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  • Generali e Accenture insieme per la trasformazione digitale del gruppo assicurativo

    Generali e Accenture insieme per la trasformazione digitale del gruppo assicurativo

    Generali e Accenture si alleano per la trasformazione digitale del gruppo assicurativo, dando vita a GOSP – Group Operations Service Platform per accelerare la strategia di innovazione e digitalizzazione del gruppo assicurativo puntando sul Cloud.

    Generali e Accenture si alleano per la trasformazione digitale del gruppo assicurativo. Un’alleanza tra due colossi che in questi ultimi anni hanno lavorato molto per la Digital Transformation.

    Nel concreto, Generali e Accenture hanno costituito una joint-venture (GOSP – Group Operations Service Platform) per accelerare la strategia di innovazione e digitalizzazione del Gruppo attraverso il Cloud e le piattaforme condivise. Accenture, oltre a partecipare con una quota azionaria pari al 5%, metterà a disposizione un team di 40 risorse dedicate, con know-how specifico di trasformazione, change management e innovazione e con un focus su cloud, intelligenza artificiale e big data.

    generali accenture trasformazione digitale

    GOSP realizzerà progetti e soluzioni volti ad accelerare la digitalizzazione dei processi aziendali e l’adozione di un modello centrato sul Cloud, in grado di migliorare la collaborazione all’interno dei diversi ambiti del Gruppo – distribuzione (agenzia), direzionali (sistemi di portafoglio) e interni (sistemi di gestione) – anche attraverso un’infrastruttura comune e un know-how condiviso.

    Le innovazioni introdotte da GOSP, tra cui una governance più centralizzata, permetteranno di conseguire importanti risultati operativi ed economici per il Gruppo, in particolare sinergie di costo e il miglioramento dei principali livelli di servizio, in linea con le aspettative digitali di clienti, agenti e dipendenti.

    Il modello adottato da GOSP è quindi quello “cloud first”, come spiega Jean-Marc Ollagnier, CEO Accenture Europe: “Adottando un modello cloud-first, Generali sarà in grado di innovare rapidamente e su larga scala. Collaborando fianco a fianco, aiuteremo il Gruppo a creare velocemente ed in modo efficiente prodotti e servizi assicurativi innovativi, ideati per adattarsi alle esigenze attuali dei clienti del mercato italiano e internazionale. Oltre a supportare Generali nella trasformazione digitale del business, attraverso questa partnership, favoriremo anche l’evoluzione della forza lavoro attraverso un programma di
    aggiornamento e perfezionamento delle competenze. È un esempio di come possiamo fornire valore a 360 gradi per i nostri clienti, per il loro target di business e per i propri dipendenti”.

    Questa tra Generali e Accenture di fatto rappresenta una partnership unica, come ha sottolineato Ottorino Passariello, Head of Group Operations & Processes del Gruppo
    Generali: “GOSP rappresenta una nuova modalità di governo della tecnologia. Siamo orgogliosi di avviare una partnership unica, caratterizzata da una formula societaria innovativa nell’ambito dell’Information Technology e della trasformazione digitale, nel settore assicurativo. Saremo in grado di dare un ulteriore importante impulso allo sviluppo innovativo dei processi digitali delle reti agenziali e dei dipendenti di Generali, con indiscutibili benefici anche per i nostri clienti”.

    E questa alleanza va nella direzione dello spirito di collaborazione che questa epoca di cambiamento richiede, come evidenziato da Fabio Benasso, Presidente e Amministratore Delegato di Accenture Italia: “In un momento di grande cambiamento come quello attuale, il Cloud e le nuove tecnologie rappresentano un’enorme opportunità in termini di agilità, di
    resilienza e di efficienza operativa sul quale poter costruire un vero differenziale competitivo. Collaborare con un grande player come il Gruppo Generali ci consentirà di costruire un’eccellenza per l’intera Industry, sia a livello nazionale che internazionale, in grado di far leva sulla piena valorizzazione delle capability di Accenture, sviluppate nei 60 anni di presenza in Italia e attraverso un network globale di centri d’innovazione e di eccellenza”.

    Si tratta quindi di una alleanza importante che vede coinvolti due grandi gruppi che possono, al tempo stesso, essere da esempio, in un momento particolare come questo, mettendo al centro il digitale come leva per crescere e per programmare il futuro.

  • Digital Workspace, come cambia il nostro modo di lavorare

    Digital Workspace, come cambia il nostro modo di lavorare

    Nell’era digitale che stiamo vivendo, anzi in piena trasformazione digitale, è normale che cambi anche il modo e il luogo in cui si lavora. E oggi smart working fa sempre più rima con Digital Workspace, fondamentale per le aziende. Conosciamolo meglio insieme.

    Nell’era digitale che stiamo vivendo, anzi in piena trasformazione digitale, è normale che cambi anche il modo e il luogo in cui si lavora. Il fenomeno smart working è un fenomeno che va via via consolidandosi anche nel nostro paese, secondo gli ultimi dati dell’Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano in Italia gli smart workers sono 480 mila, pari al 12,7% della forza lavoro. Sono dati comunque in grande fermento visto che il tasso di crescita nell’ultimo anno è stato del 20% e coinvolge tanto le grandi aziende, in misura maggiore, quanto le PMI, in misura minore ma in crescita.

    Abbiamo fatto questa piccola introduzione, parlando proprio di era digitale e di trasformazione digitale che coinvolge anche il modo e il luogo di lavorare perché smart working fa sempre più rima anche con Digital Workspace. Cosa si intende per Digital Workspace e come influisce sul modo di lavorare?

    Cosa si intende per Digital Workspace

    E’ inevitabile pensare che oggi la tecnologia e il digitale ci indicono a rivedere il luogo di lavoro che non è più un luogo fisico e fisso, ma che si evolve grazie proprie alle nuove tecnologie e diventa mobile. E’ un cambiamento culturale, certo, ma è anche un riflesso di quello che avviene ormai giornalmente nella vita di tutti i giorni. Un cambiamento epocale lo ha apportato sicuramente lo smartphone, il dispositivo mobile per antonomasia molto amato dagli italiani, che ci permette di avere tutto, e subito, a portata di mano, è ormai diventato, a pensarci bene, il prolungamento della nostra esistenza. Ebbene, tutto questo si riflette necessariamente anche sul modo in cui lavoriamo dove la componente mobile gioca un ruolo essenziale.

    digital workspace vmware franzrusso.it 2019

    Il Digital Workspace, provando a dare una definizione, è quell’insieme di tecnologie, in continua evoluzione, che nascono e si evolvono, appunto, proprio intorno alle nuove esigenze legate al modo di lavorare che non è più solo fisico. E’ quell’insieme di tecnologie che darà alle persone libertà di spostarsi e nuovi spazi di lavoro, avendo tutto ciò che serve a portata del proprio dispositivo. Quindi, non ci si preoccupa più, in relazione al lavoro, del “da dove lo fai” ma su “come e cosa fai” da l luogo in cui ti trovi in un dato momento. Si tratta quindi di un passaggio culturale, dicevamo prima, pensiamo solo alla generazione dei Millennials che costituirà il 50% della forza lavoro già dal prossimo anno che vede il luogo di lavoro sempre più open, mobile e collaborativo, elementi che si ritrovano all’interno della definizione di Digital Workspace.

    L’affermarsi delle tecnologie, soprattutto mobile, viene confermata di recente anche da IDC, l’ente prevede infatti che i “mobile worker” cresceranno con un tasso medio annuo, in Europa, del +3,6%, passando da 103 milioni di individui nel 2017 a 123 milioni nel 2022. Sull’intera popolazione europea dei lavoratori, i mobile worker incideranno per il 65% nel 2022, nove punti percentuali in più rispetto al 2017 (56%). In Italia, i mobile worker sono circa 7 milioni (su 22 milioni di occupati), indietro quindi rispetto alla media europea, IDC si aspetta che diventino 10 milioni entro il 2022.

    Il Digital Workspace si compone quindi di strutture e soluzioni tecnologiche che partono da mobile per passare dal Cloud, essenziale per abilitare le nuove tecnologie, e dalle applicazioni specifiche che permettono la possibilità di lavorare, elaborare, condividere i vari progetti.

    Digital Workspace by VMware

    Al netto di tutto questo, vogliamo segnalarvi il grande impegno che una grande azienda come VMware sta mettendo in campo proprio sul Digital Workspace, in collaborazione con Computer Gross, proprio per abilitare il fenomeno proponendo soluzioni che sono assolutamente all’avanguardia che si sviluppano in una modalità di processo orientata al “Cloud first“. Questo perché alla base del Digital Workspace c’è l’esigenza di garantire sempre e ovunque l’accesso alle app per sviluppare processi e progetti. Una modalità che ha certamente dei risvolti anche verso l’utente finale, in quanto la relazione viene a saldarsi meglio per il fatto che le soluzioni sono sempre a portata di mano, come dimostra benissimo il video in basso.

    L’invito è quindi quello di visitare la pagina che VMware dedica all’adozione del Digital Workspace, dove potete trovare soluzioni ad hoc, dati e anche scoprire se la vostra organizzazione è pronta per il Digital Workspace.

    Questo è il primo appuntamento qui su InTime dedicato a #VMDigitalWorkspace, una rubrica portata avanti in collaborazione con Channel City, rivista punto di riferimento in Italia a tema innovazione, e con Marco Lorusso, giornalista da sempre dedicato alle tecnologie e all’innovazione. Insieme proveremo a raccontare questo fenomeno con spunti, dati, ricerche e soluzioni che VMware mette in campo in collaborazione con Computer Gross.

    [In collaborazione con VMware Italia]

  • Generali Italia, Partner di Vita che punta sull’Innovazione

    Generali Italia, Partner di Vita che punta sull’Innovazione

    Generali Italia è il gruppo assicurativo che negli ultimi tre anni ha saputo meglio interpretare il concetto della semplificazione, oggi il 50% delle polizze erogate sono digitali. E siccome trasformazione fa rima con Innovazione, il gruppo, guidato da Marco Sesana, lancia una sfida ulteriore come “Partner di Vita”, puntando su Famiglia, Benessere, Mobilità e Lavoro.

    Siamo tornati a Mogliano Veneto, quartier generale di Generali Italia, poco più di un anno fa, dove avevamo conosciuto “l’assicurazione del futuro”, una serie di servizi che erano al centro della semplificazione che il gruppo guidato da Marco Sesana stava iniziando a mettere in atto. L’occasione è stata il lancio della grande sfida che il grande gruppo assicurativo ha deciso di mettere in atto come passaggio successivo naturale, puntando a diventare vero Partner Di Vita per la Famiglia, il Benessere, la Mobilità e il Lavoro. Quattro direttrici che al loro interno contengono i valori di Generali Italia e quindi il grande ascolto verso il cliente e la risposta ad una grande esigenza che è quella che arriva dai clienti stessi, ossia una costante relazione. Tutto questo viene oggi amplificato proprio grazie all’innovazione, alle nuove tecnologie che sono il frutto del grande processo di trasformazione che il gruppo ha intrapreso ormai tre anni fa che ha visto proprio la nascita dell’Innovation Park come luogo di sperimentazione innovativa.

    La grande sfida che lancia Generali Italia verrà sviluppata su tre anni con un investimento di 300 milioni di euro e con un programma di assunzione di quasi 1.200 persone, un progetto molto ambizioso quindi che vede l’innovazione digitale al centro di tutto il processo, perchè il digitale permette l’erogazione di molteplici servizi, migliorando la relazione con il cliente.

    partner di vita generali assicurazioni franzrusso.it 2019

    Come ha ricordato il CEO di Generali Italia, Marco Sesana, “oggi il 50% delle polizze erogate dal gruppo sono digitali, tre anni fa erano zero” e il 100% delle agenzie sono abilitate alla vendita in digitale. La sfida di Partner di Vita si svilupperà quindi attraverso quattro momenti rilevanti:

    Famiglia: per realizzare qualsiasi progetto di vita, sapendo bene che per il 75% degli italiani la casa rappresenta l’investimento più importante. In questo caso giocano un ruolo fondamentale le tante soluzioni in ottica di Smart Home che aiutano a ridurre i rischi del 40-60%. Come un sistema di sensori, videocamere e app che aiutano, ad esempio, in casi di incendio.

    Benessere: nel rispondere alla grande attenzione che gli italiani riservano alla salute e al benessere, per il 61% di essi sono tra i bisogni primari, Generali Italia offre tutta una serie di servizi per una migliore prevenzione, contenimento e assistenza che sfruttano molto le nuove tecnologia. Ad esempio Skinvision, sviluppato da una startup nata in collaborazione proprio con Generali, ha sviluppato un metodo di monitoraggio dei nei attraverso un’app, in pochi minuti si può scoprire se è necessario un controllo medico più approfondito.

    partner di vita generali assicurazioni 2019

    Mobilità: trattasi di un settore strategico per il gruppo, la grande sfida di Generali Italia è quella di assicurare le persone e non solo l’auto. Inoltre verranno sviluppati servizi che interpretano la mobilità di oggi nell’era della condivisione. Infatti oggi il 22,5% delle persone si muove a piedi, il 7% attraverso il trasporto pubblico, il 5% in bici e il 4% con combinazione di mezzi. Importante, proprio perchè pensato per le persone, il servizio di Real Time Coaching, restando nell’ambito degli oggetti connessi, pensato per i guidatori che permette di migliorare il proprio stile di guida e suggerisce come evitare i rischi. “I più temerari, nel 35% dei casi migliorano il loro stile”, ha ricordato Marco Sesana.

    Lavoro: attenzione al welfare dei dipendenti, e qui gioca un ruolo importante Welion come partner, con soluzioni per la prevenzione anche dei rischi in ambito informatico. Il 65% degli imprenditori si sente più vulnerabile da attacchi cyber, ed ecco che per loro il gruppo riserva una soluzione per una migliore protezione anche in casi come questi.

    Partner di Vita è quindi una grande sfida di Generali Italia che trova la sua solidità proprio nell’innovazione e nel digitale, segno che l’Innovation Park si conferma essere un laboratorio sperimentale di quella che è davvero l’assicurazione del futuro.

    Alcune informazioni importanti sul gruppo Generali Italia, assicuratore leader in Italia, anche il più conosciuto. Sono 10 milioni i clienti in Italia e 1,6 milioni quelli connessi. Il gruppo conta 13 mila dipendenti; 1 famiglia su 3 ha una polizza Generali e 1 azienda su 4 ha un’assicurazione Generali. Sono 16 miliardi di euro le prestazioni erogate all’anno.

    [In collaborazione con Generali Italia]

  • BiMex: il Cambiamento passa anche dalla formazione manageriale

    BiMex: il Cambiamento passa anche dalla formazione manageriale

    In un’epoca di profondo Cambiamento è necessario trovare la formula per riuscire ad interpretarlo al meglio. BiMex è un chiaro esempio di come la formazione manageriale sia un investimento per il presente e per il futuro.

    In un’epoca di profondo Cambiamento è necessario trovare la formula per riuscire ad interpretarlo al meglio. Meglio ancora, una citazione di Hemingway ci aiuta meglio a delineare il contesto: “Oggi non è che un giorno qualunque di tutti i giorni che verranno, ma ciò che farai in tutti i giorni che verranno dipende da quello che farai oggi“. E siccome Cambiamento, che da sempre è rivestito da una accezione futura, ha molto a che fare col presente, ecco che questa parola ci indica che è il momento di fare qualcosa per afferrare questo periodo di avvicendamento. Il rischio è quello di restare immobili, senza riuscire ad afferrare questo momento, soprattutto perchè non si hanno le competenze adeguate, le professionalità.

    Qui sul nostro blog cerchiamo sempre di raccontare esempi di aziende che si trasformano per afferrare il Cambiamento, ne parliamo spesso in termini di innovazione, di digital transformation. Ma questi stessi temi hanno come elementi comuni la professionalità e le competenze, ossi la base per poter avviare una fase di Cambiamento duraturo e proficuo.

    Ecco perchè oggi vogliamo raccontarvi di BiMex, cioè “Banking & Innovation Management Executive Master“, il progetto formativo avviato più di due anni fa da un’iniziativa congiunta di Banca Mediolanum e Mediolanum Corporate University, l’istituto di formazione permanente della banca. BiMex è nato con l’obiettivo di realizzare un percorso di formazione di alto livello per i manager della struttura commerciale. Per la realizzazione dell’Executive Master si è scelto di collaborare con l’Università Cattolica del Sacro Cuore, ma anche con affermati professionisti e società di formazione di grande esperienza, oltre a 17 relatori della corporate university aziendale e al coinvolgimento di figure manageriali di Banca Mediolanum.

    bimex banca mediolanum formazione cambiamento

    Nei giorni scorsi sono stati assegnati i primi attestati dell’edizione 2016-2018. BiMex rappresenta quindi quella risposta che si deve dare in circostanze in cui anche il contesto finanziario e bancario vive un momento di grande Cambiamento. Il Master è stato utile per consolidare le conoscenze tecniche e rafforzare le competenze manageriali. In questo percorso, della durata di 29 mesi, fortemente caratterizzato da un’importante componente digitale, è stata ideata e realizzata un’App dedicata che ha consentito a ogni partecipante di avere sul proprio smartphone il calendario delle lezioni e il programma, il proprio “libretto universitario”, le notifiche inerenti le attività dell’Executive Master, i contatti con gli altri partecipanti, oltre alla possibilità di svolgere attività interattive in aula, sostenere gli esami previsti e creare forme di ingaggio  e partecipazione continuativa.

    BiMex ha coinvolto 275 manager della struttura commerciale prevedendo attività di approfondimento e studio sia in aula sia in modalità digital learning. Per quanto attiene la componente didattica tecnica sono stati svolti moduli di macroeconomia, economia degli intermediari finanziari, diritti dei mercati finanziari, credito, protezione e assicurazione, passaggio generazionale e fiscalità; mentre per la parte manageriale sono state approfondite le tematiche relative all’intelligenza emotiva, alla pianificazione e organizzazione, all’innovazione e anche alla resilienza, al problem solving e al coaching approach. Per tutti gli argomenti più rilevanti affrontati durante il percorso formativo sono state previste delle prove di esame. Uno sforzo organizzativo imponente: 14 classi coinvolte per tre giornate con cadenza bimestrale, per un totale di 34 giornate e 73.536 ore formative complessive svolte presso Mediolanum Corporate University.

    bimex banca mediolanum formazione cambiamento

    La trattazione di alcuni temi tecnici all’interno del BIMEX ha permesso la maturazione dei requisiti per il sostenimento dell’esame EFPA, livello EIP (European Investment Practitioner) per i consulenti finanziari. A questo esame di certificazione hanno aderito 116 manager (il 42% del totale partecipanti al Master) e l’esame è stato superato con successo dal 90,5% dei candidati (105 manager). L’Executive Master ha inoltre permesso di maturare i crediti formativi per il mantenimento delle certificazioni EFPA livello EFP, EFA e EIP.

    Si tratta quindi di un grande esempio di quello di cui parlavamo prima, ossia il Cambiamento viene affrontato rafforzando le professionalità e le competenze attraverso la formazione. Non a caso BiMex ha ottenuto il primo posto alla terza Edizione del premio AIF – Adriano Olivetti per la categoria “Amministrazione & Finanza”.

    Visto il grande successo ottenuto con questa prima edizione, verrà avviata un’attività di follow up e di mantenimento per i partecipanti; portando l’ammontare di questa operazione formativa a 9.640.000 euro per gli anni 2016-2020. Nel biennio 2019-2021 è inoltre previsto l’inizio della seconda edizione dell’Executive Master che porterà in aula circa altri 80 nuovi manager della struttura commerciale di Banca Mediolanum.

    Insomma, affrontare il Cambiamento significa saperlo interpretare, aggiornando le proprie competenze, e investire. Ecco perchè tenevamo a raccontarvi questo esempio, come modello da seguire.

  • Come creare una Customer Experience davvero coinvolgente

    Come creare una Customer Experience davvero coinvolgente

    La Digital Transformation è un fenomeno che ormai coinvolge le aziende di tutti i settori e non si limita solo all’adozione di nuove tecnologie. E’ un fenomeno che permette l’erogazione di servizi e fornire prodotti dando la possibilità di far vivere una esperienza nuova. E’ questo il concetto che sta alla base del ciclo Customer Experience Webinar di Adobe. Il primo è il prossimo 27 settembre, dal titolo Digital Asset Management.

    Si parla ormai sempre più spesso di Digital Transformation, un fenomeno che oggi, nel 2017, ha un valore di mercato pari a 2,5 trilioni di dollari, un vero mare di opportunità. Ma quando si parla di Digital Transformation, o Trasformazione Digitale, non si deve pensare solo all’adozione di nuove tecnologie, è molto di più. Per un’azienda significa poter erogare servizi o fornire prodotti offrendo un’esperienza del tutto nuova. Perchè oggi sul mercato un’azienda si distingue anche per l’esperienza che riesce ad offrire ai suoi utenti. E, certamente, non è facile, così come non è facile ancora per tante aziende comprendere davvero che cosa comporti la Digital Transformation. Le aziende non devono trasformarsi in qualcosa che non sono, ma devono arricchire la loro offerta garantendo all’utente una nuova esperienza che trovi il suo perno proprio sule nuove tecnologie. E come si fa?

    A questa domanda rispondiamo che questo è possibile comprenderlo con il ciclo di webinar, seminari di approfondimento online, che Adobe, storico brand californiano che quest’anno compie 35 anni, dal titolo “Customer Experience Webinar“. Si tratta di un ciclo di webinar della durata di 45 minuti (tutti i mercoledi dalle ore 12 alle ore 12.45) che, di volta in volta, toccheranno diversi temi che sono alla base di questo processo di trasformazione che mette al centro una nuova Customer Experience.

    Nel corso del ciclo di questi incontri, verranno toccati tutti i temi chiave del viaggio verso la trasformazione digitale focalizzata sull’Experience, approfondendo argomenti quali:

    • raccolta e gestione integrata dei dati e delle informazioni sui clienti come base fondamentale per garantire esperienze personalizzate e rilevanti,
    • come avere una visione olistica a 360 gradi dei clienti in ogni punto di interazione con il brand;
    • come personalizzare, automatizzare e lanciare campagne multicanale, omnicanale, cross canale.

    Il primo webinar si terrà il prossimo 27 settembre e avrà come titolo Digital Asset Management un incontro che vi aiuterà a riprendere il controllo dei vostri contenuti, scoprendo come ottimizzarne il ciclo di produzione su ogni media, organizzandoli al meglio e controllandone la distribuzione, per offrire ai vostri clienti esperienze ricche e personalizzate su qualsiasi canale. Un modo per gestire e ottimizzare il tempo. A tenere questo primo webinar saranno Matteo Oriani, Senior Solution Consultant Digital Media di Adobe, e Francesco Di Egidio, Senior Solutions Consultant Digital Marketing di Adobe.

    I prossimi appuntamenti sono:

    • Connected Experience – 04/10
    • Customer Intelligence – 18/10
    • Personalized Experience – 08/11
    • eMail Plus / Campaign Orchestration – 22/11

    A questo punto non vi resta che registrarvi a questo indirizzo e iniziare il vostro processo di trasformazione digitale con l’obiettivo di offrire una nuova esperienza.

     

  • Come la strategia Data Driven completa la Digital Transformation

    Come la strategia Data Driven completa la Digital Transformation

    Il processo di Digital Transformation che sta investendo tutte le aziende induce ad un cambiamento radicale e il ruolo dei Dati in questa fase è fondamentale. Il prossimo 27 giugno si terrà a Milano il Data Driven Customer Journey, un’occasione per comprendere come l’approccio Data Driven sia il completamento del processo di digitalizzazione.

    Il processo di Digital Transformation abilita l’accesso ai Dati, quegli stessi Dati che ci permettono di costruire una migliore esperienza per gli utenti e i clienti. La strategia non viene più guidata da intuizioni o da esperienza personali, l’approccio data driven comporta che la strategia sia trainata dai dati, quindi molto più pragmatica e concreta. Ma come migliorare l’esperienza degli utenti? Questo in sintesi il messaggio che sta alla base dell’evento, in programma il prossimo 27 giugno a Milano.

    La trasformazione digitale cambia il modo di essere e fare impresa. La Digital Transformation è un cambiamento radicale che vede nei dati la sua spinta propulsiva. Non c’è azienda che non sia impegnata oggi, con propri tempi e modalità, nella digitalizzazione dei processi di business per ridefinire l’esperienza del cliente.

    data driven sas italy evento-27-giugno

    Durante l’evento Data Driven Customer Journey, in programma il 27 giugno a Milano presso il Vodafone Theatre, i partecipanti avranno la possibilità di testare la potenza di un approccio data driven, approfondire i temi principali del mondo marketing e capire come costruire una customer experience unica e personalizzata per i propri clienti, attraverso l’esperienza di manager ed esperti.

    L’analisi e la gestione sistematica dei dati rappresenta la chiave per interagire nel momento e nel canale preferito dal cliente. Non si tratta di collezionare dati, ma di ottenere informazioni per offrire al cliente la migliore esperienza desiderata. Intercettare il consumatore nel momento opportuno, capirne le esigenze in anticipo, farsi trovare pronti: solo così i marketer possono sorprenderlo dandogli la migliore esperienza di acquisto.

    data driven sas italy evento 27 giugno 2017

    L’evento organizzato da SAS, Data Driven Customer Journey, con la testimonianza di aziende ed esperti, si focalizza sui 3 passi necessari ad attuare una strategia di marketing ‘guidata’ dai dati, spostando il focus dei marketer da un approccio esclusivamente multi-canale, ad uno orientato al reale customer journey di ogni singolo cliente.

    data driven sas italy evento

    All’evento saranno presenti:

    • Marco Icardi, Amministratore delegato di SAS Italy;
    • Matteo Maggiorini, responsabile della funzione Piani Retail (Retail Planning) di BancoPosta;
    • Francesca Nieddu, Direzione Customer Experience e CRM, Gruppo Intesa Sanpaolo;
    • Stefano Pinzani, Acquisition & Retention Manager in Kiko;
    • Jochen Schlosser, Chief Strategy Officer in Adform;
    • Max Ardigò, Customer Intelligence solutions, SAS Italy; Rene van der Laan, Director Global Practice, Customer Intelligence di SAS;
    • Riccardo Scandellari, Blogger, digital marketer e giornalista.

    A questo link potete registrarvi gratuitamente, fino alle 18 del 23 giugno 2017.

  • L’Innovazione si fa anche sulla carta, l’esempio di Itasascom

    L’Innovazione si fa anche sulla carta, l’esempio di Itasascom

    In uno scenario dell’informazione e della divulgazione in cui la carta vede ridursi sempre di più il suo spazio, ha senso per un’azienda avviare una rivista B2B proprio sulla carta? Potrà sorprendere, ma la risposta è sì. I motivi sono tanti, ma l’approccio “ibrido”, quindi carta insieme al digitale, al momento è quello vincente. Un esempio è Itasascom.

    Lo scenario che stiamo vivendo in questo periodo, dal punto di vista dell’informazione e della divulgazione, vede la Carta diventare sempre più piccola. Il suo destino sembra ormai segnato, i giornali di carta si leggono sempre meno e i siti e i blog di informazione online sono sempre più letti e seguiti. La domanda che spesso ci si pone, tra gli addetti ai lavori ma anche tra semplici utenti, ma ha ancora senso investire sulla Carta? O ancora più precisamente, ha ancora senso per un’azienda avviare una rivista B2B proprio sulla carta? La risposta potrebbe sorprendere, ma è sì.

    Pensate che sono ormai anni che si parla dell’estinzione della carta. Nel 2010 pubblicammo la ricerca di Ross Dawson, Newspaper Extinction Timeline, (La Fine della Carta stampata) che aveva, sulla base dei suoi studi, previsto delle date precise in cui la carta, nello specifico i giornali di carta, sarebbe scomparsa. Negli Usa dovrebbe scomparire quest’anno, mentre per l’Italia c’è ancora tempo fino al 2027. Vedremo se queste date saranno effettivamente rispettate.

    Nonostante la continua evoluzione dell’informazione in senso digitale e la crescita inesorabile dell’audience online sui siti e blog di informazione, la carta gioca ancora un suo ruolo, comunque la si pensi. Si potrebbe parlare quindi di un “approccio ibrido”, un approccio che metta insieme il digitale, dimensione ormai obbligatoria per tutte le aziende, anche per fare informazione; e la carta, uno strumento che via via ha perso la dimensione della “notizia” (quella ormai corre veloce online) assumendo la dimensione dell’approfondimento.

    itasascom 2017

    Questo modello è quello che secondo noi ha adottato SAS Italy per Itasascom, house organ periodico dell’azienda, che rappresenta proprio il momento con cui fare approfondimenti, coinvolgendo personalità del digitale, manager interni, allo scopo di offrire un’analisi dei fenomeni che caratterizzano la digital trasnformation e l’Innovazione, quindi: Internet delle Cose, Big Data, Analisi dei Dati, Social Media.

    Un esempio di come un’azienda può affrontare temi che solo apparentemente sembrano fuori luogo sulla carta, riuscendo ad abbracciare tutta quella parte di utenti che resta ancora affezionata al giornale di carta. E’ un modo di tenersi aggiornato validissimo. La rivista viene anche distribuita in versione digitale che potete scaricare gratuitamente da questo link e leggere l’ultimo numero.

    E’ un esempio che ci piaceva segnalarvi, sapendo bene che tra di voi ci sono ancora molti affezionati della Carta.

    Allora, che ne pensate?

     

  • Automazione: i Robot spaventano gli italiani, 4 su 10 temono per il lavoro

    Automazione: i Robot spaventano gli italiani, 4 su 10 temono per il lavoro

    All’Internet Day di oggi è stata presentata un’indagine dal titolo “Uomini, robot e tasse: il dilemma digitale” che delinea quello che è il pensiero degli italiani verso il processo di Automazione che sta investendo diversi ambiti. Dall’indagine emerge che 4 italiani su 10 pensano che questo fenomeno metterà a rischio i posti di lavoro.

    Di Automazione di parla sempre di più, anche perchè quello che stiamo vivendo è un fenomeno che definire “Rivoluzione” non è esagerato. I processi di Automazione, ossia quel’insieme di tecnologie che realizzano macchine che non necessitano dell’intervento umano, sono sempre più crescenti in ogni ambito, soprattutto nelle aziende. E’ una condizione che parte da lontano, da quando in quella fase storica che è stata la Rivoluzione Industriale compariva la macchina a vapore, per poi passare al motore a scoppio e via via tutte le altre tecnologie che hanno “sostituito” l’intervento umano. Ebbene, anche nella fase storica del Digitale, quella che stiamo vivendo, della Digital Transformation si parla di Automazione, anche perchè la tecnologia nel tempo si è evoluta al punto da permettere la realizzazione di robot in grado di fare quello che fanno gli umani.

    E’ in questo contesto che nasce l’indagine Agi-Censis, “Uomini, robot e tasse: il dilemma digitale”, presentata all’Internet Day – #InternetDay, il compleanno di Internet che abbiamo trasmesso in diretta qui sul nostro blog, la quale rileva un dato che di fatto rappresenta il futuro che ci aspetta. In pratica, per 4 italiani su 10 l’Automazione che la tecnologia sta portando nei processi produttivi toglierà più posti di lavoro di quanti ne creerà. Secondo gli italiani che hanno partecipato all’indagine, il nostro paese da una parte soffre un ritardo per quel che riguarda l’Innovazione, dall’altro lato temono l’allargamento dei divari e i rischi per quello che riguarda l’aspetto occupazionale.

    automazione automation lavoro franzrusso.it 2017

    Dall’indagine emerge che sono quelli più deboli ad essere spaventati dal fenomeno Innovazione. I profili sociali più vulnerabili, in particolare coloro che vivono in famiglie di basso livello socio-economico, ossia 66,7%, o che sono privi di titoli di studio superiori, il 59,2%, sono convinti che i processi innovativi finiranno per ampliare la forbice tra i ceti sociali.

    Quindi, il 37,8% degli italiani ritiene che processi di Automazione sempre più avanzati e pervasivi determineranno un impoverimento di posti di lavoro. Come visto già prima, anche in questo caso le maggiori preoccupazioni sono riscontrabili tra chi non dispone di titoli di studio elevati, il 43,8%. Diversamente da questi, il 33,5% degli intervistati ritiene che le opportunità aumenteranno in uno scenario di nuovi lavori ancora per gran parte inesplorato. Il quadro si chiude con il 28,5% degli italiani che ritengono che i posti di lavoro nel complesso non varieranno in termini numerici.

    Come detto in apertura, una delle preoccupazioni degli italiani è il ritardo rispetto all’Innovazione. Da questo punto di vista, il 44,6% degli intervistati pensa che l’Italia, nonostante alcune eccellenze, non stia tenendo il passo dei paesi più avanzati in tema di Innovazione. Il 29,6% è poi convinto che l’Italia stia cambiando, ma solo al traino di quanto avviene all’estero. Solo il 9,8% degli italiani ritiene che il gap tecnologico accumulato in passato si sia ridotto negli ultimi anni. Vi è poi un 15,3% di “iper-critici” che sposa la tesi che l’Italia sia sprofondando tra i paesi più arretrati d’Europa.

    E voi che ne pensate? Credete anche voi che l’Automazione possa “rubare” posti di lavoro?

  • Al SAS Forum Milan 2017 la Digital Transformation è possibile

    Al SAS Forum Milan 2017 la Digital Transformation è possibile

    Il SAS Forum Milan, l’appuntamento annuale di SAS giunto alla dodicesima edizione, è un punto di riferimento per comprendere come la tecnologia sta evolvendo. Il prossimo 11 aprile a Milano esperti internazionali, manager e imprenditori si confronteranno sui temi più innovativi in ambito advanced analytics, digital transformation e artificial intelligence.

    Il SAS Forum Milan, giunto alla dodicesima edizione, è ormai un punto di riferimento per comprendere l’evoluzione della tecnologia e dell’innovazione. E’ un appuntamento dove manager, studenti possono conoscere novità che riguardano i propri ambiti di competenza e approfondirli. L’11 aprile 2017 a Milano  ospiti, esperti internazionali e keynote speaker si confronteranno sul futuro degli analytics, sulle nuove frontiere dell’Internet of Things e sull’evoluzione dell’intelligenza artificiale.

    sas forum milan 2017

    Industria 4.0, IoT, intelligenza artificiale, Digital Transformation sono fattori che cambiano enormemente il modo di fare impresa. Non si tratta di semplice digitalizzazione dei processi e di implementazione di nuove tecnologie, si tratta di un cambiamento radicale, che rivede anche il modo di pensare. Una trasformazione inevitabile che riguarda tutte le aziende in ogni settore. Digitalizzare i processi significa ridefinire l’esperienza dei clienti e creare nuovi modelli di business, significa anche essere più pronti al cambiamento e veloci nel prendere decisioni. Alla base di questa trasformazione ci sono i dati e la loro analisi.

    Oggi la sfida è farsi trovare pronti e prevedere possibili scenari futuri. Sapere e poter reagire velocemente sarà fondamentale per ogni impresa. L’analisi dei dati rappresenta un’importante chiave di lettura della realtà e del mercato di oggi e di domani” – afferma Marco Icardi, AD di SAS Italy e SAS Regional Vice President  – “SAS Forum Milan è dedicato a coloro che credono nell’innovazione come motore per la competitività. Contenuti di valore, demo session e best practice internazionali accompagneranno i partecipanti verso il cambiamento e verso una rivisitazione dei processi in ottica data driven”.

    Grazie al contributo di esperti, clienti, partner e Università, verranno esplorate tutte le potenzialità e gli strumenti degli analytics, in molteplici aree applicative. Dalla digitalizzazione dei processi a una customer experience sempre più personalizzata, dalla gestione del dato come elemento di differenziazione alla sua regolamentazione, dall’adeguamento alle normative in ambito rischio alla gestione delle frodi, dall’Internet of Things all’Analytics of Things.

    Un’attenzione particolare nell’edizione 2017 sarà data ai giovani. Studenti universitari, neo laureati e studenti degli istituti superiori potranno raccogliere le testimonianze dirette dei protagonisti aziendali e accademici e assistere a sessioni specifiche dedicate alle professioni emergenti e alle digital skill nell’industria 4.0.

    Stiamo vivendo un’era di cambiamento epocale, in cui la convergenza tra fisico e digitale è ormai compiuta. Generiamo quotidianamente un patrimonio informativo d’inestimabile valore che ora, opportunamente gestito, permetterà di avvicinare l’uomo alla comprensione totale del mondo” – afferma Emanuela Sferco, SAS Regional Marketing Director di SAS – “Oggi gli analytics guidano ogni cosa e occorrono nuovi strumenti per padroneggiare, tradurre e trasformare i dati con modalità innovative che liberino nuove forme di valore”.

    SAS Forum Milan è un appuntamento annuale di rilevanza internazionale rivolto ad aziende private ed enti pubblici, partner e mondo accademico. Riunisce ogni anno una community in continua espansione di manager e professionisti di tutti i settori di mercato, favorendo innovazione, crescita manageriale e attività di networking. Un luogo dove esperti, manager e imprenditori presentano il loro approccio vincente, le sfide da affrontare e le strade da intraprendere tra cultura analitica e innovazione tecnologica.

    Per registrarsi visitate il sito di SAS Forum Milan e, per essere sempre aggiornati, seguite l’hahstag ufficiale #SASForumMilan su Twitter. La sessione plenaria di SAS Forum Milan sarà visibile anche in streaming.

  • AnalyticsX, la Digital Transformation passa dall’analisi dei dati

    AnalyticsX, la Digital Transformation passa dall’analisi dei dati

    L’evento annuale di SAS che si è tenuto a Roma nei giorni scorsi ha messo in evidenza come ci stiamo sempre più avvicinando, e relazionando, sul tema degli analytics in ottica di esperienza. Il tema dell’evento targato 2016 era appunto “Analytics Experience – The analytics culture driving transformation”, l’attività di analytics è quella che abilita il processo di trasformazione, si parla di digital transformation, delle aziende oggi, un processo non più rinviabile.

    E quindi, dopo aver compreso che viviamo in un’era in cui siamo sommersi da dati di ogni tipo, e le aziende non sono da meno, è arrivato il momento di concentrarsi sulla fase di elaborazione e analisi degli stessi dati, servono quindi strumenti in grado di rendere più facili queste operazioni, perché da questa fase passa il vero processo di trasformazione. Attraverso gli analytics è possibile sapere cosa conserva quel dato, è possibile dare un’interpretazione completa e fare tutte le associazioni del caso. Di conseguenza, una volta che si è riusciti a estrapolare tutte queste informazioni, si può arrivare ad estrarre il vero valore che contengono i dati, e il valore permette alle aziende di abilitare un processo decisionale più preciso e mirato. I dati, attraverso gli analytics, sono fonte di informazioni tali da guidare le aziende nell’assumere decisioni in maniera più veloce e precisa. Siamo di fronte ad un momento che tutte le aziende hanno sempre atteso, un momento che oggi è finalmente alla portata di tutti.

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    Ma cosa serve per avviare un processo di analisi dei dati, quindi analytics? Dall’evento di Roma, #AnalyticsX, è emerso che oggi è necessario avviare un processo che faccia riferimento ad una piattaforma, un sistema che gestisca al meglio il processo di Digital Transformation. I dati, come ci ha dichiarato Randy Guard, Executive Vice President e CMO di SAS, “da soli restano solo un potenziale non sfruttato, ecco che l’analisi dei dati può contribuire al raggiungimento di obiettivi di business e, elemento non secondario, aiutare le organizzazioni ad estrapolare Valore, elemento che prima non era possibile avere“. Randy Guard quindi specifica meglio il significato del dotarsi di una piattaforma oggi che sia basata su qualsiasi tipo di infrastruttura, quindi sul Cloud; che sia un luogo unico dal quale gestire tutti i processi; che sia aperta a tutti i reparti dell’azienda, ma aperta anche nel senso di “senza limiti“, quindi estensibile per ogni esigenza; che sia potente, quindi una piattaforma innovativa, veloce. Tutte queste caratteristiche sono già presenti in Viya, la piattaforma di SAS.

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    Randy Guard, Executive Vice President e CMO di SAS

    Sta cambiando quindi l’approccio all’analytics e per questo servono piattaforme che diamo la possibilità alle organizzazioni di estrarre il Valore aggiunto che deriva dall’analisi, un valore che oggi va condiviso. Anche perché, come ci ha tenuto a sottolineare Randy Guard nel nostro incontro, “è il Valore che rappresenta l’elemento chiave che oggi hanno a disposizione le aziende per abilitare la digital transformation“.

    L’innovazione oggi passa per gli analytics, un’azienda che oggi investe nell’analisi dei dati vuol dire che sta proiettando la propria organizzazione verso un processo verso il digitale in maniera incisiva. Dall’analisi dati oggi, come abbiamo appena visto, deriva il vero Valore dei dati stessi, che altrimenti resterebbero solo elementi inespressi.

    E’ importante quindi un nuovo approccio, un nuovo modo di intendere l’analisi dei dati perché, come ha detto Fritz Lehman, Executive Vice President e CCO di SAS, “gli analytics risolvono i problemi dei clienti“.