Tag: community

  • The Videomakers Festival 2011, per i professionisti del video su Userfarm

    The Videomakers Festival 2011, per i professionisti del video su Userfarm

    Userfarm, la piattaforma web per i videomaker, si rinnova e per l’occasione lancia The Videomakers Festival 2011, invitando i professionisti del video a partecipare agli Award, istituiti per valorizzare la professionalità e l’estro dei film-maker. Ed ora è pronta a sbarcare sul mercato anglosassone

    userfarmIn occasione del lancio della nuova piattaforma, Userfarm, il popolare network internazionale di videomaker, promuove The Videomakers Festival 2011, una gara creativa che coinvolgerà i professionisti del video di tutta Europa con  sei awards: Short Film Award; Animation/Motion Graphics Award; Advertising Award; Music Award; Experimental/Video Art Award; Documentaries Award. The Videomaker Festival vuole valorizzare la creatività, l’estro e la tecnica, dei creativi, per farli confrontare con gli esperti e  il pubblico, nell’ambito dei diversi linguaggi filmici, che trovano in Rete un canale di espressione privilegiato e un eccellente campo di sperimentazione. Ma altra novità importante è che Userfarm è pronta per il lancio della piattaforma anche sul mercato anglosassone. (altro…)

  • WindBusinessFactor lancia il contest Mobile APPeal, una app per il business

    WindBusinessFactor lancia il contest Mobile APPeal, una app per il business

    Hai già realizzato un’applicazione mobile o hai un’idea fantastica? E’ il momento di metterla in concorso al Mobile APPeal, promosso da WindBusinessFactor, la piattaforma di business coaching e networking che valorizza e sostiene la crescita delle idee imprenditoriali e delle imprese innovative italiane.

    WindBusinessFactor - Mobile APPealWindBusinessFactor, la piattaforma di business coaching e networking rivolta a startup e nuovi imprenditori, promossa da Wind Business e realizzata dalla social media company TheBlogTV, lancia il nuovo concorso “Mobile APPeal“. Il concorso è rivolto alle nuove idee di business e di impresa legato alle applicazioni per tablet e smartphone.Software house, startup in ambito mobile, team IT, sviluppatori, interface designer e professionisti, hanno tempo fino al 05 dicembre 2011 per candidare una o più applicazioni mobile, sia già lanciate sul mercato e disponibili sugli application store, sia ancora in fase di realizzazione, per candidare le loro idee al nuovo esclusivo contest creato per la community di Wind Business Factor. (altro…)

  • ComparaFinanza.it, il comparatore social di prezzi di prodotti finanziari

    ComparaFinanza.it, il comparatore social di prezzi di prodotti finanziari

    Ha fatto ieri il suo debutto sul web ComparaFinanza.it, il nuovo sistema gratuito di comparazione di servizi finanziari, che si rivolge anche ai più giovani. Parte con il servizio di confronto delle offerte di polizze R.C. auto e punta a divenire a breve la più completa meta web per l’accesso ai prodotti di finanza personale.

    comparafinanza.itAll’avvio, ComparaFinanza.it consente di confrontare oltre 20 assicurazioni R.C. auto e di acquistare direttamente online la polizza più conveniente, mostrando le condizioni e le offerte migliori in maniera chiara, trasparente e imparziale. Ma siamo solo all’inizio: il servizio si aprirà a breve anche ad assicurazioni moto, casa, viaggi, salute, oltre che alla comparazione di mutui, conti correnti e prestiti. Nato dall’idea del giovane manager italo-olandese Robin Daina, ComparaFinanza.it si rivolge alla fascia di utenti 35-54 anni, indicata dalle ricerche come quella di riferimento per i prodotti di finanza personale, ma – primo tra i comparatori del settore – vuole parlare anche ai più giovani (18-35 anni). (altro…)

  • Smart Football Challenge, con Fubles e adidas il futuro del calcio è già in campo

    Smart Football Challenge, con Fubles e adidas il futuro del calcio è già in campo

    Oggi è stata presentata un’iniziativa davvero speciale riservata ai membri di Fubles, la prima community in Europa per gli amanti del calcio giocato, per provare direttamente sui campi da calcio la nuova e rivoluzionaria adizero f50, sotto gli occhi di Alessandro del Piero

    fublesSi è tenuta oggi la prima partita dello Smart Football Challenge, un’iniziativa organizzata da adidas in collaborazione con Fubles e riservata esclusivamente ai membri del social soccer network più frequentato d’Italia. adidas ha infatti scelto di rivolgersi a Fubles per far provare agli appassionati di calcio la nuova scarpa da calcio adizero f50, dotata del rivoluzionario sensore miCoach SPEED_CELL™. (altro…)

  • Twittervista a Cristina Simone, social girl tra glamour, SMM e #nofreejobs

    Twittervista a Cristina Simone, social girl tra glamour, SMM e #nofreejobs

    La protagonista di questa settimana è Cristina Simone (aka @cristinasimone), giovane “Social Media Cosa…”, come tutte le sue bio riportano, e docente di Social media & community management allo IED.  Come di consueto domande e risposte in 140 caratteri su #nofreejobs, prospettive future e molto altro. Partiamo!

    Ciao cara (così ti infastidisco da subito) e benvenuta!

    Grazie Emma, vedo che hai letto quello che non mi piace nel mio blog [occhiolino]

    Ovvio che sì, bisogna informarsi bene prima di un’intervista!

    Bene, già mi piaci!

    Sei la nostra prima donna twittervistata! Esprimi con un tweet le tue emozioni a questa notizia usando l’hashtag #emy_twforpresident

    Le #socialgirls hanno fatto centro ancora una volta. #emy_twforpresident

    [momento di riflessione]

    e poi si sa che le ragazze sul web e sui social sono più brave dei maschietti.

    Da subito polemica! Brava!… Cambiamo argomento, presentati ai nostri lettori

    Sono una #socialgirl. Il mio lavoro è la mia passione: i social media. Sono anche blogger. Googlate il mio nome per stalkerarmi meglio.

    Chi tra i tuoi follower lo farà per primo secondo te?

    Se sono miei follower mi hanno già stalkerata! Probabilmente i nuovi…

    Facciamo un giochino (crudele). Se dovessi rinunciare a una di queste cose, a quale rinunceresti? Bici, iPhone, borsa Luis Vitton o Twitter?

    No ma sei crudele…mmm, rinuncerei a twitter, perché potrei usare cmq l’iPhone. Utilizzerei hootsuite!

    So che collabori per il blog di tua sorella  Anna, EcoSpiragli…da fashion victim dichiarata quale sei, com’era vivere con un’ecologista?

    All’inizio le davo molto retta, ma ora la seguo e le chiedo consigli per vivere in modo più eco.  Ad esempio ora uso solo creme biologiche

    Sul tuo blog ti definisci #influenzer di professione… il tuo babbo cosa ne pensa?

    Non ha ben capito il mio lavoro, negli ultimi giorni sono stata citata su alcuni quotidiani online e va in giro dicendo che sono una giornalista!

    Restiamo in tema, tutti ti cercano perché creatrice dell’hashtag #nofreejob, puoi spiegare di cosa si tratta a chi se lo fosse perso?

    Un movimento nato per sensibilizzare tutti, soprattutto, i neo-lavoratori sul fatto che lavorare gratis non serve a niente.

    Cosa hai pensato quando hai letto il post di stronco su wikiculture “Caro blogger, ti pago 20 euro al mese e tu mi scrivi 40 pezzi”?

    Un misto tra dispiacere e incaxxatura (si può dire?). Spesso ho notato che le professioni sul web sono un po’ bistrattate.

    Facciamo qualche esempio, tweetta una proposta di lavoro sottopagato che hai ricevuto.

    Personalmente non ne ho ricevute, posso citare una che mi ha riferito mia sorella?

    Certo!

    “Collabora con noi, un articolo al giorno pagato 2€ lordi”

    L’ha accettata?                                             

    Assolutamente no! Le ho detto che non le avrei più parlato! Se vuoi essere un professionista non puoi accettare di non essere pagato

    Che cosa vuoi dire a chi si sente costretto ad accettare proposte simili o peggiori?

    Fino a quando c’è la domanda ci sarà l’offerta. Iniziate a non accettare proposte di lavoro gratis, così potremo cambiare le cose

    infografica-nofreejobsL’infografica* creata con @SimoneCinelli, @WebinFermento, @NadiaPlasti, @ggferrara evidenzia la velocità di diffusione di #nofreejobs:  te l’aspettavi? [*clicca sull’infografica qui a lato per ingrandirla]

     

    Assolutamente no! Né mi aspettavo tutti gli articoli che ne hanno parlato (per ora ne abbiamo contati 40) in meno di una settimana

    Cosa  caratterizza No Free Jobs?

    Il fatto che vorremmo diventare un movimento di sensibilizzazione al cambiamento, partendo dalla protesta per andare oltre.

    Quali sono i rapporti con altre iniziative simili?

    In tanti ci hanno chiesto di collaborare e in futuro l’obiettivo sarà quello di collaborare con tutti gli altri movimenti già esistenti

    @jul_x (citato per “Gratis non si lavora. Si ozia”) auspica che #nofreejobs  non diventi un progetto promozionale, a cosa si riferisce?

    Gliel’ho chiesto su twitter, ma non ho capito. Lui mi ha risposto “prevenire è meglio che curare”

    Da qualche giorno avete anche un sito, come avete intenzione di utilizzarlo? Come andrà avanti #nofreejobs?

    Tante idee in cantiere! Il sito avrà un blog multiautore, la possibilità di scaricare badge, pubblicare annunci #nofreejobs e poi stiamo lavorando sulla geolocalizzazione

    Tornando a parlare di te ma sempre in termini “lavorativi”, preferisci il lavoro da casa o in ufficio?

    Mi piacerebbe farli entrambi… ci sono pro e contro da ambo le parti.

    La tua scrivania: Mac o PC? Thé o caffè? Pupazzetti o oggettini vari dal design meraviglioso ma di cui non si sa bene quale sia il dritto?

    Mac, tante penne, post-it colorati, iphone e carica iphone e tictac.

    Quando eri bambina cosa sognavi di diventare da “grande”? Non dire “l’influenzer” perché non ti credo…

    La professoressa e un pò lo sto facendo. Ho un corso tutto mio in SM & community management al master triennale IED di marketing.

    Pensando a #nofreejobs completa la frase “Condivido per…” scegliendola dal nostro album InTime

    Condivido per…cambiare

    E come @CristinaSimone cosa avresti scelto?

    Condivido per…informare

    Cristina ti ringrazio è stato un piacere, saluta tutti con un motto “digital-fashion-geek”

    Grazie a te @emy_tw , le socialgirls cambieranno il mondo (sperem!)

     

    [Credits foto: © Andrea Palumbo]

  • La storia del social commerce [infografica]

    La storia del social commerce [infografica]

    Vi segnaliamo questa interessante infografica che traccia le tappe più importanti riguardo al social commerce, ossia fare e-commerce attraverso gli strumenti del web 2.0, come facebook o twitter. E si parla di cifre enormi

    Social CommerceSi dice, ma con il supporto di fatti concreti, che nei prossimi dieci anni il marketing cosiddetto digitale crescerà di ben sei volte arrivando a toccare cifre come 300 miliardi di dollari e la metà di questa enorme cifra verrà proprio dal social commerce, fenomeno ancora tutto da conoscere ma che ha enormi potenzialità. Nel nostro paese qualcosa cominica a vedersi e qualche tempo fa vi avevamo segnalato l’esempio di Freddy che ha aperto il suo social commerce sulla propria pagina Facebook. Ma guardiamo insieme più in dettaglio quali sono le tappe più importanti del social commerce, sin dalla sua prima apparizione, con l’aiuto di questa interessante infografica ad opera di Useful Social Media.

    La prima volta che il social commerce ha fatto la sua comparsa era il 2007, appena quattro anni fa, con il lancio di Facebook Gifts ed ha raggiunto il punto più alto finora con il lancio e l’esplosione in termini di risultati di Groupon nel 2010.

    Dicevamo prima di Freddy, come esempio nostrano di f-commerce, cioè fare social commerce attraverso facebook, ma ci sono anche aziende tra le più grandi del mondo quali Coca Cola, Disney, Starbucks che utilizzano la piattaforma creata da Mark Zuckerberg per vendere i loro prodotti. E lo stesso Zuckerberg dice, a proposito del social commerce, che “se provassi a indovinare, il social commerce è il prossimo settore che crescerà a dismisura”.

    Se qualcuno sta pensando di organizzare il proprio social commerce, sarebbe il caso allora di dare un’occhiata a questa inforgrafica realizzata da Useful Social Media che mostra tutte le tappe e gli esempi, sebbene di grandi aziende, che possono tornare utili a tutti e prendere contatto col fenomeno.

    Va detto che se il social commerce è l’evoluzione dell’e-commerce nel senso del web 2.0, è vero anche che con questa modalità di vendita si va verso una maggiore interattività e partecipazione con e verso i propri clienti, attraverso blog, sistemi wiki e la condivisione di articoli scritti dai membri delle community. Ed è anche il caso di sottolineare che il social commerce centra in pieno una delle tesi del Cluetrain Manifesto e cioè:

    I mercati sono conversazioni

  • LifE in frame by Eridania, l’app per stop motion

    Iniziativa interessante quella che vi segnaliamo oggi, ossia la nuova applicazione per lo stop motion che Hibo-Digital Company ha realizzato per Eridania. Un modo per ringiovanire il brand ma anche un modo per condividere sui social network. Si chiama LifE in frame e vediamola nel dettaglio.

    LifE in frameE’ on line “LifE in frame”, la nuova app per lo stop motion ideata da Hibo- Digital Company per conto di Eridania. A partire dal concept di vitalità legato al leader del mercato della dolcificazione in Italia e dall’obiettivo di ringiovanire l’immagine del brand, Hibo ha realizzato la prima app gratuita per iPhone e iPad che permette di trasformare i momenti di vita quotidiana in un video in stop motion da condividere con gli amici su Facebook e Twitter. LifE in frame sfrutta a 360° i meccanismi di coinvolgimento e di viralità 2.0: i video creati dagli utenti possono essere infatti condivisi mediante l’app sui principali social network e raccolti sul sito ufficiale www.lifeinframe.it che ha l’obiettivo di trasformarsi in una vera e propria community per gli appassionati del settore. La strategia ideata da Hibo, ed in cui si inserisce “LifE in frame”, prevede infatti un forte coinvolgimento “dal basso” attraverso la generazione di contenuti da parte degli utenti e che portano la firma di Eridania. Ecco nel dettaglio le principali features di LifE in frame. (altro…)

  • “Il tuo video per farne parlare”, Identità digitale e Privacy online

    Una giuria, composta da Vodafone Italia, UserFarm — piattaforma internazionale di video crowdsourcing — e Omnicom Media Group, ha selezionato i video vincitori della gara creativa “Il tuo video per farne parlare”. Una gara creativa per spiegare la privacy online agli adolescenti

    UserFarm, Vodafone Italia e Omnicom Media Group annunciano i video selezionati nella gara creativa “Il tuo video per farne parlare”, a cui hanno partecipato i videomaker della community di video crowdsourcing di UserFarm Italia. I creativi sono stati invitati a realizzare un video originale, positivo e divertente, che potesse parlare ai ragazzi tra gli 11 e i 19 anni e capace di informare e sensibilizzare sui temi della sicurezza online e della navigazione consapevole. Il videomaker Rupfabrica, ha realizzato il video che è stato selezionato dalla giuria sulla base della corrispondenza agli obiettivi della gara creativa, della pertinenza alle linee guida del brief proposto, dell’originalità e creatività con le quali la tematica scelta è stata affrontata e della qualità tecnica del video, che verrà retribuito con un compenso di 10.000 euro. (altro…)

  • Enterprise 2.0, le aziende italiane usano poco il social networking

    Da una ricerca condotta su un campione delle principali aziende italiane, emerge un quadro eterogeneo sull’evoluzione organizzativa e tecnologica trainata dagli strumenti e dai principi dell’Enterprise 2.0. Nonostante la conquista del mondo consumer, non attecchiscono ancora gli strumenti di Social Network & Community

    Enterprise 2.0 - Social networkLe aziende italiane conoscono i nuovi strumenti dell’era 2.0 ma stentano a usarli. Iniziano a conoscerne i benefici ma non sfruttano appieno le opportunità. E, in questo modo, rischiano di fermarsi a uno stato embrionale senza riuscire a fare quel salto di qualità nelle perfomance aziendali che caratterizza alcuni casi eccellenti. Tanto rumore per nulla, verrebbe da dire. Ma non sempre è così: ci sono innovazioni reali in cui l’applicazione dei principi e degli strumenti dell’Enterprise 2.0 cambia i processi, le relazioni e i comportamenti. Con la concretezza dei loro benefici, queste iniziative testimoniano la rilevanza di un cambiamento che può e deve essere calato nei diversi processi di business. Questo quanto emerge dai dati presentati ieri al Politecnico di Milano durante il convegno “Enterprise 2.0: è il tempo del fare!” organizzato dall’Osservatorio Enterprise 2.0. Giunto al quarto anno, l’Osservatorio Enterprise 2.0 con questa Ricerca si è posto l’obiettivo di approfondire le “best practice dell’innovazione” per identificare i fattori critici di successo che hanno contraddistinto l’eccellenza di alcune aziende nell’evoluzione verso l’Enterprise 2.0 e valutare l’impatto sui processi di business e sui modelli di servizio delle principali Line of Business.

    Nell’analizzare le iniziative in corso e i loro impatti sull’organizzazione, ai pareri di 113 Chief Information Officer delle principali aziende italiane, la Ricerca ha affiancato quest’anno quelli di oltre 130 Responsabili delle Direzioni aziendali (Marketing, Commerciale, Comunicazione interna, Operations, Acquisti, Amministrazione e controllo). Allo scopo di valorizzare e diffondere i casi di eccellenza, inoltre, l’Osservatorio ha promosso gli “Enterprise 2.0 Innovation Award” per premiare e dare visibilità alle aziende che si sono maggiormente distinte nell’utilizzo degli strumenti e dei principi dell’Enterprise 2.0 per cambiare processi, relazioni e comportamenti, ottenendo benefici concreti e misurabili.

    Ma quali sono gli ambiti applicativi 2.0 più utilizzati dalle aziende italiane e quanto impattano sui processi, sui comportamenti organizzativi delle persone e sulla gestione della conoscenza e delle informazioni?

    Ambiti come la Unified Communication & Collaboration e il Mobile Workspace sono ritenuti ad esempio molto rilevanti da circa la metà del campione e registrano investimenti medi significativi e in crescita, trovando un potente fattore di stimolo nella diffusione dei device mobili come smartphone, PDA, netbook e New Tablet. Proprio lo smartphone risulta ancora il più diffuso, soprattutto per il Top e il Middle Management che lo utilizzano per accedere ad applicazioni di mobile office, di comunicazione istituzionale e a semplici servizi di collaboration e community, mentre i PDA/palmari sono i principali strumenti utilizzati dalla Field Force. L’adozione dei New Tablet risulta in netta crescita, ne parlavamo anche ieri qui su questo blog, in quanto tre aziende su quattro hanno già introdotto questi dispositivi nella propria organizzazione (47%) o hanno intenzione di farlo in futuro (27%).

    E ora arriva la nota dolente.Gli strumenti di Social Network & Community, considerati strumenti rilevanti solo da un terzo del campione, registrano investimenti e trend in crescita che tuttavia, per quanto positivi, non fanno prevedere forti accelerazioni per il prossimo futuro. Interessante notare come proprio questi ultimi, che hanno conquistato il mondo consumer cambiando la modalità di comunicazione e socializzazione di intere generazioni, trovino le maggiori resistenze alla penetrazione nelle imprese le quali faticano a sfruttarne le potenzialità e a integrarli nei loro processi di business. Sappiamo che non è una sorpresa, ma siccome è da almeno da tre anni che scriviamo di queste cose, speravamo in qualcosa in più, invece non è ancora così.

    Analogamente, pur a fronte di investimenti e trend di crescita significativi in piattaforme di Enterprise Content Management, le imprese introducono e utilizzano in modo limitato (meno di un terzo del campione) gli strumenti più innovativi di Rich Enterprise Communication come videosharing, RSS, corporate blog, web tv, etc.

    A influenzare ancora fortemente la presenza e l’entità degli investimenti, nonostante la diffusione e la relativa facilità di accesso, troviamo la dimensione dell’impresa e il settore di appartenenza. Si investe maggiormente nelle aziende con più di 500 dipendenti e nel settore Finance. Tra quelle con budget inferiori, invece, significativi trend di crescita, si osservano nei settori ICT/Telco/Media, Chimico/Farmaceutico e Tessile/Abbigliamento.

    enterprise 2.0 italiaConcentriamoci più su questo grafico. In termini di benefici, i responsabili della Comunicazione interna evidenziano impatti radicali dell’Enterprise 2.0 soprattutto sulla comunicazione informativa (29%) e operativa (27%). Oltre a utilizzare strumenti di Unified Communication and Collaboration, ci sono forum e blog, podcasting e videosharing, RSS e widget. Significativo anche l’utilizzo di device mobili, in particolare da parte del Top Management, per ricevere la comunicazione istituzionale e accedere ai cruscotti gestionali e alla documentazione operativa.

    Le Direzioni Commerciali utilizzano applicazioni 2.0 soprattutto sulla gestione della forza vendita (46%) e in alcuni servizi post vendita (8%). Maggiormente usati Unified Communication e live collaboration ma anche i device mobili e i servizi di community e collaboration.

    Le Direzioni Marketing utilizzano strumenti 2.0, prevalentemente in attività di analisi e segmentazione dei clienti (20%) attraverso il monitoraggio dei comportamenti di acquisto e dei profili personali sui Social Network, l’implementazione e la misura delle campagne commerciali (30%). Nei casi più avanzati c’è un utilizzo rilevante di strumenti di web sentiment analysis, forum e blog, videosharing e web tv. I dispositivi mobile sono usati in circa la metà del campione per accedere alla documentazione operativa.

    Nelle Direzioni Operations gli strumenti 2.0 abilitano soprattutto attività maggiormente operative come la gestione delle consegne (alto impatto nel 44% del casi), della produzione (34%), dei magazzini e trasporti. Gli strumenti di Unified Communication e live collaboration sono utilizzati per il supporto a team interfunzionali con alcuni casi interessanti di utilizzo di 3D collaborative environment, affiancato da social network interni (per evidenziare le competenze e i progetti delle diverse persone).

    Nelle Direzioni Amministrazione e controllo è preferito l’utilizzo per planning e reporting, contabilità esterna e contabilità analitica, attraverso l’utilizzo di strumenti più tradizionali di Unified Communication e Live Collaboration e accesso a cruscotti gestionali e documentazione operativa attraverso dispositivi mobile.

    Infine le Direzioni Acquisti utilizzano strumenti 2.0 in attività come la gestione degli ordini, dei documenti di trasporto e delle richieste d’acquisto dei fornitori, con benefici relativi alla riduzione dei costi e tempi del ciclo passivo. Non sono molti gli strumenti utilizzati in modo rilevante, ma fra quelli più diffusi vi sono Unified Communication e Project Centric Collaboration.

    Per quanto la rilevanza delle iniziative Enterprise 2.0 sia percepita elevata e in crescita, l’analisi di diversi livelli di maturità può essere interpretata alla luce di quattro elementi fondamentali:

    • la leadership del Top e Middle Management nel promuovere le iniziative Enterprise 2.0, nel definire una vision comune e nell’influenzare i membri dell’organizzazione a modificare il loro comportamento;
    • la strategia in termini di piani e modalità di introduzione di iniziative Enterprise 2.0 e coinvolgimento dei diversi attori aziendali alla loro definizione;
    • la governance sia di sviluppo che di gestione delle iniziative in termini di ruoli, livello di partecipazione dei membri dell’organizzazione e policy di utilizzo degli strumenti;
    • gli strumenti 2.0 adottati.

    A una limitata attenzione verso questi elementi sono imputabili molti fallimenti e, soprattutto, il numero molto elevate di iniziative che, nonostante la buona volontà e l’entusiasmo iniziale restano ad un livello di sperimentazione o di utilizzo superficiale.

    L’esperienza dei casi di successo analizzati evidenza che per passare dalle sperimentazioni ai “fatti” occorre:

    • impostare la Governance di questi progetti con particolare attenzione alla partecipazione del management di business, facendo comprendere che è possibile creare valore e ottenere benefici concreti sui processi;
    • inserire e far crescere al proprio interno nuovi ruoli e professionalità che siano in grado di accompagnare e gestire il cambiamento organizzativo, e questo è un concetto molto caro non solo a noi ma a molti;
    • fornire strumenti di immediata utilità operativa, in grado di integrarsi fin da subito con i processi di business, arricchendoli di funzionalità social per migliorarne le prestazioni;
    • sfruttare il potenziale di “presa” sugli utenti dei nuovi device mobili, smartphone e tablet, per una strategia realmente multicanale in grado di raggiungere anche target non abituati o impossibilitati a utilizzare computer e notebook;
    • definire un percorso di evoluzione degli strumenti che accompagni lo sviluppo della cultura organizzativa, comprendendo quali possano essere gli elementi maggiormente motivanti per abilitare dinamiche sociali e di collaborazione presso il personale interno.

     

    Questo post è stato pubblicato anche su Cisco Idea Impresa