Tag: crowdsourcing
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![“30 Seconds to End Hunger” per fermare la fame nel mondo [Video contest]](https://www.franzrusso.it/wp-content/uploads/2012/07/30-seconds-End-Hunger-Jeremy-Irons.jpg)
“30 Seconds to End Hunger” per fermare la fame nel mondo [Video contest]
Ending Hunger e Userfarm lanciano “30 Seconds to End Hunger” per fermare la fame nel mondo. I videomaker di tutto il mondo sono invitati dal premio Oscar Jeremy Irons a realizzare un video spot da 30 secondi che possa sensibilizzare l’opinione pubblica sul problema della fame cronica che colpisce centinaia di milioni di persone
30 Seconds To End Hunger Video brief from 30seconds to end hunger on Vimeo.
30 secondi per sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema della fame cronica nel mondo. Questa è la sfida che la FAO, Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura, insieme al leader del video crowdsourcing Userfarm, ha deciso di lanciare ai videomaker di tutto il mondo.
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Userfarm e Repubblica.it, selezionati i videomaker per l’Academy
Sta per iniziare la nuova avventura verso l’Academy, la scuola di videogiornalismo di Repubblica.it che partirà il prossimo 12 luglio e terminerà a fine dicembre. 20 videomaker avranno così l’opportunità di migliorare le proprie competenze seguendo le lezioni delle migliori firme del videogiornalismo di inchiesta. Il progetto è stato realizzato da Userfarm.com, leader mondiale del videocrowdsourcing
Sta per prendere il via “Academy”, la scuola di videogiornalismo di Repubblica legata a Reporter, il progetto di crowdsourcing di Repubblica.it realizzato con la collaborazione di Userfarm.com, il leader mondiale del videocrowdsourcing. Sono state raccolte 527 candidature per la partecipazione al primo corso teorico e pratico di videogiornalismo, che si terrà a partire da giovedì 12 luglio e proseguirà fino a dicembre 2012. Per i venti videomaker selezionati da ogni angolo d’Italia sono previste dieci lezioni online e in aula e tre ingaggi esclusivi e retribuiti. Per il superingaggio finale è prevista la supervisione artistica a titolo gratuito del regista Paolo Sorrentino. (altro…) -
![[Im]possible Living, gli edifici abbandonati rivivono col crowdsourcing](https://www.franzrusso.it/wp-content/uploads/2012/02/impossible-living.jpg)
[Im]possible Living, gli edifici abbandonati rivivono col crowdsourcing
Il crowdsourcing si sta diffondendo sempre di più e oggi vi parliamo di un nuovo e interessante esempio. Si tratta di [Im]possible Living, progetto tutto italiano, che ha lo scopo di rivalutare in chiave sostenibile tutti gli edifici abbandonati. E lo fa attraverso il crowdsourcing
“People have the Power” cantava Patti Smith alla fine degli anni ‘80. Chissà se è la stessa cosa che ha pensato Jeff Howe quando ha iniziato a ragionare sul concetto di Crowdsourcing. L’amore, la passione e la devozione verso un particolare interesse, così come il tempo libero e la voglia di voler condividere con gli “amatori” sono gli ingredienti base di questo concetto. Alcune persone, infatti, mettono a disposizione il proprio sapere ed il proprio tempo libero per fare qualcosa che si ama fare: questa è la forza del crowdsourcing.Se vogliamo darne una definizione più specifica, più tecnica, che guarda meno al fattore umano, possiamo citare le parole dello stesso Howe:
Crowdsourcing è quando un’azienda prende il lavoro, di solito svolto da impiegati, e lo esternalizza ad un ampio gruppo indefinito di persone, nella forma di una call aperta, generalmente tramite internet”
Ci sono moltissimi esempi di come le persone si aggreghino spontaneamente attorno ad una passione, a volte per il puro piacere di imparare e contribuire alla conoscenza su un determinato argomento, altre per dare sfogo alla propria creatività. Wikipedia, I-Stock Photo, Zoopa ne sono la prova. Ma ciò che ha catturato la mia attenzione in questi giorni è stato [Im]possible Living.
L’idea è semplice ed è quella di rivalutare in modo sostenibile il patrimonio mondiale degli edifici abbandonati attraverso il crowdsourcing: “the first global community born to map and give new life to abandoned buildings”. Italiana, che mastica benissimo l’inglese, la piattaforma web [Im]possible Living è stata fondata da Daniela Galvani, di professione architetto, e da Andrea Sesta, ingegnere, accompagnati da un team di giovani creativi.
La community, composta da fotografi, architetti, cittadini e appassionati, ha lo scopo di mappare gli edifici abbandonati del mondo, facendo una catalogazione per località e descrizione. Si parte dalla creazione di una scheda del luogo/edificio abbandonato, con la possibilità di inserire foto ed informazioni sulla struttura. Online da dicembre 2011, la piattaforma è però ancora in fase beta.
In futuro ogni scheda potrà avere una sezione dedicata alla storia di ciascun luogo/edificio, ma si potranno inserire anche progetti ed idee per riqualificare l’area o l’impianto, il tutto in un ottica di sostenibilità. È previsto anche lo sviluppo di un’applicazione per smartphone, sia per Apple che Android, dalla quale sarà possibile fotografare l’edificio abbandonato, scrivere un breve commento e geolocalizzarlo direttamente sul sito. Un uso decisamente utile e costruttivo della geolocalizzazione dunque.[Im]possible Living si presenta come un valido strumento a disposizione di tutti per avere maggior cura delle aree urbane in cui viviamo. Un modo più profondo di essere cittadini, una partecipazione attiva che può contribuire a lasciare alle generazioni future un ambiente più ospitale.



![La Fotografia tra le Nuove Tecnologie e i Social Media [Video]](https://www.franzrusso.it/wp-content/uploads/2012/10/Taxi-Japan-Hitoshi-Nishimura.jpg)






