Eccoci giunti al nostro immancabile appuntamento settimanale: il protagonista della chiacchierata in tweet questa volta è Riccardo Mares (aka @merlinox) programmatore, web e app developer, SEO specialist, nonché papà 2.0 di @lucabirillo. Risposte divertenti e tanti spunti interessanti, tutti rigorosamente a portata di tweet. Buona lettura!
Ciao Riccardo e benvenuto, oggi dimostreremo che Veronesi e Rodigini possono parlarsi senza scannarsi e senza l’uso del dialetto!
Podemo provarghe, basta ca te fài ea brava.[traduzione: Possiamo provarci, basta che fai la brava]
Parliamo di te, un altro specialista con origini venete…che la passione per il web sia trasmissibile geneticamente?
Recenti studi testimoniano che ci sono delle modifiche genetiche durante la vita che si trasmettono. Segnati di domandarlo a @lucabirillo… (altro…)
Grazie al rapporto GlobalWebIndex, curato da Trendstream, “Social Media Adoption in Italy. Knowing your customer”, siamo in grado oggi di avere una fotografia reale, con dati interessanti, di quello che è lo stato dei social media in Italia
Da sempre interessati a conoscere dati, statistiche e numeri che ruotano attorno ai social media e documentando di volta in volta su questo blog quelli che sono i report e le indagini più interessanti su questi argomenti, riconosciamo di essere stati un pò latenti nel dare dei dati che riguardassero più da vicino lo stato dei social media in Italia. Questo in quanto esistono pochi rapporti in questo senso. Ma oggi siamo in grado di avere questi dati che ci vengono offerti dall’interessante studio GlobalWebIndex, il più grande studio al mondo sul rapporto tra i consumatori e la rete, e curato da Trendstream, per la parte riferita all’Italia, “Social Media Adoption in Italy. Knowing your Customer“, i quali ci offrono dati e spunti interessanti. Prima di passare ad un esame più o meno dettagliato, va detto che abbiano conferma che gli italiani sono tra i più assidui frequeantatori di social network in Europa, anche più dei tedeschi. (altro…)
Eccoci alla seconda twittervista di questa rubrica che accompagnerà i vostri sabato. Questa volta abbiamo chiacchierato con Stefano Quadraro (aka @stequad), Project Manager sempre di corsa. Domande e risposte in 140 caratteri come sempre!
Ciao e benvenuto, presentati con un tweet inserendo uno dei #tt (trend topic) di oggi.
Ciao, mi chiamo Stefano Quadraro e non ho ancora aggiornato l’#iOS 5.01 perchè non trovo più il cavetto!
Leggo che Il tuo motto è “twitto ergo sum”, hai altre citazioni preferite da modificare in versione 2.0?
Mmhh… Alzati e Twitta! Share is happiness! Social è chi social fa! Continuo con le scemenze? (altro…)
L’evento che tutta la blogosfera italiana ha ormai da qualche anno eletto come appuntamento da non perdere ha decretato i vincitori dell’edizione 2011. Grande successo anche per la seconda edizione dei Tweet Awards 2011
Con la consegna degli ormai ambiti premi Macchianera Blog Awards 2011 si chiude la Blogfest che anche quest’anno si è svolta a Riva del Garda con un grande successo di pubblico. La consegna dei premi, che ricordiamo avviene dopo un processo di selezione e votazione che si sviluppa interamente sulla rete, ha anche quest’anno decretato qualche sorpresa, non sempre positiva, ma anche molte gradite conferme. All’interno di questa manifestazione si è tenuta anche la consegna dei Tweet Awards 2011, i premi ai twitteri che più si sono distinti durante l’anno. Da segnalare il premio consegnato a Nicola Savino, come miglior twittaro Vip, e a Einaudi Editore, per la migliore comunicazione su Twitter. Ma vediamo i premi più importanti e i vincitori. (altro…)
Certo non stiamo parlando di user, ma è sempre un dato da considerare. Twitter ha raggiunto un traguardo importante e cioè che durante la giornata si susseguono mediamente al giorno 200 milioni di tweets. Solo lo scorso anno erano 65 milioni di tweets al giorno.
Ormai è un periodo in cui si danno i numeri. Siamo a metà anno e si comincia a tirare qualche somma, anche per conoscere sempre di più riguardo ai fenomeni che stanno caratterizzando i momenti attuali sulla rete. E parliamo di Twitter. Dal blog ufficiale del popolare social network viene diffusa la notizia che mediamente al giorno si toccano i 200 milioni di tweets. Solo l’anno scorso erano 65 milioni. Una montagna di tweets è il caso di dire. Quasi un miliardo e mezzo di tweets a settimana. Ma avete idea di quanti siano 200 milioni di tweets al giorno? Ve lo diciamo subito, anzi lo prendiamo la risposta pari pari dal blog di Twitter. Qualcosa come 10 milioni di pagine di un libro! (altro…)
Ecco il video ufficiale di Spreaker, il servizio web che permette agli utenti di diventare abili deejay ma non solo. In questo video si spiega il funzionamento del servizio con dei simpatici personaggi. Guardate!
Argomento sempre più sentito quella della Reputazione aziendale, soprattutto riferito alla reputazione online che ha allargato la dotazione degli strumenti per gestirla sulla rete. Ne parleremo in un convegno organizzato da VeronaIn Lab e da FacoltàdiComunicare.
Tutte le aziende ambiscono ad avere una reputazione sempre positiva e non potrebbe essere diversamente. Riuscire a trasmettere un’immagine positiva della propria attività, del proprio modo di operare, ma soprattutto del modo di comunicare penso che sia ciò che ogni azienda desideri. Purtroppo non è sempre facile e allora è necessario adottare delle opportune strategie ed anche degli strumenti che, tra l’altro, la rete mette a disposizione di tutti. L’incontro/dibattito organizzato da VeronaIn e da FacoltàdiComunicare, Università degli studi di Verona, Facoltà di Lettere e Filosofia, che si terrà presso Monumento di Porta Palio – Sala Giavoni, il 19 Maggio 2011 alle ore 18, affronterà questo argomento, dal titolo “Reputazione aziendale, Modi o Mode? Integrazione di linguaggi e strumenti per la comunicazione d’impresa“, trattandolo in maniera ampia, partendo da una considerazione che fa da sfondo all’intera manifestazione. E cioè che alla base di qualsiasi strategia è necessario avere dei buoni contenuti e saperli gestire, affinchè si possa ottenere un ritorno di immagine positivo. E’ un processo che va coltivato, e va curato, e non va concepito come automatico. Sarebbe un errore. (altro…)
Anche Microsoft Italia, per la prima volta, decide di puntare sull’user generated advertising e lo fa affidandosi a TheBlogTV e alla sua community di creativity and content crowdsourcing: UserFarm. Pronti a partecipare!
“Pronto? Ti vedo!” con Windows Live Messenger di Microsoft. E’ questo il titolo della Call to Action scelta dalla Microsoft, in collaborazione con UserFarm di TheBlogTV, per ingaggiare gli utenti finali, e farsi raccontare il mondo della videochiamata in Alta Definizione (HD) da chi la usa quotidianamente per restare in contatto e comunicare con i propri amici. Con questo progetto, Microsoft Italia conferma nuovamente il costante impegno volto ad ascoltare le esigenze degli utenti finali, aprendo una finestra di dialogo e confronto sulle esigenze ed esperienze dei consumatori che ogni giorno usano la tecnologia per comunicare e divertirsi. (altro…)
Ancora una volta Twitter gioca un ruolo fondamentale com servizio utile per informare e consentire le comunicazioni anche in situazioni difficili come nel caso del Terremoto in Giappone.
La tragedia del terremoto e dello tsunami in Giappone ha sconvolto il mondo intero e anche il web. Sin da subito la rete, come già accaduto in altre tragedie simili, ha giocato un ruolo importantissimo nel cercare di rendere possibili le comunicazioni. Già durante, ma anche dopo, tutte le reti telefoniche in Giappone hanno subito un sovraccarico, non solo a causa dei danni, ma anche per il flusso enorme da gestire. Tutte le connessioni a internet, a differenza di quello che si poteva immaginare, hanno retto all’evento e hanno permesso a molte persone di comunicare attraverso i social media. Un ruolo fondamentale in tutta questa situazione di emergenza, l’ha giocata Twitter, forte anche della sua enorme popolarità e diffusione proprio in Giappone.
E’ stato calcolato che nelle ore immediatamente il terribile terremoto si è arrivati a 1200 tweet al minuto, un numero impressionante che ci danno il polso della situazione. Twitter Japan ha avuto un ruolo sociale molto importante dando la possibilità dando la possibilità di diffondere notizie e informazioni fornendo hashtag specifici, come: #Jishin per le informazioni generali, #J_j_helpme per le richieste di soccorso, #Hinan per avere informazioni sulle evacuazioni, #Anpi per ottenere informazioni sulla sicurezza di persone e luoghi, #311care per avere informazioni sanitarie.
Il grafico qui di fianco, da Topsy, ci illustra il volume di tweet contenenti alcuni di questi hashtag, tra cui il più comune, #Jishin, il tag del terremoto per le informazioni generali.
L’uso diffuso di Twitter in Giappone, dove è più popolare di Facebook, come dicevamo prima, si è dimostrato essere veramente utile in situazioni come queste. Ricordiamo anche analoga funzione che sempre twitter ha giocato in occasione di un altro terribile terremoto come quello del Cile un anno fa. Naturalmente, le persone anche usato anche altri mezzi di comunicazione, come Facebook, Skype, e soprattutto Mixi, il più grande social network in Giappone.
Oltre ad aiutare le comunicazioni dirette all’interno, da e per il Giappone, c’è un altro aspetto che va considerato. E cioè che Twitter si è rivelato utile per raccontare a tutti ciò che stava avvenendo, per informare e sensibilizzare. Per avere un’idea ancora più chiara relativa al traffico enorme che si è registrato attorno all’evento, ecco un altro grafico Twitter, sempre da Topsy, che mostra la potenza delle comunicazioni su Twitter. Esso elenca tutte le menzioni su Twitter, non solo all’interno del Giappone, e mostra la grandezza delle comunicazioni avvenute su Twitter.
Ancora una volta, allora, per tornare a quello che dicevamo in apertura di questo post, la rete si è dimostrata un aiuto essenziale, riuscendo a svolgere un ruolo sociale fondamentale consentendo comunicazioni a tutti i livelli. E’ un’ulteriore conferma che la rete e i social media sono anche questo, cioè strumenti utili e fondamentali anche in situazioni tragiche come queste.
Volevo sottolinearlo questo aspetto, perché la rete, i social media, Facebook, Twitter, entrano ogni giorno sempre di più nelle nostre vite. Nel bene e nel male. Dimostrando però di essere sempre all’altezza della situazioni come strumento sempre più spesso alternativo agli strumenti di comunicazione tradizionali.
Un interessante articolo apparso sul New York Times mette in risalto il fatto che i giovani usano i blog sempre di meno usando molto di più twitter o facebook. E’ la fine dei blog?
La fine dei Blog?
Se ne parla ormai da un pò di tempo del fatto che l’uso dei blog starebbe perdendo interesse tra i navigatori della rete, veicolando i propri pensieri, contributi, messaggi sul web attraverso i social media. Il microblogging, twitter per intenderci, ossia il concetto di mandare un messaggio in 140 caratteri, supera il concetto stesso del blog. Almeno così sembra e in questo articolo pubblicato sul sito e sulla versione cartacea del New York Times si mette in evidenza come i giovani desiderano raggiungere il proprio pubblico attraverso i social media, perchè sicuri che il loro messaggio, contenete video, foto, sia sicuramente visto.
La Internet e American Life Project del Pew Research Center ha registrato che dal 2006 al 2009, il blogging tra i ragazzi di età compresa tra i 12 e i 17 anni si è dimezzato, ora il 14 per cento dei bambini di quelle età che usano Internet hanno un blog. Nella fascia di età compresa tra i 18 e i 33 anni il blogging è sceso di due punti percentuali nel 2010 rispetto ai due anni precedenti.
Image by jgarber via Flickr
Molti di quelli che si definiscono ex-bloggers, dicono che hanno abbandonato il blogging perchè stufi di passare il tempo a scrivere lunghi post che poi nessuno avrebbe letto; altri invece dicono che non aveva più senso continuare perchè è più semplice mantanere rapporti coi propri contatti attraverso i social network. Ma non si corre il rischio di parlare di due cose differenti? O meglio, sarebbe anche interessante sapere, da questi ex-blogger, quale fosse il motivo per cui hanno aperto un blog, quale obiettivo si proponevano. Il problema di veicolare i propri messaggi esiste, ma va affrontato in maniera diversa. Non credo che Arianna Huffington nel creare il suo blog, The Huffington Post, non si sia posta il problema di come raggiungere il più vasto pubblico per comunicare le sue notizie. E vedi com’è finita. The Huffington Post è stato venduto ad AOL per 315 milioni di dollari, essendo diventato un vero e proprio sito di news online, con milioni di visitatori al giorno. Certo, chi vuole aprire un blof lo fa per svariati motivi, anche solo per il paicere di scrivere e non per la necessità di essere letti da milioni di persone. Va considerato anche questo.
E’ vero che oggi per essere connessi col mondo non è necessario avere un blog, facebook e twitter mettono in condizione chiunque di poter comunicare col mondo intero. Ma come dice anche Elisa Camahort Page, co-fondatrice di BlogHer, un blog dedicato alle donne molto conosciuto negli Usa, il blog rimane il luogo più adatto per approfondire una discussione.
Image via CrunchBase
In tutto questo, sembra che alcuni servizi che hanno cominciato ad offire per primi servizi di blogging, come Blogger o LiveJournal, stiano cominciando ad accusare questo cambiamento. Molti utenti di questi servizi sembrano preferire per esempio Tumblr perchè è più veloce per inserire contenuti senza necessariamente scrivere lunghi post e poi è anche comodo per l’inserimento di foto. Un servizio di blog come WordPress invece sembra non accusare alcuna crisi. Toni Schneider, amministratore delegato di Automattic, la società che commercializza il software di blogging WordPress, spiega che WordPress è per lo per i blogger più seri ed esperti, non per giovani principianti che poi abbandonano per i social network.
Dal mio modo di vedere, facebook e twitter non sono diventati tutto ad un tratti nemici del blog. Anzi essi sono strumenti che aiutano il blogging, non lo uccidono. Molti blogger li usano per meglio diffondere i propri post, per coinvolgere un numero maggiore di lettori sul proprio blog. Cosa che faccio anch’io. Sono strumenti che si usano per attrarre più lettori possibili. Poi ognuno fa le considerazioni che crede, usando twitter e facebook piuttostoo che avere un blog. Ma molto risiede in quello che si vuole fare. Se voglio diffondere contenuti, video o foto, per avere un riscontro immediato, senza approfondimento, allora il blog non credo sia la scelta giusta. Se voglio creare una discussione, approfondire un argomento, parlare ad un pubblico di questa o quella tematica, o più semplicemente scrivere per il gusto di farlo, ecco che il blog rimane la scelta più adeguata e viva.
Qualche mese fa avevo parlato in un altro articolo dell’enorme numero di blog presente nella rete, che in quell’occasione era di oltre 145 milioni. Oggi, secondo i dati sempre aggiornati da BlogPulse, i blog sono oltre 156 milioni con una crescita nelle ultime 24 ore di 75,450 blog. Non mi sembra che siano pochini, no?
E voi che ne pensate di questa discussione? Usate più un blog o i social network per veicolare i vostri contenuti? Fatemi sapere!
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