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  • Ci informiamo sui social media, ma non ci fidiamo

    Ci informiamo sui social media, ma non ci fidiamo

    I social media hanno superato la TV come mezzo principale per informarsi, ma la fiducia verso queste piattaforme è molto bassa. Il rapporto AGCOM ci restituisce la fotografia di una informazione debole e la conferma dell’algoritmo del proprietario.

    Secondo quanto emerge dall’Osservatorio annuale sul sistema dell’informazione 2025 pubblicato da AGCOM, nel 2023 i social media hanno superato la televisione come principale mezzo di informazione per gli italiani.

    Si tratta di un sorpasso che possiamo definire storico. E che segna una svolta nel modo in cui le persone si informano quotidianamente.

    Va detto che questo primato non si accompagna a un incremento della fiducia da parte degli utenti. Al contrario, i social si confermano tra le fonti ritenute meno affidabili.

    E qui siamo nella dimensione del paradosso, o quasi.

    Come si informano gli italiani: il ruolo crescente dei social media

    Nel dettaglio, il rapporto evidenzia che:

    • il 19,8% degli italiani utilizza i social media come primo strumento per accedere all’informazione online;
    • seguiti da motori di ricerca (17,9%) e siti di quotidiani/periodici (11,8%);
    • il 50,5% degli utenti iscritti a social media dichiara di venire a conoscenza delle notizie sui social prima che da qualsiasi altro mezzo.

    Con questi numeri, i social media superano la televisione, che si attesta al 46,5% come uso informativo nel giorno medio, in calo costante rispetto al 67,4% del 2019.

    Interazioni superficiali e partecipazione limitata

    Il rapporto AGCOM evidenzia anche come gli utenti tendono ad avere un comportamento prevalentemente passivo rispetto all’informazione ricevuta sui social media:

    • il 43,4% si limita a cliccare sui link;
    • il 40,7% mette un like;
    • solo il 16,9% commenta, il 12,6% condivide e appena il 6,1% avvia una discussione;
    • il 25,1% non compie alcuna azione rispetto alle notizie visualizzate.

    Curiosamente, gli utenti over 65 si dimostrano spesso più attivi dei giovani nei commenti e nelle interazioni, a smentire il luogo comune di una fruizione più passiva da parte delle generazioni meno digitalizzate.

    Fiducia ai minimi storici per i social media

    Nonostante la centralità sempre maggiore nel consumo informativo, la fiducia nei social media resta bassa:

    • solo il 15,7% degli italiani esprime alta fiducia nei social come fonte d’informazione;
    • il 30,2% manifesta bassa fiducia;
    • i social si posizionano penultimi nella classifica delle fonti più affidabili, seguiti solo dalle piattaforme video;
    • anche tra i giovani (14-24 anni), che usano i social in modo intensivo, cresce il numero di chi non nutre fiducia in alcuna fonte informativa.

    La relazione tra uso e fiducia non è lineare: chi usa intensamente un mezzo tende ad averne più fiducia, ma nel caso dei social media questa correlazione è debole. Il dato appare ancora più significativo se confrontato con la fiducia nella televisione, che rimane alta soprattutto tra gli over 65 (44,5%).

    Un ecosistema informativo fragile e sbilanciato

    L’analisi di AGCOM conferma che l’informazione è sempre più mediata da piattaforme digitali. E che questo passaggio ha generato una informazione sempre più debole. Sempre più esposta a manipolazioni e a deformazioni.

    La prevalenza dei social nel ruolo di gatekeeper dell’informazione non garantisce qualità, affidabilità o trasparenza.

    Questa tendenza si inserisce perfettamente nelle riflessioni che sto affrontando negli ultimi mesi. Dall’erosione della fiducia digitale all’algoritmo del proprietario, fino alla crescente polarizzazione dell’informazione.


    Guarda il video:


    I social media diventano lo spazio principale dove l’informazione viene vista, ma non dove si costruisce fiducia.

    Il contenuto viene costruito solo per essere visto e non, banalmente, per informare e per generare opinioni e conversazioni.

    Un divario che continuerà ad allargarsi finché non verrà affrontato con responsabilità, tanto da parte delle piattaforme quanto da chi crea contenuti.

    Il quadro che emerge è chiaro. I social media sono oggi la porta d’accesso privilegiata all’informazione per milioni di italiani. Ma a questa centralità non corrisponde un riconoscimento in termini di autorevolezza.

    É necessario concentrarsi sulla costruzione di contenuti che siano effettivamente informativi e che puntino alla qualità. Resto sempre convinto, infatti, che il contenuto equivalga ancora alla Relazione. Ma serve recuperare qualità e abbandonare il concetto di quantità che tanto piace all’algoritmo del proprietario.

    [Immagine ci copertina realizzata da Franz Russo attraverso il modello di intelligenza artificiale generativa ChatGPT-4o]

     

  • Italiani e Social Media, il 47% li usa per informarsi

    Italiani e Social Media, il 47% li usa per informarsi

    Il 47% degli italiani si informa attraverso i Social Media. Lo rileva il Digital News Report 2022. Instagram è la piattaforma che cresce di più.

    Ripetere che i social media sono parte integrante della nostra vita nel 2022 suona quasi noioso. Ormai è un dato di fatto. Però, essendo i social media l’ultimo vero fenomeno rivoluzionario nella comunicazione che si ricordi, per aver ribaltato il paradigma della comunicazione negli ultimi 18 anni, è utile monitorare i vari aspetti della nostra vita in cui sono usati e impiegati.

    E quindi è utile capire come gli italiani usano i social media, ad esempio, per informarsi. Perché, se è vero come è vero che i social media stanno mutando e stanno diventando altro, basti pensare alle forme di intrattenimento o alle varie soluzioni pensare per i creator, è vero che restano strumenti attraverso i quali informarsi.

    Negli ultimi giorni è stato pubblicato uno dei report più interessanti sul tema informazione e stiamo parlando del Digital News Report 2022 di Reuter Institute, un enorme lavoro che mette in luce tutta una serie di voci utili per comprendere come ci si informa nel 2022.

    Ecco, per quel che ci riguarda, da questo enorme lavoro abbiamo estrapolato in linea di massima quelli che sono gli aspetti che ci interessano di più, e cioè quelli legati, appunto ai social media, tema che è ormai alla base di questo blog nato ormai 14 anni fa.

    Ebbene, partendo da un dato in generale, il 47% degli italiani usa i social media per informarsi. Va detto che questo dato è parte del 75% degli italiani che di informa online. Ergo, la gran parte si informa proprio attraverso i social media.

    italiani social media informazioni

    Prima di passare a vedere quali sono le piattaforme social media da cui gli italiani si informano, è utile sottolineare come il device più usato per cercare informazioni e news è lo smartphone. Il 69% degli italiani accede alle news dal proprio smartphone.

    italiani social media mobile informazioni

    E parlando di informazione online, va aggiunto che ben il 29% degli italiani ascolta podcast.

    Italiani e Social Media, le piattaforme da cui ci si informa nel 2022

    E ora passiamo a vedere da quali piattaforme social media gli italiani si informano nel 2022.

    Facebook resta la piattaforma più usata per informarsi, lo usa il 45% degli italiani in questo senso. Un dato in calo del 5% rispetto allo scorso anno e dell’11% se lo paragoniamo al 2020.

    Il 26% usa WhatsApp per informarsi. Un dato anche questo in calo del 4% rispetto allo scorso anno e in calo del 3% rispetto al 2020.

    Il 21% si informa attraverso YouTube, la piattaforma di condivisione video per eccellenza. Un dato in aumento dell’1% rispetto allo scorso anno e in calo del 3% rispetto al 2020.

    italiani social media informazioni

    Il 18% degli italiani accede alle informazioni su Instagram, dato in aumento del 3% rispetto al 2021 e in crescita dell’1% rispetto al 2020. Se ricordate, proprio nel 2020, anno della pandemia, Instagram aveva superato anche Twitter come strumento attraverso cui informarsi. Dato che poi si è confermato anche lo scorso anno e quest’anno.

    Dalle prime posizioni scompare Facebook Messenger e invece al suo posto troviamo Telegram. Gli italiani che si informano attraverso questa piattaforma di messaging sono il 9% in aumento del 2% rispetto allo scorso anno.

    E veniamo a Twitter, la piattaforma più usata dai giornalisti. In questo caso, solo l’8% degli italiani usa questa piattaforma per informarsi. Dato rimasto stabile rispetto allo scorso anno e in calo dell’1% rispetto al 2020.

    Come avrete certamente notato, la piattaforma social media che cresce di più da questo punto di vista è Instagram che fa registrare la crescita più alta e si conferma come strumento attraverso cui informare.

    Ecco, questo era il nostro piccolo approfondimento su un aspetto molto interessante che riguarda l’uso dei social media da parte degli italiani nel 2022.

    E voi da quale piattaforma social media siete soliti informarvi?

    Fatecelo sapere tra i commenti oppure sui nostri canali social.

  • Instagram in Italia supera Twitter come canale di informazione

    Instagram in Italia supera Twitter come canale di informazione

    Il nuovo Digital News Report di Reuters ci mostra chiaramente che Instagram in Italia, durante il lockdown, ha superato Twitter come canale social attraverso il quale gli italiani si sono informati.

    Analizzare tutto quello che è stato durante la fase acuta della pandemia da Coronavirus diventa fondamentale per comprendere cosa davvero è cambiato. Questa è ormai una considerazione da fare a tutti i livelli, e vale anche per i social media, protagonisti indiscussi per quanto riguarda l’informazione e la comunicazione, specie in quei giorni caratterizzati dal lockdown.

    In quest contesto è quindi utile fare riferimento al nuovo studio Digital News Report di Reuters, un report importante che ci aiuta a capire come ci siamo informati e quali sono gli strumenti che abbiamo usato di più.

    Il report è ricco di informazioni e dati che caratterizza il consumo di notizie a livello globale, nel momento in cui la pandemia del Covid-19 toccava il suo punto più alto. Ma l’elemento su cui vorremmo concentrarci riguarda proprio i social media, Instagram in particolare.

    instagram supera twitter informazione italia

    Instagram da due anni a questa parte è evoluto molto, aggregando a sè un pubblico giovane, ma sempre più eterogeneo. Abbiamo già ricordato qui sul nostro blog come la fuga dei giovani da Facebook terminasse proprio su Instagram. Anche se, va detto, anche su Instagram adesso l’età media comincia a crescere, nel senso che anche quegli utenti che fino a due anni fa non usavano Instagram, adesso lo usano. E sono proprio quelli di età superiore ai 35 anni.

    L’evoluzione di Instagram vale a livello globale, e anche per il nostro paese. Tutto questo per allacciarci al dato che emerge dallo studio di Reuters, e cioè che Instagram in questi mesi è stato sempre più considerato come strumento attraverso il quale informarsi. Cresce l’accesso a Internet e cresce l’accesso alle notizie, un passaggio che coinvolge anche piattaforme, tipicamente visual, come Instagram.

    uso social media notizie 2020

    Il report evidenzia proprio come dal 2018 ad oggi (aprile 2020), l’uso di Instagram come strumento attraverso il quale informarsi è raddoppiato. Un riscontro importante questo che vale, come sottolinea il report, per tutte le fasce di età. E non è tutto.

    L’accesso all’informazione passa sempre più da piattaforme social attraverso il contenuto “visual”. E Instagram stesso enfatizza questa forma di contenuto, sempre più diffusa, attraverso le stories e attraverso la sezione dedicata IGTV. Ogni settimana l’app visual della famiglia Facebook attrae il 36% degli utenti e il 64% degli unenti sotto i 25 anni.

    C’è poi un dato che forse mette in luce ancora più chiaramente quale sia stato il ruolo di Instagram durante la quarantena. Instagram raggiunge come strumento di informazione l’11% degli utenti di tutte le età. Vale a dire, un punto percentuale in meno di Twitter.

    Significa che Instagram potrebbe superare anche Twitter da questo punto di vista, a livello globale.

    Anzi, in Italia è già così.

    instagram twitter informazioni

    Il report di Reuters ci mostra come anche nel nostro paese Instagram sia il canale che è cresciuto di più come fonte di informazione: +4%. E quindi, il 17% degli italiani ha usato Instagram come canale attraverso il quale tenersi informati rispetto al 9% di quelli che hanno invece usato Twitter, che fa registrare comunque +1% da questo punto di vista.

    Avrete notato anche voi come nei due mesi che hanno maggiormente caratterizzato la quarantena, tra marzo e maggio di quest’anno, su Instagram era un pullulare di dirette quasi a tutte le ore. E avrete certamente notato come proprio alcune testate, come Sky Tg 24, abbiano usate le dirette per informare, coinvolgendo i giornalisti con diverse specializzazioni. Un esempio su tutti sono le dirette di Mariangela Pira, giornalista economica, che ogni giorno, grazie alla presenza di un ospite, spiegava le notizie economiche del giorno, riscuotendo un grande successo di pubblico e riuscendo ad agganciare una fetta di pubblico importante proprio tra i più giovani.

    instgram vs twitter informazioni

    Dando uno sguardo agli altri paesi, scopriamo che in Uk Twitter (14%) è il secondo canale attraverso cui i “britons” si informano, mentre Instagram solo 3% in calo dell’1%. In Francia Twitter e Instagram sono alla paro con il 9%, con l’app di Facebook che guadagna 1 punto percentuale. Anche in Germania sono alla pari, 6%, solo che in questo caso è Twitter a guadagnare 1 punto percentuale. In Spagna Twitter (+4%) è avanti a Instagram (+5%), 20% contro 17%.

    Negli Usa, Twitter è il terzo canale di informazione, tra i social media, crescendo del 2%; mentre Instagram è all’8% con +1%. Anche in Canada Twitter è avanti a Instagram, 13% contro il 10%. In Brasile è invece Instagram che fa registrare il 30% con una crescita del 4%, come in Italia, mentre Twitter è al 17%. In Australia, Twitter è di poco avanti a Instagram, 10% contro il 9%.

  • Lexicocalorimeter: per una informazione corretta, serve verificare le fonti

    Lexicocalorimeter: per una informazione corretta, serve verificare le fonti

    Il ritmo con cui si diffondono le notizie sul web e, soprattutto, sui social media è, come sappiamo bene, molto elevato, al punto che spesso rischiamo di condividere informazioni e notizie errate. Un piccolo esempio è quello di Lexicocalorimeter, erroneamente diffuso da alcuni media italiani come Lexicoalimenter, rendendo la notizia stessa poco affidabile.

    Il ritmo con cui si diffondono le notizie sul web e, soprattutto, sui social media è, come sappiamo bene, molto elevato, al punto che spesso rischiamo di condividere informazioni e notizie errate, solo per il fatto di non avere avuto tempo per approfondire un po’ meglio. Non parliamo in questo caso di notizie importanti o di fenomeni legati alle “bufale”, no. L’esempio che facciamo oggi è su una notizia che ieri su alcuni media italiani è stata diffusa molto, perchè legata anche al capitolo “curiosità” che arrivano dal web e dai social media. La notizia è quella che riguarda uno studio dell’Università del Vermont che ha messo a punto uno strumento per misurare “il contenuto calorico dei tweet”. E qui si evidenzia la leggerezza che è partita da Ansa e Repubblica per poi diffondersi su diversi media. Lo strumento non si chiama Lexicoalimenter come hanno riportato tutti, è sufficiente fare una veloce ricerca per rendersi conto che questo nome richiama solo pagine in italiano. In realtà lo strumento si chiama Lexicocalorimeter e c’è una bella differenza con Lexicoalimenter.

    Su Twitter poi #lexicoalimenter porta zero risultati, mentre #lexicocalorimeter offre tutta una serie di contenuti dai  quali poi approfondire meglio.

    informazione corretta fonti lexicocalorimeter

    Dicevo, era rimasto incuriosito da questa informazione che sono andato subito alla ricerca di fonti, visto che quasi mai questo tipo di notizie, riportate in italiano, le offre. E avendo quel solo quel nome, ritendolo corretto e credendo che ci fosse stato un minimo di controllo preventivo, ho continuato a cercare senza successo. Allora, ho cambiato il mio modo di cercare e mi sono concentrato sull’Università del Vermont, soprattutto dal lato “notizie” di Google, qualcosa doveva pur spuntare. E infatti, in pochi secondi sono risalito alla fonte (o comunque la notizia più citata) che riportava il nome corretto, Lexicocalorimeter. A quel punto bastava fare una ricerca col nome corretto per rendersi conto che solo in Italia avevano sbagliato il nome.

    Ecco, questa piccolissima esperienza per dire che scrivere sul web e sui social media non è come scrivere sulla carta e nemmeno deve essere un continuo copia-incolla. E’ infatti bastato che una fonte italiana sbagliasse il nome perchè tutti gli altri riportassero la notizia nel modo sbagliato, senza fare un minimo controllo, così come vi ho mostrato. Niente di fantascientifico intendiamoci. Ma solo l’intenzione di fare un lavoro che sia rispettoso della notizia in sè per informare i ltettori nella maniera corretta. So bene che spesso manca il tempo e che, ancora pià spesso, è la velocità che conta. Il difficile è fare le due cose, ossia essere veloci ma allo stesso tempo verificare bene le fonti per non cadere il errore. Perchè anche se piccoli come questo, sempre di errore parliamo.

    Comunque sia, per restare sul Lexicocalorimeter perchè credo che un po’ di curiosità vi sia arrivata, il sito è questo e lo strumento in realtà esiste da un po’ di tempo, usato per scoprire, attraverso i tweet, le abitudini alimentari degli utenti. Uno strumento per raccogliere dati per poi analizzarli. Lo studio a cui si riferisce la notizia era stato pubblicato a dicembre su PLOS One, rivista scientifica che spesso pubblica ricerche che riguarda i social media.

    In questo caso la ricerca ha prso in esame 50 milioni di tweet pubblicati tra il 2011 e il 2012 scoprendo che gli americani twittano spesso ciò che mangiano. Ovviamente vengono considerati i tweet geolocalizzati. E quindi da parole come “gelato”, “bacon”, mettendolo in relazione con “passeggiate” o “guardare la tv” il Lexicocalorimeter è capace di tirar fuori qualche elemento in più sullo stile di vita degli americani e del loro rapporto con l’alimentazione. E’ uno strumento di salute pubblica, molto utile e innovativo soprattutto. Un esempio di come i social media, grandi produttori di big data, possano essere utilizzati per scopi come questi.

    Insomma, questo è un esempio di come alle volte un po’ di attenzione in più sia utile per rendere l’informazione utile (perdonate la ripetizione) e corretta, soprattutto corretta. Perchè sbagliare anche di poco può rendere poco affidabile la notizia stessa.

    E voi che ne pensate?

  • Il doodle di Google è per Claude Shannon, il padre del Bit

    Il doodle di Google è per Claude Shannon, il padre del Bit

    Il doodle che vediamo oggi sulla home di Google, quasi a livello globale, è dedicato ai 100 anni dalla nascita di Claude Shannon, meglio conosciuto come il padre dell’Informazione e padre del Bit. Il doodle lo presenta come un giocoliere, in riferimento alla sua passione.

    Chissà quante volte vi sarete chiesti da dove nasce la parola “bit” e chi ma l’avrebbe coniata. Ecco, il doodle che vediamo oggi sulla home, quasi a livello globale, è la risposta. Il doodle di Google oggi è dedicato a Claude Shannon, in occasione dei 100 anni dalla nascita, ossia il padre dell’Informazione e il padre del Bit.

    Google lo rappresenta in un doodle animato come un giocoliere tra i numeri, un chiaro riferimento alla sua passione, usava infatti, alle volte, girare per i laboratori con il suo monociclo.

    claude shannon goole doodle

    Claude Elwood Shannon, questo il suo nome per esteso, nasce il 30 aprile del 1916 a Petoskey, nel Michigan (Usa). A 20 anno si laureò in matematica, ha lavorato presso i Laboratori Bell, è stato anche professore ordinario presso il Massachussets Institute of Technology, il MIT. Il suo saggio più conosciuto è certamente “Una teoria matematica della comunicazione“, da qui deriva il fatto che Shannon viene indicato come il padre della moderna teoria dell’informazione. Fu in questa ricerca che Shannon coniò la parola bit (il binary digit), per designare l’unità elementare d’informazione. Un concetto che usiamo quotidianamente navigando su internet o utilizzando un PC.

    claude shannon

    La sua teoria dell’informazione pose le basi per progettare sistemi informatici, partendo dal presupposto che l’importante era cercare di memorizzare le informazioni in modo da poterle trasferire e collegare tra loro. In pratica la sua idea era che per trasmettere le informazioni non bastava un sistema che aprova e chiudeva il sistema, ma era sufficiente suddividere le informazioni in pacchetti.

    Era un lontano parente di Thomas Edison e lavorava, e insegnava, soprattutto a memoria, raramente infatti usava prendere appunti.

    In altre parole, se oggi viviamo nell’era del digitale, di internet, sicuramente lo dobbiamo anche a Claude Shannon.

  • I Blog per gli italiani sono fonte d’informazione di cui fidarsi

    I Blog per gli italiani sono fonte d’informazione di cui fidarsi

    blog-news-informazione

    Agli italiani i Blog piacciono a tal punto da accreditare ad essi un livello di fiducia come quello che viene riconosciuta ai media tradizionali, come giornali, tv e radio. E’ il risultato di una ricerca a cura dell’Osservatorio Blogger di ISPOClick che indaga la fiducia che gli utenti della rete hanno nei media. La rivista specializzata gode comunque della massima fiducia

    Come abbiamo avuto modo di vedere in questo 2013, agli italiani i blog piacciono e tanto. Sono in tanti a seguirli e secondo una recente indagine condotta dall’Osservatorio Blogger di ISPOClick, sulla base di 600 interviste a utenti del web, gli italiani hanno fiducia nei blog almeno quanto ne hanno per i media tradizionali come giornali, tv e radio. Un risultato questo che accredita i Blog come fonte di informazione ormai riconosciuta, dal quale non si può più prescindere. Oggi gli utenti della rete sono molto più evoluti, rispetto solo a qualche anno fa, capaci di trovare da sè fonti e informazioni e capaci anche di saper riconoscere anche la qualità dell’informazione. La logica che le informazioni sono tali se provengono in via esclusiva da canali tradizionali sta cambiando, anzi si sta rivoluzionando grazie ai Blog (e ai blogger) e grazie anche ai Social Media, attraverso cui i blog si diffondono maggiormente. Ma vediamo meglio l’esito di questa ricerca.

    Come potete vedere dal grafico in basso, ai Blog gli utenti italiani riconoscono un livello di fiducia molto alto, simile a quelli dei canali di informazione tradizionale: il 38% degli intervistati esprime un voto positivo, mentre il 30% esprime un voto molto positivo, totale 68% di valutazione positiva. I Blog sono infatti dietro solo alla Televisione, 70%, e alla rivista specializzata a cui gli utenti della rete italiana riconoscono un livello di fiducia ancora molto alto.

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    Come abbiamo visto le riviste specializzate godono di una fiducia molto alta tra gli utenti della rete e questo lo si vede anche tra i dati demografici degli intervistati. Infatti le riviste specializzate sono molto preferite dagli utenti di tutte le età. I Blog, invece, godono di una fiducia alta tra gli utenti che hanno un’età compresa tra i 25 e 54 anni. Un po’ meno tra i giovani in età compresa tra i 18-24 anni, infatti ai Blog preferiscono la rivista specializzata, la radio, i quotidiani e la tv.

    I blog dunque godono di un livello di fiducia tra utenti con un’età più matura, a differenza di quello che si è solito pensare.

    fiducia-blog-indagine-ispoclick-età

     

    Il grafico in basso si offre un focus su chi ha espresso voti alti per i Blog (8-10) e notiamo che:

    • sono le donne a fidarsi di più dei Blog;
    • sono gli utenti provenienti dal Sud e Isole a fidarsi di più dei Blog;
    • sono, come abbiamo già visto, gli utenti con età compresa tra 25-34 anni a fidarsi di più dei Blog;
    • sono gli utenti che hanno figli in casa a fidarsi di più dei Blog, segno che i giovani riescono comunque ad influenzare i propri genitori.

    fiducia-blog-indagine-ispoclick-utenti

     

    Allora, che ne pensate voi di questi dati? E soprattutto qual è il vostro grado di fiducia verso i Blog? Raccontatecelo tra i commenti.

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  • Fanpage raggiunge il traguardo dei 2 milioni di fans su Facebook

    Fanpage raggiunge il traguardo dei 2 milioni di fans su Facebook

    Lo avevamo già segnalato a proposito dei brand più seguiti su Facebook in Italia qualche giorno fa, ma ora è ufficiale. Fanpage, il quotidiano online del gruppo Ciaopeople Media Group e diventa il più social d’Europa, staccando anche Repubblica e Corriere della Sera. Il segreto del successo è stato di aver saputo costruire un forte legame tra informazione e Social Media

    Sin dal suo debutto, avvenuto nel 2010, si è fatto notare subito facendo registrare da subito grandi numeri e facendosi notare come uno dei prodotti editoriali online più interessanti del momento. Col passare del tempo i numeri sono cresciuti ancora di più e Fanpage è diventato ormai uno dei quotidiani online più letti in Italia. Merito di un taglio informativo moderno, dinamico e sempre molto attento  a ciò che accade in Italia nel mondo. Ma soprattutto, grande attenzione al mondo dei Social Media ed è qui il segreto del successo della testata online. Ebbene i numeri di Fanpage certo non si fermano. E proprio ieri, mercoledì 11 Settembre, la pagina Facebook del quotidiano online ha superato il traguardo dei 2 milioni di fans. A dire il vero lo avevamo segnalato questo record quando qualche giorno fa abbiamo pubblicato quelli che sono stati i Top Brand in Italia a Luglio e Agosto 2013, classigica a cura di Blogmeter, dedicando a Fanpage una “menzione speciale. Ora è ufficiale.

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    I 2.000.000 di fan su Facebook danno il senso della solidità della strategia di diffusione social del quotidiano edito da Ciaopeople Media Group. In questo modo, fanpage diventa il primo quotidiano online generalista d’Italia e d’Europa per numero di fan su Facebook, superando anche gli altri quotidiani quali Repubblica, Corriere della Sera e Fatto Quotidiano.

    Fanpage è riuscita a ritagliarsi il suo spazio nella vasta arena dei Social Media sul piano europeo, dove in certi casi ha raggiunto traguardi simili solo a quelle di altre testate europee quali l’Economist. Una forza distributiva che ne ha marcato la crescita vigorosa dell’ultimo anno.

    Come afferma il direttore di Fanpage Francesco Piccinini, il successo della testata di Santa Lucia è da ritrovare nella sua stessa natura indipendente e partecipativa.

    Due milioni di fan su Facebook sono una tappa simbolica nel cammino di Fanpage. Due milioni di persone che ogni giorno, in potenza, visualizzano, attraverso il proprio profilo social, le notizie di quello che oggi, grazie ai suoi lettori, è il terzo quotidiano generalista d’Italia.”- sostiene Piccinini – “Un giornale indipendente, sociale e partecipativo che si costruisce ogni giorno anche grazie alle segnalazioni dei lettori, alle foto, ai video, ai racconti. Un giornale nato per uscire dalla logica dell’appartenenza industriale-partitica e determinato a portare una narrazione differente nel panorama dell’informazione italiana. Un giornale senza filtro. Quel filtro che troppo spesso travisa e distorce l’informazione. Che la rende schiava di interessi particolari”

    Il gruppo guidato da Gianluca Cozzolino ha saputo cogliere le enormi potenzialità del legame tra i social network e l’informazione. Nel novembre 2010 nasceva la redazione News di Fanpage ed un anno dopo le notizie prodotte ogni giorno dai nostri giornalisti venivano distribuite ad 1.000.000 di persone via facebook. Oggi, a meno di due anni dal primo grande obiettivo, Fanpage e la sua piattaforma video Youmedia vengono a reclamare lo status di primo giornale social europeo essendo riuscito ad imporsi tra i leader dell’informazione italiana.

    A tutta la redazione di Fanpage, al direttore Francesco Piccinini e a Gianluca Cozzolino facciamo i nostri complimenti e anche un grosso in bocca al lupo per il futuro e noi saremo qui a seguirli e a raccontarvi i loro traguardi. Oltre che a raccomandarvi di leggerli e seguirli.

  • News(paper) Revolution, ovvero l’informazione online al tempo dei Social Media

    News(paper) Revolution, ovvero l’informazione online al tempo dei Social Media

    Il titolo si rifà al bel libro “News(paper) Revolution, l’informazione online al tempo dei social network” di Umberto Lisiero che verrà presentato domani. Ve ne consigliamo la lettura per avere a portata di mano l’evoluzione dell’informazione su carta stampata verso il web, un percorso ancora non facile ma necessario

    Siamo ben felici di segnalarvi questo bel libro ad opera di Umberto Lisiero, “News(paper) Revolution, l’informazione online al tempo dei social network“, che verrà presentato ufficialmente domani a Milano, presso Milano Bakery – Via Melchiorre Gioia, 35, e ve ne consigliamo la lettura, primo perchè è un argomento che seguiamo con interesse e poi perchè è un’occasione, da avere a portata di mano, per conoscere l’evoluzione dell’informazione su carta stampata verso il digitale, nell’era dei Social Media. Un po’ di tempo fa, poco più di 2 anni fa, avevamo ripreso uno studio di Ross Dawson in un post dal titolo “La fine della carta stampata“, dove sulla base di diversi fattori si dava una previsione della scomparsa della carta stampata nel mondo, paese per paese. Un tema che solo fino a qualche anno prima non era preso neanche in considerazione. E allora cosa è successo?

    copertina_neparePer capire le diverse fasi ecco che il libro di Umberto Lisiero è un utile supporto per conoscere  come l’informazione su carta stampata, i giornali per chiamarli col proprio nome, si sono approcciati al web, in un’epoca sempre più segnata dalla velocità, dall’immediatezza e dai Social Media, veri canali di comunicazione e d’informazione ormai necessari. L’utente è quindi oggi in grado di ottenere informazioni in tempo reale e anche di poter attingere e verificare le fonti. Passaggi questi che hanno necessariamente mandato in crisi i giornali, un tempo unico mezzo per essere informati.

    La prefazione al libro è a cura di Angelo Perrino, fondatore di Affaritaliani.it, il primo giornale interamente online, dal 1996, capace di competere con i grandi player dell’informazione online in Italia. Dunque un giornalista che ha compreso forse prima di altri il valore e l’opportunità che offre la Rete, anche per l’informazione, e che pone una sua ricetta, ben dettagliata nella prefazione che parte dal presupposto che per far emergere ancora di più l’informazione online in Italia è necessario che essa sia in grado si usufruire di vantaggi e di trattamenti al pari dell’informazione tradizionale. Un capitolo molto discusso e sentito  oggi in Italia che coinvolge tutti, ovvio con pareri molto diversi. Ma è necessario segnare un percorso anche perchè il mercato pubblicitario su carta stampata è in calo e cresce quello digitale, dunque una riflessione è necessaria.

    Dicevamo che il testo di Umberto Lisiero è un utile strumento per scoprire e capire come l’informazione online sta cambiando il panorama generale. Quindi vi è una dettagliata cronistoria del fenomeno sin dalle origini che ci spiega come i giornali hanno cominciato a considerare la Rete come nuovo canale e soprattutto come questi stanno cercando soluzioni di business che possano essere “sostenibili” economicamente. Altro punto nevralgico. Altra sezione interessante è quella che tratta la figura del giornalista e di come questa si sta pian piano rapportando con il nuovo scenario, quindi non solo cambia il ruolo del giornalista stesso, ma cambia anche il ruolo della redazione. E poi vengono descritte quelle che sono le caratteristiche. L’ultima sezione, interessante, è come il giornalismo online si pone oggi, visto anche l’emergere del fenomeno del “citizen journalism”, la forma di giornalismo partecipativo che vede il lettore non solo fruitore ma anche produttore di notizie. Insomma ci sono tutte le informazioni per avere un quadro chiaro di come è ad oggi l’informazione online.

    Se è vero come è vero, e l’ultimo rapporto Censis 2012 ce lo conferma, che gli italiani stanno via via spostandosi verso le nuove tecnologie, è utile che l’informazione si adegui a questo passaggio. E per questo vi consigliamo la lettura di questo interessante testo che trovate già disponibile anche su Amazon.

  • Enjoy your safe orgasm, Giornata Mondiale contro l’AIDS

    “Enjoy your safe orgasm” è il nome della campagna di prevenzione e sensibilizzazione che David Mayer Naman e NPS Italia onlus lanciano per la Giornata Mondiale contro l’AIDS. La campagna prevede la diffusione di un video virale, che vi mostriamo, una raccolta fondi, una vendita benefica di t-shirt e la distribuzione di gadget e profilattici all’interno dei punti vendita David Mayer Naman

    Oggi per la Giornata Mondiale contro l’AIDS siamo felici di dare il nostro sostegno a NPS Italia onlus, un’associazione italiana fondata da persone sieropositive che dal 2004 opera nel campo della prevenzione, sensibilizzazione, informazione e supporto psico-sociale per le problematiche legate all’Hiv-Aids. E oggi sosteniamo la loro campagna realizzata con David Mayer Naman, marchio di moda maschile attivo sul mercato fashion dal 1996, molto interessata alle campagne sociali che coinvolgono i giovani. L’iniziativa è partita, da ieri 30 novembre e durerà fino a domanni 2 dicembre, nei punti vendita David Mayer Naman con la campagna “Enjoy your safe orgasm”. L’operazione sociale prevede la diffusione di un video virale, una raccolta fondi, una vendita benefica di t-shirt e la distribuzione di gadget e profilattici all’interno dei punti vendita David Mayer Naman.

    L’oggetto centrale della campagna è un video artistico realizzato dalla regista Alessandra Cataleta con musiche originali di Marco Guazzone & Stag. Il video vuole sensibilizzare il pubblico ad avere rapporti sessuali protetti e far riflettere, attraverso il suo messaggio, sull’importanza dell’uso del profilattico durante l’intimità di coppia, sottolineando il valore della prevenzione. Il messaggio mira ad abbattere i pregiudizi che raffigurano il sesso protetto come sesso meno intenso e piacevole.

    In tutti e venti i punti vendita nazionali di DMN, durante i tre giorni sarà possibile lasciare un’offerta per finanziare le attività di Nps Italia Onlus. Inoltre, lo stilistaDavid Mayer Namanha personalmente realizzato delle esclusive T-shirt “enjoy your safe orgasm” acquistabili nei negozi della catena. I proventi della vendita saranno poi devoluti a Nps Italia.

    Ma l’iniziativa David Mayer Naman, appoggiata anche da Equality Italia, non finisce qui: all’interno dei punti vendita sarà infatti possibile ritirare gratuitamente una scatola di preservativi, offerta grazie alla collaborazione con ESP Care Srl, importatrice esclusiva per l’Europa della linea Enjoyable Safe Pleasure, fabbricata dalla Medical Latex (DUA) in Malesia secondo i rigidi standard di qualità internazionale, unicamente con lattice di gomma naturale e senza sostanze di origine animale.

    “L’organizzazione di campagne sociali è un argomento che mi sta a cuore – afferma l’imprenditore David Mayer Naman – e non è la prima volta che realizziamo delle iniziative per sensibilizzare i ragazzi sulle malattie sessualmente trasmissibili. Non si parla più di questa malattia e i ragazzi iniziano a sentirla lontana e a viverla come qualcosa che ‘a me non può accadere’. Un po’ come per noi imprenditori è successo con la crisi economica. Le ultime crisi strutturali erano così lontane nel tempo che abbiamo iniziato a sentircene immuni e così molti hanno abbassato la guardia e si sono lasciati cogliere di sorpresa”.

    Già nel 1997, venne realizzata una campagna sociale che prevedeva la consegna di un kit di sopravvivenza nel quale, oltre a un fiammifero, un gettone telefonico e una spilla da balia, era ovviamente incluso un preservativo (il preservativo come genere di prima necessità). Nel 2003 Inoltre lo stesso marchioDavid Mayer Namanfece realizzare dei profilattici brandizzati distribuiti in omaggio nei propri negozi.

    “Contiamo di far proseguire queste collaborazioni con i nostri partner anche in futuro – aggiunge ancora l’imprenditore – magari con iniziative di sensibilizzazione durante il periodo estivo, momento in cui, mi informano i miei partner di NPS, il virus dell’Hiv raggiunge un drammatico picco di diffusione”.

    “La campagna con David Mayer Naman ci ha convinto da subito in quanto vicina allo spirito di comunicazione e prevenzione di tutte le iniziative di NPS Italia onlus – dichiara Rosaria Iardino, presidente onorario NPS Italia onlus – è fondamentale infatti parlare del profilattico, far capire che non cambia l’amore ma salva la salute”.

    L’iniziativa è stata presentata in anteprima il 28 novembrecon una conferenza stampa presso Palazzo Montecitorio – Camera dei Deputati alla presenza di Rosaria Iardino (presidente onorario NPS Italia), David Mayer Naman, l’onorevole Anna Paola Concia, l’onorevole Gianni Mancuso, Mariangela Errico (presidente NPS Italia onlus) e Aurelio Mancuso (presidente Equality Italia) e con la partecipazione di Marco Guazzone. Il 29 novembre invece Marco Guazzone & Stag hanno suonato allo storico Piper Club di Roma: durante la serata è stato proiettato il video “Enjoy your safe orgasm” e la band, vestita interamente di bianco per l’occasione, ha regalato al pubblico dieci tshirt disegnate da David Mayer Naman.

    Oggi vi chiediamo di fare un piccolo gesto, ossia di recarci presso i punti vendita David Mayer Naman e di sostenere l’iniziativa come meglio potete. Un gesto da parte di tutti può essere una grande mano contro questa malattia che dal 1982 in Italia ha provocato circa 64.000 casi di Aids con quasi 40.000 decessi.

  • Una giornata con FLOSS, Free and Open Source Software

    Una giornata con FLOSS, Free and Open Source Software

    “Floss in festa 2012”, una giornata a parlare di FLOSS, Free and Open Source Software. Se ne parlerà venerdì 30 novembre dalle ore 9 per l’intera giornata a Perugia in una giornata organizzata dal Centro di Competenza Open Source della Regione Umbria, in collaborazione con il Consorzio SIR Umbria. Saranno presenti Morena Ragone, Elisabetta Nanni e Italo Vignoli

    FLOSS - garland_logoFLOSS, acronimo di Free and Open Source Software, è diventato sinonimo di applicativo realizzato con software libero, ovvero reso disponibile alla collettività, che può utilizzare il programma, ridistribuirne le copie, ma anche migliorarlo e personalizzarlo. E i FLOSS in festa diventano momenti di presentazione dei servizi realizzati, oltre che di informazione circa le potenzialità dell’open source. Venerdì 30 novembre dalle ore 9 per l’intera giornata al Centro Congressi Capitini di Perugia il Centro di Competenza Open Source della Regione Umbria, in collaborazione con il Consorzio SIR Umbria, organizza FLOSS in festa 2012. L’evento intende festeggiare i sei anni trascorsi dall’approvazione della Legge Regionale 11 del 2006 a sostegno del software libero, promuovendo le soluzioni FLOSS disponibili e pronte al riuso realizzate, ovvero applicazioni gratuite sviluppate con software di tipo open source.

    “La mattina – afferma il presidente del CCOS, Osvaldo Gervasi – sarà dedicata all’approfondimento di tematiche di interesse attuale come l’opendata, la scuola 2.0, le migrazioni a suite d’ufficio di tipo open source con particolare riferimento al progetto LibreUmbria, che porterà, fin dai prossimi mesi, le Pubbliche Amministrazioni umbre all’adozione capillare negli uffici del software libero LibreOffice”

    Dalle ore 9.30 interverranno Morena Ragone giurista e vicepresidente Wikitalia e Circolo Giuristi Telematici, che tratterà il tema dei Dati aperti, governo aperto ed alfabetizzazione. Segue l’intervento di Elisabetta Nanni, esperta di tecnologie open per la scuola 2.0, dal titolo Verso una scuola Open: quali prospettive? E quello di Italo Vignoli, membro del board of director di Document Foundation, che presenterà i protocolli di riferimento per la migrazione al software libero.

    A conclusione della mattina Stefano Paggetti, direttore del Consorzio SIR Umbria, presenterà gli obiettivi e le modalità di attuazione del progetto LibreUmbria.

    “FLOSS in Festa – afferma Paggetti – è l’occasione per far conoscere progetti, idee e persone che hanno contribuito alla diffusione del software libero in Umbria. Con il progetto LibreUmbria si apre una nuova fase che vede impegnate numerose pubbliche amministrazioni nella migrazione verso LibreOffice e che continuerà nel 2013 con gli interventi dell’Agenda Digitale per un’amministrazione aperta e trasparente, volano di sviluppo del nostro territorio”.

    Il pomeriggio sarà dedicato interamente alla presentazione delle soluzioni FLOSS per la PA e la scuola, in grado di consentire l’implementazione di importanti servizi, mantenendo i costi di attivazione e manutenzione estremamente contenuti. Grazie alla collaborazione dei Linux User Group dell’Umbria, saranno presentati i diversi applicativi, anche attraverso una dimostrazione pratica di utilizzo delle stesse. Si partirà con l’illustrazione dell’uso di LibreOffice a scuola e in azienda, per passare al programma di gestione dei registri didattici per le scuole, alla modalità di realizzazione di aule informatiche a basso costo attraverso il progetto Linux Terminal Server Project.

    La seconda parte del pomeriggio proseguirà con la presentazione delle Lavagne Multimediali Interattive e delle tecnologie FLOSS GeoSpatial per la gestione dei dati geografici aperti.  A seguire l’illustrazione di modalità di gestione di siti Web con tecnologie open source e di politiche efficaci di sicurezza informatica da implementare a scuola e in azienda.

    Il programma dettagliato della giornata è consultabile sul sito Internet http://www.ccos.regione.umbria.it/?q=node/68