Categoria: Social Media

In questa categoria trovate articoli che riportano dati e ricerche sul mondo dei Social Media. Dal numero di utenti connessi, al tempo trascorso su ciascun social network

  • Ecco cosa succede sul Web e sui Social Media ogni 60 secondi nel 2017

    Ecco cosa succede sul Web e sui Social Media ogni 60 secondi nel 2017

    Ecco un classico che compare ciclicamente ma è comunque utile per capire l’evoluzione di Internet. Cosa succede sul Web e sui Social Media ogni 60 secondi? A questa domanda si può rispondere con la versione 2017 di DOMO, “Data Never Sleeps 5.0”. Oggi sono oltre 69 mila le ore di streaming su Netflix ogni minuto, oltre 45 mila le corse effettuate con Uber.

    E’ una domanda che ricorre ciclicamente, tanto da diventare un classico ormai, ed è “Cosa succede sul Web e sui Social Media ogni 60 secondi?“. In realtà si tratta di una domanda molto utile per capire come evolve la dimensione di Internet, sopratutto nell’era dei Social Media, vista la grossa mole di dati che ogni giorno viene condivisa. L’ultima volta che ne abbiamo parlato è stato nel 2015, riprendendo i dati di DOMO, “Data Never Sleeps”. Ebbene, per dare una visione completa relativa al 2017, ci rifacciamo ai nuovi dati che sempre DOMO ha elaborato con “Data Never Sleeps 5.0“.

    Una delle caratteristiche che via via è andata sviluppandosi è che il traffico Internet è sempre più generato da mobile. Ormai, nel 2017, si tratta di oltre la metà del totale e si prevede che entro il 2020 saranno oltre 6 miliardi le persone che avranno accesso a Internet da mobile. Ed aumentata la popolazione online: nel 2017 si attesta sui 3,7 miliardi di utenti online, rispetto 2,5 miliardi del 2012.

    social media 60 secondi web 2017 franzrusso.it

    Ed interessante notare come nel corso degli anni Internet e i Social Media siano evoluti a ritmi vertiginosi e di come nuove realtà, come Netflix, Uber e anche Instagram, siano diventate in poco tempo parte integrante di questa grande mole di dati che viene sprigionata ogni giorno, ogni minuto.

    Ad esempio:

    • su Netflix ogni 60 secondi gli utenti visualizzano 69.444 ore di video in streaming (erano 77.160 nel 2015);
    • su Uber ogni 60 secondi sono 45.787 le corse prenotate (erano solo 694 nel 2015);
    • su Giphy ogni 60 secondi sono 694.444 le gif visualizzate (non c’era nei dati del 2015);
    • su Spotify ogni 60 secondi vengono caricate 13 nuove canzoni (non c’era nei dati del 2015, ma erano 14 nel 2013);
    • su Instagram ogni 60 secondi sono 46.740 le immagini condivise (erano 3.600 nel 2013);
    • su Google ogni 60 secondi vengono effettuate oltre 3,6 miliardi di ricerche (erano 2 milioni nel 2013);
    • su Twitter ogni 60 secondi vengono inviati 456 mila tweet (erano 347 mila nel 2015; 278 mila nel 2013).

    Questi e altri dati li potete vedere nell’infografica in basso al post.

    Allora, che ne pensate?

    web internet social media 60 secondi 2017

  • Su Facebook arrivano gli articoli correlati per contrastare le fake news

    Su Facebook arrivano gli articoli correlati per contrastare le fake news

    Dopo diversi mesi di test, Facebook è pronta a lanciare la funzionalità degli articoli correlati, per ora solo negli Usa, Paesi Bassi, Francia e Germania. Lo scopo è quello di aiutare gli utenti a capire se la notizia condivisa sia una fake news, offrendo una serie di notizie correlate all’argomento.

    Facebook continua la sua azione di contrasto verso le fake news e sta rilasciando in queste ore una funzionalità che forse qualcuno di voi già conosce per il fatto che è stata lanciata in fase di test nei mesi scorsi. Si tratta della funzionalità degli articoli correlati, una modalità molto semplice ma molto efficace, che potrà essere di aiuto per gli utenti a capire se la notizia che si sta condividendo sia in odore di fake news. Il rilascio ufficiale per il momento riguarda pochi paesi, in attesa che si possa arrivare presto ad un rilascio globale. I paesi individuati per il rilascio sono gli Usa, i Paesi Bassi, la Francia e la Germania.

    facebook algoritmo spam articoli correlati

    A scoprire il rilascio di questa funzionalità è stato il Wall Street Journal. Il vero scopo degli articoli correlati è quello di mostrare agli utenti più articoli sullo stesso argomento, in modo tale da avere la possibilità di confrontarli e comprendere se ci si trova davanti ad una fake news. La modalità, dal nostro modo di vedere trova la sua base, evidentemente, sul decalogo che Facebook ha diffuso nell’aprile scorso, le dieci regole attraverso le quali individuare le notizie false. Ecco, seguendole proprio in questo tipo di confronto il tutto potrebbe tornare utile. Resta sempre il problema del tempo da dedicarvi, nel senso che molto spesso si condivide in maniera veloce e l’utente è poco propenso a fare questa attività di verifica. Ecco perchè gli articoli correlati possono dare una grossa mano.

    facebook articoli correlati

    Facebook fa sapere che dalla fase di test sono emersi dati interessanti e positivi, nel senso che gli utenti hanno trovato nella modalità degli articoli correlati un aiuto effettivo nel distinguere se quella notizia che si vorrebbe condividere sia vera o falsa. Qualche settimana fa Mark Zuckerberg aveva infatti dichiarato che Facebook non avrebbe intrapreso la strada della censura, ma si sarebbe impegnata nel contrastare le fake news offrendo modalità aggiuntive. E così è stato.

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    Approfondisci

    Vedremo se questa funzionalità si renderà utile nell’abbattere il fenomeno delle fake news e attendiamo che questa venga attivata anche nel nostro paese.

    E voi che ne pensate?

  • Su WhatsApp ci sono 1 miliardo di utenti al giorno

    Su WhatsApp ci sono 1 miliardo di utenti al giorno

    Su WhatsApp ci sono 1 miliardo di utenti al giorno. Un traguardo del genere era riuscito solo a Facebook a novembre 2016. L’app di messaggistica istantanea, che gli utenti italiani amano tanto, è passata in un anno da 1 miliardo di utenti al mese ad 1 miliardo di utenti al giorno.

    Qualche giorno fa riportavamo la ricerca di Vincenzo Cosenza sulle app di messaggistica istantanea più usate in Italia e notavamo, senza poi tanta sorpresa, che WhatsApp è quella più amata e usata da 22 milioni di utenti, con un tempo di utilizzo mensile di 11 ore e mezza. Ebbene, ieri Facebook, dopo il suono della campanella, ha presentato i dati trimestrali del Q2 2017 e ha rivelato che WhatsApp ha raggiunto il traguardo di 1 miliardo di utenti al giorno. Un traguardo del genere era stato toccato proprio da Facebook a novembre 2016. Ed è interessante notare che il traguardo del miliardo di utenti giornalieri arriva dopo quello di un anno fa, quando 1 miliardo di utenti erano gli utenti mensili dell’app. E proprio Mark Zuckerberg, fondatore e CEO di Facebook, ha voluto celebrare questo importante traguardo.

    whatsapp 1 miliardo utenti giorno

    WhatsApp si conferma quindi l’app per messaggiare più usata e continua a crescere a ritmi elevati. I numeri cominciano ad essere quindi interessati e chissà che, prima o poi, non arrivi l’advertising anche su WhatsApp. Ipotesi non tanto remota. Se ricordate, nel mese di marzo si parlava proprio di una fase di test che WhatsApp sta portando avanti con alcune startup per inserire annunci pubblicitari all’interno delle chat.

    https://www.facebook.com/zuck/posts/10103921337100811?pnref=story

    Gli altri dati relativi a WhatsApp ci dicono che:

    whatsapp q2 2017

    • gli utenti mensili sono 1,3 miliardi
    • 55 miliardi sono i messaggi inviati ogni giorno
    • 4,5 miliardi sono le foto condivise ogni giorno sull’app
    • 1 miliardo sono i video condivisi ogni giorno
    • 60 le lingue supportate ad oggi sull’app.

    E, se vogliamo completare tutte le notizie che riguardano WhatsApp diffuse dopo la pubblicazione dei dati trimestrali del Q2 2017, c’è da aggiungere a questi dati che sono 250 milioni gli utenti che ad oggi utilizzano, ogni giorno, la modalità Status, ossia l’equivalente delle Stories su Instagram.

    Allora, che ne pensate?

  • Le aziende oggi lo spazio sui Social Media se lo devono guadagnare

    Le aziende oggi lo spazio sui Social Media se lo devono guadagnare

    Del fatto che le aziende hanno bisogno dei Social Media si è detto, e si continuerà a farlo come è giusto che sia, molto. Ma forse, in questo contesto, vale mettere in evidenza un principio troppe volte dato per scontato, ma mai chiarito del tutto. E cioè che oggi le aziende lo spazio sui Social Media se lo devono guadagnare.

    L’era dei Social Media che stiamo vivendo ha di fatto ribaltato il paradigma della comunicazione, da verticale a orizzontale, nel senso che oggi gli utenti possono partecipare ad una conversazione diretta, come mai prima. Se guardiamo il fenomeno dei Social Media in relazione alle aziende, è proprio questo quello che risalta prima di tutto. Le aziende hanno la possibilità di creare un coinvolgimento diretto con i propri utenti e, di conseguenza, gli utenti possono entrare in relazione diretta con i brand di riferimento. E’ sufficiente dare un’occhiata ad una recente analisi su come gli utenti usano i social media oggi per accorgervi che una delle principali attività è proprio quella di usare questi strumenti per entrare in contatto con in brand che piacciono si più. Un elemento nuovo questo, nella relazione tra utente e azienda/brand.

    Fin qui abbiamo parlato di concetti che sono, bene o male, noti a tutti. Non c’è nulla di nuovo in tutto questo. Vero?

    aziende social media guadagnare spazio

    Ma forse c’è qualcosa che spesso, e volentieri, la si dà come scontata, sbagliando. Nel considerare la costruzione di una presenza sui social media per un’azienda, impostando una strategia, pianificando tutti i passaggi che occorrono, è facile che ad un certo punto l’azienda stessa cominci ad usare un approccio non proprio in linea con quanto pianificato. Succede ancora troppo spesso. Allora, si lavora riesaminando la strategia, mettendo in evidenza tutte le esigenze, verificandole di nuovo, con l’obiettivo di renderla più chiara. Con l’obiettivo, come abbiamo più volte evidenziato, di puntare ad una strategia volta alla costruzione di una Relazione con gli utenti, l’aspetto che spesso manca. Manca perchè non viene percepito ancora come il vero obiettivo su cui puntare attraverso i Social Media.

    E allora, perchè parlare di cose forse sono già note a tutti. Per il semplice motivo che forse quel principio che spesso viene dato come scontato vale la pena di evidenziarlo, di metterlo come primo punto. E cioè che oggi le aziende lo spazio sui Social Media se lo devono guadagnare, non comprare. 

    Le aziende hanno da subito approcciato ai Social Media nella maniera sbagliata, pensando di usarli come avevano usato prima i giornali, la radio, la televisione. Strumenti dove compravano i propri spazi, di conseguenza la comunicazione attraverso questi media avveniva con dei filtri, gli strumenti stessi.

    Con i Social media tutto questo decade, non ci sono più i filtri che mettono “a riparo l’azienda” che a fanno sentire più al sicuro. No, non più. I Social Media non sono dei luoghi dove comprare lo spazio e attendere che accada qualcosa. Tutt’altro. Con questo non si vuole instaurare un clima di terrore, sia chiaro. Ma per le aziende l’idea di comunicare “senza un filtro”, spesso diventa elemento di distrazione.

    Il principio basilare è che stavolta le aziende lo spazio se lo devono guadagnare. E come? Condividendo contenuto, originale, che sia capace di trasmettere Valore agli utenti, al fine di costruire una Relazione.

    Condividere, Contenuto, Valore, Relazione – sono queste le parole chiavi.

    E voi che ne pensate?

  • Facebook: l’Intelligenza Artificiale per migliorare la qualità del News Feed

    Facebook: l’Intelligenza Artificiale per migliorare la qualità del News Feed

    Facebook ha annunciato di voler migliorare la qualità del News Feed, il flusso di notizie, con l’obiettivo di migliorare l’esperienza degli utenti verso contenuti di qualità. E per fare questo si servirà dell’Intelligenza Artificiale che provvederà a ridurre il numero di link che riportano a notizie di scarsa qualità.

    Facebook punta a migliorare la qualità del News Feed, il flusso di notizie che tutti noi osserviamo ogni giorno, sul quale scorrono tutte le notizie e annunci che in qualche modo attirano la nostra attenzione. E proprio all’interno di questo flusso, spesso ci imbattiamo in notizie che si scarsa qualità che hanno il solo scopo quello di indurre l’utente a fare “click” sopra il link. Il social network punta quindi a fermare questo “circolo vizioso” di informazioni di bassa qualità, mettendo in risalto i contenuti che davvero meritano. E come fare? Non è la prima volta che Facebook si pone questo problema, sono stati infatti diversi i tentativi, in questi anni, di aggiustare il tiro dell’algoritmo che regola in News Feed. Ma il risultato è stato che lo “spam”, quindi tutte quelle informazioni di bassa qualità hanno comunque continuato a girare sul nostro News Feed.

    facebook news feed intelligenza artificiale

    Facebook quindi decide di puntare alla qualità grazie all’Intelligenza Artificiale. La società di Mark Zuckerberg ha fatto sapere di aver già esaminato centinaia di migliaia di pagine con contenuti di bassa qualità, quindi spam o contenuti che contengono al loro interno elementi malevoli. Il colosso di Menlo Park punta di nuovo ad implementare l’Intelligenza Artificiale per regolare meglio la piattaforma. Prima di pensare di assumere 3 mila persone per monitorare e individuare contenuti violenti, si era detto, infatti, che per evitare episodi gravi come quelli dell’omicidio di Pasqua ripreso in video dall’autore Steve Stephens, Facebook si sarebbe servita proprio dell’Intelligenza Artificiale per arginare il problema. Non è detto che non possa succedere anche in questo contesto.

    Cosa farà l’Intelligenza Artificiale sul News Feed?

    Procederà al riconoscimento delle nuove pagine condivise sul social network che abbiano caratteristiche simili a quelle centinaia di migliaia già esaminate in precedenza. Successivamente, l’algoritmo procederà a declassarle e potrebbe anche non renderle idonee alla pubblicità. In questo modo, aggiunge Facebook, gli utenti dovrebbero vedere sempre meno post fuorvianti.

    Facebook quindi fa sapere che tutte quelle pagine che presentano contenuti di bassa qualità vedranno via via un calo di visibilità e traffico, mentre quelle pagine che mantengono alta la loro qualità vedranno crescere, di conseguenza, la loro visibilità.

    Il nuovo aggiornamento sarà esteso sulla piattaforma entro i prossimi mesi. Staremo a vedere quali vantaggi apporterà alla piattaforma e agli utenti.

  • Dopo 14 anni LinkedIn può considerarsi un grande social network

    Dopo 14 anni LinkedIn può considerarsi un grande social network

    LinkedIn, co-fondato da Reid Hoffman, oggi executive chairman, esattamente 14 anni fa, nei giorni scorsi ha superato il grande traguardo dei 500 milioni di utenti. Un traguardo che permette al social “business” network di essere considerato tra i grandi. Peccato che solo il 25% degli utenti lo usi attivamente.

    LinkedIn supera il traguardo dei 500 milioni di utenti (distribuiti in 200 paesi del mondo), un traguardo importante che proietta la piattaforma di business networking tra i grandi social network del Web. Erano 400 milioni ad ottobre 2015. Un traguardo però raggiunto in ben 14 anni, LinkedIn è stato fondato proprio nel maggio del 2003 e tra i fondatori c’era anche Reid Hoffman, oggi executive chairman e membro di Microsoft che ha acquisito la piattaforma a giugno dello scorso anno.

    linkedin social network 500 milioni utenti

    LinkedIn raggiunge questo traguardo in un momento importante della sua storia. Come detto, oggi è di proprietà di Microsoft che prova ad entrare nel grande mondo dei social media. Già, ma oggi LinkedIn può essere considerato un social media a tutti gli effetti? Si, perchè proprio su questo aspetto LinkedIn sta giocando tutta la sua evoluzione: sta infatti trasformandosi da social “business” network, per come lo abbiamo sempre conosciuto, a social media, al pari di Facebook, per fare un esempio. Sta cominciando a mettere al centro della sua strategia di network il contenuto e non più solo il classico CV. Una trasformazione importante per una piattaforma del genere che per sua natura ha conosciuto una evoluzione, in termini di base utenti, molto lenta, non certamente paragonabile ad altre piattaforme. LinkedIn fino a qualche mese fa era da ritenersi una piattaforma diversa, specifica, ma ora sta cambiando.

    Peccato solo che su una base di 500 milioni di utenti solo il 25% di questi risulti effettivamente attivo. Ecco, forse la trasformazione in atto vuole provare a far crescere questo dato. Certamente le ultime novità, per gli Usa (almeno per ora) provano smuovere questo dato, come l’introduzione dei trending topic, un modo per tenete l’utente più attivo sulla piattaforma con l’intento di alzare il livello di interazione. Bisogna aumentare certamente la base utenti, ma quello che più interessa è ridurre il divario tra utenti registrati e utenti attivi, ancora troppo elevato.

    Gli italiani apprezzano LinkeIn, sono 10 milioni e la quinta città al mondo più attiva è proprio Milano, preceduta da Londra al primo posto, Amsterdam, San Francisco e Giacarta. Tra i paesi più connessi ai vertici troviamo Emirati Arabi Uniti, seguiti da Olanda, Singapore, Gran Bretagna, Danimarca. E sono poi 9 milioni le aziende iscritte; 100 mila sono gli articoli pubblicati ogni settimana dai membri del social; e 10 milioni le offerte di lavoro attive.

    Da sapere poi che le 5 figure lavorative più connesse sono (quindi quelle che lo usano di più) sono quelle che appartengono a queste aree: risorse umane; product management; business development; marketing; consulting.

  • Twitter punta sui contenuti video in streaming con 16 nuovi partner

    Twitter punta sui contenuti video in streaming con 16 nuovi partner

    Twitter punta, a ragione, sui contenuti video. I dati per primo trimestre in effetti avevano premiato l’idea di puntare su questa modalità con le partite della NFL. L’annuncio viene dato rivelando la nuova strategia che comporta 16 nuove partnership tra cui figurano Bloomberg, The Verge, BuzzFeed e altri.

    Qualche giorno fa, descrivendo e commentando i dati del primo trimestre del 2017 di Twitter, avevamo sottolineato come la crescita degli utenti, che ora è di 328 milioni, fosse stata anche grazie alla partnership video con la NFL. E avevamo sottolineato come forse quella crescita potesse essere solo una piccola fiammata, visto che ora la NFL ha chiuso un accordo con Amazon. Ma Twitter, un po’ a sorpresa, dimostra di non voler demordere, e forte delle 800 ore di video che aveva coinvolto 45 milioni di utenti, rilancia con una nuova strategia che vede la partecipazione di ben 16 nuovi partner per trasmettere centina a di ore di video. 

    Come ricordavamo, i dati finanziari, per certi positivi soprattutto perchè avevano rivelato, dopo due anni, una crescita della base utenti, avevano premiato l’azienda in borsa con una crescita a due cifre. L’effetto lo si è avuto quando due giorni fa a “New Fronts” Jack Dorsey, CEO di Twitter, ha annunciato la prima grande partnership video con Bloomberg, uno dei 16 partner. Segno che i mercati apprezzano il fatto che Twitter stia provando a muovere le acque, infatti ieri il titolo TWTR ha guadagnato il 6,4%. Va detto anche, per essere precisi, che il rialzo è frutto anche dell’acquisto di un nuovo pacchetto di 574 mila azioni, pari a 9,5 milioni di dollari di investimento da parte di Dorsey. Un “attestato di fiducia” premiato dal mercato, fino ad ora.

    twitter partner video streaming franzrusso.it 2017

    I nuovi partner appartengono a più settori, quindi si va dalle News, allo Sport all’intrattenimento. Twitter quindi punta a spaziare sulla varietà dei contenuti video da trasmettere nel tentativo di coinvolgere un pubblico sempre più vasto con partite, notizie, curiosità ed eventi live. Si tratta, in ogni caso, di contenuto originale, e questa non è cosa da poco.

    Il primo partner ad essere stato annunciato è Bloomberg, con cui Twitter ha già collaborato altre volte. La partnership prevede la trasmissione 24 ore su 24 di contenuti in streaming, gratuiti, 7 giorni su 7. Gli altri sono:

    • Sport – WNBA (lega femminile di basket) una partita a settimana per le stagioni 2017-2018-2019; MLBAM, 3 ore una volta a settimana; Stadium, programmazione 24/7; The Players’ Tribune; PGA Tour, 31 tornei per un totale di 70 ore di video.
    • News – Bloomberg Media, programmazione esclusiva 24/7; The Verge, programmazione del gadget show dal prossimo autunno, Cirucuit Breaker; BuzzFeed News, programmazione quotidiana di Morning Feed; Cheddar, programmazione quotidiana alle 9 del mattino da Wall Street.
    • Intrattenimento – Live Nation, concerti live a partire dal 13 maggio; IMG Fashion, cuorisità e backstage dalle settimana della moda di Milano, New York, Parigi e Londra; Propagate, programmazione di #whatshappening.

    Twitter ha anche annunciato nuove partnership esclusive con Viacom per trasmettere gli MTV Movie & TV Awards e l’evento annuale Video Music Awards.

    Insomma, almeno su questo fronte Twitter dimostra di avere (finalmente) una strategia chiara da seguire e sicuramente porterà giovamento all’intera piattaforma. A questo punto è lecito attendersi una adeguata attenzione a tutto il resto, perchè se è vero che il coinvolgimento aumenta è necessario che la stessa piattaforma sia resa più facile da usare. E’ vero che con la programmazione della NFL gli utenti entrati in contatto sono stati 45 milioni, ma non tutti poi sono diventati nuovi utenti. Ecco, questa è la prova che, nonostante gli sforzi, Twitter resta ancora “difficile da usare” per molti. Sarebbe un peccato non agire su questo punto, nonostante tutti gli sforzi programmati.

    [l’immagine di copertina è stata creata da @franzrusso; qualora l’interessato la ritenesse inopportuna, verrà rimossa immediatamente]

  • Sui Social Media trascorriamo più di 5 anni della nostra vita

    Sui Social Media trascorriamo più di 5 anni della nostra vita

    Quanto tempo trascorriamo sui Social Media? Domanda che si ripropone spesso, e allora cerchiamo di dare una risposta con questi dati di Mediakix. L’infografica ci mostra che trascorriamo ben 5 anni e 4 mesi della nostra vita sui Social Media, ossia il tempo che ci vorrebbe per andare sulla Luna e tornare 32 volte.

    Quante ore trascorriamo su Facebook? E su Twitter? E Instagram? Domande che di tanto in tanto ritornano e che è utile conoscere la risposta, anche per avere un’idea sempre più precisa di quanto i Social Media ormai facciano sempre più parte della nostra vita, in ogni situazione. L’ultima volta ce ne eravamo occupati nel 2012, quando avevamo visto che su Facebook in tre mesi si trascorrevano 405 minuti. E oggi? Proviamo a dare un’occhiata con questi dati rilevati da Mediakix, una piattaforma californiana di influencer marketing, qualche mese fa. Va anche detto che questi dati tornano utili anche in chiave business, basti sapere che entro il 2017 la spesa complessiva per quanto riguarda le attività di social media marketing sarà di 36 miliardi di dollari, più di un terzo saranno spessi tra Usa e Canada (12,5 miliardi di dollari). E va detto anche che nel 2015 il tempo trascorso sui social media superava quello trascorso a guardare la tv. Diciamo anche che ci interessa conoscere il tempo che trascorriamo sui social media anche per verificare come gli utenti accolgono le continue modifiche che le diverse piattaforme stanno introducendo di continuo negli ultimi mesi.

    social media tempo trascorso vita @franzrusso.it 2017

    I dati raccolti da Mediakix rilevano che ogni giorno trascorriamo 2 ore sui social media, dato tra l’altro riscontrato anche nell’analisi di We are social combinando anche i dati di GlobalWebIndex, così ripartiti: 40 minuti su YouTube; 35 minuti su Facebook; 25 minuti su Snapchat; 15 minuti si Instagram; e (sorprendentemente) 1 minuto su Twitter. Il dato relativo di Twitter in effetti rispecchia molto la situazione di difficoltà, dal punto di vista del prodotto, che sta attraversando in questo periodo. Spanpchat gode ancora di una posizione di rilievo da questo punto di vista, ma per quanto tempo ancora? Una volta che Instagram ingranerà la marcia, sarà difficile per la piattaforma appena approdata a Wall Street riuscire a mantenere gli utenti coinvolti. E poi, se ci fate caso, in realtà il tempo trascorso su Facebook, in senso esteso, è di 50 minuti: Facebook+Instagram. Senza contare WhatsApp e Messenger.

    E se volessimo sapere quanto tempo trascorriamo sui social media durante la nostra vita? I dati rispondono anche a questa domanda. In pratica, trascorriamo complessivamente sui social media ben 5 anni e 4 mesi della nostra vita. Anche in questo caso possiamo sapere su quale piattaforma trascorriamo più tempo. Quindi:

    • YouTube, 1 anno e 10 mesi;
    • Facebook, 1 anno e 7 mesi;
    • Snapchat, 1 anno e 2 mesi;
    • Instagram, 8 mesi;
    • Twitter, soli 18 giorni.

    L’analisi rivela quindi che il tempo che trascorriamo nella nostra vita sui social media si piazza al secondo posto, dopo i 7 anni e otto mesi che trascorriamo guardando la tv. E prima dei 3 anni e 5 mesi che trascorriamo per alimentarci; prima di 1 e 10 mesi che passiamo davanti ad uno specchio; e così via. E’ evidente che ormai i social media sono una parte rilevante della nostra vita, questi dati ci aiutano, ancora una volta, a comprenderlo meglio. E cosa avremmo potuto fare anzichè trascorrere 5 anni e 4 mesi sui social media? Anche a questa domanda la ricerca ci offre una risposta.

    Ebbene, con il tempo equivalente saremmo potuti andare sulla Luna e tornare ben 32 volte, forse con l’aiuto di Jeff Bezos potremmo anche impiegarci qualcosina in meno. Avremmo potuto percorrere a piedi la Grande Muraglia in Cina per 3,5 volte; oppure, avremmo potuto guardare la serie dei Simpson per 215 volte, se siete appassionati ovviamente; o, ancora, avremmo potuto scalare l’Everest ben 32 volte; e così via.

    E allora, che ne pensate do questi dati? E su quale piattaforma trascorrete più tempo? Fateci sapere tra i commenti.

    tempo trascorso social media

     

  • Facebook: tutti gli utenti potranno fare Video in diretta dal proprio pc

    Facebook: tutti gli utenti potranno fare Video in diretta dal proprio pc

    Facebook continua a investire sulle dirette live, espandendole fino a permettere agli utenti di andare in diretta da qualsiasi dispositivo, mobile o fisso. Infatti, da oggi sarà possibile fare Live Video anche dal proprio pc o dal proprio laptop. La funzionalità a gennaio era stata rilasciata solo per le pagine pubbliche.

    A distanza di qualche mese, quando Facebook aveva esteso la possibilità di fare dirette live dal proprio desktop, oggi il colosso di Menlo Park, guidato dal suo fondatore Mark Zuckerberg, estende questa possibilità a tutti gli utenti del social network. Sarà quindi possibile, da oggi, fare Live Video dal proprio pc o dal proprio laptop. In pratica sarà possibile andare in diretta video da qualsiasi dispositivo, mobile o fisso.

    Facebook live video @franzrusso.it 2017

    Per fare una diretta live dal proprio pc sarà sufficiente utilizzare la video camera integrata, ma per gli esperti, o per chi vuole fare una diretta più curata, si potrà usare una fotocamera esterna attraverso il software della stessa. In questo modo la qualità sarà superiore, oppure usare software di streaming, magari utilizzando più telecamere per dare al video una qualità televisiva.

    Facebook quindi continua ad investire sui Live Video, estendendo infatti questa funzionalità anche ai dispositivi fissi vuole dare la possibilità a tutti gli utenti di approcciare alle dirette anche curando la qualità, come può succedere in questo caso.

    Per iniziare una diretta dal proprio pc o laptop basterà cliccare sullo spazio per i post, in basso a sinistra troverete le opzioni e quindi anche quella “Video in diretta”.

    Facebook live video utenti pc

    Dopo di che la procedura è come quella utilizzate per i Live Video da mobile, si inserisce una descrizione e si va online.

    facebook live pc laptop

    A chi potrebbe tornare utile? Prima di rispondere, è utile dire che questa funzionalità sarà utile a chi davvero ha necessita di un supporto come questo, anche da dispositivo fisso. Si può pensare ad un webinar direttamente dalla propria postazione fissa; si possono girare video con una qualità superiore, se dotati di attrezzatura adeguata; può tornare utile agli appassionati di videogame, così da illustrare facilmente i propri tutorial sfruttando Facebook.

    Insomma, i modi per usare i Live Video anche da Facebook sono tanti, ammesso che abbiate qualcosa da dire in video.

  • Su LinkedIn arrivano i trending topics, solo negli Usa per ora

    Su LinkedIn arrivano i trending topics, solo negli Usa per ora

    Il social network per i professionisti e per le aziende sta cominciando ad introdurre negli Usa una sezione denominata, che appare sull’applicazione mobile e su desktop, “Trending Storylines” dove sarà possibile accedere a news e informazioni personalizzate sugli interessi degli utenti. E’ il momento in cui LinkedIn diventa un vero social (business) media.

    LinkedIn da sempre è stato sempre indicato come il “social network per professionisti e aziende“, una rete sociale dove professionisti di vario settore possono trovare e coltivare relazioni professionali in base a rispettivi interessi. Bene, da oggi LinkedIn può entrare a pieno titolo nel novero dei Social Media, ossia di quelle reti, o piattaforme, all’interno delle quali non solo si creano amicizie e relazioni, non solo si condividono informazioni più o meno personali, non solo dove si condividono foto e immagini, ma anche un luogo dove ci si informa, un luogo dove si condividono informazioni e notizie. E voi direte, ma perchè? Semplice, perchè da oggi LinkedIn comincia ad introdurre negli Usa una sezione dedicata alle notizie del momento, quelle che tutti noi, su altre piattaforme, Twitter su tutti e anche Facebook (non ancora in Italia), conosciamo sotto il nome di trending topics. Sulla piattaforma business di Microsoft si chiameranno Trending Storylines.

    linkedin trending storylines

    Questa sezione sarà visualizzabile dall’applicazione mobile e anche da desktop, e sarà la sezione dove gli utenti troveranno le notizie del momento e le informazioni in base ai propri interessi. Da quello che si sa la cura dei contenuti da visualizzare all’interno della sezione trending sarà in parte a cura di una redazione di 24 redattori e in parte a cura di specifici algoritmi che regoleranno la visualizzazioni delle notizie all’interno dei feed.

    trending storylines linkedin sfondo

    Se vi state chiedendo anche perchè LinkedIn passa a introdurre una sezione che solo apparentemente appare lontana alla natura stessa della piattaforma, allora la risposta è che LinkedIn ha bisogno di utenti. Il discorso è sempre lì, ma più che utenti ha bisogno di un maggiore coinvolgimento degli stessi sulla piattaforma. Ricordiamo che LinkedIn conta oggi 467 milioni di utenti ma solo 106 milioni sono quelli attivi per mese. Stiamo parlando del 25% sul totale. Un problema che LinkedIn so porta dietro da un bel po’, perchè sta nella natura della piattaforma.

    trending storylines linkedin

    trending storylines linkedin

    E allora la carta da giocare per riavvicinare gli utenti sulla piattaforma è quella delle notizie che da sempre appassionano gli utenti. Da oggi sarà quindi possibile informarsi anche su LinkedIn avendo a disposizione una sezione che mostra all’utente le notizie più discusse, un modo per incrementare il coinvolgimento degli utenti sulla piattaforma.

    Non è facile gestire una sezione trending, lo sanno bene sia Facebook che Twitter ed è per questo che LinkedIn ha messo a capo di questa nuova sezione Dan Roth, ex capo redattore di Fortune. Il messaggio che LinkedIn vuole dare all’utente, con questa nuova feature, è che nonostante il mestiere che si può fare è necessario sapere cosa accade nel mondo, quindi anche dalla piattaforma.

    E voi che ne pensate?

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