Categoria: Social Media

In questa categoria trovate articoli che riportano dati e ricerche sul mondo dei Social Media. Dal numero di utenti connessi, al tempo trascorso su ciascun social network

  • Vino e digitale 2016: meglio sui social e ancora poco mobile

    Vino e digitale 2016: meglio sui social e ancora poco mobile

    Sta per iniziare la 50° edizione di Vinitaly e allora vediamo, con l’interessante analisi e infografica di AQuest, come le aziende del settore del vino oggi usano il web per comunicare. Su 37 aziende vinicole analizzate solo il 43% ha un sito responsive e il 59,5% è attivo sui social media.

    Da domani prende il via a Verona la 50° edizione di Vinitaly, una delle più importanti manifestazioni al mondo dedicate al vino. E proprio in occasione di questo grande evento, torniamo al nostro interesse nel verificare come le aziende del vino usano il web per comunicare. Già in passato abbiamo analizzato questo settore verificando una certa crescita nell’uso del web e dei social media, anche se resta ancora da fare molto. E lo vediamo anche con questa bella analisi, con relativa infografica di AQuest, una delle più importanti agenzie digital creative in Italia, che ci offre ancora una volta l’occasione di indagare il settore.

    vino digitale social media

    Le aziende produttrici di vino stanno cominciando a comprendere meglio che nell’usare il web e i social media non ci si limita solo a raccontare una storia, ma serve raccontare e trasmettere, soprattutto, l’esperienza che sta intorno al mondo del vino. E farla vivere questa esperienza agli utenti e consumatori che oggi sono sicuramente più esigenti di un tempo. L’analisi di AQuest ci restituisce un quadro in cui le aziende, almeno le principali aziende del settore del vino in Italia, stanno andando in questa direzione. Anche se resta ancora da fare molto. Guardiamo insieme allora qualche dato rimandandovi comunque all’infografica in basso al post.

    L’analisi di AQuest si sviluppa prendendo in esame 37 tra le principali aziende del settore del vino indagando la presenza online di queste aziende quindi: sito web e social media.

    Aziende produttrici di vino e sito web

    Ad oggi il 43% delle aziende produttrici di vino ha un sito mobile friendly, l’8% ha un sito mobile, ma quasi la metà, il 49%, ha ancora un sito mobile unfriendly quindi non ottimizzato per la navigazione web dai dispositivi mobili. Il 51%, quindi la maggioranza, dei siti analizzati presenta un livello di velocità di caricamento delle pagine ottimale; il 27% presenta un livello di velocità media; mentre il 22% presenta ancora dei problemi da questo punto di vista (14% lento; 8% molto lento). Interessante l’analisi anche dal punto di vista della SEO: solo il 30% ha un sito SEO friendly. Il il 27% presenta un sito con un livello SEO avanzato, un altro 27% ha un livello SEO base, mentre il 16% presenta un livello minimo o nessun livello SEO. Altro dato che l’analisi evidenzia è che quasi la metà dei siti presi in esame ottiene meno di 500 backlinks.

    Come le aziende del vino usano i Social Media

    Passiamo adesso a vedere come le aziende italiane del settore del vino usano i Social Media.

    Ebbene dall’analisi di AQuest risulta che il 59,5% delle aziende del settore sono attive sui Social Media, quindi di potrebbe dire che il risultato potrebbe essere interpretato in maniera positiva, infatti si parla della maggioranza delle aziende analizzate. Ma questo stesso dato può essere anche interpretato in maniera non troppo positiva se viene messo in relazione con il fatto che ancora il 40,5% non sfrutta le potenzialità dei Social Media per comunicare e, come si diceva prima, per trasmettere l’esperienza. E forse vale in questo caso ricordare, come avevamo visto in un’altra analisi, che è vero che migliora l’utilizzo di questi strumenti da parte delle aziende del vino, ma è ancora un utilizzo che punta alla quantità piuttosto che alla qualità. Non serve produrre contenuti e informazioni in serie se da questi stessi contenuti non si trasmette l’esperienza del vino, del proprio modo di intendere e raccontare il vino, e se non si costruiscono Relazioni.

    L’analisi evidenzia anche che queste aziende stanno cominciando ad usare la modalità video come strumento di promozione rilevando che in media un contenuto video viene visualizzato 728 volte.

    Infine, l’analisi ci offre anche alcuni dati relativi ai brand più seguiti e più attivi sui social media. Tra i più seguiti vediamo Frescobaldi, Ca’ del Bosco e Mionetto; mentre tra i brand del vino più attivi vediamo Zonin, Frescobaldi e Masi Agricola.

    Allora, che ne pensate di questi dati? Raccontateci la vostra opinione e anche la vostra esperienza.

    Infografica Vino digitale AQuest

  • Le Top Twitter Campaigns di febbraio sono di Ceres e Ford Italia

    Le Top Twitter Campaigns di febbraio sono di Ceres e Ford Italia

    L’Osservatorio di Blogmeter ha diffuso i dati che riguardano le Top Twitter Campaigns, le migliori campagne a 140 caratteri, del mese di febbraio 2016. La migliore è quella di Ceres, #SanremoCeres, seguita da quella di Ford Italia, #FordSocialR.

    L’Osservatorio di Blogmeter ha diffuso in questi giorni le Top Twitter Campaigns, le migliori campagne a 140 caratteri, del mese di febbraio 2016. L’analisi delle campagne è stata effettuata tenendo conto di oltre mille campagne hashtag monitorate nel periodo. E dall’analisi viene fuori che la migliore campagna a 140 caratteri è stata quella di Ceres, il famoso brand che utilizza per la sua comunicazione online un tono molto ironico e irriverente: #SanremoCeres. Con questa campagna il brand danese aveva invitato i suoi utenti a seguire il Festival di Sanremo promettendo di stendere i tweet più divertenti dal balcone di fianco al Teatro Ariston. La campagna ha generato 36.600 tweet da 10 mila autori unici e l’account di Ceres è risultato il più retwittato del mese. Sulla base dei risultati in termini di visibilità e interazioni emerge che per ottenere gli stessi risultati si sarebbero dovuti investire 36 mila euro.

    Al secondo posto si piazza la campagna di Ford Italia, #FordSocialR, con 20.600 tweet che hanno generato un numero enorme di visualizzazioni: 122 milioni. Gli autori unici sono stati 2.500. Per ottenere i risultati di questa campagna, si sarebbero dovuti spendere 29 mila euro.

    Terzo posto invece per #MilluminoDiMeno, la campagna di sensibilizzazione al risparmio energetico lanciata dal programma di Radio 2 Caterpillar, che ha generato 11.000 tweet, la maggior parte dei quali pubblicati il 19 febbraio, in occasione della Giornata del risparmio energetico. Gli autori unici sono stati 6.100 e il costo della campagna, per ottenere questi risultati, sarebbe di 18 mila euro.

    campagne twitter febbraio 2016 grafico

    Scorrendo la classifica delle migliori campagne su Twitter nel mese di febbraio 2016, vediamo che al quarto e quinto posto si piazzano due campagna con a tema San Valentino e sono quelle di #BacioDautore, la campagna social con cui Libreriamo ha chiesto agli utenti di esprimere il proprio amore per la cultura attraverso opere d’arte, fotografie d’autore, libri e scene cinematografiche: 8.500 tweet, 3.200 autori unici e costo della campagna di 13 mila euro. Segue poi la campagna di Baci Perugina, #UnBacioMagnifico, per celebrare San Valentino attraverso la limited edition di cartigli contenenti frasi di canzoni e tatuaggi di Fedez, con il risultato di 7.000 tweet e 3.500 autori unici, che ha pubblicato anche il tweet più ritwittato di questa edizione di Top Twitter Campaigns. Costo della campagna sarebbe di 10 mila euro.

    Da segnalare anche la campagna dell’Unicef Italia, #TuttiGiùPerTerra, per dire basta alle morti di piccoli innocenti in mare, con 8.500 tweet da 2 mila autori unici e 10 mila euro il costo della campagna. E quella di Amnesty Italia, #VeritàperGiulio, per chiedere chiarezza sull’omicidio di Giulio Regeni, con 5.100 tweet da 2.500 autori e un costo della campagna che sarebbe di 7 mila euro.

    E voi che ne pensate?

    campagne twitter febbraio 2016 infografica

  • Instagram: coinvolgimento in calo, ecco l’algoritmo

    Instagram: coinvolgimento in calo, ecco l’algoritmo

    Instagram ha annunciato ieri l’inizio della sperimentazione di un algoritmo che mostrerà agli utenti i contenuti più interessati. E in contemporanea Quintly ha pubblicato uno studio che dimostra come nel corso del 2015 il coinvolgimento sui contenuti sia calato.

    La notizia interessante di oggi è che Instragram ha annunciato con un post sul blog ufficiale che sta cominciando a sperimentare, da ieri, l’introduzione di un algoritmo che regolerà la visualizzazioni dei contenuti in base a quello che l’utente ritiene essere più interessante.

    La visualizzazione sarà quindi centrata sulla qualità dei contenuti e potremo dire quindi addio alla visualizzazione cronologica che fino ad ora aveva caratterizzato la piattaforma. Al momento non si conosce il numero degli utenti che stanno sperimentando la novità.

    È una modifica sostanziale per quanto riguarda la piattaforma, una di quelle modifiche che gli addetti ai lavori sapevano benissimo che sarebbe arrivata, era infatti solo questione di tempo.

    Instagram in questo modo di allinea alle recenti modifiche apportate da Facebook a da Twitter, ad esempio, che un mese fa ha introdotto la visualizzazione della timeline sulla base degli interessi degli utenti, modalità comunque opzionabile.

    Cosa comporta la modifica dell’algoritmo per Instagram? E’, come dicevamo prima, una modifica notevole, attesa anche per via delle dimensioni crescenti della piattaforma. Ricordiamo che la base utenti ad oggi supera i 400 milioni di utenti. Ma non è solo questa la motivazione.

    Nel post ufficiale Instagram fa sapere che il 70% degli utenti, in media, rischia di perdere contenuti interessanti dal proprio feed. Con questa sperimentazione il risultato sarà quello di vedere in alto contenuti degli account che seguiamo più in alto di quelli che ci interessano meno.

    Si capovolge quindi la visualizzazione dei contenuti, quindi il feed a cui eravamo stati abituati. Del resto il fondatore Kevi Systrom al New York Times ha detto che quello che si punta a fare “è che il 30% che si vede sia il 30% migliore possibile”.

    Ma quasi in contemporanea con l’annuncio di Instagram è stato pubblicato uno studio di Quintly che in effetti aiuta a capire meglio sul perchè Instagram abbia deciso di introdurre un algoritmo per fare in modo che gli utenti possano visualizzare il contenuto migliore possibile in base ai suoi interessi.

    instagram calo coinvolgimento algoritmo

    E dall’interessate studio, realizzato sull’analisi di 10 mila account, viene fuori che nel corso del 2015 se da un lato i brand hanno aumentato la frequenza a il numero di post pubblicati, dall’altro viene rilevato che il coinvolgimento è in calo.

    Quindi, se in media si pubblicano 1,04 messaggi al giorno (in crescita dallo 0,84), l’engagement passa dal 4,96 al 3,10 nel corso dell’anno. Lo studio rivela che l’interazione sembra diminuire anche in relazione ad un aumento dei follower da parte di un account.

    Una modifica della visualizzazione del feed potrebbe aiutare i brand a recuperare il coinvolgimento perso in questi ultimi 12 mesi.

    Instagram con l’introduzione dell’algoritmo dimostra di essere diventato più maturo, quasi adulto, e il calo progressivo dell’engagement è il segnale inconfutabile.

    È evidente che la pubblicazione dello studio non faccia altro che confermare quello che Instagram sapeva già, e l’annuncio di ieri lo dimostra benissimo.

    Gli utenti più affezionati al feed cronologico resteranno inizialmente scontenti, forse incentivati anche a migliorare i propri contenuti.

    E voi che ne pensate?

  • I brand del settore assicurativo più forti sui Social Media

    I brand del settore assicurativo più forti sui Social Media

    Nuova ed interessante analisi, ad opera di Blogmeter, che prende in esame il settore assicurativo per verificare quali sono i brand più forti sui Social Media. Su Facebook spiccano Generali e Real Mutua, mentre su Twitter i leader sono AXA e Unipol.

    Quella che vi proponiamo oggi è una nuova ed interessante analisi ad opera dell’Osservatorio Top Brands di Blogmeter che prende in esame, questa volta, il settore assicurativo. L’analisi risulta quindi molto utile per comprendere come i brand assicurativi approcciano e usano i Social Media per comunicare meglio ciò che fanno e soprattutto per creare una più diretta Relazione con i propri clienti, trattandosi di un settore molto particolare da questo punto di vista.

    social media settore assicurativo @franzrusso.it 2016

    I brand del settore assicurativo su Facebook

    E quindi cominciamo a vedere i brand del settore assicurativo su Facebook, dove si registra l’ottima performance di Reale Mutua che ottiene il primo posto per page engagement attraverso la campagna Realmente Protetti, che ha coinvolto la community con numerosi consigli sulla vita di tutti i giorni. Nelle successive posizioni, si avvicendano tre profili che fanno parte del Gruppo Generali: innanzitutto Genertel, il ramo assicurativo online del gruppo che conquista gli utenti di Facebook con uno stile comunicativo ironico e divertente. Al terzo posto, Generali che colleziona un picco di interazioni con la notizia dei riconoscimenti ottenuti per la convenienza e l’assistenza ai clienti che la compagnia offre. E poi, in quarta posizione, Europ Assistance grazie alle numerose iniziative realizzate dalla compagnia di assistenza francese.

    Il brand UnipolSai Assicurazioni è in quinta posizione ma si distingue particolarmente anche su Twitter.

    Per quanto riguarda i nuovi fan, in prima posizione troviamo il marchio Aviva: la compagnia assicurativa britannica genera un elevato numero di nuovi fan in occasione dell’iniziativa “Viva le Donne”, in partnership con LILT Milano. In seconda posizione si piazza Alleanza Assicurazioni, un altro brand del gruppo Generali, e al terzo posto Genialloyd che colleziona la maggior parte delle interazioni con il post attraverso il quale ringrazia i suoi numerosi utenti per averli scelti. Chiudono la classifica Linear Assicurazioni e Conte.it.

    I brand del settore assicurativo su Twitter

    Su Twitter il maggior numero di interazioni totali lo ottiene il gruppo assicurativo AXA che si piazza in seconda posizione anche per numero di nuovi fan grazie soprattutto alla partnership con Blablacar, molto apprezzata. A distinguersi nelle classifiche di Twitter sono anche i profili di Unipol: in particolare Unipol Group PR, primo per nuovi fan e terzo per engagement, è il profilo ufficiale del gruppo che fa il pieno di interazioni con la campagna #nessunodasolo. Segue poi UnipolSai Corporate, secondo per engagement e terzo per nuovi fan, con cui Unipol promuove tutte le iniziative aziendali di CSR e ancora UnipolSai Assicurazioni, quinto per new fan, che è il profilo interamente dedicato al mondo delle assicurazioni.

    Val la pena di segnalare le ottime performance in termini di engagement di #VediamoPositivo, l’iniziativa concorsuale di Generali che mette in palio diversi premi, che si piazza quarta per engagement e Realmente Protetti, quinto brand più coinvolgente di Twitter. In quarta posizione per nuovi fan segnaliamo anche il gruppo assicurativo italiano Sace.

    Allora, questi i dati rilevati da Blogmeter. E voi che ne pensate?

    infografica social media settore assicurativo

  • Twitter, il motore di ricerca delle GIF è disponibile anche in Italia

    Twitter, il motore di ricerca delle GIF è disponibile anche in Italia

    Annunciato una settimana fa, il motore di ricerca delle GIF è disponibile anche in Italia. Il motore appare una volta cliccata l’icona “GIF” e si accede a una serie di GIF per categoria. Il motore di ricerca è stato realizzato in collaborazione con GIPHY e Riffsy. La condivisione è possibile sia via tweet che via DM.

    Dopo esattamente una settimana dall’annuncio ufficiale da parte di Twitter, il motore di ricerca di GIF sulla piattaforma a 140 caratteri è disponibile anche per il nostro paese. Grazie agli screenshot da iOS che ci ha inviato Il Sognivendolo possiamo vedere come questo motore, nato in collaborazione con GIPHY e Riffsy, appare sulle app.

    Una volta che si clicca sull’icona GIF che appare sulla vostra app, si apre il motore di ricerca che offre centinaia di immagini animate suddivise per categorie. Dalle immagini che ci ha mandato @sognivendolo si vedono decine di categorie, e ce n’è per tutti i gusti. Tanto per citarne alcune: “Applausi”, “Non puoi farci niente”, “Aww”, “Danza”, “Non voglio”, “Deluso”, “Batti il pugno”. E una volta scelta una categoria si ha accesso a decine di GIF per cui c’è davvero l’imbarazzo della scelta.


    twitter gif @sognivendolo @franzrusso.it 2016

    Questo è quello che appare invece una volta cliccato sulla categoria “Applausi”:

    twitter gif applausi @sognivendolo @franzrusso.it 2016

    A cosa servirà un motore di ricerca per le GIF su Twitter? Certamente ad allinearsi con altre app ma soprattutto potrebbe ritornare molto utile nel contesto della Social TV e Twitter da questo punto di vista è molto forte. E’ sufficiente dare un’occhiata a quello che accade durante trasmissioni televisive molto seguite proprio su Twitter, buona parte dei contenuti sono proprio GIF. Anche se, come sostiene anche @sognivendolo, “avranno comunque sempre meno successo di quel ‘qualcosa’ reso gif all’istante e twittato“.

    Nella presentazione di questo motore di ricerca la settimana scorsa, Twitter aveva dichiarato che lo scorso anno sulla piattaforma erano state condivise 100 milioni di GIF. Ecco il perchè della realizzazione di un motore interno con due partner come Giphy e Riffsy. E proprio Giphy qualche giorno fa annunciato un finanziamento di 55 milioni di dollari che fa lievitare il suo valore a 300 milioni di dollari.

    Il motore di ricerca per GIF sarà disponibile per iOS, Android e su twitter.com

    Allora, vi piacciono le GIF su Twitter?

  • Facebook, il futuro (inquietante) del social è nella Realtà Virtuale

    Facebook, il futuro (inquietante) del social è nella Realtà Virtuale

    Mark Zuckerberg dall’acquisizione di Oculus VR, avvenuta due anni per 2 miliardi di dollari, non ha mai fatto mistero che quello era il segnale che il futuro di Facebook sarebbe stato la Realtà Virtuale. E quel futuro è già qui. A Barcellona proprio Zuckerberg ne ha dato una dimostrazione. E a guardare quella foto un po’ di inquietudine sale.

    Due anni fa, a sorpresa, Facebook acquisiva per 2 miliardi di dollari Oculus VR, startup americana che aveva realizzato lo schermo per la realtà virtuale “Oculus Rift“, uno schermo di 5,6 pollici che è abilitato per la stereoscopia 3d. Era il chiaro segnale che il futuro di Facebook sarebbe stato proprio nella Realtà Virtuale, quella social, anche se ancora non si conosceva quando quel futuro sarebbe arrivato. Questo fino a due giorni fa quando dal Mobile World Congress di Barcellona, Zuckerberg irrompe sulla scena in occasione della presentazione aperta alla stampa di Samsung, in una platea di giornalisti tutti dotati del visore per la Realtà Virtuale.

    La foto che lui stesso ha condiviso su Facebook è la prova più evidente che ormai quel futuro è già qui. Una foto che a guardarla bene fa un certo effetto.

    Dal corridoio della sala, in mezzo ai giornalisti (i quali non sapevano nulla) dotati di visore, si vede Zuckerberg che ha un’espressione certamente soddisfatta, ma tutti non si curano della sua presenza, immersi in un altro mondo. Lui passa alla loro destra, mentre quasi tutti sono girati dalla parte opposta.

    Una scena quasi surreale che in molti hanno paragonato a Matrix. Una scena che dà l’idea di quello che sarà la Realtà Virtuale Social, un networking di persone riprodotto in un mondo non reale, totalmente ricostruito, simulato.

    Zuckerberg realtà virtuale
    (clicca sull’immagine per ingrandire)

    Ed è questo il punto su cui si discute, la simulazione, la realtà non reale attraverso la quale instaurare relazioni tra persone. Se proviamo a pensarci meglio, un passaggio totalmente lontano dalla realtà dell’oggi. Attraverso Facebook instauriamo relazioni che poi sfociano in relazioni dirette, personali nella realtà di tutti i giorni. Come sarà dunque una relazione tra persone in una realtà simulata?

    Zuckerberg ha annunciato che si sta costituendo un team per lavorare proprio sulla realtà virtuale social, anche se non ha rilasciato altre informazioni riguardo alle app al momento allo studio.

    Nell’articolo di presentazione del nuovo corso di Facebook si legge che questo sarà il terreno su cui verranno canalizzati i prossimi investimenti, dopo aver connesso le persone in maniera diretta attraverso Messenger e WhatsApp.

    Con la Realtà Virtuale Social le opportunità di connessione tra amici saranno molte di più al punto da vivere insieme, quindi virtualmente, esperienze che si svolgono in parti del mondo diverse.

    C’è da dire che Facebook non è il solo a puntare sulla Realtà Virtuale, lo stanno facendo anche Google e Microsoft, solo che portare la realtà virtuale in un social network fatto di relazioni e di persone apre effettivamente scenari del tutto nuovi. Quello che era quindi il pallino di Zuckerberg sta per arrivare. E, dopo aver inventato il social network, Zuckerberg vuole passare alla storia come il pioniere della Realtà Virtuale Social.

    Ma voi che ne pensate? Vi affascina o vi inquieta?

  • Twitter, ecco due nuovi strumenti di customer service

    Twitter, ecco due nuovi strumenti di customer service

    Twitter lancia due nuovi strumenti per le aziende in modo da migliorare il loro customer service. L’obiettivo è quindi quello di migliorare le interazioni tre aziende e clienti. Migliora quindi la possibilità di interagire via DM e viene lanciato una nuova feature chiamata Customer Feedback, per agevolare il rilascio dell’opinione del cliente.

    Come ben sappiamo Twitter è una piattaforma dinamica, unica per quanto riguarda l’informazione in real time. Ma ha anche un’altra caratteristica importante che è quella di agevolare, in modo sempre dinamico, una relazione diretta tra gli utenti. E questo è uno degli aspetti che le aziende, sfruttando la piattaforma anche dal punto di vista dell’advertising, apprezzano molto. Tan’tè che Twitter fa sapere che l’80% delle richieste di customer service avvengono proprio sulla piattaforma a 140 caratteri.

    twitter customer service

    E quindi Twitter, tenendo conto di questo dato, ma, e soprattutto, nel tentativo di fare in modo che le aziende possano investire di più sulla piattaforma, lancia due nuovi strumenti di customer service che vanno proprio nella direzione di agevolare la relazione tra cliente e azienda.

    Il primo servizio è la possibilità di inviare un DM (messaggio diretto) già dal tweet in risposta alla richiesta di un utente. Immediatamente sotto il tweet di risposta dell’azienda la cliente comparirà una dicitura “Invia un messaggio privato”, cliccata la quale l’utente verrà indirizzato in una conversazione dirette e immediata con l’azienda. E’ una funzionalità che il cliente apprezzerà molto, ma sarà apprezzata anche dalle aziende che adesso potranno veicolare in maniera più diretta anche le lamentele più pesanti senza che questa possano essere di pubblico dominio.

    DMprompthalf customer service twitter

    La seconda funzionalità che Twitter sta per rilasciare si chiama Customer Feedback, una funzionalità attraverso la quale le aziende possono misurare il livello di efficacia del servizio di assistenza offerto al cliente. Dopo una conversazione privata con l’azienda, il cliente può adesso rilasciare la sua opinione attraverso due formati standard: Net Promoter Score (NPS) e Customer Satisfaction (CSAT). E Twitter sta lavorando per rendere questi strumenti integrati su piattaforma come Hootsuite, Conversocial, Hootsuite, Lithium, Salesforce, Sparkcentral, Spredfast, Sprinklr e Sprout Social.

    NPS Feedback half twitter customer service

    Allora cosa ne pensate?

  • E WhatsApp ora ha 1 miliardo di utenti a livello globale

    E WhatsApp ora ha 1 miliardo di utenti a livello globale

    WhatsApp ha raggiunto un altro grande obiettivo, quello di 1 miliardo di persone che usano attivamente l’app di instant messaging che da poco è diventata gratis per tutti. Un traguardo raggiunto in poco tempo e che davvero in pochi possono vantare.  E intanto lo paghiamo con i nostri dati.

    Era nell’aria e nessuno avrebbe mai pensato che non sarebbe successo. WhatsApp, l’app di instant messaging oggi di proprietà di Facebook, annuncia attraverso il fondatore e CEO Jan Koum di aver raggiunto il traguardo di 1 miliardo di persone. A settembre 2015 erano 900 milioni e ha mantenuto in questi ultimi mesi il ritmo di crescita di 100 milioni ogni 4 mesi, lo stesso ritmo dei precedenti quattro mesi. Quindi una crescita costante, inarrestabile che proietta l’applicazioni verso traguardi che mai nessuno aveva ottenuto prima. Solo poche settimana fa arrivava l’annuncio che WhatsApp diventava totalmente gratuita per tutti confermando, tra l’altro, il suo obiettivo di non aprire l’app alla pubblicità. Cosa che viene confermata ancora oggi.

    whatsapp 1 miliardo di utenti

    Come di consueto, l’annuncio viene dato da Jan Koum su Facebook con un post dove si vede un’immagine che esplicita il traguardo:

    [fb_embed_post href=”https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10153874647095011&set=a.10150731994525011.456435.500035010&type=3&theater/” width=”600″/]

    • 1 miliardo di persone che usano l’app attivamente ogni mese;
    • 42 miliardi di messaggi inviati ogni giorno;
    • 1,6 miliardi di immagini spedite ogni giorno;
    • 1 miliardo di gruppi;
    • 53 lingue supportate dall’app;
    • 250 milioni di video condivisi ogni giorno;
    • 57 ingegneri che lavorano nel team e altri se ne cercano.

    Jan Koum fa l’annuncio anche con un tweet, prendendo in giro, anche lui, il povero Leonardo DiCaprio:

    Dopo questo risultato è molto probabile che anche Messenger, l’altra applicazione di instant messaging di Facebook, possa raggiungere questo traguardo sfruttando anche il volano degli oltre 1 miliardo e mezzo di utenti che usano il social network.

    WhatsApp è stata fondata nel 2009 da Jan Koum, giovane di origini ucraine, arrivato negli Usa nel 1992 assieme alla madre, un esperimento che arriva dopo alcune esperienze fatte in grandi aziende come Ernst & Young, Yahoo! e anche il tentativo di approdare a Facebook.

    Nel 2014, con 450 milioni di utenti, Koum vende a Zuckerberg la sua app per una cifra pari a 16 miliardi di dollari, resta CEO e l’app continua ad andare avanti con la stessa filosofia, ossia niente pubblicità.

    WhatsApp continua a crescere, introduce anche le telefonate e in poco tempo, meno di due anni, arriva a raddoppiare la base utenti. E oggi è completamente gratuita.

    Questa applicazione è forse quella che più di ogni altra ha cambiato il nostro modo di comunicare attraverso un dispositivo. È l’app più usata nel nostro paese. Basta fare un giro sui bus, nelle stazioni, in giro per le vostre città e noterete che chiunque ha la stessa abbassata verso il proprio smartphone. Sta usando proprio WhatsApp.

    È l’app che ha rivoluzionato il nostro modo di usare il telefono dove ora non serve, quasi, neanche più il numero di telefono. E l’utilizzo di tutto questo lo paghiamo, si lo paghiamo, altro che gratis.

    Lo paghiamo dando in cambio i nostri dati, dando in cambio pezzi di noi per avere indietro un’app gratuita, con l’illusione di non pagare nulla.

    Non c’è un diretto scambio di moneta, c’è un diretto scambio di dati, ogni giorno. Dove siamo, cosa facciamo, con chi siamo, tutte informazioni che comunque WhatsApp (e quindi Facebook) utilizza.

    L’importante è farlo in maniera consapevole.

    E voi usate WhatsApp? Raccontateci la vostra esperienza.

  • Social TV, Nielsen da oggi monitora anche Facebook

    Social TV, Nielsen da oggi monitora anche Facebook

    A proposito di Social TV da oggi Nielsen comincerà a monitorare anche le conversazioni su Facebook all’interno della “Social Content Ratings”. Le nuove metriche forniranno, dunque, al mercato dati omogenei e indipendenti. Le nuove misurazioni saranno  disponibili  anche nel nostro paese entro la prima metà di quest’anno.

    Il fenomeno della Social TV nasce e si sviluppa essenzialmente su Twitter, proprio perchè è una piattaforma che per le sue caratteristiche è quella che ha agevolato meglio lo sviluppo del fenomeno. E la gran parte delle misurazioni trovava fondamento proprio si questo canale. Non che non venissero considerate anche altre piattaforme, ma Twitter è sempre che ha restituito i risultati più importanti, sia in termini quantitativi che qualitativi. Ma lo scenario sta cambiando e ce lo conferma la notizia di oggi. Infatti, Nielsen, una delle società più importanti al mondo nella ricerca e analisi di mercato, comincerà a considerare anche le conversazioni, relative a contenuti televisivi, che si sviluppano su Facebook. Quindi verrà arricchita la Nielsen Twitter TV Ratings che da oggi si chiamerà Social Content Ratings e sarà  disponibile  in  Italia  entro  la  prima  metà del 2016 come in tutti i mercati in cui è già presente Nielsen Twitter TV Ratings (USA, Australia e Messico). Successivamente le misurazioni di Nielsen Social Content Ratings saranno ampliate anche alle interazioni su Instagram.

    social tv nielsen social content

    La nuova piattaforma  fornirà una misurazione standardizzata e indipendente delle metriche disponibili per i diversi social media e includerà:

    • Social Media Authorship (post e tweet);
    • Engagement (commenti, like, risposte, retweet, condivisioni);
    • Reach (audience e impression);
    • Demographics (sesso  ed  età).

    Nielsen Social Content Ratings è stato progettato secondo le indicazioni in materia di social media del Media Rating Council (MRC), in collaborazione con IAB, WOMMA e l’American Association of Advertising Agencies (4As).

    Le nuove metriche si baseranno sull’impianto metodologico di rilevazione che Nielsen ha sviluppato negli ultimi tre anni, a partire dall’iniziale accordo con Twitter. E poi, con Nielsen Social Content Ratings saranno disponibili, per la prima volta, metriche aggregate e anonime relative alle conversazioni sui programmi TV che si svolgono su Facebook, inclusi i post condivisi solo con gli amici oltre a quelli postati pubblicamente, nel pieno rispetto della privacy.

    Quindi, con Social Content Ratings, da una parte i broadcaster potranno valutare in maniera ancora più completa l’efficacia delle strategie di coinvolgimento e cogliere al meglio la relazione tra attività sui social e fruizione televisiva, e dall’altra le agenzie e advertiser avranno a disposizione un nuovo strumento per implementare le proprie strategie di planning e buying.

    Grande novità dunque, ma voi commentate i programmai tv anche via Facebook? Fateci sapere cosa ne pensate.

    [l’immagine è stata elaborata liberamente da @franzrusso, qualora i marchi la ritenessero non adeguata sarà rimossa immediatamente]

  • Twitter, nuovo layout per immagini ora in modalità estesa

    Twitter, nuovo layout per immagini ora in modalità estesa

    Con un post sul blog ufficiale, Twitter ha annunciato un nuovo layout per le immagini incorporate nei tweet. Adesso vengono visualizzate in modalità estesa, quindi non più tagliate. Evidentemente per rendere ancora più coinvolgente questa tipologia di contenuto.

    Chissà quante volte avete condiviso su Twitter quell’immagine che secondo voi era perfetta, bellissima e sicuramente coinvolgente. E poi, una volta condivisa, la vedevate tagliata, il che faceva perdere tutto il potenziale di coinvolgimento dell’immagine stessa, e in molti casi era un vero peccato.

    Ebbene, tranquilli perchè da ieri Twitter ha annunciato un nuovo layout per le immagini che vengono condivise all’interno dei tweet, e stavolta le vedremo condivise per intero, così che tutti la possano ammirare interamente e senza tagli.

    twitter layout immagini

    Buona parte dei contenuto condivisi in questo anno, e qualcosa l’abbiamo vista ieri con #YearOnTwitter, sono immagini, in alcuni casi stupende, che poi venivano rovinate da quell’impostazione del layout che interveniva con un taglio che rovinava tutto.

    E’ certamente un incoraggiamento alla condivisione e quindi al coinvolgimento, senza dimenticare che proprio l’immagine su Twitter resta ancora la tipologia di contenuto più condivisa su Twitter, anche più dei video. Solo nel 2014 le immagini tendevano ad essere retwittate più dei video: 128% di RT per le immagini contro 49% di RT per i video.

    Certo, nel corso di quest’anno Twitter ha introdotto una serie di novità per incrementare l’utilizzo dei video, come l’autoplay dei video oppure l’averli resi incorporabili, ma le immagini restano, per ora, il contenuto che funziona meglio, e quindi vale la pena di introdurre questo nuovo layout che le valorizza. Poi, quando sapremo i valori relativi alle tipologie di contenuti più condivisi nel 2015, faremo altre valutazioni.

    E comunque Twitter si accoda ad altri social network che hanno modificato il modo di condividere le immagini, come Facebook che ha introdotto i Collages, qualche giorno fa, o come Instagram che proprio di recente ha introdotto la possibilità di condividere le immagini non più solo quadrate, ma anche verticali.

    E’ chiaro che tutte queste modifiche vanno nella direzione di Moments, la sezione che consente di seguire le storie che vengono raccontate su Twitter mettendo insieme tutte le tipologie di contenuti alle quali le stesse storie fanno riferimento, comprese quindi le immagini.

    twitter layout immagini 1

    La novità del nuovo layout che visualizza le immagini per estese riguarderà anche i tweet con più immagini allegate.

    Al momento la novità riguarda solo Twitter.com ed è già stata rilasciata, se non la visualizzate da subito lo sarà nelle prossime ore.

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