Alperia Startup Factory è il progetto di Alperia, provider di servizi energetici, per le startup, PMI e giovani talenti lanciato lo scorso anno, mirato a individuare le idee più innovative nel campo della green economy. Un bel progetto che ha visto trionfare Fieldbox.ai e BeeData che si sono affermate su 142 candidature arrivate da tutta Europa.
Come sempre, qui su InTime, ci piace parlare e farvi conoscere progetti nuovi che possono trovare anche il vostro interesse pratico, e ci piace anche raccontarvi la loro evoluzione. Come nel caso di Alperia Startup Factory, progetto che Alperia, provider di servizi energetici, aveva lanciato lo scorso anno, rivolto a startup, PMI e giovani talenti lanciato lo scorso anno, mirato a individuare le idee più innovative nel campo della green economy.
E a trionfare sono state due startup, Fieldbox.ai e BeeData, che si sono affermate su 142 candidati provenienti da tutta Europa con progetti inediti rivolti al mondo della Green Energy ma anche ai settori Smart Mobility, Smart Home&Building Automation, Public Lighting, Hydropower e Call-center Optimization.
FieldBox.ai, specializzata in soluzioni per l’impiego dell’intelligenza artificiale in ambito industriale, ha presentato “Hydrobox”, un dispositivo digitale per il monitoraggio delle deformazioni delle condotte forzate: un progetto frutto di anni di R&S che rende possibile la trasmissione di informazioni preziose che contribuiscono a migliorare la produttività ed aumentare la sicurezza dei siti industriali.
Beedata opera nel settore data analytics del mercato energetico in Europa e, con il progetto “BeeTeam,” mette a punto bollette energetiche con l’aggiunta di informazioni puntuali basate su analisi sofisticate dei dati per avvicinare le società energetiche agli utenti finali sulla base di bisogni reali.
“Con Alperia Startup Factory vogliamo offrire a tutte queste proposte visionarie e coraggiose la possibilità di presentarsi e crescere con un programma di accelerazione e sviluppo”, afferma Johann Wohlfarter, CEO di Alperia. “Dopo il successo della call lanciata lo scorso dicembre, vogliamo ora avviare una collaborazione attiva con le due start up vincitrici che, sicuramente, offriranno un importante contributo alla nostra azienda e ai nostri clienti.”
Dopo aver trascorso gli ultimi mesi insieme ai finalisti per realizzare i prototipi e per testarne la fattibilità di commercializzazione, il team Alperia ora è pronto ad entrare nel vivo della fase di sviluppo per supportare concretamente le due start up nella realizzazione dei propri progetti.
La giuria di Alperia Startup Factory, costituita dal top management dell’azienda, ha ritenuto validi ed interessanti per un’implementazione anche le proposte di Enterprise.Bot, specialista nel campo chatbot, e Alperia1000, l’idea presentata da ICEGateway, provider di soluzioni smartcity.
Alperia ha messo a punto il contest Startup Factory insieme a WhatAVenture, una giovane impresa che supporta le aziende nell’implementazione di innovazioni e nuove idee.
La conoscenza del dato può essere utile alle aziende e ai manager per prendere decisioni sempre più mirate, come spesso abbiamo ricordato qui sul nostro blog. Allo stesso tempo, anche le amministrazioni pubbliche possono utilizzare i dati per offrire e sviluppare nuovi servizi ai cittadini. Su questo tema abbiamo intervistato in occasione dell’ultimo Analytics Experience 2018 organizzato da SAS, Filippo De Vita, Head of Vodafone Analytics – Vodafone Italy.
La conoscenza del dato può essere utile alle aziende e ai manager per prendere decisioni sempre più mirate, come spesso abbiamo ricordato qui sul nostro blog.
Allo stesso tempo, anche le amministrazioni pubbliche possono utilizzare i dati per offrire e sviluppare nuovi servizi ai cittadini. Un aspetto dei big data di cui forse si parla meno, ma che offre delle opportunità enormi per una migliore conoscenza del territorio.
Per saperne di più, abbiamo intervistato in occasione dell’ultimo Analytics Experience, l’evento global di SAS che si è tenuto di recente a Milano, uno dei più importanti esperti del settore: Filippo De Vita, Head of Vodafone Analytics – Vodafone Italy.
Più si è veloci, più le persone si spostano e rilasciano dati grazie all’utilizzo dei loro dispositivi mobili, una considerazione emersa anche nella presentazione del lancio della nuova “Giga Network 4.5G” che anticipa il 5G. Spesso, però, manca una consapevolezza del fenomeno. Qual è la tua opinione in merito?
Innanzitutto, voglio sottolineare che questi dati vengono rilasciati dalla rete, non sono dati rilasciati dalle persone. Sembra una sfumatura, ma in realtà è la parte più importante. Attraverso Vodafone Analytics, infatti, andiamo a considerare il dato relativo agli spostamenti quando è attivo il GPS sul dispositivo, lavorando quindi sulle tecnologie Big Data che riescono a distillare, su un’enorme quantità dei dati, le informazioni che non sono dichiarate.
Un “dato dichiarato” è, ad esempio, il prodotto che compra l’utente online, mentre noi riusciamo anche a dire quanti tifosi si muovono dentro allo stadio.
Tante Telco credono che non ci sia valore in questo. La nostra scommessa, e sono pochissimi gli esempi al mondo come il nostro, è stata quella di capire che in realtà c’è un valore enorme dietro ad attività di social analytics. Grazie alla nostra attività e alla nostra rete capillare, la Città di Milano è in grado di analizzare l’impatto delle proprie politiche, che siano sociali, eventi, manifestazioni, eventi di mobilità, riuscendo ad ottimizzare queste occasioni.
Anche il cittadino che si collega alla rete Vodafone ha dei vantaggi: attraverso l’Artificial Intelligence collegata alla rete dei trasporti riusciamo ad esempio a fornire consigli utili ai pendolari. Con queste operazioni riusciamo a portare la cultura, in maniera concreta e data-driven, anche all’interno delle amministrazioni pubbliche. Di esempi in questo senso ne abbiamo tanti, tra gli ultimi attività avviate con il Comune di Padova o Fondazione Dolomiti.
Filippo De Vita, Head of Vodafone Analytics – Vodafone Italy
Filippo De Vita, Head of Vodafone Analytics – Vodafone Italy, e Franz Russo, InTime Blog
Quando è stato il momento in cui Vodafone si è accorta dell’importanza degli analytics e, soprattutto, come avete trasmesso alle aziende questo concetto?
Non è stato facile ma ti posso dire che è stato molto bello e per me motivo di orgoglio poter contribuire all’interno di una grande azienda come Vodafone. Vodafone è un esempio di azienda che si sta digitalizzando, non solo a livello di prodotto, ma anche a livello di processi organizzativi. La lezione che noi abbiamo imparato sul digitale è quella orientata all’idea di prodotto che arriva sul mercato alimentata da un flusso continuo di feedback che ci permette di affinare il tutto. Il prodotto vincente oggi, e noi lo vediamo da quello che stiamo facendo, è quello che ha poche features. È cambiato anche il modo in cui si fa l’esperienza con il prodotto, più diretta, interattiva, dinamica. Una grande azienda deve organizzarsi per crescere a 360°, in tutti i processi.
Quali sono i settori su cui avete puntato maggiormente?
Anche in questo caso abbiamo agito in maniera diversa dal passato, è il mercato che ci guida. Abbiamo lanciato tanti teaser e abbiamo osservato che, sul fronte Vodafone Analytics, alcune industries sono più pronte ad utilizzare questi strumenti, in quanto possiedono una facoltà di decision making più matura.
Sicuramente, tra i settori più pronti, ci sono quello dei trasporti, della mobility, pubblico o privato che sia; il mondo del Retail; della GDO, piuttosto che il mondo dei grandi eventi; e anche il mondo del Turismo. Ad esempio un approccio del tipo di Vodafone Analytics può aiutare le amministrazioni pubbliche a conoscere meglio il fenomeno del “turista giornaliero” che, per sua natura, non lascia molte tracce. In questo contesto, anche solo conoscere la quantità del fenomeno può essere un elemento di aiuto. Immaginiamo ad esempio Firenze, una delle città che ha aderito per prima a questo nostro progetto e che conta ben 8 milioni di turisti all’anno; per Firenze anche solo sapere che ci sono 3,5 milioni di turisti, quelli giornalieri, che non pagano la tassa di soggiorno, fa la differenza.
Abbiamo inoltre sfatato una delle tante leggende metropolitane delle città storiche, quella che dice che “il centro storico si sta svuotando e ci stanno solo i turisti”. In realtà, le cose non stanno così, i dati raccontano una storia diversa. La cosa più importante è poi riuscire a quantificare l’effetto che questi dati provocano all’interno dei processi decisionali delle singole amministrazioni. Una volta messa in atto un’azione di Vodafone Analytics, inoltre, già il giorno dopo siamo in grado di quantificare il dato rendendolo visibile sotto variabili tipiche dell’amministrazione. Di conseguenza, si mette in moto un processo decisionale basato su dati reali.
Un altro esempio concreto è quello fatto a Bologna in occasione dei “T-Days”, misurando quante persone sono transitate nei luoghi interessati. Facendo riferimento a strumenti di Artificial Intelligence siamo riusciti a stabilire, sulla base anche di dati storici e di altri elementi, i giorni di maggiore affluenza. Questi dati permettono di migliorare i servizi e svilupparne di nuovi.
Quali sono gli scenari futuri secondo Vodafone, da questo punto di vista?
Quello che stiamo facendo oggi è dare informazioni a mondi molto diversi tra loro, come abbiamo visto. In realtà, la grande potenzialità di queste informazioni non sarà Vodafone a capirla, ma saranno invece cittadini o aziende a cui noi diamo a disposizione le API (Application Programming Interface) in maniera tale da creare un indotto di business intelligence che prenda la conoscenza che noi produciamo. Parliamo chiaramente sempre di dati non personali, che creeranno nuova conoscenza per ambiti sempre più verticali. È questo l’ecosistema digitale all’interno del quale operare. Tante industries, tante amministrazioni affineranno ancora di più le loro decisioni su dati reali. Quello che stiamo facendo noi, come Vodafone, è proprio quello di contribuire allo sviluppo di questo scenario.
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[Immagine di copertina, thanks Maxiphoto/Getty Images]
Analytics Experience 2018, la più importante conferenza internazionale dedicata agli analytics, si terrà a Milano da 22 al 24 ottobre 2018 e sarà l’occasione, insieme a professionisti, esperti e thought leader, per conoscere le ultime tecnologie che guidano l’innovazione, condividere conoscenza e best practice in tema analytics.
Analytics Experience 2018 è l’evento organizzato da SAS che si terrà a Milano dal 22 al 24 ottobre 2018 e sarà l’occasione, insieme a professionisti, esperti e thought leader, per conoscere le ultime tecnologie che guidano l’innovazione, condividere conoscenza e best practice in tema analytics.
Come abbiamo imparato a conoscere in questi anni, proprio grazie all’innovazione e alle esperienza concrete di SAS, che abbiamo raccontato anche qui sul nostro blog, i dati oggi ci permettono di dare forma al mondo che ci circonda, di apprendere informazioni che prima non era possibile avere. Nessuna azienda può restare ferma a guardare mentre il cambiamento avanza velocemente, grazie ai progressi tecnologici nel campo degli Analytics, dell’Artificial Intelligence (AI) e dell’Internet of Things (IoT).
Analytics Experience 2018 sarò quindi l’occasione per assistere e confrontarsi con 1400 esperti, thought leader e professionisti su come utilizzare analytics, machine learning, IoT e Artificial Intelligence, con l’obiettivo di costruire relazioni più forti con i clienti, combattere le frodi e migliorare il proprio business.
Nella tre giorni dell’evento, tra gli altri, saranno presenti:
Anders Indset, uno dei più importanti business philosophers a livello mondiale, che mostrerà una nuova prospettiva di “Art of thinking”.
Giles Hutchins, pioneering pratictioner ed executive coach in prima linea di questa rivoluzione, che parlerà di “Enlivening the Future-Fit Organization Today”.
Roberto Verganti, Professore di Leadership and Innovation alla School of Management del Politecnico di Milano.
Oliver Schabenberger, Executive Vice President, Chief Operating Officer e Chief Technology Officer SAS.
Randy Guard, Executive Vice President e Chief Marketing Officer SAS.
Mary Beth Moore, AI and Language Analytics Strategist SAS.
62 sono le sessioni parallele, occasioni preziose per aoorofondire diversi ambiti come: Customer Intelligence, Decision Management, Risk Analytics, Fraud&Security e molti altri. I partecipanti saranno accompagnati da speaker internazionali alla scoperta di best practice e case study in tema advanced analytics, artificial intelligence e innovazione.
Ci sarà anche l’Innovation Hub con 12 super demo, sarà poi possibile partecipare a numerose attività interattive, testare le ultime tecnologie nell’ambito degli analytics e confrontarsi con esperti e professionisti di rilievo. Il netoworking è ovviamente asicurato.
Il SAS Forum Milan, l’appuntamento annuale di SAS giunto alla dodicesima edizione, è un punto di riferimento per comprendere come la tecnologia sta evolvendo. Il prossimo 11 aprile a Milano esperti internazionali, manager e imprenditori si confronteranno sui temi più innovativi in ambito advanced analytics, digital transformation e artificial intelligence.
Il SAS Forum Milan, giunto alla dodicesima edizione, è ormai un punto di riferimento per comprendere l’evoluzione della tecnologia e dell’innovazione. E’ un appuntamento dove manager, studenti possono conoscere novità che riguardano i propri ambiti di competenza e approfondirli. L’11 aprile 2017 a Milano ospiti, esperti internazionali e keynote speaker si confronteranno sul futuro degli analytics, sulle nuove frontiere dell’Internet of Things e sull’evoluzione dell’intelligenza artificiale.
Industria 4.0, IoT, intelligenza artificiale, Digital Transformation sono fattori che cambiano enormemente il modo di fare impresa. Non si tratta di semplice digitalizzazione dei processi e di implementazione di nuove tecnologie, si tratta di un cambiamento radicale, che rivede anche il modo di pensare. Una trasformazione inevitabile che riguarda tutte le aziende in ogni settore. Digitalizzare i processi significa ridefinire l’esperienza dei clienti e creare nuovi modelli di business, significa anche essere più pronti al cambiamento e veloci nel prendere decisioni. Alla base di questa trasformazione ci sono i dati e la loro analisi.
Oggi la sfida è farsi trovare pronti e prevedere possibili scenari futuri. Sapere e poter reagire velocemente sarà fondamentale per ogni impresa. L’analisi dei dati rappresenta un’importante chiave di lettura della realtà e del mercato di oggi e di domani” – afferma Marco Icardi, AD di SAS Italy e SAS Regional Vice President – “SAS Forum Milan è dedicato a coloro che credono nell’innovazione come motore per la competitività. Contenuti di valore, demo session e best practice internazionali accompagneranno i partecipanti verso il cambiamento e verso una rivisitazione dei processi in ottica data driven”.
Grazie al contributo di esperti, clienti, partner e Università, verranno esplorate tutte le potenzialità e gli strumenti degli analytics, in molteplici aree applicative. Dalla digitalizzazione dei processi a una customer experience sempre più personalizzata, dalla gestione del dato come elemento di differenziazione alla sua regolamentazione, dall’adeguamento alle normative in ambito rischio alla gestione delle frodi, dall’Internet of Things all’Analytics of Things.
Un’attenzione particolare nell’edizione 2017 sarà data ai giovani. Studenti universitari, neo laureati e studenti degli istituti superiori potranno raccogliere le testimonianze dirette dei protagonisti aziendali e accademici e assistere a sessioni specifiche dedicate alle professioni emergenti e alle digital skill nell’industria 4.0.
Stiamo vivendo un’era di cambiamento epocale, in cui la convergenza tra fisico e digitale è ormai compiuta. Generiamo quotidianamente un patrimonio informativo d’inestimabile valore che ora, opportunamente gestito, permetterà di avvicinare l’uomo alla comprensione totale del mondo” – afferma Emanuela Sferco, SAS Regional Marketing Director di SAS – “Oggi gli analytics guidano ogni cosa e occorrono nuovi strumenti per padroneggiare, tradurre e trasformare i dati con modalità innovative che liberino nuove forme di valore”.
SAS Forum Milan è un appuntamento annuale di rilevanza internazionale rivolto ad aziende private ed enti pubblici, partner e mondo accademico. Riunisce ogni anno una community in continua espansione di manager e professionisti di tutti i settori di mercato, favorendo innovazione, crescita manageriale e attività di networking. Un luogo dove esperti, manager e imprenditori presentano il loro approccio vincente, le sfide da affrontare e le strade da intraprendere tra cultura analitica e innovazione tecnologica.
Per registrarsi visitate il sito di SAS Forum Milan e, per essere sempre aggiornati, seguite l’hahstag ufficiale #SASForumMilan su Twitter. La sessione plenaria di SAS Forum Milan sarà visibile anche in streaming.
L’evento annuale di SAS si conferma uno degli eventi più interessanti per approfondire non sono i temi legati ai dati e agli analytics, ma anche all’innovazione e al digitale. Uno degli ospiti più interessanti è stato certamente David Shing che ha portato il suo modo di vedere e raccontare i temi che viviamo, caratterizzati dall’Internet delle Emozioni.
Analytics, l’evento annuale di SAS, si conferma uno degli eventi più interessanti per approfondire non solo i temi legati ai dati e agli analytics, ma anche per conoscere tutto ciò che ruota attorno ai grandi temi del Digitale e dell’Innovazione. Nell’ultima edizione che si è tenuta a Roma nei giorni scorsi, “Analytics Experience – The analytics culture driving transformation“, uno degli ospiti più interessanti è stato certamente David Shing, Digital Prophet di AOL, grande divulgatore e interprete del processo digitale che stiamo vivendo.
Shing infatti non è mai scontato, è sempre originale. Il suo è un approccio visionario: sul palco del Marriott Park Hotel di Roma, con il suo abito che sembra uscito da un quadro di Pollock, spiega e conduce ad un ritmo sostenuto i presenti verso un percorso e una visione del tutto nuova.
Inizia dicendo che la parola più usata oggi è “Disruption”, talmente usata che spesso neanche chi la pronuncia ne conosce il vero significato.
Oggi tanti si dicono “disruptive”, ma cosa si intende per davvero?
Shing cerca di spiegare cosa sta ad indicare questa parola, e lo fa dimostrandolo. Alla base di tutto, esiste un concetto che deve essere chiaro a tutti, ossia che nessuno può ignorare il processo di digitalizzazione che stiamo vivendo, un processo veloce che non può essere mancato.
Shing dimostra questo concetto attraverso esempi di realtà virtuale, di Internet delle Cose, di Internet del Tutto che diventa poi Internet delle Emozioni. Oggi “tutto è smart and beautiful“, dice Shing. A partire dal ciuccio intelligente, dal traduttore che si mette direttamente nelle orecchie, alla t-shirt collegata al giocatore di rugby, alcuni degli esempi che Shing ha citato nella sua presentazione. Sono tutti esempi di dispositivi che danno vita a Dati e che quindi necessitano di un’attività di analisi.
Interessante il concetto che sta dietro all’Internet of Everything (Internet di tutte le Cose) dove la E diventa “Emotions”: oggi i dispositivi a nostra disposizione, produttori di dati, sono infatti strumenti attraverso i quali raccontare delle storie. Alla nostra domanda, durante l’incontro con blogger e giornalisti, su come le aziende possono affrontare questa nuova sfida, ci ha risposto, in sintesi, così:
Le aziende oggi devono essere pronte anche a correre dei rischi all’interno del loro processo classico di produzione dei contenuti. – ci dice Shing – Devono comprendere che oggi il contenuto è creato dalle persone. Le aziende oggi si devono concentrare a creare Emozioni offrendo spunti da suoni, vista e movimento. Gli utenti diventano in questo modo parte attiva del processo e non più semplici utilizzatori del prodotto e del brand. Il brand deve diventare un’esperienza e gli utenti devono essere coinvolti attivamente.”
Stanno cambiando, sostiene Shing, i tempi: oggi il contenuto non è più circoscritto come un tempo, può arrivare da qualsiasi parte e i marketers devono farsi trovare pronti. Il contenuto, spiega ancora Shing, “oggi deve essere Rilevante, è l’unico modo per farsi notare“. E in tutto questo gioca un ruolo fondamentale il mobile, con le connessioni che in pochi anni sono cresciute del 149%. Shing introduce un nuovo concetto del contenuto, creato dalle persone (quindi da noi) che diventa una nuova forma di intrattenimento. E’ un contenuto quindi che può essere creato da chiunque e in qualsiasi momento, grazie proprio ai dispositivi mobili.
Viviamo quindi in un’era in cui i dati sono e saranno gli elementi che aiuteranno le aziende ad assumere decisioni sempre più legate al contesto, al punto da generare analisi predittive.
Il concetto finale a cui arriva David Shing è che oggi l’Innovazione non sta cambiando nulla, ma sta invece creando. Serve quindi una nuova visione a questo processo. Serve cominciare ad entrare nell’ottica che stiamo vivendo un’era che sta rivoluzionando la nostra vita. E quando ri rivoluziona vuol dire che si sta introducendo qualcosa di nuovo, qualcosa che non c’era prima. Questo è il senso del messaggio di Shing, smettiamola di approcciare alle innovazioni del nostro tempo con l’ottica del cambiamento, quindi di modificare. Dobbiamo invece pensare a creare cose nuove.
In occasione di Analytics 2015, la conferenza di SAS Italy che quest’anno aveva il titolo di “Building the Analytics Culture”, abbiamo avuto il piacere di intervistare Rhadika Kulkarni, Vice President Advanced Analytics di SAS. Ecco perchè gli Analytics sono importanti.
Signora Kulkarni, perchè oggi è importante conoscere gli Analytics?
Sappiamo bene che le aziende devono essere competitive, quindi sempre in grado di prendere le giuste decisioni. In questo contano molte le risorse dell’azienda, quindi anche le persone che sono di aiuto per essere in grado di affrontare i mercati. Ma oggi assumono grande importanza i Big Data e soprattutto la conoscenza approfondita dei dati è di particolare importanza, ecco perchè parliamo di Analytics. Quello che dico sempre è che gli Analytics ci e ci svelano rappresentano quello che i dati contengono. E quindi tutta una serie di informazioni importanti per un’azienda.
Altro elemento importante nella conoscenza dei dati è che attraverso gli Analytics siamo in grado di comprendere meglio le azioni passate per meglio decidere nel futuro. L’insieme dei dati che siamo riuscita a raccogliere nel passato riguardo, ad esempio, i clienti con l’aiuto degli Analytics possiamo meglio comprendere gli esiti e impronte strategie diverse che tendono a migliorare il rapporto con i clienti.
Signora Kulkarni alla luce di quanto spiegato, che tipo di implicazioni comporta per un’azienda l’adozione di questo tipo di attività e soprattutto quali costi comporta?
Questo tipo di attività può essere implementato in aziende di diverse dimensioni, anche considerato il fatto che in Italia ci sono tante PMI. L’analisi dei dati è una di quelle attività che interessa l’azienda indipendentemente dalle dimensioni. Si può infatti iniziare con un’applicazione basica e in questo senso è fondamentale formare le risorse. In aziende più strutturate e complesse aumenta la necessità di formazione delle risorse, evidentemente. Ma resta la necessità di una fase di training per meglio comprendere le potenzialità che un’attività come questa comporta. Ecco possiamo dire che un’attività orientata alla conoscenza e all’analisi dei dati è aperta a tutte le tipologie di aziende anche in termini di dimensioni. Esistono poi diversi approcci, restando fermo il concetto che l’analisi dei dati è un aspetto fondamentale per le aziende.
Servono poi dei talenti che possono essere preziosi nella fase di analisi del dato, infatti la figura del Data Scientist risulterà sempre più necessaria.
Il fenomeno delll’Internet delle Cose è ormai in forte espansione e lo sarà sempre di più nei prossimi anni. Quali sono le implicazioni dal punto di vista degli Analytics?
L’Internet delle Cose è ormai un fenomeno che va preso in forte considerazione. Esiste proprio un’attività specifica per comprendere meglio quali implicazioni l’IoT comporta in termini di dati. Ed è quella che noi chiamiamo Analytics of Things. Tutti i dispositivi connessi sono dotati a loro volta di sensori i quali inviano dei dati, informazioni utili per le aziende in sequenze di tempo molto ravvicinate, si parla di minuti e anche di secondi. Serve quindi un monitoraggio continuo per comprendere le informazioni che i dispositivi inviano, informazioni che possono essere utili per comprendere eventi accaduti in precedenza e quindi l’analisi in quest caso ci aiuta a prevenirli nel futuro.
Le implicazioni sono quindi molto positive. Basti pensare ai dispositivi impiegati in macchine che inviano informazioni sul corretto funzionamento dei motori, in grado anche di registrare i guasti. Queste informazioni sono quindi utili per intervenire sui guasti e prevenirli, ottimizzando l’utilizzo delle auto.
Qual è il ruolo dei Social Media in questo contesto, dato che proprio dall’utilizzo di questi canali derivano una massa enorme di dati?
L’analisi dei dati relativi ai Social Media è un’attività di tipo testuale, oggi molto importante perchè da quello che viene condiviso attraverso questi canali social vengono condivise informazioni importanti e utili per le aziende. La misurazione delle conversazioni consente quindi di comprendere meglio le intenzioni dei clienti e di conseguenza permette anche di elaborare insight per possono essere analizzati e attuati. Ma i Social Media svolgono anche un funzione di customer service, molto efficace, ecco che da questo punto di vista analizzare i dati che derivano anche da queste conversazioni è assolutamente importante le aziende, proprio per migliorare i propri servizi e avvicinarsi quanto più possibile al cliente.
Dall’alto della sua esperienza, Signora Kulkarni, qual è ad oggi lo stato di adozione degli Analytics e cosa prevede per il futuro?
L’adozione degli Analytics continuerà nel tempo e questo è in relazione con l’utilizzo che se ne farà nel business, con l’utilizzo che ne faranno le diverse tipologie di aziende. E’ chiaro che si deve riconoscere il valore degli Analytics in quanto strumenti essenziali oggi per comprendere il passato ma necessari per le decisioni da prendere in futuro. E’ anche importante che le aziende riconoscano il valore delle informazioni che i dati contengono cercando quindi di dotarsi di strumenti per estrapolarli e interpretarli. Questo è ormai un trend non più arrestabile e in futuro sarà sempre più avvertito come esigenza.
Nel mese di Luglio Twitter, a sorpresa, apre i suoi analytics ai suoi utenti. Ma l’accesso non era esteso a tutti, solo alcuni avevano questa possibilità, oltre agli utenti verificati e agli advertisers. Adesso tutti possono monitorare la propria attività su Twitter in modo analitico, fruendo di preziose informazioni
A Luglio, con effetto sorpresa aggiunto, Twitter rendeva disponibile gli analytics, ma non per tutti gli utenti, come era apparso in un primo momento. La sorpresa infatti, e la scarsa informazione a riguardo, rendeva difficile capire se l’accesso era davvero per tutti, come abbiamo creduto noi e tanti altri. Subito dopo il lancio ne abbiamo scritto con entusiasmo, anche se per dovere di cronaca il primo a darne notizia è stato Skande con dettagli dell’uso già pronti. L’entusiasmo era dovuto al fatto che finalmente Twitter apriva agli utenti la possibilità di accedere a informazioni preziose, utili, a nostro avviso, per meglio comprendere la propria attività sulla piattaforma e, quindi, migliorarla. In un primo momento, la possibilità era, infatti, estesa solo a un numero limitato di utenti, Twitter li ha definiti “super users”, oltre che agli account verificati e agli advertisers che già fruivano di questa possibilità.
Ebbene, la novità è che da ieri la possibilità di accedere ai dati analitici su Twitter è davvero estesa a tutti. E ad annunciarlo, in un tweet (e come se no?), è stato Ian Chan, un ingegnere che lavora per Twitter proprio in questo ambito:
Absolutely thrilled to open up access to http://t.co/wcU6oj9hFM to EVERYONE. Check it out, and let us know what you think!
Avere finalmente la possibilità di accedere ad un cruscotto di tool, solitamente reperibili attraverso app esterne, è sicuramente comodo. Forse non piacerà a tutti, perchè magari lo trovano macchinoso (anche se è davvero semplice ed intuitivo), ma di sicuro risulterà uno strumento utile a chi usa Twitter in maniera costante e quindi ha interesse a sapere se il suo modo di comunicare funziona a omento. conoscendo informazioni circa i RTs, le visualizzazioni e i click, tanto per citare alcune possibilità, si ha modo di incanalare nella maniera corretta il modo di usare Twitter, per meglio comprendere come interagire con il pubblico a cui mirate.
Insomma, usatelo e stavolta, per davvero tutti, fateci sapere cosa ne pensate e se avete dubbi o perplessità a riguardo.
Un anno fa Twitter rendeva disponibili gli analytics soltanto per gli advertisers e alcuni utenti potevano vedere solo poche info. Ma da ieri tutte informazioni relative anche ai tweet organici, quindi non solo sui tweet sponsorizzati, sono accessibili davvero a tutti dal analytics.twitter.com
Esattamente un anno, o poco più, vi parlavamo degli analytics di Twitter che diventavano disponibili per gli advertisers e anche per alcuni utenti che potevano accedere solo a poche informazioni sui propri tweet. Ma da oggi, cioè da ieri, Twitter ha annunciato che la piattaforma analytics.twitter.com è accessibile davvero a tutti. Una mossa a sorpresa ma che tutti in realtà attendevano. Finalmente si avrà la possibilità di avere un’idea di come i propri tweet stanno performando sulla piattaforma. E l’aspetto più interessante è che da adesso è possibile monitorare anche i tweet organici, quindi non solo quelli sponsorizzati. Di conseguenza la piattaforma diventa estremamente utile per un brand che decide di di investire su Twitter e di avere così accesso alle informazioni sulle proprie azioni sponsorizzate, ma diventa anche molto utile per gli utenti che possono da oggi monitorare la propria attività.
Con la nuova piattaforma è possibile quindi:
Vedere come le performance dei Tweets in tempo reale.
Confrontare le impressioni (a volte un Tweet può essere visto da chiunque su Twitter via Web e anche via Android o iOS, inclusi gli utenti non loggati), l‘engagement totale e i retweet mese per mese.
Vedere attraverso il dettaglio, quanti retweet, risposte, preferiti, follows, clic sui link e click sui contenuti embeddati ogni Tweet è in grado di ricevere.
Esportare le metriche e le performance dei propri tweets in un file CSV, che ora include sia i tweet organici che quelli sponsorizzati.
Una volta che accedete alla piattaforma avrete di fronte a voi tutta la vostra attività su Twitter con la possibilità, nella parte principale di poter accedere alle informazioni che riguardano Tweet, Tweet e risposte, Sponsorizato. Per ognilivello di visualizzazione che scegliete di monitorare avrete a disposizione:
il numero di Visualizzazioni;
le Interazioni per ogni tweet;
il Grado di coinvolgimento dei vostri contenuti;
Tutte informazioni che possono diventare davvero preziose per il vostro modo di comunicare sulla piattaforma, per creare una campagna efficace. Di fianco, nella colonna di destra, avete le informazioni per quanto riguarda le Interazioni in maniera più dettagliata e informa grafica. E vi trovate tutte le informazioni aggiornate ad oggi, ma potete compararle coi giorni precedenti. Se poi cliccate su un tweet, vi appare il dettaglio relativo allo stesso accedendo alle impressions relative alle ultime 30 ore, il numero di click, RTs, preferiti, il numero di click per visualizzare maggior dettagli, click sul profilo utente, click sull’hashtag e le risposte.
Le statistiche vi permettono anche di verificare l’andamento dei vostri followers, con info relative alla provenienza geografica, informazioni sugli interessi, info demografiche e vedere gli account che seguono i vostri followers. Ma avete anche la possibilità di verificare le performance delle vostre Twitter Cards con info relative alle ultime 4 settimane. Potete quindi verificare gli sono i vostri influencers, vedere quali tweet hanno realizzato il maggior numero di clic e sapere anche da dove vengono visualizzati i vostri tweet.
Insomma, da oggi tutte le informazioni analitiche per i tweet sono a portata di mano e più dettagliate, quello che davvero mancava a Twitter, rispetto agli altri competitor, vedi Facebook o anche Pinterest.
Webtrends, azienda leader nel settore delle web, social e mobile analytics, festeggia oggi 20 anni di successi. Dal 1993 sul mercato del digital marketing, Webtrends inizia il nuovo anno sperimentando un momento di particolare crescita e innovazione
Pioniere del mercato delle analytics nel 1993, Webtrends è oggi leader nella fornitura di soluzioni e servizi di digital marketing e ottimizzazione. A distanza di vent’anni, con oltre 2.000 clienti in 60 Paesi e una rete di 130 partner e rivenditori, l’azienda analizza oltre 13 miliardi di transazioni al giorno, elabora più di 900TB di dati provenienti da 18.000 siti web e 1.500 profili Facebook e le sue soluzioni rappresentano oggi una componente chiave nei moderni programmi di marketing. Capitalizzando sulla sua pluriennale esperienza nelle analytics, Webtrends possiede un vantaggio indiscusso quando si tratta di rispondere alle necessità di ottimizzazione e personalizzazione contestualizzata in-the-moment per tutto il percorso del cliente.
Nel report Survey Analysis: Big Data Adoption in 2013 Shows Substance Behind the Hype del settembre scorso, Gartner dichiara che: “Gli investimenti in big data nel 2013 continuano a crescere, con il 64% delle organizzazioni che investono – o pianificano di farlo – in tecnologie per i big data, rispetto al 58% del 2012. La sfida maggiore per i vari settori nel 2013 riguarda la possibilità di trarre valore dai big data, con il 56% delle organizzazioni che la indica come principale difficoltà”.
Per vincere la sfida, i professionisti del marketing e gli intermediari hanno bisogno di sofisticate funzionalità per i big data, per poter valutare il valore potenziale di un dato specifico su un cliente in tempo reale e per prevedere e automatizzare la generazione di offerte basate su diverse condizioni che massimizzano il valore percepito dall’individuo” 1 ,dichiarano Jennifer Beck, Mike McGuire, Andrew Frank, analisti di Gartner.
Con il rilascio di nuove soluzioni che offrono agli operatori marketing capacità illimitate di esplorazione dati e re-marketing in-the-moment, un sensibile ampliamento dei partner, l’acquisizione di nuovi clienti e l’ottenimento di numerosi riconoscimenti di settore, Webtrends inizia il 2014 sperimentando un momento di grande crescita e innovazione. Le nuove soluzioni di Webtrends comprendono:
Webtrends Explore–aggiunge a Webtrends Analytics potenti funzionalità di esplorazione dati. Ideato per essere intuitivo e semplice da utilizzare, permette di creare segmenti di dati di ogni dimensione, filtrare i risultati nel momento stesso in cui si ottengono e correlare qualsiasi dimensione di analisi in modo illimitato, sfruttando le più potenti tecnologie di raccolta dati first-party cookie presenti sul mercato.
Webtrends Lifetime Streams –consente alleorganizzazioni di offrire ai propri clienti esperienze rilevanti su tutti i canali digitali, in base alla storia del coinvolgimento dei singoli clienti (lifetime value, affinità con determinate categorie, frequenza e segmenti di mercato).
Action Center – una piattaforma che permette il remarketing in-the-moment attraverso l’integrazione trasparente dei dati storici e in-session del cliente che comprendono email, display ad network, messaggistica SMS, CRM, mobile marketing, search engine marketing, marketing automation.
Queste nuove soluzioni hanno riscosso un enorme successo fra i brand del travel, retail e finanziario, determinando un aumento record dei rinnovi da parte dei clienti.
Di seguito, alcuni brand che hanno ottenuto ottimi risultati con le soluzioni di Webtrends:
East Coast Trains operatore ferroviario in UK, ha registrato un aumento delle vendite online di 1,6 milioni di sterline, grazie all’utilizzo dei servizi gestiti di Webtrends Optimize.
Hotels4u.com, il sito web ideato per consentire la prenotazione di hotel in modo semplice e veloce, ha ottenuto un aumento del 5,52% nelle vendite online grazie a Webtrends Optimize.
ACHICA , lo store online di brand del lusso, ha migliorato le conversioni online grazie a Webtrends Optimize.
Standard Life , società di prodotti di risparmio e investimento, sta implementando Analytics 10, Segments e Heatmaps per meglio comprendere come i suoi clienti interagiscono online.
Con il continuo aumento delle aspettative da parte dei consumatori, riuscire a sfruttare il potenziale dei big data a favore del digital marketing è un’opportunità che le aziende non possono più permettersi di perdere. Nel 2014, Webtrends continuerà ad aiutare le organizzazioni ad adattare le strategie di marketing per creare esperienze sempre più rilevanti per i clienti. L’impatto delle iniziative di Webtrends sarà evidente quando Webtrends Explore e Webtrends Lifetime Streams saranno disponibili entro la prima metà dell’anno.
Twitter da qualche giorno consente a tutti di vedere gli analytics relativi ai propri tweets direttamente dal pannello Inserzioni. Al momento il pannello funziona solo per inserzionisti Usa e che scrivono in inglese. Ma tutti, e in maniera gratuita, possono vedere quante volte il proprio tweets è stato retwittato o preferito
Twitter da oggi permette a tutti, utenti e brand, di monitorare le performances dei propri tweets consentendo l’accesso agli analytics in maniera gratuita. TNW riporta la notizia sostenendo che ad accorgersi di questa nuova possibilità sono stati Christopher Penn, vice presidente in Marketing Technology di SHIFT Communications, e Danny Olson, digital strategist di Weber Shandwick. Questo il link per accedervi:https://ads.twitter.com.
C’è da dire subito che l’accesso a questo nuovo strumento di analisi dei tweets e accessibile dalla piattaforma Twitters Ads aperta solo ad inserzionisti Usa che scrivono tweets in inglese. Per tutti gli altri utenti è comunque possibile accedere alla piattaforma con il proprio user e la propria password di Twitter. Una volta dentro, è possibile dal menù Statistiche accedere all’”Attività sulla cronologia”, dalla quale è possibile vedere in modo analitico i vostri tweets. La schermata vi mostra quante volte i vostri tweets sono stati ritwittati, messi tra i preferiti e quante risposte hanno ricevuto. Vi mostra anche i tweets migliori e quelli che sono andati bene. Sempre dal menù Statistiche vedete un’altra voce, Followers, al momento in cui accediamo ci segnala che non vi sono abbastanza dati per procedere all’analisi. Eventualmente, segnalateci cosa visualizzate voi.
Altro aspetto che ci sembra importante segnalarvi è che tutti i dati sono asportabili in CSV e potete scaricare dati fino a un periodo di 90 giorni o comunque fino ad un massimo di 500 tweets.
Vi sarete sicuramente accorti che i dati che sono forniti non aggiungono nulla di nuovo rispetto a quelli forniti da strumenti di terze parti che abitualmente usiamo. Ma la vera novità sta proprio in questo, ossia nel fatto che ora questi dati sono accessibili proprio all’interno della stessa piattaforma Twitter.
Allora non vi resta che provarlo e poi raccontateci le vostre impressioni!
Update
Solo un piccolo aggiornamento per inserire lo screenshot che vedete in basso (cliccare per ingrandire) per mostrare quello che dovrebbe vedersi una volta effettuato l’accesso sulla piattaforma dal menù Statistiche => Attività sulla cronologia. Dai commenti e dalle considerazioni che stanno arrivando, non tutti riescono a vedere il menù.
Continuate a raccontarci la vostra esperienza.
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