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  • Il ritorno di X in Brasile, anche per Musk la legalità non è censura

    Il ritorno di X in Brasile, anche per Musk la legalità non è censura

    La Corte Suprema brasiliana riporta X online dopo che Elon Musk accetta le sue condizioni. Quindi rispetto delle leggi locali su disinformazione e incitamento all’odio. Questa vicenda, alla fine, mostra che anche per Musk il rispetto delle leggi non è censura.

    La vicenda che ha riguardato X in Brasile, con lo scontro diretto tra Elon Musk e Alexandre de Moraes, presidente della Corte Suprema Federale del Brasile, si è chiusa così come si doveva chiudere, sin dall’inizio.

    Elon Musk, dunque, accetta tutte le condizioni poste dalla Corte Suprema Federale del Brasile e paga una multa. In questo modo, X torna ad essere visibile in tutto il Paese.

    Le condizioni soddisfatte riguardano il blocco degli account finiti sotto inchiesta per diffusione di informazioni errate e incitamento all’odio, nonché la nomina di un rappresentante legale locale, richiesta dal tribunale per garantire il rispetto della legge brasiliana.

    Le condizioni accettate da X

    X ha anche provveduto a pagare la somma relativa alle multe comminate, ossia 5,24 milioni di dollari, sebbene la multa effettiva fosse di 3,28 milioni di dollari. Un errore di pagamento ha rallentato il ritorno online di X in Brasile, poiché l’importo era stato trasferito alla banca sbagliata. Alla fine, X ha spostato l’intera somma presso la banca corretta, risolvendo così la questione.

    Il ritorno di X in Brasile, anche per Musk la legalità non è censura

    Dunque, Musk, con un’inversione di tendenza, ha deciso di rispettare il volere della Corte Suprema Federale del Brasile, dopo un’estate trascorsa a condurre una campagna contro la stessa Corte, accusata inizialmente di censura di stato.

    Ora che le leggi sono state rispettate, sarà difficile convincere coloro che hanno sostenuto le tesi di Musk.

    I danni che ha subito X in Brasile

    Cosa ha prodotto questa vicenda per X in Brasile? Solo danni. Sia in termini di pubblicità e introiti mancati, sia dal punto di vista della reputazione. A questo si aggiunge il fatto che molti utenti sono migrati verso altre piattaforme. In queste settimane, Bluesky ha raggiunto il traguardo dei 10 milioni di utenti grazie al blocco di X in Brasile.

    Ma cosa ci insegna questa vicenda alla fine?

    Questa è una lezione importante su diversi fronti, in particolare riguardo al rispetto delle leggi nazionali e al concetto di libertà di espressione.

    Cosa insegna questa vicenda

    Nonostante la narrazione avversa portata avanti da Elon Musk, che ha denunciato pubblicamente le decisioni della Corte Suprema brasiliana come atti di “censura” e autoritarismo, la realtà dei fatti ci mostra che le autorità brasiliane stavano semplicemente cercando di far rispettare la legalità.

    La Corte Suprema, nella figura del giudice Alexandre de Moraes, ha agito in conformità con le leggi brasiliane, chiedendo che X si conformasse ai provvedimenti giudiziari riguardanti la moderazione dei contenuti e la lotta alla disinformazione.

    Questi requisiti, come la rimozione di account che diffondevano fake news e odio, non erano volti a censurare la libertà di espressione, ma piuttosto a salvaguardare l’integrità del discorso pubblico e a prevenire l’incitamento all’odio.

    Nessuna piattaforma è immune

    Questa storia ci insegna che nessuna piattaforma, neanche se posseduta da una figura di spicco come Elon Musk, può dichiararsi immune dalle leggi di un Paese.

    Anche X, alla fine, ha dovuto piegarsi alle richieste della Corte, accettando di rispettare le norme nazionali e pagando le sanzioni per le infrazioni precedenti.

    E dunque, il concetto di libertà di espressione non può essere utilizzato come pretesto per evitare la responsabilità legale o per diffondere disinformazione. Al contrario, il rispetto delle leggi è necessario proprio per garantire che tale libertà si svolga entro confini che tutelano i diritti di tutti.

    In sintesi, questa storia sottolinea come il rispetto delle leggi non equivalga a censura, ma rappresenti invece il tentativo di mantenere uno spazio di espressione pubblica che sia sicuro e conforme alle norme di una società democratica.

    [L’immagine di copertina è stata realizzata da @franzrusso con un modello di IA generativa]

  • Elon Musk cede alle richieste del Brasile, X presto online

    Elon Musk cede alle richieste del Brasile, X presto online

    Elon Musk alla fine ha ceduto alla Corte Suprema del Brasile. Ha così risolto lo scontro legale su X rimuovendo gli account che diffondevano disinformazione, pagato le multe e nominato un nuovo rappresentante legale.

    Alla fine Elon Musk ha fatto dietro-front. Dopo settimane di scontro con il giudice Alexandre de Moraes, presidente della Corte Suprema Federale del Brasile, culminato nella sospensione di X in Brasile, Musk ha ceduto.

    Il proprietario della piattaforma, attraverso i suoi avvocati, ha quindi ceduto alle richieste del STF (Supremo Tribunal Federal).

    Eppure il rifiuto di cedere alle richieste portate avanti da de Moraes era per Musk una questione di principio inossidabile. Al punto da mettere a repentaglio la stessa piattaforma in Brasile, dove ci sono oltre 22 milioni di utenti. Il quarto paese con il numero di utenti più alto.

    Evidentemente, lo stesso Musk, oltre la narrazione della censura, si deve essere reso conto che la situazione rischiava di diventare insostenibile. E certamente non un bel biglietto da visita in vista delle prossime elezioni presidenziali Usa.

    Elon Musk cede alle richieste del Brasile, X presto online

     

    Musk cede alle richieste di de Moraes

    Come riporta il New York Times, Musk ha eseguito quanto de Moraes richiedeva da mesi. E quindi: ha rimosso gli account che il giudice aveva individuato come minaccia alla democrazia in quanto come diffusori di disinformazione; ha eseguito il pagamento delle multe che nel frattempo si sono accumulate; ha nominato un nuovo rappresentante legale in Brasile.

    La Corte Suprema del Brasile, con un comunicato di sabato scorso, ha confermato tutte le azioni concilianti di X, ma ha affermato che la società non ha ancora depositato la documentazione corretta. La STF ha proceduto quindi a concedere a X altri cinque giorni per inviare la documentazione necessaria.

    Questo comporta il fatto che X non è ancora ritornato online, ma è probabile che ritorni ad essere utilizzabile dagli utenti brasiliani nel giro di qualche giorno.

    Uniformandosi alle richieste brasiliane, Musk mette fine ad un braccio di ferro che ha comportato perdite su diversi fronti.

    X bloccato in Brasile e Bluesky cresce

    Sul fronte degli utenti che hanno cominciato a frequentare altri lidi, nel frattempo Bluesky ha visto aumentare i propri utenti e superare il traguardo dei 10 milioni di utenti. Sul fronte dei ricavi, calati ulteriormente visto che la piattaforma era bloccata comportando per le aziende danni rilevanti.

    Nei giorni scorsi molte aziende si erano appellate a Musk al fine di considerare la situazione dannosa venutasi a creare in un paese che usa ancora molto la piattaforma.

    Anche Musk deve essersi reso conto che la situazione brasiliana avrebbe rischiato di travolgere la piattaforma in una situazione insostenibile.

    Il blocco di X in Brasile: impatto su utenti e piattaforme

    Musk e il Brasile, era una scelta obbligata

    Volendo guardare la situazione in maniera più diretta, Elon Musk comunque non aveva altra scelta. E questo era chiaro da settimane. I precedenti in India e in Turchia, dove la piattaforma ha seguito senza indugio le richieste dei due paesi, portavano a pensare che lo stesso sarebbe dovuto avvenire anche in Brasile.

    Così è stato, alla fine, ma con un prezzo molto alto.

    Se avesse fatto seguito alle richieste di de Moraes, Musk avrebbe evitato di attivare una campagna di insulti contro il giudice. Campagna che lo ha visto protagonista assoluto, in negativo.

    Pochi giorni prima di cambiare rotta, X era stata riattivata in modo “involontario” secondo la società di Musk. In realtà, molti sono portati a pensare che il passaggio ai server Cloudfare ha messo in difficoltà gli ISP brasiliani, incapaci quindi di procedere alla disattivazione. Una mossa che alla Corte Suprema brasiliana è sembrata deliberata e voluta. E per questo motivo ha comminato una multa di quasi 1 milione di dollari al giorno a partire dal 19 settembre in avanti.

    Ora tutto è sanato, Musk ha sotterrato l’ascia di guerra. Adesso il proprietario di X deve spiegare ai suoi, ai tanti politici e commentatori brasiliani, che lo avevano seguito il questa campagna brasiliana, cosa è cambiato.

    Perché i mugugni e le lamentele cominciano a farsi sentire. E c’è chi parla di resa e capitolazione.

    Resta il fatto che, al di là delle simpatie e nel rispetto delle posizioni di tutti, la libertà di espressione non deve mai essere confusa con la libertà di dire e fare ciò che si vuole, senza il rispetto delle regole. E questo caso ne è una dimostrazione chiara.

  • Il blocco di X in Brasile: impatto su utenti e piattaforme

    Il blocco di X in Brasile: impatto su utenti e piattaforme

    Il blocco di X in Brasile, che dovrebbe completarsi in questi giorni, solleva questioni su disinformazione e libertà di espressione a livello globale. Un precedente rischioso per le piattaforme digitali e per Musk.

    La vicenda del Brasile che riguarda X può portare ad epiloghi imprevisti. Fino, addirittura, alla messa al bando della piattaforma“.

    Lo scrivevo in aprile e, in verità, non credevo che sarebbe poi successo. Ovviamente non lo scrissi solo io, ma pur avendo ipotizzato un epilogo estremo, credevo che fosse quasi impossibile.

    E invece è successo. Anzi, per la precisione, sta per completarsi in queste ore.

    La vicenda che riguarda X e il blocco in Brasile non nasce ovviamente questa estate, come avrete sicuramente modo di leggere ovunque. Inizia infatti qualche mese addietro e, per la sua evoluzione, rappresenta una situazione inedita. E un pericoloso precedente per la storia della piattaforma di Elon Musk.

    La vicenda sulla libertà di espressione

    Questa vicenda ci mostra chiaramente come non si possa più considerare X come un “semplice” social network. E come la libertà di espressione, sacrosanta all’interno di una democrazia, non debba sconfinare e legittimare il diritto a dire e fare tutto senza rispettare le regole. Perché questo è il punto su cui si discute e sui cui Elon Musk poggia, ormai, tutto il suo pensiero.

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    Come scritto anche qui su InTime Blog, la vicenda inizia ad aprile, giudice Alexandre de Moraes, presidente della Corte Suprema Federale del Brasile, si rivolge a X con la richiesta di sospendere alcuni account di utenti brasiliani. Questa richiesta è motivata dall’esistenza di una vasta indagine contro la disinformazione operata attraverso il web e i canali social media.

    Gli account coinvolti dal caso X in Brasile

    Gli account su cui si concentrava l’indagine del giudice de Moraes, la cui identità è stata rivelata nei giorni scorsi, riguardavano ex deputati federali, imprenditori, giornalisti, blogger e influencer alleati dell’ex presidente Jair Bolsonaro.

    Tutti sospettati di diffondere notizie false e attaccare le istituzioni brasiliane. Si tratta, secondo la magistratura brasiliana di persone facenti parte delle cosiddette “milizie digitali”.

    La situazione precipita con la richiesta di chiusura della sede brasiliana di X e la successiva richiesta di nominare un nuovo rappresentante.

    Elon Musk ha sempre definito la richiesta di sospendere gli account individuati come una violazione delle leggi brasiliane, e della libertà di espressione. E, dunque, si è sempre opposto di rispettare la richiesta del giudice de Moraes, verso il quale ha scatenato una campagna d’odio, senza mezzi termini.

    La mancata nomina di un rappresentante legale della sede brasiliana ha fatto scattare la messa al bando di X in Brasile.

    La messa al bando di X in Brasile

    Messa al bando che è stata confermata, all’unanimità, dalla Corte Suprema del Brasile, due giorni fa. E che adesso si appresta a diventare effettiva. Nel senso che la richiesta del giudice de Moraes deve essere osservata dalle aziende telefoniche operanti in Brasile nelle 24 ore successive, o al massimo entro giorni dal provvedimento.

    Anatel, l’agenzia governativa che sovrintende alle telecomunicazioni in Brasile, ha il compito di far rispettare il blocco su scala nazionale. E alla richiesta si associa anche Starlink, la società di Musk che offre servizi internet, i cui beni brasiliani sono stati congelati in virtù della stessa richiesta di messa al bando di X.

    La stessa società di Musk si sta appellando ad un tribunale Usa, dove l’azienda ha la sua sede, per fare ricorso contro la decisione di de Moraes.

    Questa la vicenda in estrema sintesi, e non è facile davvero riassumerla in questo modo. Spero sia una sintesi chiara per tutti.

    In tutto questo, il dibattito il Brasile è molto accesso.

    X e la sfida di Elon Musk al Brasile per la libertà di parola

    Dibattito acceso in Brasile e multe salate

    Va aggiunto che la richiesta di messa al bando di X viene affiancata dal divieto di usare qualsiasi sistema VPN per aggirare il divieto di usare X. La multa è pesante: circa 8 mila euro per gli utenti che violeranno la regola.

    Il presidente del Brasile, Lula, si schiera a favore di de Moraes e aggiunge che “non siamo obbligati a tollerare tutto ciò che fa Musk solo perchè molto ricco“.

    La destra brasiliana è un subbuglio. L’ex presidente Bolsonaro attacca de Moraes e la Corte brasiliana, parlando di “dittatura” (come fa lo stesso Musk). E ha indetto una grande manifestazione per il 7 settembre a San Paolo.

    Il dibattito in Brasile resta accesso e nonostante il vasto sostegno alla decisione di de Moraes c’è chi sostiene che comunque sia stata una scelta estrema presa troppo velocemente.

    X in Brasile, l’impatto su utenti e imprese

    È evidente che tutto questo avrà effetti sugli utenti e sulle imprese brasiliane.

    Musk a fronte di tutto questo decide di dire addio a oltre 22 milioni di utenti, un numero enorme in momenti particolarmente difficile per X. Il Brasile è il quarto paese con il numero di utenti più alto.

    Per non parlare delle conseguenze che questa decisione avrà sulle imprese del brasile.

    E pensare che solo qualche anno fa gli utenti brasiliani di Twitter erano quasi 40 milioni. La fuga degli utenti, come altrove, è poi iniziata ad essere più sostenuta con l’arrivo di Musk. E ora rischia di intensificarsi.

    Situazione che avvantaggia Bluesky e Threads

    Le piattaforme che al momento stanno giovando di questo divieto su X in Brasile sono Bluesky con +2 milioni di nuovi utenti e Threads, di cui non si conoscono numeri in dettaglio.

    X non è quindi più il luogo che rappresentava Twitter, con tutti i suoi limiti per carità.

    Twitter era il luogo rappresentato per lo più da politici, giornalisti, celebrity. Era il luogo dell’informazione in tempo reale anche per il Brasile. Adesso resta un luogo dove le opinioni accese, estreme fino alla condivisione di teorie razziste, suprematiste e negazioniste vengono spacciate per libertà di espressione.

    Quello che ormai da giorni, mesi, fa Elon Musk dal suo profilo. Tengo a precisare che questo non è un giudizio soggettivo, ma una constatazione oggettiva.

    Prima di chiudere, vale la pena soffermarsi un attimo su un ultimo aspetto.

    X, che prima era Twitter, viene bloccato in un paese universalmente riconosciuto come democratico. Ed è questo un tassello enorme che caratterizza questo come un precedente che peserà sulla storia stessa di X.

    I paesi dove X è già bloccato

    E va anche ricordato che X, nel recente passato, ha invece rispettato le richieste governative che venivano mosse, ad esempio, dall’India per citarne uno.

    Ma va ricordato che X è tuttora vietato in: Russia; Cina; Iran; Corea del Nord; Turkmenistan; Myanmar; Pakistan; Venezuela.

    Rispetto a questi divieti, Elon Musk non ha mai parlato di censura e dittatura.

    Una seria riflessione sulle piattaforme e digital governance

    Questa vicenda deve necessariamente aprire una seria riflessione sul ruolo che oggi hanno le piattaforme digitali, perché di questo si parla. Piattaforme utilizzate per veicolare messaggi e influenzare l’opinione pubblica senza alcuna moderazione, se non di parte, aumentata da un algoritmo proprietario, realizzato per alimentare polarizzazione.

    Il caso del Brasile potrebbe presto verificarsi altrove. Basti pensare all’UE e alla sfida di Musk contro un sistema di regole europee chiare e salde.

    E nella seria riflessione sulle piattaforme non dimentichiamo quindi il grande tema della governance digitale. Tema mai affrontato seriamente e adesso se ne vedono le conseguenze.

     

     

  • X e la sfida di Elon Musk al Brasile per la libertà di parola

    X e la sfida di Elon Musk al Brasile per la libertà di parola

    La piattaforma di Elon Musk è al centro di una controversia in Brasile. Il giudice de Moraes ha ordinato la sospensione di alcuni account per la diffusione di disinformazione. Musk vuole ripristinarli e si è detto pronto a sfidare la giustizia brasiliana. Una vicenda che riaccende il dibattito sulla libertà di parola e il ruolo dei social media.

    La vicenda del Brasile che riguarda X, la piattaforma di proprietà di Elon Musk, e lo stesso CEO di Tesla può portare ad epiloghi imprevisti. Fino, addirittura, alla messa al bando della piattaforma.

    Si tratta di una vicenda che, in realtà, nella storia dei social media, è già avvenuta diverse volte. Già in passato magistrati che conducevano indagini particolari si sono rivolte alle piattaforme social media per la rimozione o l’accesso ad informazioni preziose per i loro accertamenti.

    Di casi che si potrebbero citare ne è pieno il web. Basterebbe citare la vicenda che riguardò WhatsApp, sempre in Brasile. Quando venne addirittura sospesa.

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    La vicenda di X, Elon Musk e il Brasile

    La vicenda di X e di Elon Musk ha delle caratteristiche che toccano nel vivo la sbandierata libertà di parola, voluta da Musk, e il limite verso cui si può andare.

    Ecco, quel limite, che è individuato dalla presenza di leggi da rispettare, è stato superato. Tutti devono potersi esprimere liberamente, nel rispetto delle leggi vigenti. Ed è questo ultimo elemento che Musk finisce per non accettare. Rischiando di provocare conseguenze impreviste.

    Veniamo alla vicenda.

    Il giudice Alexandre de Moraes, presidente della Corte Suprema Federale del Brasile, si rivolge a X con la richiesta di sospendere alcuni account di utenti brasiliani. Questa richiesta è motivata dall’esistenza di una vasta indagine contro la disinformazione operata attraverso il web e i canali social media.

    Account brasiliani sospesi per disinformazione

    Si tratta di account di ex deputati federali, imprenditori, giornalisti, blogger e influencer alleati dell’ex presidente Jair Bolsonaro. Tutti sospettati di diffondere notizie false e attaccare le istituzioni brasiliane. Si tratta, secondo la magistratura brasiliana di persone facenti parte delle cosiddette “milizie digitali”.

    In un primo momento X dimostra di essere collaborativa, non senza un tono polemico. E infatti in un post del 6 aprile – dopo i “Twitter files – Brazil” di Shallenberger -, dall’account di X per gli Affari Globali si legge:

    X Corp. è stata costretta dalle decisioni del tribunale a bloccare alcuni account popolari in Brasile. Abbiamo informato questi account che abbiamo intrapreso questa azione. Non conosciamo le ragioni per cui sono stati emessi questi ordini di blocco. Non sappiamo quali post si presume violino la legge. Ci è vietato dire quale tribunale o giudice ha emesso l’ordinanza, o su quali basi. Ci è vietato dire quali account sono interessati. Siamo minacciati di multe giornaliere se non rispettiamo le norme (…)”.

    L’intervento di Elon Musk nella vicenda col Brasile

    Ma nel fine settimana la vicenda si è fatta rovente.

    Elon Musk decide di intervenire direttamente e scrive che X avrebbe ripristinato le attività degli account brasiliani. Una dichiarazione che va contro la richiesta del giudice de Moraes. Il quale, a questo punto, decide di allargare le indagini e di introdurre anche Elon Musk.

    La motivazione è che Elon Musk, con il suo atteggiamento, sta ostruendo le indagini e il corso della giustizia brasiliana.

    Musk ha anche scritto:

    Stiamo revocando tutte le restrizioni. Questo giudice (de Moraes, n.d.r.) ha applicato multe ingenti, ha minacciato di arrestare i nostri dipendenti e di interrompere l’accesso a X in Brasile. Di conseguenza, probabilmente perderemo tutte le entrate in Brasile e dovremo chiudere il nostro ufficio lì. Ma i principi contano più del profitto”.

    Il proprietario di X si dice quindi pronto a sfidare de Moraes e la giustizia brasiliana. Pur consapevole che X verrà multata di 100 mila real al giorno (oltre 18 mila euro) per ogni account ripristinato. Andando quindi contro la richiesta della giustizia brasiliana.

    Il suggerimento a usare una VPN

    In altri post, Musk ha incoraggiato gli utenti brasiliani a utilizzare un’app di rete privata virtuale (VPN) per l’accesso continuo alla piattaforma e ha definito le richieste della corte le “più draconiane” di qualsiasi paese.

    “I social non sono terra senza legge”

    Il giudice de Moraes ha scritto nella sua decisione che “i social network non sono una terra senza legge“. E ha poi affermato che le dichiarazioni di Elon Musk dimostrano che X “protegge coloro che promuovono attività criminali contro la democrazia del Brasile”.

    Sulla vicenda è intervenuto anche il governo brasiliano. Paolo Pimenta, ministro della Segreteria delle Comunicazioni Sociali, ha scritto sui suoi canali social media che “il Brasile è un Paese sovrano” e che non permetterà a “nessuno, indipendentemente dal denaro e da qualunque potere hai, affronti la nostra patria“.

    João Brant, segretario delle Politiche Digitali presso la Segreteria della Comunicazione della Presidenza della Repubblica, ha affermato che “Musk dimostra il suo disprezzo per la giustizia brasiliana”. Aggiungendo anche: “rimuginando vecchie decisioni e cogliendo l’occasione per portare avanti agitazioni di estrema destra e propaganda“.

    Come potete vedere, la vicenda è complicata e rischiosa, per X, allo stesso tempo.

    Il rischio che la piattaforma possa essere sospesa è molto concreto. E questo sarebbe un duro colpo per Elon Musk. Per la sua credibilità in Brasile e nel mondo.

     

     

  • I Tweet dei Mondiali di Brasile 2014 sono stati 672 milioni!

    I Tweet dei Mondiali di Brasile 2014 sono stati 672 milioni!

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    Il sipario sui Mondiali di Calcio di Brasile 2014 è ormai calato ed è tempo di fare un po’ di conti, almeno in termini di tweet durante la manifestazione. Complessivamente sono stati 672 milioni, in Italia secondo Blogmeter sono stati 3,2 milioni. Record i tweet per Brasile-Germania, 35,5 milioni di tweet; la finale è seconda con 32,1 milioni, ma ha il record del momento più twittato

    Abbiamo seguito con attenzione, insieme a voi, tutto il mese in cui si sono svolti i Mondiali di Calcio di Brasile 2014 e abbiamo visto come gli utenti l’hanno vissuto su Twitter durante tutte le 64 partite. Ed è stato davvero un fiume in piena: i tweet durante tutta la manifestazione sono stati 672 milioni! Nonostante questo sia il più alto numero associato a un evento che Twitter abbia mai annunciato, è comunque difficile fare un paragone fra i 32 giorni e i 64 match della Coppa del Mondo e la singola partita del Super Bowl, o la singola notte degli Oscar o ancora i 16 giorni delle Olimpiadi di Londra, tanto per fare degli esempi. Eventi che hanno sempre riscosso grande attenzione da parte degli utenti.

    Analizzando i 672 milioni di Tweet, vediamo che la maggior parte della conversazione è avvenuta durante le partite. In 4 eventi su 5 figura la squadra padrone di casa. Nel corso della semifinale tra Brasile (@CBF_Futebol) e Germania (@DFB_Team), come abbiamo già più volte ricordato, i fan hanno twittato più di 35,6 milioni di Tweet: un vero e proprio record Twitter per un singolo evento. Ecco le cinque partite più twittate della CoppadelMondo:

    1. Brasile (@CBF_Futebol) vs. Germania (@DFB_Team) dell’8 luglio: 35,6 milioni di Tweet
    2. Germania (@DFB_Team) vs. Argentina (@Argentina) #WorldCupFinal del 13 luglio: 32,1 millioni di Tweet
    3. Brasile (@CBF_Futebol) vs. Cile (@ANFPChile) del 28 giugno: 16,4 milioni di Tweet
    4. Olanda (@KNVB) vs. Argentina (@Argentina) del 9 luglio: 14,2 milioni di Tweet
    5. Brasile (@CBF_Futebol) vs. Colombia (@FCFSeleccionCol) del 4 luglio: 12,4 milioni di Tweet

    Sono stati inviati 618.725 Tweet Per Minuto quando la Germania si è aggiudicata la #WorldCupFinal. Tre dei cinque momenti più twittati si sono verificati durante la scottante sconfitta del Brasile per 7 a 1 nella semifinale contro la Germania dell’8 luglio, mentre gli altri due momenti appartengono alla #WorldCupFinal. Ecco i cinque momenti che hanno generato i picchi più alti di Tweet Per Minuto (TPM) durante la #CoppadelMondo:

    1. La Germania (@DFB_Team) ha sconfitto l’Argentina (@Argentina) vincendo la #WorldCupFinal del 13 luglio: 618.725 TPM
    2. Sami Khedira (Germania) segna su assist di Mesut Özil nella semifinale contro il Brasile dell’8 luglio: 580.166 TPM
    3. Mario Götze (@MarioGoetze) (Germania) segna il gol della vittoria nella #WorldCupFinal del 13 luglio: 556.499 TPM
    4. Toni Kroos (@ToniKroos) (Germania) segna il suo secondo gol nella semifinale contro il Brasile dell’8 luglio: 508.601 TPM
    5. @ToniKroos segna il terzo gol della partita nella semifinale contro il Brasile dell’8 luglio: 497.425 TPM

    brasile-2014-giocatori-menzionati

    Neymar Jr (@neymarjr) è stato il giocatore più menzionato del torneo. Il brasiliano infortunatosi durante la sconfitta della sua squadra ai quarti di finale contro la Colombia, e l’Argentino Lionel Messi sono stati i giocatori più menzionati durante la #WorldCup. E grazie anche al famigerato incidente del morso, l’uruguayano Luis Suárez è il terzo giocatore più menzionato nel corso dell’intero torneo.

    Mappa-Interattiva-Finale-brasile-2014

    Cliccate sulla mappa qui sopra per scoprire come le partite sono state vissute su Twitter, si vede l’intero torneo in 60 secondi, dall’inizio alla fine.

    Questi invece, alcuni dati che ha raccolto Blogmeter, a chiusura di questi Mondiali, focalizzandosi sugli utenti italiani.

    Dall’inizio del campionato del mondo a oggi gli italiani hanno inviato 3,2 milioni di tweet, due terzi dei quali sono stati scritti nei primi 13 giorni della competizione, ovvero prima del 25 giugno e della rovinosa sconfitta contro l’Uruguay. In media gli italiani hanno spedito centomila tweet al giorno. La partita più commentata in lingua italiana di tutto il Mondiale è stata Italia–Uruguay, che ha decretato l’uscita della nostra nazionale dal campionato. Il calciatore più chiacchierato è stato Balotelli. Il bad boy azzurro mette a segno non solo uno dei due goal contro l’Inghilterra, ma anche uno dei tweet più retwittati, in cui racconta la sua delusione per la sconfitta. A conferma della popolarità di Super Mario il sostegno di fan d’eccezione, come il campione NBA Kobe Bryant che twitta in italiano per esprimere il suo tifo alla nazionale italiana e al suo numero 9.

    Per quanto riguarda gli hashtag, meno di mezzo milione di occorrenze su tutto il periodo per l’hashtag generico #Mondiali2014, a dimostrazione del fatto che questo tipo di eventi non si riducono ad un’unica etichetta, ma vengono descritti e discussi sotto diversi aspetti: molto diffusi, infatti, anche gli hashtag di incitamento alle squadre (uno su tutti #ForzaAzzurri), quelli legati alle emittenti televisive (come #SkyMondiali), ma anche quelli delle singole partite.

    Questo era davvero il resoconto finale di questi Mondiali di Brasile 2014. E’ stato davvero un evento storico e adesso staremo a vedere quale sarà il prossimo evento che riuscirà a battere questo record. Di certo, non bisognerà aspettare i Mondiali in Russia del 2018.

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  • Brasile vs Germania segna il record: 35,6 milioni di tweet! #Brasile2014

    Brasile vs Germania segna il record: 35,6 milioni di tweet! #Brasile2014

    brasile-germania-record-tweetLa semifinale persa ieri dal Brasile in maniera così eclatante e sorprendente, ben 7 reti dalla Germania, oltre a segnare il momento più triste per tutto il paese che ospita questi Mondiali di Calcio di Brasile 2014, segna anche il record assoluto di tweet: 35,6 milioni! L’evento sportivo più twittato della storia. Il momento più twittato è il gol di Khedira, altro record, ben 580.166 TPM

    Quello che incredibile e inimmaginabile solo fino a poco prima del fischio di inizio, è accaduto. Mai nessuno ieri avrebbe potuto prevedere una debacle del Brasile così eclatante e così dolorosa. Vero che il Brasile di questi Mondiali non ha mai convinto del tutto, ma prendere 5 gol dalla Germania in meno di mezz’ora e chiudere il match 7 a 1 per la Germania, è davvero sorprendente. E pensare che il Brasile, paese organizzatore di questi Mondiali di #Brasile2014, puntava molto sulla propria squadra, da sempre ai vertici mondiali. Per risalire ad un risultato così negativo per il Brasile, bisogna risalire al 18 settembre del 1920, quando di gol ne prese 6 dall’Uruguay che vinse poi quell’edizione. Ma la partita di ieri ha richiamato alla memoria il Maracanazo, termine che deriva dalla clamorosa sconfitta in finale nel 1950 allo stadio Maracanà di Rio De Janeiro, partita persa dal Brasile per 2 a 1 contro l’Uruguay.

    Ma il match di ieri segna anche un altro record in questi Mondiali su Twitter. Infatti la partita di ieri ha collezionato ben 35,6 milioni di tweet, più del doppio rispetto ad un altro match del del Brasile, quello giocato con il Cile nei quarti di finale. Un pronostico abbastanza prevedibile, certo il risultato risente molto dell’esito eclatante del match. Con questo risultato, Brasile-Germania diventa l’evento sportivo più twittatto della storia battendo anche il Superbowl 48 che si è fermato a 25 milioni di tweet.

    E vediamo, come di consueto, qualche dato numerico e vediamo subito i giocatori del Brasile più menzionati durante la partita, dove spicca il nome di Julio César:

    brasile-germania-mention-tweet

    Brasile, CBF Futebol – @CBF_Futebol

    1. Júlio César
    2. Oscar – @oscar11
    3. Fred – @fredgol9

    Questi invece i giocatori più menzionati della Germania, dove spicca il nome di Klose:

    Germania, DFB-Team – @DFB_Team

    1. Miroslav Klose
    2. Toni Kroos – @ToniKroos
    3. Thomas Müller – @esmuellert_

    brasile-germania-momenti-tweet

    Come abbiamo detto in apetura, il momento più twittato, quindi elaboirato in TPM (Tweet Per Minute), tweet al minuto, segna un altro record per questi Mondiali. Infatti con il quinto gol segnato da Sami Khedira è il momento più twittato con 580.166 TPM, il precedente era di 388.985 TPM fatto durante il match Brasile vs Cile.

    mappa-tweet-brasile-germania

    Guardate, quello in alto è lo screenshot della mappa dei tweet della partita al momento del quinto gol, mai in questi mondiali avevamo visto qualcosa di simile. A questo link potete vederla per intero.

    E adesso vediamo alcuni tweet che hanno caratterizzato la serata, e partiamo dal tweet della Presidente del Brasile, Dilma Rousseff:

    E arrivano anche i complimenti alla Germania dal CT degli Usa:

    E poi ecco il selfie di André Schurrle, autore della doppietta nel secondo tempo:

    Ecco, questo il resoconto di una partita che rimarrà ancora a lungo nella memoria di tutti i brasiliani. Ma sarà ricordata a lungo anche su Twitter, a meno che le prossime due partite, l’altra semifinale Argentina-Olanda di stasera e la finalissima di domenica, ci riservino delle sorprese. Staremo a vedere!

  • E’ il Brasile la squadra più twittata dei Mondiali – #Brasile2014

    E’ il Brasile la squadra più twittata dei Mondiali – #Brasile2014

    brasile-twitter

    In attesa che ricomincino le partite dei Mondiali di Calcio di Brasile 2014, con i quarti di finale, facciamo un po’ il punto della situazione delle partite e dei team più twittati. Ebbene, da questo punto di vista, il Brasile avrebbe già vinto, essendo la squadra più twittata fino a questo momento

    Come avrete notato, stiamo seguendo questi Mondiali di Calcio di Brasile 2014 riportandovi quelli che sono i dati ufficiali di Twitter rilevati partita dopo partita, segnalando i momenti più condivisi del match, i calciatori più menzionati e altre informazioni. Visto che da poco si sono chiusi gli ottavi di finale, ci piaceva fare un pò il punto della situazione, soprattutto in relazione all’ultimo turno di partite disputate. Ormai mancano poche partite per la finale, ma possiamo dire che dal punto di vista dei tweets collezionati, il Brasile ha già vinto. Certo, sul campo non sta forse facendo vedere il meglio di sè e forse non è il miglior Brasile della storia, ma Neymar è sempre uno dei calciatori su cui si concentra molta attenzione, ed è sempre tra i più twittati quando è in campo.

    brasile-cile-tweet-totali

    Il Brasile è quindi la squadra più twittata di questi Mondiali e lo è stata sin dal suo debutto, quando il match con la Croazia totalizzò 12,2 milioni di tweet. Record mantenuto sempre dal Brasile, fino alla partita con il Cile, vali da per gli ottavi di finale. Ebbene, il match ha totalizzato ben 16,4 milioni di tweet, un record assoluto, fino ad ora, ai Mondiali di Brasile 2014. E non solo, perchè la stessa partita ha ottenuto anche un altro record, quello relativo al momento più twittato, superando addirittura il Superbowl. Certo, è stata una partita lunga, finita ai rigori, però quel che è certo è che quando gioca il Brasile, Twitter si scatena. E ovviamente altri record possono ancora essere battuti.

    Vediamo ora nel dettaglio la partita Brasile-Cile che ha totalizzato, come dicevamo prima, 16,4 milioni di tweet, la partita più twittata in assoluto fino ad oggi. Questi i calciatori più menzionati durante il match:

    brasile-cile-calciatori-menzionati

    Per il Brasile, CBF Futebol – @CBF_Futebol

    1. Neymar – @neymarjr
    2. Hulk
    3. Júlio César

    Mentre per il Cile, ANFP Chile – @ANFPChile

    1. Alexis Sánchez
    2. Charles Aránguiz – @CharlesAranguiz
    3. Mauricio Pinilla – @pinigol51

    brasile-cile-picco-tweet

    Il picco di traffico, espresso in TPM (tweet per minute), è stato il momento finale del match, ossia quando Gonzalo Jara del Cile sbaglia il rigore, regalando i quarti di finale al Brasile. Momento record anche questo con 388.985 TPM, meglio di quanto fatto durante l’edizione numero 48 del Superbowl, quando il picco fu di 382 mila TPM.

    brasile-cile-mappa-tweet

    A questo punto non vi resta che guardare la mappa dei tweets durante tutto il match, davvero impressionante. L’ultima immagine, la vedete nello screenshot in alto, ci mostra un mondo tinto di verde.

    E a conferma di quello che sosteniamo, cioè che il Brasile è la squadra più twittata di questi Mondiali, i tweet collezionati dalle altre partite degli ottavi sono nettamente inferiori. Persino Belgio-Stati Uniti, match molto atteso e che coinvolgeva gli Usa, notoriamente il paese dove si twitta di più (certo non tutti twittano di calcio, ovvio), il match ha totalizzato “solo” 9,1 milioni di tweet. Argentina-Svizzera ha realizzato 6,3 milioni di tweet; Germania-Algeria ha totalizzato 6,9 milioni di tweet; Francia-Nigeria, 3,4 milioni di tweet.

    E vedremo cosa succederà nei prossimi giorni.

  • Brasile 2014, quasi 9 milioni i tweet per Brasile-Messico

    Brasile 2014, quasi 9 milioni i tweet per Brasile-Messico

    I Mondiali di Brasile 2014 continuano a registrare sempre un grande interesse su Twitter. E per il match Brasile-Messico, molto atteso, i tweet complessivi sono stati quasi 9 milioni, nettamente inferiore rispetto al debutto della squadra di casa quando i tweet furono oltre 12 milioni. Rivelazione della partita sicuramente Guillermo Ochoa, portiere del Messico

    brasile-messico-tweet

    E continuiamo a seguire questi Mondiali di Calcio di Brasile 2014 che riscontrano ogni giorno che passa sempre maggiore interesse su Twitter. E anche il match di ieri sera, quello tra Brasile e Messico, terminato 0 a 0, è stato l’incontro più twittato della giornata. Complessivamente i tweet sono stati 8,95 milioni, decisamente inferiori rispetto alla partita di debutto della squadra di casa quando fece registrare 12,2 milioni di tweet. Protagonista, quindi rivelazione del match, è stato senz’altro Guillermo Ochoa, portiere del Messico, attualmente senza squadra di club, che si è distinto per alcune parate che hanno deciso il match. Non a caso il momento più twittato di tutta la partita è proprio la sua parata su Thiago Silva. Ma vediamo i  dati più importanti.

    brasile-messico-giocatori

    Questi i calciatori più menzionati del match. Per il Brasile @CBF_Futebol:

    1. Neymar Júnior – @neymarjr
    2. Thiago Silva
    3. Fred – Fredgol – @fredgol9

    Mentre per il Messico, @miseleccionmx:

    1. Guillermo Ochoa – @yosoy8a
    2. Chicharito Hernandez – @CH14_
    3. Andrés Guardado

    brasile-messico-picchi-tweet

    Come dicevamo prima, il picco di tweet massimo di è avuto con la parata di Ochoa su Thiago Silva che ha ottenuto 243,379 TPM (tweet al minuto), mentre la fine della partita ha ottenuto 202,418 TPM e la parata di Ochoa sul colpo di testa di Neymar ha collezionato 112,432 TPM.

    Interessante è anche vedere la mappa interattiva dei tweet, dove il verde del Brasile è quasi presente ovunque, ma il rosso del Messico è più forte negli Usa meridionali e occidentali. Da notare come si registri una nuvola di tweet quasi costante in Inghilterra e in parte anche in Spagna.

    brasile-messico-#ochoa

    Questa invece è la mappa relativa all’hashtag #OCHOA che ne raggruppa tutte le mentions elaborato da Twitter Reverb, il nuovo tool che mostra come si sviluppano le conversazioni.

    Questo di ESPN è stato uno dei tweet con il più alto numero di interazioni del match e gioca sul soprannome “Memo” di Ochoa:

    Questo invece è il tweet di World Cup 2014 che incorona Ochoa “The man of the first hal” con una foto che ritrae il portiere mentre para il colpo di testa di Neymar:


    Per quanto riguarda le altre partite della giornata, i tweet di Belgio-Algeria (2-1) sono stati 2,5 milioni, mentre i tweet totali di Russia-Corea (1-1) sono stati 1,1 milioni.

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  • Facebook, 1 miliardo di utenti e lancia la prima campagna video

    Facebook, 1 miliardo di utenti e lancia la prima campagna video

    Facebook ha raggiunto oggi il traguardo più importante della sua storia. Infatti da oggi sul popolare social network vi sono registrati 1 miliardo di utenti. L’annuncio arriva direttamente da Mark Zuckerberg che ha reso noto una serie di altri dati. E per l’occasione è stato lanciato il primo brand video

    “Da questa mattina ci sono su Facebook 1 miliardo di persone che lo usano mensilmente”. Con queste parole Mark Zuckerberg annuncia su Facebook il raggiunto traguardo di 1 miliardo di utenti registrati. Il traguardo è stato ufficialmente superato il 14 settembre scorso. Per l’occasione, Facebook lancia oggi la prima campagna video, pubblicata sul canale ufficiale di YouTube. (altro…)

  • Getty Images, ecco i vincitori dei Grants for Editorial Photography 2012

    Getty Images, ecco i vincitori dei Grants for Editorial Photography 2012

    Getty Images annuncia i vincitori dei Grants for Editorial Photography 2012. I 100.000 dollari in palio sono stati assegnati a quattro fotogiornalisti e al fondo Chris Hondros. Tra i quattro vincitori anche l’italiano Paolo Marchetti

    Paolo-Marchetti-Grants-for-Editorial-Photography-2012Getty Images ha annunciato i nomi dei quattro fotogiornalisti che sono stati selezionati per ricevere un contributo di 20.000 dollari ciascuno, oltre alla collaborazione editoriale con Getty Images, per perseguire i loro progetti di documentazione fotografica. Una sovvenzione di 20.000 dollari è inoltre stata donata al Chris Hondros Fund, in memoria di Chris Hondros, il fotoreporter Getty Images tragicamente scomparso lo scorso anno in Libia. Il contributo sarà destinato a sensibilizzare ed educare il grande pubblico riguardo il fotogiornalismo, oltre a fornire un sostegno diretto sotto forma di borse di studio e premi. (altro…)

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