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  • L’Italia che comunica nel 2024 tra social media, IA e Tv

    L’Italia che comunica nel 2024 tra social media, IA e Tv

    Il 19° Rapporto Censis sulla Comunicazione rivela come il digitale, l’IA e i social media modellino la comunicazione in Italia nel 2024. Resistono ancora la TV e radio.

    Si è tenuta ieri la presentazione del 19° Rapporto sulla comunicazione Censis. Un momento importante per comprendere la relazione degli italiani con gli strumenti di comunicazione, sempre più orientati verso il digitale.

    È da evidenziare il fatto che il rapporto continua a parlare, dopo dieci edizioni, di ‘era biomediatica’. Per riferirsi a quella dimensione digitale, social media e non solo, attraverso cui scorre il racconto della nostra vita.

    Siamo arrivati al 2024 e sembra quasi scontato che il digitale, Internet e i social media siano sempre più parte rilevante della vita degli italiani. Per informarsi e comunicare.

    Digital, social media e IA alla base della comunicazione

    E questa volta il rapporto prende a considerare, non poteva essere altrimenti, l’avanzata del fenomeno della Intelligenza Artificiale (IA). Tant’è vero che il titolo del rapporto è “Il vero e il falso”. Un invito agli italiani a porre attenzione a tutto ciò che viene diffuso online per non scambiarlo come informazione e notizia. Quando invece non lo è.

    Un avvertimento che trova valore nel momento in cui sui social media spesso sono diffusi contenuti palesemente falsi, e ben confezionati, che traggono in inganno anche gli operatori dell’informazione. Questo è un tema su cui bisognerà, prima o poi approfondire.

    Ma veniamo al rapporto, riportando qualche dato più interessante.

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    La Tv e la Radio nel 2024

    Ricorderete come, più o meno 10 anni fa, si diceva che quel momento, con l’ascesa del della social tv, avrebbe segnato il declino della Tv. E invece, a distanza di anni, le cose stanno diversamente.

    La Tv non solo non è sparita, ma nel corso ha saputo ritagliarsi un proprio spazio. E quindi andare avanti.

    La Tv risulta ancora preferita dal 95,9% degli italiani. Un consolidamento dato dal fatto che la Tv ha saputo ben sfruttare Internet per posizionarsi sempre più in alto. Non dimentichiamo la mobile tv che oggi raggiunge un terzo degli italiani, delineando un cambiamento nelle abitudini di consumo mediatico.

    La radio, invece, presenta un quadro di lieve declino, pur conservando una solida base di ascoltatori tradizionali e in-car. Il vero cambiamento lo si percepisce nel consumo online. Dove il lungo periodo testimonia una crescita robusta, sebbene vi sia stato un recente calo.

    I giovani e i social media in Italia nel 2024

    E, come dicevamo prima siamo nel 2024 non sorprende se smartphone e social media sono ormai parte della nostra vita.

    L’89,1% degli italiani naviga sul web, quasi allo stesso livello degli utilizzatori di smartphone. E i social media sono usati dall’82,0% degli italiani.

    Tra gli utenti più giovani, sono saldamente usati YouTube e Instagram.

    Nel dettaglio. Il 93,0% utilizza WhatsApp, il 79,3% YouTube, il 72,9% Instagram, il 56,5% TikTok. In lieve flessione tra gli under 30, oltre a Facebook (passato dal 51,4% del 2022 al 50,3%), anche Spotify (dal 51,8% al 49,6%) e X, quella prima era Twitter, (dal 20,1% al 17,2%). BeReal è al 14%.

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    Il calo di piattaforme come X e Telegram

    Colpisce la discesa di due piattaforme partite bene ma che nel tempo hanno arrestato la loro corsa: Telegram (passato dal 37,2% del 2022 al 26,3%) e Snapchat (dal 23,3% all’11,4%).

    Il calo di Telegram tra i giovani, nonostante l’aggiunta delle stories (perchè???) arriva quando la piattaforma annuncia il traguardo dei 900 milioni di utenti a livello globale.

    La spesa delle famiglie per i dispositivi digitali racconta una storia di cambiamento e adattamento, con un incremento che supera i 8,7 miliardi di euro, una cifra che parla da sola sul valore che le tecnologie hanno assunto nella vita quotidiana.

    Gli italiani e la IA nel 2024

    E non possiamo ignorare l’ombra lunga dell’Intelligenza Artificiale. Il rapporto ci mostra un’Italia divisa tra speranze e timori, tra chi vede l’IA come un’opportunità e chi come una minaccia alla privacy e alla capacità di discernere la verità dalla menzogna. Una tematica che solleva interrogativi sulla direzione futura della nostra società.

    Il 74,0% degli italiani ritiene che i suoi sviluppi siano al momento imprevedibili. In percentuali simili vengono espressi giudizi sia ottimistici che pessimistici sugli effetti che l’Intelligenza Artificiale potrà produrre.

    Tra gli ottimisti, il 73,2% pensa che le macchine non potranno mai sviluppare una vera forma di intelligenza come gli umani. Tra i pessimisti si colloca il 63,9% che teme che sarà la fine dell’empatia umana.

    Molti credono che aumenteranno le notizie non verificabili, di conseguenza non sapremo più distinguere il vero dal falso. Con grandi rischi per le democrazie (68,3%). Altri pensano che sarà la fine della privacy dei cittadini, perché saremo tutti controllati dagli algoritmi (66,3%).

    Lo scenario ibrido tra vecchio e nuovo in trasformazione

    In conclusione, il 19° Rapporto sulla Comunicazione ci offre uno spaccato interessante e sfaccettato sul rapporto sempre più intrecciato degli italiani con il digitale.

    L’epoca vede i confini tra reale e virtuale sempre più sfumati. Il ruolo della tecnologia si fa sempre più centrale nel nostro quotidiano. Internet, social media, Intelligenza Artificiale non sono più semplici strumenti. Rappresentano vere e proprie estensioni del nostro modo di essere e di interagire con il mondo.

    La TV e la radio, longeve protagoniste del panorama mediatico, si reinventano in chiave digitale, dimostrando che l’adattamento è chiave di sopravvivenza nell’era dell’informazione.

    Da questo incontro tra vecchio e nuovo, emergono questioni fondamentali sul futuro della nostra società. Questioni che ci chiamano a un’attenta riflessione.

    In definitiva, l’evoluzione del nostro rapporto con i media non è solo una storia di tecnologia. È il racconto di come stiamo cambiando noi stessi in risposta ai ritmi sempre più veloci di un mondo interconnesso.


    L’immagine di copertina è stata generata da ChatGPT di OpenAI con DALL·E 3

     

  • Una Comunicazione trasparente e responsabile sui Social Media

    Una Comunicazione trasparente e responsabile sui Social Media

    In un momento di grande trasformazione nel panorama dei Social Media, vale la pena ricordare che ad usare questi strumenti siamo sempre noi. Ecco alcuni valori che non dovrebbero mai mancare nel nostro modo di comunicare, sempre trasparente e responsabile.

    I Social Media nel 2023 stanno vivendo un momento di grande cambiamento. Forse possiamo dire che ci troviamo di fronte a un passaggio epocale, senza voler sembrare esagerati. Queste piattaforme stanno cambiando pelle per vari motivi. Se guardiamo indietro di qualche anno, possiamo osservare che le differenze e le distanze cominciano ad essere più marcate.

    Col tempo, i social media hanno occupato un ruolo sempre più importante nella vita di tutti. Per lavoro o per piacere, hanno creato e modellato nuovi stili di comunicazione. Certo, non sono mancati i tanti aspetti negativi emersi, come la diffusione di disinformazione, fake news, trolling e contenuti d’odio.

    Ma, di fronte a questo cambiamento, alle scelte delle piattaforme di optare per formule premium (e non è questo il luogo per esaminare le motivazioni) e, soprattutto, di fronte alla scelta che tutti noi faremo, ricordiamoci che quelli che comunicano siamo sempre noi. Solo noi siamo in grado di rendere l’ambiente della comunicazione sui social media diverso. Nel senso di più trasparente e responsabile.

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    Valori per una comunicazione trasparente e responsabile sui Social Media

    Ma come? Di seguito segnalo alcuni valori che dovrebbero essere alla base di una comunicazione, appunto, più responsabile e trasparente. Valori che, per la verità, non dovrebbero mancare mai se il nostro intento è quello di comunicare per dare vita a delle relazioni durature e genuine:

    Autenticità

    Mostriamo agli altri ciò che siamo veramente e fissiamo l’obiettivo di essere onesti in quello che comunichiamo. Non serve, e non è mai servito, apparire come qualcuno che non si è. L’autenticità aiuta a stabilire un legame genuino con il tuo pubblico. Sempre.

    Empatia

    Proviamo a metterci nei panni degli altri e a cercare di comprendere le loro esigenze, preoccupazioni ed emozioni. Comunicare con empatia significa dimostrare rispetto e sensibilità verso gli altri. Un esercizio, questo, che ci aiuta a crescere personalmente e professionalmente.

    Trasparenza

    Proviamo ad essere più aperti e sinceri riguardo a quelle che sono le nostre intenzioni e i nostri obiettivi. La trasparenza, come valore, ci consente di costruire un legame forte con il nostro pubblico fondato sulla fiducia e ci permette di dimostrare tutta la nostra integrità.

    Rispetto

    Sembra quasi scontato dirlo, ma cerchiamo di trattare gli altri con cortesia e considerazione, indipendentemente da quelle che sono le loro opinioni o da quello che è il loro background. Meglio evitare un linguaggio offensivo, provocatorio o, addirittura, discriminatorio.

    Responsabilità

    Questo forse è il passaggio più importante, perché ci porta ad ammettere i nostri errori e ad imparare da essi. Se condividiamo delle informazioni, è sempre bene assicurarsi che siano accurate e verificate. E quando si ricevono critiche, bisogna accoglierle in modo costruttivo e lavorare per migliorarsi.

    Ascolto attivo

    Usare i social media significa comunicare e ascoltare. Quindi, serve prestare attenzione ai commenti e alle preoccupazioni del proprio pubblico. Bisogna rispondere alle domande e ai feedback nei tempi e nei modi adeguati, e che siano rispettosi del proprio pubblico.

    Coerenza

    Significa mantenere una presenza costante sui social media e comunicare in modo coerente con la propria identità e con i propri valori. Questo ci aiuterà a costruire e a mantenere una reputazione solida e affidabile.

    Positività

    Cerchiamo, noi tutti, di diffondere contenuti positivi e incoraggianti, per creare un ambiente più accogliente e meno ostile. Facciamo lo sforzo di condividere contenuti che siano di ispirazione, che siano di intrattenimento anche, invece di concentrarci su aspetti negativi o polemici.

    Ecco, ho pensato che attraverso questi valori si possa ancora creare sui social media, nonostante questa fase di cambiamento, un ambiente più positivo, costruttivo e inclusivo. Perché dipende sempre da noi e dal modo in cui comunichiamo.

    Se vi va, potete aggiungere altri valori, i vostri pensieri e considerazioni a riguardo per dare vita ad un uso dei social media più trasparente e responsabile.

  • Nuove strategie digital e modi di comunicare al tempo del Covid-19

    Nuove strategie digital e modi di comunicare al tempo del Covid-19

    Con l’arrivo del Covid-19 le aziende in Italia hanno dovuto riformulare le loro strategie di social media marketing, puntando a un diverso tono di voce, a nuove tipologie di contenuti ma anche all’introduzione o l’utilizzo creativo di strumenti e piattaforme online. Youtube, Spotify, Issuu e Telegram sono alcuni validi esempi, ecco qualche suggerimento.

    Un’efficace strategia di social media marketing deve sempre essere mirata al raggiungimento di un obiettivo specifico, misurabile e raggiungibile e deve essere limitata a un circoscritto arco di tempo, sempre tenendo conto di eventuali imprevisti che possano costringere a doverla affinare o riformulare. Non c’è ente pubblico o privato, attività commerciale o azienda, infatti, che in questo periodo di emergenza sanitaria non si sia trovato costretto a pianificare da zero una nuova strategia digital, mirando a un nuovo tono di voce e a nuove tipologie di contenuti e che tenesse conto dei limiti ma anche delle opportunità della situazione attuale.

    Strumenti a supporto di una comunicazione digital attuale e innovativa

    Come ogni imprevisto, anche quello del Covid-19 rappresenta un’occasione per reinventarsi e una sfida per lanciare nuovi progetti e nuovi contenuti. Per farlo, molte aziende hanno deciso di puntare a una comunicazione digital multicanale e a una strategia che includesse l’introduzione o l’impiego creativo di strumenti di comunicazione e piattaforme che possano fungere da utile supporto informativo e contenutistico. Andiamo allora a scoprire alcune iniziative particolarmente interessanti, che possono rappresentare un nuovo trend o uno spunto utile da tener presente per future attività di strategic planning.

    nuove strategie marketing franzrusso.it 2020

     

    1) Canali YouTube e gamification per le visite virtuali di luoghi

    L’impossibilità di viaggiare, con l’avvicinarsi della stagione estiva, è uno dei temi caldi del lockdown e sta avendo non poche ripercussioni da un punto di visto turistico. Sul fronte del social media marketing questo periodo di pausa sul fronte degli spostamenti ha acceso però, ancora di più, la volontà da parte delle aziende di raccontare le bellezze del territorio ricorrendo a contenuti visivi emozionali e a tour virtuali sempre più in chiave social. Nell’ambito del visual storytelling del settore viaggi hanno infatti preso vita alcune interessanti iniziative, quali ad esempio il nuovo canale YouTube del MIBACT e il suo progetto #Italiamimanchi. Questo palinsesto è curato dal Fondo Ambiente Italiano e ha come scopo quello di svelare, attraverso immagini suggestive e aneddoti, luoghi d’arte e cultura.

    Simile e altrettanto suggestiva l’iniziativa #CIAndremo della Confederazione Italiana Archeologi, per la quale l’ente ha rispolverato il suo account YouTube per proporre una serie di video con cui mostrare e divulgare le bellezze archeologiche italiane.

    Accanto a YouTube, piattaforma già ampiamente utilizzata in chiave strategica per contenuti del settore viaggi e cultura anche prima del Covid-19, hanno preso il via anche altri innovativi progetti digital. In alcune regioni d’Italia si è deciso di optare per la gamification come strumento esperienziale di viaggio virtuale, ne sono un esempio una serie di videogiochi sviluppati da enti di promozione turistica per giocare visitando alcuni dei musei più belli d’Italia. Uno di questi è Beyond Our Lives, un’app con relativi account Facebook e Twitter che consiste in una caccia al tesoro nella Toscana etrusca.

    2) Issuu per scaricare fumetti e riviste

    La cultura, però, non passa solo attraverso le immagini e lo dimostra il fatto che, in questo periodo, alcuni enti turistici e case editrici abbiano deciso di inserire all’interno delle loro strategie uno strumento web di cui si parla poco da un punto di vista digitale, ovvero la piattaforma di publishing Issuu. Per chi non lo conoscesse, si tratta di una sorta di edicola virtuale, con contenuti gratis e a pagamento, su cui è possibile caricare documenti quali riviste o pubblicazioni che possono essere sfogliate, scaricate o condivise dagli utenti. La Coconino Press, ad esempio, ha lanciato #QuarantenaAFumetti, una serie di titoli messi a disposizione gratis e a cadenza settimanale, o sulla pagina Facebook della casa editrice o sull’account Issuu.

    3) Spotify per podcast educativi e di intrattenimento

    I podcast, ovvero i file audio digitali che possono essere caricati online o ascoltati in diretta, sono un altro contenuto facilmente fruibile e particolarmente adatto a intrattenere gli utenti in quarantena. Per questo tipo di contenuto molti account business hanno puntato a Spotify, servizio musicale digitale famoso in tutto il mondo, in cui stanno gradualmente prendendo piede anche i contenuti non musicali tra cui appunto i podcast. La Lysoform, ad esempio, ha pensato alle famiglie e sul proprio canale Spotify ha da poco lanciato una serie di podcast con favole e storie pensate per educare, intrattenere o far addormentare bambini di diverse fasce d’età.

    Il boom dei podcast sta riguardando però anche molte altre categorie, tra cui salute e lifestyle, psicologia, giochi, formazione, politica e naturalmente informazione. Insomma, Spotify e il suo hub di pillole audio rappresentano per le aziende italiane una valida e strategica alternativa, presente e futura, al social network YouTube.

    4) Telegram e open data per news istituzionali sul Covid-19

    Il canale di messaggistica istantanea Telegram rappresenta da molto tempo un valido strumento di marketing che può essere utilizzato a supporto delle attività aziendali con caratteristiche e finalità diverse. In questo momento di emergenza Coronavirus in cui le breaking news e gli aggiornamenti in tempo reale hanno un ruolo fondamentale, alcuni Comuni e Regioni hanno deciso di inaugurare nuovi canali pubblici, anche per contrastare il sempre più diffuso fenomeno delle fake news. Ne è un esempio la Regione Piemonte che attraverso il suo nuovo canale Telegram condivide con i cittadini notizie locali di rilievo e provenienti da fonti istituzionali certificate.

    Sempre a supporto delle esigenze informative di questo momento, anche le banche dati aggiornate e verificate rappresentano un prezioso strumento digitale. La Protezione Civile, ad esempio, mette a disposizione una mappa-open data sull’andamento nazionale dei contagi basata sui dati dati forniti giornalmente dal Ministero della Salute; gli utenti possono accedere a questa applicazione web sia da desktop che da mobile.

    Covid-19 e strategie digital: non solo dirette su Instagram e Facebook

    Queste case history sono la dimostrazione di quanto ampia e diversificata possa essere la scelta di contenuti, canali e piattaforme in funzione per una vincente strategia di marketing e di quali soluzioni originali possano essere adottate. Insomma, è ora che le aziende guardino oltre le dirette su Instagram e Facebook per sfidare, informare, coinvolgere e intrattenere la community costretta a casa, ma che considerino quindi anche l’implementazione o l’uso diversificato di altri mezzi di comunicazione online.

  • Io o Noi? L’Interdipendenza nell’Era Digitale

    La Comunicazione sui Social Network potenzia un particolare aspetto del nostro comportamento: l’Interdipendenza nelle Relazioni. Si lavora, si pensa, si vive in Comunità OnLine che rispecchiano perfettamente le norme di appartenenza al Gruppo. Individuo e Gruppo, tuttavia, non sono compatibili. Essere consapevoli di queste dinamiche sociali ci aiuta a capire quando le collaborazioni potranno essere vincenti.

    Si può trattare di una scambio simmetrico o asimmetrico – anche a seconda delle piattaforme Social – ma l’essenza principale della Comunicazione 2.0 è sicuramente l’Interdipendenza tra chi parla (scrive) e chi ascolta (commenta e risponde).

    E’ stata questa la grande rivoluzione delle dinamiche sociali introdotta con il Web 2.0, per altro in continua evoluzione e mutamento.
    Se ancora pochissimi di noi possono sapere realmente cosa comporterà il futuro – Internet of Things, Smart Cities, Database, Web Semantico e tecnologia pronta a rimpiazzare il ruolo umano nella maggior parte delle sue attività – oggi comunichiamo sul Web con messaggi che si aspettano di ricevere risposte, commenti e condivisioni.
    La comunicazione che avviene sui Social Network, così come attraverso i blog, implica di per sé varie forme di Interdipendenza, che è un legame molto più stretto rispetto alla semplice Interazione.

    Fra i comportamenti potenziati dalla Comunicazione 2.0, la forma più collaborativa e costruttiva dell’Interazione è quella dell’Identificazione Sociale.
    Dall’Io si passa al Noi. Dall’individuo al gruppo.

    interdipendenza-era-digitale---franzrusso.it-2015

    Fare gruppo è da sempre una forma di protezione.
    Fin dalle nostre origini, si afferma il senso di appartenenza per difendere la specie e garantirne la sopravvivenza. Il gruppo è regolato da norme che lo difendono dall’esterno, da possibili “attacchi” estranei. Sono regole primitive e ancora oggi per la maggior parte istintive.
    Il gruppo, tuttavia, è un’entità complessa in cui è sempre presente una struttura organizzativa e una gerarchia. E per quanto sia una realtà dinamica, sempre in mutamento, ciò che ne caratterizza l’insieme è l’interdipendenza, non la somiglianza. (Kurt Lewin 1848).
    In altre parole, l’aggregazione non comporta affatto omologazione, ma l’identificazione di ruoli precisi all’interno di una scala sociale.

    C’è una distinzione essenziale da sottolineare: Identità Personale e Identità di Gruppo non saranno mai compatibili.
    Perché si realizzi una reale collaborazione, con la soddisfazione di tutti, si deve per forza limitare la competizione fine a se stessa. Quella competizione che, magari, nasce da una sana ambizione e diventa un’arma vincente, ma fa a pugni con qualsiasi progetto di più ampia visione.

    La legge del gruppo ha tutt’altri scopi, infatti, rispetto alla difesa del singolo individuo.
    L’individuo si distingue in un continuo confronto coi suoi simili e si autodefinisce in base a somiglianze e differenze. Deve, però, trattarsi di un confronto che necessita di reciprocità e fiducia. Aspettative analoghe, scopi comuni e mutua collaborazione.
    Questo significa, di fatto, rinunciare al vantaggio personale a breve termine in favore di un obiettivo di gran lunga maggiore: la condivisione di ruoli, responsabilità e impegno per raggiungere un successo finale più grande, un successo condiviso.

    Si parla allora di coesione, la caratteristica più positiva del gruppo di appartenenza, perché attrae e trattiene i membri di valore e incoraggia la cooperazione verso un destino comune.
    I gruppi più coesi sono quelli di maggior successo, perché diventano capaci di esercitare un’influenza più forte nella società globale.

    Nella realtà 2.0 tutto questo è ancora più che attuale. Essere consapevoli delle dinamiche sociali che influenzano la comunicazione sul Web è essenziale per comprendere che i gruppi non si creano principalmente in base agli interessi lavorativi. 
    Sono, di fatto, le nostre caratteristiche psicologiche e le nostre differenze caratteriali a guidare le collaborazioni e a determinarne il successo. 

    Sapere di poter essere condivisi e sostenuti così come criticati pubblicamente migliora, ad esempio, la “prestazione” del singolo nei soggetti dominanti, ovvero le persone dotate di maggior autostima e più capaci di gestire la tensione psicologica.
    Nei soggetti più remissivi, la presenza di un pubblico – virtuale o reale che sia – può, invece, generare uno stato di apprensione tale da bloccare l’individuo.

    Dall’Io al Noi e, di ritorno, dal Noi all’Io.
    Un passaggio in cui l’Individualismo diventa problematico.
    Un equilibrio tra due realtà comportamentali non compatibili, ma un equilibrio che è nostra responsabilità trovare per lavorare al meglio e produrre di più.
    Per poter dire davvero di vivere la Comunicazione 2.0 in maniera costruttiva, condividendo l’impegno altrui e rafforzando le nostre collaborazioni.

    La parola a voi: cosa rende vincente il vostro lavoro di gruppo?

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  • Come il Digitale impatta sull’industria della comunicazione tecnica [Infografica]

    Come il Digitale impatta sull’industria della comunicazione tecnica [Infografica]

    comunicazione-tecnica

    Una recente indagine di DLC e CIDM, “Following the Trends — Is Your Content Ready?” ha indagato come il digitale impatta sull’industria della comunicazione tecnica. Social Media, piattaforme online e mobile incidono molto. E si rileva che il 69% distribuisce i propri contenuti in Html, ma manca il tempo e il budget per seguire le esigenze dei clienti

    L’indagine che vi presentiamo oggi anche se rivolta ad un settore specifico come è la “comunicazione tecnica“, è comunque interessante in quanto ci offre uno spaccato poco conosciuto e poco approfondito dal punto di vista della comunicazione digitale. E i risultati di questa indagine ci evidenziano che molte delle problematiche, che di fatto diventano un “freno” per una comunicazione più efficace, riscontrati in altri settori, li rileviamo anche qui. E parliamo di tempo e budget, i due elementi sempre presenti, nel senso negativo, quando ci si trova di fronte ad un processo di comunicazione non particolarmente vicino alle esigenze dei clienti, quindi degli utenti. cambia il modo di comunicare, cambiamo le tendenze, ma restano le difficoltà ad agganciarle. E infatti che nell’indagine di DLC, in collaborazione con CIDM (Center for Information-Development Management) ci offre spunti interessanti.

    E quindi, il sondaggio ha visto la partecipazione di 438 figure professionali tra manager, editori, writers del settore della comunicazione tecnica. Ebbene, il 69% degli intervistati ha affermato che il contenuto viene diffuso in Html; nel 2013 era il 19%, quindi un balzo in avanti notevole. L’indagine mette in risalto che le richieste dei clienti vanno nella direzione di contenuti distribuito su Mobile, in formato video e audio con una forma di assistenza embedded,  con animazioni e grafica 3D. Il 60% degli intervistati ha dichiarato che i clienti ormai richiedono contenuti su nuove piattaforme e attraverso nuove modalità di fruizione e proprio su queste le aziende del settore dimostrano di essere poco o male equipaggiate. I clienti chiedono quindi un maggiore supporto via mobile, ma da questo punto di vista non si è ancora pronti del tutto.

    E arriviamo alla parte più interessante dell’indagine, Q7 e Q8 nell’infografica che vedete infondo al post, ossia quali sono gli ostacoli che impediscono una distribuzione dei contenuti più in linea con le esigenze dei clienti e più al passo coi tempi. E sono:

    • per il 71,2% dei casi, mancanza di tempo;
    • per il 48,9% dei casi, budget insufficiente;
    • per il 20,1% dei casi, esperienza precedenti negative;
    • per il 19,4% dei casi, mancanza di conoscenza per iniziare un processo di elaborazione dei contenuti su nuove piattaforme.

    E comunque, le aziende del settore affermano nel 51% dei casi di voler iniziare un processo in questa direzione, in-house, e solo il 5,8% decide di darlo completamente in outsourcing.

    Senza dimenticare che il 48,3% comunque evidenzia l’esigenza di avere uno staff di persone più adeguato ai compiti.

    Allora che ne pensate di questa indagine? Avete avuto esperienze dirette con questo settore? Raccontateci la vostra esperienza.

    indagine-comunicazione-DCL-CIDM-infografica

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  • Ecco Intertwine, il social network della creatività condivisa

    Ecco Intertwine, il social network della creatività condivisa

    intertwine-logo

    Intertwine è una startup che propone un progetto innovativo nel campo dell’editing multimediale e collaborativo. In pratica, obiettivo è mettere insieme le caratteristiche classiche dei libri, della comunicazione digitale e dei social network. La startup è sostenuta da Digital Magics e da 56Cube con un finanziamento di 110 mila euro

    A proposito di cultura digitale, di comunicazione digitale e di social network, ecc che oggi vi presentiamo Interwine, nuovo progetto che mira a diventare il primo social network per la creatività condivisa. Intertwine è una piattaforma web che permette agli utenti di creare, condividere e pubblicare opere editoriali multimediali collaborative. Il progetto è sostenuto da 56CUBE, venture incubator di startup innovative digitali nel Sud Italia, e da Digital Magics, incubatore certificato quotato sul mercato AIM Italia di Borsa Italiana (simbolo DM), con un investimento di  110.000 euro e con il supporto per servizi che coprono diverse aree: dalla finanza allo sviluppo tecnologico, dall’evoluzione strategica al marketing, dall’amministrazione alla logistica.

    L’obiettivo della startup innovativa è quello di realizzare un nuovo prodotto di intrattenimento, che unisca le caratteristiche classiche dei libri e la comunicazione digitale e dei social network. Da pochi giorni è online la versione beta di www.intertwine.it: sono stati implementati tutti i meccanismi social (commenti, notifiche, “like”, condivisione interna alla piattaforma e condivisione sui social network), tool per la scrittura come note e l’anteprima dell’opera multimediale.

    Come funziona Intertwine

    L’idea di Intertwine si basa su due figure: il plotter che crea il plot, l’intreccio dell’opera, e lo mette a disposizione della community per continuare il progetto; e il bricker, la community che crea e condivide brick (testi, audio, video, immagini), cioè i vari pezzi che servono per continuare a costruire l’opera ideata dal plotter. Una volta terminato il processo di creazione dei brick, il plotter sceglierà i più validi e creerà un intertbook, un’opera multimediale. Gli intertbook saranno distribuiti in digital delivering, generando revenue per il plotter, per ogni bricker che ha partecipato al progetto e per la piattaforma.

    Abbiamo appena lanciato la versione beta della nostra piattaforma, che già permette agli utenti di poter proporre le proprie idee o svilupparne altre contribuendo con contenuti multimediali di ogni tipo, e nei prossimi mesi saremo online con il sito in inglese” – dichiara Gianluca Manca, Fondatore e CEO di Intertwine – “L’investimento e il supporto degli incubatori 56CUBE e Digital Magics saranno in grado di accelerare la crescita della startup e il nostro processo produttivo per presentarci al mercato il prima possibile e al meglio”.

    Quando abbiamo conosciuto Gianluca Manca, Salvatore Imparato, Gennaro Mangani e Stefano Imparato, il team di Intertwine, quello che ci ha colpito maggiormente – oltre al progetto innovativo – è stata la delusione che avevano negli occhi, ma soprattutto la determinazione che solo chi crede fermamente in qualcosa ha” – ha dichiarato Gennaro Tesone, CEO di 56CUBE e Partner di Digital Magics – “Questi giovani ragazzi credono in un’idea che si sta già trasformando in un ideale: portare la cultura e la creatività all’interno del mondo social, sfruttandone le sue potenzialità. Sono riusciti a convincerci e adesso crediamo fortemente in questa startup, co-fondata con 56CUBE, più di loro. Intertwine è la dimostrazione che è possibile anche in Italia creare un business digitale diffondendo il seme della cultura: una doppia occasione di successo per il nostro incubatore e per la società”.

    Nel 2012 Intertwine ha vinto la prima edizione di Vulcanicamente, startup competition organizzata dal Comune di Napoli. E’ stata poi selezionata da Wind Business Factor 2013 per il programma di supporto e training. Sempre nel 2013 Intertwine ha partecipato anche a importanti concorsi italiani e internazionali, passando tutte le selezioni e arrivando alle finali di Mind the Bridge Accelerator, Web Summit a Dublino e Startupbootcamp Pitch Day Barcelona (dicembre 2013).

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  • Banca Ifis si racconta con il #30IFISTour

    Banca Ifis si racconta con il #30IFISTour

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    Per festeggiare i 30 anni di attività, Banca Ifis ha organizzato lo scorso weekend un blogtour, #30IFISTour, a cui abbiamo avuto il piacere di partecipare. Un’occasione attraverso la quale la banca ha raccontato sé stessa, ma soprattutto si è aperta al confronto e al dialogo sui temi della comunicazione digitale

    Siamo sicuri che oggi parlare di “Banca” non sia facile per tanti motivi, ma l’invito che abbiamo ricevuto a partecipare al #30IFISTour ci è sembrata subito un’occasione da non perdere e infatti le attese sono state non solo mantenute ma anche superate. Sì perchè l’occasione del blog tour che Banca Ifis ha organizzato a Roma, nei giorni 25 e 26 Ottobre, all’interno delle tante iniziative per festeggiare i 30 anni di attività, è stata utile per capire che “fare banca”, nel senso vero del termine e non legato esclusivamente alla finanza, si può e c’è già chi lo fa, come Banca Ifis appunto.

    #30IFISTour è stata l’occasione per conoscere meglio le attività di Banca I.Fi.S. (Istituto di Finanziamento e Sconto S.p.A.), nata nel 1983, gruppo bancario indipendente specializzato nella filiera del credito commerciale, del creduto finanziario di difficile esigibilità e del credito fiscale, ma anche l’occasione di conoscere la loro visione del futuro e soprattutto come si stanno muovendo nel presente, specie in ottica di comunicazione e approccio, in generale, al mondo digitale. E, insieme a tanti illustri colleghi, blogger ed esperti del settore, abbiamo avuto il piacere di conoscere e di constatare che Banca Ifis sta approcciando nella maniera corretta al mondo digitale e all’uso dei social media, incentrando il tutto sui valori che caratterizzano la banca stessa, come: condivisione della conoscenza, di valori, di etica. Valori che sono fondamentali e che abbiamo avuto modo di constatare direttamente quanto in effetti lo siano.

    In un clima disteso, accogliente, aperto ad accogliere nuovi spunti e nuove idee, non senza aprirsi raccontando la vita e il modus operandi della banca, nella due giorni romana abbiamo avuto modo di conoscere persone che provano a “fare” una banca che solitamente siamo soliti definire “diversa”, ma non lo è. Quello che prova a fare Banca Ifis è proprio la “Banca”, quella vicina alle piccole e medie imprese e anche quella vicina alle famiglie. Dunque, meno finanza. Ed è forse questo il segreto del loro successo, anzi lo è sicuramente.

    banca-ifis-logoL’approccio alla comunicazione digitale, ai social media, come già detto è stato centrato con l’idea di aprirsi alla rete col dialogo e col confronto diretto coi clienti e utenti. Prova ne è proprio il fatto che la banca stessa grazie a questo tipo di approccio ha dato vita anche a nuovi prodotti come Rendimax Like, nato nel 2011, attraverso un confronto voluto e cercato su Facebook con gli utenti che non hanno fatto mancare il loro prezioso apporto. Questa è una di quelle operazioni che molti vorrebbero fare, ma spesso non vi si riesce proprio per il fatto che non si approccia nella maniera giusta, ossia con l’apertura al dialogo e al confronto. E quanto vi si riesce, come in questo caso, il risultato che ne viene fuori è catalogabile come “quasi” ottimale, nel senso che si è creato un qualcosa che davvero tiene conto delle esigenze delle persone. Ecco, i social media servono anche a questo.

    Banca Ifis comunica molto sulla rete attraverso Facebook, Twitter, il sito web, Salva Risparmio (Blog).

    L’esperienza su Facebook ha permesso di accendere discussioni, anche molto frequentate, visti quelli che sono i numeri, segno che quando si toccano temi come i “soldi” e il “risparmio”, la gente interagisce e molto anche. Quindi l’operazione messa in campo h fatto sì che la banca potesse portare direttamente a “casa sua” la conversazione, monitorandola direttamente su Facebook, luogo che si è rivelato ottimale per questo tipo di operazione.

    Dunque l’operazione strategica di comunicazione online è stata gestita in modo che  i temi del risparmio venissero affrontati attraverso Facebook e il blog Salvarisparmio,  mentre i temi che toccano il modo di “Fare Impresa” vengono sviluppati attraverso l’account @MondoPMI, il Blog Mondo PMI, ma anche con #impresadigitale, un ciclo di eventi per la digitalizzazione della PMI in collaborazione con Digital Accademia. Insomma, strategia diversificata per parlare a tutti gli utenti interessati ad interagire con Banca Ifis. Perchè le banche devono parlare a tutti, persone, artigiani, imprenditori.

    Quello che è riuscito a fare la banca è certamente avere una diretta percezione di quello che è il servizio/prodotto che si è offerto. Un’operazione complicata, ma che si rivela essere sempre il “segreto” da sfruttare nell’ottica di riuscire ad offrire sempre il meglio ai propri clienti. Se ci pensate un’operazione quasi impossibile da mettere in pratica solo qualche anno fa, se non attraverso dispendiose operazioni che non riuscivano mai a dare il risultato “ottimale” a cui si mira. Mentre oggi, se lo si fa con l’approccio giusto.

    Da questa esperienza quindi cogliamo il modo di “fare banca” nella maniera giusta, aperta al dialogo, aperta ad ascoltare i propri clienti, senza dover per forza rincorrere l’ultimo titolo finanziario per cavalcare l’onda del momento. Quello che abbiamo avuto modo di vedere in questi due giorni è quello che la Banca in realtà è, fatta di persone animate da un senso di partecipazione che fa davvero la differenza. E questo, caso non comune, lo so nota anche dal di fuori.

    Ringraziamo Banca Ifis per questa esperienza, augurando loro di continuare il loro cammino verso quello che è il loro unico obiettivo, “fare la banca” come si deve. E ringraziamo anche i professionisti che sono intervenuti a questa due giorni romana che hanno arricchito e dato grande valore a questa esperienza, con i loro interventi, i loro spunti e le loro idee di cui la banca, siamo sicuri, farà certamente tesoro.

     

     

  • COMUNICARE Live Conference, in live streaming dall’Università di Salerno

    COMUNICARE Live Conference, in live streaming dall’Università di Salerno

    COM.UNI.CARE live conference

    COM:UNI:CARE Live Conference prende il via oggi dall’Università di Salerno l’evento organizzato dalla stessa Università, in collaborazione con Unis@und, nell’ambito del Progetto WebIrradiando. Due giorni di confronto e di dialogo per parlare dell’evoluzione della comunicazione digitale ad oggi. Potrete seguire la diretta streaming anche sul nostro blog

    Inizia oggi COMUNICARE Live Conference, la conferenza organizzata dall’Università di Salerno, in collaborazione con Unis@und, nell’ambito del progetto WebIrradiando. Siamo ben felici di essere stati coinvolti in questa bella iniziativa insieme a tanti esperti e professionisti del settore che si alterneranno in queste due giornate e che ci daranno una panoramica completa di come la Comunicazione Digitale è cambiata e sta cambiando. E siamo anche felici di poter trasmettere anche qui sul nostro blog la diretta streaming dell’evento che si concluderà domani.

    Il programma prevede nella prima giornata l’apertura dei lavori con l’intervento di  Francesco Colucci e Massimo De Santo  per Unis@und – Università di Salerno, e di Michele Tesolin per RADUNI  e Gianluca Reale per UMEDIA; i quali introdurranno le tematiche relative al progetto WebIrradiando ed alle motivazioni che hanno portato alla costruzione dell’evento. La giornata proseguirà poi con interessanti approfondimenti sul tema della “Ri(e)voluzione” digitale e della informazione e divulgazione scientifica in rete con la partecipazione di note professionalità del settore.

    PROGRAMMA di GIOVEDÌ 3 OTTOBRE

    • Ore 9,30 – 11,00 APERTURA
      Conferenza Stampa di presentazione di COM:UNI:CARE e del Progetto WebIrradiando. Intervengono:
      Francesco Colucci, Massimo De Santo – Unis@und – Università di Salerno
      Michele Tesolin, RADUNI ; Gianluca Reale, UMEDIA
    • Ore 11,00 – 11,15 Coffee Break
    • Ore 11,15 – 12,15 RI(E)VOLUZIONE COMUNICATIVA
      intervengono Carlo Becchi, Massimo De Santo, Franco Solerio per una discussione “visionaria” sul tema: “cosa è accaduto, cosa sta accadendo, cosa accadrà nell’interazione Rete/Comunicazione”.
    • Ore 12,15 – 13,30 MODELLI TRADIZIONALI E NUOVI: DUE ESPERIENZE CONTEMPORANEE
      Vengono presentati da Omar Serafini e da Rita Carla Francesca Monticelli
      1. Fantascientificast
      2. Il fenomeno emergente degli autoeditori digitali indipendenti
    • Ore 13,30 – 15,00 LUNCH BREAK
    • Ore 15,00 – 18,00 SCIENCE TALK
      Successi e insuccessi nell’uso innovativo delle tecnologie della rete per la comunicazione scientifica. Intervengono:
      Paolo Bianchi, Scientificast.it
      Enrica Salvatori, Università di Pisa, Historycast
      Amedeo Balbi, Università di Tor Vergata, Roma, Keplero.org
      Carlo Fonda, ICTP, Science Dissemination Unit
      Andrea Longobardo, finalista FameLab Italia 2013
      Renato Pelella, Unis@und, Alla Ricerca dei Ricercatori
      Federica Sgorbissa, direttrice OggiScienza, SISSA Medialab, Trieste

    Domani tra gli interessanti panel, verranno presentati i risultati, in anteprima nazionale, dei due sondaggi che l’Università di Salerno, in occasione di questa importante manifestazione, ha voluto lanciare per indagare lo Stato dei Blog in Italia e il Profilo del Community Manager in Italia nel 2013. Quindi un’occasione in più per non perdere l’evento e seguirlo qui sul nostro blog in live streaming.

    Per interagire con la conferenza, potete usare l’hashtag ufficiale #clc13unisa.

  • COMUNICARE Live Conference, uno sguardo sulla Comunicazione Digitale

    COMUNICARE Live Conference, uno sguardo sulla Comunicazione Digitale

    COMUNICARE Live Conference, l’evento organizzato dall’Università di Salerno, in collaborazione con Unis@und, nell’ambito del Progetto WebIrradiando, è l’occasione per dare uno sguardo completo sul fenomeno della rivoluzione/evoluzione portata dalla Rete alla comunicazione in generale

    Ottobre è un mese ricco di eventi interessanti, uno di questi si svolgerà presso l’Università di Salerno e sulla Rete nei giorni 3 e 4 Ottobre e vedrà protagonista la Comunicazione Digitale Italiana.

    L’evento COM:UNI:CARE Live Conference si pone come momento conclusivo del Progetto WebIrradiando finanziato dall’iniziativa Giovani Protagonisti del Ministero della Gioventù.

    L’obiettivo dell’evento è dare uno sguardo “contemporaneo” e “a 360°” sul fenomeno della rivoluzione/evoluzione portata dalla Rete alla comunicazione in generale alla luce della profonda trasformazione “irradiata dal web”.

    COM:UNI:CARE sarà una “Live Conference” trasmessa in diretta streaming su Internet nel corso della quale verranno inoltre presentate le attività svolte durante il Progetto WebIrradiando. La partecipazione è a titolo gratuito, è possibile partecipare sin da ora alla discussione sulla Comunicazione digitale in Italia attraverso l’hashtag ufficiale #clc13 che servirà anche per dare il proprio contributo alla discussione durante la diretta.

    Il programma prevede nella prima giornata l’apertura dei lavori con l’intervento di  Francesco Colucci e Massimo De Santo  per Unis@und – Università di Salerno, e di Michele Tesolin per RADUNI  e Gianluca Reale per UMEDIA; i quali introdurranno le tematiche relative al progetto WebIrradiando ed alle motivazioni che hanno portato alla costruzione dell’evento. La giornata proseguirà poi con interessanti approfondimenti sul tema della “Ri(e)voluzione” digitale e della informazione e divulgazione scientifica in rete con la partecipazione di note professionalità del settore. (qui l’intero programma di COM:UNICARE Live Conference)

    Durante la mattina di venerdì 4 Ottobre saranno presentati, da Franz Russo e  Beatrice Nolli, i risultati dei due importanti sondaggi nazionali (che verranno chiusi il giorno 23 Ottobre p.v.) :

    Lo Stato dei Blog in italia” e “Il profilo del Community Manager in Italia“, nati dall’importanza che hanno assunto la figura del Community Manager e del Blogger nella scena delle comunicazione digitale internazionale. Lo scenario americano indica infatti, come già detto in precedenza, il Community Manager come uno dei protagonisti principali in termini di strategia di comunicazione aziendale e lo vede percepire uno stipendio medio di 65 mila dollari, lo stesso scenario indica poi la figura del Blogger come un professionista della comunicazione digitale a supporto della strategia aziendale definendo che il 14% dei Blogger americani riesce ad ottenere un guadagno annuale di circa 24 mila dollari l’anno per attività di blogging.

    Il focus principale dell’intera mattina di “dialogo” sulla Comunicazione Digitale sarà relativo alle prospettive future per il nostro Paese. Dall’introduzione dedicata ai risultati dei sondaggi si passerà ad una panoramica sulla Comunicazione digitale in termini di condivisione e di fruizione dei contenuti attraverso i blog e i social network, per poi capire meglio che tipo di utilizzo si fa nel nostro Paese dei Social Media e quali sono le agevolazioni e le difficoltà di chi ha scelto di essere un professionista delle rete come accade nella realtà di Girl Geek Life e di Unis@und.

    Sul sito è attualmente segnalato il programma intero, ma a breve ci saranno tutte le informazioni utili per raggiungere la location della conferenza e tutti i link utili per seguire l’evento in live streaming e sui social network. Per intervenire in diretta, seguite l’hashtag ufficiale della conferenza #clc13unisa.

  • SMAU premia le migliori app per smartphone e tablet

    SMAU premia le migliori app per smartphone e tablet

    Si è conclusa ieri la 49° edizione e sulla scia della rapida diffusione di Tablet e Smartphone, presenta per il secondo anno a Milano il Premio dedicato al mondo delle applicazioni mobile in ambito consumer e Business. Ma scopriamo i premiati per ogni categoria

    Mobile-appSeconda edizione per gli SMAU Mob App Awards, promossi da SMAU e dagli Osservatori della School of Management del Politecnico di Milano. In occasione della terza (e conclusiva) giornata della fiera sono state infatti premiate le migliori APP in ambito business e consumer (già funzionanti o in fase di sviluppo) basate sui dispositivi mobili di nuova generazione (new tablet e smartphone). I Mob App Awards intendono sostenere la cultura dell’innovazione in ambito Mobile generando un meccanismo virtuoso di condivisione delle esperienze di eccellenza tra sviluppatori, imprese, pubbliche amministrazioni, operatori del settore ed utilizzatori  Come ha sottolineato FilippoRenga della School of Management del Politecnico di Milano “abbiamo portato in diverse città d’Italia questa importante iniziativa con l’intento di diffondere la cultura legata allo sviluppo delle app mobile. E ogni anno incontriamo nuove realtà con risultati che ci stupiscono”. La premiazione delle vincitrici nelle varie categorie è stata preceduta da un intervento di scenario sui trend legati al mercato di App per Smartphone e NewTablet e dalla presentazione delle App che hanno raggiunto la fase finale del contest. (altro…)