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  • Eunice Newton Foote, la donna che scoprì l′effetto serra

    Eunice Newton Foote, la donna che scoprì l′effetto serra

    Il doodle che vediamo oggi su Google è dedicato a Eunice Newton Foote, la scienziata americana che per prima scoprì l’effetto serra.

    Il doodle che vediamo oggi su Google è dedicato a Eunice Newton Foote, la scienziata americana che per prima scoprì l’effetto serra, quando ancora non si usava definire quel fenomeno con quel nome.

    In occasione dei 204 anni dalla sua nascita, Google, come sempre fa in presenza di grandi personalità della storia che ci hanno aiutato ad allargare le nostre conoscenze, dedica un doodle a Eunice Newton Foote, realizzato dall’artista Margaret Turok.

    Turok è un’artista e illustratrice americana che vive a Brooklyn, New York. È nota per i suoi lavori di illustrazione scientifica e per le sue opere che esplorano i temi della natura e dell’ambiente.

    Eunice Newton Foote google doodle franzrusso.it

    Il doodle di oggi è interattivo, visibile in Usa, Australia, buona parte del Sud America e buona parte dell’Europa. Quando si clicca sul doodle, si aprirà una pagina web che spiega il lavoro di Eunice Newton Foote e l’effetto serra. La pagina web include anche un video che mostra l’esperimento di Foote.

    L’immagine mostra Eunice Newton Foote che sta conducendo il suo esperimento sull’effetto serra. Foote sta usando tre cilindri riempiti di diversi gas per misurare l’effetto di ciascun gas sulla temperatura. Il cilindro riempito di anidride carbonica registra la temperatura più alta, dimostrando che l’anidride carbonica cattura il calore e può portare al riscaldamento globale.

    Nata a Goshen, Connecticut, nel 1819, Eunice Newton Foote era una donna in anticipo sui suoi tempi. Attiva nel movimento per i diritti delle donne, Foote fu una delle firme originali della Dichiarazione dei Diritti e dei Sentimenti al primo congresso femminile tenutosi a Seneca Falls nel 1848, evento chiave nella storia del femminismo americano.

    Oltre al suo attivismo, Foote è notevole per la sua ricerca scientifica. Fu la prima a teorizzare e dimostrare sperimentalmente che la variazione nella concentrazione dei gas nell’atmosfera può alterare il clima terrestre. Nel 1856, Foote espose cilindri di gas – anidride carbonica e aria – alla luce del sole e osservò che i cilindri contenenti anidride carbonica si riscaldavano più di quelli contenenti solo aria. Questo è il principio di base dell’effetto serra.

    All’epoca di Foote, la scienza era un campo dominato dagli uomini. Le donne non erano ampiamente accettate, e il loro lavoro veniva spesso ignorato o attribuito a colleghi maschi. Nonostante queste sfide, Foote continuò il suo lavoro. La sua ricerca fu pubblicata nella American Association for the Advancement of Science (AAAS) nel 1856, ma non fu lei a presentare i risultati – un compito affidato al professor Joseph Henry.

    Anche se non ha ricevuto il riconoscimento che meritava durante la sua vita, il contributo di Foote alla comprensione dell’effetto serra è stato riconosciuto solo di recente. Nel 2010, un ricercatore ha ritrovato il suo studio e ha capito il suo significato, facendo emergere Foote dal buio dell’oblio storico.

    La storia di Eunice Newton Foote è un grande esempio di come i pregiudizi possono oscurare i contributi scientifici fondamentali. Le sue ricerche pionieristiche sull’effetto serra avrebbero potuto rivoluzionare la nostra comprensione del cambiamento climatico molto prima, se solo fosse stata presa più sul serio all’epoca.

    Oggi, tuttavia, Foote è celebrata come un’icona sia del femminismo che della scienza, una pioniera che ha osato sfidare le convenzioni sociali del suo tempo per perseguire la sua passione per la ricerca scientifica.

  • Il doodle di Google oggi è per Giacomo Leopardi

    Il doodle di Google oggi è per Giacomo Leopardi

    Google dedica il doodle a Giacomo Leopardi in occasione, oggi 29 giugno 2023, dei 225 anni dalla nascita.

    Oggi, 20 giugno 2023, Google celebra con un doodle speciale il 225° compleanno di uno dei più illustri poeti, filosofi e studiosi italiani: Giacomo Leopardi.

    Nato, appunto il 29 giugno, nel 1798 nella città di Recanati, Leopardi è universalmente riconosciuto come una delle voci più influenti del Romanticismo e una delle figure di spicco della letteratura mondiale. E il doodle di oggi lo dimostra, per quello che vale. Il doodle è visibile in Italia, ovviamente, in Brasile, in Islanda, in Irlanda e in Bulgaria.

    Leopardi, fin dalla giovane età, si dedicò con passione allo studio, innamorandosi in particolare dei libri della biblioteca paterna. Durante questo periodo, il piccolo Giacomo sviluppò una notevole competenza in latino, greco antico ed ebraico, gettando le basi per diventare un rinomato filologo. La sua profonda conoscenza delle lingue antiche lo portò a tradurre vari classici latini e greci.

    Fu influenzato dalle idee dell’Illuminismo, un movimento filosofico che promuoveva la ragione e la logica sopra le superstizioni. Questo fervore intellettuale lo spinse a diventare uno dei pensatori più radicali del suo tempo. A soli 14 anni, scrisse “Pompeo in Egitto“, un manifesto critico verso una delle figure più potenti di Roma.

    Nei successivi anni, Leopardi scrisse una serie di opere filologiche, così come poesie memorabili come “L’appressamento della morte“, “Inno a Nettuno” e “Le rimembranze“. Passò la maggior parte della sua carriera creando poesia lirica, tra cui i celebri “Canti” e il “Canzoniere“.

    doodle google 2023 giacomo leopardi franzrusso.it

    Attraverso la sua scrittura, Leopardi esplorò temi come il patriottismo, l’amore non corrisposto e profonde riflessioni sull’esistenza umana, anticipando le tematiche dell’Esistenzialismo.

    Una delle sue ultime opere letterarie, le “Operette morali“, è una raccolta di saggi filosofici brillanti e ironici, che dimostrano il suo acuto senso critico e la sua affascinante visione del mondo.

    Ed ecco, qualcuna è già stata citata, alcune delle opere più conosciute e celebri di Giacomo Leopardi:

    Tra le sue opere più conosciute e celebrate, vi sono:

    I Canti: raccolta di poesie, che comprende alcune delle più famose opere di Leopardi, che è stata pubblicata in diverse edizioni tra il 1824 e il 1835. Tra le poesie più conosciute e apprezzate di questa raccolta vi sono “L’infinito“, “A Silvia“, “La quiete dopo la tempesta“, “Il sabato del villaggio“, e “Canto notturno di un pastore errante dell’Asia“;

    Operette morali: opera in prosa, pubblicata per la prima volta nel 1827, che consiste in una serie di dialoghi e racconti filosofici. Tra i pezzi più celebri di questa raccolta vi sono “Dialogo della Natura e di un Islandese“, “Dialogo di Plotino e di Porfirio“, e “Storia del genere umano“;

    Zibaldone: diario di appunti e riflessioni filosofiche, scritto tra il 1817 e il 1832, considerato uno dei capolavori di Leopardi. Venne scoperto e pubblicato solo nel 1898 (Leopardi morì a Napoli il 14 giugno del 1837);

    Pensieri: opera in prosa in cui Leopardi riflette sul significato della vita e sulla condizione umana. Quest’opera presenta molti dei temi ricorrenti negli scritti di Leopardi, come l’infelicità umana e l’illusione del progresso.

    Oggi, nel 225° anniversario della sua nascita, ricordiamo Giacomo Leopardi non solo come un grande della letteratura italiana, ma come un pensatore rivoluzionario il cui lavoro continua a risuonare nel tempo. La sua profonda introspezione sulla condizione umana, le sue riflessioni sulla vita e l’amore, e il suo talento straordinario come poeta rendono le sue opere rilevanti e potenti anche oggi.

    Buon 225° compleanno, Giacomo Leopardi.

  • Il doodle di Google oggi è dedicato a Christopher Reeve

    Il doodle di Google oggi è dedicato a Christopher Reeve

    Il doodle di oggi è dedicato a Christopher Reeve, l’attore che interpretò uno dei Superman più iconici della storia del cinema. Oggi avrebbe compiuto 69 anni.

    Il doodle di oggi è dedicato ad un vero supereroe, lo è stato sulle scene interpretando uno dei Superman più iconici della storia del cinema e lo è stato anche dopo il grave incidente che gli provocò una paralisi. Stiamo parlando di Christopher Reeve che oggi avrebbe compiuto 69 anni.

    Il doodle, visibile sulla home di Google negli Usa, Canada, in quasi tutta l’Europa (tranne, ad esempio, Spagna e Portogallo), in Tailandia, in Sud Africa, in Perù, Cile e Argentina, in Nuova Zelanda e Australia, raffigura l’ultimo Christopher Reeve, sullo sfondo la sua New York e questa “G” che emana una scia che termina sulla “e”, quasi a voler simboleggiare un passaggio si Superman.

    doodle Google Christopher Reeve franzrusso.it

    Christopher Reeve nacque oggi, 25 settembre, del 1952 a New York. Nel 1976 fece il suo debutto sulle scene di Broadway recitando in “A Matter of Gravity“, commedia che vedeva come protagonista Katharine Hepburn. Due anni dopo, nel 1978, fece un provino per interpretare “Superman, l’uomo d’acciaio” e ottenne la parte superando la concorrenza di ben 200 attori aspiranti per lo stesso ruolo.

    Il ruolo di Superman in ben 4 film rappresentò per Christopher Reeve il momento più alto della sua carriera, quello che lo rese celebre in tuto il mondo. Agli occhi tutti lui raffigurava per davvero il supereroe che tutti amavano e questo segnò la sua carriera di attore. Ovviamente nella sua carriera interpretò altri personaggi e recitò in altri film diretti da registi del calibrò di James Ivory (I bostoniani, 1984), Sidney Lumet (Trappola mortale, 1982), John Carpenter (Villaggio dei dannati, 1995).

    Nel 1995 durante una gara a cavallo rimase gravemente ferito in un incidente che gli provocò lo spostamento di due vertebre cervicali, con lesione del midollo spinale. Reeve riportò una paralisi permanente dal collo in giù (pentaplegia), perdendo l’uso degli arti e anche la capacità di respirare autonomamente.

    Dopo l’incidente Reeve apparve ancora sulla scena, sulla sua sedia a rotelle, nel film La finestra sul cortile (1998), un remake di uno dei più celebri film di Alfred Hitchcock.

    Da quel momento Christopher Reeve dedicò la sua vita ai diritti delle persone con disabilità, portando attenzione sui diritti e maggiore consapevolezza. A questo scopo, insieme alla moglie Dana Morosini, diede vita alla Christopher Reeve Paralysis Foundation sostenendo economicamente centinaia di progetti migliorare direttamente la qualità della vita delle persone con disabilità. Reeve si spese molto anche sul campo della ricerca sulle cellule staminali per approfondire la conoscenza delle lesioni del midollo spinale.

    Christopher Reeve morì d’infarto il 10 ottobre 2004, a soli 52 anni.

  • Il doodle di oggi è per i 100 anni di Gianni Rodari

    Il doodle di oggi è per i 100 anni di Gianni Rodari

    Il doodle che vediamo oggi sulla home di Google è dedicato ai 100 anni dalla nascita di Gianni Rodari, celebre e indimenticato autore di libri per bambini.

    Oggi 23 ottobre 2020 Gianni Rodari avrebbe compiuto 100 anni e Google ha avuto omaggiare il celebre ed indimenticato autore di libri per l’infanzia, conosciuto in tutto il mondo, con un doodle. Un omaggio che celebra la grandezza di questo autore, e giornalista, ancora oggi sempre molto letto. Il doodle raffigura l’autore e un libro con una cipolla, chiaro riferimento a “Le avventure di cipollino“, romanzo scritto nel 1951. Il doodle è visibile in Italia, in Russia, in Ucraina, in Lituania, in Bulgaria e in Grecia. Peccato che non sia visibile in America, che lo ha accolto solo di recente con grande elogio sul New York Times, e in Europa in particolare.

    Gianni Francesco Rodari, come dicevamo, nacque ad Omegna il 23 ottobre del 1920, è stato un è stato uno scrittore, pedagogista, giornalista, poeta e partigiano italiano. Da tutti conosciuto come il più importante scrittore per l’infanzia. Come ricorda anche Google, Gianni Rodari è stato l’unico scrittore italiano ad aver vinto il prestigioso Premio Hans Christian Andersen nel 1970. Fu uno fra i maggiori interpreti del tema “fantastico” nonché, grazie alla Grammatica della fantasia del 1973, sua opera principale, uno fra i principali teorici dell’arte di inventare storie. E di storie ne ha davvero scritte tante.

    google doodle 100 anni gianni rodari franzrusso.it

    Rodari è stato anche un giornalista, ha lavorato per Paese Sera dove, con lo pseudonimo “Benelux” teneva una sua rubrica che ottenne un gran seguito.

    Ma sentire il nome di Gianni Rodari rimanda subito al suo mondo di racconti, di favole che ha caratterizzato l’infanzia di molti italiani. Ed ancora oggi Rodari è molto letto, in Italia e non solo.

    Tra le sue opere principali ricordiamo Filastrocche in cielo e in terra, Il libro degli errori, Favole al telefono, Il gioco dei quattro cantoni, C’era due volte il barone Lamberto.

    gianni rodari
    Gianni Rodari in una scuola

    Gianni Rodari suonava il violino, avrebbe voluto fare il burattinaio, aveva una passione per i treni (Il trenino Freccia Azzurra), amava i gatti ma soprattutto, amava raccontare storie, perché diceva: “La fiaba è il luogo di tutte le ipotesi: essa ci può dare delle chiavi per entrare nella realtà per strade nuove, può aiutare il bambino a conoscere il mondo“.

    Se ne andò forse troppo presto, all’età di 59 anni nel 1980, dopo 4 giorni dal ricovero per una operazione alla gamba.

  • Il doodle di Google è un omaggio ad Artemisia Gentileschi

    Il doodle di Google è un omaggio ad Artemisia Gentileschi

    Il doodle che vediamo oggi sulla home di Google, in occasione dei 427 anni dalla nascita, è un vero omaggio ad Artemisia Gentileschi, la “pittora”, e alle sue opere.

    Chissà quante volte vi siete fatti questa domanda, “ma esistono nella storia dell’arte donne che hanno avuto successo nella pittura?“.

    Sì esistono, solo che essendo la pittura un mondo tipicamente maschile, le prime artiste dell’epoca barocca sono state riscoperte solo molto tempo dopo.

    E tra queste, una delle prime artiste italiane di successo, conosciuta in tutto il mondo, vi è Artemisia Gentileschi, pittrice romana di cui oggi Google ricorda con un doodle i 427 anni dalla nascita.

    Come sempre abbiamo scritto qui sul nostro blog, lo scopo dei doodle, che ormai ci piace raccontarvi da un po’ di anni, è quello di ricordare dei personaggi, o anche eventi, storici che hanno segnato la storia.

    E, proprio perché non vi è una logica precisa con cui questi vengono selezionati (perché celebrare i 427 anni dalla nascita e non i 450, cifra più tonda?), spesso li rende ancora più memorabili, specialmente quando si tratta di personaggi che, per quanto fatto e rappresentato, meriterebbero di più dalla storia.

    artemisia gentileschi doodle-google pittora franzrusso 2020

    Ecco perché il doodle dedicato ad Artemisia Gentileschi, disegnato da Helene Leroux, oggi acquista un significato ancora maggiore.

    Non vogliamo qui fare la storia di questo personaggio straordinario, un vero talento dell’arte, su questo potete trovare articoli più esaustivi e precisi.

    Quello che vogliamo fare però è celebrare Artemisia, la sua arte e ricordare che questa pittrice è riuscita ad imporsi in un settore che allora era solo maschile, dove la presenza femminile era molto scarsa e, anche poco considerata.

    artemisia gentileschi doodle-google

    Artemisia Gentileschi era figlia d’arte, nacque l’8 luglio del 1593 a Roma, suo padre era il pittore toscano Orazio Gentileschi che poi si trasferì nella capitale. Per lei fu naturale avvicinarsi all’attività del padre, la sua bottega era il luogo ideale dove coltivare il suo talento sotto la guida del padre.

    Fu la prima donna ad essere ammessa all’Accademia di Disegno di Firenze, prima donna della storia.

    Artemisia Gentileschi autoritratto come martire
    Artemisia Gentileschi, autoritratto come martire
    artemisia gentileschi autoritratto
    Artemisia Gentileschi, autoritratto

    Ma all’età di 18 anni, nel 1611, Artemisia venne stuprata da quello che doveva essere il suo mentore, una persona di fiducia scelta proprio dal padre, Agostino Tassi. Un tragico evento che influì sulla vita e sull’arte della pittrice. Artemisia avvisò subito il padre di quanto accaduto, ma il violentatore avanzò la proposta di sposarla, il cosiddetto “matrimonio riparatore” che allora veniva considerato.

    Si arrivò comunque ad un processo perché poi Artemisia scoprì che Tassi era già sposato e il padre lo denunciò. Fu un processo però che alla fine, nonostante la condanna dello stupratore (che non scontò mai del tutto), segnò una macchia sulla carriera romana della Gentileschi. In molti non le credevano, anzi spuntarono molti sonetti che la dileggiavano.

    Fu questo episodio, secondo molti critici, a tenere nascosto il talento e le opera dell’artista per molti anni.

    Nonostante i suoi dipinti, primo tra tutti “Susanna e i Vecchioni” (1610), di Artemisia si sentì parlare pochissimo, la “pittora”, come veniva chiamata, sembrava condannata all’oblìo, almeno fino al 1916, quando venne citata dallo storico dell’arte Roberto Longi in un articolo “Gentileschi padre e figlia“. Da quel momento il talento di Artemisia venne rivelato al mondo, mostrando come lei fu una delle prima grandi pittrici della storia.

    A fine giugno ha riaperto, uno dei primi a farlo, il National Gallery di Londra, uno dei musei più importanti al mondo, includendo all’interno della restaurata “Room 32” anche un altro autoritratto di Artemisia, “Artemisia Gentileschi nel ruolo di Santa Caterina d’Alessandria” (1615-1617).

  • Il doodle di Google è per il poeta cileno Vicente Huidobro

    Il doodle di Google è per il poeta cileno Vicente Huidobro

    Il doodle di Google oggi è dedicato ai 127 anni dalla nascita di Vicente Huidobro, poeta cileno, innovatore e creatore del “Creacionismo”.

    Il doodle che vediamo oggi sulla home di Google è dedicato ai 127 anni dalla nascita di Vicente Huidobro, nacque proprio il 10 gennaio del 1893 a Santiago del Cile. Il doodle è opera della doodler cilena Luisa Rivera, che oggi vive e lavora a Londra, la quale dice di aver trovato ispirazione per la sua creazione nelle diverse immagini che compaiono all’interno della produzione poetica di Huidobro e, in particolar modo, l’ispirazione principale l’ha trovata in questa celebre frase del poeta cileno: “Che il verso sia come una chiave che apre mille porte“, “Que el verso sea como una llave, Que abra mil puertas” (Arte poetica, da El espejo de Agua, 1916).

    google doodle vicente huidobro

     

    Vicente Huidobro, nome esteso Vicente García-Huidobro Fernández, è cosiderato ad oggi uno dei quattro grandi poeti cileni, insieme a Pablo Neruda, Pablo de Rokha e Gabriela Mistral. Il suo nome è più conosciuto per il fatto di essere stato il fondatore del fenomeno letterario il “Creaciosnismo”, movimento d’avanguardia del primo terzo del secolo XX. La sua manifestazione più importante si produsse nella poesia lirica e si basa sull’idea di una poesia come una cosa veramente nuova, creata dall’autore per il gusto di sè stessa, non per lodare un’altra cosa, o per piacere al lettore, e nemmeno per essere compreso dal suo stesso autore (fonte: wikipedia). Un fenomeno che fa di Vicente Huidobro un poeta innovatore.

    Vicente Huidobro
    Vicente Huidobro

    Infatti, in un’altra frase celebre del poeta, che suona un po’ come il manifesto del Creacionismo, Huidobro fa esplicito riferimento all’innovazione, come creazione del nuovo, dal quale prende vita qualcosa di originale, mettendo da parte il vecchio. Da questo punto di vista, Vicente Huidobro è un poeta del futuro, un grande innovatore:

    Lasciamo il vecchio una volta per tutte… In letteratura, mi piace tutto ciò che è innovazione. Tutto ciò che è originale. (Pasando y Pasando: crónicas y Comentarios, 1914)

  • Ecco il doodle di Google per la Giornata della Terra 2019

    Ecco il doodle di Google per la Giornata della Terra 2019

    Il 22 aprile si celebra la Giornata della Terra, giornata di sensibilizzazione verso la cura dell’ambiente e la salvaguardia del pianeta istituita nel 1970 dalle Nazioni Unite. E, come sempre, Google non ha voluto mancare questo appuntamento, dedicando alla giornata un doodle che celebra le diversità del pianeta.

    Il 22 aprile si celebra la Giornata della Terra, una giornata istituita dalle Nazioni Unite nel 1970 per sensibilizzare tutti a prendersi cura dell’ambiente per salvaguardare l’ambiente. Temi che, a quasi 50 anni di distanza, sono ancora molto sentiti. E Google, come ormai accade da qualche anno, non ha voluto mancare questo appuntamento, dedicando alla giornata un doodle animato che celebra la Terra dal punto di vista delle diversità. Il doodle infatti è un breve video che mostra 6 diversi organismi, animali e vegetali, con caratteristiche diverse. Un modo per celebrare la diversità del pianeta e per restare nel tema di quest’anno: Protect our Species.

    Nel doodle sono rappresentate creature come:

    Albatro Urlatore – appartenente alla famiglia dei Diomedeidae, è l’animale vivente con la più grande apertura alare. Infatti l’apertura in media è tra i 270 cm ai 350 cm, ma nel 1965 è stato trovato un esemplare di albatro urlatore con un’apertura alare di 363 cm.

    Sequoia sempreverdeSequoia sempervirens, albero della famiglia delle Cupressaceae, il nome è un omaggio a Sequoyah, nativo americano Cherokee che inventò nel 1821 il sillabario Cherokee. Si tratta della specie vegetale più alta del mondo (può superare i 100 metri d’altezza), ed è anche una tra le più longeve, potendo vivere oltre 2.000 anni.

    Paedophryne amauensis – è una rana della famiglia Microhylidae, endemica della Papua Nuova Guinea, scoperta nell’agosto 2009. Con i suoi 7,7 mm di lunghezza risulta essere il vertebrato più piccolo finora scoperto.

    Victoria amazonica – pianta acquatica della famiglia delle Nymphaeaceae, originaria del bacino dell’Amazzonia, ha foglie di dimensioni piuttosto grandi, fino ai 3 metri di diametro con gambi di 7-8 metri di lunghezza.

    Celacanto – specie animale tra le più antiche del pianeta, per lungo tempo si è ritenuto estinto, venne scoperto nel 1938. La caratteristica più sorprendente di questo “fossile vivente” è rappresentata da due pinne sostenute da ossa che si estendono dal corpo come gambe e si muovono in maniera alternata, a mo’ di trotto di cavallo.

    Collembolo della Grotta Krubera – la Grotta Krubera è attualmente è l’abisso conosciuto più profondo al mondo: -2.197 metri. Il collembolo è un insetto molto piccolo che in alcuni casi raggiunge i 5 mm di lunghezza.

    Ecco, questi 6 esempi rappresentano la diversità del nostro pianeta, capace di includere al suo interno animali e piante molto diverse tra loro, con le proprie caratteristiche. “Tutto questo oggi è a rischio e deve essere preservato.” – si legge su EarthDay.org – “Tutti gli esseri viventi hanno un valore intrinseco e ognuno gioca un ruolo unico nella complessa rete della vita. Dobbiamo lavorare insieme per proteggere le specie in pericolo e minacciate. Se non agiamo ora, l’estinzione può essere l’eredità più duratura dell’umanità“.

    Earth Day Italia ha organizzato per la giornata di oggi una serie di eventi e incontri che potete trovare sul loro sito, tra cui spicca il Concerto per la Terra, che si terrà oggi a Roma sulla Terrazza del Pincio, dalle 19, con Carmen Consoli, Marina Rei, Paolo Benvegnù, Mirkoeilcane, Eva Pevarello.

    [fonti: Wikipedia, National Geographic]

  • Il doodle di Google oggi è dedicato a Virginia Woolf

    Il doodle di Google oggi è dedicato a Virginia Woolf

    Il doodle che vediamo oggi sulla home di Google  è dedicato alla scrittrice inglese Virginia Woolf, considerata una delle principali figure che hanno caratterizzato il ventesimo secolo, in occasione dei 136 anni dalla nascita. Grande fu il suo impegno nella lotta per la parità di diritti tra i due sessi.

    In occasione dei 136 anni dalla nascita, Google dedica il doodle di oggi a Virginia Woolf, la celebre scrittrice inglese tra le più amate e apprezzate di sempre. La Woolf, senza dubbio, è stata una delle figure principali che hanno caratterizzato il ventesimo secolo. Grande fu il suo impegno nella lotta per la parità di diritti tra i due sessi.

    Adeline Virginia Woolf, questo il nome completo, nacque a Londra il 25 gennaio del 1882, ad Hyde Park, da padre riconosciuto autore e critico letterario e da madre modella per celebri pittori. Nella sua vita furono due i momenti che per provocarono anche problemi psichici in seguito. Il primo fu la tentata violenza da parte di uno dei suoi fratellastri; il secondo fu la morte della sua mamma.

    virginia woolf google doodle

    A poco più di vent’anni era già una stimata scrittrice. Nel 1912 sposò Leonard S. W., con il quale diresse una casa editrice londinese, la The Hogarth Press. La sua prima opera arrivò tre anni più tardi, nel 1915, “La Crociera“, scritto in un periodo di lunga depressione della scrittrice. Il secondo romanzo su poi “Notte e Giorno” del 1919.

    Virginia Woolf era considerata una forte innovatrice per il suo modo di scrivere, in tutte le sue opere sperimentò la tecnica del “flusso di coscienza“, ossia una tecnica narrativa che consisteva nella libera rappresentazione dei pensieri di una persona così come compaiono nella mente, prima di essere riorganizzati logicamente in frasi. Altra caratteristica della Woolf, riconosciuta più avanti era la grande liricità della sua prosa.

    Opere celebri di Virgina Woold furono “La signora Dalloway” (1925); “Gita al Faro” (1927); “Le Onde” (1931).

    Virginia woolf muore il 28 marzo del 1941 togliendosi la vita annegando nel fiume Ouse.

  • Il doodle di Google è per la sonda Cassini e il suo ultimo viaggio su Saturno

    Il doodle di Google è per la sonda Cassini e il suo ultimo viaggio su Saturno

    La sonda Cassini inizia oggi il suo ultimo viaggio all’interno degli anelli di Saturno, un momento che Google ha pensato di celebrare con un doodle animato. La sonda, a 20 anni dalla sua partenza, di cui 13 trascorsi sul pianeta degli anelli, inizia a muoversi verso l’anello più interno, dove nessuna sonda è mai arrivata fino ad oggi.

    Il doodle che abbiamo visto comparire oggi sulla home di Google è dedicato alla sonda Cassini che oggi inizia il suo ultimo viaggio tra gli anelli di Saturno, il Grand Finale  – #GrandFinale. Una giornata che in effetti merita di essere ricordata e celebrata, e Google non è la prima volta che realizza doodle in real time: era già successo nel 2014 per la sonda New Horizon, che dopo un viaggio di 9 anni si avvicinò a Plutone, il “Pianeta Nano”la sonda New Horizon, che dopo un viaggio di 9 annisi avvicinò a Plutone, il “Pianeta Nano”, e accadde anche nel 2015 quando il lander Philae della missione Rosetta atterrò sulla cometa 67Pil lander Philae della missione Rosetta atterrò sulla cometa 67P.

    doodle google sonda cassini saturno

    Il doodle che vediamo oggi spiega bene quello che sta per succedere. La sonda Cassini, partita dalla Terra 20 anni fa, esattamente il 15 ottobre del 1997, ha trascorso 13 anni sul pianeta Saturno, vi atterrò infatti il 1° luglio del 2004. Il compito della sonda è proprio quello di studiare Saturno, il secondo pianeta per dimensioni del Sistema Solare (il primo è Giove) e il sesto pianeta in ordine di distanza dal Sole. E oggi sapremo qualcosa di più proprio sugli anelli.

    La sonda Cassini inizia dunque il suo ultimo viaggio all’interno dell’anello più interno a Saturno, per poi terminare la sua missione distruggendosi, che comunque è previsa per il prossimo 15 settembre. Il programma prevede che la sonda attraversi l’area degli anelli per 22 volte raccogliendo dati e immagini. Conosceremo meglio l’atmosfera di Saturno, che è molto simile a Giove, grazie alle foto che la sonda invierà scoprendo di più sulla composizione degli anelli.

    La sonda Cassini è stata sviluppata dalla NASA in collaborazione con l’ESA e l’ASI (l’agenzia spaziale italiana). Porta il nome dell’astronomo italiano Gian Domenico Cassini che, verso la fine del Seicento, ebbe un ruolo di primaria importanza nello studio di Saturno e dei suoi anelli, e dell’astronomo olandese del XVII secolo Christiaan Huygens che utilizzando il proprio telescopio scoprì Titano.

    Su Twitter potete seguire l’account @CassiniSaturn e l’hashtag è proprio #GrandFinale.

  • Il Parco Nazionale di Komodo nel doodle di Google, con un quiz

    Il Parco Nazionale di Komodo nel doodle di Google, con un quiz

    Il doodle di Google oggi è dedicato ai 37 anni dalla creazione del Parco Nazionale di Komodo, in Indonesia, più conosciuto per la protezione del “Drago di Komodo”, ce ne sono infatti 5.700. Ma voi lo conoscevate? Il doodle infatti è un quiz che con poche domande vuole testare la nostra conoscenza di questo parco così peculiare. Dal 2011 fa parte delle nuove sette meraviglie del mondo.

    E voi lo conoscevate già il Parco di Komodo? Già, perchè oggi il doodle che vidamo sulla home di Google è un mini doodle-quiz che vuole testare la nostra conoscenza sul Parco di Komodo, creato il 6 marzo del 1980 in Indonesia. Il parco, situato nei pressi delle piccole Isole della Sonda nella regione racchiusa tra le provincie di Nusa Tenggara Orientale e Nusa Tenggara Occidentale, dal 2011 è stato inserito nelle Nuove 7 meraviglie del mondo. La sua particolarità, ed è il motivo per cui è nato, è quella di proteggere al suo interno il “Drago di Komodo“, un varano lungo tra i due e tre metri, tra i più temibili animali sulla Terra e capace di attaccare anche l’uomo.

    google doode drago di komodo

    Il doodle vuole quindi celebrare questo luogo e questo animale così particolare con un quiz che mette alla prova la nostra conoscenza. E quanti di voi già lo conoscevano? Una bella iniziativa per far conoscere meglio, e a tutti, luoghi di cui si parla poco, ma che si devono conoscere.

    google doodle drago di komodo quiz

    Il Parco è nato quindi per proteggere questo enorme rettile, ne sono presenti 5.700, ma al suo interno vive anche il cervo di Timor, che è poi la principale fonte di cibo del Drago di Komodo. All’interno del parco vivono anche 72 speci di uccelli come Cacatua Sulphurea e anche tartarughe marine, delfini e balene.

    I primo esemplare di Drago di Komodo venne scopertonel 1910 e oggi vive protetto all’interno di qeusto parco che copre un’area complessiva di 1871 Km quadrati.