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  • Social Media: accrescere l’Engagement con il Contenuto

    Social Media: accrescere l’Engagement con il Contenuto

    Quali sono i principali obiettivi che ci si pone in una strategia di Social Media Marketing? La risposta ce la da un’indagine di Ascend2 che ha chiesto a 294 professionisti quali fossero i principali obiettivi. Al primo posto figura quello di aumentare l’engagement con il proprio pubblico; al secondo quello di accrescere la brand awareness.

    Molti di voi sanno cosa significa approntare una strategia di Social Media Marketing, quali sono le difficoltà che si presentano puntuali. Come tutte le strategie, anche una strategia di SMM ha bisogno di fissare degli obiettivi, concetto che potrebbe apparire banale, ma è opportuno sottolinearlo, proprio per trasmettere l’idea che la strategia va pensate, ragionata, rapportata alle esigenze che si presentano. E quindi alla domanda “quali sono i principali obiettivi da porsi in una strategia di Social Media Marketing?” possiamo dare una risposta con i dati che ci offre questa ricerca di Ascend2 che ha chiesto a 294 professionisti del marketing, vendite e business, provenienti da ogni parte del mondo, quali fossero gli obiettivi che si prefiggono, sintetizzata anche da eMarketer.

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    Ebbene, da quello che si vede i marketers usano costantemente i Social Media non solo in ottica di brand awareness, ma soprattutto per dialogare e accrescere il coinvolgimento del proprio pubblico. E questo è da ritenersi un po’ il senso di una strategia per un’azienda. Il dialogo va cercato per coinvolgere il proprio pubblico per far sì che la stessa azienda possa crescere, possa migliorarsi, possa dare la giusta attenzione alle persone che apprezzano quello che fa, e quindi anche acquistando e servendosi dei prodotti e/o servizi che propone.

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    Come potete vedere, questo obiettivo è stato indicato dal 64% degli intervistati. Al secondo posto troviamo un altro grande obiettivo  che è quello di accrescere la brand awareness indicato dal 54% dei marketers intervistati.

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    E quale tattica risulta più efficace? La risposta a questa domanda apparirà, anche in questo caso, scontata ma, come sappiamo bene, senza Contenuto non vi può essere una strategia efficace. E allora ecco che al primo post troviamo proprio la tattica di creare un contenuto coinvolgente, 82%. La stessa tattica risulta poi essere la più difficile da realizzare (69%).

    Per il 54% degli intervistati una tattica utile è quella di “postare” sui social networks, considerata difficile da applicare per il 19%. Notare che scrivere sul blog è indicato al 25% e postare su un “microblog” (leggasi Twitter, ad esempio) solo al 4%.

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    Parlare di Social Media Marketing oggi è molto diverso rispetto solo a pochi anni fa, oggi c’è maggiore consapevolezza da parte delle aziende, sono infatti temi affrontati con maggiore “maturità” se vogliamo usare questo termine. E se ne trova conferma anche alla domanda “quanto è cambiata l’efficacia della strategia di social media marketing?“. Il 77% in sostanza afferma che è cresciuta l’efficacia delle loro strategie: cresciuta significativamente per il 30%, cresciuta lievemente per il 47%. Di conseguenza aumenta anche il budget, cresce infatti per il 69% degli intervistati

    E qual è la tipologia di contenuto più efficace? Al primo posto troviamo, ovviamente (è il caso di dire) i Video (69%), poi le infografiche (50%), e poi i post sul blog (35%). Il visual content è quindi il contenuto più efficace.

  • Tranquilli, nessun encomio: Twitter non è morto

    Tranquilli, nessun encomio: Twitter non è morto

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    Un articolo apparso su The Atlantic “A Eulogy for Twitter”, “Encomio per Twitter”, sta facendo molto discutere su quale sarà il futuro della piattaforma a 140 caratteri, in evidenti difficoltà. Twitter non sparirà, ma dovrà certamente rivedere subito il suo modello, per non smarrirsi.

    Quando si parla di “encomio” di fatto si narrano e si esaltano le gesta di personalità di fronte ad un vasto pubblico. Ecco, The Atlantic ha fatto l’encomio di Twitter di fronte al grande pubblico che è la Rete con il post “A Eulogy for Twitter“, elencando le gesta, le caratteristiche che hanno reso celebre la piattaforma da 140 caratteri, ma sostanzialmente sostenendo la tesi che Twitter non sia più la piattaforma che tutti abbiamo conosciuto, sta cambiando e rischia di sparire, per come lo abbiamo appunto conosciuto e apprezzato fino ad oggi. Per quello che ci riguarda, non siamo molto d’accordo con questa idea. Twitter non è morto, anzi, come si direbbe in questi casi, “è vivo e lotta insieme a noi!”.

    Tutto il dibattito sul futuro di Twitter, val la pena di riepilogarlo, è nato con lo sbarco della società a Wall Street e con i primi numeri finanziari che si sono succeduti. Numeri che evidenziavano un calo nella crescita degli utenti e un aumento delle perdite, nonostante i ricavi si siano sempre dimostrati superiori alle attese.

    Twitter, è abbastanza evidente, ma anche questo va più volte sottolineato, non è Facebook e, forse non lo sarà mai, nel senso che non riuscirà mai ad emulare la forza del più grande social network che si manifesta in tanti modi. Ma ha comunque una sua forza, una sua specificità che ha reso possibile che un piattaforma basta su 140 caratteri riuscisse addirittura ad arrivare a Wall Street. E il vero problema sta proprio in questo passaggio.

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    Tutti voi ricorderete lo sbarco in borsa di Facebook, grande entusiasmo al debutto, ma nel giro di poche settimane il titolo crollò vistosamente arrivando a toccare anche i 17 dollari per azione, di fatto un fallimento. Inoltre, man mano che si sbloccavano stock di azioni, anche gli stessi manager di Facebook vendevano le proprie azioni. Sembrava una sorta “salviamoci prima che la barca affondi!”. Ma non era così, in effetti.

    Facebook si era messa sul mercato, aveva degli investitori che chiedevano cambio di strategia, di seguire una strada che fosse orientata a marginalizzare prima possibile, senza aspettare troppo. E chiedere questo ad una società che sbarca in Borsa senza un vero modello di business, ma sostanzialmente con un’operazione esclusivamente finanziaria, è al quanto rischioso, quindi suscettibile di variazioni repentine. A quel punto Zuckerberg e i suoi danno ascolto agli investitori, cambiano strategia e i risultati ce li abbiamo di fronte ai nostri occhi, oggi. Titolo oltre il 67 dollari e una capitalizzazione forte da mettere Facebook tra le aziende più potenti del mondo.

    Più o meno la stessa cosa sta succedendo a Twitter. Necessita e subito di una strategia che soddisfi le richieste degli investitori, per chiarirci, sono quelli che ci mettono i soldi, e quindi vogliono vedere i frutti e subito, perchè loro sono abituato così.

    Ma, tornando a quanto si diceva prima, Twitter non è Facebook. Negli ultimi mesi, nel tentativo di rincorrere la strategia ottimale e soddisfare gli investitori, Twitter ha adottato misure che hanno quasi disorientato la (piccola) community, andando verso modelli già visti. Già piccola community, perchè Twitter non ha gli utenti di Twitter. Dagli ultimi dati sono “solo” 255 milioni gli utenti attivi e le visualizzazioni sulla timeline stanno calando.

    Secondo Dick Costolo, CEO di Twitter, “le visualizzazioni risentono delle recenti modifiche“. Bene, allora caleranno di più perché di altre modifiche ci sarà bisogno per cercare di trattenere più a lungo gli utenti sulla piattaforma e invitarli ad essere più attivi, se è vero come è vero che il 44% degli utenti non ha scritto neanche un tweet!

    Per non parlare, anche se di fondamentale importanza, della strategia da sviluppare, e che sta partendo, per aumentare i profitti via advertising. MoPub sarà molto utile via mobile per aumentare le entrate, anche se bisogna davvero vedere se i numeri saranno quelli di cui si parla.

    Twitter è una piattaforma complessa ad un primo sguardo, non è facile orientarsi subito, questo è evidente. non è una piattaforma “generalista”. Ed evidente che, sempre ad un primo sguardo non è facile orientarsi in un fiume in piena come è la timeline, con un flusso di messaggi in 140 caratteri che ti investe e ti trascina via, se non hai un minimo di nozioni su come funzione e su cosa bisogna fare appena arrivati. Molti vedono Twitter come fosse un “notiziario”, arrivano e si limitano solo a leggere le notizie, e poi vanno via. Vanno alla ricerca di piattaforme “più coinvolgenti”.

    È questo che dovrà fare Twitter: essere più coinvolgente, per usare una parola che piace molto ai marketers “be more engaging“, da engagement, la parola d’ordine per eccellenza.

    E come fa una piattaforma come Twitter che ha puntato molto (anche in modo inconsapevole) sulla immediatezza e sulla velocità, a conciliare i tempi per un maggiore engagement? Semplice, rallentando, modificando e adattando tutta la piattaforma a dinamiche più adatte a trattenete gli utenti. Non c’è altra soluzione. Se non quella che vogliono Twitter come già morto! Niente di più falso.

    The Atlantic sostiene che “Twitter ha cambiato il social pubblishing come Aol ha cambiato il modo delle email, solo che ora nessuno ha più un account su Aol”. Di fatto lo ritiene spacciato, ma Twitter non sparirà, anzi, riuscirà a trovare un nuovo modello e saprà rialzarsi. Forse, ne siamo certi, scontenterà qualcuno, ma ricordiamoci che stiamo parlando di aziende che devono fare profitti. Ora più di prima.

  • Facebook e l’affare WhatsApp: takeover o engagement?

    Facebook e l’affare WhatsApp: takeover o engagement?

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    L’affare WhatsApp concluso da Facebook continua a tenere banco sui Social Media e non solo. La cifra pagata e i retroscena che coinvolgono Google continuano a far discutere. Oggi proviamo ad analizzare l’affare anche dal punto di vista finanziario chiedendoci se si tratti solo di takeover oppure di un’operazione orientata all’engagement

    Nei giorni scorsi il mondo si è trovato disorientato di fronte all’acquisizione di WhatsApp da parte del colosso Facebook. Non solo le time-line erano intasate di articoli riguardanti la cifra dell’accordo, ma i professionisti dei Social Media si sono chiesti come questo evento potrà in futuro cambiare una piattaforma pulita e libera come WhatsApp.

    [ironia della sorte, mentre scrivo questo post, i server di WhatsApp sono down da circa 3 ore].

    Di pari passo le frasi taglienti sono arrivate anche dal mondo della finanza. Capire perché una società che fattura 50 milioni di dollari possa essere pagata ben 19 miliardi è tuttora difficile e cercheremo di spiegarlo nelle prossime righe. Sicuramente il prezzo che vi abbiamo riportato è una semplice moltiplicazione:

    costo utente WhatsApp * numero totale utilizzatori.

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    Il capitale quindi non è valutato evidentemente solo in base al fatturato o alla capitalizzazione di borsa, bensì al capitale umano, cioè quanto posso guadagnare da un contatto che possiedo dal momento in cui questi è effettivamente attivo.

    Le strade tuttavia qui possono essere due e, non essendo Mark, cercherò di mostrarvi le possibilità che si sono aperte con questo acquisto:

    1. WhatsApp è stato acquistato per ingrandire il bacino di utenza di Facebook, rincorrere Google e come Google+ avere persone che quotidianamente aprono un account collegato direttamente al social. L’applicazione è infatti semplicissima, riceve circa un milione di download al giorno e, a differenza di molte altre app, ha ben il 70% di utenti attivi che utilizzano il servizio di messaggistica. In linea insomma con la mission di Facebook indicata nel post di acquisizione: “make the world more open and connected”.
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    2. WhatsApp è stato acquistato per un takeover crudele e strategico, come ogni buona società quotata a Wall Street che si rispetti deve fare per conquistare il mercato. Si ritene infatti che a breve il traffico mobile possa superare quello desktop. Per questo motivo, avendo perso la sfida in molti mercati sulla messaggistica istantanea, Facebook potrebbe distruggere le basi sulle quali era stata costruita una applicazione:
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      Centinaia di milioni di utenti avevano fornito completa fiducia [cioè: rubrica e privacy] grazie a questo piccolo post-it e buttarlo nel cestino potrebbe essere un’ottima strategia per convincere gli utenti a cambiare piattaforma.

    Nel primo caso andrebbe velocemente a raddoppiare gli utenti, poiché la crescita di WhatsApp è ormai esponenziale. Nel secondo  caso non avrebbe comunque rimesso nulla, in quanto gli attuali concorrenti di WhatsApp dovrebbero spartirsi la fetta di mercato e Messenger se ne porterebbe via una parte.

    WhatsApp era in concreto una concorrente terza oltre a Facebook e Google [che si è scoperto in seguito abbia tentato l’acquisto senza riuscirci] sulla quale gli utenti mobile spendevano circa 25%. Inglobarla o fermarla sono le soluzioni più adeguate per guadagnare istantaneamente terreno sull’avversario. E in questo caso Facebook ha fissato un prezzo per avvicinare chi sembra già avere in pugno servizi imprescindibili nel mondo 2.0!

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  • LINE, prove tecniche di ascolto anche in chiave business

    LINE, prove tecniche di ascolto anche in chiave business

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    LINE, mobile app di messaggistica in forte crescita, nei giorni scorsi ha effettuato un sondaggio sulla piattaforma chiedendo agli utenti di rispondere ad una domanda semplice: “Quale personaggio TV italiano ti piace di più?”.  Le risposte arrivate sono state 220 mila, dimostra che questo potrebbe rivelarsi un utile strumento per le aziende

    LINE da quando è sbarcata in Italia sta non solo crescendo nella diffusione e nell’utilizzo tra gli utenti, ma sta mettendo in pratica anche strategie di engagement sulla piattaforma, in modo da coinvolgere sempre di più gli utenti. E l’esperimento fatto nei giorni scorsi ne è la prova. In pratica, attraverso l’account LINE Italia si poneva una semplice domanda agli utenti italiani e la domanda era questa: “Quale personaggio TV italiano ti piace di più?“. Bene in pochi giorni sono arrivate 220 mila risposte da altrettanti utenti, un bacino davvero interessante di utenti per lo più giovani che hanno interagito subito con la piattaforma. Gli utenti hanno alla fine premiato Paolo Bonolis, risultato il più votato, ma anche Gerry Scotti e Fiorello sono stati molto votati e non mancano personaggi come Marco Bocci, Emma Marrone e Paolo Ruffini. I primi dieci classificati comprendono:

    1.       Paolo Bonolis
    2.       Gerry Scotti
    3.       Fiorello
    4.       Raul Bova
    5.       Checco Zalone
    6.       Maria De Filippi
    7.       Marco Bocci
    8.       Emma Marrone
    9.       Paolo Ruffini
    10.   Belen Rodriguez

    Con questa attività dimostriamo ancora una volta che LINE non è solo un’app di messaggistica”, sostiene Federica Calcaterra, Marketing Manager di LINE Italia, “ma una piattaforma di comunicazione in grado di coinvolge attivamente gli utenti più di qualsiasi altro social network. In un mercato dove tante applicazioni vengono scaricate e poi abbandonate nel giro di pochi giorni, siamo contenti di vedere come, anche in Italia, gli utenti Line rispondano sempre con entusiasmo a tutte le nostre iniziative.”

    Il sondaggio condotto da LINE Italia si è svolto in modalità “On air”: per partecipare, gli utenti dovevano semplicemente rispondere via Chat alla domanda inviata dall’Account Ufficiale di LINE Italia. Attraverso un semplice sistema di CMS tutte le risposte venivano registrate in tempo reale ed elaborate per arrivare a comporre la classifica finale.

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    LINE si prepara quindi a diventare anche uno strumento di marketing innovativo per le aziende che cercano un rapporto più diretto con i propri consumatori: aprendo un Account Ufficiale su LINE anche i brand potranno lanciare sondaggi, veicolare concorsi ed inviare agli utenti LINE messaggi di testo e audio, sticker, foto, video e coupon promozionali, tutto rigorosamente via chat. Insomma, l’esperimento promette di estendere gli orizzonti della messaggistica così come la conosciamo, promettendo nuovi risvolti utili anche per strategie di business. Staremo a vedere gli sviluppi.

    Intanto, ci piacerebbe sapere anche la vostra opinione!

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  • Ecco i migliori brand su Facebook e su Twitter a Novembre 2013

    Ecco i migliori brand su Facebook e su Twitter a Novembre 2013

    Dal mese scorso Blogmeter ci propone una classifica dei migliori brand in Italia su Facebook e su Twitter in modo unitario, così da avere un quadro più completo. Nel mese di Novembre 2013 i migliori brand su Facebook BeautYdea, superando Libero, BastardiDentro, PosteMobile e Juventurs; mentre su Twitter si sono distinti Juventus, Le Iene, Atac e ancora Juventus per il top tweet del mese

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    Appuntamento molto atteso, dagli addetti ai lavori e non solo, e ormai periodico con la classifica dei migliori brand in Italia su Facebook e Twitter ad opera di Blogmeter che ha analizzato, durante il mese di Novembre 2013, 76 milioni di interazioni tra pagine Facebook e profili Twitter. A ben vedere, rispetto alla classifica dello scorso mese, quello che si nota subito è il fatto che Libero non guidi più la classifica di Engagement su Facebook, posizione mantenuta per diversi mesi in maniera stabile. Un dato che interessa il tema della social tv è che i brand legati ai programmi televisivi, come vedremo, sono presenti tra le primissime posizioni. E non è da meno il calcio. Insomma questa classifica rispecchia senza dubbio anche le passioni degli italiani.

    Ma vediamo tutti i dati di questa nuova classifica ricordando sempre i parametri che Blogmeter ha considerato, ossia: engagementnew fans/followers; response (tempi di risposta); post più coinvolgente su Facebook e su Twitter.

    Per quanto riguarda l’Engagement, su Facebook, come anticipato all’inizio, Libero cede la prima posizione a BeautYdea che fa registrare una media  di 237,1 interazioni (like, condivisioni, commenti e post spontanei) ogni mille fan, grazie alla pubblicazione assidua di post: una media di circa 70 post pubblicati ogni giorno) contenenti immagini. Cresce in questo periodo la fanpage di di Ballando con le stelle che si conferma lo show televisivo con più engagement rispetto ai fan. Su Twitter il brand più coinvolgente del mese è Juventus FC con più di 191 mila interazioni tra citazioni, risposte, retweet e favorite; X-Factor il talent show che più di tutti ha fatto parlare di se sui social media durante la diretta TV, si piazza secondo.

    Tra i brand che più di altri hanno guadagnato più fan su Facebook, al primo posto si piazza BastardiDentro con oltre 200 mila nuovi fan nel mese di novembre e riconferma la performance che aveva ottenuto il mese scorso. Mentre su Twitter il brand che più di tutti riesce ad acquisire più followers durante il mese di Novembre 2013 è quello Le Iene con oltre 53 mila nuovi fan.

    Il brand più rapido nel rispondere alle richieste degli utenti su Facebook, anche nel mese di Novembre, è PosteMobile con soli 6 minuti di attesa media per rispondere ad ognuno dei 236 post commentati dall’operatore; al secondo posto, anche questa una conferma, troviamo Wind con un valore di response time di 13 minuti e 1.770 richieste evase, mentre la pagina che ha risposto a più post in assoluto è stata quella di TIM (2.595) impiegando mediamente un’ora e 59 minuti. Infoatac, così come abbiamo visto nel mese di Ottobre, si conferma anche nel mese di Novembre il brand più veloce con soli 10 minuti di attesa media per rispondere a 590 richieste di informazioni. Al secondo posto Einaudi editore on un tempo medio di 11 minuti, è il primo dei tre profili del settore dell’editoria in classifica, gli altri sono Sperling & Kupfer e Adelphi Edizioni entrambi new entry del mese.

    Per quanto riguarda, infine, i post e i tweets più coinvolgenti, nel mese di Novembre è il brand della Juventus che riesce a fare il pieno con il post su Facebook riguardo alla vittoria sul Napoli, ottenendo più di 106 mila interazioni, e su Twitter con il tweet con cui fa gli auguri di compleanno ad Alessandro del Piero, ottenendo oltre 3 mila interazioni:

    Allora, cosa ne pensate di queste classifiche? C’è qualche dato che vi ha sorpreso? Raccontateci tra i commenti le vostre impressioni.

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  • Ecco i 10 migliori brand su Facebook e Twitter ad Ottobre 2013

    Ecco i 10 migliori brand su Facebook e Twitter ad Ottobre 2013

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    Per il mese di Ottobre 2013 Blogmeter ci propone una classifica unitaria che ci mostra i 10 migliori brand su Facebook e su Twitter, Libero si impone per engagement su Facebook, mentre JuventusFC lo è su Twitter ed è anche il brand che registra più nuovi followers. BastartiDentro invece è quello che acquisisce più nuovi fans su Facebook. Ma vediamo in dettaglio le classifiche

    Fino a qualche settimana fa eravamo abituati a vedere la classifica dei migliori brand su Facebook ogni mese. Poi è arrivata da Settembre anche la classifica dei brand su Twitter che era quello che molti tra addetti ai lavori o semplici interessati all’argomento attendevano. E per il mese di Ottobre Blogmeter ha pensato di unire le due classifiche in un’unica infografica in modo da avere uno sguardo completo su quelli che sono i 10 migliori brand del mese su Facebook e su Twitter, secondo i parametri che in questi mesi abbiamo imparato a conoscere e cioè classifica dei brand per: engagement; new fans/followers; response (tempi di risposta); post più coinvolgente su Facebook e su Twitter. Allora vediamo in dettaglio la classifica.

    Per quanto riguarda l’Engagement, su Facebook Libero continua ad essere sempre il brand più coinvolgente con i propri fans. Mel mese di Ottobre 2013 fa registrare 241,9 interazioni ogni mille fan; mentre al secondo posto abbiamo la new entry BeautYdea con 206. Su Twitter invece il brand più coinvolgente è JuventusFC che fa registrare 166 mila interazioni tra retweet, reply, favorite e citazioni; tra le new entry troviamo il profilo dello show televisivo di Sky X Factor a quota 66 mila, protagonista assoluto dell’emergente fenomeno della Social Tv. E possiamo dire che questo non è affatto una sorpresa e vedremo se nella classifica del prossimo mese avrà fatto registrare numeri più alti.

    Per ciò che riguarda i brand che hanno acquisito il più alto numeri di nuovi fans, su Facebook nel mese di Ottobre 2013 Blogmeter ci segnala al primo posto la pagina di BastardiDentro che con oltre 239 mila nuovi fan raggiunge e supera quota 1 milione. Su Twitter troviamo ancora una volta il profilo della Juventus che guadagna in questo mese più di 43 mila follower diventando il settimo brand profile più seguito d’Italia con oltre 833mila follower. Insomma il calcio è una passione che si segue anche sui social media.

    Per quanto riguarda la classifica sui tempi di risposta dei brand, su Facebook nelle prime sette posizioni troviamo i medesimi brand del mese di Settembre 2013 e quindi: PosteMobile che conferma il primo posto grazie ad una media di 9 minuti per 280 richieste soddisfatte; al secondo posto Wind, che impiega in media solo 12 minuti e ha risposto a 1.694 post degli utenti. La pagina più attiva in assoluto è quella di Tiscali Help Desk (ben 2.779 post commentati) ma con un tempo di attesa medio superiore alle 17h non entra nella nostra classifica. Su Twitter il profilo di InfoAtac si piazza in prima posizione con un tempo medio di soli 7 minuti e 1182 risposte; poi troviamo Einaudi Editore con 368 richieste soddisfatte e un tempo di attesa medio di 16 minuti, e Alice TV che ha impiegato in media 17 minuti per ognuna delle 200 risposte date.

    E infine vediamo quali sono stati i post più coinvolgenti sulle due piattaforme. Su facebook il post più coinvolgente del mese è quello pubblicato dalla pagina di Io e il mio Bambino in cui appare una foto che ritrae Michelle Hunziker incinta e gli auguri per la neonata Sole, che fa registrare oltre 68.600 interazioni. Su Twitter, invece, troviamo di nuovo JuventusFC, che pubblica il tweet più coinvolgente del mese alla vigilia della partita contro il Real Madrid.

    Allora che ne pensate di queste classifiche? Raccontateci cosa ne pensate tra i commenti.

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  • Ecco i Brand più seguiti su Facebook ad Aprile 2013 in Italia

    Ecco i Brand più seguiti su Facebook ad Aprile 2013 in Italia

    Su Facebook i Brand più seguiti in Italia ad Aprile 2013 sono KIKO Cosmetics, Libero, PosteMobile e Le Iene. Questo è quanto emerge dalla periodica rilevazione di Blogmeter che per questo mese ha analizzato 40 milioni di interazioni

    Ed eccoci di nuovo a mostrarvi la rilevazione che ogni mese Blogmeter opera sui brand più seguiti su Facebook che si rivolgono al mercato italiano. Per la rilevazione che riguarda il mese di Aprile 2013, sono state rilevato 40 milioni di interazioni che riguardano appunto i brand monitorati. Con quali risultati?

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    Per il secondo mese consecutivo, per quel che riguarda la classifica dei Nuovi Fans, si piazza al primo posto la fan page KIKO Cosmetics Italia che ad aprile ha guadagnato ben 551 mila nuovi fans, un risultato eccezionale che si presenta per la prima volta in questo tipo di rilevazioni. In seconda posizione si piazza Glamoo Italia con 172 mila nuovi fans e in terza posizione troviamo la fan page di uno dei videogame più famosi, Need For Speed, con 166,115 mila nuovi fans. Ricordiamo che le ultime due sono delle new entry per questo mese, come lo sono anche Real Time e Hugo Boss che si piazzano rispettivamente in quarta e quinta posizione.

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    Passiamo a vedere ora uno dei dati, a nostro modo di vedere, più rilevante, cioè l’Engagement, quindi le interazioni sulle pagine. Anche per il mese di Aprile 2013 la fan page di Libero su Facebook è quella che accentra il maggior numero di interazioni, con una media giornaliera di 170 interazioni per ogni mille fans, quindi un livello di coinvolgimento molto alto rispetto al numero di fans. Al secondo posto troviamo la new entry Iron Man IT che in occasione dell’uscita nelle sale cinematografiche del terzo capitolo della saga ottiene durante il mese di aprile una media di 86,1 interazioni giornaliere per ogni mille fan; al terzo posto si conferma la pagina della rivista Famiglia Cristiana con un page engagement di 71,5. Segnaliamo, tra le new entry, la fan page di Mario – Una serie di Maccio Capatonda, la serie che va in onda su Mtv, la fan page di Porta a Porta e anche quella di Amici. Le ultime tre fan page sono la testimonianza della crescita del fenomeno della Social Tv.

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    Per quanto riguarda i Tempi di Risposta in base alle richieste fatte sulle fan page, a guidare la classifica Response Time c’è PosteMobile che fa registrare un tempo di attesa medio di 1 ora e 16 minuti per rispondere alle domande degli utenti sulla propria pagina (264 in totale), segue Poste Italiane che ha risposto a 699 post degli utenti facendoli attendere mediamente 1 ora e 27 minuti, mentre al terzo posto si conferma Vodafone it con un response time medio di 1 ora e 36 minuti e 1.207 richieste degli utenti soddisfatte. TIM, pur perdendo la prima posizione, è il brand che ha risposto al maggior numero di richieste, ben 1.466.

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    Il post più coinvolgente, con oltre 39.800 interazioni, è quello pubblicato sulla fan page de Le Iene e ritrae Iary Blasi che invia un bacio virtuale ai fan del programma. In seconda posizione troviamo una foto sulla pagina di ROBA DA DONNE che ritrae una simpatica nonnina che per il suo novantunesimo compleanno chiede di mettere “mi piace” alla sua foto, ottenendo in risposta ben 36.600 interazioni! Terza posizione occupata da As Roma con il post che celebra l’accesso alla finale di Coppa Italia.

  • Engagement e Social Media, alcuni consigli da LivePerson

    Engagement e Social Media, alcuni consigli da LivePerson

    Engagement e Social Media sono ormai parole chiavi obbligate per le aziende che vogliono iniziare ad usare canali di comunicazione digitale. Spesso proviamo a dare suggerimenti per fare in modo che una strategia di comunicazione possa essere d’aiuto, ma oggi vi proponiamo dei consigli preziosi che ci da LivePerson, azienda leader di soluzioni di online engagement intelligente e in tempo reale

    Engagement, ossia essere coinvolgenti coi propri utenti/clienti, ha assunto ormai un valore di fondamentale importanza nell’intento di comunicare attraverso i Social Media. Sappiamo che tante aziende, oggi, scelgono di essere presenti sui social media, ma quante di queste seguono una strategia precisa? Quante si sono prefissate un preciso obiettivo da raggiungere? Quante si pongono il problema di come gestire al meglio i canali social e massimizzare il coinvolgimento degli utenti. Chi ci segue sa quanto teniamo a questo tipo di argomenti e spesso abbiamo provato a fornire dei suggerimenti, ma oggi facciamo nostri e ve li proponiamo i consigli di Mario Manzoli, Regional Sales Manager per l’Italia di LivePerson, fornitore leader di soluzioni di online engagement intelligente e in tempo reale. Alcuni vi saranno già noti e forse vi sembreranno anche scontati, ma val la pena di ricordarli. In complesso sono essenziali e precisi, vediamoli insieme.

    1. Scegli un social media e gestiscilo al meglio

    Se ancora non hai adottato una strategia di social engagement, può non essere facile decidere da dove cominciare: Facebook, Twitter, Linkedin, YouTube, Google+, Pinterest, Blogging… la cosa migliore è identificare il social network che più di altri possa aiutarti a raggiungere i tuoi obiettivi di business e il livello di engagement prefissato. Per far ciò sarà necessario fare qualche ricerca a monte, per comprendere che tipo di target utilizza ciascuna piattaforma e in che modo. In un secondo momento, sarà poi ovviamente possibile estendere la propria presenza ad altri canali, ma sceglierne uno e gestirlo al meglio è il modo migliore di cominciare.

    2. Crea un team dedicato

    Niente di peggio di un canale social che non interagisca con i suoi fan/follower o che ignori le loro domande. Non basta postare contenuti di tanto in tanto: i social vanno alimentati con regolarità e il dialogo con il pubblico è fondamentale. Allo stesso modo, se decidi di abbandonare un profilo precedentemente creato, ricordati di cancellarlo definitivamente: l’inattività non è mai percepita positivamente.

    3. Ascolta il web

    Monitorare quanto viene detto sul web è fondamentale: gli Alert di Google non bastano.  Cosa devi monitorare? Per prima cosa le parole chiave associate al tuo brand, ma non solo: segui anche ciò che viene detto sul tuo settore, sui tuoi concorrenti, sui vostri prodotti. Ascoltando la voce del web potrai comprendere meglio i tuoi utenti e garantire loro un’offerta più mirata.

    4. Stabilisci la social media policy interna

    E’ sempre bene esplicitare una serie di linee guida relative al comportamento che i dipendenti di un’azienda sono tenuti a seguire sui social. Ma attenzione: l’accento non va tanto posto sulle restrizioni, ma piuttosto su ciò che i dipendenti possono fare per contribuire a sviluppare una percezione positiva dell’azienda sul web.

    5. Mostra il volto umano del brand

    Per quanto possano amare il vostro brand, i clienti ricercano un contatto umano. Anche quando si comunica per conto di un’azienda, è bene far capire al pubblico chi c’è dietro l’account, specialmente nel caso di servizi di assistenza. Ad esempio, non è una cattiva idea quella di far firmare all’operatore un tweet o un post!

    6. Proteggi il brand

    Talvolta, le campagne social sfuggono di mano: basta ricordare alcuni #epicfail, come il caso Groupalia durante il terremoto in Emilia oppure l’hastag #McDstories. Qualunque sia la causa – personale poco competente o non adeguatamente formato oppure una scarsa pianificazione – è bene ricordarsi che il web è un amplificatore e che chi gestisce il profilo di un’azienda parla a nome del brand e non a nome proprio.

    7. Occhio al mobile

    Accertatevi che la vostra presenza sui social risponda anche ai bisogni degli utenti mobile, soprattutto se ancora non avete un’app o un sito ottimizzato. Ad esempio, poiché sempre più utenti utilizzano dispositivi mobili in-store, accertatevi che i vostri profili social siano anche in grado di supportare i consumatori in negozio.

    8. State al passo con i tempi

    I social media evolvono alla velocità della luce anche grazie alla costante aggiunta di nuove feature e plug-in. Probabilmente, tra 5 o 10 anni il mondo dei social media sarà completamente diverso, il che significa che non solo è necessario stare al passo con le ultime novità ma anche – e soprattutto – lanciare uno sguardo al futuro!

    Allora che ne pensate?

  • Ecco i migliori brand italiani su Facebook a Gennaio 2013

    Ecco i migliori brand italiani su Facebook a Gennaio 2013

    Ed ecco che vi proponiamo la prima classifica del 2013 per quanto riguarda i migliori brand su Facebook, realizzata da Blogmeter. E i migliori brands nel mese di Gennaio sono Amazon, Libero, PosteMobile e Le Iene. Ma vediamo più nel dettaglio

    Blogmeter ha diffuso oggi, come tutti i mesi, la classifica dei migliori brand italiani su Facebook, la prima del 2013. L’elaborazione è stata effettuata attraverso il tool Social Analytics che ha analizzato oltre 23 milioni di interazioni, tra post, like, commenti e condivisioni, avvenute su più di 1700 pagine Facebook italiane. Ma andiamo per ordine.

    Nuovi Fans

    Tra i brand che nel mese di Gennaio hanno acquisito il maggior numero di nuovi fans, Amazon.it è quella che supera tutti con 141.532 fans. A seguire, Samsung Italia, che passa dalla prima alla seconda posizione, e poi la new entry Big Babol Italia che guadagna 136.324 nuovi fans. E come potete notare dalla classifica, le new entry in questo mese sono tante

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    Engagement

    A guidare la classifica dei brand più coinvolgenti a gennaio 2013, troviamo sempre la pagina di Libero, con una media di 164,4 interazioni giornaliere per ogni mille fan, seguito dalla pagina della squadra di calcio di serie A U. C. Sampdoria, 113,3, e dalla new entry Casaviva (rivista dedicata all’arredamento edita dalla Mondandori), 78. New Entry di questo mese sono la pagina ufficiale del Bologna CalcioF. C. (50,7), Linkiesta.it, il quotidiano online diretto da Jacopo Tondelli (33,6), Il Mattino (29,8) e poi la pagina di Ballarò (28,5), unica trasmissione televisiva in questa classifica.

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    Tempi di Risposta

    E vediamo adesso la classifica del response time, ossia i tempi di risposta registrati in seguito a richieste sulla pagina. Le prime posizioni sono stabili rispetto a Dicembre 2012, infatti ritroviamo: PosteMobile  che si conferma la più veloce nel processare le richieste dei fan con un tempo medio di risposta di 51 minuti, seguita da young&eni e Poste ItalianeLa pagina di TIM  è quella che ha elaborato il maggior numero di richieste e ha risposto a ben 1.821 post degli utenti. Da notare un abbassamento generale dei tempi di risposta rispetto al mese precedente con un calo di oltre 2h per la ventesima posizione.

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    Post più Coinvolgente

    Il post più engaging di gennaio proviene dalla pagina de Le Iene che raccolgono più di 113.900 interazioni tra condivisioni, like e commenti in seguito alla pubblicazione del video su Barbareschi. La pubblicazione è avvenuta prima sulla pagina in quanto a Le Iene non erano sicuri di poter farlo vedere anche durante la trasmissione.

    Al secondo e terzo posto troviamo i post de La Repubblica e di Che tempo che fa con la pubblicazione, in entrambi i casi, di una foto che accompagna l’addio all’attrice Mariangela Melato, con un totale di interazioni, rispettivamente di 29.600 e di 28.600, quindi molto vicini tra loro.

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  • Nel processo d’acquisto online per gli utenti il supporto è fondamentale [Infografica]

    Nel processo d’acquisto online per gli utenti il supporto è fondamentale [Infografica]

    Da un’indagine commissionata da LivePerson, che vi presentiamo oggi accompagnata da un’infografica, si rileva che oltre l’80% degli utenti dichiara di aver bisogno di supporto durante il processo d’acquisto online. L’indagine analizza il comportamento d’acquisto dei consumatori online e il loro livello di engagement

    LivePerson, fornitore leader di soluzioni di online engagement intelligente e in tempo reale ha commissionato a una società indipendente un’indagine volta ad analizzare il comportamento d’acquisto di oltre 5.700 utenti, di cui 530 italiani, di siti di e-commerce, turismo, intrattenimento, telecomunicazioni e utility.

    In molti casi, le abitudini individuate così come la propensione allo shopping online hanno messo in evidenza una netta spaccatura tra le aspettative dell’utente e l’offerta delle aziende, soprattutto in termini di customer service. Sebbene l’accesso immediato alle informazioni in ogni luogo e da ogni dispositivo stiano cambiando il modo in cui i consumatori effettuano i loro acquisti, il supporto offerto dall’azienda non deve diminuire, anzi. Quanti clienti si sentono abbandonati a sé stessi davanti ai loro pc, smartphone o tablet? Più di quanti non si pensi, soprattutto in Italia.

    Utenti italiani: esperti o principianti?

    Il sondaggio ha chiesto innanzitutto agli intervistati di indicare il loro livello di esperienza in qualità di online shopper: il 28% degli intervistati si è definito principiante, ossia alla ricerca attiva di un supporto durante il processo d’acquisto; il 56% si è attribuito un livello di expertise medio, definendosi in linea di massima autosufficiente, e solo il 16% si è dichiarato un vero ‘guru’ in materia, tanto da poter dare consigli ad altri utenti. Tra i campioni analizzati, i tedeschi sembrano essere i più pratici in fatto di acquisti sul web (87% degli intervistati), mentre gli italiani si vedono invece come i meno esperti (solo il 55% degli intervistati dichiara di un livello di expertise medio o alto).

    Questa percezione trova conferma nelle abitudini d’acquisto: tra tutti i Paesi analizzati, sono infatti gli espertissimi tedeschi (53%) ad affermare di spendere più sul web che nei negozi, seguiti dagli inglesi (47%) e dagli americani (40%). Chiudono la classifica gli italiani: solo il 27% degli intervistati spende di più online.

    Ricevere supporto online non è scontato!

    A livello globale, sebbene solo 1 intervistato su 6 richieda effettivamente un supporto durante il processo d’acquisto online, l’83% dei consumatori online ammette che potrebbe averne bisogno. Tra i Paesi analizzati il Regno Unito è il meno propenso a cercare supporto (solo il 13% degli intervistati si dichiara a favore), mentre l’Italia è quello che lo è di più (43%).

    Durante il processo d’acquisto, il 71% degli utenti si aspetta di trovare supporto entro 5 minuti, il 31% si aspetta invece un aiuto immediato. La velocità di reperimento delle informazioni è risultata essere meno importante per i tedeschi (48% degli intervistati), ma fondamentale per americani (81%), inglesi, francesi e italiani (tutti al 73%). Se il supporto non fosse offerto entro il tempo indicato, il 48% si rivolgerebbe a un sito competitor o abbandonerebbe l’acquisto. In questo senso, il Regno Unito presenta la più alta percentuale di ‘disertori’ (58%) mentre gli italiani sono i più persistenti: solo il 30% è pronto a indirizzarsi altrove mentre il 9% opta per l’abbandono dell’acquisto.

    Velocità e dialogo: gli elementi differenzianti dello shopping online

    Quando è stato chiesto agli utenti cosa determina il successo di un’esperienza di customer service, due sono state le risposte principali: la rapidità nella risoluzione di un problema (per l’82% degli intervistati) e la capacità di risoluzione in un unico passaggio (first-contact resolution, 56%).

    Interessante notare che il 93% dei consumatori ritiene che il supporto in tempo reale possa tornare utile in più fasi del processo d’acquisto. Il 51% dichiara inoltre che, se potesse usufruire di una Live Chat, sarebbe più propenso all’acquisto, trend particolarmente forte in Italia, sostenuto dal 60% degli intervistati che, sempre in caso di Live Chat disponibile, esprimono una maggiore propensione a rivolgersi allo stesso sito una seconda volta e a fidarsi del brand.

    Spiega Mario Manzoli, Regional Sales Manager di LivePerson per l’Italia:

    Presso consumatori e aziende è ancora largamente diffusa la percezione del web come ambiente self-service. La realtà dei fatti indica però che i consumatori online si aspettano e hanno bisogno di ricevere lo stesso livello di supporto che troverebbero in un negozio fisico: se questo tipo di supporto non viene erogato – e, per di più, in breve tempo –  essi sono disposti ad abbandonare l’acquisto o a dirigersi su di un sito concorrente. Per fidelizzare i propri clienti, i business online devono essere capaci di identificare il livello e la tipologia di supporto richiesta dal consumatore, analizzando il suo comportamento e rispondendo di conseguenza”.

    A questo link potete visionare l’intera ricerca.

    Ora raccontateci come vi comportate voi nel momento di effettuare un acquisto onlie, vi ritrovate nelle casistiche rilevate dall’indagine?

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