Categoria: Social Media

In questa categoria trovate articoli che riportano dati e ricerche sul mondo dei Social Media. Dal numero di utenti connessi, al tempo trascorso su ciascun social network

  • Ecco i migliori brand e media su Facebook e Twitter a Ottobre 2014

    Ecco i migliori brand e media su Facebook e Twitter a Ottobre 2014

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    Nuova indagine, unitaria, a cura di Blogmeter che ci mostra quelli che sono stati i brand e i media che si sono distinti nel mese di Ottobre 2014, su Facebook e su Twitter. Nel mese considerato, spiccano le pagine di ScuolaZoo, Fanpage.it e Caffeina, mentre su Twitter la regina è la Juventus, ma fanno bene anche X Factor e Repubblica

    Nuova indagine di Blogmeter che per i migliori brand e media del mese di Ottobre mette insieme i dati raccolti su Facebook e su Twitter. Uno sguardo unitario, appunto, che ci permette di vedere quali brand e quali media usano meglio i social media per conversare, comunicare, in una parola, interagire con il proprio pubblico di riferimento. La ricerca considera i 200 migliori brand e media su Facebook e Twitter: il panel di riferimento è composto da più di 3 mila pagine Facebook italiane e più di 2.300 profili Twitter.

    Su Facebook

    E cominciamo subito a vedere chi si è distinto su Facebook.

    Come già successo in altre analisi, anche nel mese di Ottobre 2014 spicca la pagine si ScuolaZoo che si conferma il brand più coinvolgente del mese grazie alla varietà dei contenuti e allo stile accattivante. La leadership viene confermata anche dal dato sugli Autori Unici che vede la pagina in cima alla classifica. In tema di coinvolgimento (engagement), lo sport e la difesa degli animali sono i temi che meglio stimolano l’interazione: Enpa, Lega Nazionale Per La Difesa Del Cane e Wwf si confermano nella top 20, mentre per quanto riguarda lo sport troviamo nella top ten due fanpage riguardanti il volley: Lega Pallavolo Serie A Femminile e Federazione Italiana Pallavolo.

    Per quanto riguarda i media, Caffeina si conferma al primo posto, ma la novità è la presenza di ben tre pagine di area cattolica nella top ten, da Avvenire a Famiglia Cristiana con Radio Maria addirittura al terzo posto. Per quanto riguarda gli Autori Unici, sezione Brand, dietro al già citato ScuolaZoo, la classifica è pressoché monopolizzata dalle pagine riguardanti la Serie A e i principali club calcistici (Juventus e Roma su tutti), oltre alla divertente pagina di Calciatori Brutti che guadagna la posizione d’onore.

    Sempre per quanto concerne gli Autori Unici, ma sezione Media, spicca la pagina di Fanpage.it, seguita a distanza dalle pagine di quotidiani come Repubblica.it e il Fatto Quotidiano. Sono invece le compagnie di Tlc che la fanno da padrone nel segmento Post Addressed: Fastweb guida la classifica, seguita da Tiscali Help Desk e Wind. Per quanto riguarda i media, invece, l’attività di rispondere ai propri utenti è meno diffusa, si salvano Real Time, Fox Italia e QVC Italia.

    L’analisi riporta anche i brand che si sono distinti per essere i più veloci a rispondere ai propri utenti. E qui le le compagnie telefoniche, le TelCo, performano meglio di tutti: PosteMobile si conferma alla testa della classifica con soli 5 minuti di attesa medi per gli utenti, seguita da altri operatori di telefonia, nell’ordine Wind, Tiscali e Vodafone.

    Su Twitter

    Per quanto riguarda il coinvolgimento, la classifica continua a essere dominata da Juventus F.C, mentre tra i restanti top 10 account troviamo oltre al calcio anche account legati all’attualità come Expo 2015, CGIL nazionale e Matera 2019, città recentemente incoronata Capitale della Cultura 2019.

    Tra i media X Factor irrompe nella classifica lasciando a La Repubblica e al Corriere della Sera la consueta sfida nel testa a testa per il secondo e terzo posto per il profilo più coinvolgente. Per quel che riguarda gli Autori Unici la classifica rispecchia in parte quella sul coinvolgimento: al primo posto tra i brand troviamo il profilo della Juventus F.C. oltre all’account di Expo 2015 Milano al terzo posto. Tra i media si ripropone la sfida tra La Repubblica e il Corriere, vinta questa volta dal quotidiano fondato da Eugenio Scalfari.

    In conclusione, uno sguardo ai migliori brand che si dedicano al social CRM, ovvero a gestire le attività di customer care sui social. Come già visto su Facebook, anche in questo caso, tra quelli con il maggior numero di Post Addressed, troviamo rappresentanti del settore delle compagnie telefoniche: Tiscali Help Desk, Giulia, assistente online del 119 di TIM, e FASTWEB Help, il profilo di FASTWEB dedicato al CRM. Il più veloce è l’account de LeFrecce che lascia gli utenti in attesa di risposta per soli 3 minuti.

    Anche su Twitter, come già visto anche in questo caso su Facebook, i media sono quelli che rispondono a meno citazioni: il migliore è l’account di Einaudi Editore, che è anche il più veloce a rispondere, facendo aspettare gli utenti solo 12 minuti.

    In basso le due infografiche per Facebook e per Twitter (clicca per vederla meglio):

    Allora, questo il quadro complessivo. E voi che ne pensate?

     

  • Twitter, tutti i tweet sono ricercabili dal 2006 ad oggi

    Twitter, tutti i tweet sono ricercabili dal 2006 ad oggi

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    Twitter in un post sul blog ufficiale annuncia che da oggi tutti i tweet, si parla di centinaia di miliardi, sono ricercabili. In verità lo erano già prima ma con forti limiti. Adesso sono rintracciabili dal 2006 ad oggi. E’ quindi possibile risalire a tutti i tweets del terremoto in Giappone, #JapanEarthquake, oppure delle Elezioni Usa del 2012, #Election2012

    Twitter ha annunciato attraverso un post sul blog ufficiale, a firma di Yi Zhuang, ingegnere che si occupa della parte search della piattaforma, che da oggi tutti i tweet dal 2006 ad oggi sono ricercabili. Un bel passo in avanti rispetto alla situazione attuale. Sì perchè i tweet che noi ogni giorno inviamo sono già rintracciabili, ma solo fino ad una settimana indietro, quelli più vecchi venivano rintracciati sono se avevano ottenuto un forte livello di condivisione, quindi molti RTs e preferiti. Stiamo parlando di una enorme massa di tweet che si potrebbe definire come centinaia di migliaia, l’intero indice sarebbe di “mezzo trilione di documenti” che cresce al ritmo di diversi miliardi di tweet a settimana.

    Con questa nuova possibilità, sarà possibile quindi rintracciare tutti i tweet durante il terremoto in Giappone, #JapanEarthquake, i tweet delle elezioni Usa del 2012, #Election2012, oppure ancora rintracciare i tweets relativi al recente referendum in Scozia, #ScotlandDecides, e tanti altri ancora. Come ricorda Zhuang, questa possibilità sarà disponibile per tutti gli utenti nei prossimi giorni.

    L’operazione è frutto di un lavoro iniziato nel 2012 quando l’indice 2 miliardi di tweet, tra quelli più condivisi, nel 2013 venne poi esteso e poi in questo anno l’indice è stato esteso ancora di più. Il post di Zhuang si spinge poi nello spiegare tutto il meccanismo che portato alla costruzione dell’indice che è quindi in grado di sostenere una tale mole di dati.

    Ecco questa è una nuova funzione che renderà Twitter ancora più completo, sempre nell’ottica di migliorare l’esperienza di utilizzo degli utenti. Come detto all’inizio, la rintracciabilità esisteva già prima ma per periodi francamente ridotti che non esaudivano le effettive richieste degli utenti. E quasi sempre bisognava ricorrere a applicazioni di terze parti per poter avere un minimo di ricerca più approfondita (basti pensare a Topsy), se non rivolgersi qui https://twitter.com/search-home.

    E voi che ne pensate?

  • Facebook lancia Say Thanks, un tool per dire grazie a qualcuno

    Facebook lancia Say Thanks, un tool per dire grazie a qualcuno

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    Facebook ha annunciato un nuovo tool, si chiama Say Thanks e serve a creare video personalizzabili con cui dire grazie ai vostri amici. Basterà andare su facebook.com/thanks, scegliere l’amico e personalizzare il vostro video. Il tool punta sul video, il futuro del content marketing, mirando ad elevare l’engagement degli utenti

    Nell’intento di rendere la piattaforma sempre più coinvolgente, Facebook rilascia una nuova feature questa volta orientata ai video. Si chiama Say Thanks e permetterà agli utenti di realizzare video personalizzabili, utilizzando dei temi prestabiliti e usando vostre foto e immagini. E poi i video potranno essere condivisi sulla vostra timeline e con quella dei vostri amici.

    Per realizzare i video basta andare su questo link, facebook.com/thanks, selezionare l’amico a cui volete dire grazie, scegliere tema (al momento ce ne sono solo due: “Amici di vecchia data” e “Amici”) e immagini che volete utilizzare e poi, dopo aver visualizzato l’anteprima del vostro video, potete condividerlo sulla bacheca del vostro amico, inserendo un messaggio personalizzato. Noterete che di default troverete #grazie.

    Il lancio di questa nuova funzionalità arriva a due settimane dal Thanksgiving Day, il Giorno del Ringraziamento, festività diffusa negli Usa e in Canada che si celebra il quarto giovedì di Novembre. Da Facebook fanno sapere che il tool non c’entra nulla con la festività imminente, ma negli Usa in queste ore su molti siti si fa notare molto la similitudine. Infatti il tool è disponibile da oggi al livello globale in inglese, francese, tedesco, indonesiano, italiano, portoghese, spagnolo e turco.

    Say Thanks ricorda molto “Year in Review” il video generato in automatico a fine anno che passa in rassegna i momenti salienti degli utenti trascorsi su Facebook. Questo invece sembra sia un tool non temporaneo e ha certamente lo scopo di invogliare gli utenti a creare contenuti. E anche la scelta del video non è affatto casuale. Il Video è il futuro del Content Marketing e, come ha sottolineato una ricerca di Cisco, i contenuti video saranno il 69% dell’intero traffico web. Insomma, contenuti video e alto livello di engagement e il gioco è fatto.

    E voi che ne pensate?

     

     

  • Philae sbarca sulla cometa 67P, la missione Rosetta su Twitter

    Philae sbarca sulla cometa 67P, la missione Rosetta su Twitter

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    Per la prima volta nella storia una missione spaziale riesce ad approdare su una cometa. Alle ore 17:04 il lander della missione Esa, Rosetta, ha toccato il suolo della Cometa 67p dopo un’operazione di #CometLanding durata 7 ore. E su Twitter il racconto dell’evento è stato in tempo reale attraverso @ESA_Rosetta, account ufficiale della missione, e @Philae2014, account ufficiale del lander

    Dopo aver accompagnato per mesi la cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko in orbita solare, alle ore 17:04 la missione spaziale Rosetta è riuscita nella missione di far atterrare il lander Philae sulla superficie del corpo celeste. E come spesso accade, anche evento straordinario è accaduto e sta ancora accadendo su Twitter. Lo sbarco, infatti, è stato raccontato in tempo reale attraverso un live-tweeting dagli account Twitter @ESA_Rosetta, account ufficiale della missione, e @Philae2014, account ufficiale del lander, che hanno interagito fra di loro dialogando in diretta durante la manovra di atterraggio. Una missione complessa e storica, controllata dal Centro Europeo per le Operazioni Spaziali @Esa (@Esa_Italia nella versione italiana).

    Ecco un esempio di interazione tra i due account:

    Questa foto che vedete nel tweet in basso è la prima cartolina che il lander invia dalla cometa:

    L’annuncio del lander anche in italiano:

    Gli utenti da tutto il mondo stanno seguendo e commentando questo emozionante evento attraverso gli hashtag ufficiali:

    #CometLanding
    #Rosetta
    #67p

    Di seguito alcuni momenti salienti di questo evento raccontato segnalandovi alcuni momenti tra i più condivisi su Twitter:

    – il momento della separazione del lander

    – il momento che segna le operazioni di discesa sulla Cometa:

    – questa è l’immagine del lander nello spazio:

    Questa è l’intera lista degli account ufficiali coinvolti nella missione Rosetta.

    Questo è il tweet con il messaggio video del Capitano Kirk di Star Trek, William Shatner, che fa gli auguri alla missione Rosetta.

    In questi mesi abbiamo imparato a conoscere astronauti che hanno fatto grande uso di Twitter nelle loro missioni, l’italiano Luca Parmitano ci ha regalato immagini mozza fiato, così come gli altri astronauti. Ecco allora una lista di account di astronauti ESA:

    • ESA @esa – 237k followers
    • @astro_andre – 342k followers
    • @Astro_Alex – 190k followers
    • @astro_luca – 136k followers
    • @AstroSamantha – 76k followers
    • @astro_timpeake – 33k followers
    • @Astro_Andreas – 16k followers
    • @Thom_astro – 16k followers

    E questa è una lista di account, tra i più seguiti, di astronauti NASA:

    • @MarsCuriosity – 1,71 mln followers
    • @AsteroidWatch – 1,23 mln followers
    • @NASAJPL – 675k followers
    • @CassiniSaturn – 443k followers
    • @MarsRovers – 263k followers
    • @NASAVoyager – 133k followers
    • @NASA_Orion – 103k followers
    • @NASA_Hubble – 73k followers
    • @NASA_MMS – 5k followers

    Il New York Times ha pubblicato una galleria di immagini di Rosetta imperdibili, facendo anche una comparazione delle dimensioni della cometa con la superficie di Manhattan a New York:

    NYT_comet_manhattan_comparison Rosetta

    The Guardian ha dato invece una copertura dell’evento live che trovate qui.

    Quello che è accaduto oggi ha il sapore di storico e di straordinario allo stesso tempo. Oltre al grande valore scientifico della missione, quello che colpisce è come il web e le nuove tecnologie sono riuscite ad irrompere anche in un evento come questo. Non è fuori luogo paragonare questo evento allo sbarco sulla Luna del 1969, sono infatti due eventi unici nella storia. E mentre allora gli italiani restavano incollati alle tv (per chi l’aveva in casa) a sentire l’annuncio di Tito Stagno, oggi questo racconto avviene sul web e su Twitter in particolare. Anche questo è un segno dei nostri tempi.

  • Le Organizzazioni Non-Profit sui Social Media, ecco le più influenti [Infografica]

    Le Organizzazioni Non-Profit sui Social Media, ecco le più influenti [Infografica]

    organizzazioni non-profit

    Interessante indagine quella che vi proponiamo oggi ad opera di Blogmeter che ci mostra come usano i Social Media le Organizzazioni Non-Profit e quali sono le più influenti. Si distinguono Legambiente, ENPA, Greenpeace ed Emergency e i temi più discussi sono l’emergenza a Gaza, l’allarme Ebola, l’orsa Daniza e le energie rinnovabili

    Di Organizzazioni Non-Profit e social media ce ne siamo occupati proprio tre anni fa, grazie allo studio Non Profit Report 2011, l’indagine realizzata da ContactLab in collaborazione con VITA Consulting. E allora sottolineavamo come il rapporto tra le associazione del Terzo Settore e i Social Media fosse ancora tutto da costruire. Ebbene, a distanza di tempo torniamo a parlarne grazie all’interessante indagine di Blogmeter che ci illustra come in effetti questo rapporto è via via diventato più robusto. E grazie a questa indagine sviluppata tra il 1° Giugno e il 19 Ottobre 2014 vediamo come si è sviluppato il passaparola sul web e sui social media, ossia Facebook, Twitter, Blog, News, Forum, Yahoo Answers relativo alle principali 40 organizzazioni non profit italiane, confrontando le performance di queste sui profili ufficiali di Facebook e Twitter.

    Quindi, Legambiente, con oltre 88mila messaggi, è la regina del passaparola online: discussa prevalentemente per via delle sue numerose attività, tra cui la contestazione, portata avanti insieme a WWF e Greenpeace, del decreto sblocca-Italia, accusato di aprire i nostri mari alle trivellazioni indiscriminate delle compagnie petrolifere. Anche Croce Rossa e Caritas sono state molto discusse in merito alla loro attività di sostegno ai migranti giunti sul territorio italiano nell’ambito del programma Mare Nostrum o in merito al conflitto in Ucraina (CRI). Tra i temi più discussi spicca anche l’emergenza a Gaza, dove sono morti 121 bambini in seguito a bombardamenti israeliani: diverse associazioni presenti sul territorio, tra cui Unicef, Medici Senza Frontiere, Save the Children, hanno mobilitato l’opinione pubblica con i loro appelli per la fine dei bombardamenti e con gli aggiornamenti dal campo. Da segnalare anche l’allarme Ebola in Africa occidentale, fronte su cui si sono attivate sia Medici Senza Frontiere, sia Emergency e le violenze perpetrate in Iraq dall’ISIS.

    Su Facebook

    Facebook è il social network dove si discute di più di temi legati alle Organizzazioni Non-Profit, con gli utenti che commentano prevalentemente i post pubblicati dalle pagine ufficiali delle associazioni. Tre su quattro sono donne e prediligono contenuti di stampo animalista. Su Facebook il leader è ENPA che riesce ad ottenere il miglior rapporto tra community coinvolta e interazioni ricevute, mentre il post che registra il maggior numero di interazioni, oltre 82mila tra like, condivisioni, commenti, è quello della LAV relativo all’orsa Daniza, catturata dopo avere attaccato un cercatore di funghi che si era trovato nelle vicinanze dei suoi piccoli e in seguito uccisa.

    A conferma della presa dei post relativi agli animali vi è il fatto che tra le pagine più coinvolgenti in assoluto ci siano quelle della Lega Nazionale per la Difesa del Cane, quella dell’ENPA e quella del WWF. La pagina con con più fan è invece quella di Emergency, seguita da Medici Senza Frontiere e Greenpeace.

    Su Twitter

    Anche Twitter è molto utilizzato dalle Organizzazioni Non-Profit e si nota in questo caso, a differenza di quanto invece notato su Facebook, una prevalenza di utenti di genere maschile che parteipano alle conversazioni. I temi più discussi sono anche qui legati a #Gaza e #Ebola, ma gli utenti sono molto attivi a condividere le campagne promosse dalle associazioni, come ad esempio #NonFossilizziamoci, promossa da Greenpeace, che vanta il profilo leader per coinvolgimento totale, in favore delle energie rinnovabili, #StopEbola, di Medici Senza Frontiere, #INdifesa, promossa da Terre des Hommes in difesa, appunto, dei diritti delle donne e delle bambine o #IoStoConDaniza della LAV. Tra i profili con le migliori performance spiccano anche Emergency, che ha festeggiato il suo ventennale (per l'occasione trasmettemmo anche noi in diretta il grande concerto in diretta dal Forum di Assago), e Unicef, molto attivo con la campagna #VacciniamoliTutti.

    Comunicazione positiva e Immagini elementi di successo delle campagne

    Sia su Facebook che su Twitter il successo di una campagna è spesso determinato dall’inserimento di immagini dedicate e dalla scelta accurata di testimonial apprezzati e attivi in prima persona. E’ questo il caso della #IceBucketChallenge che ha totalizzato 58 mila tweet postati da oltre 71 mila autori unici, raggiungendo un bacino potenziale di 95 milioni di utenti, anche grazie alla partecipazione di diverse celebrities (da Andrea Agnelli, a Antonio Conte, fino al premier Matteo Renzi). Tra gli altri elementi da considerare per una buona comunicazione sui social, Luca Visone, di Medici Senza Frontiere, ha evidenziato l’importanza di una comunicazione in positivo, che sottolinei i risultati raggiunti e l’impegno degli operatori dell’associazione, coinvolti in prima persona anche nelle attività di comunicazione, per annullare davvero le distanze tra utenti e persone in prima linea.

    Paolo Ferrara, di Terre des Hommes, ha ricordato che anche le piccole-medie associazioni possono ottenere ottime performance puntando sulle proprie storie e su quelle delle persone coinvolte attraverso una comunicazione aperta, trasparente e soprattutto sinergica con le altre attività svolte al proprio interno.

    Dall’indagine emerge anche che gli utenti sono particolarmente esigenti nei confronti dell’operato delle associazioni. Apprezzano molto quando queste condividono i risultati raggiunti, come ad esempio, l’arresto di un pedofilo grazie ad un avatar in 3D creato da Terre des Hommes o la guarigione di pazienti affetti da Ebola grazie ai Medici Senza Frontiere. Non lasciano però correre se fanno qualcosa ritenuto non coerente con la loro mission o, a maggior ragione, con l’etica o le leggi vigenti.

    Ecco questo il resoconto dell'indagine che si può trovare nella sua forma completa a questo link. E voi che ne pensate? Come giudicate voi il modo di comunicare e la presenza delle Organizzazioni Non-Profit sui Social Media?

    non-profit-influenti-online-infografica

  • Il caso Moncler a Report e l’effetto sui Social Media

    Il caso Moncler a Report e l’effetto sui Social Media

    La puntata di ieri di Report ha sollevato un vero e proprio vespaio di polemiche prendendo di mira questa volta Moncler, il brand italiano famoso nel mondo per la produzione di piumini d’oca di lusso. La vicenda ha avuto un effetto immediato sui social media e anche in borsa. Abbiamo voluto verificare l’effetto proprio sui social media con qualche dato

    Ancora una volta una puntata di Report riesce a sollevare un vespaio di polemiche roventi con un effetto immediato su due fronti. La puntata di ieri dal titolo emblematico “Siamo tutti oche” con cui la trasmissione della Gabanelli ha preso di mira Moncler, il brand italiano noto nel mondo per la produzione di piumini d’oca di lusso, indagando e scoprendo il modo in cui l’azienda si approvvigiona delle piume. In sostanza, l’azienda delocalizzerebbe la produzione usando piume di qualità non eccellente. L’aspetto che più ha colpito coloro che hanno seguito la trasmissione è che l’estrazione delle piume avviene quando l’animale è vivo. Per non parlare poi del costo che avrebbe un piumino prodotto per Moncler, ben al di sotto del prezzo abituale.

    Su questo vi invito a leggere il bel resoconto che fa Riccardo Esposito sul tema e le considerazioni di Rudy Bandiera che evidenzia qualche ombra nella stessa indagine di Report. La vicenda ha di certo prodotto due effetti immediati o quasi. Il primo, evidente e per certi versi inevitabile, l’effetto sui Social Media, immediato, con una presa d’assalto dei canali sui cui il brand Moncler è presente, specie la fanpage su Facebook. Già poco prima della mezzanotte sulla bacheca della fanpage di Moncler fioccavano commenti da parte degli utenti, come potete vedere nello screenshot rilevato 10 minuti prima della mezzanotte

    Moncler-FB

    e il tutto è continuato nella giornata di oggi. L’hashtag #Moncler è stabile tra le prime posizioni in trending topics su Twitter. Altro effetto è stato il calo in borsa del titolo “MONC” perdendo il 4,9%. Un effetto che molti non credevano essere possibile, per il fatto che spesso questo tipo di notizie non influiscono particolarmente sull’azienda e sul suo business. E invece in quest caso accade il contrario. Stamattina sulla homepage del sito ufficiale si vedeva questa scritta

    report_moncler

     

    un modo inusuale di rispondere ad una polemica così forte. E invece oggi pomeriggio, forse perchè si è realizzato il tonfo in borsa, Moncler dirama un comunicato ufficiale nel quale mette in chiaro la sua posizione dando “mandato ai propri legali di tutelarsi in tutte le sedi opportune“. La vicenda a quanto pare continuerà ancora per molto. Ma fino al comunicato l’azienda ha dato dimostrazione di chiusura al confronto, mentre invece sarebbe stato meglio agire subito, con una comunicazione che quanto meno contenesse un minimo di spiegazione. Ora, può darsi che Report non sia il solo responsabile del tonfo (pare ci sia alla base anche un outlook negativo sul titolo) ma di certo ha avuto un peso, questo è sicuro.

    Ora fatta questa doverosa premessa, abbiamo voluto indagare, come spesso facciamo in questi casi, sul reale impatto della vicenda sui social media, Twitter in particolare. E con l’aiuto prezioso di Talkwalker abbiamo seguito l’hashtag #Moncler estrapolando un po’ di risultati interessanti. Certo, l’analisi può essere riduttiva, ma quanto meno ci offre uno spaccato misurabile di tutta questa vicenda che, ricordiamolo, non nasce direttamente sui social media (come il caso Barilla ad esempio) ma che sui social media si sviluppa per gran parte sotto forma di proteste da parte degli utenti e dei clienti stessi di Moncler.

    L’hashtag ha raccolto (fino a questo momento) 12.200 risultati così distribuiti: 11.485 tweet (94,4%); 586 contenuti su Instagram (4,8%); 44 notizie (0,4%) ; 21 risultati su flickr (0.2%); 20 risultati su Facebook (0.2%) ; 14 post su Blog (0,1%).

    moncler time

    UPDATE 04/11

    Un aggiornamento sul totale dei risultati rilevati da domenica 2  novembre ad oggi. Ieri ne avevamo rilevati 12.200, oggi (in questo momento) sono 22.200 con questa distribuzione:

    Twitter: 20.874

    Instagram: 1.074

    Notizie: 74

    Facebook: 56

    Flickr: 55

    Blog: 42

    moncler timeline 0411

    Come potete vedere il fenomeno ha avuto due picchi: il primo ieri alle 22 con 1.268 risultati, il secondo oggi alle 14 con 1.413 risultati.

    Diamo adesso un’occhiata alla performance dell’hashtag #Moncler. Come dicevano prima, il buzz che si è scatenato è misurabile in 14.700 risultati, coinvolgendo 12.200 utenti, il punto più alto si è toccato stamattina alle 8

    moncler buzz

    La Reach è di 124,1 milioni, quindi molto alta. è bene su questo punto, spesso molto discusso, fare una precisazione. Il dato non è altro che la somma delle reach raggiunte dalla chiave di ricerca, quello più alto in questo caso è alle 22 e alle 23 di ieri con una reach di, entrambi, 14,3 milioni; altro segmenti alto lo si è avuto oggi alle 12 con 14,28 milioni e poi alle 17 con 11,8 milioni. La somma di tutti i segmenti raccolti nelle ultime ore, praticamente dall’inizio della trasmissione fino a questo momento

    moncler reach

    UPDATE 04/11

    Aumenta di conseguenza anche la Reach che oggi è di 210,8 milioni con un nuovo picco ottenuto oggi alle ore 12 di 20,2 milioni

    moncler reach 0411

    Ora guardiamo gli influencer secondo l’hashtag #moncler, ossia gli account che meglio hanno saputo attrarre l’attenzione degli utenti raccontando cosa stava, e cosa sta ancora, succedendo. In basso una classifica totale (con tutte le fonti di contenuto) stilata per Reach:

    moncler influencer totali

    Questa invece una classifica per engagement

    moncler influencer engagement

    Questa individua i Blog per engagement

    moncler influencer blog engagement

    Infine, questa individua gli account Twitter più coinvolgenti

    moncler influencer twitter engagement

    Questo è poi il sentiment generato dalla vicenda:

    moncler sentiment

    Il 59% è neutro, il 25,8% negativo e il 15,4% positivo. Ci si aspettava forse un dato negativo più pesante.

    Questo un po’ tutto il racconto dei risultati che siamo riusciti ad estrapolare. E’ una vicenda che farà ancora discutere e questi stessi risultati potrebbero subire qualche variazione anche se il picco delle conversazioni è tutto contenuto in questa breve analisi.

    Adesso, come sempre, attendiamo le vostre opinioni a riguardo e raccontateci anche cosa ne pensate della reazione di Moncler.

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  • Il Fashion Blogger più influente in Italia è un uomo [Infografica]

    Il Fashion Blogger più influente in Italia è un uomo [Infografica]

    fashion-blogger-ricerca

    Forse il dato risulterà sorprendente a molti, ma dalla ricerca condotta da Blogmeter sui 40 fashion blogger italiani più seguiti sui social media, emerge la figura di Mariano di Vaio, leader assoluto su Facebook e il più coinvolgente su Twitter. Chiara Ferragni è la fashion blogger con il maggior numero di followers

    Quando si parla di Fashion Blogger, spesso si pensa a blogger appassionate di Moda e di stile. Ma la ricerca di Blogmeter che vi proponiamo ci permette di avere un quadro più completo su questa categoria, in Italia, scoprendo quindi chi sono e come usano i Social Media nella loro attività di blogging. Dalla ricerca, realizzata tra il 1° Luglio e il 14 Settembre 2014, emerge che questi personaggi sono presenti in maniera capillare su tutti i social network più usati come Facebook, Twitter, Instagram, Google+, YouTube e Pinterest. Tendenzialmente i fashion blogger puntano sui contenuti fotografici, mentre per quanto riguarda le strategie prediligono il mix di contenuti fashion e vita quotidiana. E, sebbene la loro presenza sia molto diffusa, in realtà aggiornano più frequentemente Facebook, Instagram e Twitter postando con regolarità contenuti nuovi e originali. Di conseguenza, utilizzano meno YouTube anche per la difficoltà, reale, di montare video interessanti, mentre Google+ e Pinterest risultano per lo più canali di ri-pubblicazione di contenuti già apparsi altrove.

    La ricerca ci svela anche il fashion blogger più influente che non è, come era facile pensare, una donna.

    Il fashion blogger più influente è Mariano Di Vaio, che si conferma leader assoluto su Facebook. Di Vaio, primo sia per engagement che per numero di fan, acquisisce in due mesi e mezzo ben 500.000 fan grazie a post esclusivamente fotografici riguardanti per lo più i suoi viaggi e gli impegni lavorativi in giro per il mondo (ad es. Formentera, New York, Hong Kong).

    Da segnalare, Martina Corradetti (The Fashion Coffee) che coinvolge il suo seguito attraverso frequenti sondaggi su differenti opzioni di outfit e Veronica Ferraro (The Fashion Fruit) che pubblica frequentemente immagini delle sue colazioni e merende con le amiche. La fashion blogger più famosa, Chiara Ferragni, usa invece Facebook come un canale secondario, infatti la sua pagina contiene soprattutto foto importate dal profilo Instagram. In generale su Facebook, oltre alle immagini legate alle sfilate e alle collaborazioni con i brand, piacciono molto i sondaggi del tipo “cosa mi metto?” di The Fashion Coffee e le foto legate alla vita quotidiana di The Fashion Fruit. Su Twitter, invece, Chiara Ferragni è nettamente la blogger più seguita con più di 200.000 followers. La maggior parte dei suoi tweet contiene link al blog o a foto su Instagram o alcuni dei suoi hashtag di riferimento come #theblondesaladneverstops.

    Ma il blogger più coinvolgente, anche su Twitter, resta Mariano Di Vaio, le cui foto che lo ritraggono in vacanza o in costume da bagno sono tra i contenuti più apprezzati in assoluto. In generale, tra gli hashtag più usati dai blogger, emergono quelli legati alle vacanze, ma anche alla Settimana della Moda di New York e all’IceBucket Challenge cui hanno partecipato sia la Ferragni che Di Vaio. Tra le collaborazioni segnalate spiccano #ProjectRunway della Ferragni e #BuonaseraBellezza della Corradetti, mentre l’hashtag brand più utilizzato è #CaiaJewels, realizzato sempre dalla Ferragni, che ha disegnato per loro una collezione.

    In basso l’infografica riassuntiva della ricerca.

    Allora, sorpresi da questi dati? Raccontateci cosa ne pensate.

    fashion-blogger-infografica

  • Come cambierà Twitter? Ecco qualche consiglio

    Come cambierà Twitter? Ecco qualche consiglio

    Conversazione a due oggi, insieme a Salvatore Russo, @WMSaver, proviamo a vedere come Twitter potrebbe migliorare ancora, aggiungendo alcune funzionalità, adesso necessarie. Rinfrescando anche alcune funzioni poco usate e poco conosciute

    E’ davvero un piacere oggi avere ospite qui Salvatore Russo, che tutti voi già conoscete, esperto di Web e Social Media Marketing e da poco lo trovate in libreria con il suo masterpiece “Scopri Google Plus e conquista il Web” (edito da Dario Flaccovio Editore, con la copertina rossa, e quale se no?). Insieme a Salvatore da alcuni giorni ragionavamo su come Twitter potesse migliorare alcune funzionalità, specie nel momento in cui accelera su azioni tese a monetizzare, una novità assoluta. E quello che segue è un post a 4 mani con 2 Russo. Un caso a dir poco eccezionale.

    twitter consigli

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    salvatore-russo

    Salvatore Russo

    Mi occupo di Marketing, Consulenza Aziendale e Formazione dal 1998. Ho partecipato alla progettazione, sviluppo e gestione di importanti portali e piattaforme di e-commerce italiani. Dal 2011 mi occupo della direzione marketing di 6sicuro di cui sono anche l’ideatore del blog, coordinatore generale e il principale punto di riferimento dell’intera squadra di blogger e giornalisti.

    Google+FacebookTwitter e LinkedIn

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    Da alcuni mesi, Twitter ha un po’ rivoluzionato la propria piattaforma cercando di migliorare il suo livello di coinvolgimento e, soprattutto, il tempo di utilizzo da parte degli utenti. Per questo motivo ha introdotto delle novità per rendere la piattaforma più adatta ad un coinvolgimento maggiore, basti pensare al redesign del layout dei profili.

    Ma Twitter, di recente e su forte richiesta degli investitori, ha cominciato a mettere in atto delle azioni rivolte a monetizzare, e vediamo quali.

    Twitter Analitycs

    È disponibile a tutti gli account una dashboard con cui è possibile verificare quanto siano apprezzati i propri tweet! Ad esempio è possibile fare clic su uno qualsiasi dei tuoi tweet per visualizzarne le statistiche generali in tempo reale (retweet, follows, grattini, click su hashtag e click su link), così come tracciare la vostra attività nel corso dell’ultimo mese. Questi sono utilissimi per coccolare il tuo ego, ma ancora di più per giustificare e misurare gli investimenti pubblicitari eseguiti su Twitter.

    ADS Twitter

    E’ ora possibile anche in Italia (Dopo Stati Uniti, Canada, Regno Unito e Irlanda) creare campagne Advertising. Sono sostanzialmente di tre tipi: sponsorizzazione di un tweet, aumentare i follower ed incentivare il download di un app. Fighissimo. Ti consiglio di leggere gli ottimi post di Leonardo Bellini e Giuliano Ambrosio che ti spiegano come creare la tua prima campagna Twitter.

    Timeline

    Twitter è come una doccia. Entri, ti fai una lavata di informazioni, esci e sei fresco come una rosa. Un sistema fluido di dati con una vita brevissima, pochi secondi . Problema: se aumentano gli inserzionisti questi vorranno avere maggior visibilità e semmai qualche sistema di targetizzazione. Come facciamo?
    Mr. Anthony Noto, CFO di Twitter, ci sta pensando, come tutto il suo team. Rumors vorrebbero che nel prossimo futuro la Timeline storica, basata sulla cronologia dei tweet, sia stravolta da logiche ben diverse, alla Facebook per intenderci. Una Timeline in cui i tweet vengono filtrati e mostrati agli utenti secondo un algoritmo votato al #TiFaccioVedereQuelloCheCredoTiPossaInteressareDiPiùMaSoprattuttoGeneriPiùFatturatoInAdv.

    Molti vedono in questa soluzione il MALE ASSOLUTO, la fine di Twitter, in quanto sarebbe snaturato e reso così simile a Facebook da domandarsi perché continuare ad utilizzarlo. Un’osservazione lecita. Una piattaforma ha senso di esistere se ha una peculiarità che lo rende unico, altrimenti risulta solo una perdita di tempo.

    twitter-consigli

    Sii Propositivo

    Invece di star vicino alle transenne del cantiere a giudicare i lavori, sii propositivo e suggerisci possibili soluzioni alternative allo stravolgimento della timeline.  L’introduzione di semplici features  potrebbero avere un impatto efficace, migliorare l’utilizzo della piattaforma e andare quindi nella direzione di un maggiore coinvolgimento degli utenti. Ecco alcune ideuzze che mi sono venute in mente:

    Eliminare il bottone “Preferiti”

    Oramai è chiaro, tutti lo usano come “mi piace” e non produce nessun dato utile per Twitter. Va detto che Twitter sta sperimentando la visualizzazione anche dei preferiti sulla timeline, come già succede con RT, ma questo non avrebbe un impatto significativo.

    Creazione di nuove funzioni:

    1. Bottone “Mi piace”
      con cui appagare la voglia irrefrenabile di grattini digitali.
      Un “mi piace” è chic e non impegna, a differenza di un ReTweet.
    2. Bottone “Salva”
      prende il posto di “preferiti” e serve appunto per salvare quel specifico Tweet. Utile sia per l’utente che per Twitter, infatti in questo modo potrebbe sapere esattamente cosa interessa e fornire questa informazione ai vari brand.
      Scenario: Salvi un tweet sulle mozzarelle di bufala, quando lo riapri trovi la pubblicità di un caseificio.
    3. Condividi conversazione
      quante volte hai visto screenshot di conversazioni avvenute su Twitter postate su Facebook? Farlo ora è un po’ macchinoso e potrebbe essere un ostacolo per chi non è pratico di queste cose. Un bel tasto risolverebbe il problema. Basta Screenshot sgranati, tagliati male e perdite di tempo, un click e tutto viene postato meravigliosamente.
      Se una conversazione ricondivisa dovesse ricevere diverse visite, potrebbe attivarsi dell’adv.
    4. Modifica
      Un tasto per modificare un tweet, che bello! Ne gioverebbe la comunicazione,  l’efficienza e diminuirebbero gli #EpicFail che piacciono tanto ai saccenti, saputi e saputelli. Semmai a tempo, non puoi modificare il tweet dopo 15 minuti.

    E sempre nell’ottica di migliorare l’utilizzo della piattaforma, val la pena ricordare alcune features poco conosciute dagli utenti, ma che aiutano molto.

    • Custom Timeline
      Tramite Tweetdeck è possibile realizzare una propria Timeline personalizzata contenente solo i tweet che volete visualizzare. Un passaggio ulteriore rispetto a quello che permette la creazione e l’ottimizzazione delle liste.
    • Ti de-followo, perché ti amo troppO
      Capita a tutti di non voler più seguire qualcuno, ma come si fa? Questa operazione viene tracciata tramite diversi tool e l’utente de-followato potrebbe, forse, accorgersene e rimanerci, sicuramente, male! Allora, da qualche mese, Twitter ha inserito il tasto “Mute” (lo trovi nelle impostazione del tuo account) che ti permette di “silenziare” l’utente del quale non vuoi leggere più niente, ma senza fargli sapere che non lo seguite più. Nella versione italiana trovate, la non certamente elegante, “Togli voce a @taldeitali”.
    • Eppur si Retwitta
      Se sei un utente che twitta poco, ma retwitta molto, devi sapere che questo può risultare fastidioso ai tuoi teneri follower. Questi potrebbero brutalmente de-followarti, semmai in modo silente come visto nel punto precedente. A questo punto meglio utilizzare la funzione “Disabilita i Retweet”, con cui appunto si possono silenziare i tuoi continui Retweet dei vostri followers! Datti delle regole, 3 retweet al giorno, se ne vuoi fare di più, devi scrivere qualcosa di tuo! Non vale citare aforismi oppure trenini tipo “Buongiorno Twitterini”, “Buon Pranzo Passerotti” e “Buona notte batuffoli twittosi”. NO!

    Bene, adesso non ci resta che chiedervi cosa ne pensate e se volete suggerire qualche altra funzionalità che in due non siamo riusciti ad aggiungere in più.

    [cover image: @WMSaver]
    (image via Fotolia)
  • Social Media e novità: ecco quelle da Facebook, Google e LinkedIn

    Nei giorni scorsi e nelle ultime settimane, le novità che hanno riguardato i Social Media sono state tante. Oggi ne selezioniamo alcune di cui si è molto discusso. Riguardano Facebook, a proposito del click baiting, Google, a proposito dell’addio all’authorship, e LinkedIn a proposito del Direct Sponsored Content

    Negli ultimi giorni e nelle ultime settimane non sono certo mancate le novità. Certo, è assai normale che ciò accada ed è altrettanto normale che ad alcuni possano essere sfuggite, per via della velocità con cui esse si succedono. Allora abbiamo voluto selezionare alcune, di quelle che hanno fatto davvero discutere e di quelle, forse, di cui si è parlato, ma non troppo. Noterete che forse ne mancano delle altre, ma cercheremo, settimana dopo settimana, di raccoglierle tutte, in modo da avere un quadro completo. Ad aiutarci in questo compito saranno i blogger e siti, italiani e non, che ne hanno scritto, ed oggi cominciamo segnalandovene alcuni.

    Facebook

    Ovviamente non potevamo non aprire proprio con Facebook che in settimana ha apportato un importante aggiornamento dell’algoritmo, effettuando un vero e proprio “giro di vite” contro il click baiting, ossia quella pratica per cui gli utenti vengono attratti da titoli roboanti, da immagini eclatanti e da un post che spesso non indica quasi nulla della notizia in sè, finendo sempre con la dicitura “guardate qui —–>”. Ne ha scritto bene il Tagliaerbe qui: “Facebook dichiara guerra al “Click Baiting”!“.

    Il consiglio che possiamo dare, visto che Facebook metterà in risalto la qualità, è quello di concentrarsi sulla creazione di buoni contenuti, piuttosto che pensare a come “attrarre” il maggior numero possibile di utenti. Se il contenuto è di qualità, gli utenti arriveranno, su questo si può star certi.

    Google

    La notizia che Google ha praticamente detto addio all’Authorship è l’altra notizia che ha caratterizzato il dibattito sul web e sui Social Media. Ne ha scritto bene Riccardo Scandellari qui: “Addio Authorship“. Notizia che ha sorpreso molti, ma che in realtà era nell’aria, come conferma anche Scandellari nel suo post. Il meccanismo dell’autorship in verità non è stato mai digerito del tutto, in verità. A molti è sempre sembrato macchinoso, quando invece era utile e funzionale, con lo scopo di accreditare quel contenuto a quella data persona. Ma a quanto pare, questo meccanismo non ha portato ai risultati sperati, anzi in Google sostengono anche che con o senza collegamento, il risultato non cambia. Di sicuro, non va eliminato il rel = “author”. E’ questo l’inizio dello smantellamento di Google+? Difficile dirlo a questo punto, certo il dubbio c’è. Ma anche se fosse, avrebbe senso?

    LinkedIn

    E veniamo a un’altra novità di questa estate, di cui forse si è parlato poco, ma che definisce il percorso innovativo che LinkedIn sta percorrendo in queste settimane. E il carattere che sta assumendo è sempre più quello di media company, apportando funzionalità che sono tipiche di un social network “tradizionale”. Nel mese scorso è stato lanciato il Direct Sponsored Contentfunzionalità che offre ai brand la possibilità di creare contenuti, testandoli e personalizzandoli, senza dover passare dalla propria business page. Una buona occasione, dunque, per passare all’A/B testing, con l’obiettivo specifico di creare contenuti mirati per il proprio pubblico di riferimento. Quindi, anche su LinkedIn è possibile per le aziende porre un’attenzione maggiore nella creazione di contenuti mirati. Una strategia quella di LinkedIn, come dicevamo prima, sempre più orientata ai contenuti che generano relazioni, aspetto nuovo per un social network che ha sempre spinto si alle relazioni, ma poco ai contenuti.

    Ecco, questo il nostro breve appunto sulle novità che ci sembravano più interessanti di questi ultimi giorni e ci piacerebbe sapere cosa ne pensate.

  • Al via il primo Festival della Comunicazione, a Camogli 12-14 Settembre

    Al via il primo Festival della Comunicazione, a Camogli 12-14 Settembre

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    Al via la prima edizione del Festival della Comunicazione che si terrà a Camogli dal 12 al 14 settembre 2014. Interessante il programma del primo festival interamente dedicato alla Comunicazione in Italia. Tre giornate con circa 70 eventi gratuiti tra conferenze, workshop, spettacoli, escursioni, mostre e oltre 60 gli ospiti

    Prende il via il Festival della Comunicazione che si terrà nella località marittima di Camogli, in Liguria da venerdì 12 a domenica 14 settembre 2014. La manifestazione, ideata e diretta da Rosangela Bonsignorio e Danco Singer, sotto l’alto Patronato del Presidente della Repubblica, è promossa da Comune di Camogli, Regione Liguria, Encyclomedia Publishers, in collaborazione con Istituto Italiano di Tecnologia di Genova, Ente Parco di Portofino, Area Marina Protetta di Portofino.  Il Festival presenta un programma davvero interessante e che vale la pena di seguire. L’evento si svolgerà durante l’arco di tre giornate, presentando circa 70 eventi gratuiti tra conferenze, workshop, spettacoli, escursioni, mostre. Gli ospiti presenti al festival saranno 60, tra giornalisti, blogger, social media editor, economisti, scrittori, filosofi, semiologi, scienziati ed esperti di pubblicità e comunicazione. Spunti, esperienze e sguardi diversi per fare un punto su come cambieranno nei prossimi anni la trasmissione dei saperi, la formazione, i media, il marketing, il nostro modo di relazionarci con gli altri.

    La manifestazione sarà aperta dalla lezione inaugurale “Comunicazione: soft e hard” di Umberto Eco e sarà chiusa dalla conferenza “Rete Padrona” di Federico Rampini. Gli interventi si articolano in tre aree tematiche:

    • Comunicazione come linguaggio, segno, racconto, messaggio;
    • Comunicazione come informazione, network, social media;
    • Comunicazione come condivisione di saperi, risorse, sogni, cultura.

    Una prospettiva in comune: comunicare è disegnare la nuova immagine del Paese”: il giornalista Luca De Biase e l’esperta di comunicazione Annamaria Testa analizzano l’immagine dell’Italia prendendo spunto dalle pubblicità degli ultimi anni e dalle ricorrenze in rete di parole chiave riferite al nostro Paese. “Forme di monetizzazione di un sito editoriale in Italia”: il divulgatore informatico Salvatore Aranzulla porta l’esempio di un caso fortunato.

    Al festival sarà presente anche la Rai, una tra le principali aziende di comunicazione in Europa: il direttore generale Luigi Gubitosi incontra il presidente di Assicurazioni Generali Gabriele Galateri di Genola in un dibattito dal titolo “L’Italia fra innovazione e sottosviluppo” moderato dal giornalista Eugenio Occorsio. Anche Telecom, maggiore impresa italiana di telecomunicazioni, è presente con il presidente Giuseppe Recchi che dialoga con la direttrice di Rai News Monica Maggioni su “L’agenda digitale italiana. Infrastrutture, servizi, regole, mercati”.

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    Una panoramica sulle novità della wearable technology è proposta nel workshop tenuto da Valerio Saffirio e Massimo Cortinovis, fondatori di Rokivo, società che ha la titolarità dei Google Glass in Europa.

    Ma il programma presenta tanti momenti interessanti, come ad esempio gli interventi di Carlo Freccero, di Gad Lerner, che parlerà di immigrazione e comunicazione giornalistica; di Matteo Bordone che parlerà di tendenze e anche di nevrosi in rete; di Silvio Gulizia e Massimo Russo che parleranno del fenomeno startup all’interno del mondo dell’informazione.

    Di seguito, gli ospiti che saranno presenti a #festivalcom14:

    Eleonora Andreatta; Corrado Augias; Amedeo Balbi; Alessandro Barbero; Guido Barbujani; Stefano Bartezzaghi; Irene Bignardi; Matteo Bordone; Salvatore Bragantini; Mario Calabresi; Evelina Christillin; Roberto Cingolani; Furio Colombo; Gherardo Colombo; Gianni Coscia; Roberto Cotroneo; Nando Dalla Chiesa; Enrico Deaglio; Andrea De Carlo; Luigi De Siervo; Rossana Di Fazio; Paolo Fabbri; Oscar Farinetti; Riccardo Fedriga; Maurizio Ferraris; Carlo Freccero; Carola Frediani; Antonello Giacomelli; Paolo Giordano; Alberto Girani; Guido Gnone; Giorgio Gosetti; Silvio Gulizia; Gad Lerner; Margherita Marcheselli; Anna Masera; Massimo Montanari; Eugenio Occorsio; Piero Ottone; Alessandro Penati; Valentina Pisanty; Marco Preve; Francesco Profumo; Federico Rampini; Sara Ranzini; Massimo Recalcati; Carlo Rognoni; Patrizio Roversi; Vincenzi Roppo; Elisabetta Rubini; Massimo Russo; Salvatore Settis; Severino Salvemini; Beppe Severgnini; Danco Singer; Mauro Taiuti; Paolo Costa, Edoardo Montenegro e Pierluigi Vaccaneo, ideatori di Twitteratura; Fedele Usai; Maurizio Wurtz.

    Tutte le iniziative sono gratuite e aperte al pubblico fino ad esaurimento posti.

     

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