Tag: google

  • Il doodle di Google è per le favole di Charles Perrault

    Il doodle di Google è per le favole di Charles Perrault

    Il doodle che vediamo oggi su Google è dedicato ai 388 anni dalla nascita di Charles Perrault, scrittore francese, passato alla storia per aver scritto celebri fiabe come “Cappuccetto Rosso”, “Barbablù”, “La bella addormentata”, “Pollicino”, “Cenerentola” e “Il gatto con gli stivali”.

    Il doodle che vediamo oggi sulla home di Google si ispira al fantastico mondo delle favole e, come già successo in altre occasioni, non singolo ma sono diversi doodle a rotazione, ce ne sono infatti tre. E le favole a cui si è ispirata la doodler di oggi, Sophie Diao, sono quelle di Charles Perrault e proprio oggi, 12 gennaio, si ricordano i 338 anni dalla nascita dello scrittore francese. I doodle sono quelli per “Cenerentola“, “La Bella Addormentata” e “Il gatto con gli stivali“.

    Charles Perrault era uno scrittore vissuto all’epoca di Luigi XIV, il “Re Sole“, di famiglia alto borghese e studiò nelle migliori scuole di Parigi diventando poi avvocato. Ma scrisse le celebri favole solo dopo molti anni. Infatti i “Racconti e storie del passato con una morale” (1697) che avevano come sottotitolo “I racconti di mamma l’oca” Perrault li scrive quando aveva 55 anni. Il suo intento era quello di raccogliere i racconti popolari e farli diventare favole raccontate con un linguaggio più colto, per farli apprezzare anche a corte, e vi aggiunge la morale. Perrault da quel momento comincia a scrivere storie divertenti ma che allo stesso tempo fossero capaci di istruire il lettore.

    charles perrault doodle google

    “Cenerentola“, una delle favole più celebri, si ispira alla versione napoletana di Giambattista Basile, “La gatta Cenerentola”, rendendola molto più buona rispetto a quella raccontata dallo scrittore napoletano. L’elemento che rende le favole di Perrault un successo nella Francia dell’epoca sono proprio le “morali” che lui inseriva nei suoi racconti. Più che morali sarebbe meglio parlare di raccomandazioni, nel senso che, come scriveva lo stesso Perrault, “È senza dubbio di grande utilità avere spirito, coraggio, nobiltà, buon senso, e altri talenti che sono dono del cielo. Ma tutte queste belle cose per la vostra carriera nella vita resteranno inutili se non ci saranno, a farle valere, padrini e madrine“. Era questa la realtà di quei tempi.

    Le favole di Perrault sono ancora oggi molto lette e molto diffuse e alcune di esse sono poi diventate ancora più popolari dopo essere diventate dei film realizzati da Walt Disney. Tra le favole ci sono quelle che tutti noi abbiamo conosciuto da bambini e sono: Pollicino, La Bella Addormentata, Il gatto con gli stivali, Barlablù, Cappuccetto Rosso.

    E dopo la sua morte,  avvenuta nel 1703 a Parigi, vennero pubblicate altre tre storie: Griselda, I desideri ridicoli/inutili e Pelle d’asino. Nel 1875, molti dei racconti di Charles Perrault vennero tradotti dal francese all’italiano ad opera di Carlo Collodi (l’autore di Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino) e pubblicati nella raccolta “I racconti delle fate“.

  • Lenovo e Google: partnership per il nuovo dispositivo Project Tango

    Lenovo e Google: partnership per il nuovo dispositivo Project Tango

    Lenovo e Google annunciano una nuova partnership per lo sviluppo del primo device “Project Tango”, la tecnologia che consente al dispositivo mobile di “navigare” l’ambiente fisico così come avviene per l’essere umano. L’annuncio è stato fatto in occasione del CES 2016 di Las Vegas e il dispositivo sarà disponibile dalla prossima estate.

    In occasione di CES 2016 di Las Vegas, Lenovo ha annunciato di essere impegnata nello sviluppo del primo dispositivo mobile con “Project Tango“, in collaborazione con Google. Il nuovo smartphone, basato su processore Qualcomm® Snapdragon™, sarà disponibile dalla prossima estate e trasforma lo schermo in una sorta di finestra magica in grado di sovrapporre informazioni digitali e oggetti del mondo reale.

    Lenovo e Google, insieme a Qualcomm Technologies, stanno lavorando in collaborazione per ottimizzare il software e l’hardware allo scopo di mettere a disposizione degli utenti il meglio di “Project Tango“.

    Google Project Tango è una piattaforma tecnologica che utilizza una computer vision avanzata, dei sensori di profondità e dei rilevatori di movimento per creare un’esperienza di visione sullo schermo in 3D e consentire così agli utenti di esplorare, attraverso il proprio dispositivo, l’ambiente fisico che li circonda.

    Lenovo Project Tango Google

    Si tratta di una combinazione di hardware e software specifici che permette al dispositivo di reagire ad ogni movimento dell’utente, sia che faccia un passo avanti, indietro o di lato. Gli sviluppatori di app possono ad esempio trasformare la nostra casa nel livello di un gioco o creare una finestra magica verso ambienti di realtà aumentata e virtuale. Inoltre, i dispositivi Project Tango possono riconoscere i luoghi in cui sono già stati, come ad esempio il salotto di un’abitazione, un ufficio, o anche un luogo pubblico.

    Il sistema di rilevamento del movimento di Project Tango, a differenza dei sistemi basati su GPS, funziona in luoghi chiusi e permette di esplorare in modo preciso un centro commerciale, o perfino di trovare un determinato oggetto in uno specifico negozio. Utilizzando il sensore integrato, i dispositivi Project Tango possono poi catturare le dimensioni 3D della stanza, fornendo così, ad esempio, misure utili per scegliere nuovi mobili o complementi d’arredo.

    Per emergere nei mercati tablet e smartphone, oggi sempre più competitivi, è necessario correre qualche rischio nella ricerca e sviluppo e alzare l’asticella dell’innovazione. E’ il solo modo per cambiare davvero il modo in cui le persone utilizzano la tecnologia mobile” commenta Chen Xudong, senior vice president e president, Mobile Business Group, Lenovo. “Insieme a Google, stiamo rivoluzionando il modo di lavorare a progetti hardware e software, rompendo alcune barriere prima esistenti tra i due elementi. Trasformare la nostra visione condivisa in realtà darà vita a un’esperienza di prodotto olistica, che catturerà l’immaginazione degli utenti moderni.”

    Con Project Tango, lo smartphone diventa una finestra magica sull’ambiente fisico che ci circonda, offrendo la possibilità di percepire lo spazio e il movimento che vanno oltre ai limiti dello schermo touch” aggiunge Johnny Lee, Project Tango Lead, Google. “Lavorando con Lenovo, saremo in grado di rendere Project Tango più accessibile a utenti e sviluppatori ovunque nel mondo per poter creare e beneficiare di nuove esperienze che uniscono il mondo virtuale e quello reale”.

    E nell’ambito di questa partnership, Lenovo ha invitato gli sviluppatori a supportare la crescita dell’ecosistema di app basate su Project Tango. Questo progetto è infatti caratterizzato da potenzialità tecnologiche che offrono agli sviluppatori la possibilità di sviluppare app fino ad oggi inimmaginabili.

    Collegandosi a questa pagina, gli sviluppatori potranno sottoporre le proprie idee e, se la loro proposta sarà selezionata, potranno conquistare l’opportunità di vedere la propria app integrata nei nuovi smartphone Lenovo. Quindi, se siete degli sviluppatori vi invitiamo a farlo subito, anche perchè avete tempo fino al prossimo 15 febbraio 2016 per proporre la vostra idea. E il Project Tango Tablet Development Kit può essere acquistato su Google Store.

    Qualora foste interessati, per avere tutte le informazioni, le linee guida e i criteri di valutazione, vi invitiamo a consultare questo link: g.co/ProjectTango/AppIncubator.

  • Felice Anno Nuovo 2016 con il doodle di Google

    Felice Anno Nuovo 2016 con il doodle di Google

    Con il consueto doodle di fine anno, Google oggi ci augura “Felice Anno Nuovo!” con un doodle animato sulla homepage e visibile in tutto il mondo. Curiosa la scelta di rappresentare il 2016 che sta per arrivare come un uovo che si schiuderà alla mezzanotte.

    E preciso come un orologio svizzero (è il caso di dirlo eh!) Google ci augura “Felice Anno Nuovo!” con un nuovo doodle animato in homepage e visibile in tutto il mondo. Ad un primo sguardo, è curiosa la scelta di rappresentare il doodle con dei pappagalli e il 2016 è visto come un uovo che molto probabilmente si schiuderà allo scoccare della mezzanotte. E quindi è presumibile pensare che domani sarà online un nuovo doodle, come sempre accade in queste occasioni.

    google doodle felice anno nuovo 2016

    Quindi Google decide ancora una volta di cambiare scenario per celebrare il nuovo anno, abbandona gli stickers che abbiamo visto per il Natale di quest’anno, ma sceglie un’altra strada che rivelerà certamente delle sorprese.

    Per il 2015 scelse un’immagine dinamica che passa dal 2014 al 2015; nel 2014 scelse un contesto decisamente disco, con il 2013 che cedeva il passo ad uno scalpitante 2014; e nel 2013 scelse di celebrare tutti i personaggi che avevano animato i doodle durante l’anno.

    Non ci resta a questo punto che augurarvi un grande 2016 e di continuare insieme a noi, come fate sempre, a seguire la storia dei doodle anche per il prossimo anno.

    Auguri!

  • Il doodle di Google è per il Solstizio d’Inverno 2015

    Il doodle di Google è per il Solstizio d’Inverno 2015

    Dalle 5:48 di oggi 22 dicembre 2015 siamo in Inverno e il doodle che vediamo sulla homepage di Google ce lo ricorda. La palla di vetro con neve è in effetti la migliore rappresentazione visto anche il periodo natalizio che sta per iniziare.

    Di solito siamo soliti dire che l’Inverno inizia il 21 dicembre, ma è solo un detto indicativo. Infatti quest’anno l’inverno inizia oggi e precisamente dalle 5:48 del 22 dicembre 2015 siamo nella stagione invernale, la più fredda (o almeno così dovrebbe essere). E Google, come spesso accade in queste occasioni, ce lo ricorda con un doodle dinamico che rappresenta una palla di vetro con neve, forse la migliore rappresentazione che si poteva fare, visto anche il periodo natalizio ormai alle porte.

    google doodle inverno solstizio gif

    Il Sole oggi raggiungerà, nel suo movimento apparente lungo l’eclittica, la massima distanza angolare rispetto al piano dell’equatore terrestre. Questo significa massimo valore di declinazione negativa e corrisponde, appunto, all’inverno boreale, sarà quindi estate nell’Emisfero Sud. Quello di oggi è quindi il giorno più breve dell’anno e da oggi le giornate cominceranno ad allungarsi, uno dei vantaggi che provoca questa giornata. Il giorno oggi sarà di circa 9 ore e a partire da oggi si allungherà gradualmente fino a raggiungere il suo massimo nel Solstizio d’Estate.

    La parola Solstizio, dal latino solis statio, significa “Sole Stazionario”, e il suo significato è legato al non abbassarsi o non alzarsi del Sole rispetto all’equatore celeste.

    La pianta sacra del Solstizio d’inverno è il vischio, pianta inizialmente sacra ai druidi e simbolo della vita. Ancora oggi effettivamente il vischio è importante nella nostra cultura, è infatti visto come simbolo di fortuna.

  • Google omaggia il grande Beethoven con un doodle interattivo

    Google omaggia il grande Beethoven con un doodle interattivo

    Il 17 dicembre di 245 anni fa nasceva il grande compositore classico tedesco Ludwig van Beethoven, uno dei più celebri e amati della storia. E Google con questa occasione gli dedica un doodle interattivo particolare che ripercorre le sue opere e mette alla prova gli utenti nel comporre la melodia esatta prima di procedere a quella successiva.

    Quello che vediamo oggi sulla homepage di Google è sicuramente uno dei più bei doodle che abbiamo visto fino ad oggi. Ed è dedicato al grande compositore tedesco Ludwig van Beethoven, tra i più celebri e amati della storia della musica classica della storia. E lo è ancora oggi nonostante siano passati così tanti anni, ma il fascino della sua musica è davvero senza età. Tra l’altro abbiamo avuto l’occasione di conoscere la sua musica ancora più a fondo con l’edizione di quest’anno di Pappano in Web dedicato proprio a Beethoven.

    Il doodle che vediamo oggi sulla homepage è quindi un omaggio alla musica del grande compositore e i doodler di Google hanno immaginato questo percorso del compositore verso il teatro che deve raggiungere in tempo per in grande “crescendo”. E’ un percorso attraverso le sue più grandi composizioni, ma soprattutto è un quiz per gli utenti che mette alla prova la loro preparazione. Infatti il viaggio del compositore non riprende fin quando la melodia non è stata composta nella maniera corretta. Una volta terminata si passa a quella successiva, fino al gran finale.

    google doodle beethoven

    Dovete mettervi alla prova con la Quinta Sinfonia, Per Elisa, Sonata n. 14 per pianoforte (quella che viene comunemente chiamata “Chiaro di Luna”), Inno alla Gioia. Ovviamente niente di impossibile, però l’idea è fantastica. Quindi tutti voi che avete passato anni a suonare pianoforte o anche tutti voi appassionati di musica non dovete fare altro che comporre!

    Stiamo parlando di uno dei compositori più suonati della storia, ancora oggi la sua musica è attuale e, forse, non sarà mai fuori tempo.


    beethoven

    Beethoven, come viene quasi sempre chiamato, nasce il 17 (o forse il 15?) dicembre del 1770 a Bonn, e proprio sulla data c’è ancora oggi molta incertezza. Di sicuro il 17 è il giorno del suo battesimo. Già all’età di 11 anni si faceva notare per il suo talento al pianoforte. Le sue erano origini umili anche se in famiglia sia il padre che il nonno era grandi appassionati di musica. Come spesso accade in questi casi, anche la vita di Beethoven non è stata facile, infatti con la perdita prematura di due fratelli dovette poi occuparsi della sua famiglia.

    Ma da grande artista qual era la sua musica è andata comunque avanti, anche quando all’apice della sua carriera, attorno ai 30 anni, cominciò ad accusare un calo dell’udito. Un problema che lo portò alla sordità totale negli anni successivi (tentò anche il suicidio) e ad un continuo stato di isolamento, ma che non impedì a Beethoven di continuare a comporre la sua musica.

    Pensate che proprio l’Inno alla Gioia fu composta nel 1824 proprio quando Beethoven era già completamente sordo.

    Beethoven morì nel 1827 all’età di 56 anni.

  • Il doodle di Google oggi è per Lucy Maud Montgomery

    Il doodle di Google oggi è per Lucy Maud Montgomery

    Il doodle che vediamo oggi su Google è per una delle più importanti scrittrici canadesi, Lucy Maud Montgomery, conosciuta nel mondo, e anche in Italia, per la serie “Anna dai Capelli Rossi”, tradotta in 20 lingue ed è ancora oggi uno dei libri per ragazzi più conosciuti.

    lucy-maud-montgomerys-google-doodle

    Il doodle, anzi i doodle, che vediamo oggi sulla home di Google è dedicato alla scrittrice canadese Lucy Maud Montgomery in occasione dei 141 anni dalla nascita, era nata infatti il 30 novembre del 1874 a Clifton.

    I doodle che vediamo oggi in rotazione (curioso vedere che in Europa sono solo tre paesi, Italia compresa), sono stati realizzati dalla doodler Olivia Huynh ispirati al romanzo che più ha fatto conoscere Lucy Maud Montgomery. Stiamo parlando del celebre “Anna dai Capelli Rossi“, storia che certamente conoscete tutti, il cui titolo originale è “Anne of Green Gables” (Anna dei Tetti verdi), molto conosciuto nel nostro paese anche per via del cartone animato del 1979, trasmesso in Italia dal 1980 su Rai Uno e Rai Due in seguito. Dal 2004 anche sulle reti Mediaset. Ricorderete anche la sigla del cartone, con la musica di Vince Tempera e cantata da “I Ragazzi dai Capelli Rossi” e da Paola Orlandi. La voce italiana è di Antonella Baldini, già doppiatrice in “L’Ape Maia”, “I Puffi” (la voce di Puffo Forzuto), “Due Fantagenitori” e tanti altri.

    Lucy Maud Montgomery

    Lucy Maud Montgomery doodle

    Lucy Maud Montgomery, dopo lo scarso successo ottenuto con il suo primo romanzo scritto nel 1905, scrisse la storia di Anna Shirley nel 1908, concepito inizialmente come romanzo per i lettori di ogni età. Ma via via divenne sempre più un classico della letteratura per ragazzi. La Montogomery trovò l’ispirazione per suo romanzo in un biglietto che aveva scritto anni prima in cui descriveva la storia di una coppia a cui era stata erroneamente affidata una ragazzina orfana, anziché un maschio, ma che aveva deciso di tenerla ugualmente. La Montgomery inserì nella storia anche le proprie esperienze infantili nella zona rurale dell’Isola del Principe Edoardo. Il personaggio di Anne Shirley si ispeira ad una foro di Evelyn Nesbit,  modella, ballerina e attrice statunitense. Il successo ottenuto fama portò Lucy Maud Montgomery a proseguire fino a scrivere un’intera serie che comprende ulteriori sette libri più altri due con la stessa ambientazione e alcuni personaggi della serie principale. Scrisse anche altri libri per l’infanzia, tra cui “Emily della luna nuova” e “Emily cresce”, oltre a “La via dorata”.

    Lucy Maud Montgomery è una delle scrittrici più importanti in Canada, è stata la prima donna canadese a diventare membro della British Royal Society of Arts ed è stato anche nominata Officer of the Order of the British Empire.

  • Il doodle di Google è per i 41 anni dalla scoperta di Lucy

    Il doodle di Google è per i 41 anni dalla scoperta di Lucy

    Il doodle animato che vediamo oggi sulla homepage del motore di ricerca più usato del web è dedicato i 41 anni dalla scoperta di Lucy, il nostro più antico antenato. L’ominide più più famoso della storia fu scoperto proprio il 24 novembre del 1974. Il suo nome lo si deve ad una canzone dei Beatles, “Lucy in the Sky With Diamonds”, usata per festeggiare la scoperta.

    google-doodle-lucy-41-anni

    Il doodle che vediamo oggi sulla homepage di Google è l’omaggio ad un nostro più diretto antenato, l’ominide più antico (forse) della storia mai ritrovato, quello che ha permesso di comprendere meglio la relazione tra primati e umani e come questa si è evoluta nel tempo, Lucy appunto. Il doodle disegnato da Kevin Laughlin ne è la chiara dimostrazione (l’unico disegno a colori è quello dell’ominide). Come sapete, i doodle di Google sono spesso sorprendenti, non hanno regole cronologiche (se non il giorno dell’evento) precise, e spesso sono la celebrazione di eventi e di personaggi della storia. Ecco, quello di oggi è un omaggio a tutto quello che c’era prima della storia che conosciamo.

    L’Australopiteco più famoso del mondo fu scoperto il 24 novembre del 1974, ad Afar in Etiopia, dai paleontologi Yves Coppens, Donald Johanson, Maurice Taïeb e Tom Gray i quali rinvennero i resti di un esemplare femmina di A. afarensis dell’età apparente di 25 anni, vissuta circa 3,2 milioni di anni fa. Fu una scoperta che aiutò a comprendere meglio l’evoluzione della nostra specie e quale è stata la relazione tra primati e umani. Anche se gli scienziati sostengono tesi diverse, comunque la scoperta di Lucy ha fatto luce su tante cose fino ad allora poco chiare.

    Perchè il nome Lucy?


    Il gruppo di paleontologi per festeggiare la grandiosa scoperta gli diedero il nome Lucy, in onore della canzone “Lucy in the Sky with Diamonds” dei Beatles usata proprio per i festeggiamenti. La canzone risuonava di continuo sul luogo del ritrovamento.

    I resti dell’ominide ritrovato comprendono circa il 40% dello scheletro, sono state rinvenute 52 ossa. Anche se resta un dubbio, sollevatosi di recente, che una delle ossa, una vertebra, possa appartenere ad un babbuino gelada, “Theropithecus gelada”. Anche se proprio su questo elemento si stanno effettuando ulteriori analisi più approfondite.

    Lucy era alta 1,07 metri e pesava tra i 29 e i 45 chili, con denti simili a quelli umani, ma il cranio era ancora scimmiesco.

    I resti di Lucy sono conservati oggi all’interno del Museo di Storia Naturale di Addis Abeba in una cassaforte e non è consentito l’accesso al pubblico. Nel 2007 comunque il governo etiope diede il suo assenso per un tour di Lucy negli Usa. Al presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, durante il suo ultimo viaggio in Africa, fu consentita una visita privata per vedere da vicino Lucy.

  • Il doodle di Google oggi è dedicato a Hedy Lamarr

    Il doodle di Google oggi è dedicato a Hedy Lamarr

    Il doodle che vediamo oggi sulla home di Google è dedicato a Hedy Lamarr in occasione dei 101 anni dalla nascita. Nata il 9 novembre del 1914, è stata una star di Hollywood negli anni ’40 ed è passata alla storia delle telecomunicazioni con il suo brevetto.

    Il doodle che vediamo oggi sulla home di Google è dedicato alla start di Hollywood degli anni ’40, l’attrice austriaca Hedy Lamarr, di cui oggi si ricordano i 101 anni dalla nascita, quella che era conosciuta come “la donna più bella del mondo” era nata infatti il 9 novembre del 1914 a Vienna. Anche se alcune fonti, mai confermate, riportano il 1913 come data di nascita.

    Hedy Lamarr

    Il doodle è stato realizzato dalla doodler Jennifer Hom che ha già in passato realizzato doodle interattivi come quello dedicato a Little Nemo di Winsor McCay oppure quello dedicato a Niccolò Copernico, o ancora quello dedicato a Jules Verne. Il video realizzato racconta quella che è stata la vita di Hedy Lamarr tra il cinema e la sua invenzione.

    Hedy Lamarr è stata una delle dive di Hollywood, deve la sua notorietà al film Estasi di  Gustav Machatý del 1933 in cui l’attrice è stata una delle prime allora ad apparire in scene di nudo. Il film venne presentato alla seconda edizione della Mostra del Cinema di Venezia e subì una pesante censura e in alcuni casi la pellicola venne proprio ritirata. Tra gli altri film si ricrodano anche “Tortilla Flat” , “Lady of the Tropics” e “White Cargo”.

    La Lamarr girerà 25 film collaborando con personaggi del calibro di Spencer Tracy, Judy Garland, Clark Gable e James Stewart.

    Ma il cinema non fu la sua unica passione, o comunque professione. La Lamarr ad un certo unto della sua carriera sente che il cinema le sta stretto e con il suo amico compositore, George Antheil, brevetta un sistema di modulazione per la codifica di informazioni da trasmettere su frequenze radio, importante per comandare a distanza siluri e mezzi navali. La sua idea di modulazione codificata della portante di un segnale radio (“trasmissione a divisione di spettro”, spread spectrum) ossessionerà gran parte della sua vita. Il metodo sviluppato dalla coppia Lamarr/Antheil è, nella sostanza, un sistema di codifica delle informazioni da trasmettere ad un’entità che li riceverà nello stesso ordine col quale sono state trasmesse; sarà successivamente al centro dell’attenzione anche di servizi segreti e apparati militari (fonte: Wikipedia).

    Hedy-Lamarr

    Hedy Lamarr voleva dare il suo contributo alla fine della Seconda Guerra Mondiale, ma il suo progetto non trovò facile realizzazione. La tecnologia di quel tempo forse non era abbastanza avanti per dare seguito a quell’idea e così fece ritorno ad Hollywood.

    Si narra che nelle serate organizzate dall’esercito Usa offrisse un suo bacio a chi sottoscriveva almeno 25 mila dollari di obbligazioni e che sarebbe riuscita in tal modo a raccogliere 7 milioni di dollari in una sola notte. L’idea della Lamarr era corretta e 1962 la nuova tecnica di comunicazione venne adottata dagli Stati Uniti come sistema di comunicazione a bordo di tutte le navi impegnate nel blocco di Cuba.

    La Electronic Frontier Foundation nel 1997 le attribuì il premio “EFF Pioner” per “l’invenzione e lo sviluppo nel 1942 del concetto originale di frequency hopping da cui deriva lo spread spectrum”.

    Pensate che oggi il sistema messo a punto da Hedy Lamarr trova applicazione nei cellulari di oggi e nei sistemi wireless.

  • Il doodle di Google è per Adolphe Sax

    Il doodle di Google è per Adolphe Sax

    Il doodle che vediamo oggi sulla home di Google è decisamente musicale. E’ infatti dedicato ai 201 anni dalla nascita del belga Adolphe Sax, l’inventore dello strumento musicale che porta appunto il suo nome, il Sax. Inventato nel 1841, la grande diffusione dello strumento avverrà solo con la nascita del jazz.

    Il doodle di oggi che vediamo su Google è decisamente musicale, è infatti dedicato ai 201 anni dalla nascita di Adolphe Sax, l’inventore del celebre strumento a fiato che prende appunto il suo nome: il Sax. I doodle sono stati realizzati dalla doodler Lydia Nichols e sono cinque, infatti li vedrete in rotazione.

    google-doodle-sax

    google-doodle_sax

    Adolphe Sax nacque il 6 novembre del 1814 nella cittadina belga di Dinant, figlio di un costruttore di strumenti musicali, soprattutto a fiato come  flauti, clarinetti, fagotti e serpenti. E dopo aver imparato a costruire proprio quegli strumenti, Sax comincia ad elaborare un nuovo strumento che univa l’imboccatura ad ancia semplice del clarinetto e il corpo dell’oficleide, uno strumento della famiglia degli ottoni di forma conica e dotato di un sistema di chiavi simile al clarinetto, all’oboe e al flauto traverso. Un ibrido praticamente che produceva un suono simile agli ottoni.

    La prima apparizione del Sax avvenne nel 1841 presso l’Exposition de l’Industrie di Bruxelles sotto la forma di un basso in Fa in ottone. La famiglia del Sax poi si allargò cinque anni più tardi, nel 1846 quando fu brevettata, con sopranino, soprano, contralto, tenore, baritono, basso e contrabbasso.

    Lo strumento a quei tempi non ebbe vita facile così come il suo stesso inventore che andò in bancarotta per tre volte a causa di ditte rivali che gli soffiavano il brevetto. E quando riuscì ad impossessarsi del suo brevetto originale, la concorrenza era già molto avanti.

    Adolphe-Sax

    Ma lo strumento che doveva essere utilizzato in orchestra o in bande non ricevette l’accoglienza che Adolphe si aspettava. A parte poche eccezioni che lo elogiarono. Gioacchino Rossini durante un suo soggiorno nel 1844 a Parigi disse “con il sassofono, è la più bella pasta sonora che io conosca”. Anche Gaspare Spontini ne rimase entusiasta. Il Conservatorio di Bologna adottò gli strumenti di Sax proprio su consiglio di Gioachino Rossini nel 1844.

    E complessa è stata la vita dello strumento, il Sax cominciò a diffondersi in Europa nei primi anni del ventesimo secondo, fu anche messo al bando, fu considerato “opera del diavolo” e Hitler lo farà bandire come “arte degenerata”.

    Ma la vera popolarità del sax avvenne intorno al 1920, negli Stati Uniti, quando cominciò ad affermarsi come strumento principe del jazz e da allora molti puristi dell musica classica cominciarono a non considerarlo più come strumento per le loro musiche.

    Tra i tanti musicisti jazz diventati celebtri per le loro doti con questo strumento va di certo  ricordato Charlie Parker che nel 1940 negli Usa diede vita ad un nuovo filone jazzistico più ballabile che passò alla storia con il nome di “bepop“. Alotr grane musicista fu il mitico John Coltrane, fautore anche lui del bepop, spaziando poi per il jazz modale e per il free jazz. “A love supreme” è ancora oggi un capolavoro.

    Ma vanno ricordati anche Sonny Rollins, Ornette Coleman, Stan Getz, e anche Wayne Shorter. Più recente ma non meno importante è anche Kenny G e i musicisti più recenti come Joshua Redman e Chris Potter. In Italia merita una menzione speciale Stefano Di Battista.

    Apdolphe Sax morì in stato di miseria a Parigi il 7 febbraio del 1894.

  • Google Foto in 5 mesi raggiunge i 100 milioni di utenti

    Google Foto in 5 mesi raggiunge i 100 milioni di utenti

    Google Foto, il servizio di photo storage che Google ha lanciato lo scorso maggio, rendendolo autonomo da Google+, ha raggiunto l’importante traguardo dei 100 milioni di utenti in 5 mesi. E sono diffusi altri dati interessanti. Ad esempio Parigi è la città più fotografata, il cibo è molto fotografato e sono stati dedicati al servizio 3.720 terabyte di spazio.

    Ricorderete certamente quando lo scorso 28 maggio Google decise di rendere autonomo da G+ Google Foto, il servizio di photo storage da quel momento, disponibile come app per iOS e Android, ha cominciato a vivere di vita propria. E oggi si scopre che da quel momento ad oggi, quindi in 5 mesi, è stato raggiunto l’importante traguardo di 100 milioni di utenti (Twitter e Pinterest hanno impiegato invece 5 anni). Un risultato rilevante per la tipologia del servizio, a conferma che Google in quella circostanza ha avuto la giusta intuizione.

    google-foto-logo

    E rendendo noto l’importante traguardo, Google ha diffuso qualche interessante dato che vale la pena di conoscere proprio sull’utilizzo che gli utenti hanno fatto di Google Foto.

    Dopo le persone, il cibo è il più fotografato in assoluto e la città più fotografata è Parigi, seguita da New York e Barcellona. Anche su Google Foto gli animali sono molo fotografati e, da quello che si è visto in questi ultimi 5 mesi, i cani sono di gran lunga i più fotografati.

    Tra gli avvenimenti ed eventi che segnano la vita di ciascuno, su Google Foto i matrimoni sono più fotografati dei concerti, addirittura più del Natale. Anche i bambini sono molto fotografati. E ancora, tra le curiosità, si scopre che in 5 mesi sono stati realizzati 15 milioni di animazioni e collage. E tra le foto scattate in questi 5 mesi non manca la natura e i paesaggi. Infatti, i cieli, le spiagge e le montagne sono tra le 10 cose più fotografate in questo periodo.

    E tra i tanti dati resi noti, forse questa è tra le più importanti. Fino ad ora Google ha reso disponibile uno spazio, per Google Foto, pari a 3.720 terabyte di spazio, una enormità che equivale a riempire di foto uno smartphone da 16 GB di spazio per 637 anni!

    Ricorderete anche però che qualche mese fa, proprio per la funzionalità delle etichette automatiche, Google Foto in un incidente che fece il giro del mondo. Infatti nel mese di luglio due persone di colore vennero etichettate come gorilla, una gaffe eclatante. Gaffe generata dagli algoritmi che servono a riconoscere cosa viene fotografato per meglio organizzare al meglio le foto, appunto etichettandole in maniera automatica.

    Allora, state utilizzando anche voi Google Foto? Che ne pensate? Raccontateci la vostra esperienza.

Contatti