Tag: mentoring

  • Piuttosto che lamentarti, fai! #IlMioMentore

    Piuttosto che lamentarti, fai! #IlMioMentore

    Cristina Maccarrone nel suo racconto cita diversi mentori, il più importante dei quali è il suo papà che gli ha insegnato tra le altre cose, a darsi da fare. Quel “fare” che ti permette poi di raggiungere risultati duraturi.

    [Vi ricordiamo che fino al 30 settembre 2012 è possibile donare due euro inviando un sms al numero 45507 o cinque euro dal telefono fisso per “Cambia la vita di un bambino” iniziativa di Mentoring Usa Italia Onlus.]

    Cambia-la-vita-di-un-bambino---45507Faccio parte di quelle persone che non sanno dire chi è il proprio migliore amico. Che non amano le graduatorie o mettere qualcuno al “primo posto” per questo lì per lì pensare ad un solo mentore nella mia vita mi ha lasciato un po’ perplessa.

    “Uno solo?” è la prima cosa che ho chiesto. E questo c’entra con il fatto che “mi innamoro” spesso delle persone e che in ogni fase della mia vita ho forse avuto un mentore. Lo so: vado contro la definizione classica, che ha visto solo Mentore essere il prezioso consigliere di Telemaco, ma per me è stato così fin da quando ero piccola.

    Be’, il primo è sicuramente mio padre. Sono una di quelle bambine “innamorate” del proprio padre che non ha mai avuto il coraggio di rivelarglielo quando era piccola e che ci ha provato forse in modo grossolano da grande. E che ci prova ogni volta che cerca la sua approvazione su cose su cui abbiamo pareri diametralmente opposti.

    Mio padre che mi ha insegnato a sopportare la fatica fisica e che mi dice sempre “Piuttosto che lamentarti, fai”. È lui che, nonostante abbia affrontato periodi molto duri in cui non è mai venuto meno alla sua responsabilità, mi ha insegnato l’importanza del fare. Ma non del fare che spesso mi contraddistingue ossia il volere non perdermi nulla, ma quel fare artigiano, quel fare che ti porta con pazienza e tenacia ai veri risultati. Quelli duraturi.

    Non un solo mentore, e se vado con la memoria solo di una manciata di anni, quando ho iniziato a fare la giornalista, è come se nel mio destino ci fosse un nome che ricorre spesso: Luca.

    Luca è stato il mio primo capo in un giornale locale, mi ha “insegnato” a scrivere, a insistere quando le notizie sembravano non venire fuori, a metterci quella punta d’ironia che serve per affrontare le cose e a divertirmi con questo lavoro.

    Un altro Luca, o meglio Gianluca, in un altro giornale, quando ai tempi scrivevo anche di cronaca nera. Che mi telefonava a mezzanotte per una virgola fuori posto, ma che ogni volta mi ricordava quanto i particolari e l’essere precisi potessero e possano servire per comunicare nel modo migliore.

    Altro mentore, capo di un giornale molto importante, una persona che ha creduto in me quando non ci credevo neanche io e che mi ha accompagnato in quella ricerca costante di storie da raccontare senza dimenticare che qualsiasi cosa si faccia, qualsiasi cosa si scopra, quel che conta è avere il massimo rispetto per tutto e per tutti. E io ci provo.

  • I binari da seguire di Anna Masera, #IlMioMentore

    I binari da seguire di Anna Masera, #IlMioMentore

    Anna Masera ci racconta un pò della sua vita e di come, dopo la morte della mamma quando era ancora piccola, la ricerca di una figura su cui poggiare fosse importante. La trovò nella sua maestra e i suoi insegnamenti li conserva e li segue ancora oggi. Una bella storia che ci ricorda che la figura del mentore è fondamentale, come lo è per i ragazzi per i quali Mentoring Usa Italia Onlus ha realizzato la campagna “Cambia la vita di un bambino”. E tutti voi potete sostenerla fino al 30 settembre con una donazione di 2 euro via sms o 5 euro da telefono fisso

    Cambia-la-vita-di-un-bambino---45507Il mio mentore è stata la maestra Cassina, in prima elementare. Abitavo da poco a Milano, mia mamma stava morendo di tumore, mio padre si era trasferito in città dall’Alto Adige dove faceva il capitano degli Alpini per farsi aiutare dalle sue sorelle, mie zie, ad allevare i suoi tre figli: mio fratello, mia sorella e io. Ero la più grande, la più responsabilizzata, e la più cosciente di quello che stava accadendo. Perdere la mamma da piccola è stato un trauma con cui ancora oggi faccio i conti. Ma all’età di 7 anni (sono nata in gennaio e ho iniziato la scuola a 6 anni e mezzo) ero una cucciola costretta a comportarsi da adulta in casa, con un papà militare che mi amava ma non sapeva esprimerlo con la tenerezza di una mamma… Era dura e a scuola rischiavo di sbandare. (altro…)

  • E’ la cultura che ci indica la strada, #IlMioMentore

    E’ la cultura che ci indica la strada, #IlMioMentore

    Per Benedetta Cosmi è la cultura ha la forza di indirizzare la strada, come appunto è capace di fare un mentore. E ci racconta che il suo mentore si trova nella “Lettera a una professoressa” dei ragazzi di Don Milani. Vi ricordiamo che fino al 30 settembre è possibile donare due euro inviando un sms al numero 45507 o cinque euro dal telefono fisso per “Cambia la vita di un bambino” iniziativa di Mentoring Usa Italia Onlus

    Cambia-la-vita-di-un-bambino---45507Un mentore, avere un maestro, un buon esempio, lo stimolo a fare. La fame di fare e di rifarsi. In una società in cui si dice che ne mancano, con una generazione di sessantenni sessantottini che hanno allenato il loro spirito “contro” le istituzioni scolastiche, accademiche, del nucleo familiare, che hanno impostato la propria personalità allenata da bracci di ferro, che sono cresciuti, e forse sono ancora “orfani di padre”. Loro che dovrebbero per età e per ruoli che ricoprono sentirsi pronti a regalarsi, loro sono ancora e più di prima in allerta a sgomitare. Loro, quelli a cui noi rivolgeremmo col cuore aperto il nostro ottimismo per essere guidati, loro oggi hanno bisogno di una guida più di noi, spesso si tratta di professori, di dirigenti, di politici, di imprenditori, che vivono in un mondo molto diverso da quello in cui si formarono, in una società in cui tutti piangono di volta in volta la morte di un cardinale, un economista, un giornalista, uno scrittore, quasi con la rassegnazione di chi, per dirla con il grande cantautore della vita quotidiana, Giorgio Gaber, pensa a quegli uomini come ad una “razza in estinzione”. (altro…)

  • Il mentore di Andrea Bocelli, #IlMioMentore

    Il mentore di Andrea Bocelli, #IlMioMentore

    Andrea Bocelli è tenore, interprete della musica poliedrico, uno degli artisti italiani più conosciuti e amati all’estero. Tanti i riconoscimenti e i premi avuti durante la sua carriera e di recente ha ricevuto anche il “Premio America” della Fondazione Italia Usa. Il testo che pubblichiamo è tratto da “The Person Who Changed My LiFe” di Matilda Raffa Cuomo, Presidente Onorario di Mentoring USA/Italia Onlus, dove racconta di Amos, il suo mentore

    Andrea BocelliAmos Martelacci, il mio Mentore, è presente in filigrana nelle pagine del libro  “La musica del silenzio”, pubblicato nel 1999 da Mondadori e prossimo alla ristampa. Ho accolto con gioia l’ invito di Mrs. Matilda Raffa Cuomo a raccontare la mia esperienza di Mentee nel volume  “The person who changed my life”, da Lei curato ed ampliato per una nuova edizione. 

    Intorno ai diciotto anni, avvertii il desiderio di un modello da seguire, di qualcuno da emulare, come se non sarebbe bastato il tempo, né il ricordo della maestra delle Scuole Elementari, né le mie quotidiane esperienze a domare il mio carattere impulsivo e passionale. (altro…)

  • La forza e le favole del mentore di Cristiana Raffa, #IlMioMentore

    La forza e le favole del mentore di Cristiana Raffa, #IlMioMentore

    Cristiana Raffa ci racconta il suo mentore. Una figura che nonostante le difficoltà della guerra e della vita ha saputo superarle con la forza d’animo. Fino al 30 settembre è possibile donare due euro inviando un sms al numero 45507 o cinque euro dal telefono fisso per “Cambia la vita di un bambino” iniziativa di Mentoring Usa Italia Onlus

    Comincia sempre nello stesso modo e io sempre lì in ascolto con le orecchie tese, come se fosse la prima volta. Però lei aggiunge ogni volta un particolare che aspetto per registrarlo nella memoria. “All’epoca lavoravo ai Parioli, in via Ruggero Fauro, in una delle sartorie più importanti di Roma, avevo 17 anni e avevo iniziato come apprendista 3 anni prima”. C’andava con “la circolare” mia nonna a lavorare, quello che allora era il tram che serviva il centro storico passandogli attorno, con un giro che non ostacolasse il percorso delle automobili ormai abbondanti. (altro…)

  • Basta una frase per migliorare la vita di chi ci sta attorno, #IlMioMentore

    Basta una frase per migliorare la vita di chi ci sta attorno, #IlMioMentore

    Luca Baiguini, docente di Comportamento al MIP, racconta chi è stata la persona che lo fa sentire fiero di quel che sta facendo. Fino al 30 settembre è possibile donare due euro inviando un sms al numero 45507 o cinque euro dal telefono fisso per “Cambia la vita di un bambino” iniziativa di Mentoring Usa Italia Onlus.

    Robert ha un fisico da maratoneta: smilzo e pronto. Di professione fa lo studioso e il formatore.Lo considero uno dei miei maestri. E lo ammiro, soprattutto per quella sua capacità di costruire modelli pragmatici con cui ridurre la complessità del mondo che ci viene incontro ogni giorno, e di spiegarli con competenza, sì, ma pure con una passione che, ogni volta, gli puoi leggere negli occhi. È capitato che un giorno mi trovassi a Firenze, in un albergo. Ero lì per seguire un suo seminario, che sarebbe iniziato il giorno dopo. Lo avrei incontrato per la prima volta, il giorno dopo.

    Fino a quel momento lo avevo soltanto letto e tradotto. Sì, perché un giorno, vedendo quanti articoli interessanti scrivesse sul suo sito internet, e vedendo che nessuno si prendeva la briga di tradurli in italiano, gli ho inviato una mail chiedendogli l’autorizzazione a farlo io, e a pubblicare quegli articoli sul sito di una community che allora animavo. Lui mi aveva risposto che sì, lo potevo fare. Potevo tradurre i suoi articoli e metterli a disposizione del pubblico italiano.

    È capitato che quel giorno, a Firenze, fossi in ascensore: stavo scendendo dalla mia camera al quinto piano verso il pianoterra. L’ascensore si ferma al terzo, e sale lui, Robert.

    È un’emozione incontrare una persona per cui nutri una sincera ammirazione.

    Lui se ne deve essere accorto, tanto che rompe il ghiaccio.

    Ciao, mi dice in inglese, mi chiamo Robert.

    Lo so, rispondo. Ti conosco. Io mi chiamo Luca.

    Luca?

    Sì. Luca Baiguini.

    Ah, ma allora tu sei il traduttore italiano dei miei articoli!

    Sì, sono io.

    Un secondo per guardarmi negli occhi, poi mi dice:

    Sono fiero di essere tradotto da te e che i miei articoli stiano sul tuo sito.

    Fiero, tu? Mi chiedo subito. No. Sono io a dover essere fiero di tradurre ed ospitare i tuoi fantastici articoli, gli vorrei dire. Ma non c’è tempo. L’ascensore è arrivato al pianoterra.

    A domani, dice Robert.

    E io a pensare che forse, allora, sto facendo un buon lavoro: Robert si sente fiero di essere parte del mio piccolo progetto.

    Ci sono state altre occasioni di incontro, con Robert. E, sempre, ho notato questa sua capacità di farmi sentire fiero di quel che stavo facendo.

    Ecco, per dire che a volte mentore non ha bisogno di molte parole. Magari basta una frase per influenzare positivamente la vita di chi ci sta attorno.

    Un mentore può fare la differenza, specie in alcuni momenti chiave del nostro percorso personale e professionale.

    Mentoring USA/Italia aiuta i ragazzi meno fortunati dando loro dei modelli positivi da seguire, per questo ti invito a sostenere le sue iniziative inviando un sms al 45507: donerai 2 euro in favore dei progetti mentoring.

  • Chi ha aiutato Whoopi Goldberg a diventare Whoopi Goldberg? #IlMioMentore

    Chi ha aiutato Whoopi Goldberg a diventare Whoopi Goldberg? #IlMioMentore

    Whoopi Goldberg ha cominciato a recitare a otto anni a New York. In seguito si è trasferita a Berkeley, dove ha recitato in spettacoli comici. Film come “Il colore viola” e “Ghost” le hanno premi prestigiosi e l’hanno fatta conoscere al grande pubblico. Whoopi è nota per il suo impegno dalla parte dei bambini, dei senzatetto, dei diritti umani, contro l’abuso di droghe, per l’AIDS. In questo racconto, tratto da “The Person Who Changed My LiFe” di Matilda Raffa Cuomo, Presidente Onorario di Mentoring USA/Italia Onlus, ci racconta il suo mentore

    Whoopi-GoldbergMia madre, Emma, è una persona di grande valore. Ha avuto tutti gli ingredienti giusti che mi hanno influenzata durante la crescita. Ci fece da autista una volta che andammo ad una gita scolastica in campagna . Era il periodo in cui tutti formavano i gruppi. Volevo disperatamente essere parte di una cricca. Volevo essere in un gruppo alla moda. Quando facemmo questa gita in campagna, ero appena entrata in uno di questi gruppi ed ero molto felice. Tutti, però, in macchina prendevano in giro un mio amico, ma io non feci niente. Anzi, presi parte alla cosa. Mia madre, alla guida, restò in silenzio tutto il tempo. (altro…)

  • Qual è stato il mentore di Cindy Crawford? #IlMioMentore

    Qual è stato il mentore di Cindy Crawford? #IlMioMentore

    Cindy Crawford è sicuramente uno dei personaggi più famosi al mondo. È passata dal mondo della moda e della bellezza all’arena del giornalismo televisivo come presentatrice di House of Style su MTV per sei anni. E’ stata anche attrice e scrittrice. Nata e cresciuta nell’Illinois, la Crawford è diventata una delle modelle di maggiore successo di tutti i tempi. Ora madre di due bambini, si divide tra New York e Los Angeles. Ma chi è stato il suo mentore? Ce lo racconta in questo testo che pubblichiamo, tratto da “The Person Who Changed My LiFe” di Matilda Raffa Cuomo, Presidente Onorario di Mentoring USA/Italia Onlus

    Cindy Crawford #IlMioMentorePer tutta la vita ho avuto la grazia di incontrare persone che mi hanno consentito di crescere e svilupparmi come persona. Prima e più importante, mia madre mi ha sempre dato amore e sostegno incondizionati. Ha sempre avuto una grande fiducia in me e con la forza interiore del suo carattere mi ha sfidata a realizzare i miei sogni. Anche durante il suo divorzio da mio padre, ha conservato una visione positiva della vita. Mi spiegava che quando cerchi di fare il tuo meglio, non c’è fallimento: “Puoi sempre ritornare a casa. Il fallimento è quando non ci provi affatto”. Anche mio padre ha avuto una grande influenza su di me. Mi ha invogliata ad essere ambiziosa e a sviluppare l’amore per la conoscenza. Mi ha anche sfidata e mi ha costantemente ricordato che le ragazze possono realizzare molto, molto di più dei maschi.  (altro…)

  • Due uomini, due fari. #IlMioMentore

    Due uomini, due fari. #IlMioMentore

    Anche per Federica Digiorgio la figura del mentore è all’interno della famiglia. L’adolescenza ci porta a cercare dei modelli da seguire ed è una fortuna quando te li trovi accanto. Federica ci racconta la sua storia per l’iniziativa “Cambia la vita di un bambino” di Mentoring Usa Italia Onlus

    Cambia la vita di un bambino - sms 45507A volte si ha la fortuna di poter descrivere come dei veri e propri fari persone vicine e intime. Nel mio caso, un paio di uomini hanno assunto nella mia formazione un ruolo di indiscusso valore. Con due modelli: da un lato per il valore della professionalità, dall’altro per le esperienze da considerare dei veri e propri bigini di saggezza vitale. Un nonno e uno zio, appartenenti allo stesso ramo familiare e quindi padre e figlio.

    (altro…)

  • Il viaggio del fundraiser, #IlMioMentore

    Il viaggio del fundraiser, #IlMioMentore

    Paolo Ferrara racconta come è iniziata la sua avventura come professionista del fundraising e come, dal Pavarotti & Friends, sia continuata la sua carriera di esperto di marketing e comunicazione grazie a una figura importante che ha incontrato nella sua vita, il suo Mentore

    Cambia la vita di un bambino - sms 4550729 anni. Qui in Italia sei un bimbo, almeno professionalmente parlando. Avresti voluto accumulare esperienze professionali, ma te le hanno precluse. Fai un lavoro fantastico, ti dici, hai iniziato a raccogliere fondi per i bambini che vivono in posti lontanissimi e sei contento…però quei bambini non li hai ancora visti. Almeno non quelli inseriti nei progetti per cui fai fundraising e tutto sommato non sei ancora convinto che questo sarà il tuo futuro. Poi un giorno arriva una telefonata. Abbiamo il Pavarotti & Friends. Bisogna organizzare il viaggio, portare in Italia i bambini della scuola d’arte di Siem Reap che balleranno durante il concerto e per cui costruiremo scuole, un centro d’arte, un centro nutrizionale… (altro…)