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  • Facebook ammette che troppo Facebook fa male

    Facebook ammette che troppo Facebook fa male

    Un autogol? Oppure uno slancio di sincerità, eccessivo? O forse è proprio la verità? Facebook dalla sua pagina ufficiale che gestisce in casa propria con una foto che ritrae una torta di compleanno scrive che così come troppe torte fanno male anche Facebook, quindi, fa male

    Troppo-Facebook-fa-male!

    Se ne parla e se ne è parlato tanto se Facebook faccia male o no e anche noi ce ne siamo spesso occupati, anche in un’ottica più estesa parlando dell’uso dei social media in generale. Ora sorprende un pò che un’ammissione così arrivi proprio da Facebook. Sulla sua pagina ufficiale, con oltre 79 milioni di likes, viene pubblicato un post con una bella foto di una torta di compleanno sulla quale c’è scritto “Le torte sono come Facebook“, quindi se è vero che mangiarne troppe fa male allo stesso modo usare troppo Facebook fa male. E qui si arriva al punto in cui tanti si sono esercitati a dire la loro, illustri autorità del settore e anche persone che hanno cercato di dare una spiegazione anche di tipo psicologico. Noi ce ne occupammo anche tempo fa, quando Susan Greenfield, neurologa e docente alla Oxford University, diceva che l’uso massiccio di social network, in particolare Facebook, provoca seri danni al nostro cervello. (altro…)

  • Il Community Manager in Italia, ecco i dati del sondaggio [Infografica]

    Il Community Manager in Italia, ecco i dati del sondaggio [Infografica]

    Qualche mese fa avevamo lanciato un sondaggio per capire quale sia la figura del Community Manager in Italia. Dai dati raccolti si evince che il guadagno medio è di 18,000 euro e che l’età media è di 31 anni. Sono stati definiti anche quattro profili cluster. L’indagine è stata fatta in collaborazione con Freedata Labs e Web In Fermento che ha curato e realizzato l’infografica

    Profilo Community Manager ItaliaFinalmente dopo un pò di tempo siamo in grado di pubblicare i dati relativi al sondaggio che avevamo lanciato qualche mese fa. L’indagine è stata condotta e resa possibile grazie alla collaborazione di Freedata Labs che ha estrapolato i dati analizzandoli e di Web In Fermento che ha realizzato e curato l’infografica che vi presentiamo oggi. Ma guardiamo subito alcuni dati. Il numero dei partecipanti al sondaggio è di 164, un numero ovviamente rappresentativo ma sufficiente per conoscere meglio la figura del Community Manager in Italia. L’età media complessiva è di 31 anni, per gli uomini è 31 mentre per le donne è 30. Il guadagno medio complessivo è di 18,000 euro e va notato che si evidenzia una regressione positiva, cioè al crescere dell’età, cresce lo stipendio. Il guadagno medio per le donne è di 17,000 euro, per gli uomini è leggermente più alto, 19,000 euro.

    Dall’analisi effettuata risulta che ad influenzare il dato dello stipendio del Community Manager sono tanto la provenienza geografica, quanto l’attività svolta. E per quest’ultima c’è da evidenziare che tra quelle indicate, le più applicate sono, in ordine di importanza, Community engagement; Content creation; Facebook engagement; Twitter engagement; Analitycs Reporting; Customer service.

    Per quanto riguarda la provenienza geografica si evince che al Nord i Community Manager sono uomini un pochino più vecchi e guadagnano di più, mentre al Sud i Community Manager sono donne un pochino più giovani e guadagnano di meno. Tra Nord e Sud in effetti la grande differenza sta appunto nel guadagno. Al Centro si registra il profilo medio del CM, sia per età che per guadagno.

    Inoltre, guadagna di più il Community Manager che lavora nel B2B perché il B2B è appunto gestito al Nord. In sostanza, quello che fa da traino è il Nord, non tanto la tipologia di lavoro.

    Se poi guardiamo alla relazione guadagno/provenienza geografica, notiamo che al Sud non si guadagna più di 20.000€: il 75% guadagna meno 10.000€, 25% tra 11/20.000€. Al Centro, tranne pochissimi casi, si guadagna più di 30.000€. Circa il 75% guadagna meno 20.000€, restante 25% tra 20/30.000€. Al Nord il 60% guadagna meno 20.000€, il 22% guadagna 20/30.000€, restante 18% si divide a metà tra 30/40.000€ e 40/50.000€.

    Interessante è anche guardare ai profili che sono stati delineati grazie alla cluster analysis realizzata da Freedata labs. Con questa modalità sono stati raggruppati tutti gli individui in base alle variabili di comportamento: tipologia di lavoro (B2B – B2C), realtà lavorativa (agenzia/azienda/freelance), tipo di attività svolta e piattaforma più utilizzata. L’intero campione è stato successivamente suddiviso in quattro gruppi, che si diversificano gli uni dagli altri, per la presenza di caratteristiche intrinseche.

    Il primo cluster (37%), quello più rappresentativo, è composto da quei Community Manager che:

    – lavorano in agenzia o come freelance

    – svolgono un tipo di lavoro rivolto al B2C

    – a livello di attività svolgono per lo più Content Creation, Analitycs e Reporting, e Customer Service

    – e come piattaforma utilizzano prevalentemente: Facebook

    Il secondo cluster (28%) è composto dai Community Manager più competenti, che :

    –  lavorano in azienda/Brand

    –  svolgono un tipo di lavoro rivolto al B2B

    –  a livello di attività svolgono in prevalenza: Community Engagement, Analitycs e Reporting, e Twitter engagement

    –  e come piattaforma si affidano a: Linkedin, Twitter e alle email

    Gli appartenenti a questa tipologia infatti sono i più anziani del campione e guadagnano di più della media.

    Il terzo cluster (12%) è composto da quei Community Manager che ricoprono il ruolo di blogger, gestiscono le comunità di lettori dei blog e collaborano con le agenzie.

    Il quarto cluster (23%) è composto dai Community Manager meno esperti, che utilizzano esclusivamente Facebook e praticano il Facebook engagement. Gli appartenenti a questo profilo, lavorando all’interno delle Aziende/Brand, vengono incaricati della  gestione della pagina Facebook. Si presume che essi non siano affiancati da un Social Media Marketing Team, e che l’attività condotta in Facebook sia slegata dalle altre iniziative marketing.

    Ringraziamenti

    Nel lanciare l’idea del sondaggio abbiamo trovato e accolto subito la collaborazione di Web In Fermento che ha realizzato la sintetica e efficiente infografica. E poi anche di Freedata Labs che ha realizzato l’analisi dei risultati con grande professionalità e competenza. A loro vanno i nostri ringraziamenti. Possiamo dire che questo è stato un esempio di grande collaborazione e affiatamento nel tentativo di delineare, per la prima volta nel nostro paese, il profilo del Community Manager in Italia. Una figura importante e in forte crescita che merita di essere analizzata e monitorata. Auspicio infatti è quello di tornare fra qualche mese a raccogliere nuovi dati per verificare gli sviluppi di tale profilo professionale. Lo studio in questione è stato discusso di recente, in anteprima, da Daniela Gerosa nella sua tesi di laurea presso l’Università degli Studi di Milano, Laurea Specialistica in Teoria e Metodi per la Comunicazione. E di questo ne andiamo davvero orgogliosi.

    Infografica profilo Community Manager in Italia

  • Lo Stato dei Social Media in Italia

    Lo Stato dei Social Media in Italia

    Grazie al rapporto GlobalWebIndex, curato da Trendstream, “Social Media Adoption in Italy. Knowing your customer”, siamo in grado oggi di avere una fotografia reale, con dati interessanti, di quello che è lo stato dei social media in Italia

    GlobalWebIndex - Italy

    Da sempre interessati a conoscere dati, statistiche e numeri che ruotano attorno ai social media e documentando di volta in volta su questo blog quelli che sono i report e le indagini più interessanti su questi argomenti, riconosciamo di essere stati un pò latenti nel dare dei dati che riguardassero più da vicino lo stato dei social media in Italia. Questo in quanto esistono pochi rapporti in questo senso. Ma oggi siamo in grado di avere questi dati che ci vengono offerti dall’interessante studio GlobalWebIndex, il più grande studio al mondo sul rapporto tra i consumatori e la rete, e curato da Trendstream, per la parte riferita all’Italia,  “Social Media Adoption in Italy. Knowing your Customer“, i quali ci offrono dati e spunti interessanti. Prima di passare ad un esame più o meno dettagliato, va detto che abbiano conferma che gli italiani sono tra i più assidui frequeantatori di social network in Europa, anche più dei tedeschi. (altro…)

  • Lo stato dei Social Media

    In occasione della Social Media Week riceviamo da Nielsen un interessante rapporto sullo stato dei Social Media, State of the Media: The Social Media Report, che illustra i cambiamenti in atto e come gli utenti si relazionano con essi

    Social Media Report_Q3 2011E’ tempo di Social Media Week che si tiene in questi giorni a Milano e in altre città del mondo ed è il momento di fare il punto della situazione sui social media, conoscere i cambiamenti n atto e sapere anche come gli utenti della rete si relazionano con essi. Ecco che ci aiuta in questo in senso un interessante rapporto di Nielsen, che riceviamo e pubblichiamo, che ci dà uno spaccato interessante anche per quel che riguarda il panorama italiano. Diciamo subito che, per quanto riguarda il nostro paese, l’84% dei navigatori visita social network e blog. Negli Usa è l’80%.

    Da questo rapporto viene fuori che c’è la forte consapevolezza da parte degli utenti della forza dei social media, capaci di veicolare informazioni ritenute autorevoli e soddisfacenti dalla maggior parte dei frequentatori. Infatti il 60% delle persone, che utilizzano tre o più strumenti digitali di ricerca per acquistare prodotti, hanno imparato a conoscere uno specifico brand grazie al social networking.

    Continua ad aumentare il tempo trascorso sui social media con 1/4 del tempo totale trascorso online in Usa, mentre è di 1/3 in Italia. Nei 10 principali mercati del mondo, i social media raggiungono oltre 3/4 degli utenti internet. In pratica negli Usa i minuti trascorsi su facebook sono oltre 53 milioni contro i 565 mila trascorsi su twitter.

    Altro dato interessante, ma anche una conferma, è che le donne e i giovani, tra i 18 e i 34 anni, sono i target più attivi sui social network. Della fascia di età ne avevamo già parlato a proposito degli iscritti su facebook in Italia. Gli uomini preferiscono LinkedIn, il popolare social business, e Wikia.

    Cresce l’utilizzo dei social network da mobile, il 40% degli utenti di social media in Usa accedono dal telefonino. Credo che anche da noi si possa stimare una percentuale simile, avendo già parlato qui della crescita dell’uso del mobile in Italia. Altro dato interessante è che l’uso del mobile cresce nella fascia di età over 55.

    La applicazioni di social networking sono la terza categoria più scaricata, dopo giochi e meteo.

    Cresce la visione di video sui social media da parte delle donne, ma gli uomini continuano a visualizzarli di più e per più tempo.

    Il 70% degli adulti attivi sui social network fa acquisti online, il 12% in più rispetto alla media degli adulti attivi online; il 53% segue un brand; il 32% segue un personaggio famoso.

    Ma un dato che sorprende, dipende poi dai punti di vista, è quello che riguarda Tumblr che negli Usa ha triplicato la sua audience nell’ultimo anno. Questa piattaforma è caratterizzata dal tumblelog, variante del blog, che favorisce una forma abbreviata arricchita da multimedialità, rispetto a quelli che sono i lunghi editoriali frequentemente associati ai blog. A differenza dei blog questo formato è frequentemente usato dall’autore per condividere creazioni, scoperte, esperienze senza la necessità di commentarle. Quindi molto più rapida e dinamica di un blog, ma molto più ricca di un semplice aggiornamento di stato su facebook. E forse proprio in questo sta il successo di Tumblr.

  • Fare Marketing con Foursquare

    E’ possibile fare Marketing con Foursquare? La risposta è sicuramente di sì e si può dire che offre grosse potenzialità da sviluppare e sfruttare. Ecco qualche utile consiglio di Eric Friedman, Responsabile Sviluppo Business di Foursquare

     

    Da poco si è festeggiato con grande successo anche in Italia il Foursquare Day, evento che ha coinvolto milioni di persone in tutto il mondo. Bologna ha dato luogo all’evento italiano con una grande partecipazione di utenti affezionati, di cui vi abbiamo dato un racconto diretto. Foursquare è in crescita, ci sono 8 milioni di utenti registrat e nel 2010 è cresciuto del 3400% e questo trend si registra forte anche nel nostro paese. Così come si può, e lo sappiamo, fare marketing con facebook, questo è possibile anche con Foursquare. Ma come può essere utile? Come può aiutare chi vuole far crescere la propria attività? Vediamo cosa ci dice proprio chi lavora per sviluppare Foursquare in modo tale da fornire strumenti utili per fare marketing, Eric Friedman. (altro…)

  • Come ottimizzare la propria strategia Social Media

    Come ottimizzare la propria strategia Social Media

    Possiamo provare ad ottimizzare la nostra strategia social media? Certo! Ci sono diversi modi, ma oggi vogliamo partire dai fondamenti del marketing e riproporli in chiave web.

    Avere una buona strategia volta a migliorare la vostra presenza sui social media, sia essa una strategia aziendale oppure una strategia personal branding, è sempre cosa buona e spesso ci si chiede quale essa sia. Esiste la migliore strategia per i Social Media? Forse no, bisogna vedere caso per caso, ma di sicuro esistono dei modi corretti per poter impostarla bene che possono essere utilizzati in maniera flessibile. Proviamo ad impostare una strategia Social Media sui cardini, gli elementi fondamentali del Marketing. Molti di voi conoscono sicuramente l’acronimo A.I.D.A. (Attention, Interest, Desire, Action) e se non lo conoscete possiamo guardare insieme come utilizzarlo per una strategia web.

    Una corretta strategia di Marketing è tale, in maniera molto ridotta, quando imposti le tue aspettative, quando riesci a controllare i processi che da essa si sviluppano e quando riesci bene a svilippare tutte le relazioni. Di conseguenza è importante definire strumenti che ci consentano di misurare e analizzare tutte le fasi in linea con quelli che sonno i nostri obiettivi. Ecco che allora tutto questo possiamo importarlo per impostare la nostra strategia social media, anche per considerare il fatto che un modello di strategia di Marketing oggi comprende anche una strategia Social Media.

    Quindi iniziamo:

    Attenzione

    Già Attenzione, ditemi voi se non si produce Attenzione su Twitter, Facebook, LinkedIn ecc… Attraverso questi canali possiamo fare diverse attività come parlare dei nostri prodotti/servizi, ma non possiamo farne altre, come fare vedere i nostri prodotti, ad esempio, sapendo benissimo che è difficile far vedere l’intero catalogo. Quindi? E’ necessario utilizzare questi strumenti per fare comunicazione e fare in modo che da qui si approdi al vostro sito/blog dove farete in modo che le conversazioni avviate si convertano. Attenzione in questa fase può assumere diverse forme, ma l’obiettivo principale è far sapere agli altri che esistete, che siete in grado di offrire i vostri servizi e avere attenzione quando un problema si presenti. Parole chiavi in questo senso sono allora Conversazione, Interazione e Contenuti. Avere cura quindi alle conversazioni che si generano è quindi di fondamentale importanza affinchè possiamo generare Attenzione verso il nostro marchio, attività.

    Interesse

    Adesso bisogna trasformare l’Attenzione in Interesse. Quindi fare in modo che tutte quelle conversazioni interessate si traformino in interesse per quello che fate o per quello che siete. I Social Media in questa fase possono essere di fondamentale importanza. Ad esempio, se stati utilizzando una campagna PPC (pay-per-click), tra l’altro molto diffusa, per pubblicizzare la tua attività o i tuoi prodotti e hai delle landing pages impostate per l’occasione, sono queste a dover essere linkate e non la homepage, altrimenti l’Interesse rischia di disperdersi. Allo stesso modo, se non usi campagne a pagamento, lo stesso principio vale per le pagine mirate da linkare attraverso i social media. Parametri da tenere in considerazione in questa fase sono allora è misurare l‘efficacia della propria campagna, Click through rate, “percentuale in click” letteralmente, tenere in considerazione i retweet applicati magari su prodotti o link specifici e ovviamente tutte le conversazioni che da essi si sviluppano.

    Desiderio

    I Social Media possono contribuire ad accrescere Desiderio, senza dubbio, ma per fare questo è necessario disporre di un sito web che sia ottimizzato, nel senso che sia ben strutturato e di facile navigazione. Avere un sito che, anzichè facilitare la navigazione, la ostacoli non è mai un bene, anzi. E’ di straordinaria importanza avere un sito che risponda a questi parametri, ne va della nostra reputazione, perchè il nostro pubblico ci giudicherà a partire da questo. Se non lo avete ancora fatto, fatelo subito. Organizzate al meglio il vostro sito, rendetelo “pulito”, di facile navigazione. Fate tesoro delle testimonianze che arrivano dai vari social media che avete utilizzato. Cose da fare in questa fase è quella di tenere sott’occhio il bounce rate, la frequenza di rimbalzo utile per sapere se il potenziale cliente ha visitato il sito o è scappato via appena entrato; tempo trascorso sul sito; le pagine visitate e i link in entrata.

    Azione

    A questo punto, come si direbbe, bisogna passare all’Azione. Cioè bisogna fare in modo che l’Interesse si tramuti in affare o comunque in qualcosa di concreto. Il sito a questo punto è lo strumento principale per realizzare la nostra strategia e i Social Media possono influenzare il pubblico, attraverso i livelli che abbiano visto finora. A questo punto bisogna fare in modo che il cliente, o comunque l’utente interessato a sapere chi siamo o cosa facciamo, concluda l’operazione con l’Azione. E noi dobbiamo fare in modo che questa azione (acquisto, iscrizione, compilazione di form) avvenga nella maniera più facile e fluida possibile, senza creare ostacoli. Questa è una fase importante anche perchè è quella che ci aiuta a misurare il ROI, Return On Investment, della nostra campagna e il tasso di conversione, cioè quanti hanno completato l’azione che gli chiediamo. Qui possiamo vedere i frutti del nostro lavoro, sperando anche che siano tanti.

    Dopo questo percorso si possono verificare anche altri livelli. E cioè che i nostri clienti ritornino a comprare o a interessarsi a noi. E questo è molto importante ed è da curare molto. Poi c’è anche da considerare il fatto che i nostri clienti o utenti siano rimasti talmente entusiasti da aiutarci a portare avanti il nostro processo.

    Per fare delle considerazioni finali, questo è un modello che ha subito delle modifiche, ma molto dipende da quello che vogliamo ottenere. Quindi di sicuro avere in mente un modello come questo di AIDA nell’approntare la nostra strategia sui social media non può che esserci di aiuto, soprattutto per non farci disperdere e mantenerci concentrati su quello che vogliamo ottenere.

    (credits: mashable)
  • Lo stato di Facebook oggi in Italia

    La crescita di Facebook nel nostro paese è inarrestabile e coinvolge ormai tutte le fasce di età. Nel mese di luglio si arriva a picchi di 26 milioni di contatti. Veramente tanti!

    Già qualche mese fa proprio da Google arrivava l’ammissione che facebook era il numero uno, decretando il sorpasso del popolare social network sul più famoso e visitato motore di ricerca. E nel nosotro paese proprio il sito di Zuckerberg non ha mai smesso di crescere a ritmi sempre alti. Oggi gli utenti del nostro paese su facebook sono 16,706,640, una bella cifra davvero. Ma questa cifra tende ad essere ben più alta. E diciamo pure che complessivamente facebook ha raggiunto i 550 milioni di users. (altro…)