Tag: fact checking

  • TikTok lancia Footnotes, la versione ibrida di Community Notes

    TikTok lancia Footnotes, la versione ibrida di Community Notes

    TikTok lancia Footnotes, un sistema di verifica collaborativa simile a Community Notes. Un modello ibrido che combina il fact-checking professionale con il contributo degli utenti. Per ora negli Usa, ecco come funziona.

    E così, dopo Meta, anche TikTok decide di abbracciare un sistema di verifica collaborativa molto simile a quello di Community Notes di X. Su TikTok si chiamerà Footnotes, proprio per richiamare l’idea di note a piè di pagina, cioè brevi annotazioni che aggiungono contesto ai contenuti condivisi sulla piattaforma.

    L’obiettivo è chiarire meglio alcune informazioni, soprattutto in situazioni che rischiano di essere fraintese o decontestualizzate.

    Quello che emerge, ancora una volta, è che le piattaforme digitali sono sempre più chiamate a spiegare meglio il contesto dei contenuti che gli utenti vedono ogni giorno. Non basta più segnalare o rimuovere: serve anche chiarire, fornire strumenti per capire.

    E tutto questo, ovviamente, per contrastare in modo più efficace il fenomeno della disinformazione.

    Quindi, TikTok alla fine si muove nella stessa direzione. Una mossa prevedibile, se guardiamo a ciò che sta accadendo anche sulle altre piattaforme, dove cresce l’adozione di sistemi di verifica gestiti — almeno in parte — direttamente dagli utenti.

    Ma con qualche differenza.

    Rispetto a Community Notes su X, e rispetto anche al sistema di Meta (che, ricordiamolo, è attivo solo negli Stati Uniti e non ancora in Europa), TikTok adotta un approccio diverso.

    Su Meta, ad esempio, il nuovo sistema comunitario è ancora affiancato, soprattutto in Europa, dal lavoro delle organizzazioni di fact-checking.

    TikTok invece non abbandona il fact-checking professionale, anzi. La società di ByteDance continua a collaborare con oltre 20 organizzazioni accreditate, ma apre anche agli utenti. E qui sta la novità.

    https://newsroom.tiktok.com/en-us/footnotes
    Come apparirà Footnotes su TikTok

    Chi può contribuire?

    Non tutti. Per diventare contributori su Footnotes bisogna:

    • avere almeno 18 anni,

    • avere un account TikTok attivo da almeno 6 mesi,

    • non aver violato le regole della piattaforma.

    Sono requisiti simili a quelli richiesti su X. Ma qui TikTok costruisce un sistema ibrido.

    Come funziona Footnotes di TikTok

    Quando un contenuto viene segnalato per potenziale disinformazione, gli utenti approvati possono proporre una nota informativa.

    Questa nota non viene pubblicata subito. Prima deve essere valutata da altri utenti, anche con opinioni divergenti, attraverso un meccanismo che TikTok chiama Bridge-Based Ranking.

    Un sistema che favorisce le note considerate utili da utenti con prospettive diverse, per evitare distorsioni di parte.

    In parallelo, il contenuto della nota può essere anche sottoposto alla valutazione delle organizzazioni di fact-checking. Solo quando questi criteri sono soddisfatti, la nota viene approvata e pubblicata in fondo al contenuto, come una vera nota a piè di pagina.

    Le piattaforme rendono più chiari i contesti

    Questa scelta conferma una tendenza ormai evidente: le piattaforme non possono più ignorare il contesto dei contenuti. Devono spiegarlo, renderlo trasparente, soprattutto quando diventano — come nel caso di TikTok — spazi non solo di intrattenimento, ma anche di informazione, soprattutto per i più giovani.

    Footnotes si inserisce quindi in un panorama dove la disinformazione è diffusa, e dove la capacità di spiegare — e non solo limitare — diventa centrale.

    TikTok lancia Footnotes, la versione ibrida di Community Notes
    TikTok lancia Footnotes, la versione ibrida di Community Notes

    Footnotes arriverà in Europa?

    Per ora, Footnotes è attivo solo negli Stati Uniti, in fase di test.

    TikTok non ha ancora annunciato una data di lancio per l’Unione Europea, anche perché qui vigono regole precise, come il Digital Services Act, che impone standard stringenti per la trasparenza e la gestione dei contenuti.

    È plausibile che TikTok voglia prima verificare l’efficacia del sistema negli USA, e solo dopo valutare un’estensione al mercato europeo. Ma se i risultati saranno positivi, è lecito aspettarsi che Footnotes arrivi anche qui — anche se con i necessari adattamenti alle normative europee.

    Footnotes, un modello intermedio

    Rispetto alla totale apertura di X e alla svolta comunitaria (ma ancora incerta) di Meta, TikTok sembra scegliere una strada intermedia. Non rinuncia alla verifica professionale, ma coinvolge gli utenti in un processo strutturato, trasparente e, almeno nelle intenzioni, controllato.

    Potrebbe essere una soluzione più sostenibile nel lungo periodo, soprattutto dal punto di vista della gestione e della credibilità.

    Resta da vedere come evolverà. Di certo, continueremo a monitorare il funzionamento di Footnotes, soprattutto se, come probabile, dovesse arrivare anche in UE.

  • Twitter, il progetto di fact checking Birdwatch è attivo negli Usa

    Twitter, il progetto di fact checking Birdwatch è attivo negli Usa

    Twitter estende negli Usa, dopo un anno di test e per piccolo gruppo di utenti, il proprio programma di fact checking chiamato Birdwatch.

    Un anno fa Twitter lanciava il suo programma di fact checking denominato Birdwatch. E da oggi il programma inizia ad estendersi negli Usa, sebbene disponibile per un picciolo gruppo “randomizzato”. Ma di cosa si tratta?

    Birdwatch è un programma che consente agli utenti di aggiungere delle note sui tweet che contengono informazioni fuorvianti. Attraverso questo programma di fact checking collaborativo, si possono aggiungere delle note manuali in modo tale da aiutare gli utenti che entreranno in contatto con quel tweet specifico specificando che il contenuto all’interno di esso contiene disinformazione. In pratica, il tweet preso in esame avrà visibili delle note di contesto che aiuteranno l’utente a comprendere se quelle informazioni sono in realtà delle fake news.

    Twitter e Birdwatch

    Va detto che una volta che lo stesso tweet viene segnalato con delle note, Twitter non ne limita le impressions o la reach. Quindi, se ci si trova di fronte ad un tweet che contiene tante note di segnalazioni, evidentemente ci si trova ne caso in cui effettivamente quel tweet contiene informazioni false.

    Si tratta quindi di un progetto partecipativo, potremmo quasi dire che si ispira a Wikipedia, coinvolgendo gli utenti a segnalare contenuti fuorvianti. Un progetto importante, soprattutto in un momento particolare della storia odierna, con il dilagare delle informazioni sul conflitto Ucraina Russia dal potenziale fuorviante enorme. Il processo ricorda molto Reddit (ancora una volta), anche se non ci sono il voti negativi (il downvote), che invece troviamo all’interno dei tweet di risposta.

    Ma il rilascio negli Usa, ad un ristretto gruppo di utenti, non è che un primo passo, lento. Segno che il progetto, ambizioso, ha bisogno di tempo ancora per riuscire a risultare efficace.

    Dagli screenshot diffusi da Twitter si vedono dei tweet con delle note in primo piano e gli stessi utenti saranno anche invitati a valutare tali note, in modo da individuare quelle più affidabili.

    Twitter Birdwatch, il programma di fact checking attivo negli Usa

    Come funziona Birdwatch

    Ma come funziona il progetto Birdwatch?

    Per poter apparire sotto forma di nota, la segnalazione degli utenti riguardo ad un tweet deve essere votata da “un numero sufficiente di collaboratori di Birdwatch“, precisa Twitter, da diverse prospettive, in modo da avere diversi punti di vista. “La differenza di prospettive è determinata da come le persone hanno valutato le note in passato, non in base ai dati demografici“, precisa sempre Twitter.

    Al momento si sa che al progetto hanno contribuito, nella prima fase, circa 10 mila persone. Anche se, come riportava da Poynter a febbraio scorso, solo la metà degli utenti aveva citato una fonte e che spesso le note contenevano “retorica di parte”. Certo, si trattava di un progetto appena lanciato e se oggi Twitter procede ad una prima estensione, vuol dire che qualche segnale è stato ricevuto.

    Infatti, nel presentare il lancio, limitato, negli Usa, Twitter fa sapere che coloro che hanno visto le note sui tweet hanno avuto tra il 20% e il 40% di probabilità in meno di essere d’accordo con il contenuto di un tweet, potenzialmente fuorviante; mentre la maggioranza degli utenti che ha visto le note le ha trovate utili.

    Il progetto esce dalla fase di test

    Il progetto quindi esce dalla sua fase di test, anche se il lancio resta ancora molto circoscritto e la modalità è abbastanza comprensibile. Come in tutte le cose, ci vuole tempo e, quando di parla di disinformazione, ce ne vuole ancora di più.

    Il lancio prevede anche la novità degli alias, ossia la possibilità che gli utenti che propongono delle note possono utilizzare dei nomi diversi in modo da non essere facile bersaglio sulla piattaforma.

    Birdwatch comincia a prendere più forma proprio nel momento in cui i social media sperimentano nuove modalità per tenere lontana la disinformazione dalle piattaforme, un tema particolarmente sentito proprio in questo periodo in cui i social media diventano un nuovo luogo di scontro all’interno del conflitto Ucraina Russia.

    Ovviamente, saremo qui a raccontarvi gli sviluppi di questo programma.