Tag: marketing

  • La prossima Facebook? Sarà italiana

    La prossima Facebook? Sarà italiana

    Ne è convinto il tedesco Jason Whitmire di Earlybird, che interviene oggi a Kultur Convivio. Spiegherà perché l’Italia ha tutte le carte in regola per sfornare giovani talenti del Web destinati al successo mondiale

    Jason Whitmire - EarlybirdArrivano da tutta Europa i venture capitalist che si riuniscono oggi al Kultur Convivio, la giornata organizzata a Milano da Grafo Ventures per discutere dell’emergente fenomeno delle start-up web, del loro peso sull’economia, dei modelli di business e dell’evoluzione possibile. In un’Economia in crisi, quello delle startup web appare un fenomeno in controtendenza. Giovani di talento e idee originali, che stanno trovando la fiducia di investitori privati e pubblici, che ne sostengono l’avvio e lo sviluppo. Ma quali sono gli elementi che spingono un venture capitalist a puntare su una start-up? (altro…)

  • Twittervista a Cristina Simone, social girl tra glamour, SMM e #nofreejobs

    Twittervista a Cristina Simone, social girl tra glamour, SMM e #nofreejobs

    La protagonista di questa settimana è Cristina Simone (aka @cristinasimone), giovane “Social Media Cosa…”, come tutte le sue bio riportano, e docente di Social media & community management allo IED.  Come di consueto domande e risposte in 140 caratteri su #nofreejobs, prospettive future e molto altro. Partiamo!

    Ciao cara (così ti infastidisco da subito) e benvenuta!

    Grazie Emma, vedo che hai letto quello che non mi piace nel mio blog [occhiolino]

    Ovvio che sì, bisogna informarsi bene prima di un’intervista!

    Bene, già mi piaci!

    Sei la nostra prima donna twittervistata! Esprimi con un tweet le tue emozioni a questa notizia usando l’hashtag #emy_twforpresident

    Le #socialgirls hanno fatto centro ancora una volta. #emy_twforpresident

    [momento di riflessione]

    e poi si sa che le ragazze sul web e sui social sono più brave dei maschietti.

    Da subito polemica! Brava!… Cambiamo argomento, presentati ai nostri lettori

    Sono una #socialgirl. Il mio lavoro è la mia passione: i social media. Sono anche blogger. Googlate il mio nome per stalkerarmi meglio.

    Chi tra i tuoi follower lo farà per primo secondo te?

    Se sono miei follower mi hanno già stalkerata! Probabilmente i nuovi…

    Facciamo un giochino (crudele). Se dovessi rinunciare a una di queste cose, a quale rinunceresti? Bici, iPhone, borsa Luis Vitton o Twitter?

    No ma sei crudele…mmm, rinuncerei a twitter, perché potrei usare cmq l’iPhone. Utilizzerei hootsuite!

    So che collabori per il blog di tua sorella  Anna, EcoSpiragli…da fashion victim dichiarata quale sei, com’era vivere con un’ecologista?

    All’inizio le davo molto retta, ma ora la seguo e le chiedo consigli per vivere in modo più eco.  Ad esempio ora uso solo creme biologiche

    Sul tuo blog ti definisci #influenzer di professione… il tuo babbo cosa ne pensa?

    Non ha ben capito il mio lavoro, negli ultimi giorni sono stata citata su alcuni quotidiani online e va in giro dicendo che sono una giornalista!

    Restiamo in tema, tutti ti cercano perché creatrice dell’hashtag #nofreejob, puoi spiegare di cosa si tratta a chi se lo fosse perso?

    Un movimento nato per sensibilizzare tutti, soprattutto, i neo-lavoratori sul fatto che lavorare gratis non serve a niente.

    Cosa hai pensato quando hai letto il post di stronco su wikiculture “Caro blogger, ti pago 20 euro al mese e tu mi scrivi 40 pezzi”?

    Un misto tra dispiacere e incaxxatura (si può dire?). Spesso ho notato che le professioni sul web sono un po’ bistrattate.

    Facciamo qualche esempio, tweetta una proposta di lavoro sottopagato che hai ricevuto.

    Personalmente non ne ho ricevute, posso citare una che mi ha riferito mia sorella?

    Certo!

    “Collabora con noi, un articolo al giorno pagato 2€ lordi”

    L’ha accettata?                                             

    Assolutamente no! Le ho detto che non le avrei più parlato! Se vuoi essere un professionista non puoi accettare di non essere pagato

    Che cosa vuoi dire a chi si sente costretto ad accettare proposte simili o peggiori?

    Fino a quando c’è la domanda ci sarà l’offerta. Iniziate a non accettare proposte di lavoro gratis, così potremo cambiare le cose

    infografica-nofreejobsL’infografica* creata con @SimoneCinelli, @WebinFermento, @NadiaPlasti, @ggferrara evidenzia la velocità di diffusione di #nofreejobs:  te l’aspettavi? [*clicca sull’infografica qui a lato per ingrandirla]

     

    Assolutamente no! Né mi aspettavo tutti gli articoli che ne hanno parlato (per ora ne abbiamo contati 40) in meno di una settimana

    Cosa  caratterizza No Free Jobs?

    Il fatto che vorremmo diventare un movimento di sensibilizzazione al cambiamento, partendo dalla protesta per andare oltre.

    Quali sono i rapporti con altre iniziative simili?

    In tanti ci hanno chiesto di collaborare e in futuro l’obiettivo sarà quello di collaborare con tutti gli altri movimenti già esistenti

    @jul_x (citato per “Gratis non si lavora. Si ozia”) auspica che #nofreejobs  non diventi un progetto promozionale, a cosa si riferisce?

    Gliel’ho chiesto su twitter, ma non ho capito. Lui mi ha risposto “prevenire è meglio che curare”

    Da qualche giorno avete anche un sito, come avete intenzione di utilizzarlo? Come andrà avanti #nofreejobs?

    Tante idee in cantiere! Il sito avrà un blog multiautore, la possibilità di scaricare badge, pubblicare annunci #nofreejobs e poi stiamo lavorando sulla geolocalizzazione

    Tornando a parlare di te ma sempre in termini “lavorativi”, preferisci il lavoro da casa o in ufficio?

    Mi piacerebbe farli entrambi… ci sono pro e contro da ambo le parti.

    La tua scrivania: Mac o PC? Thé o caffè? Pupazzetti o oggettini vari dal design meraviglioso ma di cui non si sa bene quale sia il dritto?

    Mac, tante penne, post-it colorati, iphone e carica iphone e tictac.

    Quando eri bambina cosa sognavi di diventare da “grande”? Non dire “l’influenzer” perché non ti credo…

    La professoressa e un pò lo sto facendo. Ho un corso tutto mio in SM & community management al master triennale IED di marketing.

    Pensando a #nofreejobs completa la frase “Condivido per…” scegliendola dal nostro album InTime

    Condivido per…cambiare

    E come @CristinaSimone cosa avresti scelto?

    Condivido per…informare

    Cristina ti ringrazio è stato un piacere, saluta tutti con un motto “digital-fashion-geek”

    Grazie a te @emy_tw , le socialgirls cambieranno il mondo (sperem!)

     

    [Credits foto: © Andrea Palumbo]

  • Twittervista doppia a Enrico Bisetto e Damiano Bordignon la strana coppia del Personal Branding

    Twittervista doppia a Enrico Bisetto e Damiano Bordignon la strana coppia del Personal Branding

    Bentornati al nostro appuntamento settimanale con i protagonisti del mondo digital. Questa volta vi riporto la chiacchierata avuta ieri con Enrico Bisetto (aka @enrico_sestyle) e Damiano Bordignon (aka @damiano_sestyle), ragazzi stilosissimi e appassionati di Personal Branding. Buona lettura e buon divertimento!

    Salve ragazzi! Presentatevi a vicenda con un tweet!

    Enrico: Damiano è l’empatia nel Personal Branding, l’amico di tutti, quello con cui confidarsi viene spontaneo e un giullare della comunicazione.

    Damiano: Un umanista digitale, passione fatta persona, la mezza mela di sestyle! E compagno ideale d’avventura

    Se vi dicessi che il radicchio è qualcosa che ci accumuna?

    Enrico: Direi che hai ottimi gusti! Amo quella verdura in tutte le sue versatili applicazioni, con un po’ di robiola e avvolto nello spek poi… yum!

    Damiano: Nel senso che abbiamo bisogno del primo gelo perchè sia buono (quello trevigiano)? Non lo so, io mi sento più ‘pronto’ in estate (altro…)

  • Digital Economy Forum, la seconda edizione tra Cagliari e Firenze

    Digital Economy Forum, la seconda edizione tra Cagliari e Firenze

    Vi segnaliamo, sempre a proposito di startup, la seconda edizione del Digital Economy Forum, dove l’argomento principale sarà quello di analizzare come possono le startup e le aziende crescere, raggiungere nuovi mercati e produrre innovazione. L’evento si svolgerà tra Cagliari e Firenze

    digital-economy-forumL’argomento è molto sentito e interessa molti, cioè quello di vedere come le startup e le aziende possono crescere per conquistare nuovi mercati e nuovi settori di business. In un momento di crisi globale è bene esplorare sempre altre forme e altre soluzioni per superarla e il Digital Economy Forum sicuramente è una bella occasione di approfondimento in questo senso. Interverrano esperti in campo digitale, imprenditori, direttori marketing e CTO (Chief Technological Officers). L’evento è organizzato dall’Ambasciata Americana.   (altro…)

  • Twittervista a Stefano Quadraro, una guida nel “Buzzabuglio” digitale

    Eccoci alla seconda twittervista di questa rubrica che accompagnerà i vostri sabato. Questa volta abbiamo chiacchierato con Stefano Quadraro (aka @stequad), Project Manager sempre di corsa. Domande e risposte in 140 caratteri come sempre!

    Stefano QuadraroCiao e benvenuto, presentati con un tweet inserendo uno dei  #tt (trend topic) di oggi.

    Ciao, mi chiamo Stefano Quadraro e non ho ancora aggiornato l’#iOS 5.01 perchè non trovo più il cavetto!

    Leggo che Il tuo motto è “twitto ergo sum”, hai altre citazioni preferite da modificare in versione 2.0?

    Mmhh… Alzati e Twitta! Share is happiness! Social è chi social fa! Continuo con le scemenze? (altro…)

  • Come i Responsabili Marketing usano e useranno i Social Media

    Come i Responsabili Marketing usano e useranno i Social Media

    Interessante studio di IBM che evidenzia come nei prossimi due anni i Responsabili Marketing interpellati hanno in programma di aumentare investimenti sui Social Media. E buona parte di essi afferma che da questo punto di vista c’è ancora molto da migliorare

    Abbiamo più volte sottolineato il fatto che ancora oggi le aziende usino poco e male i social media come strumento di comunicazione e marketing all’interno di una strategia più completa. ne parlavamo proprio di recente a proposito di una recente ricerca italiana che metteva in evidenza proprio questo, ossia che le aziende italiane conoscono i nuovi strumenti web 2.0, ma li usano male. Si potrebbe dire che alla base di questo ci siano tanti fattori da tenere in considerazione, ma sta di fatto che è ormai un dato certo su cui c’è bisogno ancora di lavorare. Ed oggi vi sottoponiamo l’indagine condotta da IBM, il colosso dell’informatica, che ha interpellato 1,700 Responsabili Marketing provenienti da 64 paesi allo scopo di verificare come sta cambiando la figura del Responsabile Marketing oggi. (altro…)

  • Enterprise 2.0, le aziende italiane usano poco il social networking

    Da una ricerca condotta su un campione delle principali aziende italiane, emerge un quadro eterogeneo sull’evoluzione organizzativa e tecnologica trainata dagli strumenti e dai principi dell’Enterprise 2.0. Nonostante la conquista del mondo consumer, non attecchiscono ancora gli strumenti di Social Network & Community

    Enterprise 2.0 - Social networkLe aziende italiane conoscono i nuovi strumenti dell’era 2.0 ma stentano a usarli. Iniziano a conoscerne i benefici ma non sfruttano appieno le opportunità. E, in questo modo, rischiano di fermarsi a uno stato embrionale senza riuscire a fare quel salto di qualità nelle perfomance aziendali che caratterizza alcuni casi eccellenti. Tanto rumore per nulla, verrebbe da dire. Ma non sempre è così: ci sono innovazioni reali in cui l’applicazione dei principi e degli strumenti dell’Enterprise 2.0 cambia i processi, le relazioni e i comportamenti. Con la concretezza dei loro benefici, queste iniziative testimoniano la rilevanza di un cambiamento che può e deve essere calato nei diversi processi di business. Questo quanto emerge dai dati presentati ieri al Politecnico di Milano durante il convegno “Enterprise 2.0: è il tempo del fare!” organizzato dall’Osservatorio Enterprise 2.0. Giunto al quarto anno, l’Osservatorio Enterprise 2.0 con questa Ricerca si è posto l’obiettivo di approfondire le “best practice dell’innovazione” per identificare i fattori critici di successo che hanno contraddistinto l’eccellenza di alcune aziende nell’evoluzione verso l’Enterprise 2.0 e valutare l’impatto sui processi di business e sui modelli di servizio delle principali Line of Business.

    Nell’analizzare le iniziative in corso e i loro impatti sull’organizzazione, ai pareri di 113 Chief Information Officer delle principali aziende italiane, la Ricerca ha affiancato quest’anno quelli di oltre 130 Responsabili delle Direzioni aziendali (Marketing, Commerciale, Comunicazione interna, Operations, Acquisti, Amministrazione e controllo). Allo scopo di valorizzare e diffondere i casi di eccellenza, inoltre, l’Osservatorio ha promosso gli “Enterprise 2.0 Innovation Award” per premiare e dare visibilità alle aziende che si sono maggiormente distinte nell’utilizzo degli strumenti e dei principi dell’Enterprise 2.0 per cambiare processi, relazioni e comportamenti, ottenendo benefici concreti e misurabili.

    Ma quali sono gli ambiti applicativi 2.0 più utilizzati dalle aziende italiane e quanto impattano sui processi, sui comportamenti organizzativi delle persone e sulla gestione della conoscenza e delle informazioni?

    Ambiti come la Unified Communication & Collaboration e il Mobile Workspace sono ritenuti ad esempio molto rilevanti da circa la metà del campione e registrano investimenti medi significativi e in crescita, trovando un potente fattore di stimolo nella diffusione dei device mobili come smartphone, PDA, netbook e New Tablet. Proprio lo smartphone risulta ancora il più diffuso, soprattutto per il Top e il Middle Management che lo utilizzano per accedere ad applicazioni di mobile office, di comunicazione istituzionale e a semplici servizi di collaboration e community, mentre i PDA/palmari sono i principali strumenti utilizzati dalla Field Force. L’adozione dei New Tablet risulta in netta crescita, ne parlavamo anche ieri qui su questo blog, in quanto tre aziende su quattro hanno già introdotto questi dispositivi nella propria organizzazione (47%) o hanno intenzione di farlo in futuro (27%).

    E ora arriva la nota dolente.Gli strumenti di Social Network & Community, considerati strumenti rilevanti solo da un terzo del campione, registrano investimenti e trend in crescita che tuttavia, per quanto positivi, non fanno prevedere forti accelerazioni per il prossimo futuro. Interessante notare come proprio questi ultimi, che hanno conquistato il mondo consumer cambiando la modalità di comunicazione e socializzazione di intere generazioni, trovino le maggiori resistenze alla penetrazione nelle imprese le quali faticano a sfruttarne le potenzialità e a integrarli nei loro processi di business. Sappiamo che non è una sorpresa, ma siccome è da almeno da tre anni che scriviamo di queste cose, speravamo in qualcosa in più, invece non è ancora così.

    Analogamente, pur a fronte di investimenti e trend di crescita significativi in piattaforme di Enterprise Content Management, le imprese introducono e utilizzano in modo limitato (meno di un terzo del campione) gli strumenti più innovativi di Rich Enterprise Communication come videosharing, RSS, corporate blog, web tv, etc.

    A influenzare ancora fortemente la presenza e l’entità degli investimenti, nonostante la diffusione e la relativa facilità di accesso, troviamo la dimensione dell’impresa e il settore di appartenenza. Si investe maggiormente nelle aziende con più di 500 dipendenti e nel settore Finance. Tra quelle con budget inferiori, invece, significativi trend di crescita, si osservano nei settori ICT/Telco/Media, Chimico/Farmaceutico e Tessile/Abbigliamento.

    enterprise 2.0 italiaConcentriamoci più su questo grafico. In termini di benefici, i responsabili della Comunicazione interna evidenziano impatti radicali dell’Enterprise 2.0 soprattutto sulla comunicazione informativa (29%) e operativa (27%). Oltre a utilizzare strumenti di Unified Communication and Collaboration, ci sono forum e blog, podcasting e videosharing, RSS e widget. Significativo anche l’utilizzo di device mobili, in particolare da parte del Top Management, per ricevere la comunicazione istituzionale e accedere ai cruscotti gestionali e alla documentazione operativa.

    Le Direzioni Commerciali utilizzano applicazioni 2.0 soprattutto sulla gestione della forza vendita (46%) e in alcuni servizi post vendita (8%). Maggiormente usati Unified Communication e live collaboration ma anche i device mobili e i servizi di community e collaboration.

    Le Direzioni Marketing utilizzano strumenti 2.0, prevalentemente in attività di analisi e segmentazione dei clienti (20%) attraverso il monitoraggio dei comportamenti di acquisto e dei profili personali sui Social Network, l’implementazione e la misura delle campagne commerciali (30%). Nei casi più avanzati c’è un utilizzo rilevante di strumenti di web sentiment analysis, forum e blog, videosharing e web tv. I dispositivi mobile sono usati in circa la metà del campione per accedere alla documentazione operativa.

    Nelle Direzioni Operations gli strumenti 2.0 abilitano soprattutto attività maggiormente operative come la gestione delle consegne (alto impatto nel 44% del casi), della produzione (34%), dei magazzini e trasporti. Gli strumenti di Unified Communication e live collaboration sono utilizzati per il supporto a team interfunzionali con alcuni casi interessanti di utilizzo di 3D collaborative environment, affiancato da social network interni (per evidenziare le competenze e i progetti delle diverse persone).

    Nelle Direzioni Amministrazione e controllo è preferito l’utilizzo per planning e reporting, contabilità esterna e contabilità analitica, attraverso l’utilizzo di strumenti più tradizionali di Unified Communication e Live Collaboration e accesso a cruscotti gestionali e documentazione operativa attraverso dispositivi mobile.

    Infine le Direzioni Acquisti utilizzano strumenti 2.0 in attività come la gestione degli ordini, dei documenti di trasporto e delle richieste d’acquisto dei fornitori, con benefici relativi alla riduzione dei costi e tempi del ciclo passivo. Non sono molti gli strumenti utilizzati in modo rilevante, ma fra quelli più diffusi vi sono Unified Communication e Project Centric Collaboration.

    Per quanto la rilevanza delle iniziative Enterprise 2.0 sia percepita elevata e in crescita, l’analisi di diversi livelli di maturità può essere interpretata alla luce di quattro elementi fondamentali:

    • la leadership del Top e Middle Management nel promuovere le iniziative Enterprise 2.0, nel definire una vision comune e nell’influenzare i membri dell’organizzazione a modificare il loro comportamento;
    • la strategia in termini di piani e modalità di introduzione di iniziative Enterprise 2.0 e coinvolgimento dei diversi attori aziendali alla loro definizione;
    • la governance sia di sviluppo che di gestione delle iniziative in termini di ruoli, livello di partecipazione dei membri dell’organizzazione e policy di utilizzo degli strumenti;
    • gli strumenti 2.0 adottati.

    A una limitata attenzione verso questi elementi sono imputabili molti fallimenti e, soprattutto, il numero molto elevate di iniziative che, nonostante la buona volontà e l’entusiasmo iniziale restano ad un livello di sperimentazione o di utilizzo superficiale.

    L’esperienza dei casi di successo analizzati evidenza che per passare dalle sperimentazioni ai “fatti” occorre:

    • impostare la Governance di questi progetti con particolare attenzione alla partecipazione del management di business, facendo comprendere che è possibile creare valore e ottenere benefici concreti sui processi;
    • inserire e far crescere al proprio interno nuovi ruoli e professionalità che siano in grado di accompagnare e gestire il cambiamento organizzativo, e questo è un concetto molto caro non solo a noi ma a molti;
    • fornire strumenti di immediata utilità operativa, in grado di integrarsi fin da subito con i processi di business, arricchendoli di funzionalità social per migliorarne le prestazioni;
    • sfruttare il potenziale di “presa” sugli utenti dei nuovi device mobili, smartphone e tablet, per una strategia realmente multicanale in grado di raggiungere anche target non abituati o impossibilitati a utilizzare computer e notebook;
    • definire un percorso di evoluzione degli strumenti che accompagni lo sviluppo della cultura organizzativa, comprendendo quali possano essere gli elementi maggiormente motivanti per abilitare dinamiche sociali e di collaborazione presso il personale interno.

     

    Questo post è stato pubblicato anche su Cisco Idea Impresa
  • In Italia è app mania, ma i ricavi sono ancora pochi

    Il fermento imprenditoriale nel mondo Mobile è emerso con forza a SMAU ai Mobile App Awards: oltre 260 applicazioni candidate da circa 200 differenti imprese italiane. E l’Italia in ambito Mobile è tra i Paesi leader nel mondo. anche se i ricavi compplessivi sono ancora pochi

    Mobile appLa conferma che l’Italia stia vivendo una Mobile Revolution giunge chiaramente dai Mobile App Awards – tenuti oggi a SMAU Milano – primo contest di premiazione delle Applicazioni Mobile sviluppate da aziende italiane e internazionali, organizzato dagli Osservatori Mobile della School of Management del Politecnico di Milano in collaborazione con SMAU. Nel mondo sono oltre 900.000 le applicazioni già disponibili sui principali Application Store ed entro fine anno si stima di raggiungere il milione. Un boom che vedrà il numero di download a fine 2011 superare i 30 miliardi dal lancio. (altro…)

  • Uebbo.net, il proximity marketing a portata di mano

    Si sente sempre più spesso parlare di proximity marketing e oggi vogliamo segnalarvi una piattaforma nuova che permette di superare quei limiti che molti indicavano del marketing di prossimità. La piattaforma è Uebbo.net e vediamo come funziona

    UEBBO.NETUebbo.net è un sistema orientato al marketing di prossimità sviluppato però abbandonando le “vecchie” limitazioni del classico proximity marketing quali l’obbligatorietà di strumenti hardware, la connettività bluetooth obbligatoria che porta con se il noto problema di limitazione del raggio di azione, il ridotto contenuto multimediale che poteva essere fornito e la necessaria campagna di marketing collaterale che per ogni fruitore di un servizio di proximity marketing doveva essere associata. Tutto questo rendeva e rende il marketing di prossimità, inteso nell’accezione classica, ancora abbastanza “di nicchia”. (altro…)

  • Risparmio Super, un’altra startup cresce

    Risparmio Super, un’altra startup cresce

    Nel nostro viaggio all’interno del mondo startup vi riportiamo questa bella notizia di Risparmio Super che riceve ben 400 mila euro di finanziamento e punta decisamente verso gli States. Un altro esempio di startup italiana che cresce

    risparmiosuper.itRealtà pluripremiata tra le start-up italiane che tengono alta la bandiera della creatività sul web del nostro Paese, Risparmio Super annuncia oggi l’ottenimento di un finanziamento di 400mila euro, che le consentirà di avviare un’ulteriore fase della sua crescita ed espansione anche sui mercati esteri. Tale finanziamento, annunciato l’altro ieri a Catania, in occasione di una conferenza stampa tenuta dal Presidente della Provincia Giuseppe Castiglione, mostra che a credere nel progetto della trentacinquenne imprenditrice messinese Barbara Labate e dell’esperto del web italo-israeliano Zion Nahum sono anche le istituzioni locali. I fondi che consentiranno all’azienda di avviare l’espansione anche all’estero provengono infatti da Zernike Meta Ventures, joint venture italo-olandese che gestisce il fondo Ingenium Provincia di Catania dedicato alle imprese più innovative della provincia, e LVenture, venture capitalist gestore dell’incubatore EnLabs.

    E così Risparmio Super può ora guardare agli States, ripercorrendo all’inverso il cammino che ha portato Barbara dal Master alla Columbia University – durante il quale la necessità di risparmiare tempo e denaro per la spesa di tutti i giorni l’ha portata ad avere la prima idea di Risparmio Super – al ritorno in Italia, all’incontro con Zion e al lancio della loro web company, che compara i prezzi dei principali ipermercati e supermercati d’Italia per aiutarci a risparmiare fino a 1000 euro l’anno sulla spesa.

    Risparmio Super – che ha sede a Milano e Catania – è oggi l’unico sito italiano che analizza e confronta 45 insegne della GDO in modo capillare, monitorando oltre 10.000 punti vendita e comparando quotidianamente i prezzi di generi alimentari, prodotti per l’igiene, elettronica di consumo ed elettrodomestici. L’idea è vincente ed è stata premiata dai consumatori ai quali fornisce un servizio prezioso: gli iscritti al sito www.risparmiosuper.it sono passati da 30mila a oltre 100mila negli ultimi due mesi. Numeri che fanno di Risparmio Super il leader assoluto sul mercato nazionale della comparazione online dei prodotti alimentari.

    Grazie alla creatività e al loro spirito d’iniziativa, Barbara e Zion si erano già fatti notare a livello internazionale, trionfando al Plug & Play International Expo 2011 nella Silicon Valley, manifestazione internazionale dedicata alle migliori start-up, e annoverandosi tra i vincitori di Mind the Bridge 2010, che premia le aziende italiane con il business plan più promettente e innovativo.

    Il nostro obiettivo è quello di individuare aziende capaci di apportare valore all’ecosistema industriale italiano, che, nel lungo termine, abbiano la capacità di trasformarsi in innovazione duratura per il nostro Paese. Sicuramente il potenziale di crescita di Risparmio Super è altissimo, anche perché risponde in modo semplice e innovativo alla concreta esigenza di risparmio che interessa un pubblico amplissimo: un vero e proprio servizio al consumatore al quale viene data la possibilità di muoversi con intelligenza e consapevolezza nel mare magnum delle offerte promozionali”, ha aggiunto Luigi Capello, fondatore di LVenture.

    Forte del successo ottenuto in Italia, l’azienda punta ora all’espansione internazionale; Barbara e Zion hanno ben chiare quelle che sono le loro strategie future:

    Barbara LabateQuesto finanziamento ci permetterà di offrire ai nostri utenti un servizio ancora più completo e accurato: tra i nostri obiettivi c’è anche quello di aumentare i punti vendita monitorati, per garantire una presenza ancor più capillare sul territorio italiano”, dichiara Barbara Labate, fondatrice e Responsabile Business Development di Risparmio Super.

    Inoltre, entro il primo trimestre 2012, ci proponiamo di sbarcare sul mercato internazionale, con il lancio del portale in Europa e negli USA”, aggiunge Zion Nahum, fondatore e Responsabile Marketing di Risparmio Super.

    Non possiamo che rallegrarci di fronte a questa bella notizia che ci conferma ancora una volta che il panorama delle startup italiane è in continuo fermento, pronto a sfornare progetti e idee innovative, e come vediamo, competitive. Ingredienti che contribuiscono alla crescita dei progetti stessi e che attirano investimenti, essenziali per poter progettare in grande.

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