Blockchain, Intelligenza Artificiale e e-commerce per rilanciare l’agrifood

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agrifood report innovazione tecnologia

Nuove sfide, tendenze emergenti e necessità di trasformazioni: PRIMA e Unione per il Mediterraneo hanno promosso un dibattito online, discutendo i primi risultati dell’indagine sul settore agroalimentare, nonché soluzioni concrete e iniziative per affrontare sfide che interessano l’area del Mediterraneo.

L’aspetto che ci piace sottolineare è che il settore agroalimentare, a livello globale, ha compreso che abbracciare l’innovazione e le nuove tecnologie è ormai fondamentale. Un aspetto, questo, che è emerso chiaramente dal dibattito online, a commento dei dati dell’indagine.

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Alla presenza del Segretario Generale dell’UpM e dei Co-Chair di PRIMA, il focus dibattito è stato fin dall’inizio su come stimolare una reazione per la regione dopo che la pandemia ha esacerbato i problemi già esistenti da un punto di vista economico, sociale e ambientale. Discutere su queste sfide e le potenziali soluzioni future è ancora più rilevante se inquadrato nell’ambito del 25° anniversario della Dichiarazione di Barcellona, che ha aperto un’era di dialogo e cooperazione per la regione.

Il principale risultato del sondaggio mostra che la sicurezza alimentare, il commercio elettronico, l’innovazione tecnologica e organizzativa diventeranno temi sempre più rilevanti. Mentre i consumatori presteranno maggiore attenzione alla tracciabilità, le imprese saranno indotte a dare maggiore importanza alle attività di gestione del rischio. Come PRIMA, siamo onorati di aver contribuito al dibattito e siamo impegnati a promuovere soluzioni concrete per un sistema agroalimentare euro mediterraneo sostenibile”, ha affermato Angelo Riccaboni, Presidente della Fondazione PRIMA.

L’indagine, per quello che è il nostro punto di vista, ha messo in evidenza che l’introduzione di tecnologia e innovazione sono cruciali per superare questo momento di crisi. E parliamo di “Agricoltura 4.0”, blockchain, intelligenza artificiale. Il 74% degli intervistati si dice d’accordo su questo aspetto. Così come l’80% ha compreso che è necessario anche rivedere il proprio modello di business.

L’85% trova poi che l’e-commerce possa essere la strada per incrementare le vendite dei propri prodotti, sfruttando il digitale.

Anche se, comunque, va considerato il fatto che la crisi pandemica ha messo in evidenza gravi problemi finanziari, ai quali bisognerà far fronte nel breve periodo.

Promuovere la cooperazione regionale in materia di innovazione, acqua, ambiente e al contempo rispondere all’azione per il clima è la nostra metodologia per consolidare lo spirito di cooperazione lanciato 25 anni fa con il processo di Barcellona. I numerosi ecosistemi supportati politicamente da UpM e finanziariamente da PRIMA sono le più recenti incarnazioni di questo spirito, che si è adattato continuamente per far fronte a nuove sfide, realtà ed opportunità”, ha detto Nasser Kamel, Segretario Generale dell’UpM.

Osservando i primi risultati del sondaggio e stimolati dalle domande del moderatore, i rappresentanti delle diverse Istituzioni coinvolte hanno illustrato in che modo quest’ultime stanno rispondendo. La FAO (Morrison) e la Commissione europea (Lutzeyer) hanno dettagliato alcune azioni e strategie quadro su cui le due organizzazioni sono particolarmente attive, mentre EIT Food (Zynga) e JPI FACCE (Rivera Ferre) hanno evidenziato rispettivamente il prezioso ruolo delle start-up nel dare forma agli scenari futuri dell’agroalimentare e l’importanza di progetti collaborativi e pilota.

Giuliodori (Organizzazione Mondiale degli Agricoltori) e Abou Hadid (Università Ain Shams) hanno invece sottolineato due prospettive che sono fondamentali per favorire uno sviluppo sostenibile: in primo luogo, l’attenzione nei confronti degli agricoltori, che sono molto spesso all’avanguardia nel settore agroalimentare e, in secondo luogo, la necessità di stabilire partenariati su un piano paritario. Questo non solo perché le sfide principali non conoscono confini, ma anche perché conoscenze specifiche, competenze e pratiche tradizionali sono già consolidate in alcuni Paesi (ad es. quelli della sponda meridionale del Mediterraneo), a conferma della necessità di incrementare ulteriormente i processi e le forme di collaborazione.

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Franz Russo 2026


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