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  • MoneyFarm, nuovo finanziamento di 2,65 mln di euro da Principia SGR

    MoneyFarm, nuovo finanziamento di 2,65 mln di euro da Principia SGR

    MoneyFarm la Startup della finanza nata dal web continua a crescere. Raccoglie un aumento di capitale di 2,65 mln di euro a pochi mesi dall’esordio online, ottenendo così la fiducia di Principia SGR per poter investire in sviluppo e consolidamento sul mercato italiano

    moneyfarm_logo[dropcap]I[/dropcap]fondatori di MoneyFarm sono fra gli esponenti emergenti del Fin Tech in Italia: Paolo Galvani, Giovanni Daprà e Andrea Scarso hanno lanciato un’idea, già visualizzando il loro progetto di consulenza online come un’azienda a tutti gli effetti. Queste caratteristiche hanno convinto prima Annapurna Ventures e JV Capital, e ora Principia, che oggi finanzia MoneyFarm con un’iniezione di capitale pari a 2,65 mln di Euro. MoneyFarm è una SIM (società d’intermediazione mobiliare), autorizzata da Banca d’Italia e iscritta all’albo Consob, che lo scorso agosto ha debuttato sul web con MoneyFarm.com, aprendo la strada nel nostro mercato alla consulenza indipendente via Internet, o meglio all’utilizzo di tecnologie avanzate per «democratizzare» l’accesso a prodotti finanziari più efficienti e innovativi.

    In pratica, MoneyFarm è una piattaforma web molto intuitiva di raccomandazioni personalizzate che fanno l’interesse del risparmiatore, a seconda del suo profilo e degli obiettivi. Basta un computer. Una volta che siete sul portale, il primo passo è il questionario. In questo modo, si classifica il tipo d’investitore e la sua propensione al rischio. Un potenziale investitore può essere «prudente», «misurato», «equilibrato», «curioso», «avventuroso», «intrepido». In linea di massima, vengono proposti portafogli conservativi, adatti ai risparmiatori, non agli speculatori.

    L’obiettivo ambizioso di MoneyFarm è quello di restituire agli italiani il potere di conoscere per decidere consapevolmente; di offrirgli la consapevolezza di poter verificare sempre e in modo autonomo i propri investimenti. Da qui nasce il suo slogan «Power to the Saver». Questa per la Startup è stata la prima fase di lancio, in cui, numeri alla mano, MoneyFarm ha già totalizzato 200 clienti per un totale di 20 milioni di investimenti sotto la voce “consulenza”.

    Penso che il progetto di MoneyFarm sia un primo passo in quella che è e sarà una rivoluzione nell’ambito dei servizi di finanza personale. Rivoluzione che cambierà il rapporto del risparmiatore, trasformandolo in consumatore sempre più consapevole delle proprie esigenze. Su queste premesse, MoneyFarm potrà diventare un leader di un settore, che è destinato a modificarsi così intensamente. Come Principia vogliamo sostenere il progetto e soprattutto i suoi promotori che dimostrano tutte le competenze e l’entusiasmo necessari”, dichiara Andrea Di Camillo, Responsabile Fondi e Investimenti di Principia SGR.

    Il capitolo successivo di crescita si apre proprio grazie a questo nuovo input di risorse finanziarie, che saranno investite sia in sviluppo tecnologico sia nel consolidamento sul mercato italiano. MoneyFarm inaugura quindi i nuovi uffici di Cagliari, dove avranno sede la tecnologia e il customer service. Con il finanziamento di oggi, la piattaforma di consulenza finanziaria online potrà anche offrire servizi aggiuntivi (ricezione e trasmissione ordini), che renderanno la vita degli utenti-risparmiatori ancora più semplice, per fare tutto ciò che gli serve in pochi “click”.

    MoneyFarm, le origini

    La start up MoneyFarm nasce in concomitanza con altri casi collaudati in America e Gran Bretagna come Wealthfront, Simple, NutMeg e Personal Capital. Ora la professione di www.moneyfarm.com è quella di dispensare consigli via Internet su come investire i risparmi, in cambio di un minimo abbonamento mensile che parte da 9,99 euro. L’intenzione è quella di “educare” e “responsabilizzare” il piccolo medio risparmiatore, quello che ha dai 30 / 50 ai 100 mila Euro e che non sa come investirli. MoneyFarm.com guida l’investitore passo dopo passo per permettergli di riprendere il controllo delle sue finanze.

    Commentando il finanziamento appena ottenuto, Paolo Galvani, CEO e co-fondatore di MoneyFarm spiega:

    “Con Giovanni, ci siamo incontrati per fortuna o per destino quando lavoravamo a Londra in Deutsche Bank. E’ da lì che è partita la nostra avventura di trasformarci in consulenti finanziari via Internet. Volevamo scommettere su noi stessi e su un progetto che sentivamo,. Per imprenditori della finanza come noi una delle principali sfide con cui misurarci è trovare capitali iniziali per poter partire. Pensiamo di avercela fatta: abbiamo convinto Annapurna Ventures e JV Capital. Ora abbiamo ottenuto la fiducia di Principia”.

    “La vera novità in campo finanziario è offrire soluzioni alle necessità reali dei risparmiatori più che concentrarsi sulle esigenze di chi il prodotto lo vende. E noi di MoneyFarm vorremo essere tra gli attori di questo cambiamento.Il nostro orizzonte sono i piccoli medi investitori, una nicchia di mercato interessante e finora trascurata dal sistema tradizionale. Ci siamo lanciati in corsa per colmare questo «gap» della consulenza. Non è sempre  tutto rose e fiori quando ti proponi con idee innovative, ma puntiamo veramente ad una nuova formula di gestione del risparmio grazie alla democratizzazione consentita dalla rete”, aggiunge Giovanni Daprà, Direttore Investimenti e co-fondatore di MoneyFarm

  • Apre oggi a Napoli il WorldForum 2012. Famiglia, infanzia e educazione i temi

    Apre oggi a Napoli il WorldForum 2012. Famiglia, infanzia e educazione i temi

    World Forum for Child Welfare 2012: Torna a svolgersi in Italia dopo 21 anni l’assise internazionale con i maggiori esperti per discutere sulle tematiche del benessere del bambino e dell’infanzia. La famiglia, l’infanzia e l’educazione al centro delle nuove sfide dello sviluppo sociale

    Si è aperto oggi a Napoli, nel Palazzo dei Congressi della Stazione Marittima, la ventitreesima edizione del WorldForum 2012 International Forum for child welfare, il forum internazionale sul benessere del bambino organizzato da IFCW e Mentoring USA – Italia onlus in collaborazione con la Fondazione L’albero della Vita, da oggi al 29 novembre.

    WorldForum-2012

    L’evento vedrà la partecipazione di esperti di welfare dell’infanzia provenienti da ogni parte del mondo. Tema centrale di questa edizione sarà “La famiglia, l’infanzia e l’educazione al centro delle nuove sfide dello sviluppo sociale: scenari globali, migrazione e cittadinanza attiva”.

    Il WorldForum sarà un percorso di incontri, approfondimenti, momenti di condivisione e dibattito e vedrà l’alternanza di sessioni plenarie e workshop dove analizzare le specifiche tematiche e confrontarsi sulle buone prassi per un mondo a misura di bambino. L’evento si avvarrà, tra gli altri, dell’intervento del Senatore Al Gore, ex Vice presidente degli Stati Uniti d’America, attraverso un contributo video rivolto particolarmente alle nuove generazioni.

    “Il convegno ci aiuterà a mettere in risalto i problemi che questi bambini, giovani e famiglie in tutto il mondo affrontano e i vari modi in cui essi possono essere risolti.” – dice Catriona Williams, presidente del WorldForum – “Sono inoltre particolarmente grata alla Regione Campania e all’Assessorato alle Politiche Sociali per il loro supporto. Siamo contentissimi di avere una così elevata varietà di importanti relatori internazionali che metteranno a nostra disposizione le loro competenze. Personaggi stimolanti del settore sociale che condivideranno con noi, inoltre, le loro conoscenze ed esperienze in sessioni parallele dedicate a temi specifici.”

    “E’ un piacere salutare tutti coloro che si sono riuniti per il XXIII Forum internazionale per il benessere del bambino. Questo convegno mostra la straordinaria unità di coloro che si impegnano nel migliorare la qualità della vita dei bambini e li aiutano a raggiungere il loro completo potenziale – un impegno che condividiamo anche noi nello Stato di New York. Un plauso ad ognuno di voi coinvolto in questa edizione per la sua leadership ed abnegazione. Tutti noi uniti possiamo segnare il percorso di un futuro prospero per i nostri bambini e le nostre famiglie. I migliori auguri per un evento produttivo e per grandi successi futuri.” – Andrew Cuomo, Governatore dello stato di New York

    All’interno del WorldForum si svolgeranno due eventi speciali: “The person who changed my life” e “Invisible Heroes Awards”.

    L’iniziativa “The Person Who Changed my Life” (La persona che ha cambiato la  mia vita) è ispirata all’omonimo libro di Matilda Raffa Cuomo che raccoglie contributi emozionanti e coinvolgenti di Personalità (Bill Clinton, Andrea Bocelli, Whoopi Goldberg, ecc.) che testimoniano come nella loro vita la vicinanza di un Mentore ha influenzato significativamente il raggiungimento del loro successo umano e professionale. Matilda e Sergio Cuomo, presidente del Comitato Organizzatore del WorldForum, insieme alle altre personalità, si racconteranno.

  • Cresce il Mobile in Italia e in Europa

    Cresce il Mobile in Italia e in Europa

    Da una recente indagine condotta da comScore in EU5 (Francia, Germania, Spagna, Italia e Regno Unito) la penetrazione degli smartphones è al 53,7% con 130 milioni di persone che li posseggono. E tra questi il 15,5% possiede un tablet, dato in crescita rispetto allo scorso anno

    Cresce l’uso dei dispositivi mobili in Europa e anche nel nostro paese. Ricordiamo che il nostro paese da questo punto di vista è uno dei paesi che possiede il numero di smartphones più alto, di conseguenza sappiamo bene quanto si alta la penetrazione degli smartphones nel nostro paese. Però oggi ne abbiamo un’ulteriore conferma da questa recente ricerca ad opera, avente come periodo gli ultimi tre mesi, di comScore che riporta i dati in riferimento a EU5, ossia Francia, Germania, Spagna, Italia e Regno Unito.

    Cresce il mobile in Italia e in Europa

    In sostanza il dato generale è che il 53,7% della popolazione di questi paesi possiede uno smartphone, quasi 130 milioni di persone e tra questi, il 15,5% detiene un tablet, un dato in crescita rispetto allo scorso anno quando erano 9,3%. Una crescita in un anno del 6,2% che testimonia l’effettiva crescita dei tablet in Europa.

    Se guardiamo ai singoli paesi, in Italia la percentuale è del 15,1% al pari della Francia. La percentuale più alta è del regno Unito col 17,7%, segue poi la Spagna col 16,9%. Chiude la Germania con la percentuale più bassa del 12,8%, ben al di sotto della stessa media europea.

    Allora, al di là della conferma della forte penetrazione dei dispositivi mobile nel nostro paese, che ne pensate? Anche voi siete tra il 15,1% di persone che detiene uno smartphone e un tablet? Fateci sapere

  • Social TV, performance dei programmi tv su Facebook e Twitter dal 15-22 Novembre

    Social TV, performance dei programmi tv su Facebook e Twitter dal 15-22 Novembre

    Servizio Pubblico fa boom su Facebook con lavoro e scontri sociali, X Factor accende la polemica su Twitter dopo l’eliminazione dei Frere Chaos. Le interviste a Landini e Briatore sono le più coinvolgenti della settimana per i fan di Santoro. I follower di X Factor hanno fatto le ore piccole per twittare sulla polemica scatenata da Arisa contro gli altri giudici dopo l’uscita dei Frère Chaos

    E siamo anche questa settimana a riportarvi le performances dei programmi tv più seguiti, attarverso commenti, like e interazioni, su Facebook e Twitter che ci fornisce Reputation Manager In questa settimana si può dire che l’attenzione si è accentrata sulla puntata di ieri sera di X Factor, #xf6, che ha visto lo scontro diretto tra i due giudici della gara, Arisa e Simona Ventura, subito dopo l’esclusione dalla gara dei Frère Chaos. Diciamo anche che il nervosismo era nell’aria ormai da qualche puntata e vedeva sempre Arisa come protagonista con Elio. Ma anche Santoro questa settimana colleziona un ottimo risultati soprattutto attraverso Facebook

    Facebook

    Cresce del 29% rispetto alla settimana scorsa la percentuale di fan che scrive sulle Fan Page dei programmi tv. Servizio Pubblico incrementa del 58% i fan attivi (6867) superando X Factor (6.256).

    Audisocial-Fan-Active-Reputation-Manager-15-22nov2012

    X Factor continua ad essere in testa alla classifica per livello di interazione, ma riduce sensibilmente il suo distacco da Servizio Pubblico, che cresce del 71% in termini di post e commenti dei fan sulla pagina rispetto alla settimana precedente. Al quinto posto entra Piazza Pulita.

    Audisocial-Facebook-Interaction-Reputation-Manager-15-22nov2012

    The Best Post

    Tra le performance di Chiara e Ics ad X Factor, il secondo post che ha ricevuto più like questa settimana riguarda Uomini e Donne.

    Audisocial-Facebook-Best-Post-Reputation-Manager-15-22nov2012

    Sulla Fan Page di Servizio Pubblico i post che più hanno stimolato la partecipazione dei fan questa settimana riguardano il tema del lavoro e gli ultimi scontri di piazza.

    E’ interessante notare che si tratta di opinioni espresse da due tipologie di personaggi decisamente distanti tra loro:

    Landini: “Se il governo passasse dall’essere formato da professori a gente normale che vive e lavora da mattina a sera, forse in Italia qualcosa cambierebbe.” (2308 like, 187 commenti, 437 condivisioni)

    Briatore: quando vediamo le cariche di poliziotti che guadagnano 1000€ al mese contro studenti che non trovano lavoro dobbiamo star male tutti. E’ una battaglia tra poveri.” (1312 like, 913 commenti, 230 condivisioni)

    Anche nella classifica che misura il grado di reattività dei fan ai messaggi sulla pagina, Servizio Pubblico migliora la sua performance con un incremento settimanale di like del 113%. Report con 10.354 like dei fan guadagna ben cinque posizioni.

    Audisocial-Facebook-Reaction-Reputation-Manager-15-22nov2012

    Twitter

    Anche questa settimana Twitter conferma la sua polarizzazione su  X Factor (74,% dei tweet totali sui programmi tv). In particolare nell’ultima puntata, l’attenzione dei follower è stata catalizzata dall’uscita dei Frère Chaos e dalle polemiche scatenate da Arisa.

    I messaggi più retwittati dopo quelli dedicati all’ospite inglese Conor Maynard, sono stati:

    stanzaselvaggia_#xf6

    Piazza Pulita e Otto e Mezzo risalgono piazzandosi al terzo o quarto posto della classifica hashtag dei programmi tv.

    Audisocial-Twitter-Reputation-Manager-15-22nov2012.png

    Audisocial-Twitter2-Reputation-Manager-15-22nov2012

    Come si vede bene bene su Twitter la maggior parte dell’attenzione della settimana si concentra su #xf6, su X Factor, con il 74,4% è di gran lunga il più twittato. Vuoi anche per la querelle tra i giudici che il giovedì sera fa salire non poco l’”AudiSocial tv.

    Ma se guardiamo al dato in generale i programmi che riescono a sviluppare un alto livello social sono solo due, X Factor e Servizio Pubblico. E nonostante la grande diversità di pubblico è notevole il forte carattere social, la voglia di interagire in rete. Cosa che ancora non riescono a sviluppare gli altri programmi. Se guardiamo ad esempio Ballarò, ha un livello di interazione ma anche di fan e follower attivi molto basso, nonostante sia un programma molto seguito e che, dati auditel, ha un audience molto più alta.

    E’ chiaro che siamo ancora agli inizi di un fenomeno che sicuramente nei prossimi mesi conoscerà ancora più diffusione e curiosità. Noi cercheremo, grazie a questi dati, di vedere come si sviluppa il fenomeno e quali considerazione via via trarre.

    A proposito, e le vostre considerazioni? Che ne pensate?

  • Ogni giorno è un dono, #IlMioMentore

    Ogni giorno è un dono, #IlMioMentore

    Il racconto per #IlMioMentore di Flora Beneduce, primario di Medicina generale degli Ospedali riuniti della penisola Sorrentina, che racconta la sua esperienza ricordandoci che “ogni giorno è un dono”

    WorldForum-2012

    Ho imparato da incontri, sguardi, libri ed emozioni. Ho imparato dagli esami e dalle notti trascorse sui libri. Ho imparato il coraggio dalle mie paure. Ho imparato la gioia dalle mie fragilità. Ho imparato la fiducia guardando l’alba e la speranza contemplando la luna. Ho imparato che gli anziani sono biblioteche inestimabili e che i giovani sono una promessa. Ho imparato che ogni giorno è un dono. E lo imparato dall’amore che ho ricevuto.

    L’ho imparato da Armando De Rosa, l’uomo che è stato per me compagno, amico, confidente, sposo. È stato il mio mentore negli affetti e nella vita, nelle situazioni più difficili, e nei momenti più intensi. Mi ha insegnato la pienezza dei sentimenti, l’estasi della lettura, la scoperta degli altri attraverso i dettagli. Mi ha insegnato che la felicità non è una meta, ma un percorso; che gli altri non sono un mezzo, ma un fine; che in ciascuno c’è un maestro; che ogni opportunità di crescita è scommessa che si fa con se stessi; che ogni successo ha sempre il nome delle storie che abbiamo condiviso.

    Armando De Rosa è stato e continua ad essere il maestro che mi ha fatto scoprire l’essenza di ogni momento e al quale devo la mia realizzazione come donna e come madre.

    Flora Beneduce
     
    “La , l’infanzia e l’ al centro delle nuove sfide dello sviluppo sociale: scenari globali, migrazione e ”. Il WorldForum si tiene dal 26 al 29 novembre 2012 a Napoli. Organizzato da IFCW e Mentoring USA Italia – onlus in collaborazione con Fondazione L’Albero della Vita. www.worldforum2012.org
  • Chi compra moda online è un consumatore evoluto [Infografica]

    Chi compra moda online è un consumatore evoluto [Infografica]

    Sono donne, giovani, in quattro casi su dieci provengono dal Sud o dalle Isole. Ecco gli utenti che comprano di più e più spesso: in diversi casi acquistano in un anno più di 20 prodotti all’anno e negli ultimi tre mesi. Si aggiornano sui social network e amano condividere i propri look. Sono i risultati dell’ultimo approfondimento estratto dall’E-commerce Consumer Behaviour Report 2012 realizzato da ContactLab

    Se è vero che non vi sono grandi differenze di genere tra chi in Italia fa acquisti online, è vero anche che lo shopping ‘modaiolo’ è ancora una pratica ad appannaggio femminile: tra gli acquirenti online di abbigliamento e calzature che hanno comprato più di sei prodotti nell’ultimo anno sette su dieci sono donne. Ma dove abitano e quanti anni hanno questi fashion addicted digitali? Due su cinque vivono al Sud e nelle Isole e più della metà ha meno di 35 anni.

    Sono alcuni dei dati più significativi che emergono dalla ricerca Fashion ed e-commerce in Italia: le abitudini degli acquirenti online (disponibile in download gratuito su http://www.contactlab.com/report-ecommerce-moda), un approfondimento inedito a cura di ContactLab, estratto dall’E-commerce Consumer Behaviour Report 2012 e condotto sull’analisi dei comportamenti dei rispondenti che hanno acquistato online nell’ultimo anno almeno un prodotto di abbigliamento e calzature.

    E-commerce-e-moda-ContactLab

    Tra gli acquirenti del settore fashion si distinguono soprattutto coloro che in un anno acquistano online più di sei prodotti di questa categoria, arrivando in molti casi a superare i 20: è con loro che ContactLab traccia il profilo tipo dei ‘fashion addicted digitali’.

    Sono utenti la cui frequenza di acquisto è significativamente più alta rispetto a quella del totale degli utenti Internet italiani intervistati nell’indagine: uno su tre, infatti, ha acquistato online negli ultimi tre mesi più di 5 volte, mentre la metà degli utenti internet nel complesso dichiara di non avere acquistato online più di una volta nello stesso periodo di tempo.  Insomma, chi acquista dai siti e-commerce dedicati alla moda, acquista di più e più spesso.

    “Poter osservare così da vicino un determinato target di utenti, in questo caso gli acquirenti online di abbigliamento e calzature, permette alle aziende del settore di comprendere meglio le abitudini e i comportamenti dei propri utenti – dichiara Emanuela Del Forno, marketing manager di ContactLab. I dettagli della fotografia scattata offrono infatti spunti utili per elaborare strategie di comunicazione e vendita in linea con le aspettative e le esigenze della propria customer base. Questa tipologia di approfondimenti fa parte di un sistema di servizi a valore aggiunto che ContactLab grazie alle sue competenze specifiche mette a disposizione di aziende e brand che vogliono approfondire il proprio mercato di riferimento”

    Il ‘profilo tipo’ del fashion addicted digitale

    L’acquirente fashion più assiduo ha un’età piuttosto giovane – concentrata tra i 25 e i 44 anni, è donna in sette casi su dieci e nel 42% dei casi risiede al Sud o nelle Isole. Questo è molto interessante poiché dimostra come – almeno in questo comparto merceologico – l’acquisto online è una pratica consolidata in queste regioni, contrariamente al ‘ritardo digitale’ che spesso viene imputato a questi territori.

    Prendendo in considerazione la frequenza di acquisto, vi è un numero decisamente alto di ‘fashion addicted digitali’82% contro il 68% del totale degli acquirenti online monitorati dall’ECBR12- che hanno effettuato almeno un acquisto online negli ultimi tre mesi indipendentemente dalla categoria merceologica. Parliamo quindi di utenti che hanno un’alta frequenza di spesa e che, come per l’intero universo degli acquirenti online, comprano in rete già da anni usando l’e-commerce come una modalità di acquisto alla pari con i canali tradizionali.

    Sono high spender: uno su tre ha speso online nell’ultimo anno solo per l’abbigliamento più di 1000€, e c’è anche chi (il 15%) ha superato i 2000€. In generale oltre la metà di loro ha acquistato nell’ultimo anno beni per un valore di oltre 500€. Il dato acquisisce ancor più valore se consideriamo che il 27% di questi fashion addicted digitali ha meno di 25 anni e che nel tracciare il loro profilo la loro età non supera – in nove casi su dieci- i 44 anni. Un dato tanto caratterizzante quanto lo è la loro spesa media annua online, che si aggira sugli 850€, prevedibilmente più alta rispetto a quella dell’utente Internet Italiano (circa 650€).

    Inoltre questi acquirenti sono utenti internet più evoluti, come dimostra l’uso più consistente che fanno dei dispositivi mobili: due su cinque infatti si informano o acquistano da mobile, contro una media di tre utenti su dieci a livello nazionale. Un altro fattore degno di nota è l’utilizzo più massiccio che questi utenti fanno dei metacomparatori.

    Un target mattiniero, che fa acquisti responsabili

    In generale gli high spender del fashion, così come tutti gli altri utenti Internet italiani che hanno effettuato acquisti online, in un caso su due non hanno preferenze sull’orario di acquisto. Se però consideriamo solo gli utenti che esprimono una preferenza netta, invece di dichiarare di acquistare online indifferentemente nel corso della giornata, li scopriamo mattinieri: uno su quattro solitamente acquista prodotti di moda mentre fa colazione, mentre si reca in ufficio o comunque prima della pausa pranzo.

    Molto importante come sempre risulta essere la disponibilità del metodo di pagamento preferito sul sito prescelto per l’acquisto: per quasi nove acquirenti fashion su dieci incide sulla decisione di acquistare online.

    Tra questi utenti vi è inoltre una propensione maggiore al pagamento tramite PayPal – oltre alle carte di credito prepagate, ormai uno dei mezzi preferiti da buona parte di tutti gli acquirenti online – il che evidenzia non solo l’esigenza di un metodo più comodo interamente online, ma anche una maggiore attenzione alla privacy e alla garanzia nell’acquisto.

    Compro, mi vesto, condivido

    Infine questa parte di acquirenti forti ama condividere sui social network la propria esperienza d’acquisto: in un caso su tre scrivono recensioni e commenti sui social network, ma soprattutto amano diventare follower del brand raccontando le proprie esperienze e, nel caso dell’abbigliamento, condividendo talvolta anche i propri look.

    “Un dato molto importante per le aziende del comparto – conclude Del Forno –che possono trovare nel canale social una strada privilegiata per ottenere la fiducia dei propri consumatori e promuoverli ad ambasciatori del brand. In particolare, una strategia integrata che sfrutti le potenzialità dei diversi canali per fidelizzare e valorizzare il rapporto coi propri utenti è infatti la direzione che le aziende del settore devono seguire se vogliono fare la differenza”

    E-commerce-e-moda-ContactLab-Infografica

  • Ticketbis, terzo importante finanziamento

    Ticketbis, terzo importante finanziamento

    A tre anni dalla nascita, Ticketbis, la startup spagnola di compravendita di biglietti di spettacoli ed eventi online ottiene un un nuovo importante finanziamento di € 900,000. La somma sarà dedicata alla consolidazione della compagnia nei 10 mercati nei quali opera

    La piattaforma spagnola Ticketbis riceve il suo terzo finanziamento per un valore di circa un milione di Euro. “Con questa nuova iniezione di capitale e i buoni risultati ottenuti negli ultimi mesi, speriamo di superare i tredici milioni di fatturazione nel 2012”, spiegano Ander Michelena e Jon Uriarte, i giovani fondatori della compagnia. L’azienda confessa che il “capitale umano è la colonna portante della nostra compagnia”. In programma per i mesi a venire l’assunzione di oltre 30 impiegati con i quali la struttura raggiungerà il centinaio di unità prima dell’avvio del 2013.

    Sin dalle origini, il fulcro di questa vertiginosa crescita è stato l’espansione internazionale: Ticketbis è ora leader del settore in Spagna, Portogallo e America Latina. Gran parte dell’ultimo finanziamento verrà dedicato alla consolidazione nel mercato tedesco e al lancio in quello russo.

    Il terzo trimestre del 2012, il migliore in tutta la storia della compagnia

    Ander-Michelena---Jon-Uriarte---TicketbisLa startup ha reso pubbliche le cifre relative al terzo trimestre di quest’anno, il migliore in assoluto da inizio attività. Nel periodo da luglio a settembre, che normalmente registra un volume minore di entrate, si sono raggiunti infatti i 3,5 milioni di euro di fatturazione: una cifra importante se messa a confronto con il 1,3 milione fatturato nello stesso periodo dell’anno precedente. Non solo: le vendite totali nel 2012 superano i nove milioni di euro.

    Ticketbis

    Ricordiamo che Ticketbis è una piattaforma di compravendita nell’industria dell’intrattenimento. Con una forte proiezione internazionale. Attualmente Ticketbis risponde alla duplice esigenza di un mercato del tempo libero in costante ascesa da una parte di trovare disponibilità agli eventi, dall’altra di potersi rivolgere alle prevendite con la serenità di avere un supporto cui rivolgersi qualora si decida di non usufruire dell’evento acquistato. Un dato non marginale in un contesto storico di crisi.

  • Le guerre nel Mondo 2.0

    Le guerre nel Mondo 2.0

    I tragici bombardamenti su Gaza nei giorni scorsi ripropongono ancora una volta il problema irrisolto della “questione palestinese” col forte rischio che si possa di nuovo aprire una guerra. Ma ad irrompere in questa, come anche nella questione siriana, è il web 2.0, i social media usati come strumento di informazione e di propaganda. Stiamo andando verso nuovi scenari ed è necessario un forte senso di consapevolezza

    Ho cominciato a navigare in internet alla fine degli anni ’90 percependo la rete come una meravigliosa finestra aperta sul mondo. Per mia natura sono curiosa e fin dai miei primi passi nel mondo 2.0 ho cercato di usare questo mezzo per conoscere luoghi, personaggi e storie. Più avanti compresi le incredibili potenzialità dei collegamenti che si potevano realizzare utilizzando la rete per organizzare eventi ai quali potevo invitare esperti che con altri mezzi non avrei mai potuto avvicinare. Il primo grande sconvolgimento mondiale, che ho avuto modo di osservare da questa particolare finestra, è stato l’attentato alle torri gemelle dell’11 settembre 2001 che portò ad un’esplosione di innumerevoli teorie, consultabili su svariati siti, riguardo ai mandanti e alle modalità di quel terribile atto terroristico.

    Nei mesi antecedenti avevo già cominciato a conoscere alcuni canali d’informazione alternativi come Indymedia che ebbe una notevole importanza nel riportare i fatti del G8 di Genova e le proteste anteriori del mondo no-global. Ho vissuto dal pc la guerra in Iraq e quella in Afghanistan con tutto il susseguirsi di voci pro e contro la partecipazione da parte degli Stati Uniti, la morte di Saddam Hussein, quella di Osama Bin Laden e quella  Mu’ammar Gheddafi. Alla fine degli anni ’90 e ai primi del 2000 solo un numero esiguo d’individui si ritrovava in rete a discutere nei gruppi e nei forum, con la nascita dei social network  molte più persone hanno utilizzato il proprio spazio in rete (casa virtuale) per divulgare notizie, esporre un pensiero ed esprimere un giudizio su un fatto importante del mondo ricevendo per questo un feed back immediato da parte degli utenti legati alla sua piattaforma.

    La questione palestinese per molti italiani è sempre stata vissuta come l’ingiustizia di un popolo che ha subito l’invasione e la prepotenza di un altro popolo. Quando ero adolescente molti miei coetanei portavano la kefiah in solidarietà al popolo palestinese, non mi pare che nessuno contestasse questa scelta come segno di antisemitismo al contrario di quanto succede in questi giorni su twitter quando esprimi un pensiero sui bambini di Gaza.

    Il mondo in Guerra

    PeaceReporter riporta, nella sua mappa sulle guerre nel mondo, 31 conflitti nel 2011. In queste ultime ore sono oltre 7.000 i profughi nel Congo in fuga dalla guerra che vede contrapposti l’esercito ai ribelli, le notizie a riguardo sono poche e, a parte i mass media generici, mi chiedo il perché alcune guerre suscitino un appeal diverso rispetto ad altri conflitti. Cerco di darmi le risposte e quello che posso immediatamente riscontrare è che sicuramente ciò non dipende dal numero delle perdite di civili o da quello delle donne o dei bambini coinvolti. Lo dimostra il fatto che da mesi i siriani gridano in rete il dolore del loro popolo dove, dall’inizio del conflitto, sono morte circa 40.000 persone di cui 3.000 bambini, eppure oggi l’attenzione del mondo sembra essere concentrata soprattutto su Gaza. Attenzione, non ho intenzione di giudicare nessuno, sto solo cercando di capire i motivi.

    Tornando alla mappa di peacereporter notiamo che è il conflitto in Darfur che ha causato il maggior numero di perdite di vite umane (circa 300.000 dal 2003 al 2011). La mappa inoltre ci fa notare come quanti di questi conflitti siano guerre civili, guerre fra etnie diverse di una stessa nazione (come nel caso dello Yemen) e guerre relative a dispute per l’appartenenza o meno di territori di confine.  Riguardo al medio oriente, al continente africano e ad alcune nazioni dell’Asia è comune percezione che quelli siano da sempre territori di contese e siccome sono piuttosto lontani da noi in fondo non ci riguardano. Pensando al centro america vengono in mente i conflitti fra narcotrafficanti e  considerando la Russia  molti credono che nei territori nord caucasici ci siano molti terroristi e che Putin in fondo faccia bene a tenere quella gente “sotto osservazione”.

    Il conflitto israelo-palestinese sembra avere contorni più chiari: da una parte c’è un popolo oppresso, dall’altra un popolo oppressore, oppure: avvertiamo il pericolo dell’avanzata del fondamentalismo islamico che dev’essere arrestata dal popolo eletto. Fin dalla notte dei tempi  è sempre stata volontà dell’uomo quella d’interpretare i fatti ed orchestrarli a proprio piacimento, si sono scritti libri di storia lontani dalle storia reale, stessa cosa è successa poi sui giornali e oggi in rete queste manipolazioni volute (e a volte inconsce) si sono moltiplicate.  La disputa fra il buono e il cattivo ha sempre suscitato un fascino maggiore rispetto a quella fra Caino e Abele, i panni sporchi si lavano in famiglia per cui le guerre intestine in fondo vengono percepite come se  non fossero affari nostri mentre altre offrono l’occasione di far emergere il tifoso latente in tutti noi.

    Cercando di documentarmi sulla guerra in Siria mi sono accorta di quanto io sia ignorante e allo stesso tempo di quanti fini analisti politici ci sono nel nostro paese pronti a vomitare con rabbia le loro tesi in rete.  Ho osservato inoltre la presenza di numerosi fake e di quanto sia facile ricevere “certe” attenzioni anche da chi, apparentemente molto lontano, si dimostra “particolarmente attento” alla tua percezione del conflitto.  Come avevo detto prima, su twitter basta una frase rivolta ai bambini palestinesi per farti dare dell’antisemita anche da persone che tu non segui. Ho letto alcune cose che mi hanno fatto rabbrividire come il parlare di “morti utili” da parte di un politico italiano riguardo a questa delicatissima situazione. Sono convinta che tutti gli israeliani non siano fondamentalisti sionisti come non tutta la popolazione araba sia fatta da talebani, al contrario di come certe persone e alcuni mass media vogliono indurci a credere.

    La mia speranza, riguardo ad ogni conflitto, è che prevalga il dialogo per la salvaguardia di tutte le vite umane, eppure spesso ho l’impressione di essere tirata da una parte o dall’altra. Continuo ad osservare su facebook persone che pubblicano foto sulla popolazione uccisa o ferita, bambini compresi, nel tentativo di risvegliare le coscienze, di suscitare la pietas fra i loro conoscenti. Altri non sopportano la vista di tanto orrore e chiedono che non venga mostrato, altri ne sono completamente indifferenti. Credo che ci siano tanti mezzi per suscitare emozioni di fratellanza fra i popoli, quello che da mamma avverto è quanto in comune ci sia nell’amore verso un figlio da parte di tutte le popolazioni del mondo.

    idf tweetsDovremmo ritrovare emozioni che uniscono e non quelle che dividono eppure è proprio su queste divisioni che si gioca la guerra nei social network, già col mio povero modem 56k mi ero accorta di quanto siamo tutti divisi in fazioni, ma adesso che la rete mi offre infiniti canali, e uso più di un social network, osservo quanto facilmente ci sia la volontà di far leva su tutto quello che è più lontano dal dialogo. Se si digita “Gaza” su twitter il primo account ad apparire è quello della IDF (Isreael Defence Forces), dopo arrivano quelli d’informazione palestinesi. Siamo indotti, siamo osservati, la guerra si consuma anche in un tweet o in una condivisione su facebook. E’ quanto mai indispensabile al giorno d’oggi non fermarsi alla prima cosa  che leggiamo ed approfondire anche andando a dare un’occhiata ai siti di chi avvertiamo come dalla parte sbagliata, fermarsi, riflettere e continuare ad indagare. In questi ultimi giorni ho letto su alcuni blog di persone che ritenevo autorevoli autentiche castronerie create ad arte per manipolare la realtà.

    Lo spirito critico è necessario e io che di natura non ne avrei neanche un grammo mi sto sforzando di svilupparlo perché, per quanto mi sia possibile, non voglio cadere in nessun tranello. Ci sono dei valori che sono sempre giusti e che trascendono dalle tifoserie di parte, il rispetto della vita e dei diritti umani, se si perdono di vista questi non c’è ragione che tenga. Nel nostro piccolo possiamo scegliere di essere migliori di coloro che fanno le guerre evitando il loro gioco, tornando sempre alla vita e alla sua sacralità.

    (questo post è apparso su sabrinaancarola.blogspot.it)
  • Ticketbis, intervista al co-fondatore Ander Michelena

    Ticketbis, intervista al co-fondatore Ander Michelena

    Abbiamo avuto il piacere di intervistare Ander Michelena, uno dei due co-fondatori e CEO di Ticketbis, giovane startup spagnola e presente anche in Italia nel settore della compravendita di biglietti online. E Michelena ci traccia un profilo dell’azienda e ci parla anche dei progetti per il futuro

    ticketbis_logoSempre continuando il nostro viaggio nel mondo delle startup, oggi ci soffermiamo su Ticketbis, di cui vi abbiamo parlato, startup nel settore della compravendita di biglietti per spettacoli ed eventi online che nasce in Spagna ma che oggi è presente in diversi paesi tra cui l’Italia. L’occasione è l’intervista che uno dei co-fondatori e CEO, Ander Michelena, ci ha gentilmente rilasciato, nella quale si traccia un profilo dell’azienda, si parla di come anche in Spagna il fenomeno delle startup sia in crescita, anche se non abbastanza, e soprattutto del futuro, con il lancio di nuovi progetti e nuovi paesi da conquistare. Ma leggiamo l’intervista.

    Come e quando nasce Ticketbis?

    Io e il mio socio Jon Uriarte, abbiamo fondato Ticketbis a fine 2009. Lavoravamo entrambi in investment banking, però abbiamo sempre avuto uno spirito imprenditoriale e tanta voglia di creare il nostro proprio business. Per questo motivo, durante gli ultimi anni a Londra, abbiamo analizzato il mercato per definire le opportunità esistenti e studiare esempi di compagnie di successo in vari settori. Giunti alla conclusione che era arrivato il momento di dare corpo alla nostra idea, ci siamo dimessi e siamo tornati a Bilbao per cominciare a lavorare al nostro nuovo progetto, Ticketbis.com, una piattaforma di compravendita di biglietti per tutti i tipi di spettacoli.

    Perchè creare una piattaforma per non solo per acquistare ma anche vendere biglietti?

    Per riprendere il discorso di prima, durante l’ultimo periodo di permanenza a Londra, abbiamo studiato bene il mercato spagnolo del ticketing, e ci siamo resi conto della grande opportunità che il settore della compravendita offriva e che offre tuttora.  Fino ad allora, la rivendita di biglietti veniva eseguita fuori dagli stadi o arene, in maniera illegale e con molti rischi. Per questo abbiamo deciso che Ticketbis sarebbe stata un’ottima soluzione, tanto per gli utenti che vogliono assistere ad un evento ma non trovano biglietti, quanto per coloro che, dopo aver comprato, non possono partecipare all’evento e vogliono recuperare i soldi investiti.

    Quali sono ad oggi i numeri di Ticketbis e dove siete presenti?

    Ander Michelena - TicketbisDurante la nostra breve esistenza, siamo riusciti a moltiplicare il nostro fatturato anno dopo anno. Nel 2010, il primo anno di vita nella compagnia, abbiamo raggiunto il milione di euro di fatturato e nel 2011 lo abbiamo moltiplicato fino a cinque milioni e mezzo di euro. Al momento speriamo di chiudere il 2012 con 13 milioni di euro e, di fatto, a giugno di quest’anno abbiamo già superato il fatturato di tutto l’anno precedente. 

    Queste cifre si devono, tra gli altri fattori, a una solida strategia di internazionalizzazione che si è realizzata già nel primo anno operativo della start-up. Al momento, Ticketbis è attivo in dieci paesi (Spagna, Italia, UK, Portogallo, Germania, Russia, Messico, Cile, Brasile e Argentina) e prevede di espandersi in questa linea nei mesi a venire.

    In Italia in questo periodo l’argomento startup è molto discusso negli ambienti interessanti ma anche di recente dalla politica che ha adottato dei provvedimenti in questo senso. Come li giudicate soprattutto qual è la situazione in Spagna?

    Abbiamo letto di come i politici stiano rivolgendo crescente attenzione all’incremento di impiego e dello spirito imprenditoriale. Essendo, però, una compagnia spagnola, non veniamo influenzati direttamente da questi cambi.

    Anche in Spagna crescono l’interesse e il numero di iniziative, ma non abbastanza. Crediamo manchi ancora molta strada da percorrere, a livello di entità pubbliche e private. In Spagna siamo molto indietro a tale proposito, soprattutto rispetto ad altri paesi come gli Stati Uniti: fortunatamente, riusciamo a trarre beneficio dagli accorgimenti del governo dei Paesi Baschi.

    Pensate anche voi di andare negli Usa per sviluppare il vostro progetto?

    Assolutamente: di fatto, questa settimana abbiamo lanciato un ambizioso progetto negli Stati Uniti. Si tratta di Tixabroad, una piattaforma di vendita di biglietti per eventi internazionali. Da oggi in poi, gli statunitensi itineranti potranno assistere a qualsiasi evento durante la loro permanenza all’estero grazie a Tixabroad.

    In soli tre anni avete raggiunto traguardi importanti, quali sono i prossimi passi che avete in cantiere

    Al momento, vediamo come prioritario il consolidamento nei mercati nei quali siamo presenti, con l’obiettivo di trasformarci in un vero e proprio punto di riferimento nel mondo del ticketing. 

    Parallelamente, ci dedicheremo ai mercati conquistati di recente, quali Russia, Germania, oltre al nuovo progetto Tixabroad negli USA. Per il 2013, speriamo di poter continuare ad esplorare nuovi mercati ai quali presentare Ticketbis.

  • Amazon, nuovo customer service a Cagliari e opportunità di lavoro

    Amazon, nuovo customer service a Cagliari e opportunità di lavoro

    Importante annuncio da parte di Amazon con la prossima apertura di un nuovo customer service a Cagliari. E per questo ci sono opportunità di lavoro come manager, team manager, addetti al customer service e addetti supporto tecnico. Per candidarvi andate su amazon.it/lavoro

    Jeff_Bezos_amazon.itAmazon annuncia oggi l’apertura di un nuovo centro di Customer Service a Cagliari, in Sardegna, che si prevede creerà oltre 500 posti di lavoro, sia a tempo indeterminato che temporanei, nell’arco dei prossimi 5 anni. La sede del nuovo Customer Service verrà inaugurata nel corso del secondo trimestre del 2013 e si occuperà di gestire le richieste dei clienti di Amazon.it sia via telefono che via mail o chat, compreso il supporto tecnico per Amazon Kindle e per i negozi digitali come MP3, App-shop e Cloud Drive.

    Questa è la terza apertura di Amazon in Italia, dopo quella del centro di distribuzione di Castel San Giovanni (Piacenza), nell’ottobre 2011, e quella degli uffici di Milano lo scorso settembre, e si prevede che i nuovi posti di lavoro creati possano arrivare, complessivamente, fino a mille.

    Amazon ha già iniziato a selezionare i candidati da assumere nel centro di Customer Service con sede a Cagliari. La nuova sede sarà attiva 365 giorni all’anno per supportare i clienti di lingua italiana di Amazon.it e Amazon BuyVIP, e consentirà così, a un numero sempre più elevato di clienti, di beneficiare dell’eccellente servizio che Amazon si impegna a offrire.

    “Dal momento che le nostre attività sono in continua espansione e ci muoviamo in categorie come articoli per l’illuminazione, articoli per la prima infanzia, giocattoli, Kindle Fire e contenuti digitali, anche il Customer Service ha necessità di ampliarsi,” ha dichiarato Tim Hickler, Vice Presidente per il Customer Service  di Amazon in Europa. “Crediamo che l’apertura permanente in Italia di un centro per il Customer Service di Amazon possa gettare le basi per quell’eccellente livello di servizio che solo Amazon riesce a garantire ai propri clienti.”

    La Sardegna è un territorio eccezionale che può vantare una lista di successi nell’implementazione di servizi clienti e supporto tecnico”, ha affermato Gabriele Masili, Direttore per il Customer Service di Amazon in Europa, con supervisione di Italia e Spagna. “Cagliari è un luogo ideale che ci permette di attingere a un bacino di personale altamente qualificato – e con una spiccata attenzione per il cliente – che ci aiuterà a raggiungere gli elevati standard di servizio che i clienti si aspettano da Amazon”.

     Amazon.it ha aperto i battenti nel Novembre 2010 e da quel momento ha continuamente aumentato la propria offerta sino a contare milioni di prodotti. La recente aggiunta di Amazon BuyVIP e il lancio della nuova famiglia di prodotti Kindle in Italia, insieme agli Store di contenuti digitali, hanno ampliato significativamente il catalogo a disposizione dei clienti di lingua italiana e la tipologia delle richieste di assistenza che vengono gestite dal customer service di Amazon.

    La decisione di Amazon di far crescere la propria presenza italiana è un’ottima notizia, soprattutto se si considera l’impatto che gli oltre 500 posti di lavoro a tempo indeterminato e stagionali porteranno alla Regione Sardegna nei prossimi anni”, ha detto Ugo Cappellacci, Presidente della Regione Autonoma della Sardegna.La Sardegna è orgogliosa che Amazon abbia scelto Cagliari per questa opportunità di crescita e le augura di continuare a svilupparsi e cogliere nuovi successi”.

    Opportunità di lavoro

    La missione di Amazon è quella di essere l’azienda in assoluto più attenta al cliente e il team che lavora all’interno dei customer service di Amazon è in prima linea su questo fronte. Amazon è sempre alla ricerca di persone che siano entusiaste di essere parte di un servizio clienti davvero unico. I candidati devono mostrare la loro motivazione, ambizione e passione per consentire ai clienti la migliore esperienza possibile targata Amazon. Tutti gli interessati possono candidarsi e avere maggiori informazioni all’indirizzo www.amazon.it/lavoro.