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  • Meta permetterà agli utenti UE di scollegare i propri account

    Meta permetterà agli utenti UE di scollegare i propri account

    Meta annuncia modifiche per gli utenti UE seguendo il Digital Markets Act. Maggiore autonomia nell’uso di servizi come Facebook e Instagram, e nuove opzioni di privacy e pubblicità.

    Nell’ambito del crescente impegno per la conformità alle normative europee, Meta ha annunciato una serie di modifiche per gli utenti dell’UE, dello Spazio Economico Europeo e della Svizzera.

    Queste modifiche, in risposta al nuovo Digital Markets Act (DMA), introdurranno una maggiore flessibilità e scelta per gli utenti nel gestire le loro informazioni attraverso i vari servizi offerti da Meta, tra cui Facebook, Instagram e Messenger.

    Meta e nuove scelte per gli utenti UE

    In vista della conformità al DMA, entro il 7 marzo 2024, Meta comincerà nelle prossime settimane ad offrire agli utenti UE opzioni inedite per gestire le loro esperienze digitali.

    Ciò include la possibilità di scollegare i propri account Instagram e Facebook e di utilizzare Facebook Messenger in maniera autonoma, senza l’obbligatorietà di un account Facebook collegato.

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    Impatto sul Marketplace e Gaming di Facebook

    Gli utenti di Facebook Marketplace e Facebook Gaming avranno l’opportunità di scegliere se utilizzare questi servizi in associazione con le loro informazioni Facebook.

    La scelta di non utilizzare le informazioni dell’account Facebook principale per questi servizi potrebbe comportare una riduzione delle funzionalità offerte. Come specifica Meta.

    Opzioni di Pubblicità e Abbonamento

    In linea con le nuove regolamentazioni, Meta offre agli utenti la possibilità di utilizzare Instagram e Facebook con annunci pubblicitari. Oppure di sottoscrivere un abbonamento per eliminare gli annunci pubblicitari.

    Questa scelta, introdotta a novembre 2023, permette agli utenti di decidere se le loro informazioni vengano utilizzate a fini pubblicitari.

    Che cos’è il DMA e cosa prevede

    Il DMA è una legislazione dell’Unione Europea mirata a regolamentare i mercati digitali. L’obiettivo primario è quello di promuovere la concorrenza equa e l’innovazione, prevenendo comportamenti anti-concorrenziali da parte delle grandi piattaforme online, designate come “gatekeeper”.

    Le aziende designate come “gatekeeper” sono essenzialmente grandi aziende tecnologiche che hanno un impatto significativo sul mercato interno e fungono da intermediari cruciali per gli utenti e le imprese.

    DMA e “gatekeeper”

    I “gatekeeper” sono soggetti a una serie di obblighi e divieti. Questi includono la proibizione di pratiche come il favorire i propri servizi rispetto a quelli dei concorrenti; l’uso di dati raccolti su piattaforme per scopi anti-concorrenziali; e restrizioni sull’interoperabilità con servizi di terze parti.

    Il DMA mira a facilitare l’interoperabilità tra diversi servizi e piattaforme. Consentendo ad esempio che servizi di messaggistica diversi possano comunicare tra loro.

    Le aziende che non rispettano le norme del DMA possono essere soggette a pesanti sanzioni, che possono arrivare fino al 10% del fatturato globale annuo.

    In casi di reiterata non conformità, le sanzioni possono essere ulteriormente incrementate.

    Il DMA, dunque, rappresenta un cambiamento significativo nel modo in cui l’UE regola i mercati digitali. È visto come un passo avanti per garantire un ambiente digitale più equo e aperto, favorendo la concorrenza e l’innovazione.

    Allo stesso tempo, pone nuove sfide per le grandi aziende tecnologiche, che sono chiamate a rivedere molte delle loro pratiche commerciali e strategie di mercato.

    Quali sono le aziende “gatekeeper”

    Ogni azienda designata come gatekeeper è tenuta a presentare una relazione sulla conformità entro sei mesi dalla sua designazione ufficiale. In questo caso, entro il 7 marzo. Questo documento dovrà illustrare in che modo l’azienda si sta adeguando alle regole e agli obblighi imposti dal DMA.

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    I gatekeeper designati dal DMA dell’UE

    Successivamente, la Commissione Europea pubblicherà sintesi non riservate di ciascuna relazione di conformità. Questo passaggio garantisce un livello di trasparenza pubblica e permette un esame esterno delle azioni intraprese dai gatekeeper per rispettare le regole del DMA.

    La Commissione Europea ha designato ufficialmente sei aziende come “gatekeeper” secondo il Digital Markets Act (DMA) il 6 settembre 2023. Queste aziende sono:

    • Alphabet Inc.
    • Amazon.com Inc.
    • Apple Inc.
    • ByteDance Ltd.
    • Meta Platforms, Inc.
    • Microsoft Corporation

    DMA e l’impegno di Meta

    Queste modifiche riflettono l’impegno di Meta nel conformarsi alle normative europee per promuovere una maggiore equità e concorrenza nel mercato digitale.

    Meta ha espresso il suo supporto per gli obiettivi del DMA e si è impegnata a garantire che i suoi prodotti nell’UE siano conformi e offrano valore agli utenti.

    Come detto prima, nelle prossime settimane gli utenti riceveranno notifiche che illustreranno le nuove opzioni disponibili.

  • Threads, potrebbe essere più vicino il lancio in UE

    Threads, potrebbe essere più vicino il lancio in UE

    Threads di Meta potrebbe essere lanciato presto in UE. Tra le implicazioni normative e le strategie, a pagamento, di Meta, potrebbe aprirsi presto uno spiraglio.

    Qualche giorno fa Alessandro Paluzzi, non nuovo a questo genere di scoperte, ha condiviso uno screenshot. Nell’immagine si vede, dal backend di Threads, la scritta “Threads EU launch. Questo potrebbe preludere a un rilascio dell’app imminente. Ma potrebbe trattarsi anche solo di una sorta di reminder interno.

    Di fatto, esiste la possibilità che Threads venga rilasciata in UE. Lo stesso Mosseri si è augurato nelle scorse settimane che questo possa avvenire in tempi brevi. Ma non è detto che il tutto possa sbloccarsi in tempi relativamente brevi. Già in agosto c’era stata qualche avvisaglia.

    Meta, Threads e il contesto normativo UE

    Per essere più precisi, Threads in UE non è stata mai rilasciata. Per il semplice fatto che l’app, poggiandosi su Instagram, richiede una serie di dati che potrebbe incorrere in un possibile blocco da parte della Commissione UE. Di fatto, da parte delle istituzioni UE non c’è mai stato alcun intervento diretto sulla questione.

    Al lancio, il capo di Instagram, Adam Mosseri, disse che Threads non sarebbe stato disponibile per gli utenti europei a causa dell’implementazione del nuovo Digital Markets Act (DMA) dell’UE.

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    Il DSA stabilisce una serie di nuovi requisiti per le grandi piattaforme tecnologiche. Riguardo termini di segnalazione, controllo dei dati degli utenti, normative sulla privacy, e altro ancora.

    Questa è la situazione ad oggi ed è bene specificarla. A scanso di equivoci e per aver ben chiari quelli che sono i fatti.

    Tornando a quanto rilevato da Paluzzi nel suo screenshot, è necessario fare qualche considerazione, alla luce anche delle ultime mosse di Meta.

    Meta, l’UE e le versioni a pagamento di Facebook e Instagram

    Come sapete, la società di Mark Zuckerberg ha lanciato una modalità a pagamento, che riguarda Facebook e Instagram, in modo tale da non visualizzare annunci pubblicitari. Si tratta di una sorta di scappatoia rispetto a quelle che sono le norme vigenti in UE

    La versione a pagamento è quindi una reazione alle norme UE, come si diceva prima. Si tratta di norme che regolano la modalità di raccolta e utilizzo dei dati degli utenti nei paesi dell’Unione Europea.

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    Meta, all’interno del suo comunicato, ha citato la decisione, del luglio scorso, della Corte di giustizia dell’UE. Sentenza che le ha dato torto. La Corte, in quella occasione, affermò che le aziende dovrebbero prendere in considerazione l’offerta di un servizio alternativo per i clienti che non vogliono che i loro dati vengano raccolti e venduti agli inserzionisti.

    Cosa dice la sentenza della Corte UE contro Meta

    Nella sentenza della Corte del 4 luglio scorso, che ha visto di fronte Meta e il Bundeskartellamt, il garante per la concorrenza tedesco, si legge:

    Pertanto, tali utenti devono disporre della libertà di rifiutare individualmente, nell’ambito della procedura contrattuale, di prestare il loro consenso a operazioni particolari di trattamento di dati non necessarie all’esecuzione del contratto, senza essere per questo tenuti a rinunciare integralmente alla fruizione del servizio offerto dall’operatore del social network online, il che implica che a detti utenti venga proposta, se del caso a fronte di un adeguato corrispettivo, un’alternativa equivalente non accompagnata da simili operazioni di trattamento di dati“.

    Continueremo a sostenere un Internet supportato dalla pubblicità, anche con la nostra nuova offerta di abbonamento nell’UE, nel SEE e in Svizzera”, ha dichiarato la società nel suo comunicato. “Ma rispettiamo lo spirito e lo scopo di queste normative europee in evoluzione e ci impegniamo a rispettarle”.

    Vi starete chiedendo il perché di tutto questo. E una risposta, per certi versi, c’è. Meta è ben consapevole che da questa formula a pagamento ricaverà ben poco, se non nulla. Resta comunque una modalità attraverso la quale gli utenti esprimeranno una opinione chiara.

    In poche parole, questo consentirà all’azienda di continuare a tracciare i dati degli utenti, non paganti, che visualizzano la pubblicità. Tecnicamente ora gli utenti hanno un modo per rifiutare l’opzione e continuare a utilizzare le app in maniera gratuita. Come sempre, del resto. Diverso il caso in cui l’utente decide di pagare, i suoi dati non possono essere tracciati.

    Meta e il lancio di Threads in UE: un’ipotesi

    Si tratta quindi di una condizione che permetterebbe a Meta di poter rilasciare Threads nella UE. Attraverso l’opzione a pagamento per evitare gli annunci pubblicitari, Meta potrebbe provare a lanciare la sua app, da sempre presentata come alternativa a quella che fu Twitter.

    La nuova app, specie nelle ultime settimane, ha vissuto un percorso molto complicato. Si è assistito ad un lancio da record – 100 milioni di utenti in soli 5 giorni -, per poi vedere il tutto sgonfiarsi nel giro di poche settimane.

    Al momento, il lancio di Thread in UE potrebbe essere per Meta una boccata di ossigeno dal punto di vista degli utenti. Per poi provare, sul serio, a diventare davvero una app per le notizie e le informazioni.

    Il momento è propizio. Perché ogni qual volta Musk annuncia una novità su X o esplicita qualche sua considerazione, questo si traduce in un allontanamento degli utenti dalla piattaforma. Threads potrebbe approfittarne.

    Sappiamo anche che Zuckerberg crede molto nelle potenzialità di Threads.

    Potrebbe essere che quello screenshot non significhi nulla. Ma potrebbe anche essere che Meta si sta preparando al lancio di Threads in UE, a fronte di queste considerazioni. L’aggiornamento è assolutamente dovuto.