Categoria: E-commerce

Qui trovate tutte le notizie, i dati e le statistiche relative all’E-commerce, un fenomeno in continua crescita in Italia

  • Italiani e Smartphone: ecco i brand che gli utenti acquistano di più online

    Italiani e Smartphone: ecco i brand che gli utenti acquistano di più online

    Una nuova ricerca di idealo ci mostra quali sono i brand produttori di smartphone che gli italiani sono soliti acquistare di più online. E scopriamo che Huawei è il brand più cercato in 14 regioni, mentre Samsung è al primo posto in 5. Apple raggiunge ovunque la seconda o terza posizione. Le donne italiane sono più attratte dai dispositivi Samsung, mentre gli uomini preferiscono quelli della casa di Cupertino.

    Ci interessa spesso, qui sul nostro blog, indagare sul fenomeno smartphone, sempre in forte crescita nel nostro paese, al punto che siamo quelli che ormai li preferiscono sempre più di fascia medio alta. E’ vero, col tempo siamo diventati anche molto esigenti, perchè per noi italiani lo smartphone non è solo un telefono (per questa specifica funzione poi lo usiamo sempre meno), ma è quasi una vera estensione della nostra vita. Ricorderete la ricerca di GFK, qualche mese fa, che rilevava che 3 italiani su 10 sono dipendenti dalla tecnologia, ossia, anche, dallo smartphone.

    E lo smartphone lo acquistiamo anche sempre più online. Quindi, nel voler indagare sempre di più nella relazione tra italiani e smartphone, oggi vi vogliamo presentare i risultati di una interessante ricerca condotta da idealo, il portale internazionale per la comparazione prezzi online, che ci offre uno spaccato nazionale su preferenze di brand e scelte da parte degli utenti italiani, negli acquisti online, regione per regione. Anche perchè, come ci ricordava qualche settimana fa il Rapporto Censis, è proprio lo smartphone il gadget tecnologico cresciuto di più negli ultimi anni (+190%) ed è molto acquistato dagli italiani anche online. Un viaggio tecnologico lungo tutto lo stivale.

    smartphone acquisti online italia

    Quali smartphone acquistano online gli italiani?

    Allora, dall’analisi emerge che Huawei è il brand che riscuote maggior attenzione da parte degli utenti, addirittura in 14 regioni su 20; muovendoci da nord a sud, lo si trova in cima alla classifica dei brand più cercati, per il nord Italia, in Piemonte (11,8%), Liguria (18,8%) e Trentino-Alto Adige (18,4%). In centro Italia risulta in testa per quanto riguarda gli utenti dell’Emilia Romagna (16,4%), della Toscana (16,1%), dell‘Umbria (22,6%), delle Marche (20,7%) e del Lazio (13,1%). Podio anche al sud in Campania (13,4%), Puglia (16,9%), Abruzzo (18%), Basilicata (29,6%). Questa preferenza per gli smartphone della multinazionale cinese riguarda non solo la penisola, ma anche le isole: viene registrata, infatti, anche in Sicilia (14,4%) e in Sardegna (16,4%). In alcune di queste regioni, il primo posto è raggiunto con un distacco minimo rispetto ai numeri registrati dagli altri leader del mercato. Ci sono però località dove questo orientamento pare decisamente più spiccato, con un distacco dal secondo brand classificato di oltre il 5%: accade in Emilia Romagna, in Liguria, nelle Marche, in Abruzzo, in Umbria e infine in Basilicata.

    Il secondo grande nome del mercato degli smartphone è, senza sorpresa per la verità, Samsung; i prodotti del brand sud coreano si posizionano al primo posto per l’interesse degli e-consumer in queste cinque regioni italiane, prevalentemente concentrate al nord e per un solo caso al sud: Lombardia (12,4%), Veneto (13,8%), Calabria (17,8%), Friuli-Venezia Giulia (16%) e Val d’Aosta (36,4%). Particolare il caso di quest’ultima, che sembra fortemente orientata, con un distacco dagli altri brand del 18,2%. Nella maggior parte degli altri casi analizzati, il brand coreano è comunque al secondo posto nella classifica degli smartphone più cercati online.  Le uniche regioni dove viene battuto da Apple, per quanto riguarda la seconda posizione, sono la Liguria (Apple al 12,8% e Samsung al 10,3%), le Marche (Apple al 14,7% e Samsung all’11,2%) e l’Umbria (Apple al 13,2% e Samsung all’11,3%).

    L’unica regione dove è possibile rilevare un ex equo tra Samsung e Apple è il Molise: i due brand qui sono a pari merito con il 23,1% delle preferenze; Huawei è sempre nelle prime tre posizioni, ma solo con il 15,4%.

    Poi ci sono casi come Asus che raggiunge la quarta posizione quasi ovunque con una media di interesse del 6%. Altro caso particolare è quello di Motorola: in Valle d’Aosta, e solo in questa regione, si posiziona al quarto posto delle preferenze online, con il 9,1% dell’attenzione. Sempre in questa regione, si segnala il caso particolare di Microsoft, con il 18,2%, a pari merito con Huawei e Apple.

    Smartphone nelle fasce d’età e nel confronto tra uomini e donne

    Secondo idealo, gli e-consumer più interessati agli smartphone online si concentrano in alcune fasce di età ben precise. Per il 26,1% si tratta di persone dai 35 ai 44 anni e per il 24,1%  dai 45 ai 54. È stato possibile rilevare un 18,4% delle intenzioni di acquisto per la fascia d’età 25-34 anni, mentre dati più bassi sono stati registrati per i giovanissimi (11% per gli utenti dai 18 ai 24 anni) e per i più grandi (12,7% per le persone dai 55 ai 64 anni e solo il 7,8% per gli over 65). Nel rapportarsi con i brand è emerso che, in media, Samsung vince nelle preferenze per chi ha un’età compresa tra i 18 e i 54 anni, mentre Apple è decisamente la marca più cercata da chi ha ne ha più di 55.

    Quando si parla invece di confronto tra i sessi, infine, la ricerca rileva che sono molti di più gli uomini che si informano sui prezzi di cellulari e smartphone online rispetto alle donne. Secondo il totale dei dati presi in esame, gli uomini raggiungono il 71,7% delle intenzioni di acquisto, le donne solo il 28,3%. Anche a seconda del genere è stato possibile rilevare quali sono i brand più gettonati online: la classifica al maschile vede ai primi posti Apple (con il 33,7%), Samsung (con il 32,7%) e Huawei (con il 25%). Al quarto posto LG (con il 2,4% delle preferenze).

    Per quanto riguarda le donne, invece, il portale rileva alcune sorprese. Al primo posto troviamo Samsung (con il 37,5%), seguono Huawei (con il 32%) e Apple (con il 26,5%). In quarta posizione, di nuovo smartphone by LG (con l’1,6% delle preferenze).

    Allora, anche voi acquistate smartphone online? Quali sono i brand di riferimento? Raccontateci la vostra esperienza.

    Infografica idealo Smartphone Italia

  • Il mito del Vinile rivive grazie anche all’e-commerce

    Il mito del Vinile rivive grazie anche all’e-commerce

    Secondo i dati di idealo, il mito del Vinile comincia a rivivere grazie all’e-commerce in Europa e anche in Italia. L’interesse verso il vinile negli ultimi anni è cresciuto dell’80%, mentre quello per i giradischi del 28%. In Italia l’interesse da metà 2016 è cresciuto del 70%. E intanto la Sony, dopo 30 anni, aprirà una nuova fabbrica nel 2018.

    Che il Vinile stesse riapparendo era cosa abbastanza nota, ma non certo con i numeri e i dati che stiamo per conoscere. Il fenomeno che si credeva defunto con l’avanzare dei CD e con la crescita del fenomeno digitale in realtà sta riprendendosi nuovamente, proprio grazie a Internet e, in particolare, all’e-commerce.

    Il 2016, dal punto di vista del mercato, è stato un anno che ha chiuso in positivo, con streaming in continua corsa, cd e download che calano e vinile che acquista maggior importanza in alcuni paesi, soprattutto in Europa. Interessanti sono a questo punto i dati raccolti da idealo, piattaforma internazionale di comparazione prezzi per gli acquisti digitali, che ha analizzato i dati sul tema dai suoi principali portali europei per fotografare la situazione dal punto di vista del consumo online e capire se davvero si può parlare di una ripartenza in questi ultimi anni. I dati raccolti tracciano un quadro che racconta dell’impatto delle nuove abitudini di acquisto dei consumatori digitali, e dei nuovi canali di vendita offerti dall’e-commerce, nel rilancio di un supporto tradizionale che attrae appassionati, nostalgici, puristi e “cultori della vera musica”.

    vinile e-commerce

    Secondo i numeri analizzati, tra il 2015 e il 2016 l’interesse è aumentato circa dell’80%. Non solo, se il trend si mantenesse costante, questo numero, entro fine anno, potrebbe arrivare ad un +110%, se confrontiamo l’anno appena trascorso con il 2017. idealo ha voluto indagare anche sui generi che più di altri alimentano la cosiddetta “vinil-mania”. Da questo punto di vista il rock emerge come genere più diffuso, con il 33,1% sul totale dei vinili disponibili. Segue il pop, con il 19,1%; buon piazzamento anche per il genere alternative, con l’8,7%; quote più basse per il jazz, attorno al 6%; troviamo poi i dischi per gli amanti di metal & hard rock (5,3%), di musica classica (3,9%), di elettronica & dance (3,5%) e di hip hop & rap (3,4%). Percentuali più basse per gli ultimi posti della classifica, occupati da blues e musica country (rispettivamente con il 2,9 e il 2,7%).

    Interessano di più i vecchi album o quelli di artisti più vicini nel tempo? Secondo idealo, la top 3 dei dischi più gettonati vede, al primo posto, gli album che si rifanno all’universo musicale degli anni Ottanta (con il 29,4%); a seguire, le produzioni quasi contemporanee, del primo decennio del 2000 (con il 26,3%); terzo posto per quelle che fanno riferimento agli Anni Settanta, con il 13,5%.

    vinile 2017

    La diffusione del Vinile è anche data dal fatto che i giradischi, da sempre, sono considerati come supporti in grado di riprodurre “un suono più caldo”. Infatti, il giradischi sta generando un interesse sempre maggiore nei consumatori digitali. Per il periodo 2015-2016 si parla di un trend positivo, in Europa, del + 28,2%. Questa tendenza sembra essere in continua crescita e i numeri mostrano una situazione particolarmente interessante per l’Italia: se il paragone tra lo scorso anno e quello in corso mostra, sempre a livello europeo, un +18%, nella sola penisola italiana l’interesse verso i giradischi sembra essere aumentato del 70,10% dalla metà del 2016 ad oggi. È interessante osservare poi come, sia per i vinili, sia per i giradischi, si registrino picchi di interesse di una certa importanza soprattutto nel periodo pre-natalizio.

    Le ultime cifre rivelate dall’indagine riguardano il “B-side” del tema, ovvero gli shop che mettono a disposizione vinili sui portali europei di idealo. Anche il loro numero è aumentato del 10,5% tra il 2015 e il 2016. Se si considera poi la quantità di negozi attivi nei primi sei mesi del 2016 a confronto con il numero di quelli attivi da inizio 2017 ad oggi, l’aumento appare ancora più significativo, visto che sfiora il +27%.

    E dopo quasi 30 anni la Sony Music torna a produrre vinili in proprio, aprirà infatti una fabbrica in Giappone nel marzo 2018. La multinazionale aveva smesso la produzione casalinga del supporto nel 1989 dopo l’avvento dei cd. La decisione è stata presa per tenere proprio il passo della crescente richiesta di vinili. Secondo i dati della Bpi, l’industria di settore inglese, nel 2016 le vendite di vinili hanno raggiunto i livelli di prima del 1991.

    Allora, anche voi state ritornando al vinile? Cosa ne pensate di questi dati?

  • E-commerce in Italia 2017: cresce del 16% e vale 23,1 miliardi di euro

    E-commerce in Italia 2017: cresce del 16% e vale 23,1 miliardi di euro

    Il fenomeno E-commerce continua a crescere in Italia anche nel 2017. Secondo i dati presentati al Netcomm Forum, il commercio online in Italia è cresciuto del 16% in un anno e ha raggiunto un valore di 23,1 miliardi di euro. Da segnalare che oltre un terzo degli acquisti viene oggi effettuato da mobile: 23% da smartphone.

    Eravamo in attesa proprio di quest risultati quando l’altro giorno scrivevamo che l’E-commerce sarebbe cresciuto anche nel 2017 e che i settori su cui puntare sono travel, luxury e food, tre settori strategici. Ed ecco i risultati presentati durante la prima giornata del Netcomm Forum in corso al MiCo di Milano. Sono dati in crescita che testimoniano quanto l’E-commerce sia una delle grandi leve su cui le aziende devono puntare per crescere. Le previsioni di penetrazione del fenomeno parlano di una percentuale del 5,6%. Non male, ma ancora troppo lontana da altre realtà europee dove il tasso di penetrazione è a due cifre, come in Uk ad esempio dove si supero ormai il 15%. Ma guardiamo insieme i dati più importanti della ricerca ad opera dell’Osservatorio del Politecnico di Milano.

    e-commerce italia 2017 franzrusso.it

    L’E-commerce cresce in Italia del 16% rispetto ad un anno fa e il valore è ormai di 23,1 miliardi di euro. Nel 2016 era di 19 miliardi di euro e il tasso di crescita rispetto all’anno precedente era stato del 17%. Da segnalare che, per la prima volta, la vendita di prodotti è pari a quella dei servizi: 50% per ciascuno.

    Tra i settori che trainano questa crescita segnaliamo il Food&Grocery (+37%), che da 593 milioni di euro del 2016 passa a ben 812 milioni, e l’Arredamento & Home Living, a quota 847 milioni (+27%). Bene i prodotti legati all’Informatica (+26%), Abbigliamento (+23%), Editoria (+18%).

    valore e-commerce italia 2017

    E crescono anche gli utenti che abitualmente fanno acquisti online. I dati della ricerca Net Retail, elaborata da Human Highway per Netcomm, ci dicono che nel primo trimestre del 2017 i consumatori italiani che hanno acquistato online sono passati dai 18,7 milioni dello scorso anno a 20,9 milioni di questa primavera con 12,2 milioni di famiglie italiane.

    E gli utenti italiani acquistano sempre di più da mobile. Oltre un terzo degli acquisti viene effettuato da mobile: i 23% viene effettuato da smartphone; il restante 8% da tablet. Il 69% degli acquisti viene poi effettuato da desktop.

    Questi i dati più rilevanti che riguardano l’E-commerce in Italia.

    E voi fate acquisti online? Da dove acquistate solitamente? Raccontateci la vostra esperienza.

  • Il futuro della Subscription Economy è anche in Italia

    Il futuro della Subscription Economy è anche in Italia

    Si chiama Subscription Economy, termine coniato di recente, e indica proprio l’economia della sottoscrizione, ossia un vero modello di business basato sugli abbonamenti. In occasione del suo arrivo in Italia, SlimPay ha presentato una ricerca su questo fenomeno: il 74% degli italiani dichiara di aver sottoscritto un abbonamento con 2,2 sottoscrizioni per persona.

    La Subscription Economy comincia a prendere piede anche in Italia. Il termine è stato coniato di recente e sta ad indicare un nuovo modello di business basato proprio sugli abbonamenti. Riguarda tutti i settori e permette agli utenti di avere accesso a prodotto e servizi, da dove e come vogliamo, grazie ad un abbonamento. Un fenomeno molto apprezzato dagli italiani.

    Nei giorni scorsi ha fatto il suo arrivo in Italia SlimPay, fintech francese specializzata nei pagamenti ricorrenti tramite addebito diretto, proprio per favorire la trasformazione digitale del commercio con soluzioni innovative per le transazioni on line relative a servizi o prodotti erogati in abbonamento. Dallo streaming di musica e video al car sharing, fino alle utenze, le nuove tendenze di consumo vedono diminuire nelle persone l’interesse per il possesso fisico dei beni e aumentare la propensione all’utilizzo di servizi e prodotti in abbonamento. Cambiano così anche le modalità di business di molti settori, con conseguenti effetti sui metodi di pagamento, ora dilazionati nel tempo e ricorrenti.

    subscription economy slimpay franzrusso.it 2017

    SlimPay per l’occasione ha anche presentato i risultati di una sua ricerca condotta in Francia, Spagna, Germania, Regno Unito, Francia, Benelux e Italia sulla base di un campione di 5 mila consumatori. “Gli Europei e la Subscription Economy”. La ricerca dimostra che a fare da volano alla subscription economy, in Italia come negli altri Paesi UE, ha contribuito anche la sempre più alta familiarità dei consumatori con l’e-commerce e i pagamenti online.

    Dalla ricerca è venuto fuori un quadro molto interessante e variegato dell’attuale modello di consumo e pagamento online, analizzando il quale si scopre, per esempio, che la sottoscrizione di abbonamenti è già presente in tutti i Paesi UE dove si hanno una media di membership per persona che oscilla tra i 2,2 e i 5,7. I Paesi dove attualmente la subscription economy è più diffusa sono il Regno Unito, la Spagna e la Francia, dove la popolazione sembra ormai aver familiarizzato con questo metodo di consumo. Meno presente in Italia, Germania e Benelux dove però ci sono buone prospettive di crescita.

    Oggi, infatti, il 74% degli Italiani dichiara di avere sottoscritto ad almeno un abbonamento – contro l’85% della media Europea – con 2,2 sottoscrizioni per persona contro i 5,7 degli spagnoli; i 5,4 dei francesi, i 4,3 degli inglesi i 3,4 del Benelux e i 3 della Germania. Il vantaggio? Per le 5.000 persone coinvolte nella ricerca, sta nella sicurezza del pagamento e nella certezza di non dimenticare di saldare la quota per tempo.

    Ad oggi, i consumatori italiani utilizzano l’addebito diretto sul conto corrente per pagare le bollette di telefonia, vale a dire quote per noleggio e utilizzo smartphone, Adsl, Tv e applicazioni varie (59%); per saldare i consumi di luce e gas (51%); per liquidare le rate di polizze e assicurazioni varie (30%). In base alle proiezioni fatte dalla ricerca SlimPay, esiste però un alto potenziale di crescita anche in altri settori, in particolare il 52% degli Italiani si dichiara disposto a pagare le tasse tramite addebito diretto, mente il 36% pagherebbe secondo queste modalità i trasporti ed il 29% l’affitto.

    Anche in fatto di subscription economy il tema della sicurezza è di grande importanza. Il 64% degli italiani ha eseguito una autenticazione al momento del pagamento online per evitare il furto di dati bancari che consentono acquisti non autorizzati. Autenticazione  fatta via sms nel 64% dei casi e per il resto via web o tramite app mobile. Una modalità molto apprezzata dai nostri connazionali, visto che per l’89% di essi porta più vantaggi che svantaggi. Tema sicurezza molto sentito in questo contesto anche se si considera il fatto che la disponibilità a effettuare pagamenti sul web con addebito bancario diretto è molto alta. Si va dal 62% della Germania al 58% del Regno Unito, passando per il 57% della Spagna, il 53% dell’Italia, fino al 47% della Francia e al 42% del Benelux. In Italia, in particolare, a oggi, il 49% della popolazione ha realizzato acquisti online con pagamento diretto sul conto corrente, facilitati anche dall’Iban, lo standard internazionale ideato per semplificare le transazioni economiche in tutta Europa, il cui funzionamento è conosciuto dall’89% dei connazionali, che però sanno poco o nulla di SEPA (solo il 29% sa cos’è), che ha come obiettivo quello di offrire ai cittadini, alle imprese e alle pubbliche amministrazioni la possibilità di effettuare e ricevere pagamenti in euro nell’area UE, senza più differenze tra pagamenti nazionali ed europei, con la stessa facilità e sicurezza con cui vengono eseguiti nei singoli paesi.

    SlimPay, nata nel 2009, è leader europeo di servizi per i pagamenti tramite addebito diretto SEPA. Oltre all’elaborazione dei pagamenti sia in euro che in sterline GBP per piani di pagamenti fissi e variabili, SlimPay fornisce tecnologie e servizi a valore aggiunto per consentire alle aziende on line di acquisire nuovi clienti, favorire la fidelizzazione del cliente a lungo termine e massimizzare i ricavi. L’azienda impiega oltre 60 specialisti in 6 uffici internazionali e gestisce più di 2000 clienti (inclusi Deezer, Nespresso, UNICEF …) in 34 paesi. Per ulteriori informazioni potete collegarvi al sito slimpay.it.

    In basso l’infografica che riassume tutti i dati della ricerca di SlimPay.

    Subscription Economy Europa infografica

  • Cresce l’e-commerce in Italia nel 2017: i settori su cui puntare

    Cresce l’e-commerce in Italia nel 2017: i settori su cui puntare

    Il Netcomm Forum 2017 si avvicina, il prossimo 10 e 11 maggio 2017 al MiCo di Milano 12 mila aziende si daranno appuntamento all’interno della più importante manifestazione italiana dedicata all’e-commerce. Un’occasione per formarsi, informarsi, conoscere i nuovi trend e i settori su cui puntare. Per i lettori di Intime è disponibile un codice promo per partecipare a questo grande evento.

    Il #NetcommForum 2017 si avvicina, il prossimo 10 e 11 maggio 2017 al MiCo di Milano 12 mila aziende si daranno appuntamento all’interno della più importante manifestazione italiana dedicata all’e-commerce, l’unico momento annuale che traccia lo scenario italiano relativo al commercio online. Netcomm Forum è anche una grande occasione di formazione e informazione, grazie ai 60 workshop previsti durante le due giornate che offriranno alle aziende suggerimenti, consigli e accorgimenti per incrementare il proprio business con il commercio online. Ma qual è lo stato attuale dell’e-commerce in Italia? Per saperlo il consiglio è quello di partecipare all’evento per apprendere dati e informazioni sullo stato attuale del commercio online in Italia.

    Come abbiamo imparato in questi anni, grazie anche ai dati rivelati nelle scorse edizioni del Netcomm Forum, gli italiani apprezzano sempre di più il commercio online. Nel 2016 il mercato aveva raggiunto un valore di 19 miliardi di euro e il numero complessivo di utenti che acquistavano online era di 13 milioni. Una crescita significativa se questo valore di mercato viene paragonato a quello del 2011, quando era di 9,3 miliardi di euro. Dato significativo da registrare è che tra il 2015 e il 2015 il fenomeno e-commerce in Italia ha fatto segnare una crescita del 18%. Certo, l’intero mercato vale circa il 4% nel nostro paese, un dato ancora inferiore a quello degli altri paesi europei come ad esempio il Regno Unito, dove l’e-commerce ricopre già una percentuale del 15%. Ma il nostro paese è in crescita, sia dal punto di vista delle vendita che dal punto di vista degli utenti che acquistano online, in aumento.

    e-commerce netcom forum italia 2017 franzrusso.it

    I settori che trainano l’e-commerce italiano sono travel, luxury e food, tre settori che rappresentano in qualche modo il nostro essere italiani. Le aziende che operano in questi settori avranno quindi grandi vantaggi se sapranno coglierli innovando il proprio business, guardando al digitale come volano per crescere, sapendo delle opportunità li attendono. Ma per fare questo bisogna appunto investire in tre direzioni:

    • Mobile: gli acquisti che oggi avvengono attraverso i dispositivi mobili rappresentano circa il 20%, un’occasione da non perdere dunque. Obiettivo è quello di ottimizzare il proprio portale in modalità responsive, per essere navigabile al meglio da mobile;
    • User experience: migliorare l’esperienza di acquisto degli utenti è una delle chiavi di successo nell’e-commerce. Troppo spesso gli utenti approdano su siti interessanti ma sono scoraggiati da una navigazione che non agevola la raccolta delle informazioni e quindi l’acquisto;
    • Spedizione e metodo di pagamento: velocizzare la spedizione e garantire nuove forme di pagamento è sicuramente un modo per attrarre nuovi utenti. Anche in questo caso, la lentezza nella consegna e la scarsa dotazione di strumenti per il pagamento scoraggia spesso gli utenti. Una veloce spedizione e una vasta scelta di metodi di pagamento sono adesso opzioni necessarie.

    Queste alcune direttrici su cui puntare oggi, ma resta valido l’invito a prendere parte al Netcomm Forum 2017.

    [box type=”note” align=”” class=”” width=””]

    Prenotate da subito la vostra presenza utilizzando il codice promo neTcoMM2017, riservato ai lettori di InTime, al seguente link. Con questo codice si avrà accesso al seguente sconto:

    • Dal 04/05/2017 all’ 11/05/2017: 90€, invece che 130€ (IVA esclusa).

    [/box]

    Non vi resta a questo punto di approfittare di questa proposta.
    Buzzoole

  • Donne e l’Automobile: più concrete nella scelta e meno stressate degli uomini

    Donne e l’Automobile: più concrete nella scelta e meno stressate degli uomini

    Un interessante studio di Automobile.it, “Uomini e Donne al volante – Tutta la verità”, prova a sfatare alcuni falsi miti che riguardano le donne al volante. Ebbene, le donne sono più pragmatiche degli uomini impiegando il 10% del tempo in meno nel momento dell’acquisto; e sono anche meno stressate degli uomini alla guida in mezzo al traffico.

    Se siete tra quelli che credono al detto “donne al volante pericolo costante”, allora dovrete cominciare a ricredervi. Si perche questo interessante studio, a cura di automobile.it, di falsi miti che riguardano le donne e il mondo dell’auto ne smentisce parecchi. Esistono ancora oggi dei pregiudizi difficili da abbattere, ma i dati che stiamo per conoscere insieme ci mostrano che in realtà le donne in fatto di auto e guida hanno qualcosa da insegnare agli uomini.

    Allora, cominciamo col dire che è vero che gli uomini sono quelli che guidano di più, 57% contro il 43% delle donne, ma se guardiamo ai chilometri percorsi in un anno la differenza non è così elevata, infatti: 11.500 i chilometri percorsi dagli uomini e 10.500 i chilometri percorsi dalle donne. E come si differenziano gli uomini e le donne nel momento di scegliere e acquistare un’auto? Ecco che questo è un vero banco di prova che dimostra quanto le donne siano in realtà molto più concrete degli uomini. Al momento della scelta infatti gli uomini sono i soliti “sognatori”, mentre le donne sono più concrete impiegando anche il 10% del tempo in meno rispetto agli uomini.

    donne volante automobile.it 2017

    Ed essendo sognatori, gli uomini sono alla ricerca di Ferrari (7%), Bmw e Porsche (4%); mentre le donne ricercano più che altro auto come la Smart (6%) e Mini (3,5%), anche se non mancano le donne che ricercano Ferrari (4%).

    In fatto di guida le donne si rivelano essere le più spericolate, anche se le percentuali rilevate dallo studio di automobile.it sono in calo: si è passati da 6,3% del 2012 al 5,9% del 2015 per le donne e dal 5,9% del 2012 al 5,6% del 2015 per gli uomini.

    Sia per le donne che per gli uomini le strade dove avvengono più incidenti stradali sono le strade urbane (71% per le donne e 70% per gli uomini); mentre sulle autostrade la percentuale di incidenti è identica al 6%. Situazione molto simile sulle altre strade: 23% per gli uomini e 21% per le donne.

    E le donne dimostrano di essere meno stressate degli uomini alla guida, infatti lo studio rileva che gli uomini al volante danno registrare un livello di stress di 7 volte superiore alle donne in situazioni di traffico.

    La ricerca poi rileva anche che il 50% degli italiani pensa che le donne trascurino l’auto, che il 50% crede che le donne siano insicure e che il 35% le ritiene distratte. A questi pregiudizi l’atteggiamento delle donne è diviso a metà. Infatti, il 45% delle donne risponde che è meglio dimostrarsi migliori, un altro 45% risponde che in realtà sono pregiudizi che non si possono cambiare. L’8% vorrebbe poi impedire l’uso dell’auto agli uomini e un restante 2% ritiene che sia meglio cominciare a diffondere pregiudizi verso gli uomini.

    In basso trovate il link e anche l’infografica con tutti i dati per intero. E diteci cosa ne pensate voi donne di questi dati e cosa ne pensate voi uomini, es e avete anche voi dei pregiudizi. Vi aspettiamo tra i commenti.

    Uomini e donne al volante: tutta la verità in un'infografica
    Infografica a cura di automobile.it

    infografica donne uomini automobile

  • Ibbu, il servizio di iAdvize che rivoluziona il servizio clienti

    Ibbu, il servizio di iAdvize che rivoluziona il servizio clienti

    Sbarca da oggi anche in Italia Ibbu, il servizio di iAdvize che punta a rivoluzionare il servizio clienti così come lo abbiamo sempre pensato. La verà novità è che, attraverso la community, esperti in vari settori si mettono a disposizione dei brand e danno consigli ai visitatori di un sito di vendita online.

    Sul nostro blog parliamo spesso di innovazione i diversi settori, e oggi vogliamo farlo ancora parlandovi di Ibbu, il nuovo servizio di iAdvize che da oggi sbarca in Italia. Ibbu è un servizio che punta ad innovare e a rivoluzionare il servizio clienti, almeno per come lo abbiamo conosciuto finora. In sostanza, Ibbu è la prima community di appassionati, retribuiti per garantire l’assistenza clienti dei marchi.

    ibbu community

    Da oggi arriva in Italia la prima community al servizio dei clienti fatta dagli stessi utenti. Il tutto nasce da un’esigenza di poratre al minimo il tasso di abbandono che si registra sui vari portali online. Basti pensare che in un negozio fisico il tasso di conversione si aggira attorno al 40%, mentre su un sito di vendita online solo il 2% dei visitatori arrivano al termine del percorso d’acquisto. L’e-commerce deve puntare quindi sulla relazione clienti e sull’accompagnamento personalizzato per aumentare il tasso di conversione. Secondo i dati di iAdvize, su più di 2.500 siti e-commerce, il 70% dei visitatori non riceve un’assistenza perché nessun consulente è disponibile, il che rappresenta il 5-10% di fatturato aggiuntivo che non viene percepito dalle imprese. La ragione principale di questa perdita risiede nel fatto che il 60% degli acquisti si effettua la sera e nei weekend, momenti in cui il customer service non è operativo.

    ibbu servizio

    Ibbu nasce quindi per risolvere tutti questi problemi. E, oltre a promuovere l’immagine del marchio e offrire una customer experience premium, Ibbu garantisce un servizio di assistenza al cliente durante l’orario di chiusura del customer service, poiché gli esperti si connettono quando vogliono. Gli esperti sono selezionati da iAdvize e convalidati dai marchi. La scelta di questi appassionati si basa sulle loro competenze e la loro esperienza: sportivi, viaggiatori, appassionati di musica o di vino… Ibbu permette alle persone di condividere la loro passione e ottenere un profitto in cambio del servizio offerto.

    Ibbu è già stato lanciato in Francia e nel Regno Unito nel 2016, suscitando l’entusiasmo degli utenti per l’autenticità e le funzionalità di questo servizio. I risultati osservati da TUI, il primo attore ad aver deciso di affidare la relazione clienti agli esperti ibbü, confermano l’entusiasmo espresso dagli internauti: in media, il tasso di soddisfazione raggiunge il 90%, mentre il fatturato generato per contatto è aumentato del 33%.

    Maggiorni informazioni si possono trovare sul sito ibbu.com.

  • Con Hurry adesso l’auto si acquista anche su Facebook

    Con Hurry adesso l’auto si acquista anche su Facebook

    Hurry! è una startup italiana che ha lanciato il primo portale e-commerce dedicato alla mobilità. E adesso rende possibile acquistare l’auto direttamente da Facebook. Attraverso Facebook Messenger, guidati da un assistente virtuale, sarà quindi possibile scegliere l’auto secondo le proprie esigenze.

    Negli ultimi mesi vi abbiamo parlato più volte di come Facebook punti a diventare un accentratore di esperienze, di natura diversa, all’interno di quello che è ormai un vero ecosistema che è proprio Facebook. E se è vero che in tante occasioni vi abbiamo raccontato di come Facebook Messenger, a differenza di WhatsApp, si un vero e proprio strumento di utilità (e non solo una servizio di chat), ecco che oggi vi riportiamo un esempio, tutto italiano, di quello significa davvero essere una piattaforma di utilità.

    hurry portale ecommerce mobilità

    E l’esempio è quello che ha realizzato Hurry!, il primo portale e-commerce dedicato alla mobilità realizzato da una startup tutta italiana che ora rende possibile agli utenti l’esperienza di acquistare l’auto direttamente da Facebook. E come? Semplice, attraverso una vetrina interattiva (@HurryBot) dove è possibile acquistare prodotti e servizi automotive. Un assistente virtuale condurrà l’utente a scegliere l’auto in base alle proprie esigenze e in pochi click si potrà concludere l’acquisto in base alle auto suggerite, quindi scegliere tra le opzioni pay per use o noleggio (di auto, suv, moto, minicar), o anche l’acquisto dell’usato, fino alle varie offerte shopping presenti sul sito. In basso potete vedere un esempio che abbiamo fatto, tanto per rendere l’idea di come funziona.

    Un sistema assolutamente innovativo che rende, in modo davvero concreto, cosa significhi acquistare l’auto da Facebook.

    Ma questa per Hurry! non è l’unica novità, infatti, a due anni dalla partenza, la startup chiude il 2016 con un volume d’affari che raggiunge quota 42 milioni di euro, in aumento del 135% sul 2015; e con performance interessanti anche sugli altri segmenti: +340% per le offerte più innovative come Ricaricar, il servizio dedicato alle auto che “ricaricano” i chilometri come con la sim di un telefonino; otto milioni le persone che hanno visitato il sito web a caccia di nuove offerte. Numeri che confermano la tendenza, sempre più marcata, di un nuovo modo di vivere l’automobile, dove l’utilizzo, flessibile e senza pensieri del veicolo, sostituisce la proprietà del mezzo, diventata in questi anni sempre più onerosa e poco conveniente.

    Per conoscere meglio il portale, è necessario sapere che su www.the-hurry.com è possibile trovare un veicolo nuovo a partire da 4 euro al giorno. Il pubblico che sceglie questo tipo di modalità è eterogeneo, si va dai giovani, per lo più laureati, fino ai manager di mezza età e donne, questo l’identikit del consumatore utente tracciato dai numeri della startup. Un pubblico che sceglie online e scarta l’acquisto tradizionale per dirigersi sulle nuove forme di mobilità, e tra queste, in particolare, il noleggio a lungo termine o il pay per use dove i chilometri si ricaricano (e si pagano) a seconda delle proprie effettive esigenze (offerta “Ricaricar”). Il fattore vincente, che presenta Hurry!, è la formula “tutto compreso”: il cliente infatti deve pensare solo alla benzina perché bollo, manutenzione ordinaria e straordinaria, assicurazione RCA con copertura in caso di infortunio al conducente ed esonero da responsabilità per incendio, furto e danni al veicolo sono a carico della società, che offre anche la possibilità del ritiro dell’usato.

    Una formula questa che cambia le abitudini, come dimostrano i numeri realizzati nel 2016: +180% per i contratti di noleggio a lungo termine; +96% per gli utenti registrati sulla piattaforma mentre le interazioni sui social segnano un +172% in un anno; infine +37% per le vendite online di veicoli usati che Hurry presenta con offerte fino al 15% inferiori alle quotazioni di “Quattroruote”.

    Hurry!, che opera in virtù di una partnership strategica esclusiva con ALD Automotive Italia, è presente a Roma e Milano, mentre le piattaforme logistiche sono ad Aprilia, Roma, Milano, Crema, Brescia, Salerno e Agrigento.

    Allora, che ne pensate?

  • Carrefour Italia lancia il suo e-commerce con #OreSpeseBene

    Carrefour Italia lancia il suo e-commerce con #OreSpeseBene

    Carrefour Italia lancia il suo nuovo servizio e-commerce e accedendo a carrefour.it in pochi click sarà possibile fare la spesa online, con la possibilità di ritirarla presso un punto vendita oppure farsela consegnare a casa. Il concetto che sta alla base del lancio è che facendo la spesa online si ha tempo per dedicarsi al tempo libero, ecco perchè #OreSpeseBene.

    Carrefour Italia lancia il suo nuovo servizio e-commerce e da oggi accedendo a carrefour.it in pochi click sarà possibile fare la spesa online comodamente da casa. Il servizio vuole cambiare volto al modo di fare la spesa, sfruttando questa possibilità si ha l’occasione, quindi, di potersi anche dedicare ad altro. E’ questo il messaggio che Carrefour Italia vuole trasmettere con il lancio del nuovo servizio attraverso l’hashtag #OreSpeseBene che esprime perfettamente l’idea che sta alla base di questo nuovo modo di fare la spesa online.

    Il servizio consente ai propri clienti di ritirare il proprio ordine presso il punto vendita più vicino oppure farselo consegnare comodamente a casa propria. Punto di forza del nuovo servizio e-commerce è la forte integrazione dei contenuti on line con il servizio di e-commerce che consente, ad esempio, di aggiungere facilmente al carrello tutti gli ingredienti della ricetta che l’utente sta consultando nella sezione “magazine” di carrefour.it. Quindi mentre consultate il sito potete direttamente acquistare.

    carrefour.it e-commerce

    Il servizio e-commerce di Carrefour Italia permette ai propri clienti di scegliere on line tra oltre 20 mila prodotti dei migliori brand, prodotti locali, prodotti a marchio Carrefour, Terre d’italia, Carrefour bio e Viversano, ma offre anche la possibilità di ordinare tra un’ampia selezione, il sushi preparato fresco direttamente in punto vendita, oltre alla possibilità di ordinare, a Milano e Roma, la propria vaschetta di gelato Grom con i gusti preferiti.

    Il servizio consente ai clienti di scegliere se ricevere a domicilio la propria spesa, in uno degli oltre 370 CAP attivi in tutta Italia, già a partire da tre ore dopo l’invio dell’ordine, gratuitamente per ordini superiori ai 70€; o se ritirarla, già a partire da un’ora dopo l’invio dell’ordine, senza alcun costo aggiuntivo, presso uno degli oltre 230 punti vendita Carrefour (tra Ipermercati, Market e Express abilitati al servizio) dislocati in ben 130 Comuni del territorio nazionale.

    E visto che il messaggio è quello di fare la spesa online con la possibilità di potersi sfruttare al meglio il proprio tempo libero, #OreSpeseBene, Carrefour Italia ha pensato anche che per chi farà la spesa online su carrefour.it, ci sarà un contest on line con cui è possibile  vincere una tra numerose esperienze pensate da Carrefour, dal viaggio in elicottero all’attività total wellness.

    Grazie all’integrazione della piattaforma di e-commerce e del sito carrefour.it” – ci dice Enrico Fantini, Responsabile e-commerce Carrefour Italia – “miriamo a garantire ai nostri clienti un’esperienza di navigazione e di acquisto sempre più facile ed ingaggiante. Con un solo click, ad esempio, è possibile ordinare tutti gli ingredienti necessari per realizzare la ricetta che si sta consultando sul magazine on line di carrefour.it. Prestiamo ovviamente particolare attenzione alle tendenze di mercato più vicine al target dei nostri clienti e-commerce” – continua Fantini – “ed è per questo che stiamo sperimentando alcune interessanti innovazioni dell’offerta. Ad esempio la possibilità di ordinare on line il sushi fresco preparato direttamente in punto di vendita, e riceverlo a casa con il resto della spesa. Per noi di Carrefour, comodità, flessibilità e qualità sono le parole d’ordine”.

    In occasione del lancio del nuovo servizio Carrefour ed Essense hanno pensato di realizzare un’apposita installazione visibile lungo i Navigli a Milano o in Piazza Gnoli a Roma. I passanti infatti verranno sorpresi da un centinaio di delivery boy, intenti ad arrampicarsi sugli edifici delle vie per portare la spesa direttamente a casa delle persone. Gli omini, realizzati attraverso una stampa 3D, portano con sé un sacchetto della spesa Carrefour e indossano vestiti reali. E sulle pettorine c’è scritto “Ghe pensi mi”, per i milanesi, e “Nun te scomodà”, per i romani, a rimarcare il messaggio, ossia: “Goditi il tempo risparmiato, alla spesa ci pensa Carrefour”.

  • Cresce il Mobile Commerce in Europa e l’Italia è leader

    Cresce il Mobile Commerce in Europa e l’Italia è leader

    Cresce il Mobile Commerce in Europa e l’Italia, insieme a Turchia e Polonia, è uno dei paesi che traina questa crescita. Questo è quello che rileva Mobile Banking 2016, il sondaggio di ING. Nel nostro paese in un anno questa modalità di acquisto passa dal 61% al 69%. La media europea è del 66%.

    L’italia è uno dei paesi che più di altri al mondo apprezza il Mobile, da sempre è così. Una caratteristica che ci contraddistingue e che si riflette poi in altre attività e settori. Se è vero che l’Italia è il primo paese dove regna il Mobile Internet, come rilevato a fine 2015, è anche vero che il nostro paese si distingue in modo particolare anche per il Mobile Commerce, quindi per gli acquisti online effettuato da dispositivi mobili. Un dato che viene confermato anche dalla pubblicazione del sondaggio internazionale di ING “Mobile Banking 2016“. Il sondaggio effettuato in 15 paesi europei, su una base di circa 14 mila utenti mobile.

    mobile commerce 2016 italia

    E la nostra attenzione si orienta proprio sugli acquisti online da mobile. A livello europeo, il 66% degli utenti mobile ha effettuato acquisti online da dispositivi mobili, in crescita dal 58% registrato lo scorso anno. Si sta registrando quindi in Europa, in line con quanto già si vede negli Usa, un aumento di persone che acquistano sempre più beni online dal proprio smartphone o dal proprio tablet. Questo è anche dovuto, come sottolinea il report, al fatto che questa modalità di pagamento permette di mantenere salvato, direttamente su dispositivo che usiamo ogni giorno, il metodo di pagamento che preferiamo. Un elemento che potrebbe giustificare questa crescita.

    Mobile Commerce, l’Italia è leader in Europa

    E quali sono i paesi in cui si registra una percentuale più forte del fenomeno? In questo caso il nostro paese è uno dei leader europei che guida e traina questa crescita. Infatti sono tre i paesi leader da questo punto di vista, e sono: Turchia con l’88% (in crescita dall’84% del 2015), Italia con il 69% (in crescita dal 61% del 2015) e Polonia con il 69% (in crescita dal 65% del 2015). A seguire il Regno Unito, il paese che vana in Europa la più altra penetrazione del fenomeno e-commerce, che passa dal 53% del 2015 al 65% del 2016 (+12%). Francia (58%) e Olanda (58%) sono invece i due paesi che fanno registrare il tasso di crescita più alto nell’ultimo anno, entrambi con un +16%.

    mobile commerce italia 2016

    Mobile Commerce, cosa acquistano gli italiani

    E cosa acquistano gli utenti europei da mobile? A livello europeo la categoria di prodotti più acquistata dagli utenti è quella dell’abbigliamento (43%), un dato che si registra anche altrove, seguita da elettronica (37%) e giochi (23%). Per quanto riguarda il nostro paese, la categoria di prodotti più acquistati da mobile è quella dell’elettronica con il 44%, seguita da vicino dall’abbigliamento con il 43%. Queste le due categorie che abbiamo ormai imparato a conoscere come le più apprezzate dagli italiani anche riguardo all’e-commerce. Tra le altra categorie troviamo anche vacanze (27%), giochi (20%), musica (19%) e generi alimentari (15%).

    mobile commerce italia 2016 beni acquistati

    Mobile Commerce, sempre più popolare tra i giovani

    Il Mobile Commerce si sta sempre di più affermando come molto popolare tra i più giovani, infatti l’86% (dal 72% del 2015) della fascia di età 18-24 anni utilizza questa modalità di acquisto. E si registra una crescita dell’11% anche nelle fasce di età 25-34 e 45-54 anni.

    Per chi fosse interessato ad approfondire, questo è il report.

    Allora, che ne pensate di questi dati? Anche voi acquistate attraverso mobile commerce? E cosa acquistate di più? Raccontateci la vostra esperienza.