Categoria: Intelligenza Artificiale

In questa categoria troverete articoli su Intelligenza Artificiale e Machine Learning, soprattutto su come queste tecnologie stanno evolvendosi, con esempi concreti

  • Se anche i rilevatori di scrittura AI fanno confusione

    Se anche i rilevatori di scrittura AI fanno confusione

    I rilevatori di scrittura AI sono strumenti promettenti per identificare il testo generato da AI, ma presentano ancora sfide significative. Possono produrre falsi positivi e possono essere influenzati dai pregiudizi degli esseri umani.

    Nell’era della intelligenza artificiale generativa, scatenata dall’arrivo, a fine 2022, di ChatGPT, il sistema AI ideato da OpneAI, il tema centrale resta la generazione dei testi e come usare questi strumenti nella maniera più efficace possibile.

    Si tratta di un tema non da poco, ma va detto che questi strumenti possono essere molto utili, se maneggiati con cura e attenzione, evitando di affidarsi completamente a ciò che realizzano. Infatti, è molto facile incorrere in situazioni imprecise, non corrette che rischiano di alimentare false notizie, disinformazione.

    Tutto questo lo si può evitare se si accorda un livello di attenzione molto alto e un’attività adeguata di verifica delle informazioni, per evitare, come dicevamo prima, di essere diffusori di notizie non vere.

    Ma come? Stiamo parlando di intelligenza artificiale, sistemi molto complessi e precisi, perché bisogna apprestare attenzione ulteriore? Domande lecite, ma fino ad un certo punto. E questo perché questi sistemi, molto spesso, non sono aggiornatissimi e non sono precisi nel rilasciare testi.

    Apparentemente sembrano esaustivi, ma con un po’ di attenzione ci si accorge che le informazioni contenute nel testo possono essere imprecise.

    rilevatori scrittura AI confusione franzrusso.it

    E questo dipende dai sistemi non aggiornati, appunto, e anche dalle richieste (prompt) che vengono rivolte alla AI. Una domanda o una richiesta posta male, porta la AI a rilasciare una informazione non corretta.

    Il tema che vogliamo trattare adesso riguarda quelli che si chiamano rilevatori di scrittura AI, ossia dei sistemi, a loro volta costituiti da sistemi AI, che aiutano a comprendere se il testo che state leggendo da un sito, un blog o un giornale online è stato redatto da un umano o da una intelligenza artificiale.

    Stiamo parlando quindi di sistemi che possono sbagliare, non sono infallibili infatti e, anche questi, sono da usare con molta cautela.

    I rilevatori di scrittura AI rappresentano strumenti interessanti per identificare il testo generato da una AI, ma presentano ancora sfide significative. I rilevatori esistenti sono ancora per lo più inaffidabili e possono essere facilmente superati nel parafrasare un testo o altri situazioni.

    Come funzionano i rilevatori di scrittura AI?

    I rilevatori di scrittura AI funzionano identificando caratteristiche linguistiche che sono più comuni nel testo generato da AI rispetto al testo scritto dagli umani. Ad esempio, i rilevatori di scrittura AI possono cercare parole o frasi comuni nel testo generato da AI, come “Questo articolo è stato generato da AI” o “Questo articolo è stato scritto da un modello di linguaggio“. Questi strumenti possono anche cercare strutture di frasi o modelli di punteggiatura che sono più comuni nel testo generato da AI rispetto al testo scritto dagli umani.

    Quali sono i limiti dei rilevatori di scrittura AI?

    Questi strumenti, come dicevamo prima, presentano una serie di limiti. Innanzitutto, i rilevatori esistenti sono poco affidabili.

    Ad esempio, se un essere umano parafrasasse il testo generato da AI, il rilevatore di scrittura AI potrebbe non riuscire a rilevare che il testo è stato generato da AI. In secondo luogo, i rilevatori di scrittura AI sono stati messi sotto accusa mostrando pregiudizi contro i non madrelingua inglesi.


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    Questo perché i rilevatori di scrittura AI sono addestrati su set di dati di testo che sono in gran parte composti da testo scritto da madrelingua inglesi. Di conseguenza, i rilevatori di scrittura AI possono essere più propensi a identificare il testo scritto da non madrelingua inglesi come generato da AI, anche se non lo è.

    A proposito della lingua inglese molto presente vi invitiamo a leggere anche questo articolo proprio su questo tema.

    Come dicevamo, i rilevatori di scrittura AI sono uno strumento promettente per identificare il testo generato da AI, ma presentano ancora sfide significative. Uno dei problemi che si sta presentando, di frequente, è che possono produrre dei “falsi positivi”, ciò significa che possono identificare il testo scritto da esseri umani come scritto da AI.

    Si tratta di una situazione che può accadere per una serie di motivi, tra cui la somiglianza tra il testo scritto da esseri umani e il testo scritto da AI, e il fatto che i rilevatori di scrittura AI possono essere addestrati su set di dati di testo che non sono rappresentativi di tutti i tipi di testo scritto da esseri umani.

    Un recente esempio di un “falso positivo”, di cui negli Usa si è molto parlato, si è verificato quando un rilevatore di scrittura AI – GPTZero – ha definito il testo della Costituzione degli Stati Uniti come se fosse stato scritto da una intelligenza artificiale generativa.

    Un caso impossibile, ovviamente, per il fatto che, come tutti sappiamo, la Costituzione degli Stati Uniti è stata scritta da esseri umani nel 1787. Da gente come Benjamin Franklin, per intenderci. Pare che casi simili abbiano riguardato anche porzioni di testo presi dalla Bibbia a fatti analizzare da questi rilevatori.

    In ogni caso, per provare a capire meglio cosa può succedere in casi come questi, il rilevatore di scrittura AI è stato in grado di generare un falso positivo perché il testo della Costituzione degli Stati Uniti è scritto in un linguaggio chiaro e conciso, che è simile al linguaggio che viene spesso utilizzato dai modelli di apprendimento automatico.

    Questo esempio, come tanti altri, dimostra che i rilevatori di scrittura AI non sono perfetti e che dovrebbero essere utilizzati con estrema cautela. Non dovrebbero essere utilizzati come sostituti del giudizio umano e non dovrebbero essere utilizzati per prendere decisioni importanti senza effettuare, opportunamente, ulteriori verifiche.

    Migliorare i rilevatori di scrittura AI

    C’è una serie di cose che può essere fatta per migliorare i rilevatori di scrittura AI. Prima di tutto, i rilevatori di scrittura AI possono essere addestrati su set di dati di testo più grandi e diversificati. Questo potrebbe aiutare a ridurre i pregiudizi nei rilevatori di scrittura AI.

    In secondo luogo, possono essere sviluppati nuovi metodi per rilevare il testo generato da AI che non si basa esclusivamente sulle caratteristiche linguistiche. Ad esempio, i rilevatori di scrittura AI possono essere addestrati a rilevare modelli di comportamento degli utenti che sono più comuni quando gli utenti interagiscono con testi generati da AI rispetto ai testi scritti dagli umani.

    Infine, i rilevatori di scrittura AI possono essere adattati per tenere conto dei pregiudizi esistenti. Ad esempio, possono essere addestrati a dare un peso inferiore al testo scritto da non madrelingua inglesi.

    Il futuro dei rilevatori di scrittura AI

    I rilevatori di scrittura AI hanno il potenziale per migliorare l’affidabilità e l’efficienza di una varietà di attività, tra cui la verifica di fatto, la valutazione dell’originalità e il rilevamento della disinformazione. Continuando a sviluppare e migliorare questi strumenti, possiamo sfruttare il potere dell’IA per rendere l’attività generativa sicuramente più affidabile e sicura. Vedremo se davvero sarà così.

  • Meta regala la sua tecnologia AI per battere ChatGPT

    Meta regala la sua tecnologia AI per battere ChatGPT

    Meta ha reso open-source il suo grande modello linguistico LLaMA 2 ed entra in competizione con ChatGPT. LLaMA 2 è stato addestrato su un dataset di testo e codice molto più grande di ChatGPT.

    Meta ha reso open-source il suo modello linguistico in collaborazione con Microsoft. La società di Mark Zuckerberg ha annunciato che sta rendendo libero il suo modello linguistico chiamato LLaMA 2, rendendolo gratuito per l’uso commerciale e di ricerca e puntando ad entrare in sfida con GPT-4 di OpenAI, che alimenta strumenti come ChatGPT e Microsoft Bing.

    Meta ha annunciato questo momento molto importante per l’azienda in occasione dell’evento Microsoft Inspire, il grande evento di Microsoft dedicato ai partner, sottolineando il suo supporto per Azure e Windows e una “crescente” collaborazione tra le due società.

    Allo stesso tempo, Microsoft ha rivelato maggiori dettagli sugli strumenti AI integrati nella sua piattaforma 360 e quanto costeranno.

    Qualcomm ha anche annunciato che sta lavorando con Meta per portare LLaMA su laptop, telefoni e visori a partire dal 2024 in poi per le app alimentate dall’intelligenza artificiale che funzionano senza fare affidamento sui servizi cloud.

    Meta AI LLaMA 2 open source franzrusso.it

    Il comunicato di Meta spiega la decisione di aprire LLaMA come un modo per dare alle imprese, alle startup e ai ricercatori accesso a più strumenti di intelligenza artificiale, consentendo l’esperimento come comunità. Secondo Meta, LLaMa 2 è stato addestrato su un 40% di dati in più rispetto a LLaMa 1, che include informazioni da “fonti online pubblicamente disponibili“. Dice anche che “supera” altri LLM come Falcon e MPT per quanto riguarda ragionamento, codifica, competenza e test di conoscenza.

    Aprendo LLaMA, Meta ha dichiarato che vuole migliorare la sicurezza e la trasparenza. La società ha affermato che il modello LLaMA 2 è stato “red-teamed”, o testato per la sicurezza generando “richiami ad avversari per facilitare la messa a punto del modello“, sia internamente che esternamente. Meta divulga anche come vengono valutati e modificati i modelli e ha detto anche che il modello LLaMA 2 open-source sarà disponibile tramite la piattaforma Azure di Microsoft.

    La società madre di Facebook ha detto che LLaMA sarà disponibile anche tramite AWS, Hugging Face e altri provider. “Crediamo che un approccio aperto sia quello giusto per lo sviluppo dei modelli di intelligenza artificiale odierni, specialmente in quello generativo in cui la tecnologia sta progredendo rapidamente“, ha affermato Meta in una dichiarazione. “L’apertura all’accesso ai modelli di intelligenza artificiale odierni significa che una generazione di sviluppatori e ricercatori può stressarli, identificando e risolvendo i problemi rapidamente, come comunità“.

    Dopo questo annuncio, è naturale aspettarsi che più persone abbiano accesso a LLaMA 2, siamo quindi destinati a vedere nuovi strumenti basati sull’intelligenza artificiale costruiti su questo modello. Meta afferma di aver ricevuto già oltre 100.000 richieste da parte di ricercatori per utilizzare il suo primo modello, ma la LLaMA 2 open-source avrà probabilmente una portata ben più alta.

    Meta ha rilasciato LLaMa 2 per la ricerca e l’uso commerciale, in un tentativo di battere ChatGPT, un modello linguistico simile realizzato da OpenAI.

    LLaMa 2 è stato addestrato su un dataset di testo e codice molto più grande di ChatGPT, il che gli conferisce una maggiore capacità di generare testo di qualità umana. Inoltre, LLaMa 2 è stato progettato per essere più sicuro e trasparente di ChatGPT.

    Meta spera che LLaMa 2 diventerà lo standard di fatto per i modelli linguistici, sostituendo ChatGPT e altri modelli simili. Il rilascio di LLaMa 2 è un significativo passo avanti nello sviluppo dell’intelligenza artificiale, e segnerà probabilmente l’inizio di un’era di modelli linguistici più potenti e sofisticati.

  • Microsoft, ecco il Copilot AI per Microsoft 365 a 30 dollari

    Microsoft, ecco il Copilot AI per Microsoft 365 a 30 dollari

    Microsoft annuncia il costo del Copilot per Microsoft 365 potenziato con IA: 30 dollari per utente aziendale. E poi, è in fase di rilascio Bing Chat Enterprise, versione del chatbot IA dedicata alla privacy.

    In occasione dell’evento Microsoft Inspire dedicato ai partner, il colosso di Redmond ha annunciato il prezzo di quello che è il Copilot per Microsoft 365 potenziato con intelligenza artificiale (IA).

    La suite di strumenti di IA contestuali, frutto della partnership con OpenAI, costerà 30 dollari per utente per gli account aziendali. Inoltre, l’azienda lancerà Bing Chat Enterprise, una versione del chatbot IA orientata alla privacy, con una sicurezza potenziata per gestire dati aziendali sensibili.

    Rivelato a marzo, Microsoft 365 Copilot rappresenta la visione di Microsoft del futuro del lavoro. La suite di strumenti alimentata da GPT-4 permette di generare contenuti per Office utilizzando semplici comandi di testo in linguaggio naturale.

    Si può chiedere a PowerPoint, ad esempio, di creare una presentazione basata su un documento Word, generare una proposta a partire dai dati di un foglio di calcolo o riassumere email e redigere risposte in Outlook, il tutto digitando semplici comandi.

    Basando le risposte sui dati aziendali, come documenti, email, calendari, chat, riunioni e contatti, e combinandoli con il contesto lavorativo – la riunione in corso, le email scambiate su un argomento, le chat della scorsa settimana – Copilot fornisce risposte più ricche, pertinenti e praticabili alle vostre domande“, ha scritto in un annuncio di oggi Frank X. Shaw, Chief Communications Officer di Microsoft.

    Microsoft ha iniziato a testare Copilot con un piccolo gruppo di partner aziendali selezionati all’inizio di quest’anno, ma non ha ancora annunciato quando tutti i clienti aziendali avranno accesso.

    Microsoft Copilot Microsoft 365 AI 30 dollari franzrusso.it

    Il costo di 30 dollari al mese sarà applicato ai clienti Microsoft 365 E3, E5, Business Standard e Business Premium. L’azienda non ha ancora annunciato il prezzo o la disponibilità di Copilot rivolto a tutti gli altri utenti, quelli non aziendali quindi.

    Bing Chat Enterprise è la variante di Microsoft del popolare chatbot IA, più orientata alla sicurezza, che è stata lanciata per i consumatori a febbraio. “Dopo il lancio del nuovo Bing a febbraio, abbiamo ricevuto feedback da molti clienti aziendali entusiasti di potenziare le loro organizzazioni con nuovi potenti strumenti IA, ma preoccupati che i dati delle loro aziende potrebbero non essere protetti“, ha scritto Shaw. “Ecco perché oggi annunciamo Bing Chat Enterprise, che offre alle organizzazioni una chat alimentata da IA per il lavoro con la protezione dei dati commerciali. Ciò che entra e ciò che esce rimane protetto, dando ai clienti commerciali accesso gestito a risposte migliori, maggiore efficienza e nuovi modi di essere creativi“.

    Bing Chat Enterprise inizia a essere rilasciato da oggi in anteprima – senza costi aggiuntivi – per i clienti Microsoft 365 E5, E3, Business Premium e Business Standard. Inoltre, l’azienda prevede di rendere disponibile il chatbot orientato alle imprese come un’opzione di abbonamento standalone da 5 dollari “in futuro”.

  • Elon Musk lancia xAI, la sua nuova società di intelligenza artificiale

    Elon Musk lancia xAI, la sua nuova società di intelligenza artificiale

    Elon Musk ha lanciato una nuova società di intelligenza artificiale chiamata xAI. La società si propone di rivaleggiare con OpenAI, Microsoft e Google. Musk ha previsto che un’IA più intelligente degli umani sarà realtà tra cinque o sei anni.

    Elon Musk, già proprietario di Twitter e CEO di SpaceX e Tesla, ha ufficialmente lanciato la sua nuova impresa nel settore dell’intelligenza artificiale. Si chiama xAI e si presenta come potenziale competitor di colossi dell’IA come OpenAI, Microsoft e Google (proprio Bard arriva in Italia da oggi).

    xAI è qui per capire la realtà,” così Musk ha annunciato su Twitter, la piattaforma di social media di sua proprietà. Musk aveva costituito l’azienda di IA in Nevada a marzo, reclutando ricercatori nel tentativo di creare un rivale per OpenAI, la compagnia che ha lanciato ChatGPT. Musk ha criticato ChatGPT definendolo e ha avvertito che potrebbe portare l’IA a diventare troppo potente per essere controllata dagli umani.

    La rapida scalata di ChatGPT (100 milioni di utenti in 5 giorni) ha scatenato un vortice di interesse da parte degli investitori nel settore dell’IA. Microsoft, che aveva stretto una partnership con OpenAI, ha poi preferito andare a fondo con la partnership a gennaio con un investimento pluriennale di diversi miliardi di dollari. Google, parte del colosso Alphabet, ha cercato di tenere il passo, rilasciando il proprio chatbot, Bard che, come ricordavamo all’inizio, è finalmente disponibile anche in Italia.

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    La visione di Elon Musk per l’IA

    Durante un spazio live su Twitter, Elon Musk ha presentato la nuova società e la sua visione per l’IA, espremendo il suo sostegno alla regolamentazione governativa dell’IA. Ha, inoltre, suggerito l’idea di una cooperazione internazionale con il governo cinese sulla tecnologia dell’IA.

    Se potessi mettere in pausa l’IA o l’IA superintelligente, lo farei. Ma non sembra realistico,” ha detto Musk. E ancora, il CEO di Tesla crede sia possibile “far crescere” un’IA curiosa riguardo all’umanità e all’universo, e che non sia pericolosa. Musk ha previsto che un’IA più intelligente degli umani sarà realtà tra cinque o sei anni, una tempistica più breve rispetto a quella prevista dalla maggior parte dei ricercatori in Intelligenza Artificiale.

    Durante lo space, Musk ha accolto con favore la supervisione governativa e ha detto di aver avuto recentemente conversazioni con alti funzionari del governo cinese riguardo ai rischi dell’IA e alla regolamentazione.

    Il Futuro dell’Intelligenza Artificiale

    La competizione nell’IA è ora feroce. Google, Microsoft e altre grandi aziende tecnologiche hanno da anni investito miliardi di dollari nella ricerca sull’IA, integrando le loro scoperte in prodotti esistenti come Google Search o per rendere i loro data center più efficienti. L’anno scorso, OpenAI ha suscitato una nuova ondata di entusiasmo attorno alla tecnologia rilasciando ChatGPT direttamente ai consumatori, permettendo loro di vedere gli avanzamenti nell’IA.

    Durante l’evento Twitter Spaces, Musk ha affermato che ci vorrà del tempo prima che xAI raggiunga il livello di OpenAI e Google. Ha inoltre parlato a lungo del suo recente viaggio in Cina, dove ha incontrato alti funzionari governativi e leader aziendali. Ha affermato di credere che la Cina stia regolamentando aggressivamente la propria industria dell’IA e che abbia avvertito i funzionari governativi che un’IA super intelligente potrebbe sottrarre il controllo del paese al Partito Comunista Cinese.

    Il difficile problema di Taiwan una volta risolto, spero che ci saranno relazioni positive tra Cina e Stati Uniti,” ha detto Musk. “Probabilmente avremo una strada accidentata tra ora e allora.

    Curiosità. La storia di Musk con la lettera X risale a molto tempo fa. La sua ex startup di servizi bancari online, X.com, è poi diventata PayPal.

    Nonostante le sfide, Elon Musk rimane deciso a plasmare il futuro dell’intelligenza artificiale con la sua nuova compagnia, xAI, portando la competizione nel settore dell’IA a un nuovo livello.

    Vedremo se riuscirà. Certamente, se decidesse di occuparsi solo di IA e la smettesse di occuparsi di Twitter sarebbe pure meglio.

  • Yann LeCun riceve la laurea ad honorem dall′Università di Siena

    Yann LeCun riceve la laurea ad honorem dall′Università di Siena

    Il celebre informatico Yann LeCun, figura chiave nell’IA, riceverà il 3 luglio una laurea ad honorem dall’Università di Siena, in riconoscimento dei suoi innovativi contributi per l’evoluzione dell’intelligenza artificiale e dell’apprendimento automatico.

    Yann LeCun, celebre figura nell’intelligenza artificiale e apprendimento automatico, riceverà il 3 luglio 2023 una laurea honoris causa dall’Università di Siena. Il riconoscimento si svolgerà durante l’International Workshop on Neural-Symbolic Learning and Reasoning, alle 11.30 alla Certosa di Pontignano.

    Le motivazioni per questo onore saranno presentate dal Prof. Valerio Vignoli, direttore del Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione e Scienze Matematiche dell’Università di Siena. Il Prof. Marco Gori, docente dello stesso dipartimento, terrà invece la laudatio.

    Yann LeCun è riconosciuto per i suoi contributi nell’apprendimento automatico, visione artificiale, robotica e neuroscienze computazionali. Attualmente, LeCun è impegnato presso Meta AI e la New York University negli Stati Uniti.

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    Yann LeCun è un rispettato informatico e ingegnere francese, conosciuto per i suoi innovativi contributi all’apprendimento automatico, visione artificiale, robotica e neuroscienze computazionali.

    Nato il 8 luglio 1960 a Soisy-sous-Montmorency, in Francia, ha ottenuto un dottorato in Ingegneria delle Informazioni presso l’Università Pierre et Marie Curie di Parigi nel 1987. LeCun è famoso per il suo lavoro sulle reti neurali convoluzionali (CNNs) e sul backpropagation, entrambi concetti chiave nell’apprendimento profondo.

    Nel 2012, ha fondato il Center for Data Science presso la New York University, dove ha svolto un ruolo vitale nella formazione della prossima generazione di ricercatori IA.

    Dal 2013, LeCun è Chief AI Scientist presso Facebook, dove ha co-fondato e guidato l’unità di ricerca Meta AI (FAIR), mantenendo contemporaneamente la sua posizione presso la New York University come professore a tempo parziale.

    LeCun ha ricevuto numerosi riconoscimenti per il suo lavoro, tra cui il prestigioso Premio Turing nel 2019, condiviso con Yoshua Bengio e Geoffrey Hinton per il loro lavoro pionieristico sull’apprendimento profondo. LeCun è noto per la sua visione aperta sulla tecnologia e per il suo impegno a promuovere la ricerca interdisciplinare.

  • Su Internet si parla per lo più Inglese, un rischio per l′AI

    Su Internet si parla per lo più Inglese, un rischio per l′AI

    L’Inglese domina su Internet, ma molte lingue sono quasi assenti. Questo squilibrio potrebbe influenzare l’Intelligenza Artificiale, che rischia di favorire l’inglese, marginalizzando altri idiomi.

    Internet è diventato una parte integrante della vita di circa il 63% della popolazione mondiale, con oltre 5 miliardi di persone connesse digitalmente. Resta ancora, purtroppo, attuale il dato di circa il 37% della popolazione mondiale che non ha accesso a Internet.

    Ora, questa enorme massa di individui proviene da tutte le parti del mondo e parla migliaia di lingue diverse, molte delle quali si possono trovare online, dall’urdu al catalano.

    Ma di recente, uno studio condotto da Rest of World in collaborazione con W3Techs, azienda austriaca specializzata in web scanning, ci mostra un quadro diverso.

    I madrelingua inglese sono il 5% della popolazione globale

    Secondo i dati raccolti da questo studio, oltre la metà dei siti web utilizza l’inglese come lingua principale, una percentuale sorprendentemente alta considerando che i madrelingua inglesi costituiscono meno del 5% della popolazione globale.

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    Al contrario, le lingue più parlate nel mondo come il cinese e l’hindi, nonostante la loro vasta diffusione, sono rispettivamente presenti solo nell’1,4% e nello 0,07% dei domini. Lingue come il bengalese e l’urdu, parlate da centinaia di milioni di persone, sono quasi assenti online.

    Da quello che sappiamo, W3Techs monitora principalmente i linguaggi di programmazione utilizzati online. La società quindi scandisce regolarmente i domini pubblicamente accessibili, categorizzandoli per lingua e fornendo rapporti in tempo reale ai suoi clienti. I dati raccolti sono stati poi comparati con le statistiche sull’uso delle lingue a livello mondiale, fornite da Ethnologue, un’organizzazione no-profit riconosciuta come autorità mondiale in materia di lingue.

    Alcune lingue europee su Internet sono inesistenti

    La combinazione di questi due set di dati mostra un’evidente sovrarappresentazione e sottorappresentazione di alcune lingue sul web. L’inglese, il tedesco e il giapponese dominano l’internet molto più di quanto non facciano tra i parlanti nativi, mentre molte lingue non europee sono quasi inesistenti online.

    Le organizzazioni internazionali vedono questa discrepanza come un segnale preoccupante per il futuro. Già nel 2003, l’UNESCO esortava i settori pubblici e privati a mantenere contenuti online in tutte le lingue umane. Tuttavia, con l’espansione del web, il divario tra le lingue parlate e quelle utilizzate online non ha fatto che aumentare.

    Bhanu Neupane, manager presso l’UNESCO che si occupa di inequità linguistica, ha espresso la preoccupazione di un futuro in cui solo una manciata di lingue avrà una presenza significativa online. “Il mondo sta convergendo,” ha detto Neupane, “e tra 15 anni potrebbero esserci solo cinque o dieci lingue che vengono effettivamente utilizzate nelle attività commerciali e online.

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    Anche se i dati presentano delle limitazioni (ad esempio, non tengono conto dei contenuti non pubblicamente accessibili come le app e i social network), il messaggio di fondo è chiaro. Milioni di persone non madrelingua inglesi sono costrette a utilizzare il web in una lingua.

    Le indagini sulla questione variano, ma la valutazione dell’UNESCO è coerente con i risultati di W3Techs, che mostrano solo 14 lingue presenti in più dell’1% dei domini.

    Se vi state chiedendo quale sia la situazione dell’italiano, la risposta è nel grafico che vedete in alto e ci illustra che la nostra lingua sul web è usata per l’1,9%, a fronte di uno 0,81% di persone che la parlano a livello globale.

    In ogni caso, è importante considerare alcune limitazioni di questo set di dati. Le informazioni provengono da scansioni di siti web pubblicamente disponibili, quindi qualsiasi cosa si trovi dietro un login, come app e social network, non viene probabilmente conteggiata. Questo potrebbe implicare una sottostima particolare del web cinese, sebbene sia difficile determinare l’entità di questa discrepanza.

    Inglese e Internet, limiti per l’Intelligenza Artificiale Generativa

    Anche all’interno di social media accessibili al web, come Reddit, le scansioni non sono progettate per esaminare ogni pagina di un dominio, il che significa che potrebbero essere sottostimati anche le comunità non anglofone presenti su siti in lingua inglese.

    Nonostante queste considerazioni, l’immagine complessiva è difficile da ignorare.

    Milioni di persone, dunque, che non hanno l’inglese come lingua madre, o che non parlano affatto inglese, si trovano costrette a utilizzare il web in una lingua diversa da quella con la quale sono cresciuti.

    Questa realtà assume una rilevanza ancora più grande se consideriamo che i testi disponibili pubblicamente su Internet vengono spesso utilizzati per formare grandi modelli linguistici, come Bard e GPT-4.

    In pratica, il punto chiave è che se l’addestramento dei modelli di intelligenza artificiale generativa, come Bard e GPT-4, si basa in gran parte su testi disponibili in inglese, allora si rischia di creare programmi che favoriscono l’inglese e forse non riuscirebbero a comprendere o generare efficacemente contenuti in altre lingue.

    Tutto questo crea una sorta di squilibrio digitale, in cui l’intelligenza artificiale può finire per essere ottimizzata prevalentemente per coloro che parlano inglese, a discapito di coloro che parlano altre lingue.

  • Tech Vision 2023, l′AI guida il cambiamento del lavoro

    Tech Vision 2023, l′AI guida il cambiamento del lavoro

    La Tech Vision 2023 mette al centro l’Intelligenza Artificiale Generativa. Secondo lo studio di Accenture fino al 40% delle ore lavorative potrà essere potenziato dall’IA basata sul linguaggio. E l’AI porterà alla creazione di 2,5 milioni di nuovi lavori.

    L’ultima edizione del report Accenture Technology Vision 2023Quando gli atomi incontrano i bit” indaga le tendenze che caratterizzeranno il futuro dello sviluppo tecnologico. Questo studio si propone di anticipare i principali trend che avranno un impatto significativo sulle imprese e sui consumatori, nei prossimi anni. Uno dei principali punti di interesse di questo rapporto è l’ascesa dell’intelligenza artificiale generativa e le sue implicazioni per il mondo degli affari e della ricerca scientifica.

    L’Intelligenza Artificiale Generativa, insieme ad altre tecnologie all’avanguardia, sta aprendo la strada a un nuovo futuro in cui la fusione tra digitale e fisico va oltre la creazione di nuovi prodotti e servizi. Questa convergenza si sta rivelando essere il traino di una nuova era di scoperte scientifiche. Sotto il focus principale del report, troviamo anche l’importanza dell’aggregazione e dell’utilizzo responsabile dei dati come driver fondamentale di questa nuova realtà.

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    Al centro dell’attenzione, come dicevamo in apertura, c’è l’Intelligenza Artificiale Generativa, poiché offre un potenziale notevole nell’aumentare le capacità umane.

    Secondo lo studio di Accenture, e qui arriviamo alla prima grande notizia che si desume dal rapporto, si stima che fino al 40% delle ore lavorative potrebbe essere supportato o potenziato dall’intelligenza artificiale basata sul linguaggio. I dirigenti aziendali sono consapevoli dello sviluppo di questo fenomeno e riconoscono che i modelli di base dell’AI avranno un ruolo significativo nelle strategie delle loro organizzazioni nei prossimi tre/cinque anni.

    Già di per sè, pensare che il 40% delle ore lavorate verrà gestito dall’intelligenza artificiale è uno dei dati più interessanti della ricerca. Ma non c’è solo questo, perché Mauro Macchi, amministratore delegato di Accenture Italia, nella conferenza di presentazione della ricerca tenutosi nell’ACIN di piazza Gae Aulenti a Milano, ha dichiarato che l’IA renderà necessario un percorso di upskill che coinvolgerà 9 milioni di lavoratori e la creazione di 2,5 milioni di nuovi lavori.

    Oggi l’Italia – dichiara Mauro Macchi, CEO di Accenture Italia – “ha la grande opportunità di raggiungere i livelli di produttività dei principali paesi accelerando l’adozione delle tre tecnologie che rappresentano il digital core delle organizzazioni contemporanee: cloud, dati e intelligenza artificiale. Ciò consentirà di mettere in pratica quella che in Accenture definiamo una reinvenzione totale, una trasformazione continua, consapevole e responsabile in cui la tecnologia gioca il ruolo di abilitatore del cambiamento. Questo, insieme ad un dialogo sempre più strutturale tra pubblico e privato, consentirà di aumentare la competitività e guidare la crescita. Il nostro Sistema Paese sarà in grado di vincere questa sfida solo se riuscirà a sincronizzare ed indirizzare opportunamente le trasformazioni nella tecnologia, nello sviluppo di nuove competenze e nei meccanismi organizzativi.

    L’Intelligenza Artificiale Generativa è senz’altro la tecnologia più promettente e la sua adozione renderà necessario formare non solo i nuovi talenti ma, soprattutto, la forza lavoro attuale con l’upskilling/reskilling di 9 milioni di lavoratori. Investire in formazione porterà anche alla creazione di 2,5 milioni di nuovi lavori direttamente collegati a questa tecnologia“.

    La Technology Vision 2023 di Accenture, che coinvolge 4.777 aziende in 34 paesi e 25 settori merceologici, identifica quattro tendenze fondamentali che caratterizzeranno il prossimo futuro. La prima tendenza è l’AI generativa, considerata dagli intervistati come il co-pilota dell’ingegno e delle capacità umane, stimolando creatività e innovazione. La seconda tendenza riguarda l’identità digitale e la sua importanza come punto di congiunzione tra il mondo digitale e quello fisico. La terza tendenza evidenzia la raccolta e l’utilizzo consapevole dei dati, riconoscendo che i dati sono diventati un fattore chiave di differenziazione competitiva per tutte le organizzazioni in tutti i settori. Infine, la quarta tendenza sottolinea la dialettica tra scienza e tecnologia, in cui l’una accelera il progresso dell’altra.

    La digital identity, la gestione consapevole dei dati e la stretta connessione tra scienza e tecnologia stanno ridefinendo il panorama dell’innovazione. Le aziende devono adattarsi a queste nuove sfide per rimanere competitive. La digital identity rappresenta un imperativo strategico per le organizzazioni, mentre il corretto utilizzo dei dati è considerato un fattore chiave di differenziazione competitiva. Inoltre, la sinergia tra scienza e tecnologia promette di affrontare le sfide più pressanti dell’umanità.

    La gestione delle identità digitali, in particolare, sta aprendo nuovi orizzonti, permettendo un’approccio radicalmente diverso alla condivisione e alla proprietà dei dati. Con l’introduzione di sistemi di core digital identity, l’ecosistema dei dati si basa sempre più sul consenso e sul valore, garantendo maggiore sicurezza e fiducia per le organizzazioni e i loro stakeholder.

    La raccolta e l’utilizzo consapevole dei dati sono diventati prioritari per le aziende, in quanto riconoscono che i dati sono diventati un’importante fonte di vantaggio competitivo. Attraverso l’intelligenza artificiale e l’analisi dei dati, le aziende possono trarre informazioni significative per migliorare l’efficienza operativa, rafforzare le relazioni con i clienti e affrontare le sfide chiave nel loro settore.

    Accenture, in risposta a queste tendenze, ha creato il Generative AI and Large Language Model (LLM) Center of Excellence, che riunisce un vasto team di esperti dedicati all’AI generativa. Con un investimento di 3 miliardi di dollari in tre anni, Accenture mira a rafforzare la propria divisione AI e a lanciare la piattaforma AI Navigator for Enterprise.

  • Accenture investe 3 mld di dollari sull′intelligenza artificiale

    Accenture investe 3 mld di dollari sull′intelligenza artificiale

    Accenture si impegna a investire 3 miliardi di dollari nell’IA nei prossimi tre anni. L’obiettivo è potenziare la divisione Data & AI, raddoppiando il numero di talenti e lanciando nuove piattaforme. Questo aiuterà le organizzazioni a progredire in modo rapido e responsabile nel campo dell’IA.

    Accenture, azienda globale di servizi professionali, ha deciso di investire fortemente nella divisione Data & AI, destinando ben 3 miliardi di dollari nei prossimi tre anni per potenziare il settore e contribuire a sviluppare nuove soluzioni e modelli. Si tratta di un imponente investimento che si prefigge l’obiettivo di sostenere le organizzazioni di 19 settori industriali nella creazione di un maggiore valore, aumentando la crescita, l’efficienza e la resilienza grazie all’Intelligenza Artificiale.

    Accenture investimento intelligenza artificiale

    Tra le iniziative previste dal colosso globale di consulenza, figura il lancio della piattaforma AI Navigator for Enterprise, dedicata a supportare lo sviluppo di strategie di Intelligenza Artificiale, e il Center for Advanced AI, creato per massimizzare il valore della Generative AI e di altre forme di IA. L’investimento prevede inoltre il raddoppio del numero di talenti attivi nella divisione IA, arrivando a coinvolgere 80.000 persone attraverso nuove assunzioni, acquisizioni e formazione specifica.

    Il commento della CEO Julie Sweet

    Julie Sweet CEO Accenture
    Julie Sweet CEO Accenture

    Oggi c’è un rinnovato e forte interesse verso tutte le aree dell’IA e l’importante investimento che stiamo per attuare nella practice Data & AI aiuterà i nostri clienti ad evolvere dall’interesse all’azione e infine alla creazione di valore in modo responsabile attraverso la condivisione di casi aziendali“, ha dichiarato Julie Sweet, Presidente e CEO di Accenture.

    Le organizzazioni che si creano una solida base di IA adottandola e scalandola adesso che la tecnologia è matura, godranno di un migliore posizionamento che le aiuterà a reinventarsi, competere e raggiungere nuovi livelli di performance. In un momento di vorticosi cambiamenti tecnologici come quello attuale, la nostra profonda conoscenza di soluzioni ci permette di aiutare i nostri clienti ad agire rapidamente per prendere le migliori decisioni.

    L’Intelligenza Artificiale rappresenta un mega-trend per il prossimo decennio, in grado di trasformare in maniera massiccia i settori industriali, le aziende e il modo di vivere e lavorare delle persone“, ha dichiarato Paul Daugherty, Group Chief Executive di Accenture Technology. Con queste parole Daugherty sottolinea l’importanza cruciale che l’IA ricoprirà nel prossimo futuro, aspetto su cui Accenture intende puntare con decisione.

    Accenture, oltre 1450 brevetti

    L’investimento di Accenture rafforza una posizione di leadership nel campo dell’IA maturata in decenni di lavoro. Con oltre 1.450 brevetti e richieste di brevetto in tutto il mondo, e centinaia di soluzioni su misura sviluppate per clienti di svariati settori, la società ha già una solida base da cui partire per rafforzare ulteriormente il suo ruolo di leader nel settore dell’IA.

    Accenture ha integrato l’IA nel suo intero approccio alla fornitura di servizi, offrendo efficienza e visione e accelerando la creazione di valore per migliaia di clienti attraverso piattaforme leader come myWizard, SynOps e MyNav.

    In un mondo in cui i cambiamenti tecnologici sono sempre più rapidi e incisivi, l’investimento di Accenture rappresenta un segnale forte di fiducia nel potenziale dell’IA. Questa mossa strategica conferma una volta di più come l’Intelligenza Artificiale sia destinata a giocare un ruolo sempre più rilevante nel panorama tecnologico e industriale globale.

  • Sam Altman (ri)promette che OpenAI non lascerà l’Europa

    Sam Altman (ri)promette che OpenAI non lascerà l’Europa

    Sam Altman, CEO di OpenAI, cerca di passare come paladino dell’etica dell’IA, una situazione di equilibrio non facile. Intanto è costretto, nel giro di poche ore a ritrattare le sue dichiarazioni, fatte a Londra, e a (ri)promettere che ChatGPT non lascerà l’UE.

    Nel giro di meno di 24 ore, si può affermare che è accaduto di tutto. Probabilmente, Sam Altman, CEO di OpenAI, pensava ancora di trovarsi di fronte alla Commissione del Congresso USA. Fatto sta che, nel giro di poco tempo, ha dovuto rivedere le sue dichiarazioni che stavano già infiammando il dibattito.

    Per cercare di capire cosa sia successo, ripercorriamo i fatti.

    Sam Altman, CEO di OpenAI, azienda che è diventata uno dei progetti più profittevoli per l’implementazione dell’intelligenza artificiale generativa, da qualche tempo si impegna a diventare uno dei nuovi volti della regolamentazione dell’IA.

    Si tratta di un equilibrio molto difficile da mantenere, ma lui è intenzionato ad andare avanti. E così, mentre è riuscito a far passare le sue idee al cospetto di un certo numero di parlamentari statunitensi, possiamo affermare che non ha riscontrato lo stesso successo in Europa. Tanto che è stato costretto a chiarire quali sono i piani della sua azienda per continuare a operare fuori dagli Stati Uniti.

    sam altman IA europa

    Durante una tappa a Londra, mercoledì scorso, Altman ha dichiarato che se l’UE dovesse continuare sulla stessa linea riguardo alla regolamentazione sull’IA, potrebbe provocare non pochi problemi a OpenAI.

    Tra le sue dichiarazioni, Altman ha detto: “Se possiamo rispettare, lo faremo, e se non possiamo, smetteremo di operare… Ci proveremo. Ma ci sono limiti tecnici rispetto a ciò che è possibile“.

    Non è difficile immaginare le reazioni che queste parole hanno suscitato in Europa, e non solo. Ma Altman, resosi conto di non essere negli USA, ha cercato di correre ai ripari, ritrattando le sue affermazioni rese a Londra. Infatti, ha cambiato decisamente tono: “siamo entusiasti di continuare a operare (in Europa) e ovviamente non abbiamo intenzione di andarcene“. Ah, ok. Caso risolto, ma solo in parte.

    È vero che negli USA sta prendendo piede un dibattito serio riguardo alla regolamentazione dell’Intelligenza Artificiale, ma bisogna dire che gli Stati Uniti sono ancora lontani dal mettere in pratica una seria regolamentazione.

    Si parla ancora della nuova Legge sulla responsabilità algoritmica, ormai da più di un anno, e più di recente con una proposta di “Task Force sull’IA“. Ma, a dispetto di tutto, non c’è ancora nulla di concretamente deciso.

    L’UE, d’altra parte, ha modificato una proposta di legge sull’IA per tener conto dell’Intelligenza Artificiale generativa moderna, come ChatGPT.

    Quel disegno di legge potrebbe avere enormi implicazioni per il modo in cui i grandi modelli di linguaggio come il GPT-4 di OpenAI vengono addestrati su una moltitudine di dati degli utenti prelevati da Internet. La legge proposta dalla commissione europea potrebbe etichettare i sistemi AI come “ad alto rischio” se dovessero essere utilizzati per influenzare le elezioni.

    OpenAI non è l’unica grande azienda tecnologica che sembra voler anticipare il dibattito sull’etica dell’IA. Nei giorni scorsi anche i dirigenti di Microsoft hanno intrapreso una campagna mediatica per spiegare cosa intendono fare in materia di regolamentazione dell’IA. Il presidente di Microsoft, Brad Smith, durante una diretta su LinkedIn, ha detto che gli Stati Uniti potrebbero utilizzare una nuova agenzia per gestire l’IA. Si tratta di un’idea avanzata anche da Altman, ma vedremo.

    Rispetto a Microsoft, bisogna dire che il colosso di Redmond è stato il più pronto a diffondere l’IA rispetto ai suoi rivali, in un tentativo di superare le grandi aziende tecnologiche come Google e Apple. Per non parlare del fatto che Microsoft è in una partnership multimiliardaria in corso con OpenAI.

    Sempre in merito a OpenAI, il giorno dopo le tanto discusse affermazioni di Altman a Londra, OpenAI ha rivelato di essere in procinto di creare un programma di sovvenzioni per finanziare gruppi che potrebbero decidere le regole attorno all’IA.

    Il fondo distribuirà 10 sovvenzioni da 100.000 dollari a gruppi disposti a fare il lavoro e a creare “prove di concetto per un processo democratico che potrebbe rispondere a domande su quali regole dovrebbero seguire i sistemi IA“. L’azienda ha detto che la scadenza per questo programma è solo di un mese, entro il 24 giugno.

    Ecco, questo è quanto è successo rispetto all’IA e alle dichiarazioni di Sam Altman. Ma siamo sicuri che non sarà l’unico momento di revisione delle proprie dichiarazioni. Nelle prossime settimane, e nei prossimi mesi, ne vedremo degli altri.

  • Il 51% degli italiani pensa che l′Intelligenza Artificiale ridurrà il lavoro

    Il 51% degli italiani pensa che l′Intelligenza Artificiale ridurrà il lavoro

    Un sondaggio condotto da YouTrend per la Fondazione Pensiero Solido ha rilevato che il 54% degli italiani ammette di non essere preparato sull’Intelligenza Artificiale; il 51% pensa poi che l’IA ridurrà il lavoro.

    YouTrend ha recentemente condotto un sondaggio su base nazionale per la Fondazione Pensiero Solido. L’indagine mirava a esplorare la comprensione e la percezione dell’intelligenza artificiale (IA) tra gli italiani, con un particolare interesse per l’impatto previsto sul mercato del lavoro.

    Comprensione dell’IA e richiesta di regolamentazione

    Secondo i risultati del sondaggio, oltre la metà (54%) degli italiani intervistati ammette una mancanza di preparazione sul tema dell’IA. Inoltre, una percentuale significativamente più alta (59%) ritiene che la politica e la legislazione dello Stato dovrebbero intervenire attivamente, regolamentando l’uso dell’IA o persino vietandolo, se necessario.

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    Percezioni sull’IA e il mercato del lavoro

    Quando si tratta dell’impatto dell’IA sul mondo del lavoro, la percezione dominante tra gli italiani è che l’IA porterà a una riduzione complessiva dei posti di lavoro. Questo è il pensiero del 51% degli intervistati, mentre solo il 10% ritiene che l’occupazione aumenterà e il 26% prevede che il numero di posti di lavoro rimarrà invariato, anche se le mansioni stesse potrebbero cambiare.

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    L’IA sul posto di lavoro: una questione di controllo e valutazione

    In termini di interazione diretta con l’IA sul posto di lavoro, oltre la metà (55%) dei lavoratori intervistati ha dichiarato di non essere disposto a ricevere istruzioni da un sistema di IA. Nonostante ciò, l’automazione del controllo e della valutazione è vista più come un vantaggio (47%) che come uno svantaggio (30%). Nota interessante, la percezione di vantaggio aumenta tra i gruppi più giovani e tra i laureati.

    Lavori più e meno a rischio di automatizzazione

    I sondati hanno individuato i lavori di impiegati (56%), operai (51%) e commessi (43%) come i più a rischio di essere sostituiti dall’IA. Queste sono tutte mansioni che in genere non richiedono livelli di istruzione avanzati. D’altra parte, artisti (24%), imprenditori (26%) e medici (27%) sono visti come i meno a rischio di sostituzione da parte dell’IA.

    Impatto personale dell’IA

    Quando gli occupati sono stati interrogati sul loro sentimento personale nei confronti delle nuove tecnologie, solo una minoranza si è detta aiutata (23%) o minacciata (21%) dai cambiamenti portati dall’IA. Sorprendentemente, la maggioranza (50%) non si sente né aiutata né minacciata.

    Il sondaggio di YouTrend offre una panoramica preziosa sulle attitudini e le percezioni degli italiani nei confronti dell’IA e del suo potenziale impatto sul mondo del lavoro.

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