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  • In Italia il Cloud è trainato dall’Intelligenza Artificiale

    In Italia il Cloud è trainato dall’Intelligenza Artificiale

    L’Italia vede una crescita importante del mercato cloud, raggiungendo 6,8 miliardi di euro nel 2024, grazie all’intelligenza artificiale. Ecco dati e prospettive per il futuro del settore.

    Il mercato del Cloud italiano continua la sua corsa, raggiungendo nel 2024 un valore di 6,8 miliardi di euro, un incremento del 24% rispetto al 2023.

    Questa forte crescita è trainata, principalmente, dall’intelligenza artificiale (IA), una delle forze motrici principali che sta rivoluzionando il settore.

    La spesa complessiva nel Cloud è dominata dalla componente Public & Hybrid Cloud, che rappresenta un ammontare di 4,8 miliardi di euro.

    Ecco i dati nel dettaglio, approfondendo gli elementi che stanno contribuendo a questo sviluppo e le prospettive future per il settore in Italia.

    La crescita del Cloud: dettagli e numeri chiave

    Il mercato del Cloud italiano sta vivendo una fase di espansione straordinaria. La crescita del 24% rispetto al 2023 testimonia una forte accelerazione, con il Public & Hybrid Cloud a fare da protagonista.

    Questa componente rappresenta la fetta più grande degli investimenti, raggiungendo quota 4,8 miliardi di euro. Ciò riflette la tendenza delle aziende italiane a puntare su modelli di cloud ibrido e pubblico, che consentono una maggiore flessibilità e scalabilità delle risorse IT, fondamentali in un contesto economico e tecnologico in rapida evoluzione.

    Una parte significativa di questa crescita è attribuibile all’IA, la quale si inserisce come elemento trainante nell’adozione di soluzioni cloud. Sempre più aziende riconoscono il valore strategico dell’intelligenza artificiale nella gestione dei dati, nell’automazione dei processi e nell’offerta di servizi innovativi.

    Di conseguenza, il mercato dei servizi Infrastructure as a Service (IaaS) ha visto una crescita tale da superare, per la prima volta, la spesa nei servizi Software as a Service (SaaS). Questo cambiamento di paradigma evidenzia come le imprese siano sempre più propense a investire nelle infrastrutture necessarie per sostenere applicazioni IA avanzate.

    L’impatto dell’Intelligenza Artificiale sul mercato Cloud

    L’intelligenza artificiale è il principale motore che sta guidando il boom del cloud in Italia. Le aziende stanno implementando tecnologie IA non solo per migliorare l’efficienza operativa ma anche per ottenere vantaggi competitivi in diversi settori, dalla sanità al retail, dalla finanza alla logistica. La necessità di elaborare grandi quantità di dati in tempo reale e di sviluppare soluzioni personalizzate ha reso l’utilizzo del cloud una scelta quasi obbligata.

    Le piattaforme cloud, infatti, offrono l’infrastruttura necessaria per gestire i carichi di lavoro imposti dall’intelligenza artificiale, consentendo alle aziende di usufruire di servizi di machine learning e analisi dei dati in modo scalabile e flessibile. Inoltre, le soluzioni di cloud ibrido permettono alle organizzazioni di bilanciare sicurezza e agilità, mantenendo i dati sensibili on-premise mentre sfruttano la potenza computazionale del cloud pubblico per analisi e processi più intensivi.

    Prospettive future: l’ecosistema del cloud in Italia

    Guardando al futuro, si prevede che il mercato del cloud italiano continuerà a crescere, alimentato da una sempre maggiore adozione dell’intelligenza artificiale. La disponibilità di servizi cloud avanzati e specializzati, come il cloud edge e il cloud native, offrirà alle aziende nuove opportunità per sviluppare prodotti e servizi innovativi.

    Il valore del mercato Cloud italiano
    L’immagine appartiene al Politecnico di Milano, Dipartimento di Ingegneria Gestionale

    In questo contesto, diventa cruciale investire in competenze e formazione. Le aziende italiane devono prepararsi a sfruttare appieno il potenziale del cloud e dell’IA, non solo in termini tecnologici ma anche strategici. Formazione e cultura digitale sono elementi chiave per garantire che le imprese possano trarre vantaggio dalla rivoluzione in atto, sviluppando nuove competenze e modelli di business incentrati sull’innovazione.

    L’Italia e lo scenario internazionale

    L’Italia non è sola in questo percorso di digitalizzazione. Anche a livello internazionale, il connubio tra cloud e intelligenza artificiale è al centro degli investimenti delle grandi aziende tecnologiche.

    A tal proposito, è interessante osservare le mosse di attori globali come Microsoft, che sta investendo in modo significativo nel settore in Italia, come descritto in un altro articolo dove approfondiamo gli investimenti di Microsoft su IA e cloud in Italia.

    Questa prospettiva globale sottolinea come l’Italia sia inserita in un più ampio contesto di trasformazione digitale, dove il cloud e l’intelligenza artificiale giocano un ruolo fondamentale.

    Verso una nuova era digitale

    Il mercato del cloud in Italia sta vivendo una fase di forte espansione, alimentata dalla crescente adozione dell’intelligenza artificiale. I dati parlano chiaro: con una crescita del 24% e un valore di mercato di 6,8 miliardi di euro, il cloud si conferma come il pilastro su cui le aziende italiane stanno costruendo il loro futuro digitale.

    Questa tendenza non sembra destinata a rallentare. Al contrario, l’adozione sempre più diffusa di soluzioni IA e l’evoluzione dell’ecosistema cloud lasciano prevedere una crescita continua, offrendo alle aziende nuove opportunità di innovazione.

    In ogni caso, per cogliere appieno questi vantaggi, sarà fondamentale investire in competenze e formazione, affinché le imprese italiane possano sviluppare strategie efficaci per competere in un mercato sempre più digitale e interconnesso.

    L’evoluzione del cloud e dell’intelligenza artificiale in Italia rappresenta non solo una sfida ma anche un’opportunità unica. È una trasformazione che coinvolge l’intero tessuto produttivo, dai settori tradizionali alle startup innovative, e che richiede una visione strategica e investimenti mirati.

    In questo percorso, l’Italia ha tutte le carte in regola per diventare un protagonista nel panorama internazionale, sfruttando la sinergia tra intelligenza artificiale e servizi cloud per costruire un futuro digitale solido e sostenibile.

  • Microsoft investe in Italia su IA e Cloud, la formazione al centro

    Microsoft investe in Italia su IA e Cloud, la formazione al centro

    Microsoft pronta ad investire in Italia 4,3 miliardi di euro per infrastrutture IA e cloud. Al centro la formazione di oltre un milione di persone e sostegno all’innovazione delle aziende italiane.

    Proprio ieri davamo notizia di nuovi investimenti da parte di Oracle in Malesia, con l’apertura di una nuova cloud region. E il pensiero, non espresso, restava sempre su: “e nel nostro paese quando?”.

    Ed ecco che, sempre nella stessa giornata di ieri qualcosa di importante, effettivamente, si è mosso.

    La notizia ha fatto il giro del mondo per via della cifra che il colosso di Redmond vuole investire nel nostro paese. Ci si augura che poi tutto questo auspicio diventi, presto, una realtà concreta.

    Andiamo sulla notizia e su cosa significa per l’Italia, e per l’Europa.

    Microsoft investe in Italia su cloud e IA

    Microsoft ha annunciato ieri un investimento di ben 4,3 miliardi di euro (4,8 miliardi di dollari) in Italia nei prossimi due anni. L’obiettivo è quello di rafforzare l’infrastruttura per l’intelligenza artificiale (IA) e la capacità Cloud nel paese.

    Si tratta della più grande iniziativa di Microsoft in Italia, ed è parte del suo impegno a lungo termine per sostenere la trasformazione digitale del Paese.

    Secondo Brad Smith, vicepresidente e Presidente di Microsoft, l’investimento mira a equipaggiare “il governo italiano, le aziende e la forza lavoro con le tecnologie necessarie per sviluppare un’economia guidata dall’IA, creando nuovi posti di lavoro e generando nuove opportunità di crescita”.

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    Cosa prevede l’investimento

    L’investimento prevede la creazione di nuove infrastrutture cloud e datacenter per accelerare l’adozione dell’IA in Italia, sostenendo così l’innovazione e la produttività delle imprese.

    Microsoft opererà secondo i suoi “AI Access Principles”, che promuovono l’innovazione e la concorrenza nel settore dell’IA, impegnandosi a rendere accessibili le tecnologie IA sia alle organizzazioni sia agli individui. E a farlo in modo responsabile e inclusivo​.

    Oltre all’infrastruttura tecnologica, Microsoft introdurrà un programma di formazione chiamato “AI National Skilling Initiative”. Un programma che prevede di formare oltre un milione di persone in Italia entro il 2025, focalizzandosi sulla promozione delle competenze in IA, sia a livello tecnico che di business.

    Attraverso questa iniziativa, Microsoft e i suoi partner forniranno opportunità di formazione a professionisti e studenti in tutto il Paese, compresi coloro provenienti da comunità svantaggiate​.

    L’impatto dell’investimento sulle aziende italiane

    L’IA ha il potenziale di influire significativamente sulla produttività e sul benessere delle società odierne. Specialmente in un contesto come quello italiano, caratterizzato da carenza di talenti e di invecchiamento della popolazione.

    L’Italia potrebbe perdere circa 3,7 milioni di lavoratori entro il 2040, causando un calo del PIL nazionale notevole.

    L’adozione diffusa delle tecnologie IA potrebbe, invece, contribuire a mantenere i livelli di benessere economico, con un potenziale incremento annuo del PIL fino a 312 miliardi di euro nei prossimi 15 anni.

    Questo aumento includerebbe un impatto positivo di 122 miliardi di euro per le PMI e le aziende del Made in Italy​.

    Il valore della formazione al centro

    La formazione di nuovi talenti nel settore dell’IA rappresenta, quindi, una delle strategie chiave dell’investimento di Microsoft. Attraverso la collaborazione con organizzazioni, istituzioni governative e associazioni, l’iniziativa di Microsoft mira a ridurre la “povertà educativa” e a supportare l’inclusione sociale. Un esempio è l’iniziativa “Include to Grow” della non-profit ELIS, che si concentra sull’aiutare le donne che non sono riuscite a trovare lavoro dopo il congedo di maternità​.

    L’infrastruttura cloud di Microsoft, che verrà potenziata da questo investimento, consentirà alle aziende italiane di sfruttare appieno il potenziale dell’IA per crescere e innovare in modo sicuro.

    Il programma AI L.A.B. di Microsoft Italia ha già coinvolto oltre 320 aziende, portando alla creazione di più di 450 progetti basati sull’IA generativa, con il 50% di essi già in fase operativa.

    Quasi metà delle aziende usa soluzioni IA

    Secondo uno studio condotto da THEA Group e Microsoft Italia, il 47% delle aziende che utilizzano soluzioni basate sull’IA ha registrato un aumento della produttività superiore al 5%, mentre il 74% ha riportato un incremento di oltre l’1%.

    Questi guadagni di produttività sono particolarmente rilevanti considerando che la crescita della produttività in Italia negli ultimi vent’anni è stata solo dell’1,6%​

    L’approccio responsabile e sostenibile all’IA di Microsoft

    Microsoft si impegna a sviluppare l’IA in modo responsabile e sostenibile, seguendo sei principi chiave: equità, affidabilità e sicurezza, privacy e sicurezza, inclusività, trasparenza e responsabilità.

    Inoltre, l’azienda si è impegnata a garantire che la sua infrastruttura cloud in Italia rispetti gli standard nazionali per la classificazione dei dati, offrendo servizi cloud anche all’Amministrazione Pubblica attraverso il “Polo Strategico Nazionale”​.

    Microsoft ha inoltre introdotto iniziative per la sostenibilità dell’IA, tra cui l’uso di energie rinnovabili nelle sue infrastrutture.

    Il colosso di Redmond ha sottoscritto tre accordi di acquisto di energia (PPA) per fonti rinnovabili in Italia e sta pianificando ulteriori investimenti per garantire che i suoi data center funzionino in modo efficiente dal punto di vista energetico.

    Questi data center utilizzano sistemi di raffreddamento diretti che riducono il consumo di acqua ed energia, contribuendo a un minore impatto ambientale​.

    Un grande segnale di fiducia

    L’investimento di Microsoft rappresenta un importante segnale di fiducia per il mercato italiano.

    Rafforzare l’infrastruttura digitale attraverso l’IA e il cloud può favorire l’innovazione e la crescita economica del Paese, specialmente per le piccole e medie imprese (PMI) che costituiscono la spina dorsale dell’economia italiana.

    Inoltre, la formazione di un milione di persone entro il 2025 potrebbe aiutare a colmare il gap di competenze nel settore dell’IA, posizionando l’Italia come uno dei principali hub di sviluppo tecnologico in Europa.

    L’attenzione di Microsoft alla sostenibilità e all’inclusività, inoltre, rappresenta un passo significativo verso una trasformazione digitale che non lasci indietro nessuno, rispondendo alle sfide sociali ed economiche legate alla modernizzazione del Paese.

    Una grande opportunità e speriamo diventi realtà

    Questo investimento non rappresenta solo un’opportunità economica, ma anche un catalizzatore per una trasformazione culturale che potrebbe influenzare positivamente diversi settori della società italiana.

    L’investimento di 4,3 miliardi di euro di Microsoft in Italia è destinato ad avere un impatto significativo sul panorama tecnologico e sull’economia del Paese.

    Da un lato, offrirà alle aziende italiane gli strumenti necessari per innovare e rimanere competitive in un mercato globale sempre più digitalizzato; dall’altro, contribuirà a creare una forza lavoro qualificata, pronta ad affrontare le sfide del futuro con un approccio responsabile e sostenibile all’IA.

    Certo, ci si augura che tutto questo possa tradursi in fatti concreti, dovendo confrontarsi con una realtà italiana molto complessa e molto frastagliata.

    [L’immagine di copertina è realizzata da @franzrusso attraverso IA con Image Creator di Microsoft]

  • Anche Oracle guarda al sud-est asiatico: nuova cloud region in Malesia

    Anche Oracle guarda al sud-est asiatico: nuova cloud region in Malesia

    Oracle investe oltre 6,5 miliardi di dollari per la nuova cloud region in Malesia. Si rafforza così la presenza dell’azienda, favorendo l’innovazione tecnologica nel sud-est asiatico.

    Lo sviluppo delle nuove tecnologie e l’evoluzione dell’Intelligenza Artificiale guardano sempre più a Est, verso l’Asia.

    Oracle ha annunciato un importante investimento di oltre 6,5 miliardi di dollari per la creazione di una cloud region pubblica in Malesia, un passo significativo nella strategia globale dell’azienda per soddisfare la crescente domanda di servizi di intelligenza artificiale (IA) e cloud nella regione del Sud-Est asiatico.

    La nuova cloud region in Malesia sarà la terza di Oracle nel Sud-Est asiatico, dopo le due esistenti a Singapore. Attualmente, Oracle dispone di 50 cloud region pubbliche in 24 paesi, segnalando così il suo forte impegno verso il mercato asiatico​.

    I piani di Oracle e l’espansione in Asia

    L’investimento in Malesia rientra in un più ampio piano di espansione di Oracle in Asia. La società mira a estendere la propria presenza attraverso la creazione di infrastrutture che coprano “dal Giappone fino alla Nuova Zelanda e all’India”.

    Chris Chelliah, vicepresidente senior per la tecnologia e la strategia dei clienti in Giappone e Asia Pacifico di Oracle, ha sottolineato come la Malesia rappresenti un mercato con un forte potenziale di crescita, offrendo numerose opportunità, soprattutto nell’ambito dell’IA e dei data center.

    Anche Oracle guarda al sud-est asiatico: nuova cloud region in Malesia

    Garrett Ilg, vicepresidente esecutivo e direttore generale di Oracle per Giappone e Asia Pacifico, ha aggiunto che la Malesia offre opportunità uniche per le organizzazioni che desiderano accelerare la propria crescita grazie alle più recenti tecnologie digitali.

    Questo investimento, infatti, posiziona la Malesia come un importante punto di accesso per le infrastrutture cloud e una vasta gamma di applicazioni SaaS (Software as a Service).

    L’impatto sull’economia digitale della Malesia

    Il ruolo della Malesia come hub tecnologico in Asia è destinato a crescere grazie all’investimento di Oracle, che avrà un impatto significativo anche sulle piccole e medie imprese (PMI) del paese, aiutandole a sfruttare le tecnologie innovative come l’IA e il cloud per migliorare la propria competitività a livello globale.

    Secondo il Ministro dell’Industria e degli Investimenti della Malesia, Tengku Datuk Seri Zafrul Tengku Abdul Aziz, questo investimento è in linea con il piano industriale nazionale, che punta a creare 3.000 fabbriche intelligenti entro il 2030. L’investimento di Oracle rappresenta quindi un passo importante verso la realizzazione di questa visione​.

    I servizi di Oracle in Malesia

    La cloud region in Malesia consentirà ai clienti e ai partner di Oracle di sfruttare appieno l’infrastruttura e i servizi di intelligenza artificiale offerti da Oracle Cloud Infrastructure (OCI). Tra i servizi offerti ci sono oltre 150 soluzioni, tra cui Oracle Autonomous Database e Oracle Cloud VMware Solution, insieme a servizi IA accelerati come NVIDIA AI Enterprise, NVIDIA Omniverse e NVIDIA DGX Cloud.

    Una delle caratteristiche chiave di questa infrastruttura è la possibilità di gestire la sovranità dei dati, consentendo ai clienti di mantenere il controllo su dove vengono memorizzati e gestiti i dati.

    Questo aspetto è particolarmente importante in settori regolamentati, dove il rispetto delle norme sulla residenza dei dati è fondamentale. Grazie all’accesso a soluzioni generative di IA, come gli agenti di Oracle OCI con capacità di retrieval-augmented generation (RAG), le aziende locali potranno competere più efficacemente in un contesto digitale sempre più complesso​.

    Le iniziative delle altre aziende tecnologiche

    Le previsioni di IDC FutureScape indicano che il mercato dei servizi cloud pubblici in Malesia crescerà con un tasso composto annuo del 27,2% tra il 2022 e il 2027. La creazione della nuova regione cloud da parte di Oracle è un segnale del potenziale della Malesia come hub tecnologico e di innovazione nel Sud-Est asiatico​.

    Questo investimento da parte di Oracle si inserisce in un contesto di crescente interesse delle grandi aziende tecnologiche verso il Sud-Est asiatico. Microsoft, ad esempio, ha annunciato un investimento di 1,7 miliardi di dollari in Indonesia; Amazon ha pianificato di investire 9 miliardi di dollari a Singapore e 5 miliardi in Thailandia.

    Inoltre, Google ha recentemente avviato la costruzione di un centro dati da 2 miliardi di dollari in Malesia, contribuendo a un investimento totale che dovrebbe superare i 3 miliardi di dollari nell’economia del paese entro il 2030​.

    L’investimento di Oracle rappresenta un impegno significativo nello sviluppo dell’infrastruttura digitale della Malesia, rafforzando la posizione del paese come hub tecnologico emergente nel Sud-Est asiatico.

    Questo investimento si inserisce in una più ampia strategia di Oracle per rafforzare la propria presenza globale, in particolare in Asia, dove la domanda di servizi cloud e intelligenza artificiale è in rapida crescita.

    Grazie alla sua infrastruttura resiliente, alle elevate prestazioni e all’attenzione alla sovranità dei dati, Oracle mira a posizionarsi come leader nel panorama digitale della Malesia e dell’intera regione asiatica.

     

  • Canva sempre di più in direzione IA generativa con Leonardo

    Canva sempre di più in direzione IA generativa con Leonardo

    Canva acquisisce Leonardo.ai per integrare tecnologie avanzate di IA nella sua piattaforma, migliorando le capacità creative dei contenuti in vista della IPO del prossimo anno.

    Dopo aver dato un contributo eccellente alla diffusione dell’attività di editing, Canva punta ormai alla IA generativa. Avendo rivoluzionato l’editing di immagini, spostandolo da software a “servizio”, la società australiana si appresta a fare un ulteriore passo in avanti.

    Infatti, Canva, che vanta circa 190 milioni di utenti attivi al mese, ha ufficializzato oggi l’acquisizione di una startup australiana, Leonardo.ai, specializzata in contenuti e ricerca nell’ambito dell’intelligenza artificiale generativa.

    L’obiettivo di Canva rimane quello di creare una “suite di strumenti di intelligenza artificiale visiva a livello globale”.

    Non sono stati divulgati i termini, ma è evidente che questo accordo, che punta sull’IA, sarà una grande spinta per la prossima IPO di Canva, prevista per il 2025.

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    Canva e la collaborazione con Leonardo.ai

    Leonardo.ai “continuerà a sviluppare la sua piattaforma web” come offerta di prodotto separata, secondo quanto dichiarato da Cameron Adams, fondatore di Canva.

    La tecnologia di Leonardo.ai e il modello di fondazione Phoenix saranno inoltre “velocemente” integrati nella suite esistente “Strumenti Magici” di Canva, come il generatore di immagini e video “Contenuti Magici”.

    Leonardo rappresenta l’ottava acquisizione di Canva dopo: Affinity (2024), Flourish (2022), Kaleido (2021), Smartmockups (2021), Pexels (2019), Pixabay (2019) e Zeetings (2018).

    Come è nata Leonardo.ai

    Leonardo.ai è una startup australiana fondata nel 2022, specializzata in tecnologie di intelligenza artificiale generativa per la creazione di contenuti visivi.

    La sede principale si trova a Sydney. L’azienda ha rapidamente guadagnato popolarità grazie al suo strumento di maggior successo: un generatore di immagini AI che consente agli utenti di creare asset visivi di alta qualità per vari settori, tra cui il design di videogiochi, la produzione video, la moda e la pubblicità.

    Uno degli strumenti più innovativi di Leonardo.ai è il “Realtime Canvas”, che permette di generare immagini in tempo reale basate su input dell’utente, rendendo più facile e veloce il processo creativo.

    La piattaforma ha attratto milioni di utenti e importanti investimenti, totalizzando oltre 700 milioni di immagini generate finora.

    Phoenix lo strumento di Leonardo che ha stregato Canva

    L’azienda ha anche lanciato di recente Phoenix, a cui si accennava prima.

    Phoenix è un modello innovativo sviluppato da Leonardo.ai per la generazione di immagini basate su intelligenza artificiale. Lanciato di recente, Phoenix rappresenta un passo avanti nell’attività di prompting, nella chiarezza del testo integrato nelle immagini e nel controllo creativo.

    Il modello è in grado di generare testi chiari e leggibili all’interno delle immagini, utile per la creazione di banner, poster e loghi.

    canva leonardo ai piattaforma franzrusso
    Leonardo.ai

    Phoenix offre funzionalità come l’editing dei prompt e l’enhancement, permettendo agli utenti di modificare facilmente le generazioni e ottenere i risultati desiderati.

    Canva ha affermato che questa acquisizione darà a Leonardo la possibilità di innovare ulteriormente nell’ambito dell’IA, aumentando al contempo la portata dell’organizzazione.

    Canva supporterà Leonardo affinché la sua attuale traiettoria sia “sovrapotenziata” e possa “costruire una piattaforma di IA generativa ancora più incentrata sulla creatività a livello globale”.

    La società di Cameron Adams acquisirà gli oltre 19 milioni di utenti registrati su Leonardo, provenienti da una vasta gamma di settori tra cui pubblicità, marketing e design.

     

     

  • MAIA, la IA italiana che punta alla Personalizzazione

    MAIA, la IA italiana che punta alla Personalizzazione

    MAIA è l’IA generativa italiana che rivoluziona il settore con personalizzazione, privacy e supporto linguistico. Ecco l’aggiornamento V5 e nuove funzionalità.

    Nel panorama in rapida evoluzione dell’Intelligenza Artificiale generativa, il 2024 ha visto progressi significativi. Giganti tech come OpenAI, Meta, Google e Microsoft hanno continuato a perfezionare i loro modelli. Migliorando la comprensione del linguaggio naturale e la generazione di contenuti.

    Ad ogni modo, sfide come la personalizzazione, la privacy e la conservazione delle specificità linguistiche locali rimangono al centro del dibattito.

    In questo contesto, vorrei segnalare un progetto tutto italiano. E in relazione alle ultime tre sfide indicate, si sta facendo notare.

    Si chiama MAIA ed è un’intelligenza artificiale generativa che affronta queste sfide con un approccio innovativo.

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    Il lancio di MAIA e nuova versione

    Lanciata ad aprile 2024, MAIA ha già attirato l’attenzione per la sua capacità di offrire un’esperienza altamente personalizzata, rispettando la privacy degli utenti e valorizzando il patrimonio linguistico italiano

    Ora, con l’aggiornamento V5 rilasciato qualche giorno fa, MAIA fa un ulteriore passo avanti, introducendo funzionalità che la rendono un prodotto unico nel panorama dell’IA.

    Questo aggiornamento non solo rafforza la posizione di MAIA nel mercato dell’IA, ma apre anche nuove possibilità per l’integrazione dell’intelligenza artificiale nella vita quotidiana degli utenti, italiani e internazionali.


    Leggi anche:

    OpenAI lancia la sfida a Google con il motore di ricerca basato su IA

    MAIA e le nuove caratteristiche

    • Architettura MAISTER: un framework innovativo che integra e coordina cinque modelli di IA per una gamma più ampia di funzionalità.
    • Azioni rapide: quattro comandi veloci (Trascrivi, Traduci, Riformula e Riassumi) per gestire efficacemente testo, immagini e audio.
    • Integrazione con altre app: collegamento diretto con WhatsApp, Telegram, YouTube e altre piattaforme digitali di uso comune.
    • Dataset potenziato: ampliato da 50.000 a 400.000 esempi selezionati per risposte più accurate e apprendimento velocizzato.

    L’evoluzione della tecnologia di MAIA

    Stefano Mancuso, COO di Synapsia, sottolinea: “MAIA diventa multimodale e multimodello: oggi è un prodotto unico nel panorama, pensato per adattare la tecnologia all’individuo“. Questo aggiornamento mantiene i punti di forza originali di MAIA:

    1. Personalizzazione avanzata: grazie al Neural ID, MAIA apprende continuamente dalle interazioni dell’utente.
    2. Rispetto della privacy: l’applicazione protegge contro la profilazione indesiderata e offre agli utenti il controllo sui propri dati.
    3. Preservazione linguistica: MAIA continua a supportare e valorizzare il patrimonio linguistico italiano.

    La diffusione di MAIA

    Dal suo lancio in aprile, MAIA ha registrato oltre 50.000 utenti, di cui il 75% retail e il 25% professionisti. L’applicazione offre una base di servizi gratuiti con funzionalità avanzate disponibili tramite abbonamento mensile.

    MAIA e la visione futura

    MAIA non è solo un prodotto tecnologico, ma rappresenta una visione per un futuro in cui la tecnologia si adatta all’individuo. Il progetto mira allo sviluppo dell’Intelligenza Artificiale Generale (AGI), coinvolgendo attivamente la comunità open-source attraverso il modello LLM MAGIQ.

    MAIA, sostenibilità e innovazione

    MAIA adotta un approccio innovativo per minimizzare l’impatto ambientale, ottimizzando le risorse e riducendo il consumo energetico attraverso un sofisticato sistema multi-modello.

    Con questo aggiornamento, MAIA si conferma all’avanguardia nel campo dell’intelligenza artificiale generativa, offrendo un’esperienza utente senza precedenti e aprendo nuove possibilità per l’integrazione dell’IA nella vita quotidiana.

  • Innovazione sostenibile, l’impegno di Elmec Informatica

    Innovazione sostenibile, l’impegno di Elmec Informatica

    Elmec Informatica si impegna per la sostenibilità con iniziative innovative per dipendenti e ambiente. Dai servizi di benessere alla riduzione delle emissioni, l’azienda punta a un futuro più verde e responsabile nel settore IT.

    Elmec Informatica ha recentemente evidenziato il suo impegno per ridurre l’impatto ambientale e sociale attraverso una serie di iniziative innovative. Durante la Settimana della Sostenibilità, l’azienda ha promosso diverse attività focalizzate sulla salute e il benessere dei dipendenti, inclusi servizi di visite mediche, corsi di formazione e spazi per la socializzazione.

    Nuovi servizi e iniziative per i dipendenti

    L’azienda ha annunciato una serie di nuovi servizi destinati alla comunità dei propri dipendenti. Tra queste iniziative vi sono visite mediche periodiche, programmi di formazione continua e la creazione di aree destinate alla socializzazione e al benessere. Queste azioni mirano a migliorare la qualità della vita lavorativa e a favorire un ambiente di lavoro più sano e produttivo.

    Riduzione di emissioni: Progetto Road to 20

    Elmec ha lanciato il Progetto Road to 20, volto a ottimizzare il consumo di carburante delle auto aziendali e a ridurre le emissioni di CO2. Questo progetto rappresenta un passo significativo verso la riduzione dell’impatto ambientale dell’azienda, promuovendo al contempo una cultura della sostenibilità tra i dipendenti.

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    Economia Circolare: Progetto Greta

    L’azienda supporta i principi dell’economia circolare attraverso varie iniziative, tra cui il riciclo delle capsule di caffè, Progetto Greta. Questo processo consente uno smaltimento più rapido e sostenibile, riducendo l’impatto ambientale delle capsule consumate quotidianamente dai dipendenti e ne promuove il riciclo.

    Oltre a questo, Elmec ha creato un frutteto e un orto aziendale, che non solo riducono gli sprechi ma contribuiscono anche a creare un ambiente di lavoro più verde e sostenibile. I prodotti del frutteto e dell’orto vengono utilizzati nelle mense aziendali, promuovendo l’autosufficienza e l’alimentazione sana.

    Elmec e il Bilancio di Sostenibilità

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    Elmec ha presentato il proprio Bilancio di Sostenibilità, un documento che delinea le azioni e i progetti implementati per raggiungere obiettivi ESG (Environmental, Social, and Governance). Questo bilancio rappresenta un impegno concreto dell’azienda a promuovere la sostenibilità in tutte le sue operazioni, garantendo trasparenza e responsabilità. Tra gli obiettivi principali, Elmec punta a ridurre le emissioni di CO2 del 30% entro il 2025 e a raggiungere il 100% di utilizzo di energie rinnovabili.

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    In conclusione

    Attraverso queste iniziative, Elmec Informatica dimostra il proprio impegno per un futuro più sostenibile, sia a livello ambientale che sociale. L’azienda continua a lavorare per migliorare la qualità della vita dei propri dipendenti e per ridurre il proprio impatto ambientale, confermandosi un leader nell’innovazione sostenibile.

     

  • Shein, la startup di maggior successo degli ultimi 10 anni

    Shein, la startup di maggior successo degli ultimi 10 anni

    Ecco le startup di maggior successo degli ultimi dieci anni: Shein al primo posto; poi ByteDance e OpenAI. Ecco le loro valutazioni, crescita e impatto sul mercato.

    Di Shein si è parlato di recente, in quanto è stata individuata dall’UE come una “big tech” (supera i 45 milioni di utenti mensili). E per questo è chiamata a rispettare le regole così come impostate all’interno del DSA – Digital Services Act.

    Il marketplace cinese, che si pone come alternativa a Amazon, in quanto big tech nella UE, deve impegnarsi proteggere gli utenti da contenuti e prodotti illegali.

    Shein è stata anche di recente denunciata da alcuni grandi marchi, come Oakley e Ralph Lauren per aver violato la proprietà intellettuale. La contraffazione dei prodotti è uno dei grandi temi che la startup cinese deve affrontare.

    Il caso Shein, la startup cinese di successo

    Ma di Shein si parla anche per essere stata confermata come la startup di maggior successo degli ultimi dieci anni, posizionandosi tra le prime tre per valutazione di mercato, percezione del pubblico, crescita e numero di dipendenti.

    Al secondo posto si piazza la startup proprietaria della piattaforma TikTok, ByteDance, che vanta la valutazione più alta, il punteggio più alto in termini di crescita e il numero più alto di dipendenti.

    Al terzo posto si colloca OpenAI, l’associazione senza scopo di lucro che ha creato ChatGPT. L’associazione, il cui CEO è Sam Altman, vanta la seconda valutazione aziendale più alta e un altrettanto significativo tasso di crescita.

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    Ecco l’Indice di Successo delle Startup

    Questi dati derivano dall’”Indice di Successo delle Startup“, elaborato dagli esperti di Vention, società americana di sviluppo software, che ha analizzato un elenco di 1.220 startup, tratto da CB Insights.

    L’analisi si è basata su valutazione, percezione del pubblico in relazione al volume di ricerche, punteggio di crescita e numero di dipendenti. I risultati per ciascuna categoria sono stati convertiti in un punteggio, il massimo è 100, dai quali è derivata questa classifica.

    Shein al primo posto

    Shein quindi è al vertice di questa lista con un punteggio di 87,12. Lo studio ha rivelato che Shein, che conta oltre 100.000 dipendenti, si è classificata tra le prime tre in ogni categoria.

    La startup cinese ha un valore di 66 miliardi di dollari, il terzo più alto rilevato dall’analisi, e un volume di ricerca mensile medio di 62 milioni a livello globale. Shein viene cercata 277 volte più di ByteDance, che si è classificata seconda nell’elenco delle startup più di successo dell’ultimo decennio.

    ByteDance

    ByteDance, proprietaria di TikTok, si è classificata come la seconda startup di successo con un punteggio di 83,57, avendo il valore più alto tra tutte le startup elencate, pari a 225 miliardi di dollari. L’azienda ha anche il maggior numero di dipendenti, ossia il 50% in più di Shein, e ha ottenuto il punteggio più alto in termini di.

    ByteDance conta circa 150.000 dipendenti e ha registrato una crescita del numero totale dei dipendenti del 4% negli ultimi sei mesi. Sebbene ByteDance abbia un volume di ricerca mensile inferiore, pari a 223.582, val la pena notare che la sua azienda sussidiaria, TikTok, vanta una media di 58 milioni di ricerche a livello mondiale, ogni mese.

    OpenAI di ChatGPT

    Al terzo posto si trova lo sviluppatore di ChatGPT, OpenAI, con un punteggio di 76,56. Lo studio ha rivelato che la società di ricerca e implementazione dell’intelligenza artificiale ha la seconda valutazione più alta, 80 miliardi di dollari, e il secondo punteggio di crescita più alto, vale a dire 8,98.

    Nonostante abbia il numero più basso di dipendenti tra le prime 10, con poco più di 700, OpenAI registra il quarto volume di ricerche mensili più elevato tra tutte le aziende, con oltre 10,5 milioni di ricerche ogni mese.

    Stripe

    Stripe, startup di tecnologia finanziaria, si classifica quarta con un punteggio di 67,42. Ha il quarto valore aziendale più alto, 65 miliardi di dollari, e il quarto maggior numero di dipendenti tra le top 10, cioè 7.000.

    Databricks e Revolut

    Al quinto posto troviamo la piattaforma di dati cloud per l’IA aziendale Databricks, con un punteggio di 60,82. Databricks ha un valore aziendale di 43 miliardi di dollari e il quarto punteggio di crescita più alto: 7,07.

    Segue la compagnia di fintech Revolut al sesto posto, con un punteggio di 60,15. Revolut è valutata 50,8 miliardi di dollari ma ha oltre 1.500 dipendenti in più di Databricks. La compagnia di fintech si è classificata più alta rispetto a Chime, con sede a San Francisco, che si è piazzata decima nella lista.

    Canva vanta più ricerche mensili

    Canva si posiziona al settimo posto, con un punteggio di 56,09. Il punteggio più alto di Canva nell’indice è stato per la percezione del pubblico, dove si è classificata prima tra le aziende prese in esame dall’analisi. Canva viene ricercata su Google quasi due terzi in più rispetto a Shein, con oltre 98 milioni di ricerche ogni mese.

    Epic Games

    Epic Games si trova all’ottavo posto con un punteggio di 53,29. Lo sviluppatore americano di videogiochi e software ha un valore di 23 miliardi di dollari e poco più di 4.000 dipendenti. La compagnia di videogiochi si è classificata al di sopra di Niantic, meglio conosciuta per lo sviluppo del gioco mobile in realtà aumentata Pokémon Go, che ha un valore di 9 miliardi di dollari e 1.050 dipendenti.

    Miro

    La piattaforma di collaborazione digitale Miro si trova al nono posto, con un punteggio di 52,84. Miro ha il valore più basso tra tutte le aziende delle top 10 elencate, pari a 18 miliardi di dollari, ma ha il quinto punteggio di crescita più alto: 6,93. Uno dei principali concorrenti di Miro, Lucid Software, ha un valore di 3 miliardi di dollari e un punteggio di crescita di 3,3.

    Chime

    Infine, Chime conclude la lista al decimo posto con un punteggio di 47,92. La compagnia di fintech vale 25 miliardi di dollari, che è 20 miliardi in più rispetto al concorrente Monzo.

    Il fintech ai vertici

    Guardando la classifica delle prime 10 aziende, si nota che il fintech sembra essere l’industria più prevalente, con più startup tecnologiche che hanno riscontrato maggiore successo rispetto alle startup ‘tradizionali’.

    Osservando invece l’industria del retail, la seconda azienda più popolare dopo Shein è stata GoPuff, azienda americana di beni di consumo e consegna di alimenti, che si è classificata dodicesima.

    Nuovi modelli di business

    Sempre a livello di nota, non si può non segnalare come questa analisi ci proponga ai vertici tre aziende come Shein, ByteDance e OpenAI. Aziende, o comunque startup, che hanno dato vita a modelli di business innovativi, partnership strategiche e tecnologia all’avanguardia.

    E infine, OpenAI che nonostante faccia registrare il numero più basso di dipendenti, vanta già una posizione di leader nello sviluppo di tecnologie all’avanguardia come l’intelligenza artificiale.

  • L’Italia tra i primi 10 paesi al mondo per violazione dei dati

    L’Italia tra i primi 10 paesi al mondo per violazione dei dati

    Secondo un recente studio, l’Italia si piazza al nono posto a livello mondiale per violazioni di dati, con circa 267 milioni di account compromessi dal 2004.

    Nel giorno del World Password Day, 2 maggio 2024, Surfshark diffonde i dati relativi alla Mappa Mondiale delle Violazioni dei Dati. Sono dati che, proprio in una giornata come questa, dovrebbero spingerci a fare serie riflessioni sui rischi attuali.

    E dopo aver fatto una seria riflessione, è il caso di agire. I sistemi di violazione sono sempre più sofisticati e i livelli di allerta e attenzione devono seguire di pari passo.

    Adesso diamo un’occhiata a questi dati con qualche valutazione di merito.

    I dati in Italia dei primi tre mesi del 2024

    Nel primo trimestre del 2024, in Italia sono stati compromessi 1,3 milioni di utenti online, registrando un incremento del 20% rispetto all’ultimo trimestre del 2023, come evidenziato da Surfshark, società specializzata in cybersecurity.

    A titolo di confronto, in Francia gli account violati nell’ultimo trimestre sono stati 4 milioni, mentre in Spagna 2,3 milioni.

    L’analisi evidenzia che l’Italia è il nono Paese più colpito al mondo, con 266,8 milioni di account compromessi dal 2004.

    L'Italia tra i primi 10 paesi al mondo per violazione dei dati

    Italia al nono posto al mondo per violazione dei dati

    L’analisi di Surfshark sulle violazioni di dati negli ultimi 20 anni mostra che, dei 266,8 milioni di account compromessi in Italia, 70 milioni avevano email univoche.

    In 20 anni sono stati compromessi ben 25,4 account al minuto.

    In media, ogni indirizzo email è stato violato insieme a 2,4 altri record personali. Nel nostro paese sono stati esposti un totale di 645,3 milioni di record personali.

    Ad esempio, 279,7 milioni di password sono state violate insieme agli account italiani, comportando seri rischi come furto di identità, estorsione o altri crimini informatici.

    I casi di violazione che hanno coinvolto l’Italia

    Nell’ultimo trimestre, il caso di violazione dei dati più significativo, che ha toccato anche l’Italia, è stato quello di Cutout.Pro. La violazione ha esposto 20 milioni di record di utenti, a livello globale. In Italia sono state violate 63 mila email.

    Altre violazioni da segnalare, che hanno riguardato account italiani, sono Pandabuy (33.600) e Mr. Green Gaming (293).

    A livello globale, il numero di violazioni dei dati è in forte aumento.

    L’ampio monitoraggio delle tendenze di violazione dei dati effettuato da Surfshark negli ultimi vent’anni rivela una realtà digitale allarmante: le perdite di dati persistono come una minaccia globale continua. Dal 2004, un impressionante totale di 17 miliardi di account utente è stato compromesso a livello mondiale, con 400 milioni di episodi registrati all’inizio di quest’anno“, afferma Lina Survila, portavoce di Surfshark. “Invitiamo tutti a rimanere vigili, a creare password sicure, a non riutilizzarle e a fare attenzione quando condividono informazioni personali online“.

    17 miliardi di email violate

    Dei 17 miliardi di account violati, il 38% erano caratterizzati da indirizzi email univoci. Un totale di 60,9 miliardi di dati sono stati esposti (di cui 17,2 miliardi erano indirizzi email) dal 2004.

    In media, ogni indirizzo email è stato compromesso insieme a 3 ulteriori record di dati. Gli account americani e russi sono i più frequentemente compromessi.

    I 10 paesi più colpiti

    In ordine decrescente, i dieci paesi più colpiti, dal 2004:

    1. Stati Uniti (3 miliardi)
    2. Russia (2,4 miliardi)
    3. Cina (1,1 miliardi)
    4. Francia (521,6 milioni)
    5. Germania (486,7 milioni)
    6. Brasile (354,2 milioni)
    7. Regno Unito (321,9 milioni)
    8. India (320,5 milioni)
    9. Italia (266,8 milioni)
    10. Canada (213,8 milioni).

    I paesi con la più alta densità di violazioni dal 2004 (numero di account violati per residente) includono: Russia (16,8), Stati Uniti (9,0), Sudan del Sud (8,1), Francia (8,1), Repubblica Ceca (6,1), Singapore (5,8), Germania (5,8), Canada (5,5), Australia (5,3), Regno Unito (4,8) e Portogallo (4,7).

    Quando un account di posta elettronica viene compromesso, l’utente rischia di essere vittima di furto di identità. I truffatori potrebbero inviare email false spacciandole per comunicazioni veritiere da parte di organizzazioni conosciute

    Queste stesse email potrebbero contenere link infetti da virus informatici o sollecitazioni a rivelare ulteriori informazioni personali. Fenomeno che conosciamo tutti bene, più o meno.

    Se l’indirizzo email è stato compromesso insieme ad ulteriori dati personali come nome e indirizzo, i truffatori potrebbero persino riuscire a impersonare la vittima per scopi malevoli.

    Se sospetti che le tue informazioni siano state compromesse, dovresti:

    • Modificare immediatamente le password dei tuoi account.
    • Abilitare l’autenticazione a due fattori, ove possibile.
    • Contattare la propria banca se le informazioni della carta di credito sono state divulgate.
    • Eseguire una scansione dei propri dispositivi alla ricerca di malware.
    • Mantenere un livello di vigilanza elevato contro possibili frodi, in particolare se sono stati compromessi l’indirizzo email, il numero di telefono o altre informazioni di contatto.

    Indicazioni sulla metodologia dell’analisi

    Una violazione dei dati si verifica quando dati riservati e sensibili vengono esposti a parti non autorizzate. In questo studio, ogni indirizzo email compromesso utilizzato per registrarsi a servizi online viene trattato come un account utente separato, che potrebbe essere stato compromesso insieme ad ulteriori informazioni, come password, numero di telefono, indirizzo IP, codice postale e altro.

    I dati sono stati raccolti da partner indipendenti da 29.000 database accessibili al pubblico e aggregati per indirizzo email. Per determinare la localizzazione dell’indirizzo email, sono stati esaminati diversi parametri associati, come nomi di dominio, indirizzi IP, località, coordinate, valute o numeri di telefono. Questi dati sono stati poi resi anonimi e trasmessi ai ricercatori di Surfshark per l’analisi statistica dei risultati.

    La Mappa Mondiale delle Violazioni dei Dati viene aggiornata mensilmente con i dati più recenti forniti da partner indipendenti. I paesi con una popolazione inferiore a 1 milione di persone non sono stati inclusi nell’analisi.

    Per la metodologia completa, clicca su questo link: https://surfshark.com/research/data-breach-monitoring/methodology

  • Microsoft e investimenti IA: 1,7 miliardi di dollari in Indonesia

    Microsoft e investimenti IA: 1,7 miliardi di dollari in Indonesia

    Microsoft annuncia un investimento di 1,7 miliardi di dollari in Indonesia sull’intelligenza artificiale e il cloud. L’azienda si impegna a formare 2,5 milioni di persone per stimolare la crescita economica dell’area.

    Microsoft continua la sua operazione di investimenti sull’Intelligenza Artificiale, e sul cloud computing. Adesso è la volta dell’Indonesia. L’annuncio è che l’azienda guidata da Satya Nadella realizzi un piano di investimenti su IA e cloud da 1,7 miliardi di dollari per la durata di 4 anni.

    Si tratta di un investimento importante per il colosso di Redmond che va a coinvolgere il paese che rappresenta l’economia più grande del sud-est asiatico.

    Microsoft investe anche nella formazione

    L’azienda si impegna, inoltre, a contribuire alla formazione di 2,5 milioni di persone nel sud-est asiatico con competenze specifiche sull’intelligenza artificiale, di cui 840.000 in Indonesia.

    investimenti microsoft IA indonesia satya nadella franz russo

    Un tempo snobbata, questa area dell’Asia comincia ad essere sempre più interessante e appetibile. Fino a non molto tempo fa la maggior parte degli investimenti tech da parte di grandi aziende riguardavano spesso la Cina o l’India. I due paesi del continente più avanzati da questo punto di vista.

    Ma ora qualcosa è cambiato. E Microsoft è pronta a cogliere l’opportunità.

    Cambia il contesto e cambiano gli investimenti

    Il contesto geopolitico dell’area sta cambiando e, di conseguenza, cambiano le aree su cui le aziende concentrano i propri investimenti.

    Prima di Nadella, anche Jensen Huang di Nvidia e Tim Cook di Apple avevano fatto visita nella regione. Obiettivo comune è quello di inseguire una popolazione giovane ed esperta di tecnologia, nel momento in cui la crescita cinese diminuisce.

    L’impatto della IA sulla crescita

    La rivoluzione dell’IA sarà la prossima grande svolta nella curva di crescita del PIL”, ha detto Nadella di fronte a centinaia di partecipanti ad un evento aziendale a Giakarta. Erano presenti quindi sviluppatori di software, ministri e amministratori delegati.

    Ciò avrà un impatto reale anche in Indonesia, dove avremo nella regione una crescita extra del 10%-12%“.

    Da un po’ di tempo, a seguito del grande investimento fatto da Microsoft su OpenAi, l’opera di Nadella è quella di andare in giro nelle aree geografiche più idonee per gli investimenti sulla AI. Sta attraversando zone sempre più diverse.

    I viaggi e la strategia di Nadella

    Durante i suoi viaggi continua a spingere i governi e le imprese a investire in tecnologia e nella formazione delle persone. Il suo nuovo mantra è quello di parlare del grande potenziale dell’intelligenza artificiale per rimodellare intere economie.

    I suoi viaggi lo porteranno anche a Bangkok (Tailandia) e Kuala Lumpur (Malesia) entro la fine di questa settimana.

    Satya Nadella - CEO Microsoft
    Satya Nadella – CEO Microsoft

    In questo modo, Microsoft si sta ponendo un passo avanti rispetto ai suoi competitor, come Amazon o Google o Meta.

    La scommessa sulle tecnologie di intelligenza artificiale generativa è servita a Microsoft per riprendere il comando e considerare l’Asia come un mercato importante ma anche come un nuovo  bacino di talenti.

    Infrastrutture e formazione sulla IA

    Come sappiamo, Microsoft ha investito 13 miliardi di dollari in OpenAI per creare una serie di assistenti di IA e altre funzionalità. La strategia è proseguita nell’integrazione della IA nei prodotti che vanno da Windows e Office al motore di ricerca Bing, e in molti dei quali comportano costi aggiuntivi per l’utilizzo da parte dei clienti.

    L’azienda sta investendo molto per espandere la propria rete globale di data center per soddisfare la crescente domanda di servizi di intelligenza artificiale, con spese in conto capitale che hanno raggiunto i 14 miliardi di dollari nel trimestre di marzo.

    In parole povere, Microsoft, attraverso l’opera del suo CEO, sta dimostrando che l’IA può essere un grande volano di crescita economica. Ma servono investimenti per supportare la costruzione di un sistema che possa agganciare questa crescita.

    Altro elemento fondamentale è la formazione delle persone.

    Servono nuove competenze per sviluppare questo scenario di crescita. L’attività di investimenti nelle infrastrutture segue di pari passo quella degli investimenti sulla formazione delle persone.

    Solo così si può agganciare la crescita attraverso lo sviluppo di nuove tecnologie che possano produrre effetti positivi.

     

  • L’emergere del ruolo del responsabile IA nelle aziende

    L’emergere del ruolo del responsabile IA nelle aziende

    Si chiama Chief Artificial Intelligence Officer (CAIO), responsabile della Intelligenza Artificiale. Guida all’utilizzo della IA nelle aziende, contribuendo a costruire strategie adeguate e a creare una cultura aziendale più accogliente da questo punto di vista.

    Il contesto attuale ci disegna un panorama di piena trasformazione digitale, in cui irrompe in maniera evidente il fenomeno della Intelligenza Artificiale.

    Dopo l’approdo di ChatGPT di OpenAI, a dicembre 2022, di IA si parlato in maniera sempre più crescente. E non solo, quindi di IA generativa. Ma di IA come nuovo asset di trasformazione digitale per le aziende. Come grande opportunità da cogliere. Considerando, anche, i rischi.

    Di fronte a questo fenomeno dilagante serve comunque approcciare alla IA con consapevolezza. Sapendo che le opportunità si possono cogliere quando si approccia al fenomeno con desiderio di conoscenza e approfondimento.

    Ed è in questo solco che le aziende cominciano a considerare all’interno dei propri organigrammi le figure di responsabili della IA. Stiamo parlando dei Chief Artificial Intelligence Officer (CAIO). Una figura che si sta facendo sempre più spazio all’interno delle aziende.

    Proprio qualche giorno fa, LinkedIn ha fatto sapere che il numero di aziende con una posizione come capo della IA è quasi triplicato a livello globale, negli ultimi cinque anni.

    responsabile intelligenza artificiale CAIO franzrusso

    Come racconta il Financial Times, la figura ha subito una notevole attenzione dopo che la Casa Bianca, negli Usa, ha annunciato che le agenzie federali dovevano designare i responsabili dell’intelligenza artificiale “per garantire responsabilità, leadership e supervisione” della tecnologia.

    La figura del Responsabile della Intelligenza Artificiale  – CAIO

    Ma di cosa si occupa il responsabile della IA?

    Il Chief Artificial Intelligence Officer è responsabile della strategia e dell’implementazione dell’intelligenza artificiale all’interno dell’azienda.

    Si tratta di una figura strategica che non solo supervisiona lo sviluppo e l’applicazione delle tecnologie AI, ma è anche: incaricato di identificare nuove opportunità di business; migliorare l’efficienza operativa; gestire i rischi etici e di sicurezza associati all’IA.

    David Mathison, fondatore del primo “Summit del Chief AI Officer”, sottolinea che i candidati ideali necessitano di una “profonda comprensione della tecnologia IA, apprendimento automatico, scienza dei dati e analisi“, oltre a competenze in gestione del cambiamento e questioni legali.

    Il ruolo di CAIO si colloca al centro di una “battaglia dura per la specializzazione in IA”, come affermato da Fawad Bajwa di Russell Reynolds Associates.

    Questa posizione attira professionisti con una solida formazione in computer science e amministrazione aziendale, che combinano conoscenze tecniche con capacità di leadership e visione strategica.

    Lan Guan, CAIO di Accenture, afferma che il suo lavoro è “multidisciplinare e richiede una combinazione di solide conoscenze tecniche e acute conoscenze aziendali in campi [tanto diversi] come l’intelligenza artificiale e l’apprendimento automatico, l’informatica, la statistica, l’analisi dei dati, l’etica, la conformità normativa, e competenze specifiche del settore“.

    Secondo la Guan, la tecnologia rappresenta “probabilmente solo il 35-40%” del lavoro: è a capo del Center for Advanced AI di Accenture, che sviluppa prodotti per i propri clienti. “Avere un background strategico e la capacità di gestire l’incertezza, [così come] di affrontare i potenziali compromessi è estremamente importante.”

    L’introduzione di una figura come il Responsabile per la IA in azienda diventa importante anche da un punto di vista della cultura aziendale. È un ruolo cruciale nell’evangelizzazione dell’IA, lavorando per allontanare le paure e aumentare l’accoglienza di queste tecnologie tra i collaboratori.

    Secondo Gartner, la responsabilità per l’intelligenza artificiale – allo stato attuale – spetta ancora in gran parte al Chief Technology Officer (CTO) e al Chief Information Officer (CIO), che, rispettivamente, portano avanti le iniziative legate alla IA nel 23% delle organizzazioni.

    Foundry rileva che solo il 21% delle aziende ha in programma di creare una posizione CAIO, sebbene tale sentimento sia più elevato tra gli intervistati nel settore sanitario (35%) e dell’istruzione (33%).

    Il responsabile della IA in azienda gestisce iniziative come workshop e presentazioni, amplificando i benefici dell’IA e facilitando un cambio culturale che vede l’IA non solo come uno strumento di lavoro ma come un potenziatore della creatività e dell’innovazione aziendale.

    Si tratta di un ruolo che avrà sempre più spazio all’interno delle aziende, diventando un vero punto di riferimento.

    Come in tutte le grandi novità, al momento, c’è chi reputa questo passaggio ancora non necessario. E c’è chi lo ritiene, invece, non più rinviabile.

    Bisognerà trovare una via di equilibrio e, lo vedremo, molte aziende seguiranno questa. Con l’introduzione di una figura che farà da riferimento per cercare di interpretare al meglio questa innovazione. Provando a dare concretezza alle tante opportunità che si presenteranno e cercando di mitigare e limitare i rischi che si riveleranno.

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