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  • Google celebra William Shakespeare con un doodle

    Google celebra William Shakespeare con un doodle

    Google con il doodle che vediamo oggi in homepage celebra una tra le più importanti figure culturali a livello globale in occasione dei 452 anni dalla nascita: William Shakespeare. E dopo sette anni, Google decide di celebrare il poeta e drammaturgo inglese da solo, infatti l’ultima volta, nel 2009, venne celebrato con un doodle insieme a San Giorgio, patrono d’Inghilterra.

    Quello che vediamo oggi il homepage, a 24 ore da quello dedicato alla Giornata della Terra, è un doodle eccezionale. Prima di tutto lo è perchè è dedicato a una delle più importanti figure culturali a livello globale, come appunto è William Shakespeare. In occasione dei 452 anni dalla nascita del Bardo (così veniva soprannominato) il doodle è interamente dedicato al celebre drammaturgo, cosa che finora non era accaduta. L’ultima volta che Google aveva celebrato Shakespeare era stata nel 2009, ma insieme a San Giorgio, santo patrono d’Inghilterra molto amato. Nel 2013 infatti celebrò solo il popolare santo e non, appunto, il Bardo.

    google doodle William Shakespeare

    Il doodle che vediamo oggi invece è visibile a livello globale, a differenza degli altri che erano visibili solo in Uk.

    William Shakespeare nasce a Stratford-upon-Avon il 23 aprile 1564 e muore, sempre nella città marittima, il 23 aprile del 1616, lo stesso giorno della nascita. E quindi oggi si celebrano anche i 400 anni dalla morte, e Twitter dedica alla giornata un emoji con l’hashtag #Shakespeare400.

    Nei suoi 52 anni di vita ha dato vita a 37 opere teatrali, per la maggior parte scritti per il The Globe Theatre di Londra. Ma ha scritto anche 154 sonetti e tanti poemi. Un genio, un genio vulcanico vista la sua intensa attività creativa.

    google doodle William Shakespeare 2009
    Doodle di Google per William Shakespeare, 2009

    Le sue opere sono celebri e conosciute in tutto il mondo, basta citare come Amleto, Romeo e Giulietta, Sogno di una notte di mezza estate, Il mercante di Venezia, Molto rumore per nulla, ci sono poi anche Otello e Re Lear. Insomma, tutta una produzione teatrale e letteraria che ha appassionato e formato tutti noi.

    Il doodle che vediamo oggi è molto semplice, vediamo infatti al centro William Shakespeare e intorno otto immagini che rappresentano momenti riconoscibili di altrettanti celebri opere.

    Una delle più belle frasi, delle tanto in cui ognuno di noi può riconoscersi, è certamente quella tratta da “La Tempesta”, atto IV:

    Siamo fatti della stessa sostanza dei Sogni

    E riportiamo qui di seguito quello che, forse, è uno dei brani più celebri delle opere di Shakespeare, ossia la scena I, atto III dell’Amleto:

    “Essere o non essere, questo è il problema. È forse più nobile soffrire, nell’intimo del proprio spirito, le pietre e i dardi scagliati dall’oltraggiosa fortuna, o imbracciar l’armi, invece, contro il mare delle afflizioni, e combattendo contro di esse metter loro una fine? Morire per dormire. Nient’altro. E con quel sonno poter calmare i dolorosi battiti del cuore, e le mille offese naturali di cui è erede la carne! Quest’è una conclusione da desiderarsi devotamente. Morire per dormire. Dormire, forse sognare. È proprio qui l’ostacolo; perché in quel sonno di morte, tutti i sogni che possan sopraggiungere quando noi ci siamo liberati dal tumulto, dal viluppo di questa vita mortale, dovranno indurci a riflettere. È proprio questo scrupolo a dare alla sventura una vita così lunga! Perché, chi sarebbe capace di sopportare le frustate e le irrisioni del secolo, i torti dell’oppressore, gli oltraggi dei superbi, le sofferenze dell’amore non corrisposto, gli indugi della legge, l’insolenza dei potenti e lo scherno che il merito paziente riceve dagli indegni, se potesse egli stesso dare a se stesso la propria quietanza con un nudo pugnale? chi s’adatterebbe a portar cariche, a gèmere e sudare sotto il peso d’una vita grama, se non fosse che la paura di qualcosa dopo la morte – quel territorio inesplorato dal cui confine non torna indietro nessun viaggiatore – confonde e rende perplessa la volontà, e ci persuade a sopportare i malanni che già soffriamo piuttosto che accorrere verso altri dei quali ancor non sappiamo nulla. A questo modo, tutti ci rende vili la coscienza, e l’incarnato naturale della risoluzione è reso malsano dalla pallida tinta del pensiero, e imprese di gran momento e conseguenza, devìano per questo scrupolo le loro correnti, e perdono il nome d’azione.”

  • Il doodle di Google per la Giornata della Terra 2016

    Il doodle di Google per la Giornata della Terra 2016

    Oggi, 22 aprile 2016, si celebra la Giornata della Terra e Google, come da tradizione, non ha fatto mancare il suo doodle, anzi più di uno. 5 doodle che evidenziano i 5 grandi biomi della Terra: la tundra, la foresta, il deserto e le barriera corallina. A ciascuno di essi è dedicato un doodle in rotazione, visibile in tutto il mondo.

    Come ogni anno, Google non ha voluto far mancare il suo sostegno alla Giornata della Terra che si celebra oggi, 22 aprile 2016. E per l’occasione Sophie Diao ha creato 5 doodle, che vediamo in rotazione oggi, che si rifanno ai 5 grandi Biomi della Terra. Il Bioma è un’ampia porzione di biosfera, individuata e classificata in base al tipo di vegetazione dominante. In un Bioma quindi in un bioma troveremo popolazioni e comunità di animali e di piante comprendenti organismi pluricellulari e unicellulari, anche microscopici, che interagiscono fra loro (Wikipedia).

    E quindi vediamo che i doodle ripropongono: la Tundra che occupa zone dell’emisfero dove la temperatura media annuale è inferiore allo zero; la foresta; il deserto e la barriera corallina. Ogni illustrazione raffigura questi biomi insieme ad un animale che rappresenta al meglio lo scenario. Il tempo di rotazione è di 15 minuti e quindi per poterli vedere tutti basta fare refresh sulla pagina.

    giornata della terra doodle google 2016

    Come sapete, la Giornata della Terra si celebra oggi in 192 paesi ed è nata il 22 aprile del 1970 per sottolineare la necessità della conservazione delle risorse naturali della Terra, col tempo è diventato un avvenimento educativo ed informativo per sensibilizzare tutti verso i grandi temi della salvaguardia dell’Ambiente. L’origine di questa giornata al senatore democratico americano Gaylord Nelson che in quell’anno invitò tutti i cittadini a prendere parte alla mobilitazione nata in seguito al disastro ambientale causato dalla fuoriuscita di un pozzo di petrolio al largo di Santa Barbara, nel 1969.

    Tanti gli eventi in questa giornata in tutta Italia  che potete trovare sul sito Earth Day Italia.

  • Google celebra Alda Merini con un doodle

    Google celebra Alda Merini con un doodle

    Il doodle che troviamo oggi sulla versione italiana del popolare motore di ricerca è dedicato ad una delle potesse italiane più amate degli ultimi anni. In occasione degli 85 anni che avrebbe compiuto oggi, Google celebra Alda Merini, indimenticata poetessa e scrittrice dei Navigli.

    Google oggi rende omaggio ad una delle potesse e scrittrici più amate in Italia negli ultimi anni. Nella versione italiana della home in occasione del compimento degli 85 anni, il doodle celebrativo è dedicato ad Alda Merini, la poetessa e scrittrice dei Navigli. E proprio il luogo in cui è nata e cresciuta lo si intravede del doodle realizzato dall’illustratrice, e doodler, Alyssa Winans, rappresentando Alda Merini mentre tra le braccia stringe un libro e una penna.

    google doodle alda merini

    Alda Giuseppina Angela Merini, questa il suo nome completo, nasce il 21 marzo 1931 a Milano e lei stessa celebra questa data in una poesia dal titolo “Sono nata il 21 a primavera” contenuta in “Vuoto d’amore” una antologia di poesie di Alda Merini pubblicata da Einaudi nel 1991:

    Sono nata il ventuno a primavera
    ma non sapevo che nascere folle,
    aprire le zolle
    potesse scatenar tempesta.
    Così Proserpina lieve
    vede piovere sulle erbe,
    sui grossi frumenti gentili
    e piange sempre la sera.
    Forse è la sua preghiera.

    (Alda Merini)

    Della sua infanzia non si sa molto e lei stessa ne racconta in alcune brevi note autobiografiche:

    ragazza sensibile e dal carattere malinconico, piuttosto isolata e poco compresa dai suoi genitori ma molto brava ai corsi elementari: … perché lo studio fu sempre una mia parte vitale”.

    E pensare che non venne ammessa al Liceo Manzoni perchè non superò la prova di italiano.

    Alda Merini

    Parlare di una poetessa come Alda Merini non è semplice, certamente l’esperienza del manicomio, come lo chiamava lei stessa, ha fatto di lei una grande del nostro tempo. E’ del resto lei che arriva a questa conclusione in “La pazza della porta accanto“, libro in prosa edito da Bompiani nel 1995. Al termine dell’opera si trova “La polvere che fa volare“, una conversazione con Alda Merini dalla quale si possono estrapolare molte notizie autobiografiche.

    Ho la sensazione di durare troppo, di non riuscire a spegnermi: come tutti i vecchi le mie radici stentano a mollare la terra. Ma del resto dico spesso a tutti che quella croce senza giustizia che è stato il mio manicomio non ha fatto che rivelarmi la grande potenza della vita.”
    (Alda Merini, “La pazza della porta accanto”)

    Per conoscere meglio Alda Merini potete consultare il sito a lei dedicato dalle sue quattro figlie, aldamerini.it, e anche la pagina a lei dedicata su Wikipedia.

    Non èpoi la prima volta che Google dedica un doodle a personaggi italiani. Era già successo, tra gli altri, con Italo Calvino, con Giò Pomodoro, con Alessandro Manzoni, con Luigi Pirandello, con Gae Aulenti, con il Tiepolo, con Anna Castelli Ferrieri, con Alessandro Volta, con Nino Rota, con Federico Fellini e con Gioacchino Rossini.

  • Il doodle di Google per la Giornata della Donna guarda al futuro

    Il doodle di Google per la Giornata della Donna guarda al futuro

    Ancora una volta Google non fa mancare il suo doodle per la Giornata Internazionale della Donna 2016 e per l’occasione decide di raccontare le aspirazioni delle donne per il futuro con #OneDayIWill. 337 donne di 13 paesi raccontano in un video quello che vorrebbero fare un giorno.

    Anche quest’anno Google non vuole mancare nel celebrare la Giornata Internazionale della Donna 2016 con un doodle, anzi quello che vediamo è ben più di un semplice “scarabocchio”. A differenza degli altri anni, quando Google con un doodle raccontava quello che le donne hanno fatto nella storia, nel celebrare la Giornata delle Donne ha voluto invece lanciare un’iniziativa che guarda al futuro. Infatti con #OneDayIWill Google ha raccolto le aspirazioni di 337 donne di 13 paesi per farsi raccontare cosa vorrebbero fare un giorno.

    goog doodle giornata donna 2016 #onedayiwill

    E quindi donne di tutte le età da San Francisco, Rio de Janeiro, Città del Messico, Lagos, Mosca, Il Cairo, Berlino, Londra, Parigi, Jakarta, Bangkok, Nuova Delhi e Tokyo hanno raccontato in un video quelle che sono le loro aspirazioni. Tante donne di diversi paesi che hanno manifestato idee diverse, come quello di “dare voce a chi non può urlare“.

    All’iniziativa hanno preso parte anche donne che hanno già realizzato le loro aspirazioni, aggiungendo qualche altro sogno come Jane Goodall che ha condiviso la sua speranza di discutere un giorno di ambiente con Papa Francesco, mentre il premio Nobel Malala Yousafzai e l’attivista Muzoon Almellehan continuano a lavorare, senza paura, verso un futuro in cui ogni ragazza può andare a scuola.

    Google doodle giornata donne 2016

    Anche i gruppi che hanno lavorato alla realizzazione dei video erano costituiti da sole donne, questo per rende l’atomosfera ancora più celebrativa e incoraggiante.

    L’iniziativa continua oggi invitando tutte le donne a condividere le proprie aspirazioni in questa giornata con #OneDayIWill.

    E cogliamo ancora una volta l’occasione per segnalarvi tutte le iniziative che si tengono oggi, e nei prossimi giorni, in tema di innovazione e tecnologia in Italia, settori dove la presenza delle donne sta crescendo molto, anche se ancora molto resta da fare.

  • Google mette in vendita negli Usa Cardboard per la Realtà Virtuale

    Google mette in vendita negli Usa Cardboard per la Realtà Virtuale

    Qualche anno fa Google aveva presentato Cardboard, il visore per la Realtà Virtuale di facile utilizzo. E da qualche giorno è in vendita negli Usa a 15 dollari. Cardboard ha già a disposizione diverse app e ad altre si possono integrare.

    Si parla sempre di più di Realtà Virtuale, il tema del momento e quello che caratterizzerà il prossimo (neanche tanto lontano) futuro. Qualche giorno fa ce ne ha dato una netta dimostrazione Mark Zuckerberg ritratto mentre attraversa la sala, al MWC 2016 di Barcellona, e tutti i presenti dotati di un visore Oculus VR che sembravano assolutamente assenti da tutto ciò che accadeva intorno a loro. E anche Google è una di quelle aziende che punta molto sulla Realtà Virtuale e nel 2014 ha realizzato Cardboard, un visore per la Realtà Virtuale, completamente di cartone e compatibile con tutti gli smartphone Android, da 4 fino a 6 pollici. Un visore concepito per permettere a tutti, dotati di uno smartphone, di vivere un’esperienza di realtà Virtuale

    Google cardboard smartphone

    Da qualche giorno Cardboard è in vendita online da Google, e per ora solo negli Usa. Ed è facile pensare che presto il visore sarà in vendita anche da noi. Il prezzo è di 15 dollari e rappresenta ovviamente un visore indicato per chi volesse approcciarsi alla Realtà Virtuale, anche se dall’esperienza diretta trasmette benissimo il senso della Realtà Virtuale. Definirlo un visore low cost ci può stare, nel senso che per pochi dollari (e quindi per pochi euro quando sarà disponibile anche in Italia) è possibile vivere esperienze di Realtà Virtuale molto coinvolgenti.

    Come usare Google Cardboard

    Usare Cardboard è semplicissimo, prima di tutto è necessario scaricare l’app da Google Play, poi una volta aperta la confezione in cartone è sufficiente inserire il vostro smartphone con lo schermo rivolto verso l’interno, richiudere la “scatola” e dal visore vivere l’esperienza in Realtà Virtuale. E’ possibile osservare foto scattate con la modalità VR, potete anche scattarle voi scaricando la fotocamera Cardboard. E’ possibile girare il mondo con Google Earth, potrete anche vedere i vostri video scegliendoli tra un wall che vi girerà intorno. E’ possibile anche vedere in 3d delle opere d’arte.

    Google cardboard

    E poi ci sono già diverse app da scaricare, come quella del New York Times “NYT VR“,  oppure vivere un’esperienza con Paul McCartney, o ancora vivere la sensazione di essere dentro Star Wars. Coca Cardboard è possibile vedere anche i video a 360 gradi di YouTube. E poi c’è anche The Space Titans, alla scoperta del nostro sistema solare.

    Ma Cardboard non è il solo visore di Google, negli Usa online è disponibile anche Mattel View-Master VR che funziona telefoni Android o iOS da 4 a 6 pollici, a 29,95 dollari, e anche Goggle Tech C1-Glass VR Viewer in vendita a 14,99 dollari.

    Quando sarà disponibile anche nel nostro paese, per chi fosse curioso e interessato a vivere un’esperienza di Realtà Virtuale, Cardboard è sicuramente un visore da provare, senza spendere grosse cifre.

  • Google celebra l’Anno Bisestile 2016 con un doodle

    Google celebra l’Anno Bisestile 2016 con un doodle

    Il doodle che vediamo oggi online sulla home di Google è dedicato all’Anno Bisestile 2016. Oggi è infatti 29 febbraio, una giornata che capita solo ogni quattro anni. Ogni 4 anni viene aggiunto un giorno in più per evitare lo slittamento delle stagioni.

    Come sappiamo il 2016 è un Anno Bisestile e proprio oggi, 29 febbraio, si verifica questo evento che cade ogni quattro anni. Giornata particolare che viene celebrata anche da Google con un doodle dove di vede il coniglio “29” che salta e va a mettersi in mezzo al 28 e al 1° di marzo. Il doodle è stato realizzato dalla doodler Olivia Huynh.

    L’ultima volta, quindi 4 anni fa, Google aveva invece dedicato il doodle ai 220 anni dalla nascita del maestro Gioacchino Rossini, nato appunto il 29 febbraio.

    google doodle anno bisestile 2016

    Ma perchè si dice Anno Bisestile?

    Praticamente ogni 4 anni per “normalizzare” la durata dell’anno, che è di 365 giorni e un quarto”, viene aggiunto un giorno in più per cancellare il ritardo che si accumula in 4 anni, appunto. Un ritardo che provocherebbe dunque lo slittamento delle stagioni. Questo accorgimento viene considerato da tutti i calendari solari, gregoriano e giuliano. E il giorno in più viene aggiunto al mese di febbraio, che di solito ne ha 28 di giorni.

    La regola che determina l’Anno Bisestile è questa:

    Un anno è bisestile se il suo numero è divisibile per 4, con l’eccezione degli anni secolari (quelli divisibili per 100) che non sono divisibili per 400″

    Quindi è sufficiente considerare le ultime due cifre dell’anno per verificare se sono divisibili per 4, e questo lo si può verificare appunto nel 2016. Per quanto riguarda gli anni secolari il discorso è un po’ diverso. Considerando gli anni secolari, per scoprire se essi sono bisestili, bisogna vedere se sono divisibili per 400. Il 2000, ad esempio, è stato un anno bisestile, ma il 2100 non lo sarà in quanto non divisibile per 400. L’inizio del nuovo millennio lo è stato come lo sarà il 2400.

  • Il doodle di Google è per René Laennec, inventore dello stetoscopio

    Il doodle di Google è per René Laennec, inventore dello stetoscopio

    Il doodle che vediamo oggi online sulla home di Google è dedicato a René Laennec, medico francese, in occasione dei 235 anni dalla nascita. Laennec è passato alla storia per aver inventato nel 1816 lo stetoscopio.

    Il doodle che vediamo oggi sulla home di Google è dedicato al medico francese René Laennec, in occasione dei 235 dalla nascita. René Laennec è passato alla storia per aver inventato nel 1816 lo stetoscopio, il popolare strumento medico.

    René Laennec nacque il 17 febbraio del 1781 in Francia e studiò medicina grazie a suo zio. Fu poi chiamato come medico cadetto durante la Rivoluzione Francese. Riprese poi i suoi studi nel 1815.

    Nel 1816 fu poi l’anno dell’invenzione dello stetoscopio, strumento medico in uso ancora oggi. Un giorno, mentre stava visitando una paziente, che aveva avvisato dei dolori al torace, pensò di arrotolare un foglio di carta sul petto della donna per sentire meglio i battiti del suo cuore. Un gesto semplice ma rivoluzionario, se si pensa che allora i medici erano soliti sentire i battiti appoggiando l’orecchio. Alcuni pensano che l’invenzione fu ispirata dal flauto, altri invece dicono che si ispirò ad un gioco di alcuni bambini che un giorno vide in strada durante una passeggiata.

    google doodle René Laennec

    Da quel momento costruì diversi prototipi e poi gli diede il nome di stetoscopio dalle parole greche “Stethos” (petto) “Scopos” (osservazione).

    Lo strumento ebbe subito una rapida diffusione in Europa e poi negli Stati Uniti. Laennec morì di tubercolosi all’età di soli 45 nel 1826, ma era consapevole dell’importanza della sua scoperta, definendola “la più grande eredità della mia vita.”

    Lo stetoscopio venne poi ripreso da Arthur Leared nel 1852 che inventò lo stetoscopio biauricolare e nel 1852 George Camman ne perfezionò la forma, per la produzione industriale.

    Negli anni successivi furono apportati molti altri minori aggiustamenti, fino a quando nel 1960 il dottore David Littmann, dalla Harvard Medical School, crea un nuovo stetoscopio, più leggero rispetto agli altri modelli e con un’acustica migliorata. Alla fine del 1970, Littmann introdusse la membrana fluttuante.

  • Il doodle di Google è per Mendeleev e la Tavola periodica

    Il doodle di Google è per Mendeleev e la Tavola periodica

    Il doodle che vediamo oggi sulla home di Google è dedicato ai 182 anni dalla nascita del chimico russo Dmitri Mendeleev, il padre della Tavola periodica degli Elementi da lui creata nel 1869.

    In occasione dei 182 anni dalla sua nascita, Google dedica il doodle di oggi al chimico russo Dmitri Mendeleev, più conosciuto per essere passato alla storia come il padre della Tavola periodica degli Elementi, o anche semplicemente Tavola periodica.

    Nel doodle di Robinson Wood vediamo infatti la tavola periodica sullo sfondo e Dmitri Mendeleev.

    mendeleev tavola periodica

    E come ci fa fatto giustamente notare @AryRuysch, si tratta una delle rare volte in cui in un doodle non appare la scritta “Google”:

    Il nome Dmitri Mendeleev è senza dubbio molto noti a tutti gli studenti e a tutti gli studiosi della chimica ed è proprio grazie a lui se oggi conosciamo molto elementi e soprattutto il loro ordine. Diversamente da quando fatto in precedenza, Mendeleev nel 1869, dopo tutta una serie di studi, presentò quella che sarebbe poi diventata la Tavola periodica degli Elementi, uno schema che ordinava gli elementi chimici conosciuti fino a quel momento, ed erano 56, classificandoli peso atomico.

    mendeleev tavola periodica-doodle

    A differenza degli altri tentativi, la tavola periodica di Mendeleev prevedeva l’esistenza di altri elementi, ecco perchè esistevano degli spazi vuoti all’interno della stessa tabella. L’importanza della tavola periodica e delle previsioni di Mendeleev furono riconosciute pochi anni dopo, in seguito alla scoperta degli elementi scandio, gallio e germanio, che andarono ad occupare alcuni posti lasciati vuoti nella tavola e possedevano le proprietà fisiche previste dalla loro posizione in essa. Era la dimostrazione dell’importanza della tabella creata dal chimico russo. In pratica lo schema della tabella era talmente preciso da prevedere la scoperta di nuovi elementi. E pensare, come lui stesso raccontò in seguito, che quello schema gli venne un giorno in sogno.

    La tabella nel corso degli anni è stata sviluppata e tra il 1895 e il 1901 vennero aggiunti anche l’elio (He), il neon (Ne), l’argon (Ar), il krypton (Kr), lo xeno (Xe) e il radon (Rn). Altri ne furono aggiunti in seguito.

    L’elemento 101, il Mendelevio, prende il nome proprio da Dmitri Mendeleev.

  • Il doodle di Google è per i 90 anni della Televisione di Baird

    Il doodle di Google è per i 90 anni della Televisione di Baird

    Il doodle che vediamo da oggi online sulla home di Google rappresenta l’omaggio ai 90 dalla Prima apparizione della Televisione. Il 26 gennaio del 1926 l’ingegner John Logie Baird sperimentò con successo quello che ad oggi è considerato il primo esempio di TV.

    Il doodle che vediamo oggi sulla home di Google è l’omaggio ai 90 anni dalla prima apparizione della televisione. Il doodle che vediamo rappresenta fedelmente quello che era il primo esempio di TV realizzato dall’ingegnere scozzese John Logie Baird che realizzò nel 1925. La sperimentazione vera e proprio avvenne poi il 26 gennaio del 1926, quando venne effettuata la prima vera dimostrazione pubblica di trasmissione televisiva senza fili, di fronte a qualche decina di scienziati del Royal Institution e giornalisti invitati per l’occasione.

    google doodle prima televisione baird

    In quella che sembrava una “scatola”, le immagini in movimento rappresentavano solo delle silhouette, avevano quindi solo la doppia tonalità di grigio. Successivamente Baird riuscì a trasmettere a distanza immagini in movimento in bianco e nero. La trasmissione avvenne dal suo laboratorio alla stanza a fianco e rappresentava la ripresa del viso di William Taynton, un suo giovane collaboratore. La risoluzione verticale dell’immagine televisiva era di 30 linee e la frequenza delle immagini era di 5 immagini al secondo.

    Baird Televisione

    L’anno successivo alla sperimentazione, nel 1927, Baird con la sua “scatola” trasmise la televisione da Londra a Glasgow, quindi a 700 chilometri di distanza, attraverso una normale linea telefonica in cavo. Nel 1928, si tentò il passo più lungo realizzando la prima trasmissione televisiva transoceanica da Londra a New York. E sempre nel 1928 riuscì a trasmettere le prime immagini a colori.

    Quella di Baird è chiamata “televisione elettromeccanica”, l’apparecchio di ripresa delle immagini e quello di visione si basavano su un dispositivo elettromeccanico inventato il 24 dicembre 1883 da Paul Gottlieb Nipkow, detto appunto il “disco di Nipkow”. Il modello di Baird fu in seguito sostituito dalla televisione elettronica, commercializzata a partire dagli anni Trenta. Ma questo di Baird resta il primo vero esempio di televisione e Google, giustamente, lo celebra.

  • Il doodle di Google di oggi è per i peperoncini di Wilbur Scoville

    Il doodle di Google di oggi è per i peperoncini di Wilbur Scoville

    Il doodle di oggi che ci propone Google in realtà potrebbe essere inserito nella categoria dei “doodle-game”. E’ dedicato ai 151 anni dalla nascita del chimico americano Wilbur Scoville, colui che ha creato il test per misurare la piccantezza dei peperoncini, chiamato poi “Scoville Organoleptic Test”.

    Solo un doodle di Google poteva regalarci un doodle del genere per far conoscere davvero a tutti (anche a coloro che non lo avevano mai sentito nominare) chi ha misurato la piccantezza dei peperoncini. Ecco spiegato il doodle di oggi sul Google che ancora una volta, con una metodologia assolutamente originale ed imprevedibile, ci propone un momento interessante legato alla conoscenza associandolo anche ad un momento di divertimento/intrattenimento.

    google doodle scoville

    Ebbene, il doodle è dedicato al chimico americano Wilbur Scoville, in occasione dei 151 anni dalla sua nascita. E Scoville è un personaggio importante perchè a lui dobbiamo il modo per misurare quanto siano piccanti i peperoncini, grazie al suo test approntato nel 1912, il Scoville Organoleptic Test (SOT), conosciuto anche come la Scala di Scoville.

    In pratica, i peperoncini contengono una sostanza chiamata “capsaicina“, quella che ci trasmette il senso di bruciore, e dalla concentrazione di questa sostanza dipende il senso di piccantezza tipico dei peperoncini. Scoville aveva approntato un sistema per la misurazione della concentrazione della capsaicina basandosi sull’assaggio diretto dei frutti con un gruppo di assaggiatori. E quindi il peperone indica un livello di SHU (l’unità di misurazione di Scoville) pari a zero, mentre il Carolina Reaper, il più piccante al mondo, può arrivare fino a oltre i 2 milioni di SHU. Capite bene cosa significhi mangiare questo peperoncino della Carolina del Sud (Usa). Anche il Bhut Jolokia è molto piccante, poco meno del Carolina Reaper, con oltre 1 milione di SHU.

    E nel doodle trovate un simpatico giochino per neutralizzare la piccantezza dei peperoncini che consiste nel coplire i peperoncini con palline di gelato. Infatti per neutralizzare il senso di bruciore che rilascia la capsaicina basta del latte oppure acqua e zucchero. E il gelato è è fatto proprio con questi ingredienti.

    Wilbur Scoville nacque il 22 gennaio del 1865 a Bridgeport, nel Connecticut (Usa).

    Ma a voi piacciono i peperoncini?

    peperoncini scoville piccantezza

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