Tag: agrifood

  • AgriFuture, il contest che premia l’innovazione sostenibile

    AgriFuture, il contest che premia l’innovazione sostenibile

    AgriFuture è il contest del Santa Chiara Lab, con Maker Faire Rome The European Edition, Commissariato italiano per Expo 2020 Dubai, Rinnovabili.it che premia le migliori pratiche di innovazione sostenibile delle aziende agroalimentari italiane. Ecco come partecipare.

    Si chiama AgriFuture il contest che il Santa Chiara Lab di Siena ha avviato nei giorni scorsi, in collaborazione con Maker Faire Rome – The European Edition e il Commissariato italiano per Expo 2020 Dubai e con il supporto di Rinnovabili.it.. Scopo del contest è quello di che premiare le buone pratiche di innovazione orientate alla sostenibilità delle aziende agroalimentari.

    L’iniziativa si svolge nell’ambito della manifestazione “Maker Faire Rome – The European Edition” che si terrà a Roma dal 10 al 13 dicembre 2020. Il Contest nasce dalla volontà di selezionare e premiare le aziende italiane del settore agroalimentare che si sono distinte per aver adottato pratiche innovative in termini di sostenibilità ambientale, economica e sociale. Le pratiche aziendali saranno pubblicate sulle pagine di PRIMA Observatory on Innovation (POI), la piattaforma digitale del Segretariato Italiano di PRIMA.

    AgriFuture contest 2020

    Le aziende agroalimentari potranno sottoporre la propria candidatura entro il 20 novembre 2020 compilando il modulo di adesione on line sul sito PRIMA Observatory on Innovation (POI).

    Le candidature pervenute saranno analizzate da un comitato di esperti che ne verificherà l’originalità, l’innovatività e le ricadute positive in termini ambientali, sociali e economici. Le sei aziende finaliste illustreranno la propria esperienza nell’ambito dell’ottava edizione di Maker Faire Rome 2020 #MFR2020, in programma dal 10 al 13 dicembre 2020. Le due migliori pratiche verranno presentate a Expo Dubai 2020, l’Esposizione Universale che si terrà negli Emirati Arabi Uniti dal 1 ottobre 2021 al 31 marzo 2022.

    L’iniziativa si inserisce nell’ambito del Progetto di ricerca Fixing the Business of Food.

    Maker Faire Rome – The European Edition”- dichiara Angelo Riccaboni, Presidente del Santa Chiara Lab e della Fondazione PRIMA – “è la cornice ideale per valorizzare e promuovere le innovazioni delle imprese agrifood e favorire lo scambio tra il mondo della ricerca e le aziende. Siamo molto lieti di collaborare con il Commissariato italiano per Expo 2020 Dubai per portare all’Esposizione Universale l’eccellenza dell’agroalimentare italiano”.

    Trovate il regolamento e tutte le informazioni necessarie informazioni per partecipare al contest #AgriFuture, fino al 20 novembre 2020, a questo link: primaobservatory.unisi.it/it/agrifuture-contest.

  • Sostenibilità e innovazione per far ripartire l’agrifood italiano

    Sostenibilità e innovazione per far ripartire l’agrifood italiano

    Sostenibilità e Innovazione queste le basi per la giusta ripartenza dell’agroalimentare italiano dall’evento digitale che ha visto la partecipazione anche della Ministra per le Politiche Agricole, Teresa Bellanova.

    “Nel titolo della vostra iniziativa c’è il senso della sfida del prossimo futuro per il settore agroalimentare italiano” così la Ministra per le Politiche agricole Teresa Bellanova ha aperto l’evento digitale “Scenari e prospettive delle imprese agroalimentari fra sostenibilità e innovazione” organizzato dal Santa Chiara Lab dell’Università di Siena, che ha presentato i risultati dell’indagine a cui hanno risposto imprese e istituzioni per comprendere gli scenari dell’agrifood italiano.

    agrifood sostenibilità innovazione

    “Per il futuro del sistema agroalimentare italiano” ha proseguito Bellanova, “è necessario conciliare sostenibilità, innovazione e reddittività”. E ha aggounto: “Abbiamo bisogno di accompagnare la transizione ecologica di tutte le nostre imprese, senza lasciare fuori nessuno; la ricerca, lo sviluppo di soluzioni innovative devono mettere al centro le esigenze e le richieste delle aziende. Le aziende devono iniziare a conoscere di più e meglio gli strumenti concreti che possono contribuire a tutelare il loro reddito e a rendere più moderna e sostenibile la produzione alimentare. Sono convinta che l’Italia deve portare in Europa idee, proposte, un modello di distintività che è fatto di sostenibilità sociale, economica e ambientale. Sono convinta che l’Italia deve portare in Europa idee, proposte, un modello di distintività che è fatto di sostenibilità sociale, economica e ambientale.”

    Al centro del dibattito l’innovazione tecnologica e organizzativa declinata nell’ottica della sostenibilità ambientale, sociale ed economica, tema in linea con gli Obiettivi dell’Agenda 2030 dell’ONU, il New Green Deal Europeo e la Strategia Farm to Fork.

    L’indagine, svolta nei mesi durante il lockdown, è stata condotta dal Santa Chiara Lab – Università degli Studi di Siena con la partecipazione di Giovani di Confagricoltura – ANGA, ENEA, Commissariato Generale di Sezione dell’Italia per Expo 2020 Dubai e con il patrocinio di ASVIS, Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile, nell’ambito del Progetto di ricerca denominato Fixing the Business of Food, svolto da SDSN Sustainable Development Solutions Network (SDSN), Columbia University, Fondazione Barilla Center for Food and Nutrition, Santa Chiara Lab dell’Università di Siena.

    A partire dai risultati dell’indagine, esperti, esponenti del settore e della ricerca accademica, policy makers, aziende, istituzioni si sono confrontati su come i sistemi agroalimentari possono e devono costruire società sempre più eque, sane e rispettose delle persone e dell’ambiente. Centrali nel dibattito la promozione e la valorizzazione di soluzioni concrete sostenibili e innovative per supportare il settore agroalimentare nel prossimo futuro.

    All’evento hanno partecipato: Angelo Riccaboni, presidente Santa Chiara Lab, Paolo Glisenti, Commissario Generale Italia per Expo Dubai, Marta Antonelli, direttore ricerca Fondazione BCFN, Paolo Bonaretti, vice presidente Cluster Agrifood Nazionale, Paola De Bernardi, Università di Torino, Massimo Iannetta, ENEA, Rosanna Zari, agronoma, Francesco Mastrandrea, presidente ANGA, Cristiana Smurra, imprenditrice BioSmurra con la moderazione di Giorgio dell’Orefice, Il Sole 24 Ore.

    L’evento digitale è stato l’occasione per comprendere, alla luce dei dati della survey, quale fosse l’indicazione da seguire per le aziende agrifood italiane. Tutti gli interventi hanno comunque sottolineato che l’innovazione, la tecnologia e la sostenibilità sono le tre direttrici che devono caratterizzare la fase di ripartenza. Anche se sarebbe auspicabile che queste direttrici diventassero la strada “normale” da seguire.

    Diversi gli aspetti messi in evidenza durante gli interventi. Come Marta Antonelli, Direttore ricerca Fondazione BCFN, che ha evidenziato anche come la pandemia da Covid-19 abbia finito per allontanare molti dalla dieta mediterranea: “Il COVID-19 ha evidenziato l’urgenza di trasformare i sistemi alimentari in un’ottica di sostenibilità ambientale, economica e sociale. La Decade dell’Azione verso il 2030 è un’occasione unica per avviare una transizione equa e sostenibile, attraverso la collaborazione e cooperazione di tutti gli attori.

    Paolo Bonaretti, Vice Presidente Cluster Agrifood Nazionale, ha evidenziato il grande contributo che può apportare l’innovazione all’grifood italiano, come l’Agricoltura di Precisione (Intelligenza Artificiale, Blockchain…). Bonaretti ha poi sottolineato lo stretto legame tra agrifood e salute, tema che ha visto la sua rilevanza proprio durante la pandemia.

    Massimo Iannetta, ENEA: “Le parole d’ordine per il futuro delle imprese agroalimentari non possono che essere Sostenibilità, Qualità e Tracciabilità, Nuovi Modelli di Consumo, il tutto pervaso da un radicale processo di Digitalizzazione. Le Sfide sono sempre più legate ad un investimento di tipo culturale con una visione di lungo periodo per innovazione tecnologica ed organizzativa, in un’ottica di “open innovation” per superare l’esistente frammentazione orizzontale e verticale dei portatori di interesse”.

    Rosanna Zari, Dottore agronomo: “Nel prossimo futuro post-covid la consulenza diretta alle imprese dell’agrifood avrà un’importanza centrale nel processo di trasferimento delle conoscenze e dell’innovazione tecnologica. Per produrre più cibo con meno risorse sarà necessario puntare sull’agricoltura di precisione, sulle moderne tecniche di miglioramento genetico e in buona sostanza su ricerca e innovazione, ma saranno necessari professionisti formati e preparati per accompagnare l’imprenditore agricolo verso la trasformazione del “contadino” in imprenditore tecnologico”.

    Francesco Mastrandrea, Presidente ANGA, l’Associazione Nazionale dei Giovani Imprenditori Agricoli, nel suo intervento ha messo in evidenza come il digital divide rischi di danneggiare tanti agricoltori che non hanno accesso alla rete. Sarebbe quindi necessario lavorare per rafforzare l’infrastruttura. “La pandemia ha costretto il mondo imprenditoriale agricolo a spingere sull’accelerare i processi di innovazione e change management che avevamo pianificato su intervalli di tempo molto più lunghi. L’agricoltura ha reagito bene ma solamente un lavoro condiviso su ricerca, logistica e produttività di tutto il sistema agroalimentare italiano permetterà a tutta la filiera di riprendere quel posto di élite in un mercato generale le cui abitudini si sono evolute anch’esse con una velocità inaspettata”.

    Cristiana Smurra, imprenditrice calabrese, fondatrice insieme alla sorella dell’impresa agricola BioSmurra, ha sottolineato come una linea sostenibile e innovativa per l’agriffod sarebbe quella di renderla più etica, giusta: “Cibo sano, qualità della vita, educazione alimentare, salvaguardia dell’ambiente, benessere animale, filiera corta, ritorno alla terra, diritto alla salute e valore delle relazioni umane. Oggi non abbiamo quasi difficoltà a considerarli algoritmi di uno stesso processo e di una stessa visione: quella di un altro modello di sviluppo e di un’altra economia possibile, eco-sostenibile ed alternativa ai totem e tabù attuali. Insomma, senza la tirannia del PIL. L’emergenza Covid dei mesi scorsi ha costretto il Pianeta intero a farvi i conti, esortando tutti a ripensare modi, declinazioni, identità, tempi ed unità di misura dello sviluppo e del progresso così come interpretato negli ultimi 30-40 anni in modo particolare”.

    Paolo Glisenti, Commissario Generale Italia per Expo Dubai: “Expo Dubai, il primo evento globale dopo la pandemia del Covid-19, sarà un’opportunità imperdibile per mostrare al Mondo le migliori competenze delle nostre imprese più innovative dell’agrifood. Dalle aziende che partecipano ai bandi di PRIMA, che saranno con noi a Dubai, il Padiglione Italia trarrà ispirazione per offrire un modello del valore di progetti nati e sviluppati con centri di ricerca e università del Mediterraneo, in una dimostrazione di quanto le competenze multidisciplinari inserite in una rete internazionale di collaborazione siano elemento fondante di una nuova visione della sostenibilità e dell’innovazione”.

    Nell’ambito della valorizzazione del settore agroalimentare più innovativo e sostenibile, l’evento è stato anche l’occasione per presentare la nuova sezione ‘Imprese e Buone Pratiche’ dell’Osservatorio PRIMA sull’Innovazione (PRIMA Observatory on Innovation, POI), un’iniziativa del Segretariato Italiano di PRIMA: la piattaforma digitale è stata progettata per monitorare e divulgare i più recenti risultati della ricerca, dell’innovazione e della formazione del settore agrifood italiano.

    La stessa Ministra Bellanova, nel suo intervento, ha sottolineato che “la sostenibilità non può essere scissa dall’innovazione, dalla ricerca e dall’inclusione come ad esempio avviene col progetto PRIMA e con l’Osservatorio sull’Innovazione”.

    Angelo Riccaboni, Presidente del Santa Chiara Labe della Fondazione PRIMA: “I dati emersi dall’indagine evidenziano la strategicità di tre tematiche per il settore: una governance internazionale più ampia capace di controllare la sostenibilità delle produzioni alimentari; la sicurezza alimentare; l’innovazione tecnologica e organizzativa. L’innovazione sarà fondamentale, in particolare, per conciliare le profonde trasformazioni richieste in termini di sostenibilità ambientale e sociale con la salvaguardia delle condizioni di redditività dei produttori e dei trasformatori. L’accordo sul piano di prestiti e sussidi del Consiglio UE per uscire dalla crisi rappresenta un’occasione preziosa per il comparto agrifood per diventare più digitale, inclusivo e sostenibile, valorizzando, allo stesso tempo, la figura dell’agricoltore, come custode del territorio e attore centrale delle nostre filiere”.

    “Per consolidare il rapporto con le imprese” aggiunge Angelo Riccaboni “abbiamo arricchito l’osservatorio digitale sull’innovazione agrifood con la nuova sezione dedicata alle aziende che hanno trovato nella sostenibilità e nell’innovazione organizzativa, di processo o di prodotto, le ragioni della loro competitività. Uno strumento importante per supportare il Santa Chiara Lab e il Segretariato Italiano di PRIMA nelle attività di promozione e sostegno del dialogo tra imprese, innovatori, istituzioni e centri di ricerca verso sistemi agroalimentari sostenibili”.

    Più di 250 persone si sono collegate e hanno partecipato all’evento seguendo il dibattito in diretta streaming sui canali Facebook e YouTube del Santa Chiara Lab e dell’Università di Siena.

    A coloro che si sono registrati e hanno seguito l’evento digitale l’Università di Siena rilascerà un attestato digitale delle competenze (Open Badge).

  • Agrifood italiano, innovazione e sostenibilità per ripartire

    Agrifood italiano, innovazione e sostenibilità per ripartire

    Il prossimo 22 di luglio alle ore 17.00 all’interno dell’appuntamento digitale dal titolo “Scenari e prospettive delle imprese agroalimentari fra sostenibilità e innovazione”, si discuterà del futuro delle imprese agrifood italiane.

    Il prossimo 22 di luglio alle ore 17.00 all’interno dell’appuntamento digitale dal titolo “Scenari e prospettive delle imprese agroalimentari fra sostenibilità e innovazione”, si discuterà del futuro delle imprese agrifood italiane. Il sistema agroalimentare italiano non potrà prescindere dal puntare in modo deciso sulla sostenibilità e sull’innovazione organizzativa e tecnologica. È questo uno dei risultati più rilevanti emersi dall’indagine promossa dal Santa Chiara Lab durante la scorsa primavera a cui hanno risposto più di 100 aziende e istituzioni.

    L’evento digitale è organizzato dal Santa Chiara Lab – Università degli Studi di Siena insieme a Sustainable Development Solutions Network (SDSN), Fondazione BCFN, Columbia Center on Sustainable Investment (CCSI) e con la partecipazione di Giovani di Confagricoltura – ANGA, ENEA, Commissariato Generale di Sezione dell’Italia per Expo 2020 Dubai e con il patrocinio di ASVIS, Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile.

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    I risultati dell’indagine”, dichiara Angelo Riccaboni, presidente del Santa Chiara Lab “danno indicazioni molto chiare, alcune delle quali risultano stringenti: il 90% dei rispondenti richiede di avere una governance internazionale più ampia e più forte che controlli la produzione sostenibile degli alimenti; la sicurezza alimentare, cioè la possibilità di fornire il cibo nella quantità e nella qualità desiderata, assume una rilevanza cruciale; l’innovazione tecnologica e organizzativa rappresenta  per il 70% dei rispondenti il motore per il futuro del settore. Dal quadro che emerge risulta dunque chiaro che il sistema agrifood italiano del futuro dovrà affrontare delle trasformazioni profonde che non possono prescindere dal forte legame con i principi della sostenibilità e dell’innovazione. Su questi temi il Santa Chiara Lab sta lavorando da tempo al fianco di imprese, istituzioni e organizzazioni impegnandosi nel promuovere e sostenere soluzioni concrete per supportare il comprato agrifood verso l’adozione di modelli di sviluppo equi e sostenibili”. 

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    Alla tavola rotonda parteciperanno: Angelo Riccaboni, presidente Santa Chiara Lab, Paolo Glisenti, Commissario Generale Italia per Expo Dubai, Marta Antonelli, direttore ricerca Fondazione BCFN, Paolo Bonaretti, vice presidente Cluster Agrifood Nazionale, Paola De Bernardi, Università di Torino, Massimo Iannetta, ENEA, Rosanna Zari, agronoma, Francesco Mastrandrea, presidente ANGA, Cristiana Smurra, imprenditrice BioSmurra. Il dibattito sarà moderato da Giorgio dell’Orefice, Il Sole 24 Ore.

    Tutti coloro che si registreranno alla tavola rotonda potranno avere un Open Badge rilasciato dall’Università di Siena.

    Le informazioni sull’evento e sulle modalità di registrazioni sono disponibili sul sito di Santa Chiara Lab.

    Potrete seguire l’evento, in live streaming, attraverso i canali social del Santa Chiara Lab e dell’Università di Siena e seguendo l’hashtag #AgrifoodXRipartire.

  • Blockchain, Intelligenza Artificiale e e-commerce per rilanciare l’agrifood

    Blockchain, Intelligenza Artificiale e e-commerce per rilanciare l’agrifood

    Nuove sfide, tendenze emergenti e necessità di trasformazioni: PRIMA e Unione per il Mediterraneo hanno promosso un dibattito online, discutendo i primi risultati dell’indagine sul settore agroalimentare, nonché soluzioni concrete e iniziative per affrontare sfide che interessano l’area del Mediterraneo.

    L’aspetto che ci piace sottolineare è che il settore agroalimentare, a livello globale, ha compreso che abbracciare l’innovazione e le nuove tecnologie è ormai fondamentale. Un aspetto, questo, che è emerso chiaramente dal dibattito online, a commento dei dati dell’indagine.

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    Alla presenza del Segretario Generale dell’UpM e dei Co-Chair di PRIMA, il focus dibattito è stato fin dall’inizio su come stimolare una reazione per la regione dopo che la pandemia ha esacerbato i problemi già esistenti da un punto di vista economico, sociale e ambientale. Discutere su queste sfide e le potenziali soluzioni future è ancora più rilevante se inquadrato nell’ambito del 25° anniversario della Dichiarazione di Barcellona, che ha aperto un’era di dialogo e cooperazione per la regione.

    Il principale risultato del sondaggio mostra che la sicurezza alimentare, il commercio elettronico, l’innovazione tecnologica e organizzativa diventeranno temi sempre più rilevanti. Mentre i consumatori presteranno maggiore attenzione alla tracciabilità, le imprese saranno indotte a dare maggiore importanza alle attività di gestione del rischio. Come PRIMA, siamo onorati di aver contribuito al dibattito e siamo impegnati a promuovere soluzioni concrete per un sistema agroalimentare euro mediterraneo sostenibile”, ha affermato Angelo Riccaboni, Presidente della Fondazione PRIMA.

    L’indagine, per quello che è il nostro punto di vista, ha messo in evidenza che l’introduzione di tecnologia e innovazione sono cruciali per superare questo momento di crisi. E parliamo di “Agricoltura 4.0”, blockchain, intelligenza artificiale. Il 74% degli intervistati si dice d’accordo su questo aspetto. Così come l’80% ha compreso che è necessario anche rivedere il proprio modello di business.

    L’85% trova poi che l’e-commerce possa essere la strada per incrementare le vendite dei propri prodotti, sfruttando il digitale.

    Anche se, comunque, va considerato il fatto che la crisi pandemica ha messo in evidenza gravi problemi finanziari, ai quali bisognerà far fronte nel breve periodo.

    Promuovere la cooperazione regionale in materia di innovazione, acqua, ambiente e al contempo rispondere all’azione per il clima è la nostra metodologia per consolidare lo spirito di cooperazione lanciato 25 anni fa con il processo di Barcellona. I numerosi ecosistemi supportati politicamente da UpM e finanziariamente da PRIMA sono le più recenti incarnazioni di questo spirito, che si è adattato continuamente per far fronte a nuove sfide, realtà ed opportunità”, ha detto Nasser Kamel, Segretario Generale dell’UpM.

    Osservando i primi risultati del sondaggio e stimolati dalle domande del moderatore, i rappresentanti delle diverse Istituzioni coinvolte hanno illustrato in che modo quest’ultime stanno rispondendo. La FAO (Morrison) e la Commissione europea (Lutzeyer) hanno dettagliato alcune azioni e strategie quadro su cui le due organizzazioni sono particolarmente attive, mentre EIT Food (Zynga) e JPI FACCE (Rivera Ferre) hanno evidenziato rispettivamente il prezioso ruolo delle start-up nel dare forma agli scenari futuri dell’agroalimentare e l’importanza di progetti collaborativi e pilota.

    Giuliodori (Organizzazione Mondiale degli Agricoltori) e Abou Hadid (Università Ain Shams) hanno invece sottolineato due prospettive che sono fondamentali per favorire uno sviluppo sostenibile: in primo luogo, l’attenzione nei confronti degli agricoltori, che sono molto spesso all’avanguardia nel settore agroalimentare e, in secondo luogo, la necessità di stabilire partenariati su un piano paritario. Questo non solo perché le sfide principali non conoscono confini, ma anche perché conoscenze specifiche, competenze e pratiche tradizionali sono già consolidate in alcuni Paesi (ad es. quelli della sponda meridionale del Mediterraneo), a conferma della necessità di incrementare ulteriormente i processi e le forme di collaborazione.

  • Gli scenari futuri dell’Agrifood, tra innovazione e sostenibilità

    Gli scenari futuri dell’Agrifood, tra innovazione e sostenibilità

    Il prossimo 15 luglio, Fondazione PRIMA e Unione per il Mediterraneo presentano i risultati dell’indagine sugli scenari futuri dell’agroalimentare alla luce della crisi pandemica. Innovazione, tracciabilità e digitalizzazione i driver per il futuro.

    Gli ultimi mesi che abbiamo vissuto, caratterizzati a tutti i livelli dalla grande pandemia da Coronavirus, impongono oggi una attenta analisi e una riflessione per il futuro. In questa ottica, PRIMA e Unione per il Mediterraneo promuovono un dibattito online, il prossimo 15 luglio 29020, sugli scenari futuri dell’agrifood euromediterraneo, discutendo i risultati di una interessante indagine, le possibili soluzioni e le principali iniziative in corso.

    L’innovazione, la tracciabilità e il commercio elettronico sono gli argomenti chiave, ampiamente riconosciuti dai destinatari del sondaggio come tendenze emergenti per il settore agroalimentare del futuro. È interessante notare che i risultati raccolti rivelano che l’innovazione sociale e organizzativa è considerata ancora più urgente rispetto all’innovazione tecnologica, che tuttavia viene interpretata come un motore per il futuro.

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    La sostenibilità è un altro tema cruciale che, tuttavia, non viene percepito in modo unanime e convergente. Sebbene vi sia un ampio consenso sul fatto che lo scenario post-COVID indurrà le imprese a mantenere l’attenzione sulla transizione verso modelli sostenibili, non è altrettanto chiaro se i consumatori presteranno maggiore attenzione a prodotti alimentari sostenibili, nutrienti e sani.

    Questa divergenza di opinioni potrebbe essere compresa alla luce del rischio di un ulteriore divario economico che molti hanno sottolineato come un rischio concreto, che può presentarsi anche nelle scelte dei consumatori e nel settore agroalimentare in generale. Un divario che sembra essere confermato anche quando si guarda al ruolo e al comportamento delle PMI rispetto alle grandi aziende. Per queste ultime, le risposte mostrano che il rischio di gravi problemi finanziari potrebbe influire meno gravemente sulle loro attività.

    L’indagine promossa da PRIMA, insieme al Segretariato Italiano, aveva lo scopo di comprendere i cambiamenti e le nuove dinamiche in atto nel settore agroalimentare e ha coinvolto i rappresentanti dei 19 Paesi aderenti al Partenariato così come alcuni esperti della regione euromediterranea, ricevendo più di 180 risposte, oltre a numerosi commenti ed osservazioni, che hanno fornito ulteriori spunti di riflessione.

    “Abbiamo il privilegio di collaborare con le principali istituzioni, organizzazioni e iniziative per promuovere congiuntamente soluzioni innovative per un sistema agroalimentare più sostenibile nell’area del Mediterraneo” – dichiara Angelo Riccaboni, Presidente della Fondazione PRIMA. “Possiamo indurre trasformazioni positive, offrendo opportunità concrete a agricoltori, innovatori, ricercatori e PMI, soltanto attraverso partenariati più forti”.

    La crisi in corso sta colpendo il Mediterraneo in maniera molto significativa nel momento in cui ci stiamo preparando per il 25° Anniversario da quando la Dichiarazione di Barcellona lanciò una nuova era di dialogo per la nostra regione. Con attività di partenariato in ricerca e innovazione possiamo riflettere insieme sul futuro della nostra regione e sul suo cammino verso lo sviluppo sostenibile. Per questo, è cruciale lavorare in stretta sinergia con attori chiave come PRIMA”, dichiara Nasser Kamel, Segretario Generale dell’Unione per il Mediterraneo.

    speaker scenari agrifood 15 luglio

    Con risposte eterogenee in merito alla struttura delle filiere alimentari internazionali, al ruolo della dieta mediterranea e alla futura produzione locale, il dibattito si prospetta estremamente interessante, considerata anche la presenza di importanti istituzioni del settore, quali la Commissione europea e la FAO, iniziative congiunte di ricerca e innovazione, quali EIT Food, JPI FACCE ed esperti di diversi settori.

    Il dibattito online del 15 luglio (ore 17.30 CET) rappresenta un ulteriore passo per individuare e promuovere soluzioni concrete al fine di dare attuazione all’Agenda 2030, nonché al nuovo Green Deal e alla strategia europea “Dal produttore al consumatore”, in relazione alle tematiche della sostenibilità, dell’innovazione trasformativa e dell’adattamento ai cambiamenti climatici. Tutto ciò è ancora più strategico e determinante per la nostra regione mediterranea.

    Il dibattito si svolgerà su Zoom in lingua inglese con traduzione in arabo e in live streaming sui canali social del Segretariato Italiano PRIMA. Per registrarsi e partecipare al dibattito: http://www.primaitaly.it/future-scenarios-for-euromed-agrifood/

  • Agrifood Next, a Siena innovazione e sostenibilità nel settore agrifood

    Agrifood Next, a Siena innovazione e sostenibilità nel settore agrifood

    A Siena, 15 e 16 novembre 2019, si terrà Agrifood Next, l’evento organizzato da Segretariato Italiano di PRIMA, Fondazione Qualivita, Università di Siena, Comune di Siena dove imprenditori, innovatori, esperti, ricercatori, rappresentanti delle istituzioni, operatori e studenti discuteranno di innovazione nel settore agrifood all’insegna della sostenibilità.

    A Siena, 15 e 16 novembre 2019 al Santa Maria della Scala, Palazzo Squarcialupi, si terrà Agrifood Next, l’evento organizzato da Segretariato Italiano di PRIMA, Fondazione Qualivita, Università di Siena, Comune di Siena dove imprenditori, innovatori, esperti, ricercatori, rappresentanti delle istituzioni, operatori e studenti discuteranno di innovazione nel settore agrifood all’insegna della sostenibilità. Obiettivo delle due giornate è valorizzare i casi di innovazione tecnologica e organizzativa da parte di piccole e medie imprese del settore agroalimentare e promuovere le figure professionali del futuro.

    L’evento, presentato oggi, si aprirà venerdì 15 novembre con i saluti istituzionali di Luigi De Mossi, Sindaco di Siena, Francesco Frati, Rettore dell’Università di Siena, Fulvio Esposito, in rappresentanza del Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca, Silvio Franceschelli, Presidente Provincia di Siena, Carlo Rossi, Presidente Fondazione MPS cui seguirà l’intervento di apertura di Paolo De Castro, Commissione agricoltura e sviluppo rurale del Parlamento europeo e quello di Raffaele Borriello Direttore generale dell’ISMEA ente di riferimento insieme a CREA del Ministero delle Politiche agricole.Le tematiche al centro di Agrifood Next verranno introdotte da Angelo Riccaboni, Presidente Fondazione PRIMA e Mauro Rosati, Direttore Fondazione Qualivita.

    conferenza stampa agrifood next

    Sarà poi la volta del mondo delle imprese con 30 imprenditori che presenteranno le migliori soluzioni e le loro esperienze di innovazione sostenibile: dalle serre idroponiche alle fattorie verticali, dai sistemi evoluti di tracciabilità e blockchain ai sistemi di supporto decisionale (DSS, Decision Support System) per la gestione sostenibile di acqua, suolo e ottimizzazione della produzione e molto altro. Nel pomeriggio i casi e le storie di innovazione saranno lo spunto per la discussione nei tavoli tematici di confronto fra esperti, ricercatori, decisori politici e imprenditori sui temi: Agricoltura di precisione, Territorio ed Indicazioni geografiche, Formazione, Filiere, Digitale, Blockchain e Big Data, Agribusiness, Benessere e Sostenibilità.

    Le raccomandazioni e i suggerimenti derivati dal dibattito e dal confronto verranno presentati nella giornata conclusiva di sabato 16 novembre e discussi da un panel di esperti e dal pubblico. Tra i relatori presenti: Daniela Rondinelli – Europarlamentare, Mario Lolini – Vicepresidente Commissione Agricoltura Camera dei deputati, Susanna Cenni – Commissione agricoltura Camera dei Deputati, Marco Remaschi – Assessore Agricoltura Regione Toscana, Paolo Glisenti – Commissario generale per l’Italia Expo 2020 Dubai, Massimo Inguscio – Presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche.

    Interessante da seguire sarà anche AgriCircus, lo spazio per toccare l’agrifood del futuro: workshop, opportunità di lavoro, eventi.

    Accanto al dibattito specialistico e di settore, Agrifood Next propone iniziative rivolte anche al pubblico più ampio di cittadini, ragazzi e bambini con AgriCircus: uno spazio dove i ricercatori e gli imprenditori, attraverso stand e workshop interattivi, promuoveranno le soluzioni tecnologiche e organizzative utili a supportare le imprese del settore, faranno toccare e vedere le innovazioni più importanti come ad esempio le serre idroponiche usate per sperimentare le coltivazioni su Marte.

    AgriCircus sarà anche opportunità di lavoro e formazione con il Career Day e il Salone dell’Orientamento, momenti di incontro tra studenti, neolaureati, università e mondo delle imprese per dialogare sulle nuove figure professionali, le capacità e le competenze richieste per lo sviluppo del settore agrifood. Spazio quindi a Università, Master, Scuole, Aziende, Enti per promuovere le professionalità del futuro.

    conferenza stampa agrifood next siena 2019

    La due giorni sarà infine animata con appuntamenti culturali e di intrattenimento per tutte le età che, usando il linguaggio della fotografia, del cinema, del teatro, dell’arte e della letteratura, mettono al centro il ruolo dell’agricoltura, del cibo e della nutrizione per la nostra società, il nostro ambiente e la nostra salute: tre appuntamenti teatrali parleranno di cibo “Il pane. Quando farlo con amore è un’arte” di Dendi_Scalzi_Nardin, “Fame da lupo” di La Baracca – Testoni Ragazzi, “Sandokan o la fine dell’avventura” de I Sacchi di sabbia; una mostra fotografica a cura di TerraProject illustrerà il nuovo agrifood italiano; “Soyalism” il docufilm di Stefano Liberti e Enrico Parenti sulla produzione della soia sarà presentato per la prima volta a Siena; spazio anche alla letteratura per scoprire, guidati dalla voce di Luce Cardinale, come gli scrittori italiani raccontano e hanno raccontato il mondo agricolo; infine il lavoro pittorico dedicato all’agricoltura dell’artista Lucamaleonte.

    Ma Agrifood Next è anche innovazione digitale: a tutti i partecipanti che ne faranno richiesta sarà rilasciato un Open Badge. Si tratta di una nuova metodologia di certificazione delle competenze che studenti, cittadini, imprenditori possono inserire nel proprio curriculum, una fotografia digitale che valorizza le competenze trasversali e le conoscenze acquisite con la partecipazione alla due giorni.

    Insomma, Agrifood Next a Siena, 15 e 16 novembre 2019, è un appuntamento da non perdere per tutti coloro che sono interessati a conoscere i progetti di innovazione e sostenibilità nel settore agrifood.