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  • Google+, la vera alternativa a Facebook?

    Ecco alcune considerazioni su quello che al momento si può definire, senza esagerare, il fenomeno web del momento, cioè Google+. E’ questa la risposta di Google a Facebook? Vedremo, intanto eccon un punto di vista interessante.

    Premetto: non ho un profilo su Google+. Ho più o meno consapevolmente deciso di lasciare andare avanti gli altri, complice l’afa assassina che mi immobilizza i neuroni. Francamente, faccio già una fatica tremenda a gestire adeguatamente tutto il “social ordinario” (vale come giustificazione? Mah). Questo non significa che l’argomento non sia interessante: basta leggere tutti i post pubblicati sui blog di comunicazione, Linkedin, Twitter, Facebook ecc, ecc, ecc. In effetti ne stiamo parlando anche adesso. (altro…)

  • Facebook si prepara alla conquista del mondo e della borsa

    Facebook continua a conquistare il mondo e si prepara a sbarcare in borsa e pare che tutto sia pronto per far iniziare l’operazione nei primi quattro mesi del 2012. Altissima la valutazione, si parla di 100 miliardi di dollari. Ma intanto negli Usa perde utenti.

    Facebook Inc - Palo Alto, California, UsaE tre! Dopo aver parlato del crescente interesse delle banche per possibili investimenti, ne abbiamo parlato a proposito del coinvolgimento di due grosse banche come JP Morgan e Goldman Sachs, su Twitter e dello sbarco di LinkedIn a Wall Street, col botto, ecco che anche Facebook si prepara al grande salto. E secondo i ben informati, pare che l’operazione possa andare in porto entro i primi quattro mesi del 2012. La notizia diffusa dalla CNBC e ha fatto in poco tempo il giro del mondo, meglio, il giro della rete. Ma altra notizia che prima di questa aveva accentrato l’attenzione del web e quindi dei siti di mezzo mondo, è stata la pubblicazione aggiornata a giugno 2011 de La Mappa dei Social Network nel Mondo ad opera di Vincenzo Cosenza e pubblicata su vincos.it. L’attenzione quando su vincos.it viene pubblicato il semestrale aggiornameno è sempre alta, e anche stavolta grande è stato l’interesse. Si potrebbe parlare della marcia di Facebook, che è sempre più vicino al traguardo dei 700 milioni di utenti, alla conquista del mondo come fosse un moderno Alessandro Magno del web. Ma intanto negli Usa perde utenti. (altro…)

  • Il futuro dei Social Media è in Borsa?

    Dopo aver visto le grandi banche internazionali lanciarsi alla conquista di Facebook e Twitter, adesso LinkedIn, il popolare social network per il business avvia la sua quotazione in Borsa. Allora ci si chiede, è in Borsa il futuro dei social media?

    LinkedIn IPOLa notizia, e non poteva essere diversamente, ha fatto il giro del mondo. E cioè che LinkedIn, il più famoso social network dedicato al business, ha lanciato la sua quotazione in Borsa, IPO (Initial Public Offering), cioè un’offerta pubblica di titoli. Un’operazione che suscita più di una riflessione, e su questo non ci sono dubbi, ma anche qualche dubbio e i dubbi arrivano tra chi è favorevole a questa svolta e chi è contrario. A parte questo, ci sarebbe da chiedersi quale sarà l’impatto di questa operazione sul panoarma dei social media. Vi abbiamo raccontato, sulle pagine di questo blog, le vicende che hanno riguardato nei mesi scorsi la corsa delle grandi banche, Goldman Sachs e JP Morgan, per accaparrarsi Facebook e Twitter investendo cifre notevoli.su questi che sono i più grandi e conosciuti social network della rete. (altro…)

  • L’Universo geosocial nel 2011

    Interessante infografica di Jess3, agenzia specializzata nella divulgazione di dati sul web, ci dà l’idea di quello che è oggi, nel 2011 l’Universo Geosocial. Una bella visione delle dimensioni dei social network.

    Universo Geosocial - Jess3E’ proprio il caso di parlare di galassie e universi, quando si parla di identificare il fenomeno geosocial. E con questi numeri alla mano che danno il senso della crescente dimensione, del fenomeno, come di ogni singolo social network, non si può non condividere questa visione, meglio, questa infografica realizzata da Jess3, un’agenzia americana specializzata proprio nella visualizzazione di questi dati. E il pensare MySpace come una di quelle stelle che muore nell’universo non è poi così lontano dalla realtà, così come il veder nascere altre stelle pronte a irradiare di nuova luce l’Universo Geosocial. Anche il fatto che Skype da oggi sia entrato a far parte della galassia Microsoft, rientra a pennello in questa visione stellare del fenomeno. Ma guardiamo meglio qualche dato. (altro…)

  • LinkedIn raggiunge i 100 milioni di iscritti

    LinkedIn raggiunge i 100 milioni di iscritti

    Con una infografica celebrativa, ieri LinkedIn ha annunciato che ha raggiunto i 100 milioni di iscritti in tutto il mondo, facendo registrare ritmi di crescita elevati negli ultimi sei mesi. Bene anche in Italia.

    Con 44 milioni di utenti registrati sono negli Usa e 56 milioni nel resto del mondo, ieri LinkedIn ha annunciato di aver raggiunto i 100 milioni di iscritti e ha realizzato e diffuso una infografica celebrativa che mostra i numeri attuali. basti pensare che soli sei mesi fa il numero complessivo di utenti registrati era di 85 milioni e che in sei anni si erano totalizzati 50 milioni di iscritti complessivi. 15 milioni di utenti in sei mesi non pochi. Se poi consideriamo che LinkedIn non è facebook, nel senso che non è un social network generalista, ma è il più importante social business network, allora questi numeri hanno ancora più significato.

    Lo stato dove LinkedIn è cresciuto di più è il Brasile, facendo registrare +428%, poi segue il Messico con il +178%, a seguire India +76% e poi Francia +72%.

    73 delle 100 aziende di Fortune sono presenti su LinkedIn e che le più rappresentate sono Amazon e Cisco.

    Per quanto riguarda il nostro paese, anche qui bisogna dire che i numeri sono in crescita. Solo qualche mese fa, maggio 2010, gli italiani iscritti erano poco meno di un milione. Oggi sono 1 milione 700 mila ed in prevalenza uomini (56%). Le età più rappresentate sono quelle della fascia 25-34 (42%) e 35-54 (39%). I 18-24enni sono il 15% e gli ultra 55enni solo il 4%.

    Nel nostro paese i settori con più addetti sono l’hi tech (18%), la manifattura (15%) e la finanza (10%), mentre i ruoli più rappresentati sono quelli di vendita (14%), l’insegnamento (11%) e quelli ingegneristici (10%).

  • Pmi e Social Media ancora lontani

    Da uno studio condotto dalla Iulm di Milano solo il 10% delle piccole aziende e il 35% di quelle medie si avvale dei social media per comunicare, ma mai in chiave business.

    Pmi e Social MediaE’ il caso di dire che per le Pmi italiane i social media sono degli sconosciuti? Dalla ricerca condotta dalla Iulm pare che non sia un’esagerazione, ma purtroppo è una realtà. Vorrei dire che non c’è niente di nuovo nei risultati di questa ricerca, sono cose risapute, ma vale la pena segnalare questo studio perchè è la prima volta che si conduce un’indagine di questo tipo nel panorama italiano e quindi questi rislutati sono preziosi. L’indagine è stata condotta tra maggio e novembre 2010 e ha coinvolto 720 aziende distribuite su tutto il territorio nazionale appartenenti a sei diversi settori: moda, alimentare, sanitario, pubblica amministrazione, banche ed elettronico.

    Lo studio rivelato che i social media sono ancora poco utilizzati nelle strategie di business delle imprese italiane. Sono infatti meno del 10% le piccole aziende che utilizzano i social media, circa il 35% delle medie imprese ha attivato almeno un canale di comunicazione di questo tipo e il 58% delle aziende di grandi dimensioni. Lo studio ha anche elaborato l’indice di “SocialmediAbility”, che misura la capacità di gestione degli strumenti Web (orientamento 2.0, gestione e efficacia delle azioni adottate) da parte delle imprese. In una scala da 1 a 10, l’ indice medio è di 0,79 con un massimo dell’1,75 delle aziende più grandi e un minimo dello 0,16 di quelle più piccole.

    La più attiva nell’utilizzo dei social media è la Pubblica Amministrazione dove il 99% degli enti ha un sito Internet, il 37% fa uso di social media e il 25% ha un link dei social media sul proprio sito. Il Comune di Torino si distingue in maniera positiva e da sudio gli viene attribuito un 9 per l’attenzione e cura, un 8,9 per l’orientamento e 10 per l’efficacia. Al secondo posto troviamo le aziende del settore alimentare, dove il 90% delle ha un sito Internet, il 31% usa i social media e il 29% ha link ai social network sul sito aziendale. Per quanto riguarda il settore bancario, l’89% delle aziende ha un sito Internet, il 54% usa i social media e il 13% ha sul proprio sito un link dei social network. Mentre il 96% delle aziende nel campo dell’elettronica ha un sito, solo il 14% fa uso di almeno un social media e l’1% ha sul sito link dei social media mentre. Per quanto riguarda infine la sanità, il 57% delle aziende ha un sito Internet e il 22% utilizza i social media. E il 12% ha un link dei social media sul sito aziendale.

    Facebook è lo strumento più utilizzato (35%), seguito da LinkedIn e YouTube. Il 70% delle aziende usa i social media per aumentare la visibilità sul Web di prodotti e servizi, il 68% per creare community di clienti e fan, il 46% per aumentare il numero di clienti e il 35% per valutare la soddisfazione dei clienti . Il 76% di coloro che li utilizzano ha ottenuto una maggiore visibilità dei propri prodotti e servizi e il 54% ha ottenuto maggiore traffico sul sito dell’azienda. Solo il 2,3% ha dichiarato di non aver ottenuto alcun beneficio.

    Dalla ricerca è anche emerso che le aziende non utilizzano i social media come strumento di business per la scarsa conoscenza delle opportunità strategiche offerte dal web 2.0 (58% ), di come utilizzare concretamente i canali del web 2.0 (46%), per scarsa accettazione interna dei nuovi canali (41%). Mentre per il 23,2% delle aziende c’è il timore di perdere il controllo della comunicazione.

    Fin qui i risultati della ricerca, ma posso dire che si sta verificando comunque una certa apertura da parte delle Pmi verso il web. E’ ancora presto per verificare lo stato di questa apertura e non possiamo non tener conto di ricerche come questa della Iulm, ma di certo la situazione non sarà mai peggio di questo. Magra consolazione, certo. C’è ancora chiusura da parte delle aziende verso i social media nel vederli come strumento di comunicazione. A mio modo di vedere, ampiamente dimostrato in pratica, la difficoltà sta nel fatto che in strutture aziendali, spesso non modernamente attrezzate, si verifica la carenza di risorse che potrebbe aiutare nell’integrazione dei social media come strumento di comunicazione. Da qui nascono i problemi e le chiusure. Morale? C’è ancora molto lavoro da fare.

  • Come i Manager usano i Social Media

    Di recente ci siamo occupati di come ottimizzare la propria strategia sui Social Media, concentrandoci sulla strategia per il business. Oggi proviamo a dare alcuni dati su come i manager utilizzano i Social Media.

    Si dirà che questi sono dati che fanno riferimento al mercato americano e quindi poco attendibili per ciò che ci riguarda. Forse, ma guardando meglio questa infografica, si scopre che si sono molti dati che possono essere utili anche per noi. Ci sono delle analogie che rispecchiano più o meno un atteggiamento da parte di manager che può essere assimilato a quello dei manager italiani, piuttosto che di un altro paese. Gran parte del contenuto dell’infografica è condivisibile e potrebbe essere molto utile per conoscere quelli che sono gli aspetti più importanti, da sapere, quando si vuole andare più a fondo su come i manager usano oggi i Social Media. E vediamo quali sono. (altro…)

  • Lo stato di Twitter in Italia

    Ma quanti sono gli italiani su Twitter? E’ difficile avere una fotografia della situazione del popolare sito di microblogging in Italia oggi, ma con alcuni dati proviamo a chiarire la situazione.

    E’ molto facile sapere quanti italiani ci sono oggi su facebook, perchè esistono fonti ufficiali che possono essere consultate, così come accade anche per LinkedIn. Mentre il discorso è completamente diverso per ciò che riguarda Twitter, il popolare sito di microbloggin, che tra l’altro ha da poco aggiornato la propria struttura (#newtwitter) rendendolo ancora più interessante. E’ difficile perchè non ci sono riscontri ufficiali e dati da consultare, allora come fare? (altro…)

  • Lo stato di LinkedIn in un grafico

    Dal Vincos blog, di Vincenzo Cosenza, una nuova e interessante statistica sullo stato dei social network. Questa volta riguarda LinkedIn.

    LinkedIn

    Dopo lo stato di facebook e quello di twitter, adesso vediamo da vicino, con la infografica realizzata da Vincenzo Cosenza sul suo blog, vincos.it, lo stato di LinkedIn. Un grafico utile per capire quali sono i settori professionali più diffusi e qual è la fascia di età di utenti più numerosa. I dati che vediamo raccolti nell’infografica sono stati prelevati dalla DirectAds di LinkedIn, dedicata all’inserimento di annunci pubblicitari. E quello che ne viene fuori è lo stato di LinkedIn ad oggi. (altro…)

  • Anche LinkedIn è in italiano

    Anche LinkedIn è in italiano

    Dopo twitter, anche LinkedIn, popolare social network professional, ha deciso di sviluppare il sito anche in lingua italiana. Gli iscritti a oggi in Italia sono un milione.

    Fino all’altro ieri LinkedIn era solo in lingua inglese e questo poteva costituire un limite alla diffusione nel nostro paese, dico forse. Ma dopo twitter, che lo scorso dicembre ha lanciato la sua versione italiana, ecco che anche il popolare social network dedicato ai professionisti e non solo, ha deciso di sviluppare il sito anche nella lingua di Dante. Un modo per rendere ancora più accessibile il sito. Questo lo potremo vedere tra non molto.

    Ma LinkedIn è anche un modo per ricercare un nuovo lavoro. Ogni persona, una volta registrato il proprio account, carica il proprio curriculum vitae e da quel momento in poi si entra in contatto con conoscenti e non, soprattutto, per sviluppare relazioni che possono sfociare in collaborazioni professionali e partnership. Una volta caricato il proprio profilo esso è rintracciabile dai motori di ricerca; quindi, vale la pena di costruirlo con attenzione perché può fungere da buon biglietto da visita.

    Le persone del proprio network sono una prima cerchia per trovare altri contatti professionali», osserva Kevin Eyres, managing director di LinkedIn Europe: «È un social network che aiuta a capire la reputazione degli altri e ad allargare le conoscenze».

    Gli utenti, inoltre, possono segnalare il valore di un collega attraverso un voto: è il sistema di “recommendation”.

    Gli iscritti totali nel mondo sono oltre 65 milioni, in Italia ad oggi sono un milione.

    Molto attiva è l’attività dei gruppi che si sono creati all’interno di LinkedIn che utilizzano questo pretesto per un primo contatto per poi approfondire i rapporti organizzando eventi che hanno lo scopo di consentire un continuo scambio di informazioni tra professionisti. In forte crescita, dopo MilanIn, segnalo BolognaIn e ModenaIn che con i loro eventi sempre molto interessanti contribuiscono alla costruzione di relazioni professionali e non in maniera eccellente.

    Se non lo avete ancora atto, create subito un profilo su LinkedIn!