Tag: crowdsourcing

  • Ecco FreeJourn, la prima piattaforma crowdsourcing per giornalisti freelance

    Ecco FreeJourn, la prima piattaforma crowdsourcing per giornalisti freelance

    E’ stata presentata ieri FreeJourn, la prima piattaforma crowdsourcing per giornalisti freelance. La piattaforma ha già vinto il primo bando per l’innovazione nell’editoria di Google e si pone come obiettivo quello di valorizzare il giornalismo che vuole approfondire con ricerche e inchieste.

    E’ stata presentata ieri FreeJourn, la prima piattaforma crowdsourcing per giornalisti freelance. La presentazione ufficiale coincideva con la messa online della piattaforma. FreeJourn ha già vinto il primo bando per l’innovazione nell’editoria di Google e si pone come obiettivo quello di valorizzare il giornalismo che vuole approfondire con ricerche e inchieste. La presentazione si è tenuta presso il BASE di Milano alla presenza della giornalista Gea Scancarello, che ha ideato la piattaforma, Paolo Madron, CEO di News 3.0, la società che gestisce la piattaforma, Emanuele Colli, Head of Global Partnership di Google. C’è stato anche l’intervento in video di Ferruccio De Bortoli, ex direttore del Corriere della Sera, che ha dato il benvenuto a FreeJourn e anche il saluto di Fabio Vaccarono, country director di Google in Italia.

    freejourn

    Il claim di FreeJourn dice già tutto: “Build the Journalism you want to read“.

    Testimone di eccezione è stata Milena Gabanelli, storica conduttrice di Report, giornalista d’inchiesta per eccellenza. La Gabanelli ha tenuto a sottolineare che “fare inchieste richiede libertà, tempo e determinazione”. Un messaggio chiaro ai tanti giornalisti che troveranno in FreeJourn l’occasione per far conoscere i propri lavori.

    Gea Scancarello ha guidato la presentazione della piattaforma, soffermandosi anche nei dettagli su come usarla. Ma prima è necessario, per comprendere meglio il contesto in cui si presenta FreeJourn, dire quello che in sostanza ha sostenuto anche Paolo Madron, e cioè che questa è una piattaforma che si presenta in un momento in cui il giornalismo non se la passa benissimo e che vuole dare una mano a tutti quei giornalisti che spesso non hanno i mezzi per portare avanti le proprie ricerche e le proprie inchieste. E Google in questo contesto gioca un ruolo importante. Da sempre Google ha riposto molta attenzione al giornalismo, alla diffusione delle notizie, e per questo ha creato anche il Google Digital News Initiative il cui Fondo per l’Innovazione di fatto finanzia progetti che possono far crescere il giornalismo. Come ha sostenuto Emanuele Colli, “la Tecnologia e l’Innovazione possono far bene a progetti come questi e noi vogliamo sostenerli perchè fanno crescere il settore”.

    FreeJourn vuole offrire ai giornalisti freelance nuove opportunità economiche, ai lettori la possibilità di essere parte attiva del processo informativo e alle aziende editoriali un bacino qualificato di idee, storie e profili professionali con cui arricchire i propri prodotti. La piattaforma si sostiene con un sistema di revenue share trattenendo il 10% di quanto viene finanziato sulla piattaforma. Tale quota può salire al 20% nel caso di specifici progetti espressamente commissionati da media partner.

    I freelance possono contattare colleghi ovunque nel mondo, lavorare su progetti locali o transnazionali in base alle proprie competenze e alla zona in cui si trovano. Possono, inoltre, entrare in contatto con media tradizionali interessati ai loro percorsi professionali. Al momento dell’iscrizione, sottoposta a un vaglio qualitativo, per garantire la professionalità degli associati, i freelance specificano l’area del mondo in cui si trovano e le proprie competenze cosi che lettori e partner (testate, associazioni, Ong, aziende interessate a sponsorizzare progetti) possano cercare all’interno del sistema giornalisti e temi a cui sono interessati, per stabilire un contatto. Il funzionamento di FreeJourn prevede un sistema di crowdfunding a soglie, pensato per garantire il massimo tasso di successo dei progetti, al quale potranno partecipare anche i lettori suggerendo spunti che vorrebbero approfondire oppure sostenendo i progetti presenti più votati. Tutti i lavori realizzati attraverso il crowdfunding saranno pubblicati su FreeJourn magazine, terzo pilastro della piattaforma. I progetti possono essere storie scritte, video e fotoreportage, ma anche contenuti audio o di data journalism.

    Al momento sono presenti due progetti molto interessante di cui uno e “Carte False“, un viaggio nel mondo delle certificazioni dei macchinari industriali. Un’indagine che vale la pena di leggere.

    Come ci si registra? La registrazione è molto semplice, basta seguire questi passaggi:

      1. Accedere al sito www.freejourn.com/it e cliccare in alto a destra su Registrati
      2. Selezionare l’opzione Freelance,
      3. Compilare tutti i campi, tenendo a mente che:
        – l’opzione visibilità permette che non appaiano nome e cognome nelle ricerche (utile quando si lavora in zone in cui la professione del giornalista comporta un rischio per l’incolumità personale); per interessi si intendono i settori di competenza .
      4. Una volta confermata la registrazione al link che ti avremo spedito via mail, puoi continuare e creare la tua pagina personale.

    Per essere attivi la pagina va completata interamente, indicando:

    • foto profilo
    • interessi
    • geolocalizzazione
    • una breve bio
    • portfolio (link ad articoli, foto, progetti e lavori precedenti)
    • integrazione del profilo Twitter (se sei interessato a mostrare la tua presenza online).

    Questo processo è fondamentale per dimostrare cosa si è in grado di fare a chi vorrà scegliere di finanziare i progetti che si propongono: dare un volto alle persone aiuta a fidarsi di loro e, quindi, a sostenerle; poter leggere (o vedere) quello che hanno fatto aiuta a testarne la professionalità.

    Il lettore può registrarsi selezionando l’opzione Standard e indicando le aree di interesse, mentre i Partner possono iscriversi selezionando, appunto, l’opzione “Partner”. I Brand possono invece inviare una mail a team@freejourn.com.

    L’invito è quello di andare sul freejourn.com e consultare la piattaforma.

    Con FreeJourn il giornalismo ha l’opportunità di vivere una nuova dimensione, di arrivare al lettore in maniera nuova e diversa. E’ l’occasione per conoscere tutti quei fatti che altrimenti non si saprebbero. Fare giornalismo resta uguale, con FreeJourn cambia solo il modo di arrivare ai lettori. Più diretto.

  • Crevity, la piattaforma per la creatività in crowdsourcing

    Crevity, la piattaforma per la creatività in crowdsourcing

    Crevity è la piattaforma di crowdsourcing creativo lanciata nel 2013 da Mosaicoon, la startup siciliana di video marketing. La piattaforma di fatto è un network di professionisti, specialisti in video advertising e appassionati di video virali, di tutto il mondo che collaborano su progetti di grandi aziende.

    Crevity è la piattaforma di crowdsourcing per il video advertising lanciata nel 2013 da Mosaicoon, la startup siciliana nata nel 2009 che sta avendo molto successo a livello internazionale.

    Crevity è un network esclusivo in cui professionisti in ambito creativo da tutto il mondo hanno la possibilità di lavorare su brief di brand internazionali e vengono pagati per le idee più brillanti. La particolarità di questa piattaforma, lanciata nel 2013, è che si differenzia dalle altre in quanto rivoluziona il tradizionale processo di co-creation. La piattaforma è stata scelta da grandi aziende per la gestione completa ed efficace della propria strategia di video advertising, dal concept alla produzione.

    Come si fa ad entrare in Crevity

    Per entrare nel network, gli aspiranti membri possono inviare il proprio portfolio, che deve essere conforme agli standard di qualità del Team Creativo, per poter essere ammessi a partecipare ai progetti. Per ogni progetto vengono messi a disposizione soltanto un numero limitato di posti, assegnati in base all’ordine di prenotazione: questo significa che le buone idee vengono effettivamente pagate, in quanto i partecipanti ai progetti sono pochi e le loro esperienze e competenze sono sempre in linea con i progetti lanciati sulla piattaforma. In questo modo la creatività viene sempre valorizzata e i brand possono contare su concept originali e ad alto potenziale virale.

    All’interno della sezione Inspiration potete vedere, e vi consigliamo di farlo (una la potete vedere qui in alto), campagne di video advertising e video unbranded ad alto potenziale virale. E’ sufficiente entrare nella sezione, aggiornata ogni giorno, e all’interno della stessa potete anche commentare lasciando una vostra opinione linkando tra i commenti al vostro video preferito.
  • OVUMQUE, il tuo maggiordomo digitale [Fast Up]

    OVUMQUE, il tuo maggiordomo digitale [Fast Up]

    Qualche settimana fa vi avevamo presentato Fast Up, il progetto di Fastweb che attraverso la piattaforma di crowdsourcing Eppela, sostiene le nuove idee di impresa. E oggi vogliamo parlarvi di uno dei progetti presenti sulla piattaforma che ci ha colpito particolarmente. Si chiama OVUMQUE e aspira ad essere il vostro maggiordomo digitale

    Qualche settimana fa avevamo partecipato alla presentazione di Fast Up, il progetto di Fastweb che attraverso la piattaforma di crowdsourcing Eppela, sostiene le nuove idee di impresa. Fast Up è quindi una piattaforma che sviluppa il sistema di crowdsourcing di Eppela, per dare modo a chiunque abbia un’idea innovativa, di poterla finalmente vederla realizzata. Su Fast Up ogni mese i progetti che riusciranno a raccogliere dalla rete il 50% del budget richiesto, verranno cofinanziati da Fastweb per il restante 50%.

    E’ quindi un progetto ambizioso e interessante che si pone l’obbiettivo di cofinanziare idee, servizi e applicazioni per avvicinare le persone alla tecnologia e per migliorare la vita in casa e nelle città con l’aiuto del digitale. Verranno selezionati progetti nei settori dell’educazione digitale, delle smart cities, di internet delle cose, della robotica e delle domotica. E a proposito di domotica, oggi vogliamo parlarvi di uno dei progetti che troverete sulla piattaforma. Si chiama OVUMQUE, un kit domotico (controller e periferiche) “smart” per la gestione di ambienti come case, negozi, uffici. OVUMQUE è alla portata di tutti perchè economico e facilissimo da usare e installare (plug ‘n’ play), con il quale potrete gestire gli elettrodomestici, la climatizzazione, il riscaldamento e monitora i consumi attraverso interfacce semplici da usare. Di conseguenza si ha la garanzia di risparmio, sicurezza, comfort. È un hub domotico, un access-point e una lampada di design. In pratica OVMQUE è il vostro maggiordomo digitale.

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    OVUMQUE è un oggetto di design (una lampada) che svolge le funzioni di Hub domotico (home automation) e un access-point per la connessione wi-fi ad internet. Ad esso si collegano degli “slave” (periferiche wi-fi) in grado di monitorare, gestire e controllare altri oggetti. Questi “slave” si presentano sotto forma di: prese elettriche, controllori IrDA (infrarossi), videocamere, attuatori, sensori multifunzione.

    Questo è un progetto che segue il grande interesse che gli italiani dimostrano per IoT, ossia Internet of Things, l’Internet delle cose. Solo  nel 2012 il mercato aveva un valore di 810 milioni di euro, di cui il 47% destinato a progetti di nuova implementazione. Il 37% del mercato è fatto di “smart metering e smart home&building”, un valore di quasi 300 milioni di euro per il solo mercato Italia ed è quello a cui fa riferimento OVUMQUE.

    Quindi sarebbe davvero comodo avere a portata di mano uno strumento che ci faccia risparmiare e che possa essere davvero di aiuto ad eliminare gli sprechi. Ecco questo fa OVUMQUE e per far sì che questo progetto diventi davvero concreto, sono necessari 10 mila euro, cifra che servirà per produrre la versione beta del master e per iniziare la realizzazione dell’interfaccia per la APP di gestione. Al momento la cifra raggiunta su Fast Up è di € 5.447,00 raccolti da 25 sostenitori e mancano pochi giorni alla chiusura del progetto. Di fatto, avendo superato il 50% del valore richiesto, significa che davvero vedremo questa app in produzione e che davvero avremo la possibilità di avere un vero maggiordomo digitale.

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  • Ecco Fast Up, il progetto di Fastweb che sostiene le idee

    Ecco Fast Up, il progetto di Fastweb che sostiene le idee

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    E’ stato presentato ieri ufficialmente a Milano Fast Up, il progetto di Fastweb che attraverso la piattaforma di crowdsourcing Eppela, sostiene le nuove idee di impresa. Il progetto sfrutta il crowdsourcing e prevede che un sostegno fino a 10.000 euro di cofinanziamento per i progetti che raggiungono tramite il 50% del budget richiesto

    E’ stato presentato ieri in via ufficiale a Milano, presso la cascina Cuccagna, Fast Up, il progetto di Fastweb che attraverso la piattaforma di crowdsourcing Eppela, sostiene le nuove idee di impresa. Ogni mese i progetti che tramite EPPELA avranno raccolto dalla rete il 50% del budget richiesto verranno cofinanziati da Fastweb per il restante 50%.

    FASTWEB vuole arricchire la vita e il lavoro attraverso internet” ha dichiarato Sergio Scalpelli durante la conferenza stampa di presentazione dell’iniziativa che si è tenuta ieri a Milano. “Quest’anno FASTWEB, in coerenza con questo obiettivo, ha deciso di intraprendere un percorso di apertura verso il mondo delle start up e del crowdfunding contribuendo a iniziative che incoraggino l’innovazione e la diffusione della cultura digitale. Crediamo che anche in Italia le idee possano crescere e diventare grandi”.

    Attraverso FAST UP Fastweb si pone come obbiettivo di cofinanziare idee, servizi e applicazioni per avvicinare le persone alla tecnologia e per migliorare la vita in casa e nelle città con l’aiuto del digitale. Verranno selezionati progetti nei settori dell’educazione digitale, delle smart cities, di internet delle cose, della robotica e delle domotica.

    Chiunque abbia un’idea di impresa nell’ambito di queste categorie può partecipare a FAST UP. Tra tutte le idee proposte a Eppela che raggiungeranno tramite il crowdfunding il 50% del budget stabilito, FASTWEB ed Eppela selezioneranno quelle a cui corrispondere il rimanente 50%, fino ad un massimo di 10.000 euro per progetto. L’iniziativa FAST UP prevede un budget complessivo di 90.000 euro messo a disposizione da FASTWEB entro dicembre 2014. La proprietà dell’idea rimarrà a chi la propone.

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    I primi progetti sono già stati lanciati ieri su www.eppela.com/fastup. Le idee selezionate sono OVUNQUE, un kit domotico che gestisce elettrodomestici e climatizzazione, ASSO WI-FI, una piattaforma di autenticazione per il wi-fi free e DRONE ON THE BEAUTY, un drone che ha il compito di mappare i posti più nascosti dell’Italia.

    I progetti finanziati saranno seguiti per un anno dal team di Eppela, con consigli e indicazioni utili per il loro avviamento e la loro valorizzazione. Lo sviluppo dei progetti sarà inoltre progressivamente raccontato e monitorato attraverso i canali di comunicazione di Eppela, e di FASTWEB, favorendo in questo modo la visibilità delle idee e la possibilità che altri si interessino alle iniziative sostenendole attivamente.

    A due anni dal nostro lancio – ha dichiarato Fabio Simonelli, Project Leader di Eppela – vediamo che il crowdfunding sta prendendo finalmente piede in Italia in maniera rapida e profonda. Segno che anche l’Italia crede nelle idee, ne sostiene il lancio attraverso la meritocrazia, apprezza le nuove modalità di test di mercato e un nuovo modo per fare economia. La nuova iniziativa FAST UP ne è la dimostrazione. Se FASTWEB, brand che sposa al meglio il concetto di innovazione e di connessione tra le persone, si adopera a sostegno del crowdfunding insieme a noi di Eppela, questo non può che essere una grande soddisfazione e la dimostrazione che siamo sulla strada giusta”.

    Eppela, nata nel 2011 da uni’intuizione di Nicola Lencioni, rappresenta nel panorama italiano la principale piattaforma di crowdfunding reward based, con centinaia di progetti finanziati e una raccolta che ad oggi supera i 3 milioni e mezzo di euro (di cui oltre il 70% negli ultimi 12 mesi). Il volume d’affari generato dai progetti finanziati tramite crowdfunding reward based supera gli 8 milioni di euro, con un tasso di crescita nel 2013 del 70% rispetto all’anno precedente (fonte: ICN).

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  • 99designs, nuove funzionalità nella piattaforma che piace agli italiani

    99designs, nuove funzionalità nella piattaforma che piace agli italiani

    99designs

    99designs a distanza di 9 mesi dallo sbarco nel nostro paese comincia a trarre un primo bilancio che si rivela molto positivo. In pochi mesi infatti la piattaforma online per il design in crowdsourcing in Italia ha fatto registrare 6,700 iscritti e un bilancio di 150 mila euro guadagnati dai creativi appartenenti alla community

    Se vi ricordate vi abbiamo parlato di 99designs esattamente 9 mesi fa proprio in occasione dello sbarco nel nostro paese. E con l’occasione del lancio di nuove funzionalità, la piattaforma online per il design in crowdsourcing trae un primo bilancio per quanto riguarda il nostro paese che è molto positivo. Infatti, in soli pochi mesi, la piattaforma ha fatto registrare 6,700 iscritti e i designer della community hanno accumulato guadagni per un totale di 150 mila euro, davvero niente male. Quindi a voler trarre una prima sintesi, possiamo dire che il binomio design e stile italiano insieme al web sono una mix vincente.

    È un fatto: il design e lo stile italiano piacciono e soddisfano le richieste di aziende e startup locali e internazionali”, commenta Nadine Torneri, Italian Marketing Manager di 99designs. “Abbiamo presentato la piattaforma italiana solo 9 mesi fa, ma la community italiana si è subito dimostrata una delle più attive e apprezzate a livello mondiale.”

    99designs si propone di mettere in contatto le imprese di tutto il mondo con la nostra talentuosa community internazionale”, spiega Eva Missling, General Manager Europe di 99designs. “Il nostro sforzo costante nel miglioramento della piattaforma garantisce ai nostri utenti e alle aziende che si affidano a noi opportunità di collaborazione sempre più remunerative, convenienti e solide”.

    99designs è dunque per molti creativi e giovani imprenditori un punto di riferimento essenziale per tutto quel che riguarda grafica, design e comunicazione visiva. PMI e Startup possono beneficiare di uno scambio di idee su base multi-culturale, anche qualora si trovino nella condizione di lavorare con budget ridotti, mentre a grafici e designer viene offerta la possibilità di aprirsi al mercato internazionale e di trovare clienti in tutto il mondo senza necessità di onerosi investimenti promozionali. E non è raro che le collaborazioni iniziate su 99designs si trasformino in rapporti di lavoro continuativi.

    Sbarcata in Europa nel 2012 con le versioni tedesca e francese, 99designs è arrivata in Italia nel gennaio di quest’anno, lanciando il dominio 99designs.it, come ricordavamo prima. Dopo aver varato piattaforme locali in 6 diverse lingue, 99designs ha concentrato i suoi sforzi nel rinnovamento della piattaforma per una migliore user experience. In linea con il tasso di crescita del mercato mobile, il nuovo portale è pensato per adattarsi automaticamente a tutti i dispositivi: desktop, tablet e smartphone. Le nuove funzionalità e il design rinnovato facilitano inoltre la collaborazione tra la community di designer e le aziende che si servono della piattaforma per l’ideazione e lo sviluppo di progetti creativi, PMI e start-up in primis.

    99designs.it

    Le novità della nuova piattaforma

    • Una nuova area dedicata ai Progetti 1-to-1, che consente alle aziende di collaborare con uno specifico designer in modalità “privata”, agevolando lo sviluppo di collaborazioni durature;
    • Pro Tools, il programma specifico per agenzie di comunicazione e marketing – in modalità White Label che offre la possibilità di nascondere il progetto dai motori di ricerca e che permette a più persone di lavorare contemporaneamente sullo stesso progetto;
    • Swiftly, un nuovo prodotto pensato per progetti di dimensioni ridotte, quali ad esempio modifiche di progetti grafici esistenti.
    •  Nuove categorie, tra cui infografiche, template email e landing page.
    • Portale interamente ridisegnato in modalità “responsive”, ovvero in grado di adattarsi automaticamente alle dimensioni e caratteristiche dello schermo del dispositivo utilizzato dall’utente per accedervi.

    Allora, avete provato anche voi 99designs? Che ne pensate? raccontateci tra i commenti la vostra esperienza.

     

  • SuperEnalotto festeggia 15 anni  con i videomaker di Userfarm [Contest]

    SuperEnalotto festeggia 15 anni con i videomaker di Userfarm [Contest]

    Sisal si affida alla forza del video crowdsourcing di Userfarm.com per realizzare lo spot che celebra i 15 anni di attività del SuperEnalotto, che dal 3 dicembre 1997 è diventato uno dei giochi più amati dagli italiani perché porta la fortuna nelle loro case

    In occasione del 15° anniversario del SuperEnalotto, Sisal chiede ai creativi di Userfarm.com di realizzare video spot divertenti ed emozionali per celebrare assieme l’importante traguardo del gioco. E’ dal 3 dicembre del 1997 che gli italiani giocano e si divertono insieme a Sisal.  Dalla sua nascita il SuperEnalotto ha dispensato oltre 12 miliardi, di cui 4,1 miliardi di euro solo con le vincite di prima e seconda categoria (“6” o “5”). Complessivamente, le vincite dalla nascita del gioco sono state oltre 2,9 milioni, di cui ben i 101 “6” hanno fatto vincere 2,7 miliardi di euro, mentre i “5+” sono stati 595, con premi che hanno sfiorato 1,4 miliardi.

    Ai videomaker di Userfarm.com viene affidato l’obiettivo di esaltare e valorizzare l’attaccamento al brand da parte di milioni di giocatori in Italia nonché ringraziarli per la fiducia e la fedeltà immutate negli anni, attraverso la realizzazione di un spot della durata compresa tra i trenta e i sessanta secondi.

    I video maker possono inviare i propri video fino al 15 marzo 2013 e caricarli su www.userfarm.com.

    Al termine del contest verranno selezionati 3 video, ciascuno della durata compresa tra i 30’’ e i 60”, e ricompensati come segue:

    • Fascia 1 – 3.000 euro all’autore del miglior video selezionato dal Cliente
    • Fascia 2 – 1.500 euro all’autore del secondo video selezionato dal Cliente
    • Fascia 3 – 500 euro all’autore del terzo video selezionato dal Cliente

    A questo link per la descrizione

  • Era della Trasparenza, crowdsourcing sugli Open Data

    Era della Trasparenza, crowdsourcing sugli Open Data

    La partecipazione dei cittadini è preziosa per avere una valutazione concreta sulla situazione della liberazione dei dati nelle Pubbliche Amministrazioni del nostro paese. E’ il risultato a cui è giunta l’iniziativa di Era della Trasparenza chiedendo la partecipazione di tutti, in stile crowdsourcing, per fare chiarezza durante la settimana della Trasparenza

    Una settimana denominata “della trasparenza” è bastata a capire quanto i cittadini tengano alla “liberazione” dei dati da parte delle Pubbliche Amministrazioni. L’iniziativa è partita da Agorà digitale che, tramite il portale www.eradellatrasparenza.it e attraverso l’hashtag #SalviamoGliOpenData, ha invitato i cittadini a costruire una mappa del rispetto delle norme sugli Open Data. A finire sotto la lente d’ingrandimento stavolta era il rispetto dell’art. 18 del “Decreto Sviluppo” che prevede l’obbligo di pubblicazione per le PA, a partire dal primo gennaio, dei dati riferiti alle spese liquidate di importo superiore ai mille euro. A settimana conclusa il bilancio è stato di oltre 1.200 report compilati dai cittadini che hanno recensito la “propria” Amministrazione, poi passata al setaccio dello staff di Agorà digitale per una verifica di rispondenza.

    Era-trasparenza-map

    Ad osservare la mappa che appare non appena si apre il portale, ciò che balza all’occhio è l’assoluta predominanza di mongolfiere di colore rosso, indicanti PA con “nessuna trasparenza nelle spese”. Scarso pure il numero delle gialle (a parziale trasparenza) che si accompagnano ai rari esempi di trasparenza indicata da mongolfiera verde. Meno di un centinaio quindi le PA in regola, concentrate soprattutto nel nord est del Paese. L’Italia centro meridionale si presenta con una predominanza di rossi invece ed alcuni casi di eccellenza: 3 in Puglia, 1 in Basilicata, 1 in Campania, 4 nel Lazio, 1 in Abruzzo, 3 in Umbria e 4 in Sardegna.

    Da evidenziare che anche andando a curiosare sul come le PA si siano messe in regola non c’è da star sereni, visto che abbondano i formati in cui poter scaricare le informazioni: chi ha usato .csv, chi .xml, chi .xls, chi .ods. E qualcuno ha lasciato lo sfizio del fare copia e incolla al cittadino che altrimenti si troverebbe troppo avvantaggiato nell’avere una tabella pronta da usare. Altra cosa che balza all’occhio è poi il formato dei dati pubblicati: a chi verrebbe in mente di mettere a disposizione un dato economico (utile soprattutto se si può sommare) vestito da testo? Basta guardare per rendersi conto che c’è chi vicino alla cifra ha messo “euro” chi ha messo il simbolo e chi ha aggiunto “iva compresa”. Il passo importante sarebbe proprio quello di uniformare i dati affinché chiunque voglia comparare ad esempio le spese di una PA, una qualunque PA italiana, con un’altra PA possa farlo senza difficoltà.

    E’ vero che l’esperienza insegna che quando un Decreto esce senza un documento tecnico che va a definire le caratteristiche specifiche dei dati il rischio è proprio quello di avere le interpretazioni più fantasiose, indubbiamente inutili ai più. L’era della trasparenza non si ferma con la rilevazione, ma vuole coinvolgere i candidati alle prossime elezioni a sottoscrivere un impegno serio per l’open data. Sono oltre quaranta le sottoscrizioni finora pervenute (http://www.eradellatrasparenza.it/patto-trasparenza.html). Tutte rigorosamente pubblicate in modo trasparente.

  • 99designs arriva in Italia, nuove opportunità per le startup

    99designs arriva in Italia, nuove opportunità per le startup

    99designs da oggi parla italiano, una nuova opportunità è quindi disponibile per le startup italiane. Quello che è il più noto servizio online per il design in crowdsourcing lancia la versione italiana e, insieme, un concorso per assicurarsi gratis il disegno della propria immagine aziendale

    99designs, il più grande portale per il design creativo in crowdsourcing del mondo, lancia oggi il dominio italiano 99designs.it. L’azienda ha nominato una Country Manager che si occuperà di gestire il nuovo sito italiano e offrirà supporto in lingua locale ai clienti e ai designer.

    Il numero delle startup in Italia è cresciuto enormemente negli ultimi mesi. Pensiamo sia il momento giusto per offrire ai giovani imprenditori italiani una versione locale della piattaforma 99designs per aiutarli a costruire il brand aziendale e supportare il loro posizionamento sul mercato”, spiega Patrick Llewellyn, Presidente e CEO di 99designs. “L’Italia, uno dei paesi più creativi al mondo, rappresenta una parte importante del successo europeo di 99designs. Abbiamo già un’ampia base di clienti e, a partire dal 201, ci aspettiamo una crescita significativa”.

    Giulia-Depentor - 99designs Italia99designs annuncia inoltre la nomina di Giulia Depentor a Country Manager. Giulia è entrata in 99designs nell’agosto 2012, a seguito dell’acquisizione della società berlinese 12designer, per la quale gestiva i servizi in lingua italiana. Nel suo nuovo ruolo, guiderà l’espansione di 99designs in Italia, gestendo il marketing e la community e sviluppando partnership strategiche con startup e altre organizzazioni.

    99designs.it è il terzo dominio locale lanciato da 99designs in meno di cinque mesi ed è prova della continua espansione dell’azienda in Europa. A settembre dello scorso anno, infatti, 99designs ha lanciato 99designs.de per i clienti e creativi tedeschi e a novembre ha presentato 99designs.fr per il mercato francese.

    La rapida crescita di 99designs in Germania e Francia, a seguito del lancio delle versioni nazionali del sito, indica chiaramente che l’offerta di piattaforme e supporto locali è di fondamentale importanza”, dichiara Eva Missling, General Manager Europe di 99designs e Fondatrice di 12designer. “La passione di Giulia, la sua esperienza e conoscenza della lingua, della cultura e del panorama delle startup in Italia, ne fa il candidato ideale per guidare la nostra crescita nel vostro Paese

    Per celebrare il lancio in Italia, 99designs e il network italiano Startupbusiness invitano le startup italiane a partecipare al concorso99designs Loves Italian Startups!. Nove startup avranno la possibilità di lanciare gratuitamente un contest (del valore di 479 euro) che sarà promosso sui siti 99designs.it e Startupbusiness.it. Per maggiori dettagli e per accedere al form di partecipazione: http://99designs.it/customer-blog/99designs-parla-italiano.

    Dalla sua fondazione, 99designs ha ospitato più di 184.000 concorsi internazionali di graphic design per startup, piccole aziende e altre organizzazioni, erogando in totale guadagni per 45 milioni di dollari alla sua community di oltre 200.000 creativi. I concorsi lanciati dai clienti europei rappresentano attualmente più del 15% del totale concorsi ospitati su 99designs.

    99designs è la più grande piattaforma per il design in crowdsourcing del mondo che mette in comunicazione imprese e privati con una community di 200.000 graphic designer provenienti da più di 190 paesi. È possibile richiedere proposte creative in modo rapido e conveniente lanciando un contest, lavorando solo con un singolo designer o acquistando direttamente i loghi già pronti dallo store.

    L’azienda è stata co-fondata dagli imprenditori Mark Harbottle e Matt Mickiewicz (SitePoint, Flippa) ed è supportata da Accel Partners e dagli angel investor Michael Dearing (eBay, Harrison Metal), Dave Goldberg (Survey Monkey), Stewart Butterfield (Flickr, Tiny Speck) e Anthony Casalena (Squarespace).

    Facebook: http://www.facebook.com/99designs.it

    Twitter: https://twitter.com/99designs_it

  • Barilla si affida a Userfarm per la nuova campagna video

    Barilla si affida a Userfarm per la nuova campagna video

    Ecco Barilla Video Factory, il primo video crowdsourcing di Userfarm per i Sughi Barilla. I filmati provenienti da tutto il mondo avranno il compito di raccontare perché “mi piace essere un sugo Barilla”

    E’ stato lanciato da qualche giorno un nuovo progetto sul network internazionale di video crowdsourcing, Userfarm. Barilla Video Factory è partito il 14 Novembre e vede videomakers e appassionati della buona tavola di tutto intenti a interpretare il valore e “piacere di essere un sugo Barilla” attraverso la produzione di un cortometraggio.

    Barilla-video-factoryPer partecipare, i candidati, se non sono già iscritti al network di Userfarm, dovranno seguire le istruzioni di registrazione su www.videofactory.barilla.com, elaborare il video seguendo le indicazioni sul regolamento e inviarlo caricandolo sul sito entro la fine di gennaio. I video postati sono via via postati e visibili su www.videofactory.barilla.com e già in pochi giorni si registra un grande successo. Alcuni anche sulla pagina Facebook Barilla e su http://www.youtube.com/barilla, dove visitatori e utenti potranno dare il loro voto di preferenza. La giuria finale selezionerà 10 film in base al voto online e sul giudizio della giuria tecnica. I primi 10 classificati riceveranno un riconoscimento economico da Barilla che darà visibilità ai video sui sui canali social e potrà utilizzarli successivamente.

    “Siamo entusiasti e curiosi di vedere l’evoluzione di Barilla Video Factory – ha detto Pierpaolo Susani, Direttore Brand Development Barilla – Questo sistema di relazione con professionisti o semplici amatori ci consentirà di esplorare nuovi linguaggi, ricevere stimoli più freschi e originali e aprirci a modalità creative diverse dalle nostre ormai consolidate”. 

    “È un esperimento avvincente – ha continuato Alessio Gianni, Direttore Digital Marketing – con cui vogliamo coinvolgere attivamente le persone e ascoltare la loro voce sfruttando le potenzialità del mezzo digitale che ci consente, tra le altre cose, di superare ogni barriera geografica e ricevere il contributo creativo di videomaker a livello mondiale”. 

    Barilla si conferma così tra i brand più innovativi nella scelta dei modelli di coinvolgimento del pubblico e dei mezzi di comunicazione. La piattaforma sarà coordinata e gestita dallo staff di Userfarm.com, network internazionale di crowdsourcing per operatori video del gruppo TheBlogTV, che attiverà anche il proprio circuito di oltre 37.000 contatti nel mondo.

    Il video che vi mostriamo in alto è realizzato da FLimaginarY dal titolo “Profumo di casa” ed al momento il più votato nella classifica provvisoria.