Categoria: Social Media

In questa categoria trovate articoli che riportano dati e ricerche sul mondo dei Social Media. Dal numero di utenti connessi, al tempo trascorso su ciascun social network

  • Twitter, ecco i messaggi di benvenuto e le risposte rapide per le aziende

    Twitter, ecco i messaggi di benvenuto e le risposte rapide per le aziende

    Twitter, nonostante le difficoltà degli ultimi mesi, continua a potenziare il servizio di DM in ottica di social caring. Per questo oggi annuncia l’introduzione dei messaggi di benvenuto e delle risposte rapide. Un modo per rendere ancora più immediato il rapporto tra azienda e cliente.

    Nonostante le difficoltà degli ultimi mesi, specialmente dopo quelle che hanno coinvolto l’azienda con una possibile acquisizione, Twitter continua ad operare e decide di rafforzare il servizio di DM in ottica di social caring, uno dei punti di forza della piattaforma. E infatti, oggi Twitter annuncia l’introduzione dei messaggi di benvenuto e delle risposte rapide, un modo per rendere ancora più diretto e immediato il rapporto con i clienti,  e per rendere ancora più efficace l’assistenza clienti sulla piattaforma.

    twitter risposte rapide messaggi benvenuto social carring frnazrusso-it

    I messaggi di benvenuto

    Per migliorare la relazione con i clienti e per garantire un primo approccio in ottica di assistenza, le aziende da oggi posso impostare dei messaggi di benvenuto. Un esempio è quello che si vede nel video che introduce la funzionalità, il cliente entra in contatto via DM con l’azienda e compare un messaggio del tipo che vediamo in basso: “Bevenuto @handle, grazie per averci contattato attraverso Twitter. Seleziona una delle opzioni in basso…”. Questo è un esempio di messaggio per fare in modo che il cliente abbia da subito la possibilità di entrare in contatto con l’azienda, senza dover attendere troppo tempo che qualcuno risponda, e prima che un agente possa intervenire. Il tipo di opzione che il cliente sceglierà sarà poi utile per l’azienda per comprendere come intervenire subito.

    twitter messaggio benvenuto risposta diretta

    Le risposte rapide

    Anche questo è una opzione che può aiutare il cliente a formulare meglio al propria richiesta e all’azienda l’occasione di seguire un flusso di risposte grazie alle possibilità offerte al cliente stesso. Mettendo insieme tutti i punti viene più facile individuare la risposta più efficace, e quindi più rapida. Al cliente viene presentato una lista di opzioni dalla quale scaturirà la risposta rapida. Avete presente quando usate un bancomat? Ecco, il servizio si presenta molto simile a quello.

    Come sapete, Facebook Messenger da qualche mese rende possibile l’invio di messaggi automatici, il servizio attraverso i bot, quindi una gestione delle richieste automatica. Ecco, quello che cerca di fare Twitter oggi, con l’introduzione di queste due nuove funzionalità, è quello di rendere il servizio una via di mezzo tra automatismo e intervento umano. Una considerazione che certamente darà modo a Twitter di porsi come piattaforma sempre più adatta all’attività di social caring.

  • Lo Spoiler sul Web o sui Social Media: un uso sempre negativo?

    Lo Spoiler sul Web o sui Social Media: un uso sempre negativo?

    Lo spoiler sul Web e sui Social Media è considerato decisamente negativo, perché la news è sacra e chi la conosce per primo “vince”. Studi universitari, tuttavia, rivelano che l’anticipazione delle notizie aumenta l’attenzione e la concentrazione.

    Il termine Spoiler si traduce generalmente in italiano come Anticipazione, ed è usato in qualsiasi contesto online e offline, dalla rivelazione della trama di un film o di un libro, a quella di un videogioco e, soprattutto, di una notizia o di un’informazione riguardo al lancio di nuovi prodotti o di eventi.
    Sul Web è frequentissimo sentirne parlare: post sui Social Media, forum, gruppi di Facebook e blog hanno ormai quasi tutti una Netiquette per evitare che chiunque scriva eviti lo spoiler o – nel caso lo dovesse fare – lo dichiari prima.
    Lo Spoiler sul Web e sui Social Network fa paura, si evita. 

    Perché la news è sacra, perché chi arriva per primo a scrivere di una notizia vince, perché nel mondo dell’overload di informazioni in cui viviamo se acconsentissimo anche anticipazioni varie finiremmo per non capire più nulla, per non sapere più quali sono le fonti originali e affidabili, e anche chi è il vero Influencer che ha la notizia pronta.
    Spoilerare non vale.
    E’ come rivelare chi è l’assassino a una persona che ha appena iniziato a guardare un thriller.
    Semplicemente, non si fa. E’ uno sgarbo, rovina la sorpresa, toglie il gusto stesso del film.
    Eppure siamo sicuri che lo Spoiler – dall’inglese “to spoil”: rovinare, guastare – rovini veramente un’esperienza o la circolazione e la condivisione di una notizia?

    spoiler

    Una ricerca condotta dall’Università della California a San Diego nel 2011, e durata ben cinque anni, dimostra che, al contrario di quanto sia il pensiero comune, anticipare il finale di una trama – film, serie tv, romanzo, fumetto – o rivelare prima del tempo una notizia non ne rovina affatto l’effetto.
    Anzi, addirittura, lo migliora.
    Nicholas Christenfeld, uno dei professori di psicologia che hanno guidato la ricerca, sostiene che gli spoiler, quelli che online e sui Social Network tutti odiano, non sono poi così nocivi: non cambiano l’apprezzamento della notizia e l’impatto che la notizia ha, nonostante venga meno il “fattore sorpresa”.
    A suo parere, il cervello umano ragionerebbe in modo opposto: avere qualche accenno agli elementi chiave di una novità arricchisce e potenzia la curiosità e migliora l’attenzione.
    Come se la notizia anticipata esaltasse quello che verrà raccontato o sperimentato successivamente.

    Christenfeld arriva a questa conclusione alla fine della ricerca, divulgata poi su Psychological Science.
    All’Università di San Diego sono state raggruppate alcune persone, e – all’interno di ciascun gruppo – a una sola persona è stata rivelata un’importante anticipazione.
    Il risultato è apparso il medesimo per ogni gruppo: l’individuo che non ha vissuto la suspense poiché sapeva già l’informazione chiave ha pienamente goduto dell’esperienza riportando, anzi, un livello maggiore di concentrazione.
    Si sviluppa, in altre parole, un fenomeno veramente significativo: sapere in anteprima la news è un po’ come aumentare la responsabilità e l’impegno.
    Si ascolta meglio, si impara di più, ci si addentra più approfonditamente nella conoscenza.

    E non è poi così strano, se si pensa a quante volte si è letto il proprio libro preferito o visto il film che ci appassiona di più.
    In altre parole, conoscere già la news – la trama o la fine di un film – permette al cervello umano di organizzare e attivare al meglio tutti i processi della memoria, riuscire a percepire e porre attenzione a particolari che normalmente verrebbero trascurati, assimilare meglio ogni nozione, godendo anche di più della conoscenza che si fa.
    Un processo, questo, molto simile al fenomeno della Fluenza Cognitiva, secondo cui una persona valuta sempre prima la difficoltà di compito. Si tratterebbe di una valutazione percepita, quindi soggettiva, ma indubbiamente se un’attività viene percepita come facile, viene anche associata a emozioni positive, favorevoli, disponibili ad un maggior coinvolgimento (Vaughn, 2010).

    Allora torniamo a chiederci: da dove nasce tutta questa paura degli spoiler?
    E viene naturale rispondere che il timore dipende proprio dai meccanismi insiti nella Comunicazione sul Web, dove la vera paura è quella di non riuscire a “stare dietro” a tutte le informazioni.
    Se le ricerche dimostrano che la mancanza del “fattore sorpresa” non è discriminante nella scrittura di un post o nell’uso dei Social Network, si conferma l’ipotesi che la negatività del concetto di Spoiler stia esattamente nella velocità e nel sovraccarico di informazioni che girano in Rete.
    La rivelazione anticipata di una news viene vissuta come un tradimento, perché può facilissimamente sfuggire anche al miglior blogger o esperto di Web.
    Quindi, semplicemente, viene bandita.
    Chi bandisce lo spoiler tacitamente ammette che ci sia qualcuno di più bravo e veloce di lui, nel lavoro in Rete.

    Ad essere discriminante, dunque, non è la rivelazione della news, ma il fattore temporale.
    E la paura dello Spoiler rivela lo stato di una situazione sociale, lavorativa ed emozionale in cui, oggi, la velocità della tecnologia ha ribaltato tutta la nostra concezione e percezione del tempo.
    Lo spoiler è un messaggio che arriva dal futuro, ma questo futuro è già qui.
    E non c’è più tempo.
    Rimane solo il tentativo inutile di negare l’evidenza, cercando di rallentare i processi temporali di cui ormai, oggi, è immersa tutta la nostra vita.

  • Snapchat, ecco come l’app del momento è usata in Italia [Infografica]

    Snapchat, ecco come l’app del momento è usata in Italia [Infografica]

    Snapchat è senza dubbio l’app del momento. Il fenomeno è in crescita anche nel nostro paese e grazie a questa infografica realizzata dai ragazzi del Master in Social Media e Digital PR dello IED scopriamo come gli utenti italiani la usano. Il 48% degli utenti sotto i 18 anni usa Snapchat tutti i giorni e sempre il 48% di essi lo usa come chat privata.

    Snapchat come più volte abbiamo detto è l’app del momento, anche nel nostro paese. Oltre 200 milioni a livello globale e sono già 150 milioni gli utenti attivi ogni giorno, più di quelli attivi su Twitter; 9 mila sono gli snap al secondo. Numeri che ci danno la dimensione di come questa applicazione si stia diffondendo sempre di più. In Italia l’app conta un numero di utenti che si aggira intorno ai 700 mila, un numero che, senza dubbio è destinato a crescere. E proprio in relazione al nostro paese cresce la curiosità di sapere come gli utenti italiani usano questa applicazione che ha fatto. Ebbene, curiosità esaudita perchè in aiuto arriva questa infografica realizzata dai ragazzi del Master in Social Media e Digital PR dello IED che, sulla base di circa 1.000 utenti, ha scoperto come gli italiani usano Snapchat. Vediamo insieme, allora, dati e, ovviamente, l’infografica.

    snapchat italia uso comportamento franzrusso.it 2016

    Snapachat, come la usano gli utenti italiani

    Come sappiamo, la base utenti di Snapchat è costituita per lo più da giovani e da giovanissimi, ossia al di sotto dei 18 anni. Secondo i dati raccolti da Giuliano Ambrosio, gli utenti in Italia sono 673 mila e il 60% sono uomini. Ora scopriamo che il 42,6% degli utenti italiani ha un’età inferiore ai 18 anni e che il 30,9% ha un’età tra i 18-24 anni. Ciò significa che il 73,5% degli utenti in Italia rientra nella fascia 16-24 anni. Il 48% sia della fascia inferiore ai 18 anni che quella compresa tra i 18-24 anni usa Snapchat ogni giorno: il 48% degli inferiori ai 18 anni lo usa come chat privata, mentre fa lo stesso uso 45% della fascia di età 18-24 anni.

    Notare, come si diceva qualche giorno fa, che sta cominciando ad aumentare anche la base utenti superiore ai 45 anni che usa Snapchat prevalentemente come chat privata (76%).

    Snapchat e brand, relazione in essere

    E chi seguono su Snapchat gli utenti italiani? Il 45% dice di seguire i propri amici, il 20% segue account VIP, il 19% segue i blogger, il 10% segue i brand e il 6% segue account media. E a proposito dei brand, una presenza che grazie ad alcune strategie in atto aumenterà certamente nei prossimi mesi, il 31% degli utenti italiani ha scoperto della loro presenza da altri social, il 22% dal passaparola. Il 29% degli utenti si aspetta che i brand presenti sull’app postino contenuti esclusivi, il 27% invece delle anteprime.

    E sempre in relazione ai brand, gli utenti entrerebbero in relazione con i brand prendendo parte ad una live story (26%), utilizzando le lenti (22%) e facendo screenshot (21%).

    Snapchat, perchè non la si scarica e perchè non si usa

    La ricerca dei ragazzi dello IED prende in considerazione anche il fatto che una parte degli utenti non abbia interesse nè a scaricare l’app e quindi a non utilizzarla. E qui vediamo qualche motivazione. Il 39% dice di non scaricarla perchè non interessa, ma il 35% degli intervistati dice di non conoscerla. Una parte di essi sostiene poi di non saperla usare (8%) e solo il 5% dice che non gli piace l’app.

    Per quel che riguarda le motivazioni per cui non usano l’app, più di un terzo degli utenti sostiene di non saperla usare (36%), il 21% sostiene che non interessa e il 18% lamenta che non ci sono i propri amici.

    Questo un po’ il quadro dell’utilizzo di Snapchat in Italia, un interessante lavoro che ci permette di conoscere coem gli utenti italiani stanno approcciando all’app del momento.

    E voi usate Snapchat? Raccontateci la vostra esperienza.

    snapchat italia infografica ied 2016

    [L’immagine di copertina è stata realizzata da @franzrusso, nel caso in cui il marchio la ritenesse inopportuna verrà immediatamente rimossa]

  • Microsoft entra nei social media comprando LinkedIn

    Microsoft entra nei social media comprando LinkedIn

    La notizia lascia sorpresi molti, Microsoft ha acquisito LinkedIn per 26,2 miliardi di dollari, il 65% in più del suo valore che si aggira intorno ai 16 miliardi di dollari. Microsoft promette che non cambierà il brand, nè la sua cultura e nè la sua indipendenza.

    Lo scenario dei Social Media, per sua stessa natura, è destinato sempre a regalare sorprese come quelle di oggi, anche se poi di sorpresa, fino ad un certo punto, nel caso specifico non si può parlare. Ma diciamo che ai più la notizia di oggi suona assolutamente come nuova. Ebbene, Microsoft, il colosso di Redmond, ha acquisito LinkedIn per 26,2 miliardi di dollari. Un’acquisizione importante portata avanti da Satya Nadella, CEO di Microsoft, che consente all’azienda tecnologica fondata da Bill Gates (insieme a Paul Allen) di entrare nel mondo dei social media, appunto.

    microsoft acquisisce linkedin franzrusso.it 2016

    LinkedIn, in seguito agli ultimi risultati finanziari che aveva evidenziato perdite per 8,4 milioni di dollari (Q4 2015), quando nello stesso periodo aveva realizzato utili per quasi 3 milioni di dollari. Tutto questo nonostante i ricavi totali ad inizio anno fossero aumentati del 35%. Microsoft paga l’acquisizione per l’equivalente di 196 dollari per azione, ossia 26,2 miliardi di dollari che corrisponde al 65% in più del valore attuale di LinkedIn che vale circa 16 miliardi di dollari.

    La domanda che sta circolando in quest ore è sicuramente quella “Perché Microsoft compra LinkedIn?”, anche se la domanda che ci si dovrebbe porre sarebbe: “Ma quale sarebbe il ritorno per LinkedIn nel farsi acquisire da un colosso come Microsoft?“. Questa domanda rende forse più chiara la situazione.

    LinkedIn in questo modo, con un partner così forte, può affrontare il crescere della concorrenza nel suo specifico settore con più serenità. Come sapete LinkedIn è il social “business” network per antonomasia, l’unica piattaforma che conta oltre 400 milioni di utenti “professionali”; quindi, stiamo parlando di una piattaforma non generalista. Anche se negli ultimi due o tre anni, per forse diversificare meglio la sua presenza e la sua funzione, ha finito per adottare misure tipiche di una piattaforma social media.

    fondatori microsoft acquisisce linkedin franzrusso.it 2016

    LinkedIn in questi anni ha saputo costruire un ecosistema validissimo, effettuando anche acquisizioni interessanti, basti pensare a Lynda.com, la piattaforma di e-learning e di video tutorial che fattura oltre 40 milioni di dollari. Interessante sarà vedere come Microsoft intenderà implementare anche questa piattaforma nella nuova strategia di rilancio di LinkedIn.

    Satya Nadella fa sapere che indipendenza di LinkedIn non verrà snaturata, così come il suo brand.

    Insieme saremo in grado di accelerare la crescita di LinkedIn, e insieme di Microsoft Office 365 e Dynamics“.

    LinkedIn/MSFT deal by TechCrunch

    Per Microsoft l’acquisizione di una piattaforma come LinkedIn sarà l’occasione per fare crescere i suoi nuovi prodotti e servizi, e per raggiungere questo obiettivo si serve di una piattaforma che conta oltre 430 milioni di utenti complessi, anche se poi solo un quarto la usa attivamente, ossia 105 milioni di utenti. Il 60% del traffico su LinkedIn arriva da mobile. In Italia LinkedIn conta 9 milioni di utenti e 140 mila sono le aziende registrate; l’utilizzo da mobile è del 54%.

    Questa di oggi va ad inserirsi tra le più alte acquisizioni nel settore tech, scalzando tra le prime posizioni Facebook con l’acquisizione di WhatsApp, operazione che valse circa 20 miliardi di dollari.

    Vedremo nelle prossime settimane e nei prossimi mesi quale sarà la nuova strategia che Microsoft adotterà per LinkedIn. Intanto ci piacerebbe molto sapere cosa ne pensate voi. Raccontateci le vostre impressioni.

    #Update

    E a quanto pare l’acquisizione sembra giovare al titolo LinkedIn a Wall Street: +46,8% e oltre 192 dollari per azione

    linkedin microsoft wall street

  • LinkedIn in Italia: 9 milioni gli iscritti totali e 140 mila le aziende

    LinkedIn in Italia: 9 milioni gli iscritti totali e 140 mila le aziende

    LinkedIn, il social business network più usato per le relazioni professionali, in Italia conta 9 milioni di utenti. I dati sono stati diffusi ieri al ConnectIn. Le aziende italiane sulla piattaforma sono più di 140 mila, più di 17 mila le offerte di lavoro al mese, più di 2.500 i post pubblicati al giorno. Ma quanti sono gli utenti attivi?

    LinkedIn, il social business network per antonomasia, quello mirato per le relazioni professionali e per i professionisti, negli ultimi due anni ha subito qualche trasformazione. Come sappiamo, ha orientato, in maniera sempre più marcata, verso la caratteristica “media”, quella che mancava, con l’obiettivo di estendere la sua base utenti contando sul fatto che i contenuti possano diventare strumento di interazione. E questo è un dato di fatto, da verificare se è veramente così. Intanto sappiamo che ad oggi in Italia, secondo i dati diffusi ieri al ConnectIn, gli utenti sono 9 milioni, un numero considerevole che posizionerebbe la piattaforma co-fondata da Reid Hoffman, e guidata da Jeff Weiner in qualità di CEO, tra le piattaforme più seguite in Italia.

    linkedin utenti italia 2016

    Il dato però non considera in realtà gli utenti attivi ma gli utenti complessivi, gli iscritti totali. Al momento quindi non sappiamo quanti siamo in realtà quelli attivi, non ci sono altri dati alla mano. Ma possiamo dedurli riferendoci al coefficiente di utilizzo attivo della piattaforma rilevato ad ottobre del 2015, e cioè che solo il 25% degli utenti utilizza attivamente la piattaforma. Facendo due conti sulla base dei 9 milioni di iscritti italiani (1 milione negli ultimi 12 mesi), viene fuori che gli utenti attivi sarebbero (condizionale d’obbligo) 2.250.000. Quindi molto meno della base totale. Un dato che se fosse confermato non sarebbe neanche male.

    Altri dati interessanti, sempre diffusi ieri nella conferenza di Milano:

    • il numero delle aziende italiane presenti sulla piattaforma che sono più di 140 mila;
    • più di 17 mila le offerte di lavoro pubblicate ogni mese;
    • oltre 200 le università;
    • l’utilizzo dell’app da mobile passa dal 3% al 54% attuale;
    • più di 2.500 sono i post pubblicati al giorno.

    linkedin utenti 2016

    A livello globale gli utenti ad oggi sono 433 milioni; oltre 8 milioni le aziende; 6 milioni le offerte di lavoro. Qui sopra una grafica realizzata da Statista che illustra l’evoluzione, in relazione al numero degli utenti complessivi, dal Q1 del 2009, quando erano 37 milioni, al Q1 2016, quando sono, appunto 433 milioni.

    Un consiglio che viene dato dal country manager Italia, Marcello Albergoni, è che la foto associata al curriculum vitae “aumenta di 14 volte le possibilità”. Già, perchè sono ancora tanti quelli che non hanno una foto sul proprio profilo.

  • Twitter presenta Connetti, lo strumento che indica chi seguire

    Twitter presenta Connetti, lo strumento che indica chi seguire

    Twitter, perseguendo l’obiettivo di rendere sempre più usabile l’app, presenta oggi un nuovo strumento che va in questa direzione. Si chiama “Connetti”, una scheda che in un solo colpo d’occhio rende più facile all’utente la scelta su chi seguire, in base agli utenti che già si seguono, in base all’attività e anche in base al luogo.

    Twitter negli ultimi mesi sta portando avanti il suo tentativo di rendere l’app più usabile per tutti, e anche più funzionale. Uno sforzo fin qui riuscito e lo si è visto anche nella lieve crescita degli utenti, oggi 310 milioni, 5 milioni in più rispetto all’ultimo quarter del 2015.

    La nuova funzionalità che Twitter presenta oggi si chiama “Connetti”, una funzionalità che renderà più facile la ricerca e la scelta di chi seguire, scelta certamente non agevole prima. E se è vero, come è vero, che Twitter è uno strumento di relazione, allora “Connetti” può rivelarsi un utile strumento.

    twitter connetti mobile

    Una volta che avete effettuato l’accesso, da mobile, sull’app di Twitter noterete la notifica “Ti presentiamo Connetti”, l’icona con l’omino e il segno più. Una volta che avete cliccato sull’icona, accedete direttamente alla scheda che metterà un po’ d’ordine e vi darà una grande mano. In alto avere subito gli utenti di tendenza, nell’esempio non poteva che essere l’account del Leicester, la squadra allenata da Claudio Ranieri, fresca campione della Premier League. Gli account di tendenza sono presentati in scorrimento.twitter connetti scheda 2

    In basso cominciamo a vedere il “Trova amici” e gli account consigliati con la voce “Dal momento che segui“. Scorrendo la scheda troviamo la voce “Persone che potresti conoscere” dove sono consigliati in scorrimento una serie di account. Sempre scorrendo, troviamo “Basato sulla tua attività”, una serie di account consigliati rispetto all’attività che fate si Twitter, utile per molti. Scorrendo ancora troviamo “Dal momento che segui“, trovate indicati alcuni account che seguite e, in base a questi, alcuni consigliati, quindi per interesse. Sempre scorrendo, più in basso, trovate anche “Popolari vicino a te“, una serie di account consigliati stavolta in basa alla vicinanza con il vostro luogo, quindi da dove twittatte. Chiude la scheda “Account da Twitter“, gli account di Twitter utili da conoscere.

    twitter connetti scheda

    Inoltre con Connetti sarà più semplice rimanere in contatto con gli amici e la famiglia, grazie alla possibilità di sincronizzare automaticamente la tua rubrica. E se qualcuno tra i vostri contatti si unisce a Twitter, riceverete una notifica così da poterli seguire subito.

    Twitter, come spesso abbiamo sottolineato, ha la necessità di rendere la piattaforma più facile da usare per tutti e anche l’introduzione di una funzionalità come questa può essere utile. Gli utenti sono più portati adesso a seguire altri utenti, in base alle caratteristiche che abbiamo appena elencato, e di conseguenza la timeline potrà essere più interessante. Tutto questo si traduce quindi non solo in facilità di utilizzo, ma anche in maggiore coinvolgimento degli utenti.

    Per visualizzare la nuova funzionalità “Connetti”, rilasciata da oggi, è utile aggiornare la propria app per iOS e Android.

  • Facebook è ad oggi un Ecosistema e crescerà ancora

    Facebook è ad oggi un Ecosistema e crescerà ancora

    In occasione dell’annuale conferenza per gli sviluppatori di Facebook, F8 2016, il fondatore e CEO Mark Zuckerberg ha tracciato la roadmap per i prossimi dieci anni. Facebook oggi non è più “solo” un social network, è un Ecosistema. E crescerà ancora puntando alla realtà virtuale e all’intelligenza artificiale.

    Quella di ieri è stata sicuramente una delle più attese, ma soprattutto una delle più interessanti, conferenze per gli sviluppatori di Facebook, F8, degli ultimi anni. In occasione appunto della F8 2016, Mark Zuckerberg, fondatore e CEO del social network, oggi un’azienda quotata in borsa e tra le più importanti aziende in termini valore (oltre 300 miliardi di dollari), ha tracciato la roadmap per i prossimi dieci anni. Un piano di sviluppo che rivela a chiare lettere gran parte di azioni che già si conoscevano, ma che trovano un altro significato presentate come traccia per i prossimi anni a venire.

    facebook ecosistema

    La prima cosa, il primo concetto che appare ormai chiaro a tutti, ma che Zuckerberg ha, giustamente tenuto a sottolineare, è che Facebook è un Ecosistema, il complesso più grande dentro al quale esistono e si formano realtà più o meno grandi, ma tutte all’interno dello stesso contenitore. Facebook dunque non è più “solo e soltanto” un social network, ma è molto di più. E le dimensioni di questo ecosistema che continuerà a svilupparsi le ha tracciate ieri proprio il suo fondatore, perseguendo l’obiettivo di connetter tutti nel mondo e aggiungendo anche la possibilità di condividere qualsiasi cosa con tutti. Questi due concetti sono alla base del prossimo sviluppo dell’Ecosistema Facebook.

    [Qui trovate un resoconto completo di tutte le novità presentate ieri]

    E lo sviluppo passa attraverso delle fasi già prestabilite che spiegano molte delle novità lanciate in queste ultime settimane. Quindi consolidamento dei prodotti come WhastApp e Messenger che insieme veicolano 60 miliardi di messaggi al giorno, il triplo degli SMS.

    Puntare sui Video, cosa che abbiamo già sottolineato in queste settimane come contenuto, che sarà aperto anche alle API, che dovrà fare da traino per i prossimi 5 anni.

    Lo sviluppo passa anche attraverso la Search, forse ancora poco considerato, ma obiettivo di Facebook è competere in questo ambito anche con Google, fino il motore di ricerca per eccellenza.

    L’Ecosistema Facebook farà perno anche su questo elemento per fare in modo che tutta l’esperienza dell’utente rimanga all’interno del social network, ma che arrivi anche verso il social network.

    Interessante il pulsante Save che permetterà di salvare qualsiasi contenuto per poi fruirne su Facebook. La piattaforma che punta a contenere qualsiasi tipo di esperienza.

    facebook ecosistema save tasto

    Per non parlare di Messenger che avevamo definito di recente piattaforma di utilità, per via dei tanto strumenti attivati dalla piattaforma, che verrà potenziata con l’intelligenza artificiale.

    Ieri è stato annunciato infatti la disponibilità di attivare chatbot su Messenger, una possibilità che va nella direzione di rendere sempre più immediata la relazione tra utente e azienda.

    Ma lo sviluppo trova il suo core entro i 10 anni quando sarà a pieno regime il disegno che ha in mente Zuckerberg, ossia quello della realtà virtuale. La possibilità di condividere “esperienze social”, come ha detto ieri Zuckerberg, da qualsiasi luogo ci troviamo.

    È questo il prossimo futuro di Facebook. E sorge spontanea una considerazione da fare, dal punto di vista del business. È opportuno che le aziende comincino a rendersi conto di questo cambiamento, di questo sviluppo. Se proprio non strettamente legato a Facebook, è bene cominciare a prendere dimestichezza con questo tipo di novità perchè il futuro è già arrivato ed è altrove, non certamente solo nell’utilizzo della mail.

    E voi che ne pensate?

  • Vino e digitale 2016: meglio sui social e ancora poco mobile

    Vino e digitale 2016: meglio sui social e ancora poco mobile

    Sta per iniziare la 50° edizione di Vinitaly e allora vediamo, con l’interessante analisi e infografica di AQuest, come le aziende del settore del vino oggi usano il web per comunicare. Su 37 aziende vinicole analizzate solo il 43% ha un sito responsive e il 59,5% è attivo sui social media.

    Da domani prende il via a Verona la 50° edizione di Vinitaly, una delle più importanti manifestazioni al mondo dedicate al vino. E proprio in occasione di questo grande evento, torniamo al nostro interesse nel verificare come le aziende del vino usano il web per comunicare. Già in passato abbiamo analizzato questo settore verificando una certa crescita nell’uso del web e dei social media, anche se resta ancora da fare molto. E lo vediamo anche con questa bella analisi, con relativa infografica di AQuest, una delle più importanti agenzie digital creative in Italia, che ci offre ancora una volta l’occasione di indagare il settore.

    vino digitale social media

    Le aziende produttrici di vino stanno cominciando a comprendere meglio che nell’usare il web e i social media non ci si limita solo a raccontare una storia, ma serve raccontare e trasmettere, soprattutto, l’esperienza che sta intorno al mondo del vino. E farla vivere questa esperienza agli utenti e consumatori che oggi sono sicuramente più esigenti di un tempo. L’analisi di AQuest ci restituisce un quadro in cui le aziende, almeno le principali aziende del settore del vino in Italia, stanno andando in questa direzione. Anche se resta ancora da fare molto. Guardiamo insieme allora qualche dato rimandandovi comunque all’infografica in basso al post.

    L’analisi di AQuest si sviluppa prendendo in esame 37 tra le principali aziende del settore del vino indagando la presenza online di queste aziende quindi: sito web e social media.

    Aziende produttrici di vino e sito web

    Ad oggi il 43% delle aziende produttrici di vino ha un sito mobile friendly, l’8% ha un sito mobile, ma quasi la metà, il 49%, ha ancora un sito mobile unfriendly quindi non ottimizzato per la navigazione web dai dispositivi mobili. Il 51%, quindi la maggioranza, dei siti analizzati presenta un livello di velocità di caricamento delle pagine ottimale; il 27% presenta un livello di velocità media; mentre il 22% presenta ancora dei problemi da questo punto di vista (14% lento; 8% molto lento). Interessante l’analisi anche dal punto di vista della SEO: solo il 30% ha un sito SEO friendly. Il il 27% presenta un sito con un livello SEO avanzato, un altro 27% ha un livello SEO base, mentre il 16% presenta un livello minimo o nessun livello SEO. Altro dato che l’analisi evidenzia è che quasi la metà dei siti presi in esame ottiene meno di 500 backlinks.

    Come le aziende del vino usano i Social Media

    Passiamo adesso a vedere come le aziende italiane del settore del vino usano i Social Media.

    Ebbene dall’analisi di AQuest risulta che il 59,5% delle aziende del settore sono attive sui Social Media, quindi di potrebbe dire che il risultato potrebbe essere interpretato in maniera positiva, infatti si parla della maggioranza delle aziende analizzate. Ma questo stesso dato può essere anche interpretato in maniera non troppo positiva se viene messo in relazione con il fatto che ancora il 40,5% non sfrutta le potenzialità dei Social Media per comunicare e, come si diceva prima, per trasmettere l’esperienza. E forse vale in questo caso ricordare, come avevamo visto in un’altra analisi, che è vero che migliora l’utilizzo di questi strumenti da parte delle aziende del vino, ma è ancora un utilizzo che punta alla quantità piuttosto che alla qualità. Non serve produrre contenuti e informazioni in serie se da questi stessi contenuti non si trasmette l’esperienza del vino, del proprio modo di intendere e raccontare il vino, e se non si costruiscono Relazioni.

    L’analisi evidenzia anche che queste aziende stanno cominciando ad usare la modalità video come strumento di promozione rilevando che in media un contenuto video viene visualizzato 728 volte.

    Infine, l’analisi ci offre anche alcuni dati relativi ai brand più seguiti e più attivi sui social media. Tra i più seguiti vediamo Frescobaldi, Ca’ del Bosco e Mionetto; mentre tra i brand del vino più attivi vediamo Zonin, Frescobaldi e Masi Agricola.

    Allora, che ne pensate di questi dati? Raccontateci la vostra opinione e anche la vostra esperienza.

    Infografica Vino digitale AQuest

  • Le Top Twitter Campaigns di febbraio sono di Ceres e Ford Italia

    Le Top Twitter Campaigns di febbraio sono di Ceres e Ford Italia

    L’Osservatorio di Blogmeter ha diffuso i dati che riguardano le Top Twitter Campaigns, le migliori campagne a 140 caratteri, del mese di febbraio 2016. La migliore è quella di Ceres, #SanremoCeres, seguita da quella di Ford Italia, #FordSocialR.

    L’Osservatorio di Blogmeter ha diffuso in questi giorni le Top Twitter Campaigns, le migliori campagne a 140 caratteri, del mese di febbraio 2016. L’analisi delle campagne è stata effettuata tenendo conto di oltre mille campagne hashtag monitorate nel periodo. E dall’analisi viene fuori che la migliore campagna a 140 caratteri è stata quella di Ceres, il famoso brand che utilizza per la sua comunicazione online un tono molto ironico e irriverente: #SanremoCeres. Con questa campagna il brand danese aveva invitato i suoi utenti a seguire il Festival di Sanremo promettendo di stendere i tweet più divertenti dal balcone di fianco al Teatro Ariston. La campagna ha generato 36.600 tweet da 10 mila autori unici e l’account di Ceres è risultato il più retwittato del mese. Sulla base dei risultati in termini di visibilità e interazioni emerge che per ottenere gli stessi risultati si sarebbero dovuti investire 36 mila euro.

    Al secondo posto si piazza la campagna di Ford Italia, #FordSocialR, con 20.600 tweet che hanno generato un numero enorme di visualizzazioni: 122 milioni. Gli autori unici sono stati 2.500. Per ottenere i risultati di questa campagna, si sarebbero dovuti spendere 29 mila euro.

    Terzo posto invece per #MilluminoDiMeno, la campagna di sensibilizzazione al risparmio energetico lanciata dal programma di Radio 2 Caterpillar, che ha generato 11.000 tweet, la maggior parte dei quali pubblicati il 19 febbraio, in occasione della Giornata del risparmio energetico. Gli autori unici sono stati 6.100 e il costo della campagna, per ottenere questi risultati, sarebbe di 18 mila euro.

    campagne twitter febbraio 2016 grafico

    Scorrendo la classifica delle migliori campagne su Twitter nel mese di febbraio 2016, vediamo che al quarto e quinto posto si piazzano due campagna con a tema San Valentino e sono quelle di #BacioDautore, la campagna social con cui Libreriamo ha chiesto agli utenti di esprimere il proprio amore per la cultura attraverso opere d’arte, fotografie d’autore, libri e scene cinematografiche: 8.500 tweet, 3.200 autori unici e costo della campagna di 13 mila euro. Segue poi la campagna di Baci Perugina, #UnBacioMagnifico, per celebrare San Valentino attraverso la limited edition di cartigli contenenti frasi di canzoni e tatuaggi di Fedez, con il risultato di 7.000 tweet e 3.500 autori unici, che ha pubblicato anche il tweet più ritwittato di questa edizione di Top Twitter Campaigns. Costo della campagna sarebbe di 10 mila euro.

    Da segnalare anche la campagna dell’Unicef Italia, #TuttiGiùPerTerra, per dire basta alle morti di piccoli innocenti in mare, con 8.500 tweet da 2 mila autori unici e 10 mila euro il costo della campagna. E quella di Amnesty Italia, #VeritàperGiulio, per chiedere chiarezza sull’omicidio di Giulio Regeni, con 5.100 tweet da 2.500 autori e un costo della campagna che sarebbe di 7 mila euro.

    E voi che ne pensate?

    campagne twitter febbraio 2016 infografica

  • Instagram: coinvolgimento in calo, ecco l’algoritmo

    Instagram: coinvolgimento in calo, ecco l’algoritmo

    Instagram ha annunciato ieri l’inizio della sperimentazione di un algoritmo che mostrerà agli utenti i contenuti più interessati. E in contemporanea Quintly ha pubblicato uno studio che dimostra come nel corso del 2015 il coinvolgimento sui contenuti sia calato.

    La notizia interessante di oggi è che Instragram ha annunciato con un post sul blog ufficiale che sta cominciando a sperimentare, da ieri, l’introduzione di un algoritmo che regolerà la visualizzazioni dei contenuti in base a quello che l’utente ritiene essere più interessante.

    La visualizzazione sarà quindi centrata sulla qualità dei contenuti e potremo dire quindi addio alla visualizzazione cronologica che fino ad ora aveva caratterizzato la piattaforma. Al momento non si conosce il numero degli utenti che stanno sperimentando la novità.

    È una modifica sostanziale per quanto riguarda la piattaforma, una di quelle modifiche che gli addetti ai lavori sapevano benissimo che sarebbe arrivata, era infatti solo questione di tempo.

    Instagram in questo modo di allinea alle recenti modifiche apportate da Facebook a da Twitter, ad esempio, che un mese fa ha introdotto la visualizzazione della timeline sulla base degli interessi degli utenti, modalità comunque opzionabile.

    Cosa comporta la modifica dell’algoritmo per Instagram? E’, come dicevamo prima, una modifica notevole, attesa anche per via delle dimensioni crescenti della piattaforma. Ricordiamo che la base utenti ad oggi supera i 400 milioni di utenti. Ma non è solo questa la motivazione.

    Nel post ufficiale Instagram fa sapere che il 70% degli utenti, in media, rischia di perdere contenuti interessanti dal proprio feed. Con questa sperimentazione il risultato sarà quello di vedere in alto contenuti degli account che seguiamo più in alto di quelli che ci interessano meno.

    Si capovolge quindi la visualizzazione dei contenuti, quindi il feed a cui eravamo stati abituati. Del resto il fondatore Kevi Systrom al New York Times ha detto che quello che si punta a fare “è che il 30% che si vede sia il 30% migliore possibile”.

    Ma quasi in contemporanea con l’annuncio di Instagram è stato pubblicato uno studio di Quintly che in effetti aiuta a capire meglio sul perchè Instagram abbia deciso di introdurre un algoritmo per fare in modo che gli utenti possano visualizzare il contenuto migliore possibile in base ai suoi interessi.

    instagram calo coinvolgimento algoritmo

    E dall’interessate studio, realizzato sull’analisi di 10 mila account, viene fuori che nel corso del 2015 se da un lato i brand hanno aumentato la frequenza a il numero di post pubblicati, dall’altro viene rilevato che il coinvolgimento è in calo.

    Quindi, se in media si pubblicano 1,04 messaggi al giorno (in crescita dallo 0,84), l’engagement passa dal 4,96 al 3,10 nel corso dell’anno. Lo studio rivela che l’interazione sembra diminuire anche in relazione ad un aumento dei follower da parte di un account.

    Una modifica della visualizzazione del feed potrebbe aiutare i brand a recuperare il coinvolgimento perso in questi ultimi 12 mesi.

    Instagram con l’introduzione dell’algoritmo dimostra di essere diventato più maturo, quasi adulto, e il calo progressivo dell’engagement è il segnale inconfutabile.

    È evidente che la pubblicazione dello studio non faccia altro che confermare quello che Instagram sapeva già, e l’annuncio di ieri lo dimostra benissimo.

    Gli utenti più affezionati al feed cronologico resteranno inizialmente scontenti, forse incentivati anche a migliorare i propri contenuti.

    E voi che ne pensate?

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