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  • Il doodle di Google è per la Festa dei Nonni

    Il doodle di Google è per la Festa dei Nonni

    Il doodle che vediamo oggi online, nella sola versione italiana del sito del motore di ricerca più usato, è dedicato alla Festa dei Nonni, ricorrenza civile sancita con la legge 159 del 2005: “quale momento per celebrare l’importanza del ruolo svolto dai nonni all’interno delle famiglie e della società in generale”.

    Anche Google oggi celebra la Festa dei Nonni con un doodle visibile solo nella versione italiana del sito del motore di ricerca più usato sul web. I doodle che vediamo oggi sono due, visibili a rotazione, che rappresentano una nonna con dei nipotini che danno cibo alle anatre e un nonno coi i nipotino che pescano. Entrambi i doodle sono stati realizzati dalla doodler Olivia Huynh.

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    La Festa dei Nonni in Italia è una ricorrenza civile sancita per legge, la 159 del 2005, da intendersi, come recita l’articolo 1 della legge, “quale momento per celebrare l’importanza del ruolo svolto dai nonni all’interno delle famiglie e della società in generale”. E infatti i nonni, colonna portante delle famiglie italiane, giocano ancora oggi un ruolo fondamentale. Non è un caso che la festa cada proprio il 2 ottobre, giorno in cui la chiesa cattolica ricorda gli “Angeli custodi“, perchè anche i nonni in effetti lo sono.

    La Festa dei Nonni, come riportato da Wikipedia, è stata introdotta negli Stati Uniti nel 1978 durante la presidenza di Jimmy Carter su proposta di Marian McQuade, una casalinga del West Virginia, madre di quindici figli e nonna di quaranta nipoti. La McQuade iniziò a promuovere l’idea di una giornata nazionale dedicata ai nonni nel 1970, lavorando con gli anziani già dal 1956. Riteneva, infatti, obiettivo fondamentale per l’educazione delle giovani generazioni la relazione con i loro nonni, portatori di conoscenza ed esperienza. Negli Stati Uniti la festa nazionale dei nonni (National Grandparents Day) viene celebrata ogni anno la prima domenica di settembre dopo il Labor Day.

    In Italia nasce per volontà di Franco Locatelli (Presidente dell’Unione Nazionale Florovivaisti – Unaflor), Arturo Croci, Wim Van Meeuwen e Walter Pironi del comitato ufficiale della Festa dei Nonni 1997.

    Nel Regno Unito, introdotta nel 1990, dal 2008 viene celebrata la prima domenica di ottobre. In Canada viene celebrata dal 1995 il 25 ottobre. In Francia, i nonni e le nonne sono festeggiati ogni anno separatamente. La Festa della Nonna già dal 1987, la prima domenica di marzo. Dal 2008 è stata introdotta la Festa del Nonno la prima domenica di ottobre.

    E allora buona Festa dei Nonni a tutti voi.

  • E Google ci ricorda l’arrivo dell’Autunno con un doodle

    E Google ci ricorda l’arrivo dell’Autunno con un doodle

    Da poche ore siamo ufficialmente in Autunno, l’Equinozio d’Autunno cade infatti oggi 23 settembre 2015, nell’emisfero boreale. E Google ci ricorda l’inizio della nuova stagione con un doodle sulla home. E vediamo come l’Arte ha raccontato l’autunno.

    Che sia iniziato l’autunno oggi non ci vuole poi molto, basta guardare fuori e accorgersi che l’estate è ormai alle spalle. E infatti, da qualche ora siamo ufficialmente nella nuova stazione. Infatti L’Equinozio d’Autunno cade nella giornata di oggi, 23 settembre 2015. Di conseguenza il giorno e la notte avranno la stessa durata e cominceremo a notare una progressiva riduzione della luce nelle ore diurne.

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    E questa giornata ce la ricorda anche Google che, come ormai fa da tempo, celebra l’evento con un doodle in cui si vedono delle zucche di diverse forme che rappresentano la scritta “Google” e uno scoiattolo che vi gironzola.

    E se lo scorso anno avevamo dato un’occhiata all’Autunno nella letteratura, italiana e mondiale, quest’anno vediamo qualcosa insieme su come l’Arte ha rappresentato l’Autunno.

    E come non iniziare da Giuseppe Arcimboldo, note per le sue “teste composte”. Qui vediamo un duo dipinto che rappresenta al meglio i frutti dell’Autunno.

    arcimboldo-autunno

    E proseguiamo con Gustave Courbet, pittore francese, rappresentante del realismo del diciannovesimo secolo. Qui vediamo “La foresta in autunno“.

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    E poi abbiamo anche Salvador Dalì, celebre pittore surrealista, con il suo dipinto del 1937, “Cannibalismo autunnale“.

    dali_cannibalismo-autunno

    Continuiamo questa nostra scoperta con un altro grande artista, Paul Gauguin, famoso pittore impressionista. E vediamo il suo dipinto del 1888, “Donna bretone con una brocca“.

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    E non poteva mancare in questa carrellata anche Vincent van Gogh, celebre pittore olandese, con questo quadro “Les Alyscamps in autunno” del 1888.

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    Questo è “Autunno in Baviera” di Vassilij Kandinsky.

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    E chiudiamo con un quadro di “Spirit of Autumn” di George Inness, uno di più famosi pittori americani, definito spesso come “the father of American landscape painting“.

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    Speriamo che questa nostra associazione vi sia piaciuta e se volete segnalarne altri sarebbe fantastico.

     

  • Il doodle di Google per i Mondiali di Rugby

    Il doodle di Google per i Mondiali di Rugby

    Il doodle di Google di oggi è dedicato all’ottava edizione dei Mondiali di Rugby che iniziano stasera a Twickenham, in Inghilterra, la patria di questo sport che in questi ultimi anni sta appassionando anche gli italiani. La Nazionale ovviamente è molto attesa.

    Il doodle che vediamo oggi sulla homepage di Google, il primo visibile anche in Italia dal cambio del nuovo logo di inizio mese, è dedicato all’ottava edizione dei Mondiali di Rugby che stasera prendo il via a Twickenham, in Inghilterra, la vera patria di questo sport. Una disciplina, il Rugby che negli ultimi anni ha appassionato anche l’Italia, grazie ad una Nazionale che negli ultimi tempi si è dimostrata più matura e preparata. E infatti, proprio la nostra Nazionale è chiamata ad una prova di maturità e crescita in questi Mondiali.

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    Il doodle, dinamico, vede un giocatore infangato che corre con la palla ovale tenuta con il braccio destro al posto della “G” del logo, e poi si vede il resto del logo. Semplice, nello stile già visto in altre occasioni simili.

    I Mondiali di Twickenham vedono la partecipazione di 20 squadre divise in 4 gironi. L’Italia è nel girone D insieme a squadre come la Francia e Irlanda, e ci sono anche Canada e Romania. Come sempre la squadra da battere è quella della Nuova Zelanda, la mitica squadra degli All Blacks, il team che  vanta il maggior numero di giocatori ammessi nella International Rugby Hall of Fame. Incutono già timore con il loro tradizionale haka (danza Māori) prima di ogni match.

    Ma temibile è anche la squadra dell’Inghilterra, la squadra di casa che oggi alle 21, ora italiana, inaugurerà i Mondiali incontrando la squadra delle Fiji. La nostra Nazionale debutterà domani sera nel match contro la Francia. Tutte le partite saranno trasmesse in diretta da Sky e una semifinale e la finale saranno trasmesse anche in differita su Mtv, da poco acquisita.

    Val la pena ricordare che il Rugby è uno sport di squadra tra i pià antichi al mondo (nasce infatti nel 1823, anche se esistono testimonianze più antiche come il “calcio storico fiorentino”) ed è il padre degli altri giochi a squadre, Calcio compreso.

  • Ecco il doodle di Google per Duke Kahanamoku, padre del surf moderno

    Ecco il doodle di Google per Duke Kahanamoku, padre del surf moderno

    Il doodle che Google dedica oggi è per Duke Kahanamoku, un nome certo noto a tutti i surfisti. Infatti l’hawaiiano, oltre che grande nuotatore nei primi anni del ‘900, è considerato il padre del surf moderno. Non è un caso infatti che il doodle sia una grande tavola da surf.

    La grande tavola da surf che troviamo oggi sulla homepage di Google è una dedica particolare. Ricorrono oggi i 125 anni dalla nascita di Duke Kahanamoku, grande nuotatore hawaiiano dei primi anni del ‘900, considerato il padre del surf moderno.

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    Duke Kahanamoku nasce a Honolulu il 24 agosto del 1890 e già da subito si appassiona al surf, disciplina che nasce proprio nell’isola. Comincia a surfare da giovanissimo con una tavola primitiva che lui chiamerà “papa nui“. Ma non è questo il momento della sua vita in cui mostra le sue grandi doti da surfer, infatti già nel 1912 si qualifica alle Olimpiadi di Stoccolma vincendo i 100 m stile libero e l’argento nella staffetta 4×200 m. Celebre il suo “Kahanamoku kick“, il calcio che lui usava come sua arma in più, una tecnica, dati i suoi grandi piedi, che gli era utile per spingere la sua lunga tavola, e che gli tornò utile da nuotatore. Chi lo vedeva in vasca sosteneva che grazie proprio al “Kahanamoku kick” quasi si sollevava dall’acqua “come un motoscafo”. Kahanamoku si confermerà campione olimpico anche alle Olimpiadi di Anversa del 1920.

    Duke Kahanamoku

    Dopo il nuoto si dedica al surf ed è da questo momento che viene considerato ambasciatore della disciplina negli Usa prima, e “padre del surf moderno” dopo, proprio per le sue grandi doti. E’ celebre la surfata del 1917 su un’onda enorme che si era generata dopo un terremoto in Giappone. Alla vista di quell’onda enorme tutti gli altri surfisti scapparono, ma Kahanamoku decise di affrontarla.

    Nel 1925 Kahanamoku dimostrò che la tavola da surf poteva essere usata anche come strumento salvavita. Mentre si trovava nelle acque californiane insieme ad un gruppo di attori per un film, uno yacht si capovolse al largo di Newport Beach. Kahanamoku prese la sua tavola e si lanciò a surfare verso l’imbarcazione. Delle 12 persone presenti sull’imbarcazione ne portò in salvo 8. Tra il 1920 e il 1930 si mise a produrre tavole da surf grandi specifiche per il salvataggio in mare.

    Duke Kahanamoku fu la prima persona ad essere iscritta sia nella International Swimming Hall of Fame (la Hall of Fame del nuoto) che nella Surfing Hall of Fame (la Hall of Fame del surf).

    Kahanamoku morì per attacco cardiaco nel 1968 all’età di 77 anni.

     

  • Google rende visibili i tweet anche da desktop, solo in inglese al momento

    Google rende visibili i tweet anche da desktop, solo in inglese al momento

    Dopo l’accordo raggiunto nel mese di febbraio tra Google e Twitter e dopo l’avvio dell’indicizzazione dei tweet da mobile, da ieri Google annuncia che l’indicizzazione dei tweet in tempo reale è possibile anche da desktop, al momento solo in inglese.

    Come certamente ricorderete, nel mese di febbraio di avevamo dato notizia del fatto che Google e Twitter avevano chiuso un accordo per portare i tweet direttamente sul motore di ricerca. Una indicizzazione in tempo reale che ovviamente porta giovamento ad entrambi, specie per Twitter che in questo modo può attrarre nuovi utenti sulla piattaforma. E dopo aver reso possibile l’indicizzazione da mobile, a partire dal mese di maggio, con una riga di aggiornamento apportata proprio al post sul blog ufficiale di Google che dava quella notizia, da ieri è dunque possibile l’indicizzazione dei tweet in tempo reale anche da desktop. Al momento però questo vale solo per la lingua inglese.

    https://twitter.com/twitter/status/634779747445276672?ref_src=twsrc%5Etfw

    L’annuncio è corso ovviamente anche via Twitter con questo siparietto che annunciava che da oggi i tweet sono incorporati nei risultati di ricerca da Google e rintracciabili anche da desktop.

    E’ quindi una svolta, non è difficile immaginare che questa opzione possa poi essere disponibile anche in altre lingue nel breve periodo. Ma è una svolta se vista proprio nell’ottica di ciò che sta accadendo in questi giorni in relazione alle difficili vicissitudini di Twitter e alle voci di una possibile acquisizione proprio da parte di Google. E’ questa forse una prova di un possibile accordo più vasto? Al momento si possono fare solo delle ipotesi, certo è che con questa possibilità Twitter ha davvero l’occasione di attrarre nuovi utenti.

    google-tweet-dr-dre

    Infatti se un utente effettua una ricerca per Dr Dre, ad esempio (lo scree che vedete in basso lo abbiamo rilevato da google.co.uk) lo stesso si troverà tra i risultati anche i tweet del personaggio in tempo reale.

    #blacklivesmatter--google-tweet

     

    Oppure se viene effettuata una ricerca per una notizia del momento e prova a inserire nel motore di ricerca l’hashtag relativo a un evento o notizia in particolare, come #BlackLivesMatter, ecco che tra i risultati vengono visualizzati anche gli ultimi tweet ed possibile scorrerli cliccando sulla freccetta di destra che si vede nello screenshot rilevato sempre da google.co.uk.

    E’ in effetti una grande possibilità per Twitter di poter raggiungere un pubblico più vasto sfruttando l’enorme potenzialità che offre Google che ancora è il motore di ricerca più usato sul web e da mobile. Google, dal canto suo, aggiunge un altro elemento “in tempo reale”.

    Allora, che ne pensate? E’ davvero questa l’anticamera di un possibile matrimonio tra le due società?

  • Google omaggia Giorgio Morandi con un doodle

    Google omaggia Giorgio Morandi con un doodle

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    Google omaggia oggi con un doodle il grande pittore bolognese Giorgio Morandi in occasione dei 125 anni dalla sua nascita. Il grande pittore “metafisico” viene ricordato con un doodle, visibile solo in Italia, che richiama le sue celebri opere.

    Era da un po’ che Google celebrasse con un doodle grandi artisti e personaggi italiani, ma certamente questo che troviamo oggi sulla homepage, nella versione italiana, del più grande motore di ricerca del web, è, come si dice, un gran bel vedere e anche motivo di orgoglio. Si perchè oggi il grande pittore, e incisore, bolognese Giorgio Morandi avrebbe compiuto 125 anni e come grandi artisti viene celebrato con un doodle che si rifà alle sue celebri opere “metafisiche”, quelle opere tanto semplici ma che rappresentano davvero l’opera morandiana.

    Giorgio Morandi nasce a Bologna il 20 luglio del 1890, viveva in via Fondazza con la sua famiglia e la sua casa rimase il suo studio per molti anni, prima di trasferire il suo laboratorio nel paese di Grizzana, sulle colline bolognesi, che nel 1985 cambiò il suo nome proprio in onore del pittore bolognese diventando Grizzana Morandi.

    giorgio-morandi
    Giorgio Morandi

    Morandi frequentò l’Accademia di Belle Arti di Bologna e tra gli artisti che influenzarono il suo percorso c’erano Paul Cézanne, André Derain e Pablo Picasso. L’influenza di Derain non su mai diretta, si dice che ne fosse venuto a conoscenza dal suo amico Osvaldo Licini, mentre di Cézanne di di Picasso ci sono influenze dirette nelle sue opere.

    Giorgio Morandi è un artista completo, guarda al passato ispirandosi a nomi come Giotto, Masaccio, Piero della Francesca e Paolo Uccello che ebbe modo di ammirare in suo viaggio a Firenze, ma in un primo momento della sua vita artistica espose con in “futuristi” diventando nel 1918 uno dei massimi rappresentanti della scuola metafisica affiancato a nomi come Carrà e De Chirico. Molto presenti, in questo periodo che durerà fino al 1920, le nature morte di bottiglie, tazze e alcuni motivi paesistici. Del resto il doodle di oggi si ispira proprio al periodo metafisico di Morandi.

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    Giorgio Morandi muore a Bologna nel 1964 e oggi giace nella Certosa nella tomba di famiglia. Nel 1992, all’interno di Palazzo d’Accursio, la sede del comune, nacque il Museo dedicato a Giorgio Morandi e dal novembre del 2012 lo stesso museo è ospite presso il MAMbo, Museo d’Arte Moderna di Bologna.

    Il MoMa di New York ha dedicato un’area all’artista bolognese e alcune opere si possono ammirare anche online.

  • Il doodle di Google è per New Horizons in flyby vicino Plutone

    Il doodle di Google è per New Horizons in flyby vicino Plutone

    Il doodle animato che vediamo oggi su Google è dedicato alla sonda della NASA New Horizons che oggi, dopo un viaggio lungo 9 anni, dovrebbe avvicinare Plutone, il “Pianeta Nano”. Plutone è il pianeta più lontano del nostro Sistema Solare e mai prima di oggi era stato visto così da vicino.

    E’ una giornata storica quella di oggi dal punto di vista delle missioni spaziali e infatti anche Google non ha voluto essere da meno. Quello che oggi vediamo sulla homepage del popolare motore di ricerca è il doodle animato dedicato alla sonda New Horizons della NASA che oggi, attorno alle ore 13:39 (ora italiana) passerà vicino a Plutone, il cosiddetto “Pianeta Nano”, il più lontano del nostro Sistema Solare.

    La sonda è in viaggio dal 2006, esattamente pochi mesi prima che Plutone venisse “declassato” dagli scienziati a “Pianeta Nano”, e dopo un viaggio durato 9 anni oggi passerà in “flyby” come dicono gli esperti, in forma di “saluto”. A differenza della sonda al Lander Philae che lo scosso novembre si posò sulla cometa 67P, la sonda New Horizons oggi passerà molto vicino al pianeta ma senza atterrare. La distanza minima dal pianeta è prevista di 12.500 chilometri, una distanza che gli scienziati reputano essere “molto vicina”. In effetti è così se pensiamo che la Luna dista dalla Terra 400 mila chilometri.

    new-horizons-google doodle

    Una volta avvicinato Plutone la sonda New Horizons, alla velocità di 50 mila chilometri orari, scatterà immagini a colori con una risoluzione altissima e i suoi strumenti raccoglieranno informazioni che aiuteranno gli scienziati a capire meglio la morfologia della superficie del pianeta e a studiare meglio la composizione della sua rarefatta atmosfera, costituita probabilmente di azoto, anidride carbonica e metano.

    Plutone fu scoperto da Clyde Tombaugh nel 1930 e le sue ceneri oggi sono a bordo della sonda New Horizons.

    Clyde Tombaugh New Horizons Plutone

    E sempre a bordo della sonda ci sono un cd contenente i nomi i 434 mila persone che si sono registrate nel 2005 all’iniziativa “Manda il tuo nome su Plutone”; 2 monete, una del Maryland, dove la sonda è stata costruita, e una della Florida, l’ultima superficie terrestre toccata dalla sonda prima della partenza; una foto della squadra di tecnici che ha costruito New Horizons e un francobollo americano del 1991 con la scritta “Plutone: non ancora esplorato”.

    New Horizons dopo il “flyby” a Plutone continuerà il suo viaggio verso quella zona considerata “La Culla delle Comete”, la Fascia di Kuiper.

  • Google Trends, adesso anche in tempo reale

    Google Trends, adesso anche in tempo reale

    Google ha lanciato oggi una nuova versione di Google Trends, lo strumento utile per monitorare le tendenze, rinnovato il design e soprattutto sono state aggiunte le informazioni in tempo reale.

    Google ha lanciato oggi una nuova versione di Google Trends, lo strumento utile per monitorare le tendenze, rinnovato il design e soprattutto sono state aggiunte le informazioni in tempo reale. Lo strumento usato quindi per scovare quali sono gli argomenti e i termini più ricercati sul più grande motore di ricerca introduce da oggi anche le tendenze in tempo reale. Quindi se siete curiosi di sapere cosa succede intorno allo scandalo FIFA o se volete sapere di più di Mafia Capitale è utile sapere che le informazioni possono essere ricercare anche mentre si sta effettuando la ricerca.

    I dati vengono rilevati minuto per minuto e si basano sui 100 miliardi di ricerche fatte ogni mese sul motore di ricerca di Google, ma anche su Google News e YouTube. Il design è stato rinnovato e dal sito è possibile monitorare le tendenze di 28 paesi, tra i quali è compresa anche l’Italia, e altri paesi verranno aggiungi nei prossimi mesi.

    Google fa sapere dal proprio blog ufficiale di aver aumentato “l’ampiezza e la copertura” dei dati, ecco perchè la ricerca adesso si estende anche a Google News e a YouTube.

    Tutte le novità introdotte sono state rese possibili anche grazie ai feedback dei giornalisti, che potranno usare lo strumento nel tentativo di capire quali argomenti diventeranno poi virali sul web. Da questo punto di vista, il Google News Lab ha pubblicato un video in cui giornalisti di alcune testate Usa, come il New York Times e Vox Media, spiegano l’importanza di avere a disposizione tali dati nello svolgimento della propria professione.

    Ovviamente lo strumento si presta a chi vuole sapere le tendenze per essere più informato, può essere uno strumento utile anche per i blogger nel tentativo di rilevare le tendenze del proprio paese circa un dato argomento.

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    Proprio nel momento in cui scriviamo, in vetta alle tendenze in Italia troviamo “Frabrizio Corona e Antonio Mazzi“, in relazione alla scarcerazione del fotografo che viene affidato alla comunità di Don Mazzi.

    Insomma, Google Trends in tempo quasi reale ci piace. E a voi? Che ne pensate?

  • La Magna Carta celebrata con un doodle di Google

    La Magna Carta celebrata con un doodle di Google

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    La Magna Carta è il documento più antico sulla libertà di cui oggi si celebrano gli 800 anni dalla firma. E per l’occasione, Google dedica all’evento un doodle animato, visibile solo in alcuni paesi tra cui anche l’Italia.

    La Magna Carta, conosciuta come “Magna Charta Libertatum“, è uno dei più celebri documenti sulla Libertà del mondo e oggi compie 800 anni. E per l’occasione, Google dedica all’evento un doodle animato (opera del doodle Matt Cruickshank), visibile solo in alcuni paesi, e cioé: Regni Unito, Islanda, Italia, Ucraina, Repubblica Ceca, Slovacchia, Bulgaria, Grecia, Israele, Nigeria, Kenya, Sud Africa, Corea Del Sud, Taiwan, Australia e Nuova Zelanda.

    La scena riprodotta nel doodle vede un barone ingiustamente detenuto e trova un alleato proprio in un cavaliere del Re, per poi correre vero la Libertà.

    La Carta venne firmato il 15 giugno 1215 e costituisce il primo atto che, in epoca feudale, permise il riconoscimento universale dei diritti dei cittadini. E’ dunque un documento importante che pose le basi per il riconoscimento di un diritto fondamentale dell’uomo che è quello della Libertà. Con la Magna Carta il Re d’Inghilterra Giovanni Senza Terra (fratello successore di Riccardo Cuor di Leone) riconobbe i diritti di feudatari, Chiesa, città inglesi e uomini liberi riducendo in sostanza i poteri del sovrano inglese. Anche se presentato come un atto di concessione, di fatto si è trattato di un riconoscimento di diritti reciproci.

    Vista l’importanza di questa ricorrenza, è stato anche aperto un account Twitter, @MagnaCarta800th, per celebrare la prima vera carta dei diritti dell’Uomo, l’hashtag è #BillOfRights e #MagnaCarta.

    Nel video che vedete qui in alto, Monty Python Terry Jones lo racconta per la “British Library”.

    La Carta col tempo è stata modificata diverse volte, disperdendo così diversi principi che erano alla base di questo fondamentale documento. Certamente quello che resta è ancora un principio fondamentale per la nostra democrazia, ossia il “diritto al giusto processo”.

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