Categoria: Twitter

Tutte le news sulla piattaforma da 280 caratteri

  • Jack Dorsey dice che Twitter non è in vendita e ammette che ‘è difficile da usare’

    Jack Dorsey dice che Twitter non è in vendita e ammette che ‘è difficile da usare’

    Parlando alla “Goldman Sachs Technology and Internet Conference”, Jack Dorsey ha tenuto a ribadire che Twitter non è in vendita e che la sua “indipendenza è la nostra forza”. Inoltre, anche in relazione ai dati dell’ultima trimestrale, ha dichiarato che al momento l’azienda sta lavorando per rendere la piattaforma più semplice da usare, puntando anche sui contenuti video.

    L’ultima trimestrale di Twitter ha mostrato ancora una volta i grandi limiti della piattaforma, anche se è stata la prima volta in cui la società è stata profittevole in 12 anni. Primo fra tutti, il fatto che oggi gli utenti percepiscono Twitter come uno strumento difficile da usare. Una percezione concreta e vera, basta dare un’occhiata ai numeri relativi alla base utenti, ferma allo zero con 330 milioni di utenti. Più volte abbiamo sottolineato l’urgenza di un intervento prima che sia troppo tardi,  e prima che Twitter possa davvero finire in mani diverse da quelle attuali.

    A proposito di questo, Jack Dorsey, fondatore e CEO di Twitter, parlando alla “Goldman Sachs Technology and Internet Conference”, ha tenuto a precisare alcune cose e ha detto anche delle altre cose interessanti. Intanzitutto, Twitter non è in vendita, aggiungendo che la sua “indipendenza è la nostra forza”. Una dichiarazione importante che spazza via qualsiasi pretendente, anche in un momento in cui il valore in borsa è cresciuto del 24% da giovedì scorso, oggi a 33,70 dollari. E pensare che si dice di Twitter in vendita ormai da due anni, una volta ogni tre mesi circa, e in una occasione ci si era andati anche vicini con l’interessamento di Disney (società di cui Dorsey e membro del CdA).

    jack dorsey ceo twitter

    Ma Jack Dorsey durante la conferenza ha toccato un altro punto importante che è quello dell’utilizzo della piattaforma e di cosa di potrebbe fare per migliorarlo. Dorsey, di fronte ad un pubblico di investitori, ha ammesso che oggi Twitter è difficile da usare, una difficoltà che vale tanto per gli utenti, quanto per gli investitori.

    Un terzo di 2 milioni di persone che ogni giorno approdano sulla piattaforma, con grandi aspettative, restano poi deluse perchè non riescono a trovare ciò che vogliono” – ha dichiarato Dorsey – “ci stiamo concentrando proprio su questo aspetto”. “Gli utenti” – ha continuato Dorsey – “ci chiedono una piattaforma più facile da usare“. Dorsey ha poi ammesso che alle volte ci vogliono mesi per capire come seguire le persone che realmente interessano. L’idea è quindi quella di offrire una esperienza sempre più personalizzata, in modo da riuscire a soddisfare le esigenze degli utenti. Twitter Momenti è nato con questa obiettivo, ma non è riuscito pienamente nell’obiettivo e, del resto, non è pienamente attivo nel nostro paese (uno dei pochi tra l’altro).

    Dorsey ha anche individuato una strada per rendere Twitter più facile e immediato da usare, puntando su immagini e video. Ed è proprio su questa ultima forma che Dorsey vuole puntare, “ad oggi la forma di contenuto che è in più rapida crescita”. L’idea è quindi quella di spaziare dalla forma del contenuto testuale verso una forma di contenuto più visiva e immediata.

    Si tratta quindi di dichiarazioni che dimostrano una certa presa di coscienza dei problemi che attanagliano Twitter. Sono parole che finalmente danno l’idea che Twitter sta cercando di organizzarsi per superare le difficoltà e quindi sono segnali positivi. Certo, è presto per esprimere una opinione sulle idee al momento allo studio, ma si tratta comunque di qualcosa.

    Le idee le passeremo al vaglio non appena saranno rese concrete.

  • Twitter si affida al machine learning per migliorare il taglio delle immagini

    Twitter si affida al machine learning per migliorare il taglio delle immagini

    Chissà quante volte vi sarà capitato di inserire un’immagine in un tweet e di vederla tagliata male nel contenuto. Twitter sembra aver trovato la soluzione a questo problema affidandosi al machine learning. Attraverso un sistema di reti neurali le anteprime verranno ritagliate mettendo in risalto la parte più interessante.

    Chissà quante volte vi siete trovati nella condizione di aggiungere un’immagine all’interno di un tweet, magari nelle misure proporzionate, e di vederla comunque tagliata in modo da avere un’anteprima, all’interno del tweet stesso, sballata. Una situazione in cui ci si potrebbero riconoscere in tanti, in alcuni casi anche fastidiosa. Ebbene, Twitter sembra aver trovato la soluzione a questo problema, grazie al machine learning, ossia un sistema di reti neurali che rilasceranno delle anteprime del contenuto mettendo in risalto la parte più interessate delle immagini. Quella che un utente vuole vedere, in pratica.

    Twitter annuncia questa soluzione dal suo blog ufficiale a firma di Lucas Theis e Zehan Wang, ricercatori di Twitter sul machine learning. Nel post, molto dettagliato, i due ricercatori spiegano l’utilizzo delle reti neurali che inizialmente andava bene per ritagliare al meglio i volti ritratti in un’immagina, ma il metodo non andava bene per paesaggi, oggetti e gatti.

    twitter immagini anteprime machine learning

    La soluzione a cui sono arrivati è stata possibile grazie alla “salienza”, ossia ritagliare mettendo in risalto la parte più interessante di un’immagine, con la presenza o meno di volti. Per arrivare a questo, i due ricercatori spiegano di aver utilizzato dati accademici riferiti all’oculometria (quella che in inglese di definisce “eye tracking”) per comprendere meglio le parti di un’immagine che persone tendono a vedere per prime. Questi stessi dati sono stati poi utilizzati per creare algoritmi e reti neurali in modo da prevedere ciò che le persone vogliono vedere prima in un’immagine.

     

    Per cercare di tradurre il tutto e renderlo più comprensibile, Twitter ritaglierà un maniera automatica le immagini riuscendo, grazie proprio al machine learning, quindi con una rete neurale dieci volte più veloce del progetto iniziale, a mettere in rilevanza la parte più interessante dell’immagine contenuta nel tweet.

    Questo tipo di tecnica è già attiva via desktop e sulle app iOS e Android.

  • Il 2018 sarà per Facebook e per i Social Media l’anno della lotta ai contenuti d’odio

    Il 2018 sarà per Facebook e per i Social Media l’anno della lotta ai contenuti d’odio

    Se il 2017 verrà ricordato come l’anno delle fake news sui social media, il 2018 potrebbe essere ricordato come l’anno della lotta ai contenuti d’odio. Nei giorni scorsi una indagine di ProPublica ha rivelato che Facebook non modera allo stesso modo i i post contenenti parole di odio e violenza. Da Menlo Park arriva l’ammissione dell’errore e la promessa di risolvere tutto aumentando il numero dei revisori fino a 20 mila.

    Se il 2017 è stato l’anno delle fake news, è molto probabile che il 2018 potrebbe essere l’anno della lotta ai contenuti di odio. E ancora una volta protagonisti sono Facebook e tutti i social media, nessuno escluso. Proprio qualche giorno fa Twitter annunciava di cominciare ad applicare le regole delle nuove policy proprio in relazione ai contenuti d’odio che vengono condivisi sulla piattaforma. Un fenomeno che non ha certamente risparmiato Facebook, anzi. La società di Zuckerberg dovrà affrontare questo problema, proprio nel 2018, almeno con la stessa determinazione con cui ha affrontato il fenomeno delle notizie false.

    Qualche giorno fa, a proposito di Facebook, ProPublica ha pubblicato un’indagine in cui veniva rivelato il modo non certamente omogeneo con cui Facebook, e i suoi revisori, gestiscono le segnalazioni di contenuti che violano le regole della piattaforma. Gli errori commessi da queste persone, che Facebook ha assunto con il compito di gestire il fenomeno, sono gravi al punto da mantenere online contenuti palesemente d’odio e da censurare, invece, contenuti che con l’odio o la violenza hanno poco a che fare. Questa ricerca in effetti spiega un po’ cosa sia realmente accaduto in tanti episodi che hanno coinvolto utenti italiani.

    facebook social media contenuti odio

    L’indagine ha preso in esame 900 post e ha messo in evidenza come Facebook mantenesse online 49 contenuti palesemente segnalati come offensivi. Facebook ha quindi ammesso gli errori dei suoi revisori su 22 contenuti, difendendo il suo responso su altri 19 post. Ecco, questo è una situazione che Facebook deve assolutamente, e in tempi rapidi, risolvere proprio per non arrecare un danno a sè stessa. Un danno irreparabile che vanificherebbe il tentativo di “avvicinare il mondo”.

    Justin Osofsky, VP di Facebook, è intervenuto sui risultati dell’indagine di ProPublica e ha dichiarato che quanto emerso non rispecchia l’obiettivo di Facebook, quello di connettere e avvinare il mondo per l’appunto. Quella che farà Facebook è, ha dichiarato Osofsky, “raddoppiare il numero dei revisori” portandolo fino a 20 mila persone entro il 2018, ricordando che i quasi 8 mila revisori oggi cancellano dalla piattaforma circa 60 milla contenuti al giorno. E Facebook, ma non solo, deve correre presto ai ripari perchè in Germania entra in vigore la legge che prevede multe fino a 50 milioni di dollari per i siti che non rimuoveranno i contenuti che incitano all’odio entro 24 ore.

    Questo è un fenomeno che oggi non riguarda solo gli oltre 2 miliardi di utenti di Facebook, riguarda anche Twitter che, come ricordato, deve necessariamente contrastare questo problema perchè è uno di quelli che ostacola la sua crescita.

    Ma, volendo fare una considerazione finale, è davvero strano come il fenomeno dei social media si sia evoluto negli ultimi 7 anni. E indichiamo proprio la data del 2011 non a caso. Quell’anno fu caratterizzato dal grande fenomeno della “Primavera Araba” che diede la possibilità a milioni di cittadini, soprattutto del Medio Oriente e dell’Africa settentrionale, di avere una speranza facendo conoscere al mondo quello che accadeva all’interno delle proprie città. Ricordiamo che proprio Twitter fu lo strumento più usato.

    Ma oggi, a sette anni di distanza, i Social Media rischiano di non svolgere più un ruolo così fondamentale proprio per via di fenomeni che, specie in questi ultimi due anni, hanno attanagliato le piattaforme come le fake news e i contenuti d’odio. I Social Media, paradossalmente (in relazione alla Primavera Araba) rischiano di diventare megafono di notizie false, alimentando i contenuti di odio e offuscando del tutto l’esigenza di migliaia di utenti di poterli usare per far valere le proprie ragioni, per raccontare la loro verità, quella oggettiva e non quella falsata.

    Una riflessione quasi amara, specie se vediamo il fenomeno in relazione agli odierni fatti che riguardano l’Iran. Sin da subito le autorità hanno limitato l’uso dei social media, prendendo di mira in particolare Telegram.

    Per recuperare il proprio ruolo autentico i social media devono regolare la meglio questi fenomeni fino ad eliminarli. Non sarà facile e il 2018 ci saprà dire se questa lotta potrà essere vinta una volta per tutte.

  • Twitter permette l’autenticazione a 2 fattori attraverso app di terze parti

    Twitter permette l’autenticazione a 2 fattori attraverso app di terze parti

    Twitter si sta sforzando di rendere la piattaforma un luogo sempre più sicuro. Per questo motivo, ha reso possibile l’autenticazione a 2 fattori anche attraverso app di terze parti, andando quindi oltre il servizio legato all’SMS che ora può essere disattivato.

    Twitter sta cercando di rendere la piattaforma a 280 caratteri (ah quanto era bello scrivere a “140 caratteri”, ma è un’altra storia) un luogo sempre più sicuro. Una strategia condivisibile proprio perchè la sicurezza è uno dei principali problemi riscontrati dagli utenti, allontanandoli sempre di più. Ebbene, da oggi è possibile l’autenticazione a 2 fattori anche attraverso app di terze parti. Che significa questo?

    Nel momento in cui fate login, inserendo il vostro user (o email) e la vostra password, notate che dopo qualche secondo ricevete un SMS in cui è scritto il codice che dovete digitare per accedere al vostro account. Ora, questa operazione è possibile farla anche con app di terze parti come, ad esempio Google Authenticator o Authy.

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    Se vi state chiedendo il perchè Twitter permetta questa operazione, allora la risposta è molto semplice. Come detto, Twitter vuole alzare il livello di sicurezza sulla piattaforma. i codici che vengono rilasciati attraverso l’SMS sono codici statici, ossia codici che possono essere intercettati da hacker, o da qualsiasi altra applicazione malevola, ed entrare quindi in possesso delle vostre credenziali.

    Facendo in vece il login attraverso l’autenticazione a 2 fattori con Google Authenticator i codici svaniscono dopo 30 secondi, questo rende quindi il processo di autenticazione molto più sicuro. Al momento le app di terze parti abilitate sono le già menzionate Google Authenticator e Authy, a cui si aggiungono anche Duo Mobile e 1Password.

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    Come fare per abilitare le app di terze pari per il processo di autenticazione a 2 fattori su Twitter

    Abilitare le app di terze parti per il processo di autenticazione di terze parti è molto semplice. Prima di tutto dovete accedere alle “Impostazioni e privacy” per poi accedere a “Account“, quindi “Metodi di verifica“. Noterete che adesso vi trovate selezionate la modalità SMS e in basso trovate “App per la sicurezza”. Potete modificare la modalità SMS, quindi anche disattivarla. Cliccando su “Riverifica” (da desktop, spuntando da mobile) nella sezione “App per la sicurezza”. Vi comparirà quindi un codice QR code da scansionare con l’app che avete scelto per gestire l’account. Una volta fatta la scansione, l’app vi rilascia il codice da inserire, da quel momento gestirete la sicurezza del vostro account attraverso un’app.

    A questo link trovate le informazioni da Twitter.

    Un processo semplice ma sicuro, e ricordate che resta sempre attivo la modalità si inserire il vostro numero di telefono per il recupero dei dati.

    Allora, provate e fateci sapere come è andata.

  • Twitter comincia ad applicare le regole contro contenuti di odio e abusi

    Twitter comincia ad applicare le regole contro contenuti di odio e abusi

    Annunciate il mese scorso, con tanto di spiegazione, Twitter comincia da oggi ad applicare le regole previste per contrastare contenuti di odio e abusi che spesso attanagliano la piattaforma. Verranno considerate anche le immagini che istigano alla violenza e all’odio e anche eventuali azioni che da Twitter possano avere conseguenze al di fuori della piattaforma.

    Twitter passa all’azione, era quello che avevamo chiesto il mese scorso, a proposito delle nuove regole che l’azienda di San Francisco aveva messo a punto, spiegandole, per contrastare contenuti di odio, violenza e abusi. Le regole vengono applicate da oggi e costituiscono un momento importante per Twitter, consapevole che questo è uno dei talloni d’Achille della piattaforma. Molte delle regole sono la conseguenza di quanto successo sempre il mese scorso con la sospensione dell’account, verificato di Richard Spencer, appartenente a Alt Right (estrema destra americana), che aveva scritto di voler “cacciare dagli Stati Uniti neri, ispanici, asiatici e ebrei”. Un caso che ha creato non poche polemiche portando Twitter a sospendere anche le attività per richiedere la verifica dell’account, adesso sospesa.

    twitter odio abusi

    Come dicevamo, le nuove regole entrano in vigore da subito e riguarderanno anche immagini che saranno condivise per incitare all’odio e alla violenza, anche al di fuori della piattaforma. Era quello che faceva proprio Spencer dal suo profilo, incitando all’odio usando Twitter come “megafono”. Twitter in questi casi potrà chiedere la rimozione dei singoli tweet e, successivamente, procedere alla cancellazione dell’account nel caso in cui lo stesso continuasse l’attività. Da questo, e costituisce una eccezione non da poco, saranno esclusi gli account governativi e militari. Una eccezione molto criticata negli Usa per il fatto che proprio il presidente Trump, che non ha mai fatto mistero di simpatizzare per le posizione di Alt Right, potrebbe condividere contenuti incitanti all’odio senza subire alcuna limitazione.

    https://twitter.com/TwitterSafety/status/931552531167166469

    Nel mirino di Twitter rientrano anche gli account che minacciano altri attraverso le informazioni del proprio profilo, incluso nome utente (ossia l’handle, @), il nome (detto anche “display name”) o la propria bio. Se le informazioni sul profilo contengono minacce violente o più insulti, epiteti razzisti o sessisti, incitazioni alla paura o umiliazioni pesanti, Twitter procederà alla sospensione in modo permanente.

    L’azienda guidata da Jack Dorsey fa sapere anche di aver iniziato a sviluppare strumenti interni per identificare gli account che violano le regole e per integrare i report degli utenti.

    Twitter oggi fa un passo avanti contro il contenuto violento e di odio che, come già ripetuto anche in questa occasione, attanaglia la piattaforma. Serviva una presa di posizione come questa con regole più chiare, da questo punto di vista. La condivisione di contenuti di odio e violenza da parte di tanti utenti è una delle tante motivazioni che hanno spinto centinaia di migliaia di utenti ad abbandonare la piattaforma o a non utilizzarla affatto. Se davvero Twitter saprà applicare queste poche e semplici regole, forse comincerà ad essere un luogo più attraente, sopratutto per tutte quelle persone che non hanno mai avuto modo, giustamente, di apprezzarla. Vedremo se davvero Twitter sarà in grado e all’altezza del proprio compito.

     

  • Twitter introduce la modalità discussione per pubblicare tweetstorm

    Twitter introduce la modalità discussione per pubblicare tweetstorm

    Twitter vuole dare più spazio alla discussione sula piattaforma. Dopo aver esteso lo spazio per i tweet a 280 caratteri, a fine settembre, da oggi è possibile creare dei thread, ossia una serie di tweet legati tra loro per esprimere un pensiero o un concetto più ampio. Ma era davvero necessario?

    Twitter vuole dare più spazio alla discussione sulla piattaforma. Dopo aver esteso lo spazio per i tweet a 280 caratteri, a fine settembre, da oggi è possibile creare dei thread, come vengono definiti, dei tweet che legati tra loro offrono un ulteriore spazio per esprimere un concetto o un pensiero più ampio. In pratica, in basso a destra dove compare il cerchio che conta lo spazio dei caratteri, da oggi viene aggiunti il simbolo “+” ad indicare che è possibile legare altri tweet tra loro per poi pubblicarli sotto forma di discussione. Una volta pubblicato il thread viene visualizzato in maniera singola, nel senso che i tweet vengono visti sulla timeline come se fosse pubblicati separatamente, ma per essere visualizzati completamente si deve cliccare su “Mostra questa discussione” e viene visualizzato tutto il “filo” della discussione.

    twitter discussione thread

    Non che prima non fosse possibile condividere dei tweet storm, solo che l’operazione era lunga e laboriosa. Ora invece è tutto molto più semplice. Esistono anche app di terze parti che già rendevano possibile questa modalità.

    Qui in basso un esempio:

    Twitter aggiunge quindi ulteriore spazio per conversare, quasi che davvero il problema della poca crescita della base utenti fosse il limite dei 140 caratteri, quello che era davvero il carattere distintivo della piattaforma. Una scelta che è stata molto criticata (qui potete leggere i pareri di alcuni esperti che abbiamo interpellato). E a quanto pare la scelta ha avuto un effetto positivo incrementando il coinvolgimento degli utenti, come ha spiegato in questo post DataMediaHub. Ma forse non si potrà dire di questa nuova modalità. La maggior parte degli utenti che usavano poco Twitter per via dei 140 caratteri stanno trovano adeguato adesso lo spazio a 280 caratteri. Scrivere un thread fatto da 10 tweet da 280 caratteri significa scrivere un post da 2.800 caratteri. Difficile che qualcuno su Twitter lo legga. Non è quindi una modalità per tutti, avrà quindi un utilizzo di nicchia che, forse, non avrà affetti sul coinvolgimento pari a quello ottenuto con i 280 caratteri.

    Ma allora a che serve? Serve a Twitter per offrire nuove modalità, per evitare che gli utenti possano servirsi di app di terze parti e rendere quindi il tutto nativo sulla piattaforma. Ma questa non è vera innovazione. Non è quell’innovazione che tutti attendono per fare in modo che Twitter possa guardare al 2018 con un certo ottimismo.

    Serve introdurre il tasto “modifica tweet” per rendere la piattaforma più moderna e competitiva. Ma non solo. E’ necessario studiare lo spazio Esplora in maniera da rendere le notizie del momento più coinvolgenti e ampie, siamo ancora in attesa di vedere i “Momenti” in questa sezione. Serve agganciare un sistema di advertising che renda la piattaforma più competitiva, quello attuale non è più adatto ai 280 caratteri. Serve una maggiore attenzione sulla sicurezza, gli sforzi delle ultime settimane stanno dando qualche frutto, ma ancora non basta.

    Insomma, di cose da fare per rendere davvero la piattaforma più attraente ce ne sono, ma ancora Twitter sta lì a introdurre feature ininfluenti. Vedrete che anche nel 2018 il tema “acquisizione” tornerà di moda, e chissà che non si realizzi del tutto.

    La modalità dovrebbe essere attiva da subito, o entro pochi giorni, da mobile, iOS e Android, e anche da twitter.com.

  • Twitter estende i caratteri per il nome portandoli da 20 a 50

    Twitter estende i caratteri per il nome portandoli da 20 a 50

    Twitter c’ha preso gusto, è il caso di dire. Dopo aver portato il numero dei caratteri da 140 a 280, l’azienda guidata da Jack Dorsey rompe un altro limite. Si tratta di quello per il nome solitamente contenuto all’interno dei 20 caratteri. Ebbene, da oggi lo spazio a disposizione si allunga fino a 50 caratteri.

    Può sembrare una battuta, ma Twitter con la storia dell’estensione dei caratteri sembra averci preso proprio gusto. Dopo aver esteso lo spazio a disposizione per scrivere un tweet, portandolo a 280 caratteri dai classici 140 caratteri, che erano stati l’elemento caratterizzante della piattaforma sin dalla sua creazione nel 2006, adesso da San Francisco decidono di far cadere un nuovo limite. Meno eclatante, certo, ma è pur sempre un nuovo limite che cade.

    twitter nome 50 caratteri

    Si tratta del limite dei caratteri che servivano per scegliere il proprio nome (e non il nome utente). Come forse molti di voi giù sanno, quel limite era solitamente di 20 caratteri, potete immaginare cosa hanno passato in questi anni chi aveva un nome e cognome che superava i 20 caratteri.

    Ma da oggi questo problema non esiste più. Il limite adesso viene spostato più avanti, viene più che raddoppiato, passando dai ai 50 caratteri. Quindi se avete due nomi, o un nome molto lungo, e da sempre, su Twitter, avete avuto difficoltà nello scrivere il vostro nome utente, ecco da oggi non ci sarà più nessun problema. E potete anche arricchirlo con una bella emoji.

    [box type=”info” align=”” class=”” width=””]Leggi : “Twitter passa a 280 caratteri, sarà davvero utile? Ecco le risposte degli esperti“[/box]

    Per evitare confusione, stiamo parlando del nome utente, ossia di quello che apparirà sulla vostra pagina, non il vostro @handle, quello potete sempre modificarlo, da “Modifica profilo”, e resta limitato entro i 15 caratteri. Qui trovate le informazioni specifiche che Twitter ha appena aggiornato.

    Eppure, per quanto questo possa essere importante, no siamo ancora nell’ordine di fare innovazione di prodotto. Siamo, però, molto fiduciosi che presto la vera innovazione su Twitter arriverà e si chiamerà, prima di tutto, #modificatweet. E allora si che si comincerà a parlare di rilancio della piattaforma.

  • Twitter passa a 280 caratteri, sarà davvero utile? Ecco le risposte degli esperti

    Twitter passa a 280 caratteri, sarà davvero utile? Ecco le risposte degli esperti

    Twitter, come annunciato alla fine del mese di settembre, ha aumentato per davvero i caratteri da 140 a 280 caratteri, perdendo, forse, l’elemento che più di ogni altro caratterizzava questa piattaforma dalle altre. Per questa occasione abbiamo chiesto l’opinione di illustri esperti e personalità del web, come Vera Gheno, Veronica Gentili, Vincenzo Cosenza, Riccardo Scandellari, Giovanni Boccia Artieri, Pier Luca Santoro, Gianluigi Tiddia che commentano questa scelta.

    Alla fine Twitter è passato ai 280 caratteri. Quello che era stato annunciato a fine settembre si è poi verificato per davvero. In molti, infatti, speravano si trattasse solo di un annuncio e nient’altro, come tanti fatti nel corso di questi ultimi due anni, da quando nel 2015 Jack Dorsey, co-fondatore e attuale CEO di Twitter, ha preso le redini dell’azienda di San Francisco. Più volte su questo blog abbiamo evidenziato che in realtà il problema principale di Twitter, la crescita degli utenti sempre più stagnante, si potesse in realtà risolvere investendo sul prodotto, innovandolo. Avevamo individuato un elemento, facendoci anche promotori dell’iniziativa per renderlo ancora più evidente, come il #modificatweet, ossia la possibilità di poter modificare (entro un po’ di tempo) un tweet che spesse volte, a causa della velocità con cui si scriveva e della esiguità di spazio, presentava errori piuttosto evidenti non più modificabili.

    Ecco, quella poteva essere una prima manifestazione di voler innovare il prodotto, esigenza peraltro manifestata da tutti gli utenti a livello globale e verificata dallo stesso Dorsey quando a fine dello scorso anno chiese alla sua base utenti quali fossero le features che utenti avrebbero voluto sulla piattaforma. Per tutta risposta, oggi ci ritroviamo i tweet allargati fino a 280 caratteri.

    twitter 280 caratteri italia

    Ma sarà davvero utile, sarà questa la chiave di volta di Twitter. Per questa occasione abbiamo chiesto ad esperti e personalità del web e dei social media cosa ne pensassero e, nel caso in cui l’introduzione dei 280 caratteri non dovesse bastare, cose servirebbe oggi a Twitter per rilanciarsi. Ecco che cosa hanno risposto:

    pier luca santoro twitterPenso che possa essere una facilitazione ma che sposterà di poco la posizione, ed i relativi problemi, di Twitter. In relazione a quello che potrebbe servire oggi a Twitter, per quanto a me noto, all’interno dello staff di Twitter vi sono alcune persone che hanno lavorato su FriendFeed, credo che Twitter dovrebbe prendere a modello la struttura di FrienFeed, acquisito da Facebook e chiuso illo tempore. Pier Luca Santoro

    vera ghenoPer me, il limite dei 140 caratteri è sempre stato una bella sfida da affrontare, un esercizio di sintesi che affronto ogni giorno come una specie di ginnastica mentale. E ho sempre amato Twitter proprio per il limite così basso di caratteri. Non ho, quindi, un’opinione positiva del passaggio da 140 a 280: ci sono così tanti altri spazi social, in rete, dove scrivere pensieri più lunghi! Ho sempre pensato che il basso numero di caratteri fosse la caratteristica specifica di Twitter. Perché snaturare il social proprio nel suo aspetto più conosciuto? Tra l’altro, a essere sincera, non ho mai sentito nessuno dei miei colleghi twittatori lamentarsi del numero di caratteri. Ho sentito lamentele sul metodo di assegnazione delle spunte blu, o sul sistema degli hashtag sponsorizzati, ma mai sui caratteri. Invece, l’unica innovazione che mi farebbe davvero piacere è la possibilità di modificare i tweet dopo la pubblicazione: a volte l’errore scappa a tutti, ed è un vero peccato dover cancellare il messaggio perdendo magari tutte le interazioni (oppure lasciare il typo a imperitura memoria… non sempre questa soluzione è accettabile). Vera Gheno

    vincenzo cosenzaTwitter perde il suo tratto distintivo, ma se la scelta è basata su dati che mostrano un incremento degli utenti e del tempo di utilizzo, potrebbe riavvicinare le aziende e dare fiato alle finanze aziendali. A quel punto, però, il management dovrebbe immaginare delle novità tese a valorizzare l’unico elemento differenziante rimasto a Twitter ossia la natura pubblica del servizio, in grado di mostrare le opinioni delle persone in tempo reale, come nessun altro medium sociale riesce ancora a fare. Vincenzo Cosenza

    riccardo scandellariA mio avviso potrebbe essere una buona cosa. 140 caratteri per un tweet sono una dimensione in cui possono esprimersi giornalisti e comunicatori. Estendere lo spazio a disposizione per il testo potrebbe essere utile ad avvicinare persone meno capaci di sintesi. Immagino che dietro questa scelta ci sia una ricerca di mercato da parte di Twitter. Riccardo Scandellari

    insopportabileTwitter nasce come social dell’immediatezza, della sintesi, del commento fulminante. Raddoppiare il limite significa togliere la sua caratteristica principale. “More characters. More expression.” significa rinnegare la propria origine, anche perché non è vero che più caratteri a disposizione significhino maggior efficacia nel comunicare. Non credo che il problema della scarsa attrattività di twitter sia dovuta al limite dei caratteri ma credo più nella dispersività del sistema. Trovare modalità più semplici per far capire quanto sia formidabile per le news, ad esempio. Twitter ha bisogno di un modello di business efficiente: pagare gli account per il traffico che generano o per le sponsorizzate che condividono, ad esempio. E usare gli hashtag in maniera più strutturata come canali tematici multimedia. Gianluigi Tiddia (Insopportabile)

    giovanni boccia artieriI 280 caratteri sono il modo di andare incontro alla dimensione espressiva di popolazioni ad esempio non anglofone. Ma il tema è la natura che deve avere questo ambiente: più caratteri presuppongono una dimensione più conversazionale (più spazio per esprimersi) che non trova su Twitter un ambiente adatto a livello di affordance. La forza di Twitter è quella della segnalazione in tempo reale ed aggregazione e per questo 140 caratteri erano sufficienti. Anzi la sintesi è la cifra di Twitter vs la verbosità di altre piattaforme. Il problema è non avere chiara una destinazione d’uso. Giovanni Boccia Artieri

     

    veronica gentiliSinceramente mi sembra un passo azzardato che rischia di far perdere la vera identità alla piattaforma; dopotutto la brevità dei tweet imponeva una capacità di sintesi e “concentrazione” del pensiero che era peculiare di Twitter, un fattore differenziante. Non so se basterà questo per migliorare i numeri di questo social, sinceramente mi sarei più concentrata sulla semplificazione di utilizzo delle varie feature. Se l’obiettivo è quello di accrescere gli utenti, probabilmente rendere la piattaforma più user friendly senza stravolgerne l’identità minando caratteristiche fondamentali, sarebbe stata la scelta migliore. Veronica Gentili

    Ecco, questi i commenti da parte di tutte queste voci autorevoli che ringraziamo per la loro disponibilità. Resta, a monte, l’idea che Twitter abbia fatto una mossa azzardata che, da un lato, le fa perdere il carattere distintivo, e, dall’altro, potrebbe rivelarsi invece efficace per accrescere l’interesse degli utenti.

    Ovviamente, auguriamo sempre lunga vita a Twitter, ma stavolta sarebbe stato meglio concentrarsi su aspetti che più attengono la piattaforma. E rilanciamo il #modificatweet.

    E voi che ne pensate?

  • Twitter spiega meglio le sue regole su odio o spam, ma adesso serve agire

    Twitter spiega meglio le sue regole su odio o spam, ma adesso serve agire

    Uno dei grandi problemi di Twitter è quello di permettere agli utenti di usare la piattaforma in tutta sicurezza. In questo senso, l’azienda guidata da Jack Dorsey ha sentito il bisogno di aggiornare le regole di utilizzo, spiegandole meglio. Tutto bene, ma se no si passa all’azione, le regole, anche spiegate, non servono.

    Come più volte abbiamo ricordato qui sul blog, è che il vero problema di Twitter è quello di consentire agli utenti di poter usare la piattaforma a 140 caratteri (ancora per poco) in tutta sicurezza. La sensazione è che Twitter sia diventato, per certi versi, un luogo dove tutto (o quasi) sia consentito senza che ci sia un intervento chiaro. Eppure le regole ci sono. Ora, nel tentativo di migliorare il senso di sicurezza, Twitter ha aggiornato le regole, un aggiornamento non nella sostanza, ma solo nel tentativo di spiegare meglio le regole. Un aggiornamento sostanziale è stato annunciato per il prossimo 22 novembre.

    twitter regole

    Cosa cambia allora rispetto alle regole in vigore? Nulla, solo che Twitter ci tiene a specificare alcuni aspetti. In tema di comportamento abusivo, quindi illecito e fuori dalle regole, specificando meglio i fattori che individuano tale comportamento. Ora, una volta che un utente viene sospeso per comportamento abusivo, Twitter invierà una mail spiegando quali regole sono state violate, questo perchè in precedenza molti si sono visti sospendere l’account senza una spiegazione. Twitter da adesso in poi considererà il contesto in cui il contenuto è stato generato prima di intervenire, cercando di capire se si tratta di un contenuto generato volutamente, se si tratta di un episodio isolato o se si tratta di un contenuto da considerare degno di nota. E su questo ci sarebbe molto da discutere.

    Ma Twitter prova a chiarire le regole anche facendo alcuni esempi pratici. Twitter interverrà ad esempio anche su espressioni come “grave crimine” o “scene dell’incidente“, più o meno il senso in italiano dovrebbe essere questo. E’ la prima volta che Twitter fa esempi così espliciti.

    Twitter fa chiarezza anche sul tema dell’autolesionismo e sul suicidio, ma fa anche chiarezza in tema di spam, tema molto avvertito dagli utenti. In relazione a questo aspetto, Twitter specifica che si concentrerà, esaminando l’account dopo le segnalazioni, sull’atteggiamento e non solo sul contenuto specifico. In pratica se sei uno che condivide spesso contenuto spam allora sarai soggetto alle regole; se invece il tuo contenuto è considerato ma spam ma non hai un atteggiamento votato alla condivisione di contenuto spazzatura allora è probabile che Twitter non interverrà.

    L’azienda di San Francisco specifica poi meglio le regole in tema di minacce, violenza, contenuti di odio, ma resta sempre, a veder bene, che manca sempre l’azione. Nel senso che, come confermato da Twitter in questa occasione, le regole ci sono, quello che è mancato è l’intervento sanzionatorio. Twitter nel tempo è diventato un luogo dove fare più o meno quello che si vuole senza essere puniti. E questa è una sensazione che hanno tutti, celebrità o meno. Resta questa sensazione di incapacità di intervenire. Pensate, l’assurdo, che gli stessi molestatori su Twitter sono riusciti a far bannare le loro vittime proprio grazie alle regole di Twitter.

    Come sapete, in seguito alla vicenda che riguarda Harvey Weinstein, l’attrice Rose McGowan si è vista sospendere il suo account, senza motivo e senza una spiegazione. Stava usando Twitter per condividere sue informazioni su caso Weinstein. In risposta a questa sospensione è nato #WomenBoycottTwitter, un movimento spontaneo su Twitter che invitava tutte e donne a boicottare Twitter. Un problema enorme per Twitter che adesso è chiamata a risolvere una volta per tutte.

    Va bene spiegare, ma adesso Twitter è arrivata l’ora di agire per davvero, perchè da qui passa anche la crescita degli utenti.

  • Wall Street premia Twitter che ammette l’errore sul totale degli utenti

    Wall Street premia Twitter che ammette l’errore sul totale degli utenti

    La terza trimestrale di Twitter alla fine è stata premiata da Wall Street: il titolo TWTR ha chiuso ieri con +18,49%. Nonostante i ricavi siano in calo, su base annua, del 4% e nonostante l’ammissione di aver “gonfiato” i numeri della base utenti dal 2014 ad oggi. Piccoli segnali, ma ancora niente di concreto.

    Periodo di trimestrale questo, le aziende pubblicano i risultati del terzo trimestre e, come ormai accade da qualche anno, c’era molta attenzione sul Q3 di Twitter. Nel fare una considerazione generale, alla fine tutta l’attenzione si è spostata sull’aspetto finanziario e, da questo punto di vista, l’azienda guidata da Jack Dorsey viene premiata. A fine giornata, ieri, il titolo ha chiuso a Wall Street con +18,49%. Un segnale positivo, i mercati mostrano ancora fiducia su Twitter. Ma in realtà si tratta di una piccola goccia.

    Ma vediamo i dati.

    Twitter chiude il terzo trimestre con i ricavi in calo del 4%, su base annua, a 590 milioni di dollari. Tutto sommato, si tratta di un dato leggermente positivo in quanto gli analisti finanziari avevano previsto ricavi, relativi al Q3 2017, per 587 milioni di dollari. Dato certamente positivo, invece, è quello relativo alle perdite che, in questo ultimo trimestre, si riducono arrivando fino a 21,1 milioni di dollari dai 103 milioni registrati nello stesso periodo del 2016. A questo punto, vista che è la prima volta che Twitter fa registrare una livello di perdite così basso, è lecito aspettarsi un utile (utile di bilancio) nell’ultimo trimestre di quest’anno. Vedremo se sarà così.

    twitter terza trimestrale 2017-utenti

    Il tema centrale però, ormai da tempo, l’evoluzione della base utenti sulla piattaforma, il vero “tallone d’achille” di Twitter. Se guardiamo ai dati positivi, da questo punto di vista, c’è da registrare un +14% degli utenti attivi giornalieri, anche se, come noto, Twitter non rilascia (e non lo ha mai fatto prima) il numero preciso degli utenti attivi giornalieri. Ma la piattaforma di Jack Dorsey avrebbe potuto sorridere meglio perchè la crescita complessiva ha fatto segnare + 4 milioni di nuovi utenti. Un dato però che va rivisto al ribasso, ossia con almeno 2 milioni di utenti in meno. Questo perchè Twitter dal 2014 ad oggi ha sovrastimato il numero degli utenti complessivi, un errore dovuto al conteggio di utenti che usavano Digits. Un errore che, alla fine, Wall Street ha perdonato a Dorsey & Co. facendo registrare, a chiusura delle contrattazioni, +18,49%, con il titolo sopra i 20 dollari per azione.

    Ma, in realtà, alla luce di tutto, il problema della base utenti resta, nella stessa maniera di come veniva visto prima. Se Twitter arriva oggi a 330 milioni di utenti complessivi non c’è da gioire.

    Lasciando stare lo scenario, per una volta, fatto ormai di piattaforme che hanno raggiunto e superato Twitter, resta un problema irrisolto. E cioè che Twitter ha un grosso problema di prodotto. Twitter Momenti è stato gestito male (non si capisce ancora come mai in Italia non sia attiva la modalità estesa); i video live, come si vede dai risultati non hanno inciso più di tanto. Per non parlare dei 280 caratteri che non risolveranno i problemi di Twitter.

    Problema irrisolto è la sicurezza sulla piattaforma, vera spina nel fianco. Twitter non è in grado di proteggere i propri utenti in maniera adeguata e le regole attualmente in vigore non tengono conto della violenza dei contenuti, lasciando che utenti possano nascondersi dietro falsi nick e andare in giro per la piattaforma a diffondere offese, ingiurie e contenuti di pesanti senza che Twitter muova un dito. Immaginatevi questo problema in relazione alle celebrità, quegli utenti che avrebbero potuto portare nuovi utenti su Twitter grazie al loro vasto seguito.

    In ultimo, su questo problema, provate a pensare un tweet offensivo con all’interno il vostro handle (@user). Oltre che segnalarlo, con scarsi risultati, non potete fare nulla nell’immediato. Certo, risponderete voi, posso bloccare o silenziare l’utente o segnalare il contenuto. Ma il tweet rimarrà online ed altri potranno vederlo in qualche modo. A meno che non intervenga Twitter. E qui sta il problema, perchè Twitter interviene molto di rado, lasciando l’utente esposto. Stiamo parlando di esempi vicini alla vita di un utente su Twitter, senza toccare i ben più gravi problemi, sempre relativi alla sicurezza, che vengono trattati con un’attenzione maggiore e differente. Era per fare un esempio in cui qualsiasi utente può riconoscersi.

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