Tag: facebook stories

  • Facebook, presto si potranno condividere le Storie su Instagram

    Facebook, presto si potranno condividere le Storie su Instagram

    Come sapete già, è possibile condividere le storie da Instagram verso del Facebook Stories. In quest giorni Facebook sta testando il percorso inverso, cioè quello di condividere le storie da Facebook verso Instagram.

    La solita Jane Manchun Wong, che abbiamo imparato a conoscere bene, ha scoperto che Facebook sta testando la condivisione delle Storie verso Instagram, il percorso inverso di quello che è già possibile fare da Instagram verso Facebook. Oltre ad essere una delle solite soffiate della Wong, Facebook ha pure confermato il test, quindi presto la vedremo disponibile per tutti.

    Dal tweet di Wong si vede che la condivisione, visibile per le successive 24 ore, sarà possibile verso chiunque “pubblico”, verso “amici”, “personalizzato”, oppure “nascondi a”. A destra in basso della storia si vede l’icona di Instagram.

    facebook stories instagram franzrusso.it 2020

    In questo modo avremo la possibilità di fare un vero e proprio cross-posting verso le due piattaforme e, a dirla, sorprende che ci siano arrivati solo adesso dal 2017, quando venne resa possibile la condivisione da Instagram verso Facebook.

    Vi starete chiedendo quale sia la vera motivazione di questa operazione, apparentemente normale, forse neanche tanto necessaria. Ma la vera notizia è che questa è una delle dimostrazione della interoperabilità che Mark Zuckerberg aveva annunciato nel 2018. Le piattaforme della famiglia Facebook saranno sempre più legate tra loro e sarà sempre più facilitata la condivisione tra le stesse.

    Inoltre, questa è una delle dimostrazione che le Storie, quindi la condivisione di contenuto effimero, “sono il futuro”. Non siamo pienamente d’accordo con questa affermazione, ma certamente le Stories sono una parte sempre più prominente sulle varie piattaforme.

    facebook stories instagram

    Al punto che presto le vedremo anche su Twitter, ne scrivevamo qualche giorno fa, il test è già attivo in Brasile, e presto, secondo indiscrezioni sempre più confermate, le vedremo anche su LinkedIn entro, probabilmente, quest’anno. Già, come abbiamo sottolineato più volte qui sul nostro blog, LinkedIn è ormai un social meda a tutti gli effetti.

    Prepariamoci comunque ad una continua operazione da parte di Facebook a rendere tutte le sue applicazioni sempre più legate e connesse tra loro.

  • Anche la Musica sposa le Stories, ecco come fare da Tidal e Spotify

    Anche la Musica sposa le Stories, ecco come fare da Tidal e Spotify

    La musica si affaccia sempre più prepotentemente sulle Stories. E così, a distanza di pochi giorni, Tidal, prima, e Spotify, dopo, annunciano la possibilità di condividere musica dalle app direttamente sulle stories. Tidal su entrambe le modalità e Spotify adesso anche sulle Facebook Stories.

    Se le Stories stanno diventando sempre più un canale attraverso cui gli utenti raccontano le proprie giornate, anche se in modalità effimera, allora la musica può essere un ulteriore elemento di narrazione, soprattutto delle emozioni e delle sensazioni. Ebbene, la musica può essere condivisa anche sulle Instagram e le Facebook Stories. In questi giorni sia Tidal, prima, che Spotify, dopo, hanno annunciato la possibilità di poter condividere la musica che si ascolta dalle app direttamente sulle Stories.

    E così, a distanza di pochi giorni, Tidal e Spotify hanno annunciato importanti novità che a molti potrebbere risultare molto interessante.

    musica stories tidal spotify franzrusso.it 2019

    La musica da Tidal verso le Instagram e Facebook Stories

    Il 21 agosto scorso Tidal, l’app di musica in streaming di proprietà della Project Panther Bidco Ltd. di Jay-Z dal 2015, ha annunciato la possibilità di condividere i brani che si ascoltano dall’app direttamente sulle Instagram e Facebook Stories. Interessante la possibilità di condividere anche 15 dei video musicali, la clip sarà visibile solo sulle Instagram Stories mentre sulle Facebook Stories comparirà un’immagine statica. La condivisione da Tidal è possibile sia dall’app iOS che da quella Android.

    Un aspetto importante questo per Tidal che punta a catturare l’attenzione di un pubblico molto attento alla musica, come è quello che usa le Stories. Una modalità utile per cercare di accrescere il numero degli utenti iscritti. L’app oggi conta quasi 4,5 milioni di utenti abbonati e il valore dell’azienda si avvicina ai 600 milioni di dollari. Tidal ha in catalogo licenze per oltre 60 milioni di brani e oltre 250 mila video musicali.

    Spotify permette la condivisione anche sulle Facebook Stories

    Diverso il discorso di Spotify che già da qualche mese permette agli utenti la condivisione di musica dall’app sulle Instagram Stories. La notizia è infatti che Spotify adesso estende la condivisione anche sulle Facebook Stories.

    In pratica, gli utenti hanno la possibilità di condividere anche sulle Facebook Stories 15 secondi del brano preferito in quel momento. A differenza di Tidal (che permette anche la condivisione delle playlist), solo i singoli brani possono essere condivisi.

    Ad aprile Spotify ha superato i 100 milioni di utenti abbonati, arrivando a 217 milioni di utenti attivi al mese.

  • Italiani e Social Media, più del 30% degli utenti guarda le Stories

    Italiani e Social Media, più del 30% degli utenti guarda le Stories

    Nuova edizione della ricerca di Blogmeter, “Italiani e Social Media”, che ci offre uno spaccato su come gli italiani usano questi strumenti di comunicazione. Elemento molto interessante che emerge dalla survey è che più del 30% degli utenti guarda le stories su Facebook e su Instagram.

    Sempre molto interessante la ricerca di Blogmeter, “Italiani e Social Media“, giunta alla terza edizione, che ci offre uno spaccato su come gli utenti italiani usano questi strumenti di comunicazione. Lo scorso anno avevamo evidenziato un elemento che ci aveva molto colpito, ossia quello relativo al fatto che gli italiani fanno fatica a distinguere la pubblicità dai contenuti. L’elemento interessante invece dell’edizione di quest’anno è che gli italiani amano le stories: più del 30 percento le guarda su Facebook e su Instagram. La ricerca tiene in considerazione i dati sulla survey racconti da 1.510 interviste ad utenti italiani iscritti ad almeno un social network.

    Fatta la doverosa premessa, passiamo a vedere i risultati della ricerca.

    Come abbiamo avuto già modo di vedere lo scorso anno, la ricerca distingue tra social di cittadinanza e social funzionali. Quelli di cittadinanza sono i più usati dagli utenti italiani più volte a settimana e che contribuiscono a definire le nostre identità di relazione. Sono quelli che hanno come rappresentante principale Facebook seguito da YouTube e Instagram. Pinterest oltre a confermare i propri trend di crescita in termini di diffusione si caratterizza sempre più come social di cittadinanza. Non solo i social propriamente detti, ma anche i servizi di messaggistica come WhatsApp, Messenger e Telegram rientrano in questa categoria, in quanto vengono utilizzati più volte al giorno dagli utenti.

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    I social funzionali, tra cui TripAdvisor e Skype sono quelli che vengono utilizzati saltuariamente poiché soddisfano un bisogno specifico. I social più orientati giovani come TikTok, Snapchat e WeChat, pur avendo una buona penetrazione nella popolazione generale, non hanno ancora una connotazione fortemente di cittadinanza o funzionale. Sarà interessante valutare la loro evoluzione nel tempo.

    Italiani e Social Media, perchè li usano

    Come già visto negli anni scorsi e come già avuto modo di osservare nel corso di altra analisi, la principale ragione che spinge gli italiani a utilizzare i social media è leggere i contenuti altrui: il 43% degli intervistati, infatti, dichiara di servirsi dei social unicamente per questo motivo, mentre il 12% li utilizza con il solo scopo di scrivere post originali. A sorprendere è la percentuale relativa alla fascia d’età: il 69% di coloro che si limitano a utilizzare i social per leggere contenuti scritti da altri rientra nella fascia di età 15-24 anni, ovvero la Generazione Z. Nello specifico Facebook, il più citato dagli intervistati, viene utilizzato prevalentemente per informarsi, condividere momenti e leggere o guardare recensioni; YouTube risulta essere il canale preferenziale per svago e per trovare stimoli e idee; mentre Instagram si conferma anche quest’anno il più amato per seguire le celebrities.

    italiani social media 2019

    Nel 2018 Blogmeter ha introdotto nella survey un capitolo interamente dedicato all’advertising sui social, al fine di determinare quanto risulti utile o disturbante per gli utenti. Lo scenario dello scorso anno evidenziava quanto la pubblicità su YouTube risultasse interruttiva per il 75 percento degli intervistati, mentre neutra su Facebook e Instagram (rispettivamente per il 33 percento e il 34 percento).

    A distanza di un anno la situazione risulta mutata: la percezione di utilità è cresciuta per tutti e tre i canali analizzati (+19 percento per Facebook, +7 percento per Instagram e +10 percento per YouTube) a dimostrazione che una targhettizzazione sempre più mirata risulta molto utile.

    Italiani e e-commerce

    Per il terzo anno consecutivo le abitudini di shopping online rimangono invariate, confermando una forte predisposizione degli italiani all’acquisto di prodotti e servizi tramite e-commerce: il 90  infatti dichiara di aver comprato online il 50% di voler acquistare di più l’anno prossimo.

    I canali preferenziali per informarsi prima di effettuare un acquisto risultano essere i motori di ricerca e i siti di vendita online e anche i siti di recensioni e i forum specializzati. I canali emergenti, come Facebook, Instagram e YouTube sono utilizzati soprattutto dagli utenti “addicted”, cioè quelli che possiedono più di 7 profili social.

    italiani social media 2019 funzione

    Italiani e le Stories

    La novità della edizione 2019 di “Italiani e Social Media” è l’introduzione della sezione dedicata a stories su Facebook e Instagram. Dalla ricerca emerge che il 32 percento degli italiani preferisce guardare stories anziché leggere un post, percentuale ancora più alta nella fascia 15-24 anni, raggiungendo il 52 percento. Quando si parla di stories non si può fare non fare riferimento agli influencer, grandi utilizzatori di questa forma di contenuto effimero. Gli intervistati dichiarano di seguire le personalità social perché parlano di argomenti di loro interesse e perché sono simpatici e spontanei.

    Anche quest’anno è stato chiesto agli intervistati di nominare una persona divenuta famosa grazie ai social e di cui sono follower. Non sorprende che i più citati siano i protagonisti del matrimonio più social dell’anno: i Ferragnez, ovvero la coppia composta da Chiara Ferragni e Fedez. La fondatrice del blog The Blonde Salad stacca di parecchio il marito rapper che si posiziona secondo. Dopo di loro il calciatore della Juventus, Cristiano Ronaldo che strappa per un soffio la Top 3 a Clio Zammatteo (la famosa ClioMakeUp).

    Quindi, dagli interessanti dati che emergono da questa ricerca viene fuori, soprattutto dagli ultimi relativi alle stories, che stiamo andando verso una direzione che ci porta sempre di più ad un contenuto istantaneo, sempre aggiornato e coinvolgente. Difficile mettere insieme un alto grado di coinvolgimento insieme alla velocità, vuol dire che la discriminate diventa la spontaneità.

    Certo, i giovani leggono meno, attratti da una forma di contenuto sempre più effimera, questo è l’elemento su cui si dovrebbe aprire una riflessione più approfondita.

  • Faceboook, al via il test delle Stories per gli Eventi

    Faceboook, al via il test delle Stories per gli Eventi

    Facebook fa sapere che sta per avviare un test sulle Stories per promuovere gli Eventi. Il test sarà avviato per ora soli negli Stati Uniti, Brasile e Messico. Per quanto possa sembrare bizzarra, in realtà questa potrebbe essere una valida funzionalità.

    Come abbiamo più volte ricordato, per Facebook l’anno appena trascorso non è stato certo un buon, tanti gli scandali che hanno minato la fiducia degli utenti verso la piattaforma, al punto che in tanti, soprattutto i più giovani la stanno abbandonando. Ma, nonostante tutto, Facebook resta ancora una piattaforma con oltre 2,3 miliardi di utenti, e 1,5 miliardi attivi al giorno, e deve trovare quindi le modalità giuste per rendere la piattaforma sempre appetibile. E, questo va riconosciuto senza difficoltà, se c’è una funzionalità che resta ancora valida per le sue caratteristiche, questa è proprio quella degli Eventi.

    Ora, tutto questo per dire che Facebook ha fatto sapere di aver lanciato un test sulle Stories per gli Eventi. Già, Facebook decide di mettere insieme una modalità che piace molto soprattutto agli utenti più giovani insieme ad una delle poche  funzionalità, come dicevamo prima, che ancora funzionano bene sulla piattaforma come gli Eventi. Ed ecco spiegate le Stories per gli Eventi.

    facebook stories eventi

    Vero si tratta di una modalità effimera, ma resta comunque un potenziale strumento creativo per cercare di coinvolgere più utenti possibili sugli Eventi, e solo chi ha a che fare con questa modalità di coinvolgimento sa quanto è difficile promuovere un Evento. Quindi ben vengano modalità anche effimere che possano creare interesse e coinvolgimento. Pensate, la buttiamo lì, a delle Stories per creare attesa attorno ad un evento, un promemoria raccontato con contenuti effimeri ma che creano coinvolgimento.

    facebook stories eventi franzrusso.it 2019
    Da: Engadget

    Le Stories per Eventi permetteranno l’uso degli adesivi, degli stickers, in modo tale che gli utenti, interagendo, possano manifestare il loro interesse a partecipare a questo o quell’evento. Sarà possibile avere anche un link diretto alla pagina dell’evento.

    Il test per il momento sarà valido solo negli Stati Uniti, in Brasile e in Messico. Al momento non si conosco altri dettagli su una possibile espansione del test e su un possibile lancio ufficiale della funzionalità.

    Ora, per quanto possa sembrare bizzarra, ma questa, dopo tanto ma tanto tempo, ci sembra una mossa intelligente da parte di Facebook.

    E voi che ne pensate?

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