSA ha previsto la definizione dei VLOPS, i cosiddetti “Very Large Online Platforms”. E tra questi soggetti figura anche la piattaforma di Elon Musk. Oltre a X, la lista include altre 16 piattaforme e due motori di ricerca. Tra cui Facebook e Instagram di Meta, TikTok, Snapchat, LinkedIn, Amazon, Google Search e l’App Store di Apple.

    L’annuncio dell’indagine formale arriva poco più di due mesi dopo che Breton ha sollevato preoccupazioni iniziali sulla diffusione di “contenuti illegali e disinformazione” su X.

    La società aveva risposto a Breton confermando i suoi sforzi di moderazione. In quella occasione fece notare la rimozione di “centinaia” di account affiliati a Hamas. E di aver rimosso o etichettato “decine di migliaia di pezzi di contenuto“. Va ricordato che richieste simili sono state inviate anche a Meta e TikTok.

    Dall’inizio della guerra tra Israele e Hamas, ci sono state numerose segnalazioni di disinformazione/misininformazione diffusa su X sul conflitto. Tra cui video e immagini condivise fuori contesto; una rete di propaganda di dozzine di account che condividono contenuti falsi e infiammatori. Di fronte a tutto questo, non sono mancate le segnalazioni riguardo il mancato intervento di X nella rimozione di post che violano le sue stesse regole.

    La risposta di X alla commissione UE

    In risposta alla commissione UE, X ha pubblicato una dichiarazione tramite il suo account ufficiale di Sicurezza, chiedendo che il processo segua la legge e sia “libero da influenze politiche”.

    X rimane impegnata a rispettare il Digital Services Act e sta collaborando con il processo normativo“, si legge nella dichiarazione. “X è focalizzata sulla creazione di un ambiente sicuro e inclusivo per tutti gli utenti sulla nostra piattaforma, proteggendo al contempo la libertà di espressione, e continueremo a lavorare instancabilmente verso questo obiettivo.

    La Commissione afferma che i suoi prossimi passi saranno raccogliere prove e che potrebbe intraprendere anche sanzioni nei confronti X. Non esiste una scadenza legale entro cui procedimenti formali come questo devono essere conclusi.

    Vedremo nelle prossime settimane come evolverà questa situazione.

  • Threads in UE, prime impressioni e come usarlo

    Threads in UE, prime impressioni e come usarlo

    Threads di Meta sbarca in UE, accolto con un certo entusiasmo. Questo per il fatto che l’atmosfera è più rilassata, dove conoscersi e riconoscersi. Ecco una piccola guida all’uso e alcune caratteristiche. Vedremo quanto durerà.

    Alla fine Threads è sbarcato in UE e, da quello che si vede, è stato accolto con grande entusiasmo dagli utenti italiani. Questo perché conserva ancora, nonostante il lancio avvenuto a luglio in 100 paesi, quell’atmosfera pulita dove tutti cercano tutti per capire come muovere i primi passi.

    Prima di fare qualche considerazione, veniamo alle notizie da rilevare.

    Alla fine Threads arriva in UE

    C’era molta attesa su questo lancio in UE per tutto quello che abbiamo raccontato in questi ultimi giorni qui. Attesa e curiosità, ovviamente. Ma c’era l’incognita su come gli utenti UE avessero potuto usare la nuova piattaforma.

    thread in ue 2023 impressioni uso franzrusso

    Questo perché, essendo di fatto un’app che nasce su Instagram, l’app condivide molti dati degli utenti in maniera nativa. Situazione che andava a confliggere con il DMA, Digital Markets Act, il regolamento UE che sarà pienamente in vigore dal prossimo mese di marzo. E questo conflitto è il motivo per cui Meta aveva deciso a luglio di evitare il lancio di Threads in UE. Evitando così di esporre l’app a sospensione e infrazione.

    Threads e la possibilità di usarlo senza iscriversi

    Da ieri si è compreso l’escamotage che ha permesso a Threads di affacciarsi in altri 27 paesi (arrivando così ad essere disponibile in 127 paesi). E consiste nella possibilità di poter usare l’app senza essere scritto. Quindi visionando i contenuti ma senza poterne creare di nuovi.

    L’altra modalità di accesso è quella che permette l’iscrizione, è il caso di dire, automatica attraverso Instagram. In questo modo Meta è al sicuro di poter agire in regola, lasciando la scelta agli utenti.

    https://www.threads.net/@zuck/post/C01LXhDrCAM/?igshid=NTc4MTIwNjQ2YQ%3D%3D

    Val la pena ricordare che Threads da ieri è disponibile in UE per circa 485 milioni di utenti. Significa poter raggiungere in poche settimane il traguardo di 150 milioni già forse entro la fine di questo mese.

    Però, c’è un però. Perché se è vero che al momento su Threads si respira un’aria sana, senza forzature, urla. Senza quella tossicità che sembra ormai aver preso piede su X. È anche vero che dal giorno del suo lancio l’app, con una partenza a razzo, perse l’80% degli utenti e engagement.

    Al momento è forse bene adottare un atteggiamento prudente e provare a godere della bellezza dei social media. Che è quella di connettere le persone che condividono contenuti, aperti alla conversazione e al confronto.

    https://www.threads.net/@franzrusso/post/C01wwSzx2fG

    Perché alla fine questo è il vero motivo per cui sono nati (originariamente social network). Credo che molto poi dipenda da noi. Dal modo in cui vogliamo porci e dal modo in cui vogliamo usare questi strumenti. Strumenti e non contenitori di esistenze.

    Threads: guida veloce all’uso

    Ora, detto questo, vediamo un po’ di riassumere, a beneficio di tutti, come funziona e quali le ultime novità di Threads.

    Threads, feed diviso in due: Per te e Segui già

    La piattaforma offre due modalità di visualizzazione dei contenuti, con due timeline differenti.

    • Per te: dove sono selezionati i post degli account che segui e di quelli consigliati in base ai tuoi interessi e alle persone che si seguono.
    • Segui già: qui sei vedono i contenuti degli account che si seguono, in ordine cronologico da quando sono stati pubblicati.

    Threads, che ricordiamo è l’app testuale di Meta, ha introdotto diverse funzionalità. Passiamo ad una breve guida su come muoversi su questa nuova piattaforma.

    Threads, primi passi da seguire

    • Creazione dell’Account: Per creare un account su Threads, è necessario utilizzare il proprio profilo Instagram e il numero di telefono. Si accede al sito ufficiale di Threads, si clicca su “Continua con Instagram”, si effettua il login e si autorizza la creazione del profilo​​. Come dicevamo in apertura di questo articolo, è possibile usare Threads senza registrarsi, quindi senza avere la possibilità di creare contenuti.
    • Personalizzazione del Profilo: Si può personalizzare il profilo Threads aggiungendo una breve biografia e un link. È possibile importare la biografia e i link direttamente da Instagram. Inoltre, si può scegliere tra un profilo pubblico, visibile a tutti, o un profilo privato, accessibile solo ai follower approvati​​.
    • Seguire account Instagram su Threads: È possibile seguire gli stessi account di Instagram su Threads. Durante la configurazione, si può scegliere di seguire tutti gli account Instagram esistenti o selezionare specifici profili da seguire​​.
    • Funzionalità dei Post: Ogni post su Threads può contenere fino a 500 caratteri, includendo testo, immagini, link e video fino a 5 minuti. È possibile condividere i post di Threads nelle storie di Instagram. Gli utenti hanno anche strumenti per personalizzare la visualizzazione dei contenuti, come aggiungere parole nascoste per filtrare risposte specifiche o bloccare, non seguire, o segnalare profili. Se si blocca un utente su Instagram, sarà automaticamente bloccato anche su Threads​​. È possibile, come accade su Instagram, nascondere il numero dei “mi piace” dai post.

    Su Threads si possono modificare i post

    • Modifica dei post: è possibile modificare i contenuti, anche senza pagare. Una volta pubblicato il contenuto scatta un countdown alla rovescia della durata di 5 minuti. In quel lasso di tempo è possibile modificare il contenuto.
    • Interfaccia Utente: L’app è suddivisa in cinque sezioni principali:
      • Home: Visualizza i post degli utenti seguiti e suggeriti dalla piattaforma.
      • Scrivi: Permette di scrivere nuovi thread, con la possibilità di aggiungere foto o video.
      • Cerca: Per cercare nuovi utenti in base agli interessi.
      • Profilo: Dedicato al profilo personale e alle impostazioni di privacy.
      • Attività: Mostra la propria attività, inclusi Tutto, Risposte, Verificati e Menzioni​​.
    • Cancellazione Account: tema, questo della cancellazione dell’account, che ha molto diviso gli utenti. Infatti, in prima battuta, la cancellazione dell’account Threads comportava anche la cancellazione dell’account Instagram. Ora, dopo mesi, si è arrivati alla conclusione che l‘account Threads può essere cancellato, senza per questo cancellare anche quello Instagram. Quindi, da questo punto di vista, gli utenti posso stare tranquilli.

    Threads, caratteristiche e novità

    Ecco un breve dettaglio delle sue caratteristiche principali:

    • Integrazione con ActivityPub: questa è una delle novità più significative. L’integrazione con il protocollo ActivityPub permette agli utenti di Threads di condividere i propri post su piattaforme abilitate a ActivityPub, come Mastodon. Questo passo rappresenta un importante avanzamento verso l’integrazione e l’apertura nel fediverso, una rete decentralizzata di servizi di social media​​.
    • Funzionalità Tags: simili agli hashtag di Instagram, i tags in Threads sono utilizzati per facilitare la discussione su argomenti specifici. A differenza di Instagram, però, possono essere utilizzati una sola volta per post, e sono inseriti direttamente nel post o nelle parole in modo simile a un hyperlink. Questo sistema mira a semplificare l’aggiunta di argomenti specifici ai post e a facilitare la connessione con altri utenti interessati agli stessi argomenti​​. Non esiste ancora un elenco di tag emergenti o più usati.
    • Condivisione del contenuto su più Piattaforme: Threads è stata concepita come un’app decentralizzata o federata, che consente agli utenti di postare contenuti visualizzabili da chiunque su altre app social e viceversa​​.

    Threads è integrata a Instagram

    • Integrazione con l’account Instagram: utilizzando lo stesso backend di Instagram (Python Django), gli utenti possono accedere a Threads con il proprio account Instagram, semplificando il processo di configurazione e onboarding​​.
    • Sviluppo su iOS e Android: Le app mobile di Threads sono state sviluppate principalmente con Swift su iOS e Jetpack Compose su Android. Alcune funzionalità come la ricerca per parole chiave e la messaggistica privata sono state inizialmente messe in attesa per aggiornamenti futuri​​.
    • Obiettivo di Interoperabilità: l’obiettivo di Meta con Threads è rendere i contenuti sociali interoperabili come le email. Lavorando sull’integrazione con ActivityPub, Threads permetterà agli utenti di distribuire i loro post su altre app social e di visualizzare contenuti di creator presenti su altre piattaforme​​.
    • Nuove funzionalità e miglioramenti: Threads ha recentemente introdotto diverse nuove funzionalità e aggiornamenti, tra cui un feed per gli utenti seguiti, la possibilità di modificare l’alt-text e la condivisione di un Thread tramite direct message su Instagram. Inoltre, Meta ha iniziato a testare la ricerca per parole chiave, che verrà presto implementata in più lingue e paesi​​.

    Questo è il primo, veloce, resoconto sul primo giorno di Threads in UE e alcuni veloci veloci accorgimenti. Come detto, al momento è forse bene lasciarsi coinvolgere da questa atmosfera rilassata. E sperare che duri ancora per un bel po’.

  • Threads il lancio in UE è previsto il 14 dicembre

    Threads il lancio in UE è previsto il 14 dicembre

    Threads di Meta sarà lanciato in UE il 14 dicembre. Nonostante manchi l’annuncio ufficiale, si può ipotizzare una versione ridotta a causa del DMA.

    A fine novembre avevamo riportato l’indiscrezione, lanciata dal Wall Street Journal. Si trattava del lancio di Threads in UE che sarebbe avvenuto entro il mese di dicembre 2023. E così sarà. Anzi, più precisamente lo sbarco è previsto per giovedì 14 dicembre alle ore 12, a ora di pranzo quindi.

    Non c’è un annuncio ufficiale da parte di Meta, ma i “biglietti” sono disponibili. Già, perché è possibile prenotare il “biglietto” nelle Impostazioni di Instagram. Una trovata per confermare che lo sbarco avverrà per davvero. E poi sul sito Threads.net è attivo il conto alla rovescia. Ormai manca più o meno 1 giorno.

    E così, dopo il lancio avvenuto lo scorso luglio in 100 paesi (Stati Uniti e altri 99 paesi, esclusi, appunto, Unione Europea, Cina, Iran, Russia e altri 63 paesi), Threads si appresta ad approdare anche in UE. Con un carico di oltre 100 milioni di utenti attivi.

    Ma in che versione la potranno usare gli utenti dei 27 paesi che aderiscono alla UE?

    Threads lancio in UE 14 dicembre 2023 franzrusso

    Threads, lancio in Ue in versione ridotta

    E questa è la domanda che tutti si stanno ponendo in queste ore. Come detto, non vi è ancora l’annuncio ufficiale da parte di Meta. E, quindi, non è spiegato come Threads sarà disponibile.

    Come si scriveva in paio di settimane fa, riportando i rumors (poi verificati) del WSJ, Threads dovrebbe essere disponibile in UE in una versione aderente a ciò che richiede il DMA, il Digital Markets Act. Questo potrebbe comportare che Meta offrirà agli utenti dell’UE la possibilità di utilizzare Threads esclusivamente per il consumo senza un profilo che consenta loro di creare i propri post. Significa che gli utenti non dovranno necessariamente creare un profilo per visualizzare i post. Ma potrebbero doverne creare uno per la pubblicazione.

    Siamo nell’ordine delle ipotesi. Molto probabili, ma sempre ipotesi.

    Val la pena di sottolineare che Meta, insieme ad altri giganti tecnologici come Microsoft e Apple, sono stati formalmente designati come “gatekeeper” ai sensi della legge a luglio. Sottoponendoli a nuove regole relative al consenso dell’utente e alla protezione dei dati. Fino ad oggi, non è chiaro se sono state apportate modifiche all’esperienza di Threads nella UE in seguito all’osservazione di queste regole.

    Per chi non fosse particolarmente informato sul significato di “gatekeeper” ecco una breve spiegazione.

    Cosa significa “gatekeeper”

    Il termine “gatekeeper”, nel contesto del Digital Markets Act (DMA) dell’UE, si riferisce a grandi piattaforme tecnologiche che hanno un ruolo dominante nel mercato digitale e che possono controllare l’accesso a determinati mercati o servizi online.

    Queste piattaforme agiscono come “custodi del cancello” (ecco da dove nasce il termine gatekeeper), determinando quali aziende e servizi possono raggiungere i consumatori e come.

    Questo ruolo di gatekeeper può portare a pratiche anticoncorrenziali, come favorire i propri servizi a discapito di quelli dei concorrenti o imporre condizioni ingiuste agli sviluppatori di app e ad altri operatori del mercato.

    La normativa DMA mira a regolamentare queste grandi piattaforme. Stabilendo regole eque per garantire la concorrenza. Al fine di proteggere i consumatori e le piccole imprese dall’abuso di posizione dominante da parte dei gatekeeper.

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