Tag: internet

  • Audiweb, aumentano le donne connesse nel mese di Agosto 2012

    Audiweb, aumentano le donne connesse nel mese di Agosto 2012

    Sono 27,5 milioni gli utenti che si sono collegati almeno una volta da PC nel mese di agosto 2012. L’audience online da PC nel giorno medio cresce del 9% in un anno, con 11,7 milioni di utenti online. E aumentano le donne connesse, +14,2% nel giorno medio

    Audiweb sintesi Agosto_2012

    Audiweb rende disponibili i dati di audience online del mese di agosto 2012, Audiweb Database, distribuendo il nastro di pianificazione che presenta la stima dell’utilizzo di internet da parte degli Italiani dai 2 anni in su che si collegano attraverso un computer da casa, ufficio o altri luoghi. Sono inoltre disponibili, su Audiweb Database e su Audiweb View (report mensile), anche i nuovi dati Audiweb Objects Video sulla fruizione dei contenuti video online ad agosto 2012. (altro…)

  • Più di 3 miliardi i video visti online dagli Italiani a Luglio 2012

    Più di 3 miliardi i video visti online dagli Italiani a Luglio 2012

    comScore e Demoskopea rivelano che a Luglio 2012 sono più di 3 Miliardi i Video online visti in Italia da quasi 24 milioni di spettatori (+22% in un anno). Ed è raddoppiato il numero di coloro che guardano TV o video da dispositivi mobili. Sono 6 milioni quelli che guardano almeno un video da Mobile

    Online-TVGli italiani cominciano a farci l’abitudine ormai. Infatti secondo l’indagine periodica condotta da comScore e Demoskopea, il partner ufficiale di comScore in Italia, sono stati sono stati 23,7 milioni gli italiani (+15 anni) che nel mese di luglio 2012 hanno visto almeno un video su internet utilizzando un computer da casa o lavoro, facendo registrare una crescita del 22% rispetto al dato dello scorso anno (19,4 milioni). Ancora più significativo l’aumento (+40%) del numero totale di video che ha superato i 3,1 miliardi rispetto ai circa 2,2 miliardi dello stesso periodo dello scorso anno. (altro…)

  • Akamai presenta lo Stato di Internet del primo trimestre 2012

    Akamai presenta lo Stato di Internet del primo trimestre 2012

    Akamai continua l’aggiornamento sullo Stato di Internet pubblicando il Q1, ossia i dati relativi al primo trimestre del 2012. Dati salienti sono l’aumento della velocità di connessione in Europa. In Italia migliora del 5% rispetto all’ultimo rapporto e del 13% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, anche se rimane al penultimo posto per quanto riguarda la broadband e la high broadband

    Akamai-Stato-Internet-Q2-2012Akamai Technologies ha pubblicato ieri i dati sullo Stato di Internet relativamente primo trimestre 2012. sulle informazioni raccolte dalla Akamai Intelligent Platform, che gestisce fino al 30% del traffico web globale, il rapporto offre un’analisi approfondita di dati quali penetrazione di Internet, traffico mobile, origine degli attacchi informatici e velocità di connessione globale e locale. Ma vediamo meglio qualche dettaglio in più sul rapporto dello Stato di Internet che potete anche scaricare per consultare. (altro…)

  • CyberStalking, lo Stalking sul web e sui Social Network

    CyberStalking, lo Stalking sul web e sui Social Network

    Per “Stalking” si intende ogni tipo di minaccia o molestia ripetuta e assillante che produce nella vittima un grave stato di ansia e di paura. Tanto da costringere al cambiamento delle proprie abitudini di vita per ritrovare la libertà. Con la diffusione dei Social Network queste persecuzioni hanno trovato un terreno fertile. Ma sono ancora poche le persone che denunciano la violenza subita, in quanto si tratta di una violenza ambigua e difficile da dimostrare

    cyber, web, social network stalkingCon la nascita dei Social Media è cambiato il modo di parlare di sé. Siamo portati a raccontare molto di più i fatti personali e, con la geo-localizzazione, facciamo sapere pubblicamente dove siamo in tempo reale. Il computer, poi, ci trasmette un senso di falsa sicurezza. Lo usiamo da casa o nei luoghi a noi famigliari e anche per questo ci sentiamo protetti. E spesso non ci accorgiamo che le informazioni che condividiamo sulla nostra vita sono l’appiglio migliore per gli attacchi di chiunque sia intenzionato a infastidirci, spiarci o molestarci. Il web, come terreno fertile per curiosare nelle esistenze degli altri, ha diffuso così un reato di cui si parla sempre più spesso, ma a tanti ancora non è ben chiaro cosa sia. Lo Stalking.

    “Stalk” in inglese significa “appostarsi, inseguire” e descrive ogni tipo di minaccia o molestia ripetuta e assillante che produce nella vittima un grave stato di ansia e di paura. Una violenza a tutti gli effetti.

    Il reato di Stalking è stato introdotto nel nostro Codice Penale recentemente, nel 2009, tra gli Atti Persecutori e viene punito con una reclusione che va dai 6 mesi ai 4 anni, con aggravamenti di pena se il reato viene commesso da un coniuge o da un individuo legato sentimentalmente alla vittima. Nel 55% dei casi, infatti, lo Stalking avviene all’interno di una relazione di coppia.

    La gelosia patologica è la molla che spinge al bisogno ossessivo di controllare il partner, un’ossessione che diventa vera e propria persecuzione. Lo Stalker il più delle volte, quindi, non è un estraneo, ma un conoscente, un amico, un collega, oppure la persona che si è amata, che cerca di ritornare alla precedente relazione o di stabilirne una nuova. Magari che vuole vendicarsi di un torto subito.

    E’ una persona che ha seri problemi di interazione sociale, ma generalmente ben dissimulati, e una aggressività che non riesce a gestire: imporre la sua presenza è l’unico linguaggio che conosce per farsi ascoltare.

    Gli individui affetti da veri e proprie malattie psichiatriche sono meno comuni tra gli Stalkers. In questo caso, c’è una perdita di contatto con la realtà e il comportamento persecutorio nasce dalla convinzione che esista veramente una relazione sentimentale con la vittima. Il disturbo di personalità borderline è riscontrato in sette su dieci di questi soggetti.

    Quando tutto questo avviene attraverso il web si parla di CyberStalking. La Cassazione ha confermato nel 2010 la condanna al carcere fino a 4 anni per chiunque infastidisca o minacci una persona anche attraverso il web. Mail ossessive, video e messaggi personali lanciati attraverso i Social Network non sono meno pericolosi di telefonate assillanti e appostamenti sotto casa.

    Lo Stalker difficilmente, infatti, passa all’aggressione fisica, e l’effetto che ottiene via internet è lo stesso che nella vita reale: la vittima viene gettata lentamente ma inesorabilmente in uno stato di terrore ed è costretta a cambiamenti radicali nel proprio stile di vita per riconquistare la sua libertà. Il reparto Analisi Criminologiche dei Carabinieri ha tracciato un identikit dello Stalker, che identifica 5 profili differenti in base ai loro comportamenti e alle dinamiche psicologiche.

    La prima tipologia di molestatore è stata definita “il Risentito”. Il suo comportamento è guidato dal desiderio di vendicarsi di un danno o di un torto che ritiene di aver subito, ed è quindi alimentato dalla ricerca di vendetta. Può diventare molto pericoloso, perché il suo rancore gli fa considerare i suoi comportamenti delinquenziali come giustificati. Perseguitare chi secondo lui gli ha fatto del male è un modo per ripristinare un senso di giustizia e, cosa ancora più grave, farlo sentire di nuovo padrone della realtà.

    C’è poi il “Bisognoso d’Affetto”, cioè lo Stalker che fa di tutto per convertire quello che è un civile e ordinario rapporto di quotidianità in una relazione amorosa. La sua ossessiva insistenza nasce dalla convinzione che prima o poi l’oggetto delle sue attenzioni capitolerà.

    Il “Corteggiatore Incompetente” è il meno dannoso, perché il suo inseguimento è in genere di breve durata. Si tratta per lo più di persone incapaci di avere relazioni soddisfacenti, e che risultano opprimenti e invadenti in modo abbastanza preterintenzionale. 

    Il “Respinto” è molto più pericoloso: spesso rifiutato realmente dalla vittima, vuole allo stesso tempo riconquistare la sua preda e vendicarsi dell’affronto subito. Oscilla tra i due desideri, manifestando comportamenti estremamente duraturi nel tempo, che non si lasciano intimorire dalle reazioni negative manifestate dalla vittima. La persecuzione che attua rappresenta per lui di per sé una forma di relazione, e in quanto tale egli si sente rassicurato. È la perdita totale di un legame che per lui sarebbe percepita come intollerabile.

    L’angoscia di abbandono è il tema predominante nella psicologia di questo tipo di Stalker: l’assenza dell’altro è vissuta come una minaccia di annullamento di sé stesso.

    La tipologia più rischiosa, tuttavia, è la quinta: quella del “Predatore”, il cui obiettivo è di natura essenzialmente sessuale. Sceglie tra le sue vittime persone per lo più indifese, le insegue e le spaventa fino a terrorizzarle. La paura che procura lo eccita, perché gli fa provare un senso di onnipotenza. Tra questi ultimi, vi si trovano spesso voyeur e pedofili.

    Ma come ci si può difendere dal terrore psicologico esercitato dagli Stalker?

    Lo studio della psicologia può aiutare le persone a evitare certe situazioni, ma la persecuzione messa in atto dagli Stalker è una violenza che molto spesso non si può prevedere. Che va affrontata con armi più potenti di un’analisi dei comportamenti. È il primo passo è indubbiamente quello di sensibilizzare la coscienza collettiva.

    La maggior parte delle persecuzioni non viene denunciata alle forze dell’ordine. Questo è un fatto reale. Ed è un fatto drammatico. Le violenze non vengono denunciate perché lo Stalking in sé è una pratica ambigua. Difficile da identificare e ancora di più da dimostrare.

    E così la vittima si sente angosciata anche dal timore di non poter essere concretamente difesa. Peggio, di non essere creduta. Denunciare il proprio persecutore aumenta, invece, paradossalmente la paura, perché la vittima si sente ancora più esposta. Una violenza sottile, reiterata, non pubblica, difficile da perseguire, e proprio per questo ancora più spaventosa. È quell’aurea di ambiguità e di morbosità assieme che rende lo Stalker così potente.

    La prima cosa da fare sempre è non negare il problema

    Purtroppo, il fatto stesso di non volersi considerare “vittima” è un altro deterrente a esporre denuncia. E così si “aiuta” lo Stalker. Riconoscere il problema, informarsi, comprendere i rischi, adottare le precauzioni consigliate sono i primi passi per ostacolare gli atti di molestia. Se la persecuzione consiste nella richiesta di iniziare o ristabilire una relazione indesiderata, è necessario essere fermi nel “dire di no”, in modo molto chiaro ma una volta sola.

    Qualsiasi altro sforzo per scoraggiare lo Stalker sarà letto inevitabilmente – e contrariamente a quanto voluto – come una manifestazione d’interesse. E in quanto tale, rafforzerà la persecuzione. E’ importante ricordare che i comportamenti di difesa personale più efficaci sono quelli più prudenti.

    Se le molestie avvengono attraverso messaggi su Facebook o su Twitter, ad esempio, è utile non rendere inattivo il proprio profilo. La frustrazione che si creerebbe nello Stalker aumenterebbe la sua violenza. La cosa migliore è creare un profilo alternativo, lasciando che su quello vecchio il molestatore possa continuare a scrivere.

    La rabbia e il terrore non aiutano purtroppo chi subisce lo Stalking. E’ necessaria una certa lucidità per raccogliere più dati possibili sulle molestie subite. Qualsiasi mail, messaggio pubblico e privato e tag su foto è una prova della violenza subita e fornisce indizi. La Polizia ne avrà bisogno.

    I Social Media sono nostri amici

    Li frequentiamo tutti i giorni e, per loro natura, ci permettono relazioni felici proprio perché azzerano le distanze e avvicinano le persone per interessi e gusti comuni. La violenza che le persone subiscono non smette di esistere solo perché i nuovi media hanno trasformato il modo di relazionarci con gli altri. Cambiano i modi, appunto, ma la psicologia umana rimane la stessa.

    I delinquenti rimangono quelli, con la stessa loro dinamica per mietere vittime. Neanche a dire che si sono evoluti, questi delinquenti. Hanno solo cambiato “mezzo” per reiterare la loro violenza. Hanno affinato gli strumenti. Oggi, la società si è fatta più attenta.

    Non ancora coraggiosa abbastanza da denunciare tutti gli atti di Stalking, ma abbastanza da voler divulgare una coscienza del rispetto. E della difesa personale attraverso forme lecite ed efficaci.

    E voi cosa ne pensate? Quanto vi spaventa lo Stalking che utilizza il web e i Social Network?

  • Il Mobile Banking in forte crescita in Italia

    Il Mobile Banking in forte crescita in Italia

    Cresce il Mobile Banking anche nel nostro paese. Un’indagine di ABI e School of Management del Politecnico di Milano, “1° Rapporto annuale dell’Osservatorio Mobile Banking”, il 70% delle banche offre alla propria clientela almeno un servizio di Mobile Banking. A fine 2011 gli utenti attivi di Mobile Banking su Smartphone in Italia erano già oltre 2 milioni, con un incremento per entrambi di oltre il 300% sul 2010

    Mobile BankingIn questi ultimi 2-3 anni è tornata molto forte l’attenzione sul Mobile da parte del settore bancario, alla luce dell’evoluzione tecnologica in atto: la rapida diffusione degli Smartphone – circa 25 milioni in Italia, con una previsione di crescita del 30% per il 2012 – e, in prospettiva, dei Tablet, sta cambiando rapidamente la modalità di offrire servizi e di fare comunicazione e marketing da parte del mondo aziendale e le banche, in questo, non fanno eccezione mostrando, al contrario, uno scenario in continuo fermento sia dal punto di vista tecnologico che da quello organizzativo. E’ questo un mercato dal potenziale estremamente elevato, tanto che si prevede che il Mobile Banking possa riuscire, grazie alla  diffusione e familiarità che gli italiani hanno con il telefono cellulare a raggiungere nel giro di pochi anni quasi tutti i possessori di conto corrente in Italia e spingersi addirittura in alcune fasce di utenza non “bancarizzate”. (altro…)

  • Al via le Socialympics, le Olimpiadi nell’Era dei Social Media

    Al via le Socialympics, le Olimpiadi nell’Era dei Social Media

    Quelle che stanno per partire, manca infatti una settimana, saranno ricordate come le Olimpiadi più seguire sul web di tutta la storia. Non a caso si parla infatti di Socialympics. Diamo uno sguardo allora su come seguire i Giochi Olimpici di Londra 2012 e annotiamo anche le tante restrizioni che sono state adottate proprio per l’occasione anche dalla squadra olimpica italiana

    SocialympicsDa lunedì 16 luglio niente più FacebookTwitter per gli azzurri e per tutti gli atlenti internazionali delle Olimpiadi di Londra 2012. E’ scattato il Silenzio Olimpico. Neppure i famigliari e l’entourage potranno pubblicare sui Social Network notizie e commenti. Il divieto del Coni vuole impedire che vengano influenzate le scommesse sportive attraverso il Web. Ed è significativo. Rispetto alla scorsa edizione di Beijing, infatti, tutto il mondo è molto più connesso alla rete: la diffusione degli smarthpone è stata esplosiva e sono nati i Tablet. In 4 anni, Facebook ha quasi 900 milioni di utenti in più e Twitter ne ha triplicato il numero. Solo durante la finale degli Europei 2012, la piattaforma di microblogging più famosa del mondo ha raggiunto il record di 16 milioni e mezzo di cinguettii, confermandosi il mezzo preferito dai tifosi per commentare le partite. Oggi si calcola che quasi 5 miliardi di persone in tutto il mondo guarderanno i Giochi Olimpici via internet. Non a caso le Olimpiadi di Londra 2012 vengono chiamate Socialympics. (altro…)

  • “Quanto dura la tua giornata?” Ecco come gli italiani gestiscono il loro tempo

    “Quanto dura la tua giornata?” Ecco come gli italiani gestiscono il loro tempo

    QVC, società leader nel mondo per lo shopping televisivo nonché secondo canale americano per dimensioni, ha presentato oggi a Milano i risultati della ricerca condotta con Human Highway. Si tratta di uno studio svolto su 1400 italiani, tra i 15 e i 64 anni di età, per capire in che modo viene percepito e gestito il tempo oggi. E non solo il tempo dedicato allo shopping

    Quanto dura la tua giornata - QVCIl primo dato interessante rivela a cosa le persone associano la parola “tempo”: l’11,8% pensa immediatamente all’orologio, forse per riferimento agli orari di scuola e a quelli di lavoro.La seconda parola associata al tempo è l’aggettivo “prezioso” – più che utile, quindi –, e solo successivamente si fa riferimento al tempo atmosferico e al clima: il 3,4% ha risposto “sole” e il 2,8% “meteo”. La percezione del tempo cambia moltissimo in base all’età: per i più giovani – dai 15 ai 24 anni – il tempo è associato soprattutto all’idea di velocità e di fretta. Tra i 25 e i 34 anni inizia la consapevolezza che il tempo è una risorsa limitata e aumenta la dicotomia tra impegni e tempo libero, prezioso proprio perché più “scarso”. Tra i 35 e i 44 anni si incomincia a sentire il timore per la mancanza di tempo: è “insufficiente”, “trascorso”, spesso già  “passato”. Ma è soprattutto dopo i 45 anni che il tempo “manca” di più: diviene “ansia” e addirittura “stress”. (altro…)

  • E’ in Italia la crescita più alta di utenti su Internet

    E’ in Italia la crescita più alta di utenti su Internet

    Sembra difficile pensarlo, non fosse altro per la difficile situazione del web nostrano, soprattutto dal punto di vista infrastrutturale. Ma quello che ha riportato eMarketer qualche giorno fa è davvero una bella notizia. L’Italia è il primo paese in Europa con un tasso di crescita del numero di utenti su Internet pari al 24% rispetto allo scorso anno

    Crescita utenti in Italia - eMarketer 2012Sapete bene che riportiamo periodicamente tutti i dati che rilascia Audiweb sul numero di italiani connessi nel mese, notando comunque un incremento costante degli italiani che accedono alla rete e, da ultimo, l’incremento importante degli italiani connessi nel giorno medio che ha superato i 14 milioni di italiani. Ma quello che riporta eMarketer in una sua recente indagine non può non essere considerata una bella notizia. Si perchè nonostante in nostro paese abbia grandi difficoltà, soprattutto dal punto di vista infrastutturale, nel garantire una connessione veloce e per tutti, nel mese di Aprile del 2012 ha fatto registrare un tasso di crescita degli utenti su Internet pari al 24%, ossia il più alto registrato in Europa e tra i primi al mondo. Meglio di noi fanno l’Indonesia, l’India e il Venezuela con una crescita record del 62%! (altro…)

  • Twitter, ecco i paesi che twittano di più [Infografica]

    Twitter, ecco i paesi che twittano di più [Infografica]

    Sicuramente non sorprende di certo sapere che il paese che twitta di più siano gli Usa ma l’infografica, realizzata dalla Oxford University e dalla Humboldt State, rivela che il paese che si piazza al secondo posto è il Brasile. I tweets sono stati esaminati nel mese di marzo su un totale di 4,5 milioni di tweets

    worldmap_webCome dicevamo prima, non sorprende sapere che gli Usa siano il paese dove si twitta di più, è cosa abbastanza risaputa. Quello che sorprende è sapere che il Brasile si piazza al secondo posto, così come sorprende vedere paesi, le cosiddette “economie emergenti” come Messico, Indonesia, Malaysia e anche la Russia che sembrano confermare quei trends che all’inizio del 2012 prevedevano grandi passi in avanti di questi paesi verso l’uso delle nuove tecnologie e quindi dei Social Media. L’indagine è stata condotta da Mark Graham della Oxford University, Oxford Internet Institute, e da Monica Stephens della Humboldt State in California. Il loro studio si è centrato su un periodo compresa tra il 5 e il 13 marzo considerando un totale di 4,5 milioni di tweets geolocalizzandoli, potendo in questo modo vedere i paesi dove effettivamente si twitta di più. (altro…)

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